Il Santuario della Beata Vergine della Misericordia di Castelleone è stato chiuso dopo un incendio divampato nella notte tra martedì e mercoledì. A bruciare è stato un organo in legno utilizzato durante le funzioni solenni, mentre la fuliggine ha provocato danni agli affreschi e alle pareti della chiesa.
Lo strumento musicale è andato completamente distrutto e le fiamme non hanno intaccato altre parti dell’edificio. I danni sono ancora da quantificare ma non sono lievi, in modo particolare causati dalla fuliggine sugli affreschi e sulle pareti della chiesa.

Il rogo nella notte al santuario
L’incendio è avvenuto pochi giorni dopo le celebrazioni dell’anniversario delle apparizioni, nel cuore del mese mariano. La causa un incendio divampato nella notte tra martedi e mercoledi.
Ad avere la peggio è stato un organo in legno, non il Serassi, di cui non si è salvato niente. L’organo veniva utilizzato durante le funzioni solenni di martedì, ultimo giorno della ricorrenza delle apparizioni.
Da quel che si è appreso, il rogo potrebbe essere stato generato dal surriscaldamento di alcuni cerini. Le fiamme, tuttavia, non hanno intaccato altre parti dell’edificio.
I danni agli interni e alle opere del santuario
Il fuoco ha distrutto completamente lo strumento musicale, mentre il fumo e la fuliggine si sono depositati sugli affreschi e sulle pareti della chiesa. I danni sono ancora da quantificare.
La presenza della fuliggine rende particolarmente delicati gli interventi successivi all’incendio, soprattutto per la tutela degli affreschi e delle superfici interne del santuario. La chiesa è stata quindi chiusa.
Santuario della Misericordia di Castelleone | 4K Drone
Altri incendi a Castelleone
Entrambi gli episodi sono accaduti durante la notte lungo viale Santuario, a Castelleone. I Vigili del Fuoco sono stati impegnati nello spegnimento di due distinti incendi scoppiati a poca distanza di tempo e di luogo l’uno dall’altro.
Il primo allarme è scattato poco dopo l’una, quando è stato segnalato l’incendio di un cestino per i rifiuti lungo la via. I pompieri sono arrivati tempestivamente sul posto riuscendo a domare le fiamme in breve tempo.
Sull’episodio sono intervenuti i Carabinieri per i rilievi del caso; non si esclude l’atto vandalico da parte di qualche malintenzionato. Neanche il tempo di rientrare e concludere le operazioni che, intorno all’1:45, è arrivata una seconda chiamata al 112.
Un nuovo rogo è divampato sempre in viale Santuario, questa volta nel parcheggio pubblico situato a ridosso del semaforo, dove prende fuoco una Ford Fiesta. L’intervento coordinato dei Vigili del Fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero alle vetture vicine parcheggiate nel piazzale.
Per l’utilitaria, tuttavia, i danni sono stati devastanti ed è andata quasi completamente distrutta. Anche per il secondo episodio si è reso necessario l’intervento dei militari dell’Arma.
Dalle prime ricostruzioni, a scatenare il rogo del veicolo sarebbe stato un corto circuito interno al vano motore. Le forze dell’ordine si sono messe subito al lavoro per rintracciare il proprietario del mezzo.
Le operazioni complessive di soccorso e messa in sicurezza della zona sono durate circa un paio d’ore.
L’incendio alla Casa del Dosso
La Casa del Dosso, splendida villa padronale in via Quadelle, a Castelleone, nel Cremonese, è stata divorata dalle fiamme. I danni sono stati solo in parte limitati dall’intervento immediato dei vigili del fuoco di Crema e di Cremona, con il supporto dei carabinieri e della Protezione civile di Castelleone.
L’abitazione si trova in una zona panoramica e lontana dal centro. Il proprietario, che l’ha ereditata dal nonno, ha dichiarato: «Non credo si tratti di una casualità, visto che già in passato un gruppo di giovani aveva divelto una porta».
I militari stanno indagando sulle cause. Non è esclusa l’ipotesi dolosa.
«La casa - ha raccontato il proprietario - era di mio nonno, maresciallo a Castelleone. Io vivo a Milano ed è stata una vicina ad avvertirmi. Non credo si tratti di una casualità, visto che già in passato un gruppo di giovani, di 18 anni o poco meno, aveva non solo minacciato una testimone dei vandalismi, ma anche divelto una porta dell’abitazione».
«Episodi più o meno gravi, sempre durante il periodo che corrisponde con la fine delle scuole, si protraggono da un decennio. Forse perché la villa si trova in una zona bellissima, isolata, piacevole e lontana dal centro. Forse perché qui sembra naturale, ai giovanissimi responsabili, dar sfogo alla loro inciviltà».
«Ho provveduto contestualmente a denunciare ogni caso alle Forze dell’ordine. Ora siamo arrivati a una situazione decisamente grave e pericolosa».
In passato, fu individuato e poi condannato un ladro che oggi potrebbe essere stato rimpiazzato dalla gang di giovanissimi.
La posizione dell’amministrazione comunale
«Porto la massima solidarietà, personale e dell’amministrazione comunale, al proprietario per quanto accaduto - ha detto Pietro Fiori, sindaco di Castelleone. Da quel che ho appreso in loco, parlando con alcuni testimoni, non è la prima volta che si verificano invasioni di proprietà privata, assolutamente inaccettabili».
«Si tratta di un fatto gravissimo e mi auguro che le forze dell’ordine possano individuare i responsabili di questo gesto che merita un forte e assoluta condanna».
«Sulla correlazione fra gli eventi passati, comunque da esecrare, e l’incendio odierno non posso naturalmente esprimermi perché, nel rispetto dei ruoli, spetta alle forze dell’ordine portare avanti le indagini e chiarire cosa realmente sia accaduto».
L’incendio delle rotoballe a Corte Madama
Castelleone, 3 maggio 2017: un grande incendio è divampato in prossimità della Cascina di Sopra, nella frazione Corte Madama, poco dopo l’alba del 1° maggio, con i vigili del fuoco impegnati per lunghe ore a lottare con fiamme e fumo.
L’allarme è scattato poco prima delle sette, quando dalla cascina qualcuno si è accorto che in prossimità del deposito delle rotoballe si stava alzando un denso fumo. Sul posto sono arrivati in breve i vigili del fuoco di Crema, che hanno cominciato a combattere contro le alte fiamme, alimentate dal foraggio da poco ingabbiato nella spessa guaina di plastica.
Fortunatamente il deposito sorgeva isolato dall’abitazione e dal ricovero degli animali, per cui i pompieri hanno potuto agire senza pensare a dover mettere in salvo il bestiame. In breve le fiamme si sono impossessate di gran parte delle 200 rotoballe.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Rotoballe coinvolte | 200 |
| Peso complessivo del deposito | circa 70mila chili di fieno |
| Conclusione del lavoro dei vigili del fuoco | poco dopo le 13 |
| Perdita stimata | circa 7.000 euro |
Il peso complessivo del deposito era di circa 70mila chili di fieno, parte del quale da poco raccolto che era andato ad aggiungersi alla scorta dello scorso anno. Lungo il lavoro dei vigili del fuoco che dapprima hanno dovuto spegnere il fuoco e poi smassare tutto il deposito, spargendo per i campi il fieno ormai rovinato da acqua e fiamme.
Infatti, questa parte di lavoro, quella più lunga, è sempre necessaria nei casi di incendi di fienili o di depositi di paglia o fieno in quanto è sempre probabile che focolai si nascondano alla vista dei soccorritori, pronti a dar di nuovo vigore al fuoco anche quando sembra ormai spento.
Il lavoro dei vigili del fuoco è terminato poco dopo le 13. I danni per i titolari della fattoria derivano dalla perdita di tutto il fieno accumulato nelle rotoballe, che al mercato attuale vale 100 euro circa la tonnellata, per cui la perdita si può calcolare in circa 7.000 euro.
Sembra che i proprietari siano assicurati. Per quel che riguarda le cause che hanno originato l’incendio, si propende per l’autocombustione.
Negli ultimi giorni a poca distanza tra loro si sono avuti altri episodi di incendio di rotoballe e molti casi di sterpaglie alle quali è stato dato fuoco. Per queste ultime i pompieri raccomandano agli agricoltori di non bruciare le sponde e agli automobilisti di non gettare mozziconi di sigarette accesi dal finestrino perché è facile innescare incendi che poi possono assumere grandi proporzioni.
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