“Educarsi alla Bellezza. Indagine sulla formazione del clero e degli artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto cristiano” è un progetto di ricerca dedicato alla formazione estetica, storico-artistica e liturgica di quanti operano nel rapporto tra Chiesa, arte e luoghi di culto.
Il progetto, realizzato dal Dipartimento “Arte e Fede” del Pontificio Consiglio della Cultura e dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana, col sostegno della Fondazione per i Beni e le Attività Culturali ed Artistiche della Chiesa, vuole evidenziare quale sia il livello di formazione estetica e storico-artistica del clero secolare e religioso, degli operatori pastorali e culturali delle diocesi, e quale formazione specifica sia rivolta agli artisti chiamati ad operare in ambito ecclesiale per realizzare opere che si inseriscano nei luoghi di culto e siano a servizio della liturgia.

La presentazione del progetto
Il 19 gennaio è stato presentato presso il Pontificio Consiglio della Cultura il progetto di ricerca “Educarsi alla Bellezza. Indagine sulla formazione del clero e degli artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto cristiano”, a cura del dipartimento Arte e fede del Pontificio Consiglio della Cultura e dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana.
Lo scorso 19 gennaio presso il Pontificio Consiglio della Cultura alla presenza del Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del medesimo Consiglio e del Segretario Generale della C.E.I., Mons. Nunzio Galantino, è stato presentato il progetto Educarsi alla Bellezza.
La presentazione dell’iniziativa si è tenuta presso il Pontificio Consiglio della Cultura, con la presenza tra gli altri del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero, che hanno fatto leva sull’importanza della Bellezza e su come questa possa avere un impatto sulla crescita spirituale del singolo prima, e della collettività poi.
Gli obiettivi dell’indagine
L’obiettivo del progetto è da una parte capire quale sia la formazione del clero, chiamato sia a tutelare e valorizzare i beni storico-artistici presenti all’interno delle chiese e in alcune occasioni committente di nuovi edifici di culto e di opere d’arte, dall’altra conoscere quale formazione la Chiesa offra agli artisti chiamati a realizzare opere di culto e agli operatori pastorali e/o culturali (docenti di religione, catechisti, guide turistiche, volontari, ecc.) chiamati a facilitare la conoscenza e a migliorare la fruizione dell’arte e dei beni culturali che si trovano all’interno delle chiese.
Il progetto vuole evidenziare quale sia il livello di formazione estetica e storico-artistica del clero secolare e religioso, degli operatori pastorali e culturali delle diocesi (docenti di religione, catechisti, guide turistiche, volontari, ecc.), e quale formazione specifica sia rivolta agli artisti chiamati ad operare in ambito ecclesiale (architetti, pittori, scultori, musicisti, orafi, fotografi, ecc.) per realizzare opere che si inseriscano nei luoghi di culto e siano a servizio della liturgia.
La finalità della ricerca è creare una “mappa” per mezzo della quale capire se e quale sia l’offerta formativa destinata a chi lavora - o lavorerà nei prossimi anni - nell’ambito della committenza ecclesiale, della creazione di opere d’arte destinate ai luoghi di culto.
Destinatari della formazione
| Destinatari | Ambito di responsabilità o attività |
|---|---|
| Clero secolare e religioso | Tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici, committenza di edifici di culto e opere d’arte |
| Operatori pastorali | Trasmissione della fede e accompagnamento alla conoscenza dell’arte |
| Operatori culturali delle diocesi | Conoscenza e fruizione dei beni culturali presenti nelle chiese |
| Artisti | Realizzazione di opere destinate alla liturgia e ai luoghi di culto |
Tra i destinatari principali dell’indagine rientrano il clero secolare e religioso, gli operatori pastorali e culturali delle diocesi, i docenti di religione, i catechisti, le guide turistiche e i volontari.
La ricerca considera inoltre gli artisti chiamati ad operare in ambito ecclesiale, tra i quali architetti, pittori, scultori, musicisti, orafi e fotografi.
Ambiti artistici e responsabilità ecclesiali
Il clero è chiamato a tutelare i beni storico-artistici presenti all’interno delle chiese ed anche committente di nuovi edifici di culto e opere d’arte.
Gli artisti sono chiamati a realizzare opere che si inseriscano nei luoghi di culto e siano a servizio della liturgia.
Gli operatori pastorali e culturali sono chiamati a facilitare la conoscenza e a migliorare la fruizione dell’arte e dei beni culturali che si trovano all’interno delle chiese.
L’intento è partire con la grande arte italiana classica e collegarsi con l’arte contemporanea, aprendosi anche a nuovi ambiti, come la musica o la fotografia, divenuta ormai di estrema importanza.
Territorio, periodo e strumenti della ricerca
L’indagine sarà sviluppata nell’ambito del territorio italiano e prenderà in considerazione i dati relativi agli ultimi 3 anni (2014-2016), come pure tutte le iniziative svolte a vari livelli.
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Territorio | Italia |
| Periodo considerato | 2014-2016 |
| Strumento di raccolta | Questionario e apposito sistema informatico |
| Risultato previsto | Mappa dell’offerta formativa |
Il progetto parte ora dalla prima fase, quella della raccolta dei dati.
Le diocesi, gli ordini religiosi e le altre istituzioni interessate potranno raccogliere i dati relativi alle iniziative di formazione proposte al clero, agli artisti e agli operatori culturali e pastorali tramite il questionario qui collegato.
Come supporto alla compilazione del questionario è stata predisposta questa guida e la mail .
Visto il grande numero di adesioni la data di termine di questa prima fase è stata prorogata dal 18 febbraio al prossimo 3 marzo.

Le iniziative formative considerate
L’indagine prenderà in considerazione tutte le iniziative svolte a vari livelli.
- corsi universitari;
- master;
- cicli di conferenze;
- convegni;
- settimane di studio;
- riviste e pubblicazioni.
La raccolta dei dati tiene conto dei destinatari principali e delle diverse forme attraverso le quali la formazione viene proposta.
Dalla raccolta dei dati alla “mappa” dell’offerta formativa
La finalità di questa ricerca, che verrà effettuata attraverso l’elaborazione dei dati che verranno raccolti tramite un apposito sistema informatico, è creare una “mappa” per mezzo della quale capire se e quale sia l’offerta formativa destinata a chi lavora - o lavorerà nei prossimi anni - nell’ambito della committenza ecclesiale, della creazione di opere d’arte destinate ai luoghi di culto.
Attraverso un questionario online che aggiunga informazioni utili ai database dell’Ufficio Nazionale Cei e delle altre banche dati, il progetto intende tracciare una mappa dalla quale scaturiscano iniziative e proposte concrete per risolvere gli interrogativi e le problematiche che emergeranno.
I risultati, adeguatamente considerati, faranno emergere domande e problemi sui quali riflettere per proporre successivamente le opportune iniziative.
La Via Pulchritudinis nella tradizione della Chiesa
La Chiesa, fin dalle sue origini, ha visto nell’arte e nelle diverse espressioni artistiche, il luogo privilegiato di incontro con Dio e della sua presenza.
La Via Pulchritudinis è sempre stata, infatti, una delle piste di riflessione nella ricerca di Dio, percorso privilegiato per la sua accessibilità e per le sue provocazioni tanto che le espressioni artistiche sono state considerate esse stesse dei luoghi teologici (M. Chenu).
“L’uomo ha bisogno di Dio e di tutto ciò che lo conduce a Lui, quindi anche dell’arte” ricordava il nostro vescovo Orofino nell’incontro a Matera, dal titolo Fede e Arte, in preparazione al Convegno di Firenze nel 2015.
Il Magistero nell’ultimo secolo, in particolare da Paolo VI in poi, ha continuamente chiesto di tornare a percorrere questa via per avvicinare se stessi e gli altri al Mistero di Salvezza.
Bellezza, mistero e trasmissione della fede
“La bellezza è un modo di dirsi del mistero. Cioè il mistero che dice di sé attraverso l’arte” (mons. Orofino).
Così si può evitare di cosificare l’opera d’arte, valorizzandone solo l’aspetto turistico, commerciale e quello di fruibilità superficiale e riscoprire “l’atteggiamento di chi cerca e contempla con cuore libero e commosso”.
Dopo papa Benedetto anche papa Francesco ricorda (EG 167) che “tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù”.
Il richiamo alla bellezza non deve cadere in “un relativismo estetico che possa oscurare il legame inseparabile tra verità, bontà e bellezza, ma di recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto”.
Da qui la necessità “che la formazione nella via pulchritudinis sia inserita nella trasmissione della fede” promuovendo “l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice”, e trovare “una nuova carne per la trasmissione della Parola”.
La dimensione sacramentale della liturgia
Il rapporto tra Chiesa e arte contemporanea
Ciò che s’intuisce è che la causa che ha spinto alla creazione di questo progetto è il rammarico da parte della Chiesa di una totale disparità di valore delle opere d’arte cristiane contemporanee rispetto a quelle della tradizione classica.
Dal punto di vista del cardinale Ravasi questa situazione è dovuta a un “divorzio” tra l’arte, divenuta ignorante dal punto di vista liturgico, e la Chiesa, chiusa troppo in sé stessa, che ha prodotto opere d’arte talvolta di dubbio valore fino a quelle che lui stesso definisce “brutture”.
La finalità del progetto è quella di rivitalizzare l’antico legame tra Chiesa e Arte che ha prodotto in passato capolavori di incomparabile bellezza, invece oggi minato da una distanza profonda che intercorre tra i due mondi.
E’ paradossale che Arte e Chiesa, unite da un filo indissolubile nella comune ricerca della trascendenza e del senso della vita, non riescano più ad unirsi e a generare opere che reggano il confronto con i capolavori del passato, che tutt’oggi riescono a comunicare sentimenti inspiegabili a coloro che hanno la fortuna di ammirarle.
Il dialogo come condizione della Bellezza
L’importanza centrale del dialogo è il fulcro dell’intera presentazione, ed è il protagonista dell’intervento di monsignor Nunzio Galantino, che vede la Bellezza -“mezzo per una crescita spirituale”- unicamente possibile “in una società che si adegui al dialogo, affinchè la Bellezza non divenga sinonimo di chiusura.”
Infatti, prosegue Don Valerio Pennasso, l’educazione alla Bellezza non deve essere un intervento dall’alto da parte della Chiesa, bensì un progetto di reciprocità in cui tutte le parti chiamate in causa possano arricchirsi attraverso un libero scambio d’idee e opinioni.
L’importanza del dialogo riguarda una realtà in cui il mondo erge sempre più muri e barriere, piuttosto che tendere la mano al prossimo.
Questo progetto si rende promotore di una frattura dolorosa, affinché anche il nostro tempo possa divenire protagonista della grande tradizione artistica cristiana e lasciare la sua impronta.
Educarsi alla bellezza e tutela del patrimonio
Viviamo in un periodo storico in cui il degrado morale e culturale che ha preso possesso della nostra società si è piano piano riversato anche nelle nostre città (basti pensare, per fare un esempio classico, all’indecorosa condizione in cui si trova Roma), e di riflesso annebbia le nostre menti in una patina di tristezza nel vedere tappeti di mozziconi stampati per strada, piuttosto che la superficialità nella tutela del grande patrimonio artistico che il nostro paese possiede.
Per questa ragione risulta di grande impatto e viene resa ancor più nobile la realizzazione del progetto “Educarsi alla Bellezza”.
La ricerca collega quindi la formazione alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio storico-artistico presente nelle chiese.
Conosco a dir la verità alcuni romani che non sono mai entrati nella Cappella Sistina; forse, dovremmo (ri)educarci un po’ tutti alla Bellezza.
Un’esperienza di meditazione con l’arte
Stimolati da tali insegnamenti, si propone, per sabato 1 e domenica 2 aprile p.v., un momento di meditazione con l’arte dal titolo “Epifanie della Bellezza” (espressione del papa San Giovanni Paolo II nella sua famosa Lettera agli artisti del 1999), facendo sì che l’opera d’arte, libera dalle nostre parole, sia guidata dalla Parola di cui essa stessa è esegesi.
Così si può tornare ad assaporare la sua performatività, ossia la capacità di trasformare e trasformarci, come accadde a Francesco d’Assisi nel suo incontro con il crocifisso di San Damiano.
Questa proposta si inserisce nel cammino comunitario tracciato dal Vescovo sostenendone la ricchezza creativa espressa dalle variegate proposte già in itinere.
Programma
| Momento | Attività |
|---|---|
| Sabato 1 aprile, ore 20.30 | Arrivo, prima meditazione davanti al Crocifisso di M. Grunewald, altare di Isenheim, XVI sec., Compieta |
| Domenica 2 aprile, ore 8.30 | Lodi |
| Domenica 2 aprile, ore 9.00 | Seconda meditazione davanti al Risorto di M. Grunewald, altare di Isenheim, XVI sec., condivisione, Santa Messa |
Due brevi meditazioni davanti alle opere d’arte con tempi di silenzio, di preghiera personale, di condivisione; tali momenti vanno considerati unitari, è quindi sconsigliato partecipare a uno solo dei due momenti.
Destinatari e luoghi
Questo momento di preghiera con l’arte è rivolto a operatori pastorali e a persone motivate che, secondo il parere del parroco, possano accogliere una tale proposta spirituale e siano disposte al silenzio, con una sensibilità particolare per le diverse forme artistiche.
DATA: Sabato 1 e Domenica 2 Aprile 2017
LUOGO: Fardella (Centro Parrocchiale) - Nova Siri (Oratorio)
Per chi desidera vi è possibilità di avere a Fardella ospitalità per la notte, con offerta libera, fino a un massimo di 15 persone (in ordine di iscrizione) al fine di garantire un clima di raccoglimento.
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