Santa Maria Maddalena, o Maria di Magdala, è una discepola di Gesù, la prima testimone della Risurrezione e la prima annunciatrice del Cristo risorto agli altri discepoli. I Vangeli la presentano come la donna liberata da «sette demoni», che seguì Gesù durante la sua predicazione, rimase accanto a lui fino alla Croce e ricevette nel mattino di Pasqua l’incarico di portare agli apostoli l’annuncio: «Ho visto il Signore».
Il titolo di «Apostola degli Apostoli», attribuito dalla tradizione a Tommaso d’Aquino, nasce proprio da questa missione. Maria Maddalena non apparteneva ai Dodici, ma fu inviata da Gesù risorto verso di loro per comunicare il nucleo della fede cristiana: Cristo ha vinto la morte.
Chi era Maria Maddalena
Santa Maria Maddalena o Maria di Magdala, è un personaggio che compare nei Vangeli, ma che nel corso dei secoli ha assunto un ruolo sempre più articolato e ha goduto di una fama controversa.
Maria Maddalena, chiamata anche Maria di Magdala, era una donna originaria della Galilea. Il Vangelo di Luca la inserisce nel gruppo delle donne che accompagnavano Gesù durante la sua predicazione e contribuivano alla vita della comunità con i propri beni.
Di lei non conosciamo molti dettagli. Il racconto evangelico ricorda però che Gesù l’aveva liberata da «sette demoni». Questa espressione indica una sofferenza profonda dalla quale Maria era stata risanata, senza fornire elementi che permettano di associarla a una particolare colpa morale.
Dopo questa esperienza, Maria scelse di seguire Gesù. La sua presenza non rimase sullo sfondo del racconto. I Vangeli la collocano accanto a lui durante la Passione e la indicano tra le prime persone che raggiunsero il sepolcro dopo il sabato.
Il significato del nome «Maddalena»
Il termine Maddalena indica la provenienza di Maria dalla città di Magdala, situata sulla riva occidentale del lago di Tiberiade. Il suo nome può quindi essere letto come “Maria di Magdala”, una forma che permetteva di distinguerla dalle altre donne chiamate Maria presenti nei racconti evangelici.
Il nome Maddalena deriva dalla cittadina di Magdala, toponimo dall’ebraico migdòl, “torre”, sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade o di Genezaret.
Deriva dal greco biblico Μαγδαλήνη (Magdalene), “abitante di Magdala” ma anche dall’aramaico magdal, “Torre”. Magdala era un villaggio di pescatori ed era nota anche come “torre dei pesci”.
Da questa origine sono nate letture spirituali che riconoscono in Maria Maddalena una donna salda nella fede, capace di rimanere vicina a Gesù anche durante le ore più dolorose.
Magdala, il villaggio di Maria
Nei Vangeli si legge che era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea, cioè “pesce salato”.
Qui, negli anni Settanta del Novecento è stata condotta un’estesa campagna di scavi dai francescani dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: è venuta alla luce una vasta porzione del tessuto urbano comprendente, fra gli altri, una grande piazza a quadriportico, una villa mosaicata e un completo complesso termale.
Con successivi scavi i francescani hanno riportato alla luce anche importanti resti di strutture portuali.
In un’area adiacente, di proprietà dei Legionari di Cristo, una campagna di scavi avviata nel 2009 ha invece permesso di rinvenire la sinagoga cittadina, una delle più antiche scoperte in Israele: per la sua posizione, sulla strada che collega Nazaret e Cafarnao, si ritiene che probabilmente sia stata frequentata da Gesù.
Maria Maddalena nei Vangeli
Per comprendere davvero chi fosse Maria Maddalena per Gesù, partiamo dai vangeli canonici. Matteo, Marco, Luca e Giovanni la ricordano nei passaggi legati alla Passione e alla Pasqua, anche se ciascun evangelista racconta gli avvenimenti dalla propria prospettiva.
Maria non viene presentata attraverso lunghi discorsi o informazioni sulla sua vita precedente. La sua identità emerge soprattutto dalle azioni.
Segue Gesù dopo essere stata guarita, rimane vicina a lui durante la Crocifissione e torna al sepolcro quando tutto sembra ormai concluso.
Questa presenza continua permette di riconoscere in lei una discepola che non abbandona il Maestro nel momento della prova.
La guarigione dai «sette demoni»
Maria Maddalena fa la sua comparsa nel capitolo 8 del Vangelo di Luca: Gesù andava per città e villaggi annunciando la buona notizia del regno di Dio e c’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità e li servivano con i loro beni.
Fra loro vi era «Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni».
Come insegna l’esegesi biblica, l’espressione «sette demoni» poteva indicare un gravissimo male fisico o morale, che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata.
Il testo non spiega quale fosse la natura della sua sofferenza, ma mostra che l’incontro con Gesù segnò per lei un nuovo inizio.
Da quel momento Maria entrò nel gruppo delle donne che accompagnavano il Maestro durante la predicazione. Luca riferisce che queste discepole contribuivano alla vita della comunità con i propri beni, sostenendo concretamente il cammino di Gesù e dei Dodici.
Afflitta da un gravissimo male, di cui si ignora la natura, Maria Maddalena appartiene dunque a quel popolo di uomini, donne e bambini in molti modi feriti che Gesù sottrae alla disperazione restituendoli alla vita e ai loro affetti più cari.
Gesù, nel nome di Dio, compie solo gesti di liberazione dal male e di riscatto della speranza perduta.
Maria Maddalena non era una prostituta
Nei Vangeli Maria Maddalena non viene mai descritta come una prostituta. Questa immagine, ancora oggi molto diffusa, nasce dalla sovrapposizione tra donne diverse ricordate nel Nuovo Testamento.
Il Vangelo di Luca presenta Maria di Magdala come la donna dalla quale Gesù aveva fatto uscire sette demoni. Poco prima racconta anche l’episodio di una peccatrice anonima che entra nella casa di un fariseo, bagna con le lacrime i piedi di Gesù e li unge con un profumo.
Il testo non afferma però che le due donne siano la stessa persona. Inoltre, la parola “peccatrice” non permette di stabilire quale fosse la condotta della donna narrata da Luca.
La successiva identificazione con una prostituta dipende dalla tradizione interpretativa e non da un’informazione contenuta nel racconto evangelico.
Come ha scritto il cardinale Gianfranco Ravasi, «di per sé, l’espressione [sette demoni] poteva indicare un gravissimo (sette è il numero della pienezza) male fisico o morale che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata».
«Ma la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria una prostituta e questo solo perché nella pagina evangelica precedente - il capitolo 7 di Luca - si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati con i suoi capelli».
Così, senza nessun reale collegamento testuale, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome.
L’immagine della Maddalena pentita ha avuto una grande fortuna nella predicazione e nell’arte occidentale. Ha però finito per mettere in secondo piano il profilo che emerge con maggiore chiarezza dai Vangeli: quello di una discepola guarita, rimasta fedele a Gesù fino alla Croce e scelta per annunciare la sua Risurrezione.
La confusione con Maria di Betania
Maria Maddalena e Maria Betania sono due figure distinte. La prima proviene da Magdala e accompagna Gesù durante la sua missione. La seconda vive a Betania ed è la sorella di Marta e Lazzaro.
La confusione nasce soprattutto dagli episodi dell’unzione.
Nel Vangelo di Giovanni, Maria di Betania versa un profumo prezioso sui piedi di Gesù e li asciuga con i propri capelli. Il gesto ricorda quello compiuto dalla peccatrice anonima narrata da Luca, ma avviene in un contesto diverso e coinvolge una donna identificata con il proprio nome.
Maria Maddalena, invece, non viene descritta nei Vangeli mentre unge i piedi di Gesù.
Il vaso di profumo è entrato ugualmente nella sua iconografia perché la tradizione l’ha associata sia alle unzioni evangeliche sia alle donne che si recarono al sepolcro con gli aromi.
La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto.
L’identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria comune almeno a due e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna.
Nel 1969 la Chiesa cattolica rimise in discussione l’uguaglianza tra Maddalena e prostituta. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz’altra indicazione, come l’aggettivo “penitente”, hanno inteso celebrare la discepola alla quale Gesù apparve dopo la Risurrezione.
La presenza sotto la Croce
I racconti evangelici collocano Maria Maddalena sul Calvario, mentre Gesù viene crocifisso. In quelle ore dolorose, lei rimane tra le donne che osservano ciò che accade e condividono il lutto per la morte del Maestro.
Maria segue anche il momento della sepoltura. Conosce il luogo in cui il corpo di Gesù viene deposto e, trascorso il sabato, torna verso la tomba.
Questo dettaglio collega direttamente la sua presenza sotto la Croce con il racconto del mattino di Pasqua.
Sotto la croce Maria Maddalena compare ancora nei Vangeli nel momento più terribile e drammatico della vita di Gesù, quando lo accompagna al Calvario e insieme ad altre donne rimane ad osservarlo da lontano.
È poi presente quando Giuseppe d’Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro, che viene chiuso con una pietra.
Giovanni la presenta presso la Croce insieme alla madre di Gesù e al discepolo amato: «Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala».
Quando giunse il tempo del Calvario, Maria Maddalena era insieme a Maria Santissima e a San Giovanni, sotto la Croce.
Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della sua conversione, fino al Santo Sepolcro.
Il mattino di Pasqua
Dopo il sabato, al mattino del primo giorno della settimana, Maria Maddalena torna al sepolcro. Scopre che la pietra è stata tolta e corre ad avvisare Pietro e Giovanni, i quali, a loro volta, correranno al sepolcro scoprendo l’assenza del corpo del Signore.
Nel Vangelo di Giovanni, Maria Maddalena è colei che trova la pietra rimossa dal sepolcro e corre ad avvisare Pietro.
Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una “visione di angeli” che annunciavano la risurrezione di Gesù.
«Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro».
Maria Maddalena, divenuta così la prima testimone della risurrezione, corse a raccontare quanto accaduto a Pietro e agli altri apostoli.

L’incontro con Gesù risorto
Mentre i due discepoli fanno ritorno a casa, Maria Maddalena rimane in lacrime vicino al sepolcro. Qui ha inizio un percorso che dall’incredulità si apre progressivamente alla fede.
Chinandosi verso il sepolcro scorge due angeli e dice loro di non sapere dove sia stato posto il corpo del Signore.
Poi, volgendosi indietro, vede Gesù ma non lo riconosce, pensa sia il custode del giardino e quando Lui le chiede il motivo di quelle lacrime e chi stia cercando, lei risponde: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù allora la chiama per nome: «Maria!». E lei voltandosi risponde: «Rabbunì!», che in ebraico significa: «Maestro!».
Il riconoscimento avviene nel momento in cui il Risorto la chiama per nome: «Maria!». Lei risponde «Rabbunì!», cioè Maestro.
Il cardinale Carlo Maria Martini al riguardo commentava: «Avremmo potuto immaginare altri modi di presentarsi. Gesù sceglie il modo più personale e il più immediato: l’appellazione per nome».
«Di per sé non dice niente perché “Maria” può pronunciarlo chiunque e non spiega la risurrezione e nemmeno il fatto che è il Signore a chiamarla. Tutti però comprendiamo che quell’appellazione, in quel momento, in quella situazione, con quella voce, con quel tono, è il modo più personale di rivelazione e che non riguarda solo Gesù, ma Gesù nel suo rapporto con lei».
«Egli si rivela come il suo Signore, colui che lei cerca».
Il dialogo al sepolcro prosegue: Maria Maddalena si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: «Maestro!».
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
Maria di Magdala andò ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e anche ciò che le aveva detto.
Maria non deve custodire quell’incontro soltanto per sé, perché la resurrezione di Gesù deve diventare un annuncio rivolto alla comunità.
Maria Maddalena torna quindi dai discepoli e pronuncia una delle testimonianze più importanti del Vangelo: «Ho visto il Signore».
Perché è chiamata «Apostola degli Apostoli»
Il titolo di Apostola degli Apostoli nasce proprio nel momento in cui Gesù risorto, dopo averla chiamata per nome, le affida il compito di raggiungere i discepoli e riferire ciò che ha visto.
La parola “apostolo” indica una persona inviata a portare un messaggio.
Maria Maddalena viene riconosciuta con questo titolo proprio perché è mandata verso coloro che, a loro volta, dovranno annunciare il Vangelo.
La sua testimonianza apre così il cammino della comunità cristiana dopo la Pasqua.
La tradizione attribuisce questa espressione a San Tommaso d’Aquino, che riconobbe nella missione di Maria un valore particolare.
Il suo annuncio precede quello degli apostoli e riguarda il centro stesso della fede cristiana: Cristo ha vinto la morte.
Il titolo non indica che Maria facesse parte dei Dodici. Esprime invece l’importanza del compito ricevuto nel mattino della Risurrezione.
La donna che era rimasta presso il sepolcro, ancora segnata dal dolore, diventa la prima a portare ai discepoli la gioia dell’incontro con il Risorto.
Maria Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua.
La fedeltà e l’amore per Gesù
Quando il Figlio di Dio entra nella storia, questa donna è fra coloro che maggiormente lo amarono, dimostrandolo.
La sua fedeltà non cancella il dolore né le permette di comprendere subito ciò che sta per accadere. Maria si reca al sepolcro per cercare il corpo di Gesù, senza sapere che proprio lì riceverà l’annuncio della vita nuova.
Per il Messale romano, nel giorno dedicato a Maria Maddalena, il 22 luglio, è stata scelta una lettura del Cantico dei Cantici: «Mi alzerò e perlustrerò la città, i vicoli, le piazze, ricercherò colui che amo con tutta l’anima. L’ho cercato, ma non l’ho trovato».
Un amore perseverante che il Signore premiò, rendendola degna di essere «apostola degli apostoli»: fu la prima ad annunciare la sua resurrezione.
San Gregorio Magno scrive: «In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d’amore aveva invaso l’anima di questa donna, che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati».
«Accadde perciò che poté vederlo essa sola che era rimasta per cercarlo; perché la forza dell’opera buona sta nella perseveranza».
«Cercò dunque una prima volta, ma non trovò, perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare».
«I santi desideri crescono col protrarsi. Se invece nell’attesa si affievoliscono, è segno che non erano veri desideri».
«Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale».
Maria Maddalena era la moglie di Gesù?
Nei Vangeli canonici non compare alcun riferimento a un matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena.
Maria Maddalena viene presentata come una discepola che segue Gesù dopo essere stata guarita. Rimane accanto a lui durante la Passione e riceve l’incarico di annunciare la Risurrezione.
Il legame che emerge dai testi è profondo, ma non romantico.
Se Maria fosse stata la moglie di Gesù, è ragionevole pensare che un’informazione tanto importante avrebbe lasciato una traccia nei racconti evangelici o nelle testimonianze cristiane più antiche.
Le fonti del I secolo non parlano invece di nozze, figli o vita coniugale.
Questo non riduce il valore della relazione tra Maria e il Maestro. Il Vangelo di Giovanni racconta un incontro personale molto intenso, nel quale Gesù la chiama per nome e le affida una missione decisiva.
Proprio questa vicinanza spirituale ha favorito, nei secoli successivi, interpretazioni che sono andate oltre ciò che le fonti permettono di affermare.
Gli scritti apocrifi e la teoria della «sposa»
L’idea di Maria Maddalena come compagna di Gesù viene spesso collegata ad alcuni scritti apocrifi composti dopo i Vangeli canonici.
Tra i più citati ci sono il Vangelo di Maria e il Vangelo di Filippo. In queste opere Maria appare come una discepola autorevole, capace di comprendere insegnamenti che altri faticano ad accogliere.
Nel Vangelo di Filippo viene chiamata anche “compagna” del Salvatore, ma il termine non dimostra l’esistenza di un matrimonio nel senso storico e familiare.
Il linguaggio di questi testi è spesso simbolico. La vicinanza a Cristo può indicare una particolare comprensione del suo insegnamento o una comunione spirituale.
Leggere quelle espressioni come la prova di un rapporto coniugale significa attribuire loro un significato che il testo non conferma in modo esplicito.
Va inoltre ricordato che gli scritti gnostici sono posteriori agli eventi narrati. Sono importanti per conoscere le idee delle comunità che li produssero, ma non possono essere usati da soli per ricostruire la vita privata di Gesù.
Nei testi gnostici, la Maddalena è la “compagna” di Gesù. E nel Vangelo di Filippo Gesù la bacia.
Lo gnosticismo, però, negava ogni carnalità, e questi testi fanno riferimento a figure simboliche: l’unione tra Gesù e la Maddalena non è un matrimonio, ma una relazione mistica tra manifestazioni del divino.
Maria rappresenta la sapienza e la conoscenza. Il bacio è un gesto mistico-liturgico.
Il papiro della «moglie di Gesù»
Il ritrovamento di un piccolo frammento di papiro che cita esplicitamente una “moglie di Gesù” ha destato in passato grande scalpore.
In quelle otto righe di testo si legge: «Gesù disse loro: “Mia moglie”» e «Lei sarà in grado di essere mia discepola».
Nel frammento compare il nome di Maria, facendo pensare a una prova di quanto ipotizzato da alcuni interpreti dei vangeli gnostici.
L’autrice della scoperta, Karen King dell’Università di Harvard, ha sottolineato però che il testo non prova che Gesù fosse sposato, ma solo che già nell’antichità se ne discuteva.
Benché le analisi abbiano datato all’VIII secolo, quando l’Egitto era già islamico, papiro e inchiostro utilizzati, gli studiosi sono convinti che il documento sia un falso storico.
La presunta discendenza e il Santo Graal
Non esistono fonti evangeliche che parlino di figli nati da Gesù e Maria Maddalena.
Anche l’idea di una loro stirpe, sopravvissuta nei secoli e collegata al Santo Graal, appartiene a leggende e opere moderne.
Queste teorie hanno spesso ambientato la presunta discendenza nella Francia meridionale, unendo il tema del matrimonio alla tradizione provenzale sull’arrivo di Maria Maddalena in Gallia.
La presenza della santa in Provenza appartiene però a un racconto devozionale medievale e non costituisce una prova dell’esistenza di figli.
Una tradizione medievale racconta dell’arrivo in Provenza di Maria Maddalena. A partire da lì alcuni scrittori hanno costruito una teoria piuttosto fantasiosa, in base alla quale la Maddalena sarebbe da identificare come il Santo Graal, un termine che loro traducono “Sangue reale”.
Questa ipotesi deriva dai “Dossier Segreti del priorato di Sion”, depositati da Pierre Plantard presso la Bibliothèque Nationale di Parigi negli anni Sessanta e rivelatisi dei falsi.
La vicenda è poi stata sviluppata nel libro del 1982 Il Santo Graal, degli scrittori Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, sulla base del quale Dan Brown ha costruito il suo Codice da Vinci nel 2003.
Il Vangelo di Maria Maddalena
Esiste il Vangelo di Maria Maddalena. Fa parte dei vangeli apocrifi e si tratta di un vangelo gnostico, ovvero uno dei testi elaborati dai filosofi-mistici di Alessandria d’Egitto, intorno al II secolo, teorici dello gnosticismo cristiano.
I vangeli apocrifi non fanno parte del Nuovo Testamento.
Secondo gli gnostici la salvezza dell’uomo passa attraverso la presa di coscienza che egli è imperfetto, così come il mondo in cui vive, ma Dio lo è, perfetto ed eterno, e ha inviato nel mondo le sue emanazioni, Cristo e Sophia, lo Spirito Santo, nelle persone di Gesù e di Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Maria Maddalena viene dato ampio spazio all’importanza di quest’ultima, discepola prediletta del Signore, nel grande piano divino, tanto che solo a lei l’Altissimo avrebbe affidato il proprio insegnamento superiore.
Pietro disse a Maria: «Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, ma non noi; quelle che noi non abbiamo neppure udito».
Maria rispose e disse: «Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò».
La morte e gli ultimi anni
I Vangeli non raccontano gli ultimi anni di Maria Maddalena e non spiegano come sia morta. Dopo l’annuncio della Risurrezione, la sua figura scompare dal racconto del Nuovo Testamento.
Le informazioni sulla fase successiva della sua vita appartengono quindi alla tradizione cristiana, che nel tempo ha sviluppato narrazioni diverse.
Una prima tradizione conduce Maria Maddalena a Efeso, nell’attuale Turchia. Un’altra racconta invece il suo arrivo nella Francia meridionale, dove avrebbe trascorso gli ultimi anni in preghiera.
Non disponiamo di documenti che permettano di stabilire con certezza quale versione corrisponda alla realtà storica.
Queste narrazioni conservano comunque un valore importante per le comunità che le hanno tramandate. Hanno favorito la nascita di santuari e pellegrinaggi, mantenendo viva la memoria della discepola che per prima portò agli apostoli l’annuncio pasquale.
La tradizione di Efeso
Secondo la tradizione orientale, Maria Maddalena avrebbe lasciato la Palestina e raggiunto Efeso, dove viveva anche l’apostolo Giovanni.
Qui avrebbe continuato a testimoniare la fede in Cristo fino alla morte. La sua sepoltura venne collegata alla città e, nei secoli successivi, alcune tradizioni raccontarono il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli.
Questi episodi non sono riportati nei Vangeli, ma mostrano quanto il culto della santa fosse già radicato nelle comunità cristiane d’Oriente.
È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un’antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta.
In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù.
La tradizione provenzale
Secondo una tradizione devozionale, dopo l’Ascensione di Gesù Maria Maddalena sarebbe stata perseguitata e abbandonata su una vecchia nave senza vela e senza remi, insieme ad altri discepoli.
La tradizione racconta che la nave approdò miracolosamente a Marsiglia.
Maria avrebbe scelto per dimora una grotta e vi avrebbe vissuto per trent’anni in penitenza, preghiera, lacrime e digiuno.
Questa narrazione appartiene alla tradizione medievale e non è documentata dai Vangeli.
La presenza della santa in Provenza ha però favorito la nascita di importanti luoghi di culto, tra cui Saint-Maximin-la-Sainte-Baume.
Il culto in Oriente
Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata “delle mirofore”.
In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.
Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva Maria Maddalena, l’unica che è sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici.
Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti.
Il culto si spostò poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo, nell’886, sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffuse poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.
La santa è patrona dei penitenti ed è venerata anche dalla Chiesa d’Oriente.
La diffusione del culto in Occidente
La diffusione del culto in Occidente avvenne soprattutto grazie all’Ordine dei Frati Predicatori.
Frati e suore la onorarono col titolo di “Apostola degli Apostoli”, come viene celebrata nella liturgia bizantina, e paragonarono la missione di Maddalena, di annunciare la risurrezione, col loro uffizio apostolico.
Il culto di Maddalena si diffuse in Europa e i suoi devoti costruirono numerose chiese in suo onore.
La più nota è quella gotica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, dove si dice sia conservato il teschio della santa, ma la prima in cui si formò il culto di Maria Maddalena è l’abbazia di Vézelay, dove già nel 1050 si diceva fosse conservato il corpo.
In Francia si racconta che le tre Marie, scampate alle prime persecuzioni, approdarono nelle paludi della Camargue, dove un paese porta il loro nome: Saintes-Maries-de-la-Mer.
Il culto della Maddalena, peraltro, non è una prerogativa esclusiva della Francia, come dimostra l’esistenza di molti edifici a lei dedicati in Italia, quali la chiesa parrocchiale dell’Isola della Maddalena, la Chiesa arcipretale di Longare e quella di Laverda nel Vicentino, la Chiesa parrocchiale di Bordighera, il Duomo di Desenzano e molti altri.
La festa liturgica del 22 luglio
Nel Calendario Generale Romano e nel Calendario Ambrosiano Comune la sua celebrazione è fissata al 22 luglio.
Il 3 giugno 2016 la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa.
La decisione è stata presa durante il Giubileo della Misericordia «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata».
Nel 2016 la Chiesa cattolica ha sottolineato ulteriormente questa missione elevando la celebrazione di Santa Maria Maddalena al grado di festa.
Il Papa ha voluto sottolineare il suo compito di prima testimone e annunciatrice del Cristo Risorto agli apostoli, ribadire il ruolo della donna nella Chiesa e mettere in luce l’azione della misericordia di Dio.
È giusto che la celebrazione liturgica di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale e che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa.
La maternità della Maddalena nella fede
«La Maddalena è la prima fra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo come Colui che ha vinto la morte, la prima apostola ad annunciare il gioioso messaggio centrale della Pasqua», osserva la teologa Cristiana Dobner, carmelitana scalza.
«Ella esprime la maternità nella fede e della fede ossia quella attitudine a generare vita vera, una vita da figli di Dio, nella quale il travaglio esistenziale comune ad ogni uomo trova il suo destino nella risurrezione e nell’eternità promesse e inaugurate dal Figlio».
«Con Maria Maddalena si apre quella lunga schiera, ancor oggi poco conosciuta, di madri che, lungo i secoli, si sono consegnate alla generazione di figli di Dio e si possono affiancare ai padri della Chiesa: insieme alla Patristica esiste anche, nascosta ma presente, una Matristica».
«L’istituzione di questa festa non va letta come una rivincita muliebre: si cadrebbe stolidamente nella mentalità delle quote rosa. Il significato è ben altro: comprendere che uomo e donna insieme e solo insieme, in una dualità incarnata, possono diventare annunciatori luminosi del Risorto».
Maria Maddalena nella storia dell’arte
Maria Maddalena, nel corso dei secoli, è stata raffigurata principalmente in quattro modi: come mirofora, come penitente, come addolorata ai piedi della Croce e nell’incontro con il Risorto.
La mirofora
È spesso ritratta come una delle mirofore, le pie donne che la mattina di Pasqua si recarono al sepolcro portando gli unguenti per il corpo del Signore.
Fra loro la Maddalena è riconoscibile per il fatto che, a partire dalla fine del Medioevo, viene raffigurata con lunghi capelli sciolti, spesso biondi.
Questo fa capire che gli artisti, secondo una tradizione affermatasi in Occidente e non condivisa nell’Oriente cristiano, la identificavano con la donna peccatrice che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli.
I capelli lunghi sono quindi un’allusione a questo intimo contatto e alla condizione di prostituta: le donne per bene non andavano in giro con i capelli sciolti.
La penitente
Nell’arte del tardo Medioevo Maria Maddalena compare anche come penitente perché, secondo una leggenda, ella era una grande peccatrice che, dopo la conversione e l’incontro con il Risorto, era andata a vivere come romitessa nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, dove annunciava il Vangelo.
Il culto della Maddalena penitente ha affascinato molti artisti, che l’hanno considerata il corrispettivo femminile di Giovanni Battista.
In genere viene raffigurata con abiti simili a quelli del Battista oppure è coperta solo dai capelli.
La bellezza esteriore l’ha abbandonata, il volto è segnato dai digiuni e dalle veglie notturne in preghiera, ma è illuminata dalla bellezza interiore perché ha trovato pace e gioia nel Signore.
La statua della Maddalena penitente di Donatello, scolpita per il Battistero di Firenze, è un autentico capolavoro.
L’addolorata sotto la Croce
Sovente la Maddalena è ritratta anche ai piedi della croce.
Una delle opere più significative è un piccolo pannello di Masaccio, esposto a Napoli, nel quale la Maddalena è ritratta di spalle, sotto la croce, le braccia protese a Cristo, i lunghi capelli biondi che cadono quasi a ventaglio su un enorme mantello rosso.
Non di rado il dolore composto della Vergine è stato contrapposto a quello della Maddalena, quasi senza controllo.
Si pensi, ad esempio, alla Pietà di Tiziano, nella quale la donna avanza come volesse chiamare il mondo intero a riconoscere l’ingiustizia della morte di Gesù, che giace fra le braccia di Maria.
Oppure si pensi al celebre gruppo scultoreo di Niccolò dell’Arca, nel quale fra le molte figure la più teatrale è proprio quella della Maddalena che si precipita con la forza di un uragano verso il Cristo morto.
Il «Noli me tangere»
Vi sono inoltre molte raffigurazioni dell’incontro con il Risorto. Esemplari e magnifiche sono quelle di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, e del Beato Angelico nel convento di San Marco.
Maria Maddalena ha vissuto un’esperienza di salvezza profonda per opera di Gesù: quando si sente chiamata per nome in lei si accende il ricordo dell’intera storia vissuta con Lui.
C’è tutto questo nell’iconografia della scena che chiamiamo “Noli me tangere”.
La locuzione latina proviene dal Vangelo di Giovanni: Gesù risorto la rivolge a Maria Maddalena. La frase prosegue: nondum enim ascendi ad Patrem meum, «infatti non sono ancora salito al Padre mio».
La scena accennata da Giovanni è stata frequente soggetto di rappresentazione artistica, come nel “Noli me tangere” di Tiziano.
Gli attributi iconografici
Nell’iconografia Maria Maddalena è raffigurata principalmente come penitente e eremita, o come donna in abito lungo, talvolta con mantello.
La sua figura ha ispirato artisti di tutti i tempi e numerose sono le opere di pittura nelle quali è rappresentata per lo più con i lunghi capelli sciolti ed una veste rossa, spesso con l’attributo del vasetto di unguento penitente nel deserto.
Gli attributi iconografici di Maria Maddalena sono il vaso contenente gli unguenti, il teschio simbolo di penitenza, il crocifisso, il cilicio o la sferza, il libro, la stuoia, lo specchio rotto, i capelli lunghi, le gioie disprezzate, le radici amare, la grotta e gli angeli.
Il vaso degli unguenti ricorda sia le donne che si recarono al sepolcro sia le tradizioni che unirono Maria Maddalena alla peccatrice anonima e a Maria di Betania.
Il teschio, la grotta, il cilicio e gli abiti ridotti all’essenziale appartengono soprattutto alla rappresentazione della Maddalena penitente e romita.
Le reliquie e i santuari
Le reliquie attribuite a santa Maria Maddalena sono distribuite in diversi luoghi, ciascuno con una lunga storia di culto e tradizione.
A Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, in Provenza, la cripta della grande basilica ospita il celebre teschio e un piccolo frammento, il celebre “noli me tangere”, rinvenuti durante gli scavi del 1279 promossi da Carlo II d’Angiò.
Queste reliquie, racchiuse in un prezioso reliquiario in oro e argento, attirano pellegrini che ancora oggi le venerano sotto la splendida cupola gotica della basilica.
A Roma, nella basilica di San Giovanni dei Fiorentini, è conservato il piede sinistro di Maria Maddalena, incastonato in un reliquiario in argento creato da Benvenuto Cellini.
Secondo la tradizione, venne staccato durante il passaggio del corpo per Roma nel IX secolo e custodito lì da allora.
Sul Monte Athos, nel monastero di Simonopetra, si venera la sua mano sinistra.
La reliquia è ritenuta miracolosa: la tradizione racconta che abbia protetto dalle calamità naturali e persino aiutato a spegnere incendi.
Le reliquie di Maria Maddalena furono venerate a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume in Provenza, attraendo una tale folla di pellegrini da far erigere verso la metà del XIII secolo una grande basilica che divenne una delle più famose chiese gotiche del sud della Francia.
Patronato, festa e simboli
Maria Maddalena è patrona dei penitenti e viene tradizionalmente associata anche alle prostitute pentite, ai parrucchieri, ai giardinieri, ai profumieri e ai guantai.
La sua ricorrenza è il 22 luglio.
Il suo emblema principale è l’ampolla d’unguento.
Tra gli altri attributi figurano il teschio, il crocifisso e i lunghi capelli rossi.
L’onomastico di Maddalena cade il 22 luglio, giorno in cui sia la Chiesa cattolica che quella ortodossa ricordano santa Maria Maddalena.
La memoria liturgica richiama la donna che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, lo seguì fino al monte Calvario e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione.
Maria Maddalena e la Resurrezione | Scuola per i bambini 23
La figura di Maria Maddalena riunisce così diversi aspetti: la guarigione dal male, la sequela di Gesù, la fedeltà nel momento della Croce, la ricerca perseverante presso il sepolcro e la missione di annunciare per prima la Risurrezione.