Il 22 febbraio 1931, nel convento della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Płock, Gesù apparve a suor Faustina Kowalska come nel quadro “Gesù confido in Te” e le affidò la missione di far dipingere la Sua immagine, con la scritta: “Gesù, confido in Te”.
Quella rivelazione diede inizio alla missione pubblica di Santa Faustina: ricordare al mondo l’amore misericordioso di Dio, promuovere la venerazione dell’immagine di Gesù Misericordioso, chiedere l’istituzione della Festa della Divina Misericordia e diffondere la Coroncina e la novena della Divina Misericordia.
Chi era suor Faustina Kowalska
Un’anima scelta Elena Kowalska nacque a Głogowiec, in Polonia, terza di dieci figli in una famiglia di contadini. Fin dall’età di sette anni sentì la chiamata alla vita religiosa, ma i suoi genitori si opposero. Cercava anche di nascondere questo appello divino nella sua anima, rassegnandosi a rimanere nel mondo.
Tuttavia, spinta da una visione di Gesù sofferente e dalle sue parole di rimprovero - «Fino a quando dovrò avere pazienza con te e fino a quando Mi deluderai?» - prese la ferma decisione di entrare in convento. Dopo molti tentativi di entrare in altre case religiose, il 1° agosto 1925 Elena varca la soglia del convento di clausura della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia, a Varsavia.
Lì ricevette il nome di suor Maria Faustina e iniziò la sua vita al di là delle sacre grate, dove le sarebbero stati rivelati grandi misteri. Suor Faustina Kowalska fece parte della congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della misericordia per tredici anni.
Si mostrò sempre eccellente nei suoi doveri religiosi e nei suoi obblighi verso la comunità. Nei rapporti con le sorelle della congregazione, nessuna era più sacrificata e umile, nonostante le difficoltà che incontrava nelle relazioni, proprio a causa delle comunicazioni soprannaturali che riceveva, che causavano incomprensioni e - chissà? - suscitavano invidie.
Ma tutto questo non faceva altro che fortificare la sua anima, in vista del compimento della sua missione. Gesù in persona, durante le apparizioni, amava definirla «la segretaria della mia misericordia».
Il convento di Płock e il contesto della prima apparizione
Il Santuario della Divina Misericordia a Płock si trova in Stary Rynek 14/18, nel convento della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, posto dove iniziò la grande e profetica missione di Santa Suor Faustina Kowalska.
Il convento della Congregazione è ubicato lungo la Vistola sulla Collina Tumska, nella parte vecchia della città, che ha una storia molto ricca risalente al X-XI secolo. Gli inizi del servizio della misericordia in questo convento sono legati alla persona del beato arcivescovo Antoni Julian Nowowiejski che, ancora sacerdote, fondò l’istituto ”Angelo Custode” per le ragazze povere e la congregazione laica dell’”Amore Divino” per l’esercizio del lavoro educativo.
Questo istituto, il 13 aprile dell’anno 1899, con il consiglio e con l’impegno del suo Fondatore, si fuse con la Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia fatta arrivare da Varsavia. Le suore iniziarono a lavorare conformemente al loro carisma e, grazie a ciò, l’istituto „Anioła Stróża”(Angelo Custode) si sviluppò bene.
Inizialmente vi soggiornavano circa 50 penitenti e, quando fu aperta la filiale della casa a Biała, vicino a Płock - persino 100 educande, che, a seconda delle proprie capacità, lavoravano sotto la direzione delle suore nella lavanderia, nella sartoria, nel laboratorio del ricamo oppure nella fattoria di Biała.
Il ritmo della vita delle suore e delle educande era scandito dalla preghiera e dal lavoro che non era solamente la fonte principale di sostentamento del convento, ma anche un importante mezzo educativo per prepare le ragazze a una vita dignitosa nella società. L’Istituto era riconosciuto anche dalla Chiesa, dal Comune e dagli abitanti di Płock.
Un grande protettore e amico della casa fu l’arcivescovo Julian Nowowiejski, autore del libro: „Storia dell’istituto della Beata Vergine Maria della Misericordia”. Nell’anno 1918, sia il convento che l’istituto „Anioł Stróż” ”(Angelo Custode) a Stary Rynek, furono visitati da don Achille Ratti, futuro papa Pio XI.
In questo convento, nella tarda primavera dell’anno 1930, la madre superiora Michaela Moraczewska trasferì Suor Faustina Kowalska, destinandola a lavorare nel negozio del forno, che ogni giorno forniva il pane agli abitanti di Płock.
- Luogo: convento della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, Stary Rynek 14/18, Płock.
- Data della prima apparizione: 22 febbraio 1931.
- Messaggio centrale: “Gesù, confido in Te”.
- Richieste principali: dipingere l’immagine di Gesù Misericordioso e istituire la Festa della Misericordia.
La prima apparizione del 22 febbraio 1931
Nella dipendenza di questo convento a Stary Rynek ebbe luogo un evento storico per il culto alla Divina Misericordia, e cioè la prima apparizione di Gesù Misericordioso che iniziò la missione pubblica di Santa Suor Faustina.
Il 22 febbraio dell’anno 1931 il Signore Gesù si mostrò come nel quadro ”Gesù confido in Te”. Suor Faustina Kowalska, una giovane suora della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, la sera del 22 febbraio - fu la prima domenica della Quaresima - si trovava nella sua cella del convento nella città polacca di Plock.
La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire i due grandi raggi , rosso l’uno e l’atro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa dal timore,ma anche dalla gioia grande.
Dopo un istante, Gesù mi disse : ”Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particoalre nel’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” (D. 47-48).
Quel 22 febbraio Gesù affida a questa semplice sorella due compiti: dipingere la Sua immagine e far conoscere quella immagine nel mondo intero, cominciando dalla sua congregazione.
Come di solito Suor Faustina rivelò questa sua visione al suo confessore che diede poca importanza al fatto, dicendo: “Questo riguarda la tua anima. Dipingi l’immagine di Dio nella tua anima”. Ma appena uscita dal confessionale ebbe un'altra visione di Gesù che disse: “La mia immagine c’è nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della Misericordia.
Voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la Festa della Misericordia”.

Il significato dell’immagine di Gesù Misericordioso
Nostro Signore chiese alla Santa che fosse dipinta un’immagine di Lui così come le era apparso in visione, e promise grazie speciali a chi l’avesse venerata. Un giorno, Nostro Signore le manifesta il desiderio che venga dipinta una sua immagine e che vengano istituite una festa liturgica, una coroncina e una novena in onore della Divina Misericordia.
L’immagine rappresenta proprio Gesù risorto, che ha portato a tutti gli uomini la remissione dei peccati e la salvezza al prezzo della sua Morte sulla Croce. Cristo appare con la veste bianca sfolgorante di luce, a indicare la gloria divina della risurrezione, e nel medesimo tempo con i segni della passione e la ferita del costato.
Alla base dell’immagine c’è la scritta: «Gesù confido in te», a indicare lo slancio del cuore che crede nel Salvatore e si getta nelle sue braccia. Il senso di questa devozione alla Divina misericordia è sintetizzato nel quadro che suor Faustina fece dipingere in seguito alla visione del 22 febbraio 1931.
Ora, quale dev’essere stata l’intenzione più profonda del Divin Redentore nel realizzare questa immagine? Egli desiderava imprimere su una tela ciò che traboccava dal suo Cuore: la misericordia. Contemplando il dipinto, gli uomini si sarebbero ricordati delle promesse di Gesù e si sarebbero abbandonati a Lui con maggiore fiducia.
Nostro Signore associò a questa immagine speciali promesse di salvezza, grandi passi nella vita spirituale e una santa morte, oltre ad altri doni che gli uomini possono chiederGli: «Per mezzo di questa immagine concederò molte grazie alle anime; che ogni anima abbia dunque accesso ad essa».
I due raggi
Dalla tunica aperta leggermente sul petto uscivano due grandi raggi, uno rosso e l’altro pallido. Riguardo ai due raggi, Gesù comunica il loro significato a Santa Faustina, che scrive nel suo diario: «Il raggio pallido indica l’acqua che giustifica le anime; il raggio rosso indica il Sangue che è la vita delle anime.
Entrambi i raggi sgorgarono dalle viscere della mia misericordia, quando sulla Croce il mio Cuore agonizzante fu aperto dalla lancia. Questi raggi difendono le anime dall’ira del Padre mio. Beato colui che vive alla loro ombra, perché non sarà colpito dal braccio della giustizia di Dio».
L’acqua che giustifica le anime è il Santo Battesimo e il Sangue ricorda l’Eucaristia, che dà vita all’anima. Questi due Sacramenti sono indispensabili ad ogni cattolico: il primo ci apre le porte della filiazione divina, configurandoci a Cristo, e il secondo costituisce la fonte e l’apice della vita della Chiesa.
È per mezzo della ricezione del Sacramento dell’Altare che perfezioniamo tutto quello che abbiamo ricevuto nel Battesimo.
La richiesta della Festa della Divina Misericordia
Nel convento di Płock Suor Faustina udì anche la raccomandazione di Gesù riguardo alla Festa della Misericordia la prima domenica dopo Pasqua. Qui iniziò questo ”sentiero luminoso”, durante il quale Gesù, gradualmente, le trasmise la missione profetica di ricordare al mondo il Suo Amore Misericordioso per ogni uomo.
Uscendo dalla Confessione, durante la quale aveva raccontato al confessore la richiesta di Gesù riguardo all’immagine, la suora sentì dentro di sé queste parole: «Desidero che ci sia la Festa della Misericordia. Voglio che questa immagine, che tu dipingerai con il pennello, sia solennemente benedetta la prima domenica dopo Pasqua, e quella domenica deve essere la Festa della Misericordia.
Desidero che i sacerdoti annuncino questa mia grande misericordia verso le anime peccatrici. Che il peccatore non abbia paura di avvicinarsi a Me. Ardono in Me le fiamme della misericordia; voglio riversarle sulle anime».
Chiedendo a Santa Faustina che l’immagine fosse benedetta la prima domenica dopo Pasqua, Nostro Signore mostrava che tutto ciò che esprime è intimamente legato alla Liturgia di quel giorno, nel quale la Chiesa proclama il Vangelo di San Giovanni sull’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del Sacramento della Penitenza.
Ma Nostro Signore desiderava una festa ufficiale in onore della sua Divina Misericordia. Il Salvatore rivelò i suoi desideri a questo proposito in diverse occasioni: «Desidero che la Festa della Misericordia sia rifugio e riparo per tutte le anime, specialmente per i peccatori.
In questo giorno sono aperte le viscere della mia misericordia. Riverso un mare intero di grazie sulle anime che si avvicinano alla fonte della mia misericordia. L’anima che si confesserà e riceverà la Santa Comunione otterrà il perdono delle colpe e delle pene.
In questo giorno, sono aperte tutte le cateratte divine attraverso le quali scorrono le grazie. Che nessuna anima abbia paura di avvicinarsi a Me, anche se i suoi peccati sono come scarlatto.
Le anime si perdono, nonostante la mia amara Passione. Io sto dando loro l’ultima tavola di salvezza, cioè, la Festa della Misericordia. Se non venerano la mia misericordia, periranno per tutta l’eternità».
Manifestò anche il desiderio che in quel giorno i sacerdoti predicassero riguardo alla misericordia dall’alto dei pulpiti. Le anime avrebbero dovuto sentire, attraverso le parole dei sacri ministri, la portata del perdono di Dio a tutti i peccatori.
La Coroncina e la novena della Divina Misericordia
Tra i giorni 13 e 14 settembre del 1935, Gesù dettò la coroncina della misericordia come mezzo per placare l’ira di Dio. Il Signore stesso insegnò cosa si doveva pregare: «Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero; per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi».
La concretizzazione nella pietà popolare è infine avvenuta mediante le preghiere rivelate da Gesù. In particolare con la Coroncina, che la santa ricevette il 13 settembre 1935 e trasmise al suo direttore spirituale affinché venisse diffusa.
La preghiera, che costituisce il centro della coroncina della misericordia, va recitata secondo la divisione rivelata alla confidente di Dio: «Questa preghiera serve a placare la mia ira. Tu la reciterai per nove giorni, attraverso la corona del Rosario, nel modo seguente: prima di tutto dirai il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Credo.
Poi, sui grani del Padre Nostro, pronuncerai le seguenti parole: ‘Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero’.
Sui grani dell’Ave Maria pregherai le seguenti parole: ‘Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero’. Alla fine, pregherai tre volte queste parole: ‘Santo Dio, Santo forte, Santo immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero’».
La Festa e la coroncina della Misericordia sono stati altri mezzi istituiti da Nostro Signore per riversare il suo perdono sull’umanità peccatrice. Fatta con sincerità e umiltà, questa preghiera ottiene grazie abbondanti di conversione e una buona morte, necessarie ad ogni uomo in questa terra di esilio.
Il testo venne accompagnato da una potente promessa, sempre pronunciata da Cristo: «Per la recita di questa Coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno. Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte.
Anche se si trattasse del peccatore più incallito, se recita questa Coroncina almeno una volta sola otterrà grazie dalla mia infinita misericordia. Quando vicino a un agonizzante viene recitata questa Coroncina, si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile misericordia ne avvolge l’anima».
Le altre visioni di suor Faustina
Santa Faustina nei suoi quaderni riporta importanti visioni di angeli da lei avute. Lo splendore del Creatore fa tremare gli angeli. «Un giorno, dopo la santa Comunione, vidi all’improvviso il Bambino Gesù […]. La mia anima fu presa da timore e da paura, poiché vedevo in Lui il mio Giudice, il mio Signore e Creatore, davanti alla cui santità tremano gli angeli […]».
La guida dell’angelo negli abissi dell’inferno
Santa Faustina ha visto gli angeli anche in situazioni più dolorose. In un suo scritto parla delle sette pene che ha visto nonché dei tormenti particolari. «Oggi sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno. È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande.
Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità. Io, suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. La maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno».
Il Cherubino con la spada di fuoco
In un altro scritto, la santa polacca allude al “guardiano del Paradiso”. «O Amore, o regina delle virtù! L’amore non conosce timore; attraversa tutti i cori degli angeli che montano la guardia davanti al trono di Dio.
Esso non teme nessuno, esso raggiunge Dio e s’immerge in Lui come nel suo unico tesoro. Il Cherubino con la spada di fuoco, che fa la guardia al paradiso, non ha potere su di esso. O puro amor di Dio, quanto sei grande ed impareggiabile! Oh, se le anime conoscessero la Tua potenza!»
Santa Faustina sostiene che «per l’amore non ci sono né porte né guardie; nemmeno l’oculato Cherubino con la spada di fuoco riesce a trattenere l’amore. Esso si fa strada attraverso le foreste e le distese infuocate, sotto le tempeste, i fulmini e nelle tenebre e giunge alla sorgente dalla quale è uscito e là rimane per l’eternità.
Tutto finisce, ma l’amore non finisce mai».
Gli angeli e le prove dell’anima
Nelle prove, nonostante le apparenze contrarie, dovremmo poter cogliere che gli angeli e i santi ci amano in un modo particolare. Ce lo ricorda santa Faustina Kowalska sulla base delle visioni annotate nel suo diario.
«Voglio parlare ancora dei momenti della prova. In quei momenti è necessario che i confessori abbiano pazienza con tale anima provata. Ma la più grande pazienza deve averla l’anima con sé stessa.
O mio Gesù - prosegue santa Faustina - tu sai quello che prova la mia anima al ricordo di quelle sofferenze. Talvolta mi son meravigliata che gli angeli ed i santi restino silenziosi mentre un’anima sopporta simili sofferenze. Tuttavia essi ci amano in modo particolare in quei momenti».
Anche san Pio da Pietrelcina, nel suo Epistolario esprime stupore ed anche ira perché il suo angelo custode non accorre prontamente ai suoi richiami mentre i diavoli lo malmenano, ma poi capisce che gli angeli si comportano così perché essi vogliono che i loro protetti amino la croce, perché essa ha il potere di farli santi.
Pure sant’Ambrogio (339-397) pensa che spesso il Signore privi il giusto della protezione del proprio angelo custode per dargli la possibilità di combattere da solo e dunque acquisire maggiori meriti e conseguentemente gloria più grande.
Il messaggio affidato da Gesù a suor Faustina
Santa Faustina è stata una delle anime scelte da Dio per rivelare al mondo gli arcani di infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù. Per misteriosi disegni, sembra essere stato questo l’aspetto della sua Persona che Nostro Signore ha voluto maggiormente manifestare negli ultimi secoli: «mite e umile di cuore».
Dal XVII secolo, quando apparve a Santa Margherita Maria Alacoque, il Sacro Cuore di Gesù non ha smesso di rivelare alle anime elette gli arcani della sua infinita misericordia. E l’inizio del XX secolo ci porta un esempio impressionante di questa realtà.
Eppure è proprio a lei che il Redentore ha affidato, negli anni Trenta dello scorso secolo, il messaggio della Divina misericordia. Se Dio le confidò: «Nell’Antico Testamento mandai al mio popolo i profeti con i fulmini, oggi mando te a tutta l’umanità con la mia misericordia.
Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore misericordioso», Gesù andò ancora oltre precisandole che «l’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia Misericordia.
Il mio cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle mie mani sono coronate dalla Misericordia».
Il Sacro Cuore di Gesù ha sete di perdonare ed esige da noi solo che Gli presentiamo i nostri errori e che Gli corriamo incontro con fiducia. Ecco l’unica condizione che questo buon Cuore ci impone per essere oggetto del suo amore: presentare i nostri errori e correrGli incontro con fiducia illimitata, certi che Egli ci accoglierà con traboccante misericordia.
La diffusione dell’immagine e del culto
E Santa Faustina riuscì a realizzare i desideri di Gesù. Durante il triduo che precedette la chiusura del Giubileo della Redenzione del mondo, dal 26 al 28 aprile del 1935, l’immagine, dipinta dall’artista Eugeniusz Kazimirowski, fu esposta per la prima volta al pubblico in cima a una finestra ad Ostra Brama - una delle porte della città di Vilna e importante centro di pellegrinaggio - dove fu vista da tutti.
Per “coincidenza”, questa solennità cadde la domenica dopo Pasqua, in cui si sarebbe dovuta celebrare la Festa della Misericordia secondo la richiesta di Gesù alla sua confidente.
Nell’anno 1939 nella cappella fu posta la prima immagine di Gesù Misericordioso dipinto secondo la visione di Suor Faustina. Gli anni della seconda guerra mondiale aiutarono la diffusione del culto alla Divina Misericordia nelle forme da lei trasmesse.
Le suore del convento di Płock non solo pregarono davanti all’immagine di Gesù Misericordioso, ma diffusero questo culto tramite la distribuzione delle medagliette e delle immaginette con la Coroncina, nonché attraverso la spedizione dei pacchi con gli alimenti per i campi di lavoro e nelle prigioni.
La morte di suor Faustina e la fama di santità
Il 5 ottobre 1938, Suor Maria Faustina del Santissimo Sacramento rendeva la sua anima al Creatore dopo aver sopportato grandi sofferenze. Con il suo olocausto, il culto della misericordia iniziò a diffondersi e nacque la Congregazione delle Suore di Gesù Misericordioso.
La sua esistenza può sembrare, a occhi umani, del tutto illogica: sente la vocazione alla vita consacrata, ma non ha la dote necessaria per entrare in convento; diventa serva in una casa di nobili polacchi e a quel punto riesce a entrare in una congregazione religiosa; comincia a ricevere le rivelazioni di Gesù, ma non trova facilmente qualcuno che le creda.
Attraversa innumerevoli sofferenze spirituali, psicologiche e anche fisiche; infine si ammala di tubercolosi e muore a 33 anni, la medesima età che la tradizione attribuisce a Cristo. Morì in odore di santità a Cracovia, il 5 ottobre dell’anno 1938 alle ore 22 45.
Nel ”Libro dei Morti” le sorelle descrivendo la vita di Suor Faustina scrissero: La buon’anima di Suor Faustina raggiunse la perfetta unione con Dio attraverso l’amore e lo scorgere in ogni evento oppure in ogni disposizione dei superiori la volontà divina.
Nel sanatorio lasciò i migliori ricordi della sua delicatezza e gratitudine per tutto. Lo stesso anche a ”Józefów”, nonostante le sofferenze acute, chiese che le sorelle non si stancassero con la veglia/assistenza, solamente le ultime notti le sorelle l’hanno vegliata.
Alla domanda se soffrisse molto, ella rispose “Si, soffro moltissimo, ma ci sto bene”. Nonostante la sete ardente non beveva l’acqua servita, ma inumidiva la lingua.
Anche se l’organismo era completamente esausto e bruciato dalla febbre alta, ma forte in spirito fino alla fine, alla vigilia della morte ella guardava il cielo, sorridente, chiedeva alla suora infermiera di cantare e la suora realizzò il suo desiderio cantando “Salve Fonte” con ciò rallegrando molto l’ammalata.
Alle sorelle in visita non permetteva di avvicinarsi troppo per non infettarsi dicendo “Che la sorellina abbia più cura di sé”. Fino alla fine ci edificava con il mantenimento fedele delle regole e umilmente chiese perdono a tutti per le imperfezioni.
Chiese di non far arrivare nessuno della famiglia perché il viaggio costava troppo. Non avendo provato paura prima di morire si addormentò nel Signore in silenzio alle ore 11 prima della mezzanotte.
Il funerale ebbe luogo il 7 ottobre dell’anno 1938, durante la Festa della Madonna del Rosario. Dopo la celebrazione funeraria diretta da don Władysław Wojtoń S.J., le sorelle portarono sulle loro spalle la cassa con il corpo di Suor Faustina al cimitero conventuale ubicato in fondo del giardino.
La fama della santità della sua vita crebbe assieme al culto alla Divina Misericordia nelle forme da lei trasmesse. Molti pellegrini giungevano alla sua tomba nel cimitero conventuale di Cracovia-Łagiewniki e impetravano molte grazie tramite la sua intercessione.
Il processo di beatificazione e canonizzazione
Molte persone ricevettero molteplici grazie attraverso l’intercessione di Suor Faustina e esercitavano pressione sulla Congregazione affinché intraprendesse delle azioni per iniziare il processo di beatificazione.
Già il 9 gennaio dell’anno 1937 m. Michaela Moraczewska chiese un consiglio al primate il Cardinale A. Hlond riguardo a tale questione, il quale rispose: Aspettate, non è ancora il momento. Raccogliete dei documenti, accumulate il materiale per avere tutto pronto quando i tempi saranno maturi.
Seguendo tali indicazioni del Sacerdote Primate, la Madre Superiora della Congregazione della Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia ordinò di raccogliere dati riguardanti Suor Faustina, scriverne i ricordi, raccogliere informazioni delle grazie ricevute tramite sua intercessione.
Nell’anno 1948 s. Bernarda Wilczek visitò le zone originarie di Suor Faustina e i suoi datori di lavoro per raccogliere memorie della famiglia e da coloro che conoscevano Elena Kowalska ai tempi della sua infanzia e del servizio. Negli anni 1952-1965 sono stati scritti i ricordi delle suore che sono state confermate con il giuramento.
Il 21 ottobre dell’anno 1965 il Vescovo Julian Groblicki, delegato dal metropolita di Cracovia, il Cardinale Karol Wojtyła, iniziò con una solenne sessione il processo informativo sulla vita e sulle virtù di Suor Faustina, durante il quale furono interrogati 45 testimoni della sua vita, furono raccolti gli scritti e si svolse il processo di mancanza del culto pubblico.
Il 25 novembre del 1966 le spoglie terrene della Serva di Dio furono traslate dalla tomba del cimitero conventuale fino alla cappella. Il 20 settembre del 1967, una solenne sessione che poneva termine al processo informativo a livello diocesano, fu presieduta dal Cardinale Karol Wojtyła.
Gli atti del processo furono trasmessi a Roma il 31 gennaio dell’anno 1968 e la Congregazione per le Cause dei Santi aprì il processo di beatificazione. Il 7 marzo dell’anno 1992, il Santo Padre Giovanni Paolo II promulgò il decreto sull’eroicità delle virtù e il 21 dicembre dello stesso anno promulgò il decreto sul miracolo e designò come data della solennità della beatificazione il 18 aprile dell’anno 1993 a Roma.
Il culto spirituale della divina misericordia, rilanciato da papa Wojtyla, è legato a una suora polacca, proclamata santa il 30 aprile 2000 dallo stesso Karol Wojtyla. Pochi anni e anche la sua causa di canonizzazione si mise in cammino, con la proclamazione a beata il 18 aprile 1993 e a santa il 30 aprile 2000.
Con una disposizione del 2001, papa Wojtyla volle che la domenica successiva alla Pasqua fosse intitolata alla Divina misericordia, come sollecitato da Gesù a suor Faustina sin dal 1931, e nel 2003 papa Wojtyla le associò l’indulgenza plenaria, dando compimento alla promessa di Cristo: «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene».
Era in un certo senso il compimento di quanto lo stesso Pontefice aveva scritto in quel caposaldo del suo magistero che fu la sua seconda enciclica, intitolata appunto Dives in misericordia, incentrata su Dio «ricco di misericordia».
Il Santuario della Divina Misericordia a Płock
Per il valore storico di questo luogo legato all’apparizione del Signore Gesù che raccomandò di dipingere la Sua immagine con la scritta: Gesù, confido in Te e chiese di istituire nella Chiesa la Festa della Divina Misericordia, e anche a causa dei pellegrini che vi giungono numerosissimi, l’ordinario della diocesi di Płock - il vescovo Stanisław Wielgus - il giorno della canonizzazione di Suor Faustina, il 30 aprile dell’anno 2000, elevò la cappella della Congregazione a rango di Santuario e istituì un rettorato.
Il 30 aprile dell’anno 2000 la cappella conventuale fu elevata a rango di Santuario della Divina Misericordia diocesano. Ogni 22 del mese, il giorno dell’apparizione del Signore Gesù a Santa Suor Faustina, si recitano le preghiere solenni in lode della Divina Misericordia.
Ogni giorno vengono celebrate le Sante Messe, alla mattina e alla sera; alle ore 15:00 è recitata la preghiera comunitaria nell’Ora della Misericordia e, successivamente, la Coroncina alla Divina Misericordia; durante tutto il giorno si protrae l’adorazione del Santissimo e il servizio dei sacerdoti nel confessionale.
Tutto ciò avviene nella cappella sostitutiva, in quanto nel luogo delle apparizioni si sta lavorando alla costruzione della nuova chiesa. Oggi nel luogo delle apparizioni si sta svolgendo il lavoro di costruzione della nuova chiesa e di un’adeguata base sociale per i pellegrini, per la formazione degli apostoli della Divina Misericordia, di un centro per gli esercizi spirituali, e dell’opera della misericordia per le persone che abbiano bisogno di un aiuto morale.
Il convento di Stary Rynek divenne il luogo dell’azione, dell’annuncio e della impetrazione della misericordia per il mondo intero, la meta di molti pellegrinaggi provenienti dalla Polonia e dall’estero.
Le suore, dopo il loro ritorno a Płock, non solo ricostruirono e rinnovarono gli edifici distrutti, ma con grande entusiasmo ed energia ripresero soprattutto la missione di annunciare, impetrare e operare la misericordia, realizzando la missione carismatica della Congregazione: dapprima nella scuola dell’infanzia, poi nel Centro per le ragazze, nella sala di ricreazione, servendo contemporaneamente i pellegrini.
La storia del convento nel dopoguerra
Nell’anno 1950 le autorità comuniste fecero allontanare le suore dal convento di Płock, e il convento e l’istituto „Anioł Stróż” (Angelo Custode) fu nazionalizzato. Dopo 40 anni, in rovina, la Congregazione riebbe la sua proprietà e, con l’aiuto dei donatori, ricostruirono questo centro storico.
Con l’arrivo delle suore e l’apertura della cappella iniziò nuovamente a rinascere e a svilupparsi il culto alla Divina Misericordia. Nella cappella fu posta dapprima una copia dell’immagine famosa per le grazie elargite del Santuario a Łagiewniki, e in seguito l’immagine di Gesù Misericordioso dal pennello di Elżbiety Plewa-Hoffmann.
Negli anni 1992 - 2000 l’immagine venne portata in pellegrinaggio in tutte le parrocchie della diocesi di Płock. Nonostante l’ampliamento, le suore continuano la loro missione apostolica lavorando presso la Pastorale Diocesana Giovanile „Studnia”(Pozzo) e vegliando presso „Okno Życia”(Finestra della Vita) fondata presso il convento.
Il loro compito principale però è il servizio ai pellegrini che vi giungono. Il Santuario è un luogo di riflessione spirituale per molte persone singole e per gruppi organizzati. Tutto ciò fa del Santuario di Pock un luogo di incontro con Dio ricco di misericordia.
Il riconoscimento del messaggio nel mondo
Un messaggio forte, che fu a lungo sotto osservazione del Sant’Uffizio, al punto da proibire nel 1958 le forme di devozione legate alla Divina misericordia. E fu necessario l’arrivo di Giovanni Paolo II, che per la comune origine polacca ben conosceva la reale consistenza della suora e delle sue ispirazioni, per far riprendere con maggiore attenzione lo studio del suo Diario e di tutto il suo apostolato.
Secondo il Sant’Uffizio non fu appropriata l’eccessiva ”propaganda” del culto alla Divina Misericordia nelle nuove forme, le citazioni fatte in maniera non accurata dal manoscritto del ”Diario” di Suor Faustina e le loro traduzioni errate in lingua francese e italiana.
Questo fu la causa dell’annunciazione della Notifica della Santa Sede Apostolica del 6 marzo dell’anno 1959, che vietò la diffusione del culto della Divina Misericordia nelle forme trasmesse da Suor Faustina.
Sembrava che la Notifica avesse ormai compromesso l’elevazione di Suor Faustina alla gloria degli altari. Però la gloria della sua santità cresceva sempre, le persone ricevevano le grazie tramite sua intercessione e sempre chiedevano l’avvio del processo informativo.
In questa situazione il Cardinale Karol Wojtyła, essendo presente alla III sessione del Concilio Vaticano II, parlò con il prefetto della Congregazione del Sant’Uffizio, Cardinale Ottaviani, chiedendo se la Notifica dell’anno 1959 escludesse la possibilità di fare il processo informativo.
Non solo mi fu permesso, ma ordinato di iniziare il processo di Suor Faustina e al più presto possibile fintanto che i testimoni sono in vita. Raccomandò di non dare a nessuno il ”Diario”, neanche ai sacerdoti e di non citare da nessuna parte frammenti di quell’opera, né nelle preghiere, né negli opuscoli come sulle immaginette.
Si doveva invece redigere una preghiera per la beatificazione di Suor Faustina e fare tutto il possibile per avere l’imprimatur per diffonderla.
Il ruolo di Giovanni Paolo II e papa Francesco
La volontà del Signore si è adempiuta quando fu dipinta la famosa immagine di Gesù Misericordioso con la scritta “Gesù, confido in Te”, e quando Giovanni Paolo II introdusse nella Chiesa una nuova festa: Domenica della Divina Misericordia.
In occasione della Messa di canonizzazione di Santa Faustina, il 30 aprile del 2000, Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato a questo proposito una considerazione profonda: «Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l’avvenire dell’uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo.
È certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, che il Signore ha voluto quasi riconsegnare al mondo attraverso il carisma di suor Faustina, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio».
“Oggi il mio pensiero va al Santuario di Płock, in Polonia, dove novant’anni fa il Signore Gesù si manifestò a Santa Faustina Kowalska, affidandole uno speciale messaggio della Divina Misericordia. Mediante San Giovanni Paolo II, quel messaggio è giunto al mondo intero, e non è altro che il Vangelo di Gesù Cristo, morto e risorto, che ci dona la misericordia del Padre.
Apriamogli il cuore, dicendo con fede: ‘Gesù, confido in Te’”. Con queste parole pronunciate dopo la preghiera dell’Angelus del 21 febbraio Papa Francesco ha ricordato l’anniversario di questo evento straordinario che fu l’apparizione di Gesù Misericordioso a suor Faustina nel lontano 1931.
Papa Francesco ha ricordato il 90 ° anniversario della prima apparizione di Gesù Misericordioso a Suor Faustina non soltanto all’Angelus, ma ha scritto anche una speciale lettera a mons. Piotr Libera, vescovo di Płock, con la quale vuole unirsi spiritualmente alle celebrazioni e alla preghiera dei fedeli.
“Condivido la gioia della Chiesa di Płock - scrive Francesco - che questo evento particolare sia ormai conosciuto nel mondo intero e rimanga vivo nei cuori dei fedeli. In occasione di suddetto anniversario voglio riportare anche altre parole del Signore Gesù, annotate dalla Santa nel suo ‘Diario’: ‘L’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia misericordia’”.
Perciò il Papa incoraggia tutti i fedeli di “domandare a Cristo il dono della misericordia. Che essa ci pervada e ci penetri. Abbiamo coraggio di tornare da Gesù, per incontrare il Suo amore e la Sua misericordia nei sacramenti.
Sperimentiamo la Sua vicinanza e tenerezza, così allora anche noi saremo più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono e di carità”.
Nella lettera Francesco ricorda san Giovanni Paolo II, Apostolo della Misericordia, sottolineando il suo desidero di far arrivare il messaggio dell’amore misericordioso di Dio a tutti gli abitanti della terra e citando le sue parole pronunciate nel santuario di Cracovia-Łagiewniki, il 17 agosto 2002: “Bisogna trasmettere al mondo il fuoco della misericordia. Nella misericordia di Dio il mondo troverà la pace, e l’uomo la felicità”.
Per il Papa “trasmettete al mondo il fuoco di Gesù Misericordioso”, questa è una “particolare sfida per la Chiesa di Płock, privilegiata dalla rivelazione, per la Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, per la città di Płock e per ognuno di voi”.
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