I libri liturgici sono quelli che vengono usati nelle celebrazioni liturgiche e che contengono i testi e le rubriche per lo svolgimento corretto della celebrazione. Non sono soltanto strumenti personali del sacerdote: sono segni e strumenti della comunione ecclesiale e rendono possibile la partecipazione ordinata dell’intera comunità.
Durante la celebrazione della Messa, il libro indispensabile usato dal sacerdote è il Messale, mentre il Lezionario contiene i brani biblici proclamati e altri libri accompagnano i diversi riti, i sacramenti e la liturgia delle ore. La loro organizzazione attuale è il risultato di una lunga evoluzione, dalle prime raccolte di testi fino ai libri distinti oggi destinati al celebrante, al lettore, al cantore, al vescovo e all’assemblea.
Che cosa sono i libri liturgici
Nei primi tempi del cristianesimo, l’unico libro liturgico era la Bibbia, da cui si leggevano direttamente i brani che venivano proclamati nelle varie riunioni di culto. A poco a poco vennero scritti alcuni libri con indicazioni sullo svolgimento dei riti.
Il più influente di tutti fu la Tradizione Apostolica, del presbitero romano Ippolito (secolo III). A partire dal secolo IV, si vennero formando raccolte di testi eucologici usati nelle celebrazioni liturgiche della città di Roma.
La raccolta più nota è quella che si chiama Sacramentarium Veronense. Venne il tempo in cui ogni parte integrante di una celebrazione, affidata regolarmente ad un ministro specifico, godette di un libro proprio.
Dai libri dei singoli ministri ai volumi liturgici
Così, si ebbe il sacramentario, o libro del celebrante, con le formule delle orazioni per l’Eucaristia e per i sacramenti; il lezionario, o libro del lettore, con i brani biblici convenientemente distribuiti; l’antifonario, o libro del cantore e del coro, coi canti della Messa.
Quando la liturgia romana fu esportata in altri luoghi, si composero gli ordines, o ordinari, con le rubriche le quali spiegavano lo svolgimento delle varie celebrazioni. Più avanti, sé sentì la necessità di fondere i vari libri in un volume unico, che contenesse tutti gli elementi necessari per ogni celebrazione.
Si formarono così il pontificale, coi testi e i riti necessari per le celebrazioni riservate al vescovo; il messale plenario, con le orazioni, letture, canti e rubriche per l’intera celebrazione dell’eucaristia; il rituale, con gli elementi necessari per i riti sacramentali propri dei presbiteri.
Qualcosa di simile è accaduto coi libri destinati alla liturgia delle ore: in un primo tempo, c’erano vari volumi (il salterio coi salmi; l’omiliazio con le letture patristiche; l’innario, con gli inni poetici di composizione ecclesiastica; l’antifonario, con le antifone; l’orazionale, con le orazioni conclusive delle varie ore canoniche.
Tutti questo libri sono poi confluiti in uno solo, chiamato breviario, perché, di fatto, era un sunto o compendio dei vari elementi.
La riforma dei libri liturgici dopo il Concilio di Trento
Dopo il Concilio di Trento, si è proceduto ad una revisione dei libri liturgici propri del rito romano. Furono così promulgati il Breviario (1568), il Messale (1570), il Pontificale (1595), il Cerimoniale dei vescovi (1600) e il Rituale (1614).
Questi libri, assieme al Martirologio (elenco delle feste e dei Santi che vengono celebrati in qualche luogo determinato), sono stati usati in tutta la Chiesa d’Occidente fino alla riforma del Concilio Vaticano II.
La riforma liturgica del Concilio Vaticano II
Questa riforma ebbe il risultato di una revisione profonda di tutti i libri liturgici. In un certo modo, dopo il Vaticano II, si è ritornati ad una situazione simile a quella che ha preceduto la formazione dei volumi plenari: infatti, attualmente, ogni sacramento o sacramentale gode di un libro proprio.
Un cambiamento molto importante è quello della pubblicazione dei libri liturgici nelle varie lingue vive, come anche le molteplici scelte che vengono offerte da ogni libro, oltre agli orientamenti previ di tipo teologico e pastorale contenuti in ogni libro liturgico.
Con ciò, il libro liturgico ha cessato di essere un testo fisso ed intoccabile: è diventato un complesso di materiali destinati ad essere adattati secondo le necessità di ogni comunità concreta che celebra la liturgia.
Le nuove edizioni del Messale Romano, iniziando da quello definito di Paolo VI, rispondono a quella indicazione precisa del documento conciliare Sacrosanctum Concilium, che parla della “Riforma della sacra liturgia”.
Si afferma al n.21: “Perché il popolo cristiano ottenga più sicuramente le grazie abbondanti che la sacra liturgia racchiude, la santa madre Chiesa desidera fare un’accurata riforma generale della liturgia. Questa infatti consta di una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o addirittura devono variare, qualora si siano introdotti in esse elementi meno rispondenti alla intima natura della liturgia stessa, oppure queste parti siano diventate non più idonee.
In tale riforma l’ordinamento dei testi e dei riti deve essere condotto in modo che le sante realtà che essi significano, siano espresse più chiaramente e il popolo cristiano possa capirne più facilmente il senso e possa parteciparvi con una celebrazione piena, attiva e comunitaria. A tale scopo il sacro Concilio ha stabilito le seguenti norme di carattere generale”.
E continua al N.22: “Regolare la sacra liturgia compete unicamente all’autorità della Chiesa, la quale risiede nella Sede apostolica e, a norma del diritto, nel vescovo. In base ai poteri concessi dal diritto, regolare la liturgia spetta, entro limiti determinati, anche alle competenti assemblee episcopali territoriali di vario genere legittimamente costituite.
Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica”.
Il Messale Romano usato dal sacerdote
Un libro indispensabile usato dal sacerdote durante la SS. Messa è il Messale. Il libro è collocato sull’altare (sul leggio per facilitarne la lettura) nella sua copertina rossa con fregi in simil-oro.
Talora, per facilitare il sacerdote celebrante che presiede la liturgia eucaristica, è collocato su un supporto davanti allo stesso celebrante. Come tutti i libri liturgici è conservato, normalmente, terminata la celebrazione liturgica, in quel locale denominato “Sagrestia”.
La collocazione, insieme agli altri libri liturgici corrisponde nel mobile utilizzato e nella collocazione a criteri di dignità e di rispetto. Il suo titolo è così definiti: “ Messale Romano - Riformato a norma dei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Paolo VI”.
L’uso del Messale Romano in italiano nella prima edizione del dopo Concilio è del 1973. Questa seconda edizione, nella traduzione italiana è del 1983.
È opportuno ricordare che i libri liturgici nella redazione dopo il Concilio Vaticano II, sono presentati alle Comunità nella lingua latina. Spetta alle Conferenze Episcopali nazionali preparare la traduzione nella lingua propria, inserire eventuali adattamenti già previsti dalla edizione tipica in latino, presentare alla Congregazione per i Sacramenti ed il Culto divino il progetto definitivo è compito delle singole Conferenze episcopali, Per l’Italia, come noto, è la Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
L’approvazione degli Uffici competenti autorizzava la diffusione e l’uso del Libro liturgico.
Composizione del Messale Romano
Si tratta di una edizione stampata nel 1983, arricchita di nuovi formulari che comprende:
- Una lunga e dettagliata introduzione che aiuta a comprendere il significato del Messale e dà anche suggerimenti concreti sui vari riti.
- Il proprio del tempo (Avvento, Natale, Quaresima, Settimana Santa, Triduo Pasquale, Tempo ordinario).
- Il rito della Messa con il popolo e senza popolo con le 4 preghiere eucaristiche, quelle della riconciliazione e la preghiera eucaristica V.
- Il proprio dei Santi, mese per mese, con alcune notizie agiografiche (molto sintetiche), sulla vita di ogni santo.
- Le Messe comuni (dedicazione di una chiesa, Beata Vergine Maria, martiri, pastori, dottori, vergini, santi e sante).
- Le Messe rituali, legate cioè ai sacramenti (battesimo, cresima e matrimonio) o ad altri riti considerati sacramentali (viatico. Benedizione abbaziale, consacrazione delle vergini ).
- Le Messe per varia necessità della Chiesa, della società civile, della vita (santificazione del lavoro, inizio dell’anno civile, tempo di semina ) e per chiedere alcune grazie da Dio: remissione dei peccati, concordia.
- Messe votive, riguardanti Gesù, la Madonna e alcuni Santi.
- Messe per i defunti.
- Nuovi formulari in appendice, cioè nuove preghiere eucaristiche, nuove orazioni, nuovi formulari.
- Melodie per il rito della Messa.
Il Messale è un libro della comunità
Questo libro liturgico, insieme ai Lezionari, è sicuramente il più familiare a tutti coloro che partecipano alle celebrazioni della S.Messa nelle nostre comunità cristiane. La familiarità non è però probabilmente accompagnata da una conoscenza della sua origine e dei suoi contenuti.
Non è solo un libro per il celebrante, è libro di tutta la comunità, di tutti i fedeli. Il Messale raccoglie infatti le orazioni, i formulari e le indicazioni rituali che ordinano la celebrazione eucaristica e consentono all’assemblea di partecipare alla preghiera della Chiesa.
Il Lezionario e gli altri libri per la Messa
Riguardo, poi, alla Messa, c’è il messale dell’altare, il lezionario ed il cantorale, per non parlare di altre possibilità, come, per esempio, il libro della sede, che contiene esclusivamente i testi proferiti dal celebrante stando alla sede presidenziale.
Il lezionario, o libro del lettore, con i brani biblici convenientemente distribuiti, è distinto dal Messale perché è destinato alla proclamazione della Parola di Dio. Il cantorale, invece, raccoglie i canti destinati al cantore e al coro.

Il libro della sede
Il libro della sede contiene esclusivamente i testi proferiti dal celebrante stando alla sede presidenziale. La sua funzione è rendere disponibili le orazioni e gli altri testi propri di quel momento della celebrazione senza trasferire continuamente il Messale dall’altare alla sede.
L’Orazionale e la preghiera dei fedeli
Esiste poi l’Orazionale, a complemento del Messale, che serve per la preghiera dei fedeli. L’orazionale non vuole togliere ai fedeli la spontaneità delle preghiere, piuttosto vuole dare buoni esempi di intenzioni di preghiera.
Tale libro liturgico riporta le intenzioni di preghiera per i vari tempi dell’anno liturgico, per molti santi, per circostanze diverse.
Il libro delle Messe della Beata Vergine Maria
Altro libro liturgico è quello che mette insieme tutte le SS. messe in onore della Madonna, distribuendole secondo i tempi liturgici; pur essendo destinato ai santuari mariani, è messo a servizio di tutte le chiese, da utilizzare in particolari nei sabati del tempo ordinario in cui non ricorre una meditazione obbligatoria.
I libri rituali per i sacramenti e i sacramentali
La Conferenza Episcopale Italiana ha promulgato il Rituale Romano in vari volumi, tanti quanti sono i riti dei sacramenti e sacramentali:
- Il rito del Battesimo dei bambini, con le premesse al rito e il lezionario.
- Il rito della Confermazione, con premesse e legionario.
- Il rito del Matrimonio sempre con premesse e legionario.
- Il rito della professione religiosa.
- Il rito della comunione fuori dalla Messa.
- Il rito della Penitenza.
- Il sacramento dell’Unzione e la cura pastorale degli infermi.
Il rituale, con gli elementi necessari per i riti sacramentali propri dei presbiteri, è uno dei principali libri liturgici destinati al sacerdote al di fuori della celebrazione eucaristica.
Il Pontificale Romano
Il Pontificale Romano è composto da volumi grandi che vengono usati solo nelle Cattedrali, in quanto contengono riti che prevedono la presenza del vescovo.
Si tratta dei riti:
- della confermazione;
- dell’Ordinazione del Vescovo, dei presbiteri e dei diaconi;
- dell’istituzione dei Ministeri;
- Della benedizione degli oli.
I libri per la liturgia delle ore
In un primo tempo, c’erano vari volumi: il salterio coi salmi; l’omiliazio con le letture patristiche; l’innario, con gli inni poetici di composizione ecclesiastica; l’antifonario, con le antifone; l’orazionale, con le orazioni conclusive delle varie ore canoniche.
Tutti questo libri sono poi confluiti in uno solo, chiamato breviario, perché, di fatto, era un sunto o compendio dei vari elementi. La tradizione del breviario ha lasciato il posto, nella riforma liturgica, ai libri propri della Liturgia delle Ore.
Tra i libri liturgici collegati a questa preghiera della Chiesa rientrano quindi i volumi che raccolgono salmi, letture, inni, antifone e orazioni delle varie ore canoniche.
La Messa dei fanciulli
Nel 1976 i vescovi italiani hanno composto due libri liturgici per le celebrazioni con i fanciulli:
- La Messa dei fanciulli, cioè un Messale che riporta un direttorio per insegnare a guidare i fanciulli verso la celebrazione eucaristica, il rito vero e proprio della Messa con le preghiere eucaristiche, varie preghiere presidenziali ed anche melodie.
- Il Lezionario per la Messa con i fanciulli.
Il Martirologio e gli altri libri liturgici
Il Martirologio è un elenco delle feste e dei Santi che vengono celebrati in qualche luogo determinato. Insieme al Breviario, al Messale, al Pontificale, al Cerimoniale dei vescovi e al Rituale, è stato usato in tutta la Chiesa d’Occidente fino alla riforma del Concilio Vaticano II.
La pluralità dei libri liturgici risponde alla varietà delle celebrazioni e dei ministeri: il sacerdote utilizza il Messale e i rituali, il lettore il Lezionario, il cantore o il coro l’antifonario e il cantorale, mentre il vescovo presiede i riti propri del Pontificale.
Libri liturgici e comunione ecclesiale
I libri liturgici, e tra questi il Messale Romano, sono segno e strumento di comunione ecclesiale. Sono garanzia di una tradizione che continua nella fedeltà alla verità teologica millenaria, sia pure adattata in alcuni aspetti della ritualità celebrativa e nel linguaggio, alle variazioni della realtà storica ed alle caratteristiche delle singole chiese locali.
La traduzione e l’adattamento dei libri liturgici non sono quindi iniziative individuali, ma seguono un percorso ecclesiale regolato dall’autorità competente. Le Conferenze Episcopali nazionali preparano la traduzione nella lingua propria e inseriscono gli eventuali adattamenti già previsti dall’edizione tipica in latino.
Per l’Italia, come noto, è la Conferenza Episcopale Italiana (CEI). L’approvazione degli Uffici competenti autorizzava la diffusione e l’uso del Libro liturgico.
Gli oggetti tessili collegati alla celebrazione
I servizi da messa sono accessori sempre presenti nelle celebrazioni religiose. A volte diamo per scontati certi oggetti che appartengono al cerimoniale della Messa, ma che forse passano un po’ in secondo piano rispetto ad altri oggetti liturgici, come il calice o la patena, e agli arredi sacri in genere.
Si tratta dei servizi da messa, o servizi da altare. Realizzati in tessuto, sono solitamente quattro pezzi coordinati tra loro: il corporale, la palla, il purificatoio e l’asciugamano.
Ci sono poi altri oggetti liturgici in tessuto che possono essere abbinati a questi quattro, come la tovaglia per l’altare, l’amitto e altri.
Il corporale
Corporale (è un panno di forma quadrata un po’rigida, di solito confezionato in tela di lino inamidato, ma come vedremo anche con altri tessuti. Viene usato ripiegato durante la celebrazione della Messa per coprire il calice.
Durante l’Offertorio viene disteso sull’altare per accogliere su di sé la patena e il calice dell’Eucarestia. Poiché “sostiene” il corpo di Cristo ha assunto questo nome).
La palla o copricalice
Palla (detta anche animetta, è un quadrato di stoffa, generalmente bianco. Di solito viene inamidata, ma può avere una consistenza sia dura che morbida.
Viene usata per coprire il calice, sopra il quale viene posato anche il corporale ripiegato, e la patena. In questo modo si evita che polvere o insetti vadano a contaminare il loro contenuto prima della Consacrazione).
La palla può essere di forma differente, tonda o quadrata. Inoltre può essere realizzata con un tessuto più o meno rigido, come lino inamidato o poliestere.
Alcuni modelli hanno addirittura all’interno un cartoncino o un piccolo pannello in plastica, che consente alla palla di restare rigida. Il cartoncino può essere sfilato grazie a delle comode aperture per rendere il lavaggio più semplice.
Un’altra particolarità, presente soltanto in alcuni modelli, è l’angolo plastificato. Alcuni modelli infatti hanno uno degli angoli ricoperto di plastica.
Questo permette al celebrante di afferrare la palla senza che il tessuto si sporchi o che si usuri con il tempo.
Il purificatoio
Purificatoio (è un rettangolo di stoffa, che può avere varie dimensioni. Viene utilizzato dal sacerdote durante la celebrazione liturgica per pulire la patena prima di appoggiarvi l’ostia, per pulire il calice prima di riempirlo e per asciugarlo alla fine della comunione, per asciugarsi le labbra dopo aver bevuto).
L’asciugamano o manutergio
Asciugamano (o manutergio, è un asciugamano bianco rettangolare e di varie dimensioni. Viene usato dal sacerdote prima della Messa e poi durante l’Offertorio per Lavanda delle mani).
Tessuti, decorazioni e colori
Questi paramenti proprio per l’importanza che rivestono nella celebrazione liturgica, non possono essere comuni pezzi di stoffa. Devono essere di qualità, confezionati con tessuto pregiati, o almeno con cura.
Anche i colori dei servizi da messa sono molto importanti. I colori liturgici principali, codificati nel Rito romano nel 1969, sono quattro: bianco, verde, rosso e viola.
I colori dei paramenti liturgici rimandano al tempo liturgico o all’occasione festiva presente. Il bianco simboleggia la gioia e la purezza derivanti dalla Fede e la Resurrezione, ed è legato in particolare all’adorazione di Gesù e della Madonna.
Il verde è simbolo di speranza, costanza e ascolto. Il viola simboleggia penitenza, attesa e il lutto e viene pertanto utilizzato durante l’Avvento e la Quaresima, o per le Messe per i defunti.
Il rosso simboleggia la passione di Cristo e viene utilizzato per i paramenti liturgici la domenica delle Palme, il Venerdì santo, a Pentecoste, e così via.
Altri colori non sono stati codificati, ma ricorrono ugualmente nei paramenti sacri e anche nei servizi da messa, o quanto meno nei loro decori e ricami, come l’azzurro, colore Mariano per eccellenza, o l’oro, che simboleggia regalità.
I principali materiali
I servizi da messa un tempo erano realizzati principalmente in lino, la fibra naturale più resistente che esista. Oggi si trovano servizi da messa confezionati con molti altri tipi di tessuto, ciascuno con le sue caratteristiche.
Il lino è ancora molto usato, è leggero e sempre elegante. Tra i suoi vantaggi ha che si asciuga con grande rapidità e questo permette lavaggi frequenti senza il rischio che si danneggi.
La trama regolare lo rende particolarmente adatto per il ricamo a punto croce e altri ricami a fili contati, e anche questo rappresenta un bel vantaggio per realizzare i preziosi decori dei servizi da messa.
Il cotone è morbido e con elevate proprietà di assorbimento, anche il cotone risulta particolarmente indicato per asciugare bene le mani del sacerdote e il calice.
Dall’aspetto lucido, può essere lavato a mano o in lavatrice senza particolari problemi. Alcuni servizi da messa moderni sono realizzati in parte in poliestere e in parte in cotone.
Il poliestere è molto resistente soprattutto alle lacerazioni e all’abrasione e non richiede molte attenzioni. Ha anche il vantaggio di essere piuttosto elastico e non sgualcisce.
Fin dall’antichità anche i tessuti pregiati come seta e raso sono stati utilizzati per i paramenti sacri e per i servizi da messa. Si tratta di tessuti lisci, morbidi al tatto, lucidi che comunicano immediatamente l’eleganza e la raffinatezza del prodotto.
A differenza dei precedenti tessuti però sono tutti molto delicati, e necessitano di maggiori accortezze per mantenere intatte le loro caratteristiche di lucentezza e morbidezza.
Decorazioni e ricami
I servizi da messa si differenziano anche per il tipo di decorazione con cui vengono abbelliti. Per prima cosa l’orlo, che può essere a giorno oppure semplice, realizzato a mano o a macchina.
Anche i ricami possono essere realizzati a macchina o a mano, a seconda della pregiatezza dell’articolo, ma anche a seconda del soggetto rappresentato. Ci sono servizi da messa decorati con disegni semplici come piccole croci bianche su sfondo bianco o disegni più elaborati.
Di norma i ricami raffigurano i simboli della liturgia: la croce, il calice, l’uva, le spighe, l’Eucarestia, il simbolo IHS dorato, la colomba oppure simboli mariani.
Le diverse simbologie si adattano perfettamente alla sensibilità e preferenza di ognuno e al tempo liturgico.

Il posto dei libri liturgici nella celebrazione
Ogni libro liturgico è collegato a una funzione precisa e a un momento determinato della celebrazione. Il Messale serve principalmente al sacerdote e contiene le formule e le indicazioni della Messa; il Lezionario serve alla proclamazione delle letture; il cantorale e l’antifonario sostengono il canto; il Rituale accompagna i sacramenti e i sacramentali; il Pontificale raccoglie i riti presieduti dal vescovo.
La distinzione dei libri non frammenta la celebrazione, ma rende visibile la collaborazione dei diversi ministeri. Il libro liturgico organizza la preghiera comune, conserva la tradizione e permette che la celebrazione sia compresa e vissuta secondo l’ordine della Chiesa.