Le reliquie dei santi in Grepolis

Le reliquie dei santi in Grepolis sono il fulcro di una modalità di gioco basata sulla conquista, il trasporto e la custodia di sette reliquie perdute, ciascuna con un bonus unico e legata a una divinità. L’alleanza che riesce a custodirne almeno tre per un determinato periodo di tempo viene proclamata vincitrice del mondo.

La modalità prende spunto da Dominio e Olimpo ed è pensata per la Modalità assedio, mentre in Rivolta potrebbero sorgere delle problematiche. Le reliquie compaiono dopo un determinato periodo di tempo ai bordi della mappa, il più possibile equidistanti dalla croce, sono fortemente difese e visibili a tutti.

Il significato delle reliquie nel gioco

Le reliquie dei santi attraversano la storia della cristianità come testimonianze di amore, devozione e Fede. La parola reliquia deriva dal latino reliquiae e significa resti.

Dunque una reliquia può essere prima di tutto la salma di un Santo, o più spesso una parte di essa, conservata in qualche modo e frazionata nel corso dei secoli. Nel caso delle reliquie cristiane il concetto di santità si allarga anche a qualsiasi cosa abbia avuto un contatto diretto con il Santo in questione, a partire dai loro indumenti o gioielli per arrivare agli strumenti usati per il loro martirio.

Inoltre, nel tempo si è diffusa l’usanza di venerare anche le cosiddette reliquie da contatto, ovvero oggetti che non hanno avuto nessun contatto diretto con il Santo, bensì con una sua reliquia, e in qualche modo ne hanno assorbito parte della santità. Le reliquie e i corpi santi hanno rappresentato per le comunità cristiane la speranza di una maggior partecipazione alla grazia e alla santità mediante il contatto diretto o quanto meno la venerazione di ciò che con un Santo aveva avuto contatto, o ancora di più era stato parte.

In Grepolis, questa idea viene trasformata in un obiettivo strategico: la reliquia non è soltanto un oggetto da raggiungere, ma una risorsa contesa che deve essere recuperata, trasferita, difesa e custodita. La sua conquista coinvolge la pianificazione dell’alleanza, la costruzione dei santuari, la preparazione della nave speciale e la protezione del percorso di ritorno.

Le sette reliquie e la condizione di vittoria

Come avrete letto dal titolo, la modalità ha come protagoniste sette reliquie perdute, ognuna con un bonus unico e legata ad una delle divinità. Queste compariranno dopo un determinato periodo di tempo ai bordi della mappa ed il più possibili equidistanti dalla croce.

Saranno fortemente difese e visibili a tutti, seguendo la medesima logica di Olimpo. Una volta apparse, le reliquie potranno diventare l’obiettivo delle alleanze, che dovranno organizzare spedizioni militari e navali per raggiungerle.

ElementoFunzione
Sette reliquieObiettivi principali della modalità
DivinitàOgni reliquia è legata a una divinità
BonusOgni reliquia fornisce un bonus unico
Condizione di vittoriaCustodire almeno tre reliquie per un determinato periodo di tempo
VisibilitàLe reliquie sono visibili a tutto il mondo

L’alleanza che riesce a custodirne almeno tre per un determinato periodo di tempo sarà proclamata vincitrice del mondo. La prima alleanza che recupera con successo tre reliquie attiva automaticamente un periodo di tempo che porterà alla vittoria e conseguente fine del mondo, seguendo la medesima logica di Dominio.

Questo periodo si interrompe, ma non si azzera, se nel frattempo una reliquia viene sottratta ad una alleanza che conseguentemente scende sotto la soglia di tre reliquie in possesso.

Fase I: costruzione dei santuari

Dal momento in cui le reliquie fanno la loro apparizione, con un momento che cambia in base alla velocità del mondo, il o i fondatori di ogni alleanza potranno scegliere tre isole, secondo la medesima logica delle Meraviglie, dove costruire tre santuari.

È previsto un santuario per ciascuna isola. Il santuario, gestibile solo dai fondatori, una volta eretto sarà interagibile e sarà composto da un altare, un cantiere navale o porto e un piedistallo.

Tutti questi edifici non sono livellabili e hanno funzioni diverse. Il cantiere navale permette di costruire la nave speciale, requisito imprescindibile per la vittoria del mondo, con potere offensivo e difensivo sia di terra che di mare.

La nave speciale ha il preciso scopo di trasportare la reliquia dal punto in cui si trova verso il santuario. Il cantiere navale può inoltre essere usato per potenziare i lavori base della nave speciale.

L’altare

L’altare, come una sorta di Accademia, può essere utilizzato per ricercare migliorie per la nave speciale, come la velocità di movimento e i bonus percentuali di difesa o attacco.

Ogni ricerca o potenziamento richiede l’utilizzo di materie che ogni membro dell’alleanza può inviare, seguendo la medesima logica delle Meraviglie. Questo sistema permette di distribuire il contributo tra più giocatori e di trasformare la preparazione della nave in un progetto comune.

Il piedistallo

Il piedistallo non ha nessuna funzionalità particolare e serve solo a mostrare e sostenere la reliquia in possesso. Se la nave dovesse raggiungere il santuario, la reliquia verrebbe poggiata sul piedistallo ed è quindi considerata recuperata.

Da questo momento, la reliquia dà un bonus unico a tutti i membri dell’alleanza che la possiede, secondo la medesima logica dei piccoli e grandi templi di Olimpo.

La proposta del Reliquiario degli Dei

Una modifica alternativa prevede che i tre santuari da erigere da ogni alleanza perdano la funzione di piedistallo, mantenendo invece quelle di cantiere navale e altare.

La funzione di piedistallo sarebbe assunta da un’unica isola comune, chiamata Reliquiario degli Dei, graficamente diversa e più grande delle isole classiche, posizionata nel crocevia dei quattro mari centrali.

Ogni nave speciale dovrebbe trasportare la reliquia fino a questo punto. Analogamente agli altri endgame, il Reliquiario degli Dei non sarebbe interagibile finché non apparirebbero le reliquie.

Spostando il Reliquiario in una posizione baricentrica, viene livellata la durata del viaggio di ritorno per ogni alleanza. La soluzione del santuario unico concentra quindi la fase finale in un luogo comune e riduce il vantaggio derivante dalla posizione iniziale delle alleanze.

Posizionamento delle reliquie

Una proposta prevede che le reliquie appaiano in mare aperto, oltre il perimetro delle isole finali. Un tale posizionamento estende il raggio delle proprie strategie riguardanti il dove erigere cantieri navali ed elimina la possibilità troppo comoda e caotica di costruire cantieri navali sotto il naso delle reliquie.

Il posizionamento iniziale delle reliquie rappresenta tuttavia uno dei problemi principali della modalità. Si rischia che ogni alleanza pensi unicamente a quelle più vicine al suo mare.

Per ridurre questo squilibrio, le reliquie potrebbero essere posizionate dentro e tra i confini dei mari, oppure in punti il più possibile equidistanti dalla croce. Una posizione periferica rende più importante scegliere correttamente il luogo dei cantieri navali e impedisce di concentrare tutta la strategia su un unico settore della mappa.

Costruzione ed equipaggiamento della nave speciale

Data la mappatura periferica delle reliquie, viene abbastanza naturale pensare di costruire dei cantieri ai confini del mare con fondazioni di massa. Per rendere lo scenario più sfavorevole, il requisito fondamentale affinché un’isola sia valida come cantiere è il Porto al massimo per ogni polis dell’isola.

Le polis dell’isola dovrebbero inviare al cantiere un numero definito di biremi, incendiarie e navi da trasporto invece che materie prime. In questo modo diventa importante avere isole vicine da cui attingere con materie e non sperperare tempo importante nella costruzione della nave speciale.

La nave speciale potrebbe essere chiamata Polireme, dato che ai greci è piaciuto aumentare il numero di remi nel corso dei secoli per trasportare sempre più equipaggio e armi pesanti. La Polireme sarebbe dotata di una velocità tale da compensare in buona misura la relativa posizione del cantiere navale.

ComponenteRequisito o funzione
Cantiere navalePorto al massimo per ogni polis dell’isola
Materiali inviatiBiremi, incendiarie e navi da trasporto
Nave specialeTrasporto della reliquia verso il santuario
Nome alternativoPolireme
Capacità militarePotere offensivo e difensivo di terra e di mare

Fase II: recupero della reliquia

Una volta terminati i potenziamenti desiderati, che si possono anche non fare, la nave speciale può essere inviata verso una delle reliquie. Una volta partita, l’ordine è visibile a tutto il mondo attraverso il pannello dedicato.

Arrivata a destinazione, se la nave speciale riesce a sopravvivere all’impatto, inizia il recupero della reliquia. Come in un assedio classico di una polis, la nave deve sopravvivere per la durata del medesimo.

Una volta terminato questo periodo di tempo, la nave inizia automaticamente il percorso di ritorno verso il santuario da cui è partita, con a bordo la reliquia recuperata. Il percorso viene tracciato sulla mappa e il suo spostamento o la sua posizione sono mostrati in tempo reale, come avviene per le truppe in spostamento verso le missioni dell’isola durante il tutorial.

Anche in questo caso l’ordine è visibile a tutto il mondo, ma questa volta ogni giocatore può intervenire. La nave speciale si comporta come una sorta di polis in movimento, quindi può essere supportata e attaccata.

La Polireme e la difesa combinata

La Polireme sarà difesa sia con navi sia con truppe di terra. Per abbattere la Polireme bisognerà eliminare sia la flotta che la circonda sia le truppe all’interno della nave.

Le truppe di terra possono unirsi alla nave in due momenti: prima di salpare oppure durante il tragitto di andata, man mano che la Polireme procede. Durante il tragitto di andata, le truppe non potranno essere attaccate finché la reliquia non sarà a bordo.

Le navi a difesa della Polireme possono invece essere mandate in supporto in ogni momento, dall’inizio alla fine del viaggio. Finché una flotta di navi sarà a difesa della Polireme, le truppe di terra sulla Polireme avranno un bonus difesa percentuale proporzionale alla forza del muro navale.

Se tutte le navi a difesa vengono abbattute, le truppe di terra sulla Polireme subiranno danno come in una polis senza mura. Se la Polireme resta senza flotta ma con truppe di terra, continuerà speditamente nel suo tragitto, ma gli attacchi navali provocheranno danni anche sulle truppe di terra nella nave.

Visualizzazione delle forze a bordo

Il dinamico della Polireme mostrerà tutte le truppe di terra all’interno, come in un normale dinamico, mentre le navi che la seguono saranno presentate in compartimenti ordinati.

Un esempio di divisione prevede 2864 biremi organizzate in compartimenti da 400: 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2%, 400 con un bonus del 2% e 64 con un bonus dello 0%.

Il bonus del 2% sulla difesa delle truppe di terra è meramente esemplificativo e viene applicato in modo additivo in relazione alla forza del muro navale.

Il recupero istantaneo e non conflittuale

Una variante della modalità prevede che il recupero della reliquia sia istantaneo e non conflittuale. In questa impostazione, la Polireme si muove saltando istantaneamente ogni determinato numero di ore lungo un percorso a tappe che la congiunge alla reliquia nel minor tempo possibile, calcolato dal gioco.

Il recupero della reliquia sarebbe istantaneo e non conflittuale. La fase realmente contesa sarebbe quindi il viaggio di ritorno, durante il quale l’alleanza proprietaria deve proteggere la Polireme dagli attacchi avversari.

Se invece si mantiene il modello dell’assedio classico, la nave speciale deve sopravvivere all’impatto e poi completare il periodo necessario al recupero. Le due impostazioni modificano profondamente il peso della battaglia iniziale rispetto alla protezione del percorso.

Il percorso a tappe

La Polireme si muove facendo salti fra una tappa e la successiva ogni determinato numero di ore, in base alla velocità del mondo. Come esempio, il passaggio potrebbe avvenire ogni due ore.

Le truppe che si possono lanciare in difesa della Polireme o all’attacco di questa devono rientrare nel conto alla rovescia di due ore, ovvero prima che questa si teletrasporti al checkpoint successivo.

Non è possibile utilizzare truppe lontane su tappe successive, in vista della loro prossima apertura. Questo obbliga le alleanze a predisporre in anticipo le forze nelle aree utili e rende determinante il controllo delle isole vicine ai checkpoint.

Ogni reliquia avrebbe un sentiero univocamente definito verso il Reliquiario degli Dei; dunque le Poliremi di ogni alleanza farebbero necessariamente lo stesso viaggio di ritorno.

Qualora due Poliremi vengano inviate sulla stessa reliquia, la seconda seguirebbe la prima e potrebbe approfittarne, se la prima affonda, nel recuperare prontamente la reliquia lungo il proprio tragitto.

Attacchi e difesa durante il viaggio

La nave speciale di ritorno verso il santuario, con la reliquia a bordo, può essere attaccata e difesa. Ogni giocatore può intervenire durante questa fase, inviando navi e truppe in supporto oppure organizzando attacchi contro la Polireme.

La nave speciale può quindi essere supportata e attaccata come una sorta di polis in movimento. In una variante, può essere supportata soltanto con unità mitiche relative alla divinità legata alla reliquia in trasporto.

Nel caso in cui la nave speciale affondasse prima di raggiungere il santuario, la reliquia verrebbe persa e rimarrebbe galleggiante in quel punto. Un’alleanza potrebbe quindi provare a mandare una propria nave speciale nel punto in cui è affondata quella dell’alleanza avversaria con la reliquia a bordo e tentare di recuperarne il contenuto.

Se sulla Polireme non resta alcuna truppa di terra a difesa della reliquia, la reliquia viene lasciata cadere in mare e la Polireme scompare.

Se la Polireme giunge al Reliquiario degli Dei, la reliquia viene istantaneamente considerata come reliquia recuperata, la Polireme scompare e le truppe superstiti fanno ritorno nelle polis.

Ricostruzione della nave speciale

Se la nave speciale affonda, deve essere ricostruita. La nuova nave mantiene le ricerche svolte nell’altare, ma non i potenziamenti ottenuti nel cantiere navale.

Questa distinzione separa i progressi tecnologici permanenti dalle migliorie legate alla singola nave. Le ricerche dell’altare rappresentano quindi il patrimonio acquisito dall’alleanza, mentre i potenziamenti del cantiere navale devono essere nuovamente applicati alla nave ricostruita.

Possibilità di sottrarre le reliquie

L’alleanza A può provare a sottrarre una reliquia in possesso dell’alleanza B con il medesimo meccanismo. In questo caso, un santuario può essere attaccabile solo se almeno una polis sull’isola dove è situato viene conquistata dall’alleanza A.

Questa condizione è stata indicata come un punto ancora incerto sul piano del bilanciamento. Da un lato protegge i santuari da attacchi diretti e casuali; dall’altro collega la sottrazione della reliquia alla conquista di una polis sull’isola.

La possibilità di rubare le reliquie rende la condizione di vittoria dinamica. Anche dopo aver raggiunto tre reliquie, l’alleanza deve continuare a difendere i propri santuari e le proprie navi speciali fino alla conclusione del periodo necessario alla vittoria.

Rivolta o Assedio?

Il recupero della reliquia e la consegna nel Reliquiario degli Dei sono atti istantanei e non richiedono la presa in prestito di sistemi di conquista preesistenti.

Se il mondo sarà in assedio o in rivolta non determinerà modifiche nell’endgame, così come è già in Dominio e Meraviglie. Tuttavia, la dinamica di sorveglianza e scorta della Polireme potrebbe richiedere una notevole mole di lavoro agli sviluppatori.

La proposta è stata pensata per la Modalità assedio, mentre in Rivolta potrebbero sorgere problematiche. La modalità prende spunto da Dominio e Olimpo e non tratta in modo accurato il bilanciamento parametrico.

Perché le reliquie funzionano come obiettivo strategico

Le reliquie dei santi hanno sempre avuto un ruolo incontestabile nella diffusione del culto degli uomini e delle donne che hanno meritato di essere chiamati beati nel corso dei secoli. Dalle prime reliquie cristiane rinvenute nelle catacombe alle tante spoglie e ai frammenti sacri portati da Gerusalemme da Elena, madre dell’imperatore Costantino, le reliquie hanno rappresentato una forma di memoria concreta.

La loro importanza non dipende soltanto dalla natura dell’oggetto, ma anche dalla comunità che lo protegge e dal significato che gli attribuisce. Le reliquie erano capitale simbolico e marchio di identità non solo confessionale.

Venivano scambiate fra gli stati per sancire patti strategici o economici. In caso di guerra erano il trofeo più ambito. La difesa di una reliquia poteva conferire legittimità a un impero.

Attorno a una reliquia si poteva fondare l’egemonia di una città, come nel caso delle ossa dei Magi conservate al centro della cattedrale di Colonia. Per qualunque soggetto, singolo o comunità, una reliquia era affermazione di esistenza e garanzia di sopravvivenza alla morte, individuale o collettiva.

Questa dimensione spiega perché, in una modalità di Grepolis, le reliquie possano diventare più di semplici oggetti da raccogliere. Ogni reliquia può rappresentare prestigio, potere, identità dell’alleanza e controllo di una parte della mappa.

Esempi di reliquie dei santi

Dente di Sant’Apollonia

Santa Apollonia Martire, festeggiata il 9 febbraio, è la patrona dei dentisti, degli igienisti dentali e degli odontotecnici. Vissuta nel III secolo d.C., fu, secondo le diverse tradizioni, un’anziana donna nubile amica dei cristiani di Alessandria d’Egitto e lei stessa impegnata in opera di apostolato, o una giovane fanciulla, come viene di solito raffigurata nell’iconografia sacra.

Nella stessa iconografia la si mostra con un paio di tenaglie in mano, perché durante il martirio le furono strappati tutti i denti. Nella Chiesa di Sant’Apollonia a Roma uno di questi denti è custodito ancora stretto tra le tenaglie che l’avrebbero estirpato.

Sangue di San Gennaro

Il sangue di San Gennaro, racchiuso in due ampolle custodite nel Duomo di Napoli, appartiene a San Gennaro, che morì durante le persecuzioni di Diocleziano insieme ai suoi amici e compagni di fede.

Ogni anno il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, il sangue nelle ampolle che il Vescovo agita davanti ai fedeli raccolti in attesa torna miracolosamente a liquefarsi.

Il miracolo di San Gennaro è uno dei più famosi e attesi in Italia, punto di riferimento per migliaia di devoti a Napoli e non solo.

Corpo incorrotto di Santa Caterina

Tra i corpi incorrotti di santi uno dei casi più famosi è sicuramente quello di Santa Caterina da Bologna, la monaca appartenente all’ordine delle Clarisse Francescane morta nel 1463.

Il suo corpo intatto siede nella Chiesa del Corpus Domini di Bologna, come se si fosse assopita su una sedia. Il corpo era stato sepolto senza bara, come prevedeva l’usanza delle Clarisse, e ciononostante si è mantenuto integro, ancora oggi visibile a tutti senza protezioni di sorta.

Nonostante gli svariati tentativi di trovare una spiegazione scientifica al fenomeno, esso resta indefinibile.

Santa Casa di Loreto

La storia della Santa Casa della Madonna di Loreto è alla base del culto della Madonna di Loreto. È anche il cuore stesso del famoso santuario, costruito intorno alla Sacra Casa.

Secondo la leggenda, la Sacra Casa sarebbe la casa in cui Maria di Nazareth nacque, visse e ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele. A un certo punto, mentre gli infedeli imperversavano in Terra Santa, gli Angeli avrebbero deciso di portare in salvo in volo la casa della Madonna, scegliendo come mèta finale proprio questa località.

A causa di questa storia, la Madonna di Loreto è considerata la patrona degli aviatori e in genere di chi viaggia in aria.

Bastone di San Giuseppe

Sulla collina di San Potito a Napoli, fin dal 1795, l’Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di vestire i Nudi custodisce il bastone di San Giuseppe. Giunto a Napoli più di due secoli fa, il bastone è racchiuso in una teca di legno cedrino.

Sarebbe il famoso bastone che Giuseppe portò con sé quando andò a chiedere in sposa Maria. Tutti i pretendenti portavano un bastone simile, ma quello di Giuseppe fiorì per incanto.

Andato perduto per secoli, il bastone venne ritrovato in Inghilterra e riportato in Italia da Giuseppe Grimaldi, detto Nicolino, un cantante castrato italiano molto famoso in quel paese.

San Giovanni Battista

Giovanni Battista è il precursore di Gesù, colui che Lo battezzò nel Giordano e preparò il mondo alla Sua venuta. Morì per volontà di Salomè, figlia di Erodiade, principessa di Giudea, che chiese in dono la sua testa al patrigno Erode in cambio di una danza.

Esistono tradizioni diverse riguardo alla sorte della sua testa. La testa di San Giovanni è conservata nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma, mentre la mandibola è nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo.

Anche la cattedrale di Amiens rivendica il possesso della testa originale, così come il Palazzo di Topkapı a Istanbul. Il piatto che ha raccolto la testa del Battista è conservato a Genova, nel Museo del tesoro della cattedrale di San Lorenzo, insieme a parte delle ceneri del Santo.

Nel Duomo di Siena c’è un suo braccio, una mano è conservata a Rapagnano e l’altra mano in Montenegro. Molti altri luoghi di culto conservano frammenti d’osso, denti, ciocche di capelli, cenere e perfino il sangue di San Giovanni Battista.

In occasione della ricorrenza della decollazione, il 29 agosto, queste reliquie vengono esposte alla devozione dei fedeli.

I trenta denari di Giuda Iscariota

Giuda fu l’apostolo che tradì Gesù con un bacio, condannandolo a morte. Non si sa molto di ciò che ne fu dei trenta denari, simbolo del suo tradimento.

Prima di impiccarsi, rendendosi conto di ciò che aveva fatto, Giuda restituì i trenta denari ai sacerdoti del Tempio, che li usarono per acquistare il Campo del vasaio, in seguito chiamato Campo di Sangue, in aramaico Akeldamà o Aceldama.

Sant’Antonio da Padova

Anche le reliquie di Sant’Antonio da Padova, famoso per i suoi insegnamenti di teologia e per la sua dedizione ai poveri e ai bisognosi, sono sparse in molti diversi luoghi di culto.

La maggior parte dei suoi resti è custodita nella Cappella dell’Arca nella Basilica a lui dedicata a Padova. I devoti li visitano ogni giorno, toccando il marmo dell’altare all’interno del quale sono raccolti e pregando il Santo per ottenere conforto e grazie.

Altre reliquie del Santo, più delicate e particolari, sono conservate nella cappella delle reliquie: la lingua, ritrovata ancora rosea come se fosse viva al momento del trasferimento del corpo del Santo nella nuova tomba, le corde vocali, il mento e un dito.

Ci sono molti altri frammenti e piccole parti del corpo del Santo o oggetti a lui appartenuti in molte chiese in Italia e non solo. I Frati della Basilica di Padova organizzano ogni anno un pellegrinaggio delle reliquie di Sant’Antonio.

Sant’Agata

Nella cattedrale di Catania, in un grande scrigno d’argento, sono custodite molte reliquie di Sant’Agata, patrona della città. Giovanissima cristiana morta durante la persecuzione di Decio, subì un martirio particolarmente efferato e resistette fino alla morte sopportando ogni sofferenza pur di non rinnegare la sua Fede.

Le sue reliquie ebbero una storia avventurosa. Rubate da un generale bizantino che voleva portarle a Costantinopoli, furono in parte recuperate da due dei suoi soldati, che le riconsegnarono al vescovo di Catania.

Una delle sue mammelle finì così a Gallipoli, mentre la maggior parte dei suoi resti fu portata nel Duomo di Catania, dove è ancora oggi conservata in un prezioso busto d’argento e in un grande scrigno.

Tra le reliquie c’è anche il velo di Sant’Agata, un velo che una donna avrebbe steso sulle braci ardenti per preservare il corpo della santa dal martirio.

Il velo della Madonna e la veste di San Giuseppe

Nella Basilica di Sant’Anastasia al Palatino sono custodite da oltre 1600 anni due reliquie molto particolari: il velo della Madonna e un pezzo della veste di San Giuseppe.

Sarebbe stato San Girolamo a portarle a Roma, di ritorno da uno dei suoi viaggi apostolici in Terra Santa. Forse proprio perché custodite gelosamente e mostrate di rado ai fedeli, queste reliquie si sono conservate molto bene: i colori del velo sono ancora vividi e brillanti in modo impressionante.

Reliquie, memoria e potere

In greco le reliquie si dicono leipsana, “resti”: spoglie, quindi, ma anche, alla lettera, avanzi di un pasto o di un banchetto, oppure ruderi, rovine e vestigia marmoree come quelle di antiche città.

Nel culto cristiano sono reliquie anche le pietre del sepolcro, il marmo del pozzo di Samaria dove Cristo disse alla samaritana alcune delle più belle parole del Vangelo di Giovanni e il granito della colonna della Flagellazione.

Come le reliquie eroiche custodite nei templi e nei santuari dell’antichità pagana, anche i ruderi di una materia investita dal carisma e segnata dall’impronta del sacro sono, nel cristianesimo, intere anatomie, mummie o scheletri di corpi santi, oppure loro parti, organi e visceri.

Possono essere anche residui minimi: stille di umori corporei, lembi di pelle, schegge di ossa, grumi di sangue, denti, unghie, peli e ciocche di capelli. A decretare la santità della reliquia può bastare la contiguità con il testimone umano, e allora sono brandelli di vesti, lenzuoli e bende.

Le reliquie della Passione comprendono la lancia che trafisse il costato, la spugna, il legno della Croce, la corona di spine e i sacri chiodi. La loro diffusione nella geografia occidentale mostra come un oggetto sacro possa diventare un segno di identità e di potere.

In oriente come in occidente, la storia stratificata delle reliquie traccia l’atteggiamento dell’uomo verso il corpo, il sacro, il potere e la morte. Le reliquie si usavano nella fondazione di edifici sacri e pubblici, si trasmettevano nelle generazioni, si diffondevano con l’avanzata storica e geografica delle civiltà e rivestivano una funzione civilizzatrice di legittimazione del potere temporale.

La venerazione e il significato spirituale

La venerazione delle reliquie dei santi è sempre stata custodita dalla Chiesa, anche perché i resti mortali di un santo, così come quelli di qualunque cristiano, sono stati tempio dello Spirito Santo. Nel caso dei santi, sono un vero e proprio tabernacolo dello Spirito per come hanno vissuto il loro legame con Dio.

La venerazione della reliquia di un santo o di un beato diventa l’occasione per raggiungere la vera fonte della santità, che è Gesù. Venerare il santo significa riflettere sulla propria vita e sul proprio percorso di santità.

La grazia o il miracolo vengono da Dio e i santi a cui ci si può rivolgere sono degli intercessori, dunque una porta per arrivare alla fonte che è Dio. La pietà popolare può legare il santo o il beato a desideri e aspettative interiori, come la preghiera per l’ottenimento di una grazia per sé o per un familiare o amico malato.

Un pellegrinaggio dovrebbe includere la conoscenza approfondita della vita del santo, la celebrazione dell’Eucaristia e l’accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Questi momenti permettono di giungere alla fonte della santità.

Trasferita in Grepolis, questa dimensione può essere rappresentata dal rapporto tra reliquia e divinità, dal bonus unico attribuito a ciascun oggetto e dal ruolo dell’alleanza che la custodisce. La reliquia diventa così un punto d’incontro tra memoria, identità, organizzazione militare e controllo del territorio.

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