Isaia 35 presenta una promessa di restaurazione: il deserto e la terra arida si rallegreranno, gli infermi saranno guariti, gli scoraggiati riceveranno forza e davanti al popolo riscattato si aprirà una strada chiamata «la Via Santa». Il capitolo descrive il passaggio dalla desolazione alla vita, dalla paura al coraggio, dalla schiavitù alla libertà e dal dolore alla gioia.
La Via della Santità è la strada che Dio prepara per coloro che ha redento. È una via sicura, riservata ai purificati, sulla quale il popolo può camminare verso Sion senza smarrirsi. Nel messaggio cristiano questa via trova il suo compimento in Gesù, che si identifica come «la Via, la Verità e la Vita» e viene a portare la salvezza di Dio con potenza miracolosa.
Il contesto: dopo il giudizio arriva il restauro
Dopo il giudizio sulle nazioni descritto in Isaia 34, Dio porterà un bellissimo restauro. Il profeta annuncia che il popolo ha motivo per rallegrarsi: Dio lo ha liberato dalla schiavitù ed esso vedrà la gloria di Dio: «Ecco, il vostro Dio viene di persona. Egli viene a salvarvi».
Il capitolo 35 non descrive soltanto la fine di una situazione difficile, ma una trasformazione completa della terra, delle persone e del cammino spirituale. La natura rifiorisce, gli esseri umani vengono rafforzati e guariti, mentre una strada sicura conduce i riscattati alla presenza di Dio.
Il deserto e la terra arida rifioriscono
Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà di fiori, festeggerà con gioia e canti d’esultanza; le sarà data la gloria del Libano, la magnificenza del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio.
La solitudine comincia a coprirsi di fiori, le ginocchia si rafforzano mentre camminano per poter proseguire, l’acqua comincia a sgorgare. Il passo cambia, la gioia si impossessa di noi perché Dio non è laggiù ad attenderci alla fine del viaggio, ma sta trasformando il cammino insieme a noi, passo dopo passo.
Questa promessa si è dimostrata vera in molti modi, e in un certo senso deve ancora essere adempiuta. Questa promessa fu vera nel breve termine quando Giuda fu restaurata dopo che l’invasione degli Assiri fu respinta.
Questa promessa è vera nel lungo termine poiché l’Israele moderna ha trasformato il deserto e la terra arida in fattorie produttive, e ha veramente fatto fiorire la solitudine come la rosa. Questa promessa sarà vera nell’adempimento supremo di questa profezia quando Dio restaurerà l’ecologia del mondo dopo la fine della grande tribolazione e la battaglia di Armageddon.
La natura sta aspettando la trasformazione che verrà quando il Messia regnerà e i credenti saranno glorificati. La viva attesa della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, perché anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio.

Il significato della trasformazione del deserto
Il deserto rappresenta una terra priva di vita, acqua e fecondità, ma la promessa di Isaia mostra che ciò che appare sterile non rimarrà per sempre in quello stato. La terra arida diventerà uno stagno e il suolo assetato sorgenti d’acqua.
La parola tradotta terra arida in realtà significa miraggio, riflessione dell’aria, un fenomeno atmosferico frequentemente visto nei deserti orientali che è causato dalla riflessione dei raggi caldi del sole. Ora il profeta porta la lieta notizia che ciò che era solo una parvenza e un’illusione diventerà un giorno una gloriosa realtà.
Il cammino del periodo di Avvento è molto simile: in viaggio verso il Natale, dalle tenebre alla luce, dalla notte all’alba. Non c’è immediatezza, non c’è un interruttore, ma c’è lentezza, gradualità.
Siamo in cammino nel deserto, ma in un deserto che va trasformandosi in terra verdeggiante e dal quale nasce una via dove non ci si può smarrire. La strada che Dio ha aperto e su cui camminiamo è per tutti, è una strada sicura e protetta.
Forza per le mani infiacchite e le ginocchia vacillanti
Fortificate le mani infiacchite, rendete ferme le ginocchia vacillanti! Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete!». Ecco il vostro Dio verrà con la vendetta e la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi.
Il giudizio imminente sarebbe stato sufficiente a rendere deboli le mani di chiunque e vacillanti le ginocchia di chiunque. Ma in tal senso del glorioso restauro che Dio avrebbe portato da quel momento, non sarebbe stato il momento di avere mani infiacchite o ginocchia vacillanti. Dio voleva che il Suo popolo diventasse forte e si mettesse in cammino.
Usiamo le nostre mani per lavorare; coloro che hanno mani infiacchite non stanno lavorando per il Signore come dovrebbero. Usiamo le nostre ginocchia sia per progredire che per pregare. Coloro che hanno ginocchia vacillanti non stanno progredendo con il Signore e pregando come dovrebbero.
È un invito a rialzarsi e riprendere vita perché il tempo del giudizio è finito. Nel nostro essere curvi su noi stessi, bloccati nelle nostre incapacità, paralizzati sulle nostre avidità, non possiamo scorgere Dio che ci viene incontro.
Per questo il profeta usa espressioni come rialzarsi, fortificarsi e rafforzarsi di fronte al Signore che a sua volta compie un movimento verso di noi. C’è un invito a rafforzare le nostre ginocchia vacillanti perché la venuta di Dio in mezzo la aspettiamo, ma allo stesso tempo l’abbiamo già sperimentata.
Coraggio per chi ha il cuore smarrito
Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Nelle nostre prove presenti, abbiamo bisogno della forte speranza del Signore per vincere i nostri cuori paurosi.
I nostri cuori paurosi non sono aiutati da un ottimismo sterile e vago; sono aiutati dalla fiducia assicurata che Egli stesso verrà e salverà. Anche in un tempo di castigo dal Signore, dovremmo prendere forza e coraggio nel Signore, sapendo che è il Suo amore e la Sua cura paterna che hanno permesso e diretto il castigo.
È tempo di diventare forti nel Signore e andare avanti. Ma il passo sia qui in Isaia che in Ebrei 12 indica che ci sono alcuni tra il popolo di Dio che hanno davvero mani infiacchite e ginocchia vacillanti.
Se non stiamo facendo progressi nel nostro cammino con Gesù, la colpa può certamente essere trovata nelle mani infiacchite e nelle ginocchia vacillanti. La salvezza non è automatica: come il popolo di Israele noi siamo liberi dalla schiavitù del maligno, ma per prendere pienamente possesso del regno dobbiamo camminare con Gesù attraverso il deserto della quotidianità, luogo di purificazione e di crescita nella fede e nell’amore, verso Dio e i compagni di viaggio.
La guarigione dei ciechi, dei sordi, degli zoppi e dei muti
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturati gli orecchi dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine.
Quando viene la salvezza di Dio, viene con essa una potenza miracolosa. È un miracolo che i ciechi vedano, che i sordi odano, che gli zoppi corrano e che i muti parlino. Ma quando Egli stesso verrà e vi salverà, lo fa con potenza miracolosa.
Questi segni sono ricordati da Gesù in Matteo 11:5 e in Luca 7:22 per provare che egli era il Messia. Quando Giovanni Battista era in prigione, si scoraggiò e cominciò a chiedersi se Gesù fosse davvero il Messia che aveva proclamato che fosse.
Quando i discepoli di Giovanni portarono questa domanda a Gesù, Egli rispose: «Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati e i sordi odono, i morti risuscitano e il vangelo è predicato ai poveri. Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!»
Se Gesù non usò le parole esatte di Isaia 35, certamente usò l’idea. Gesù, il Messia, era venuto a portare la salvezza di Dio, e questo sarebbe stato accompagnato da potenza miracolosa.
L’acqua nel deserto: dalla mancanza all’abbondanza
Perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine: quando viene la salvezza di Dio, viene con essa una provvidenza miracolosa. Ciò che prima era arido e inutile diventa ben irrigato e fruttuoso.
Il terreno riarso diventerà un lago e il suolo assetato si muterà in sorgenti d’acqua; nel luogo dove dimorano gli sciacalli vi sarà erba, canne e giunchi. Nei luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli ci sarà erba con canne e giunchi.
Gesù disse che avrebbe portato questo tipo di bellissima provvidenza nelle vite del Suo popolo: «Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva». Or disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui.
Non c’è ragione per cui un cristiano debba sopportare un «tempo arido», non quando è presente la potenza miracolosa di Gesù Cristo di provvedere. L’abbondanza promessa da Isaia non è soltanto un cambiamento esterno del paesaggio, ma riguarda anche la vita interiore trasformata dalla presenza di Dio.

La Via della Santità
Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata «la Via Santa»; nessun impuro vi passerà. Essa sarà per quelli che la seguiranno, per quelli soltanto; anche gli insensati non potranno smarrirvisi.
Isaia annuncia che nel ministero del Messia, ci sarà una meravigliosa strada maestra, una via, conosciuta come la Via della Santità. Oggi diamo per scontate le buone strade. Ma nel mondo antico, una buona strada - una strada maestra - era una benedizione straordinaria per i viaggi, il progresso e gli affari.
La parola ebraica per strada maestra indica ciò che la nostra parola italiana letteralmente dice: «una strada-alta». Parla di una strada rialzata, sollevata dal suolo. È una strada alta e gloriosa su cui viaggiare.
La Via della Santità non indica soltanto un percorso geografico, ma un cammino preparato da Dio per un popolo che è stato liberato, purificato e trasformato. È la strada che conduce dalla morte alla vita, dalla condanna alla perfezione e dal peccato alla santità.
La strada dal peccato alla santità
La costruzione di questa Via della Santità fu la più grande impresa ingegneristica mai compiuta. L’ingegneria ha fatto molto per scavare tunnel nelle montagne e costruire ponti sugli abissi; ma il più grande trionfo dell’ingegneria è quello che ha fatto una via dal peccato alla santità, dalla morte alla vita, dalla condanna alla perfezione.
Chi avrebbe potuto fare una strada sulle montagne delle nostre iniquità se non Dio Onnipotente? Nessuno se non il Signore dell’amore l’avrebbe voluta; nessuno se non il Dio della saggezza avrebbe potuto idearla; nessuno se non il Dio della potenza avrebbe potuto realizzarla.
Questa via è Gesù che si identifica come «la Via, la Verità e la Vita», cioè Dio presente fra noi. E afferma: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
La strada che Dio ha aperto e su cui camminiamo è per tutti, è una strada sicura e protetta. Non è priva ostacoli da superare, non è priva di cambiamenti da operare, ma è carica della Sua presenza.
Chi può percorrere la Via Santa
Nessun impuro vi passerà: questa strada maestra non è per tutti. Ha un «casello», ma non si può percorrere questa strada maestra pagando. Si è ammessi su questa strada maestra solo se si è purificati dalla grande opera del Messia.
La santità della via non significa che coloro che la percorrono abbiano già raggiunto la perfezione. Quando rimaniamo sulla Via della Santità di Dio, anche se la Sua opera in noi non è ancora completa - potremmo essere ancora in qualche modo insensati - eppure siamo al sicuro perché siamo sulla Sua strada maestra.
Ci sono guardrail sulle curve pericolose, ed Egli ci impedisce di cadere mentre sviluppa in noi la saggezza e la maturità che ci manterranno anche sulla strada maestra. Gli stolti non potranno smarrirvisi, perché la sicurezza della via dipende dalla protezione e dalla guida di Dio.
La sicurezza della Via della Santità
Non vi sarà più il leone, né alcuna bestia feroce vi salirà o vi apparirà, ma vi cammineranno i redenti. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà.
Mentre rimaniamo sulla Via della Santità di Dio, siamo protetti dagli attacchi del leone. Sebbene il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare, quel leone non ha mai ancora divorato nessuno che sia rimasto sulla strada.
La promessa è sicura: non ci sarà alcun leone. Non vi si troverà. La strada non è descritta come priva di ogni difficoltà, ma come un cammino sul quale il pericolo non avrà l’ultima parola e il popolo riscattato potrà avanzare sotto la protezione del Signore.
I riscattati tornano a Sion
I riscattati dall’Eterno torneranno, verranno a Sion con grida di gioia e un’allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore e il gemito fuggiranno.
I riscattati dall’Eterno torneranno e verranno a Sion con canti di gioia. Usiamo questa Via della Santità per andare dove Dio vive e regna - Sion - e arriviamo lì con canti di gioia. Dio può mettere un canto nei nostri cuori mentre viaggiamo sulla Sua Via della Santità.
La parola riscattati è correlata alla parola goel e si riferisce a colui che è stato salvato dal goel - il parente-redentore. I riscattati sono coloro che sono stati liberati e riportati alla loro destinazione, non attraverso la propria forza, ma grazie all’opera del redentore.
Una gioia eterna coronerà il loro capo. Possiamo conoscere qualcosa di questo ora, ma non siamo ancora alla nostra destinazione sulla Via della Santità.
Quando arriveremo là, Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né ci sarà più dolore, perché le cose di prima sono passate.
Il cammino con Gesù nella vita quotidiana
La salvezza libera dalla schiavitù, ma il popolo liberato è chiamato a camminare. Per prendere pienamente possesso del regno dobbiamo camminare con Gesù attraverso il deserto della quotidianità, luogo di purificazione e di crescita nella fede e nell’amore, verso Dio e i compagni di viaggio.
Il cammino è graduale. C’è un invito a rafforzare le nostre ginocchia vacillanti perché la venuta di Dio in mezzo la aspettiamo, ma allo stesso tempo l’abbiamo già sperimentata.
Il deserto della vita non è privo di ostacoli, cambiamenti o prove, ma è un deserto nel quale Dio opera. La solitudine fiorisce, l’acqua sgorga, la debolezza viene trasformata in forza e una strada sicura appare davanti a coloro che si affidano al Signore.
Usando le immagini di questo capitolo, è come se venissimo a Dio aridi, sterili, ciechi, sordi, deboli e storpi. Poi viene la potenza miracolosa di Gesù a trasformarci, guarirci e provvedere per noi.
Questo non è la fine dell’opera di Dio però; Egli poi continua a fare una Via della Santità su cui l’uomo trasformato può camminare. La strada maestra sarebbe utile a uno che era arido, sterile, cieco, sordo, debole e storpio; ma quando la strada maestra è fornita per colui che è guarito e provveduto come siamo in Gesù, la benedizione è ancora più straordinaria.
La gioia di incontrare il Signore
La più grande gioia di un uomo è incontrare Gesù Cristo, Dio fatto carne. In Lui ogni cosa - miserie, peccati, storia, speranza - assume nuova dimensione e significato.
A Te che vieni e vieni ancora, a Te che ti lasci trovare da chi ti cerca, rendiamo grazie, Signore! La gioia di Isaia 35 nasce dalla certezza che Dio viene di persona, salva il suo popolo e lo accompagna sulla strada della santità.
- Lei è su quella Via?
- Sta facendo progressi su di essa?
- Sta godendo del viaggio?
- Sta invitando altri a unirsi a Lei?