Gli inni liturgici del tempo pasquale accompagnano il cammino della Chiesa dalla Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore fino alla solennità di Pentecoste, passando per l’Ascensione. I testi celebrano la vittoria di Cristo sulla morte, la vita nuova dei battezzati, il ritorno del Signore al Padre e la discesa dello Spirito Santo.
Nel tempo pasquale l’assemblea è invitata a cantare la Risurrezione come evento presente: Cristo è il Vivente, resta in mezzo ai suoi, riunisce la Chiesa nell’unità e dona la speranza della vita eterna. La successione degli inni permette di seguire i principali momenti del mistero pasquale attraverso immagini bibliche, acclamazioni, invocazioni e canti di lode.
La Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore
La celebrazione della Pasqua annuncia la vittoria definitiva di Cristo sulla morte e il passaggio dall’oscurità alla luce. Il sepolcro vuoto, l’angelo splendente, la pietra rimossa e la libertà dell’uomo diventano i simboli centrali dell’annuncio pasquale.
Oggi rifulge il giorno di nuova luce, risuona il cielo di canti, ebbro di gioia l'universo esulta, oggi l'inferno geme. Cristo è Signore! Ha infranto le oscure porte del dolente regno, l'uomo rivive libero scuote per sempre le tristi catene. Grava la pietra inutile sul sepolcro, illuso veglia il custode; l'angelo sfolgorante a tutti annunzia: il Crocifisso è risorto!
Luce che allieti i cuori, o vita che rinnovi chi crede in te, o Gesù, Pasqua eterna, donaci di cantare la tua vittoria. Gloria si levi al Signore risorto, gloria a Dio Padre, gloria allo Spirito santo, per la distesa dei secoli. Amen.
Il canto dell’Alleluia pasquale
L’Alleluia è l’acclamazione caratteristica del tempo pasquale e accompagna l’annuncio della Risurrezione. Il canto mette in relazione la gioia dell’universo, la libertà donata all’uomo e la vittoria del Cristo vivente.
Alleluia, alleluia, alleluia! La Santa Pasqua illumini, di viva fede gli uomini, redenti e fatti liberi, alleluia! Alleluia, alleluia, alleluia! Dal cielo scende un angelo, splendente come folgore la grande pietra rotola, alleluia! Alleluia, alleluia, alleluia! Non lutto non più lacrime, il pianto ceda al giubilo, sconfitte con le tenebre, alleluia! Alleluia, alleluia, alleluia! Dinanzi a Lui prostriamoci, la gioia intoni il cantico, che durerà nei secoli, alleluia! Alleluia, alleluia, alleluia!
La Pasqua come nuova vita
I canti pasquali presentano Cristo come speranza, Signore vivente e compagno del cammino. La Risurrezione non riguarda soltanto il passato, ma trasforma la vita del credente e lo orienta verso il Padre.
Cristo mia speranza è risorto, alleluia, risorgo con lui! Cristo mio Signore è vivente, alleluia, vivo per lui! Sono risorto e sono con te, su te io pongo la mia mano. Alzati, andiamo: sono la Via, sono il Compagno del tuo cammino verso il Padre.
Sono vivente e sono con te, a te io offro vita in pienezza. Vieni al convito: io sono il Pane, la mia parola è fonte di grazia e di salvezza. Sono presente e sono con te, in te io pongo la mia dimora. Tu non temere: sono il tuo Dio, la mia alleanza è gioia pura che ti ristora.
Sono nel Padre e sono con te, in te io metto un nuovo cuore. Prendi coraggio: sono il Signore, come io amo tu puoi amare con il mio Spirito. Sono glorioso e sono con te, a te io dono la mia pace. Alza lo sguardo: sono la Luce, splende di gloria la mia croce oltre la morte.
Cristo nostra Pasqua
Il tema dell’Agnello immolato collega la morte e la Risurrezione di Cristo alla liberazione e alla celebrazione della festa. La Pasqua diventa nuova mensa, nuova vita e comunione dei figli dell’eternità.
È la Pasqua del Signore, nuova vita nasce già. È l’Agnello immolato che ci dona libertà. Cristo nostra Pasqua è stato immolato celebriamo la sua festa in purezza e verità. Alleluia, alleluia! Alleluia, alleluia! È risorto il buon Pastore, nuova mensa è pronta già. Alla cena del Signore ritroviamo l’unità.
È risorto il vivente, nuova festa inizia già. Nel Signore risorgiamo figli dell’eternità.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato, alleluia. Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato, alleluia. Celebriamo la festa con azzimi di purezza e verità. Alleluia, alleluia, alleluia. Se moriamo con Cristo, certo, vivremo in lui perché noi crediamo che il Risorto non muore più.
Per amor nostro morì al peccato ma ora vive con Dio per sempre. Non più regni il peccato nei nostri corpi ma le nostre membra siano offerta al Signore. Come strumenti della giustizia ormai viviamo nella legge di grazia.
Ormai la nostra vita è nascosta con Cristo ed il nostro sguardo è rivolto al cielo con lui Lassù si trova la nostra vita. Da lì attendiamo tutta la nostra gloria.
La professione della fede nella Risurrezione
Il canto della Risurrezione esprime la certezza che Cristo è davvero vivo e presente nella comunità. La morte perde il suo potere e il credente è chiamato a vivere nella speranza della risurrezione.
Cristo è risorto veramente alleluia! Gesù, il vivente, qui con noi resterà. Cristo Gesù, Cristo Gesù è il signore della vita.
Morte, dov’è la tua vittoria? Paura non mi puoi far più. Se sulla croce io morirò insieme a lui, poi insieme a lui risorgerò. Tu, Signore amante della vita, mi hai creato per l’eternità. La vita mia tu dal sepolcro strapperai, con questo mio corpo ti vedrò.
Cristo è risorto, alleluia! Vinta è ormai la morte, alleluia! Canti l’universo, alleluia, un inno di gioia al nostro Redentor. Con la sua morte, alleluia, ha ridato all’uomo la vera libertà. Segno di speranza, alleluia, luce di salvezza per questa umanità.
L’Ottava di Pasqua
Nella settimana dell’Ottava di Pasqua la Chiesa prolunga la gioia della Domenica di Risurrezione. Il mistero celebrato non si esaurisce in un solo giorno, ma continua a essere contemplato come vittoria sulla morte, rinnovamento della vita e sorgente della fede.
L’adattamento italiano dell’inno “Sfolgora il sole di Pasqua” deriva dall’antico “Aurora lucis rutilat”, inno latino del IV-V secolo. L’originale celebra la Risurrezione con immagini vivide e simboliche, tra cui l’aurora che “si tinge di rosso” (rutilat), evocando il passaggio dall’oscurità alla luce e richiamando la visita delle pie donne al sepolcro.
Questo dettaglio cromatico suggerisce sia il sangue del sacrificio di Cristo che la luce dell’alba pasquale. L’adattamento italiano, più semplice e immediato, sostituisce il “rosso dell’aurora” con la luce intensa e trionfante del “sole di Pasqua”. Omette inoltre molti riferimenti agli inferi, alle catene spezzate e al trionfo sul peccato, spostando l’accento sulla gioia della Risurrezione e sugli effetti della Pasqua nella vita della Chiesa e dei battezzati.
Le due versioni, pur diverse, si completano: il latino esplora il mistero pasquale nella sua drammaticità e profondità teologica, mentre l’italiano invita a celebrare con entusiasmo la luce e la vittoria del Cristo risorto.
Cristo risusciti nei cuori
Cristo risusciti in tutti i cuori. Cristo si celebri, Cristo s’adori. Gloria al Signor! Cantate, o popoli, del regno umano, Cristo sovrano! Gloria al Signor! Noi risorgiamo in te, Dio Salvatore, Cristo Signore! Gloria al Signor!
Tutti lo acclamano, angeli e santi, la terra canti: Gloria al Signor! Egli sarà con noi nel grande giorno: al suo ritorno. Cristo nei secoli! Cristo è la storia! Cristo è la gloria! Gloria al Signor!
La luce che vince le tenebre
La simbologia della luce attraversa numerosi inni pasquali. Il Signore è presentato come colui che vince la notte, il peccato, l’angoscia e la morte.
Il Signore è la luce che vince la notte: gloria, gloria cantiamo al Signore. Il Signore è l’amore che vince il peccato: gloria, gloria cantiamo al Signore. Il Signore è speranza di un nuovo futuro: gloria, gloria cantiamo al Signore.
Il Signore è la gioia che vince l’angoscia: gloria, gloria cantiamo al Signore. Il Signore è la vita che vince la morte: gloria, gloria cantiamo al Signore.
Il Signore è la luce che vince la notte! Gloria, gloria, cantiamo al Signore! Il Signore è la vita che vince la morte! Il Signore è la grazia che vince il peccato! Il Signore è la gioia che vince l’angoscia! Il Signore è la pace che vince la guerra!
Il tempo pasquale nella liturgia musicale
Il Tempo di Pasqua comprende il cammino dalla Pasqua a Pentecoste. La musica liturgica accompagna questo periodo con proposte per l’animazione delle celebrazioni, approfondimenti sulla sequenza “Veni, sancte Spiritus”, una proposta per la Veglia di Pentecoste e uno studio sui testi dei canti del Repertorio nazionale CEI per le solennità dell’Ascensione e della Pentecoste.
Per il Triduo pasquale sono previsti canti propri della Messa nella Cena del Signore, della celebrazione nella Deposizione del Signore, della Liturgia della Parola del Sabato Santo e della Veglia pasquale. Particolare cura è riservata alla Veglia pasquale, che prevede l’inno iniziale, il canto dopo il Vangelo, l’antifona per l’aspersione e l’antifona alla Comunione.
| Momento liturgico | Proposte musicali |
|---|---|
| Giovedì Santo | Responsorio in coro: “Questa stessa notte” |
| Venerdì Santo | Cantici, canti dopo le letture e tre Responsori |
| Sabato Santo | Salmello dopo la lettura e canti della Veglia pasquale |
| Veglia pasquale | Inno, annuncio della Risurrezione, canto dopo il Vangelo, aspersione e Comunione |
| Tempo di Pasqua | “Lavacro santo e puro” e inni pasquali |
La Veglia pasquale
Nella Veglia pasquale sono presenti tre Salmelli per le letture I, II e V della Veglia e i cantici della III, IV e VI lettura. Sono inoltre proposti l’inno all’inizio della Veglia pasquale, con una duplice intonazione, il canto dopo il Vangelo della Veglia, l’antifona “Lavacro santo e puro” da intonare al momento dell’aspersione nella Veglia e in tutto il tempo pasquale.
L’antifona alla Comunione, di chiaro sapore battesimale, con i versetti tratti da Gv 3, accompagna la Comunione dei neofiti e permette a tutti di riscoprire il Battesimo come porta della fede.
Notte di attesa
Tuoi sono i cieli. Offri a Dio. Benedetto sei tu, Signore. Allora Mosè. Benedetto il Signore. Come la cerva.
Annuncio risurrezione. A me è stato dato. Lavacro santo e puro. L’albero della vita.
Dalla Risurrezione alla vita della Chiesa
La Pasqua introduce una nuova forma di vita comunitaria. Cristo vive in mezzo ai credenti, li raccoglie nell’unità, li rende testimoni del Vangelo e li manda nel mondo come figli di Dio.
Cristo vive in mezzo a noi,alleluia, alleluia. Cristo vive in mezzo a noi, in mezzo a noi, alleluia. Tu sei Via, sei Verità, tu sei la nostra Vita camminando insieme e Te, vivremo in Te per sempre.
Ci raccogli nell’unità, riuniti nell’amore nella gioia dinanzi a Te cantando la tua gloria. Nella gioia camminerem, portando il tuo Vangelo testimoni di carità figli di Dio nel mondo.
Questo è il giorno santo fra tutti i giorni Giorno di concordia e di libertà Dal mondo tu ci hai raccolti Per darci la tua carità Siamo intorno a te fra sorrisi e canti Fatti un cuore solo con la carità Non siamo più fra noi distanti Ma un corpo che ha vita in te.
Fai, o Dio che sei nei cieli Che il cielo sia in mezzo a noi E per le vie dell’universo Noi saremo un grazie eterno a te.
La comunità come corpo di Cristo
Il canto eucaristico presenta il pane e il vino come segni della presenza del Risorto e della comunione ecclesiale. La partecipazione alla mensa del Signore rende i fedeli un solo corpo.
Sei tu, Signore, il pane, tu cibo sei per noi. Risorto a vita nuova, sei vivo in mezzo a noi. Nell’ultima sua cena, Gesù si dona a suoi: “Prendete pane e vino, la vita mia per voi”.
“Mangiate questo pane, chi crede in me vivrà. Chi beve il vino nuovo, con me risorgerà”. È Cristo il pane vero diviso qui fra noi: formiamo un solo corpo e Dio sarà con noi.
Se porti la tua croce, in lui tu regnerai. Se muori unito a Cristo, con Lui rinascerai.
Il tuo popolo in cammino, cerca in te la guida. Sulla strada verso il regno, sei sostegno col tuo corpo: resta sempre con noi, o Signore.
È il tuo pane, Gesù, che ci dà forza e rende più sicuro il nostro passo. Se il vigore nel cammino si svilisce, la tua mano dona lieta la speranza. È il tuo vino, Gesù, che ci disseta e sveglia in noi l’ardore di seguirti.
È il tuo corpo, Gesù, che ci fa Chiesa, fratelli sulle strade della vita. Se il rancore toglie luce all’amicizia, dal tuo cuore fa rinascere il perdono.
Il simbolismo dell’acqua e del Battesimo
L’acqua è una delle immagini più significative del tempo pasquale. Evoca la sete dell’anima, la purificazione, la vita che rinasce e il Battesimo come passaggio alla vita nuova in Cristo.
Come un cervo ricerca l’acqua noi cerchiamo Te, Signor. Come terra deserta ed arsa noi così veniamo a Te. Come incenso che sale a Te, come mani in preghiera, come un cantico della sera noi così lodiamo Te.
Come un passero torna al nido noi torniamo a Te, Signor, come notte che attende l’alba noi così attendiamo Te. Come lampada sempre accesa noi ci offriamo a Te, Signor, come un albero sempre verde noi abbiamo vita in Te.
Io ti cerco, Signore, Come l’acqua sorgente, Come fresca rugiada Per la terra riarsa. Il tuo sguardo mi accoglie, Tu sai tutto di me: E ridesti la fonte Della vita che è in me.
Mio Signore, tu Come l’acqua sei Della vita che rinasce. Nel cammino tu Luce splendida Che ci libera dal male.
L’Ascensione del Signore
La solennità dell’Ascensione celebra Cristo che ritorna al Padre senza abbandonare la terra. Il Signore risorto apre la porta della vita, porta al cospetto del Padre le ferite della Passione e innalza la natura umana alla gloria.
Giorno radioso e atteso! Tu, sola nostra speranza, varchi, Gesù Signore, i cieli impenetrabili. Ti guardano i discepoli salire in alto su lucente nube; si dischiude la porta della vita, serrata dal primo peccato.
Al cospetto del Padre splendono le ferite, fonti perenni di pace e vittoria sul Principe oscuro del mondo. O della nostra stirpe inaridita intatto e fresco virgulto, tu che morte vivifica ha reciso, fiorisci ormai nell'eterno giardino.
Al cielo fai ritorno, ma desolata non lasci la terra: dei pellegrini e dei cori beati sei comune letizia. Gesù, fratello, a te la nostra lode, che queste fragili membra hai fino alla gloria esaltato dell'inaccessibile Dio.
A te, che trionfante ascendi, o Cristo, si elevi il nostro canto con il Padre e lo Spirito negli infiniti secoli. Amen.
Cristo glorioso e presente
L’Ascensione non è presentata come una separazione definitiva, ma come l’ingresso di Cristo nella gloria e l’inizio di una nuova forma della sua presenza. Il Risorto resta vicino al suo popolo come Pane, Parola, Luce e compagno del cammino.
Tu sei Re di stellate immensità E sei Tu il futuro che verrà Sei l’amore che muove ogni realtà E Tu sei qui Resto con Te.
Seme gettato nel mondo,Figlio donato alla terra, Il tuo silenzio custodirò In ciò che vive e che muore Vedo il tuo volto d’amore: Sei il mio Signore e sei il mio Dio.
Io lo so che Tu sfidi la mia morte Io lo so che Tu abiti il mio buio Nell’attesa del giorno che verrà Resto con Te.
Nube di mandorlo in fiore dentro gli inverni del cuore è questo pane che Tu ci dai. Vena di cielo profondo dentro le notti del mondo è questo vino che Tu ci dai.
La VIII Domenica del Tempo di Pasqua: Pentecoste
La Pentecoste conclude il tempo pasquale con l’invocazione allo Spirito Santo, dono dell’Altissimo, sorgente d’amore e principio di rinnovamento della Chiesa. L’inno chiede luce per la mente, fervore per il cuore, forza per l’anima e liberazione dal male.
Discendi, santo Spirito, le nostre menti illumina; dal ciel la grazia accordaci tu, Creator degli uomini. Chiamato sei Paràclito e dono dell’Altissimo, sorgente limpidissima, d'amore fiamma vivida.
I sette doni mandaci, onnipotente Spirito; le nostre labbra trepide in te sapienza attingano. I nostri sensi illumina, fervor nei cuori infondici; rinvigorisci l'anima nei nostri corpi deboli.
Dal male tu ci libera, serena pace affrettaci, con te vogliamo vincere ogni mortal pericolo. Il Padre tu rivelaci e il Figlio unigenito; per sempre tutti credano in te, divino Spirito. Amen.
Lo Spirito Santo, luce e amore
La preghiera allo Spirito Santo richiama la sua opera di illuminazione, santificazione e unità. La Chiesa diventa testimone della verità e della carità nel mondo.
Luce di verità, fiamma di carità Vincolo di unità, Spirito Santo, Amore Dona la libertà, dona la santità Fa dell’umanità il tuo canto di lode.
Tu nella Santa casa accogli il dono Sei tu la porta che ci apre il cielo Con te la Chiesa canta la sua lode Sei tu la porta che ci apre il cielo.
Ci poni come luce sopra un monte In noi l’umanità vedrà il tuo volto Ti testimonieremo fra le genti In noi l’umanità vedrà il tuo volto.
Cammini accanto a noi lungo la strada Si realizzi in noi la tua missione Attingeremo forza dal tuo cuore Si realizzi in noi la tua missione.
La missione e la testimonianza
Il tempo pasquale conduce dalla contemplazione della Risurrezione alla missione. Chi ha incontrato il Cristo vivente è chiamato a seguirlo nella via dell’amore, della gioia, del servizio e della testimonianza.
Ti seguirò, ti seguirò, o Signore, e nella tua strada camminerò. Ti seguirò nella via dell’amore e donerò al mondo la vita. Ti seguirò nella via della gioia, e la tua luce ci guiderà. Ti seguirò nella via del dolore, e la tua croce ci salverà.
Una notte di sudore Sulla barca in mezzo al mare E mentre il cielo si imbianca già, Tu guardi le tue reti vuote. Ma la voce che ti chiama Un altro mare ti mostrerà E sulle rive di ogni cuore, Le tue reti getterai.
Offri la vita tua come Maria Ai piedi della croce E sarai servo di ogni uomo, Servo per amore, Sacerdote dell’umanità.
Avanzavi nel silenzio Fra le lacrime e speravi Che il seme sparso davanti a Te Cadesse sulla buona terra. Ora il cuore tuo è in festa Perché il grano biondeggia ormai, è maturato sotto il sole, Puoi riporlo nei granai.
Servire è regnare
La Pasqua si traduce in una vita donata. Il servizio, alla luce di Cristo risorto, diventa la forma concreta dell’amore e la via attraverso cui il credente partecipa alla regalità del Signore.
Guardiamo a te che sei Maestro e Signore: Chinato a terra stai, Ci mostri che l’amore È cingersi il grembiule, Sapersi inginocchiare, C’insegni che amare è servire.
Fa’ che impariamo, Signore, da Te, Che il più grande è chi più sa servire, Chi s’abbassa e chi si sa piegare, Perché grande è soltanto l’amore.
E ti vediamo poi, Maestro e Signore, Che lavi i piedi a noi Che siamo tue creature E cinto del grembiule, Che è il manto tuo regale, C’insegni che servire è regnare.
La lode pasquale e la vittoria del Signore
Gli inni del tempo pasquale alternano il linguaggio della preghiera, della professione di fede e dell’acclamazione. Il Signore è celebrato come luce, roccia, pace, conforto e fonte della vita.
Popoli tutti acclamate Mio Dio, Signore, nulla è pari a te Ora e per sempre, voglio lodare Il tuo grande amor per me Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai Con tutto il cuore e le mie forze Sempre io ti adorerò.
Popoli tutti acclamate al Signore Gloria e potenza cantiamo al re Mari e monti si prostrino a te Al tuo nome, o Signore Canto di gioia per quello che fai Per sempre Signore con te resterò.
Non c’è promessa, non c’è fedeltà che in te.
O Luce radiosa eterno splendore del Padre, Cristo Signore immortale! Sei Tu che rischiari, sei Tu che riscaldi, Sei Tu che purifichi sei tu che consoli.
Hai disteso le tue braccia anche per me Gesù dal tuo cuore come fonte hai versato pace in me. Cerco ancora il mio peccato ma non c’è, Tu da sempre vinci il mondo dal tuo trono di dolore.
Dio mia grazia mia speranza, ricco e grande Redentore. Tu re umile e potente, risorto per amore, risorgi per la vita. Vero agnello senza macchia, mite e forte Salvatore sei.
Tu re povero e glorioso, risorgi con potenza, davanti a questo amore la morte fuggirà.
Il canto del mare e la liberazione
Il canto dell’Esodo è una delle immagini bibliche che illuminano il mistero pasquale. Il passaggio del Mar Rosso richiama il passaggio dalla schiavitù alla libertà e anticipa il cammino battesimale del popolo redento.
Cantiamo al Signore Stupenda è la sua vittoria Signore è il suo nome Alleluia. Voglio cantare in onore del Signore Perché ha trionfato, alleluia Ha gettato in mare cavallo e cavaliere Mia forza e mio canto è il Signore Il mio Salvatore è il Dio di mio padre Ed io lo voglio esaltare.
Dio è prode in guerra, si chiama Signore Travolse nel mare gli eserciti I carri d’Egitto sommerse nel Mar Rosso Abissi profondi li coprono La tua destra, Signore, si è innalzata La tua potenza è terribile.
Si accumularon le acque al suo soffio S’alzaron le onde come un argine Si raggelaron gli abissi in fondo al mare Chi è come te, o Signore? Guidasti con forza il popolo redento E lo conducesti verso Sion.
Responsori e acclamazioni per le celebrazioni pasquali
I responsori al salmo sostengono l’ascolto della Parola e aiutano l’assemblea a rispondere con una formula breve e ripetuta. Le acclamazioni raccolgono i temi della vittoria, dello Spirito, della salvezza, della vita eterna e della Risurrezione.
- Cantiamo al Signore, stupenda è la sua vittoria
- Del tuo spirito signore È piena la terra È piena la terra
- Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza
- Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito
- Questo è il giorno che ha fatto il signore. Rallegriamoci ed esultiamo
- Signore, tu hai parole di vita eterna.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia. Cantate al Signore con gioia: grandi prodigi ha compiuto. Cantatelo in tutta la terra! Oggi il Signore è risorto, ora il Cristo è vivente: chi soffrì con lui ora canta Alleluia.
Maria nel tempo pasquale
La preghiera mariana del tempo pasquale si concentra sulla gioia della Risurrezione. Il “Regina caeli” sostituisce l’antifona mariana propria degli altri tempi liturgici e invita a celebrare colei che ha portato il Signore e a chiedere la sua intercessione.
Regína caeli laetáre, allelúia. Quia quem merúisti portáre, allelúia. Resurréxit, sicut dixit, allelúia. Ora pro nobis Deum, allelúia.
Ave Maria, ave Ave Maria, ave. Donna dell’attesa E madre di speranza Ora pro nobis Donna del sorriso E madre del silenzio Ora pro nobis Donna di frontiera E madre dell’ardore Ora pro nobis.
Donna del riposo E madre del sentiero Ora pro nobis Donna del deserto E madre del respiro Ora pro nobis Donna della sera E madre del ricordo Ora pro nobis.
Donna del presente E madre del ritorno Ora pro nobis Donna della terra E madre dell’amore Ora pro nobis.
La vita nuova come offerta
La Pasqua coinvolge l’intera esistenza. La Parola, il Pane e il Vino diventano sorgenti di pace, nutrimento, guarigione e responsabilità; il credente offre la propria vita e diventa eco del canto di Cristo.
Per ogni volta che ci doni la Parola di luce, noi offriremo la pace. Per ogni volta che ci nutre il tuo Pane di vita, noi sazieremo la fame Per ogni volta che ci allieta il tuo Vino di gioia, noi guariremo ferite.
Offriamo a Te sinceramente la vita. Benediciamo la tua pace fra noi. Saremo l’eco del tuo canto, il seme del tuo campo. Il lievito del tuo perdono.
Non ci separa dalla fede L’incertezza del cuore. Quando ci parli Signore Non ci separa dall’amore la potenza del male. Quando rimani con noi, Non ci separa dall’attesa del tuo giorno la morte. Quando ci tieni per mano.
Frutto della nostra terra del lavoro di ogni uomo pane della nostra vita, cibo della quotidianità. Tu che lo prendevi un giorno lo spezzavi per i tuoi oggi vieni in questo pane cibo vero per l’umanità.
E sarò pane, e sarò vino nella mia vita, nelle tue mani, ti accoglierò dentro di me farò di me un’offerta viva un sacrificio gradito a Te.
Frutto della nostra terra, del lavoro di ogni uomo, vino delle nostre vigne sulla mensa dei fratelli tuoi. Tu che lo prendevi un giorno, lo bevevi con i tuoi, oggi vieni in questo vino e ti doni per la vita mia.
Il tempo pasquale come cammino di speranza
La celebrazione pasquale orienta il cammino verso la vita eterna e sostiene il credente nelle prove. La speranza nasce dalla certezza che Cristo abita anche il buio, accompagna la Chiesa e conduce verso la gloria.
Il Signore è speranza di un nuovo futuro: gloria, gloria cantiamo al Signore. Il Signore è la pace che vince la guerra: gloria, gloria cantiamo al Signore.
Nella memoria di questa Passione, noi ti chiediamo perdono, Signore, per ogni volta che abbiamo lasciato il tuo fratello soffrire da solo. Noi ti preghiamo, Uomo della croce, Figlio e fratello, noi speriamo in te.
Nella memoria di questa tua morte, noi ti chiediamo coraggio, Signore, per ogni volta che il dono d’amore ci chiederà di soffrire da soli. Nella memoria dell’ultima Cena, noi spezzeremo di nuovo il tuo pane, ed ogni volta il tuo corpo donato sarà la nostra speranza di vita.
Restate qui e vegliate con me. Vegliate e pregate.
Nelle tue mani, affido la vita, Dio mio salvezza sei Tu, volgi lo sguardo al mio cuore, con te al sicuro sarò. Padre del cielo, per il tuo nome vivrò un sacrificio, con la mia lode io ti offrirò per tutto ciò che sempre mi dai.
Nelle tue mani, è la mia vita, Dio mia speranza sei tu, donami pace o Signore, con te al sicuro vivrò.
