Sì, il Battesimo può essere celebrato durante la settimana, ma normalmente la Chiesa preferisce la domenica, giorno del Signore e Pasqua della settimana, oppure la Veglia pasquale, perché il carattere pasquale del sacramento risulti maggiormente evidente. La possibilità concreta dipende dalle norme della parrocchia e dalle indicazioni del parroco, con il quale occorre concordare data, orario, luogo e modalità della celebrazione.
In caso di veri e propri impedimenti, il battesimo può essere celebrato in qualunque giorno della settimana e a qualunque ora. In genere, la celebrazione del Battesimo avviene nella terza domenica del mese all’interno o a margine della Celebrazione eucaristica: secondo le opportunità può essere celebrato anche nei giorni precedenti o successivi, sempre all’interno della Celebrazione eucaristica o in forma propria.
Perché il Battesimo viene celebrato soprattutto di domenica
Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.
Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’acqua e la parola. Lo si chiama Battesimo dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare (in greco) significa tuffare, immergere; l’immersione nell’acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, quale nuova creatura.
Il giorno in cui si amministra il Battesimo è la domenica: “Per meglio porre in luce il carattere pasquale del Battesimo, si raccomanda di celebrarlo durante la Veglia pasquale o in domenica, giorno in cui la Chiesa commemora la risurrezione del Signore.” (dall’Introduzione al Rito del Battesimo dei bambini, n. 9).
Tale indicazione viene data per incoraggiare la forma comunitaria, ossia la celebrazione del Battesimo con la presenza anche di altri bambini e famiglie nonché della comunità parrocchiale. Il coinvolgimento della comunità e il condividere insieme ad altri bambini e famiglie la celebrazione del Battesimo dovrebbero caratterizzare la nostra prassi battesimale.
Quando è possibile celebrare il Battesimo durante la settimana
Il Battesimo può essere celebrato in un giorno feriale quando esistono motivi validi o veri e propri impedimenti che rendono difficile la celebrazione domenicale. Il rito dell’esorcismo e dell’unzione pre-battesimale si possono fare in una messa domenicale e/o in celebrazioni separate con i soli genitori/padrini e familiari; o anche in celebrazioni feriali.
La celebrazione nei giorni feriali non è quindi esclusa, ma deve essere concordata con il parroco. La data e l’orario possono dipendere dalle esigenze della famiglia, dalla disponibilità del ministro, dall’organizzazione della comunità parrocchiale e dalle norme liturgiche locali.
A seconda delle possibilità, il Battesimo può avvenire il sabato mattina o pomeriggio o la domenica pomeriggio. In una parrocchia, ad esempio, i Battesimi si celebrano soltanto il sabato pomeriggio dopo l’Ora Nona, quindi tra le 16.00 e le 17.00, e la domenica pomeriggio tra le 16.00 e le 17.00.
Se ci sono più richieste di Battesimi per uno stesso giorno, saranno raggruppati in un’unica celebrazione, senza moltiplicare le cerimonie nello stesso giorno. Anzi, se il sabato o la domenica contigui al giorno richiesto ci sono già Battesimi, la famiglia sarà invitata a celebrarlo quando già ne sono segnati altri.
Esistono giorni o periodi nei quali il Battesimo è escluso?
La celebrazione del Battesimo deve essere in sintonia con i tempi della comunità cristiana. Le domeniche di Quaresima, il giorno di Natale non sono tempi adatti alla celebrazione del Battesimo.
In Quaresima non si amministrano Battesimi per nessun motivo, tranne il pericolo di morte. Il Battesimo può essere inserito nella Messa domenicale delle 11.30 solo nel tempo di Pasqua e nel tempo di Natale fino al Battesimo del Signore, tranne che nel giorno di Natale.
Inoltre si può inserire nella Messa delle 11.30 in occorrenza delle seguenti Solennità: Tutti i Santi, Immacolata Concezione della BVM, Pentecoste, SS. Trinità. Nella Messa prefestiva domenicale del sabato alle 18.30, e in quella domenicale delle 10.00, si possono inserire sempre, tranne che in Quaresima.
Come chiedere il Battesimo in un giorno feriale
In primo luogo occorre contattare il proprio parroco, cioè il sacerdote della parrocchia più vicina, o un sacerdote di fiducia per avviare un cammino di iniziazione alla fede cristiana per conoscere cosa crede e celebra la Chiesa Cattolica.
Prendere contatto con il parroco per decidere la data del battesimo e ricevere indicazioni sui documenti richiesti. La preparazione del Battesimo sia stabilita con giusto anticipo in accordo alle disponibilità della famiglia.
Bisogna rivolgersi al parroco. Il parroco e i laici responsabili della preparazione al battesimo potranno concordare con voi le modalità della preparazione, la data della celebrazione, generalmente comunitaria.
È importante che i genitori contattino il parroco alcuni mesi prima del periodo previsto. Un primo colloquio conoscitivo del parroco con i genitori e, se possibile, i padrini, permette di esplorare la storia di fede della famiglia, condividere le necessarie informazioni per la celebrazione, precisarne la modalità, la data e il luogo.
Quale preparazione è richiesta
La parrocchia prevede una preparazione che si rivolge primariamente ai genitori, ma eventualmente anche ai padrini e alle madrine. È un’occasione per tutti di riscoprire la fede cristiana e la vita della Chiesa.
Consisterà in due incontri: un primo colloquio conoscitivo del parroco con i genitori e (se possibile) i padrini, nel quale si esplorerà la storia di fede della famiglia; un secondo incontro più prossimo al Battesimo, di illustrazione liturgica; a questo secondo incontro si facciano convenire, se possibile, tutte le famiglie e i padrini dei Battesimi imminenti.
In alcune comunità sono previsti un incontro con il parroco e tre incontri di preparazione guidati da una coppia della comunità parrocchiale. Un incontro in parrocchia in cui i volontari della parrocchia vi accoglieranno in nome della comunità e vi proporranno una riflessione comune sulle motivazioni del Battesimo e sugli impegni che esso comporta.
La presentazione del bambino alla comunità durante la messa delle ore 10:00 è il momento in cui la comunità intera accoglie il “nuovo arrivato” e prega per lui. Un terzo incontro, ancora in parrocchia, è dedicato alla spiegazione del rito e dei vari momenti e simboli che prevede.
Il percorso di preparazione inizia con l’iscrizione presso la segreteria parrocchiale possibilmente un paio di mesi prima della data scelta per il battesimo. Sono previsti la compilazione del modulo di iscrizione, la consegna del nulla osta della parrocchia di residenza se diversa dalla parrocchia che celebra il Battesimo e la compilazione dei moduli del padrino e della madrina.
Il Battesimo dei bambini e la scelta della data
La Chiesa battezza i bambini perché, essendo nati col peccato originale, essi hanno bisogno di essere liberati dal potere del Maligno e di essere trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio.
Nel caso di battesimo ai bambini piccoli, l’impegno di vita nella fede non può essere chiesto a loro per cui si richiede che i genitori e i padrini, insieme con la comunità cristiana che li accoglie, si impegnino a dare una testimonianza di vita cristiana al bambino durante la sua crescita, permettendogli di scoprire l’amore che Dio ha per lui e di fare un cammino che lo porti a confermare personalmente la sua fede.
Nella tradizione cattolica, molte famiglie scelgono di battezzare un neonato durante il suo primo anno di vita. Alcune parrocchie propongono anche di celebrare il battesimo dei neonati già nelle prime settimane di vita, dopo la nascita.
Il battesimo è possibile a qualsiasi età. Molte famiglie oggi chiedono il battesimo di un bambino in età scolare, quando i genitori si prendono il tempo per riflettere sul percorso, il bambino inizia il catechismo, la famiglia riscopre la fede cristiana o il bambino stesso manifesta interesse per la religione.
Per i ragazzi di età tra gli 7 e i 10 anni la preparazione al battesimo avviene durante il catechismo dell’iniziazione cristiana, parallelamente alla preparazione a Confermazione e Eucaristia. La situazione del bambino, che richiede il battesimo oltre agli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana, andrà segnalata al momento dell’iscrizione al catechismo.
Nel caso di adulti, la richiesta del battesimo si deve basare su una chiara scelta personale di abbracciare la fede cristiana rendendo Cristo il punto di riferimento della propria vita. Per gli adulti, la preparazione al battesimo, cresima e prima eucaristia, così come all’origine, si configura in un percorso di catecumenato che sarà seguito personalmente da un catechista e da un sacerdote della parrocchia.
Il rito del Battesimo
Il rito essenziale del Battesimo consiste nell’immergere nell’acqua il candidato o nel versargli dell’acqua sul capo, mentre si pronuncia l’invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Il segno è l’acqua pura e naturale. La parola è: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. In caso di necessità, chiunque può battezzare, purché intenda fare ciò che fa la Chiesa.
Il rito comprende il rito di accoglienza e la presentazione di chi deve ricevere il Battesimo. Il battezzando viene accolto nella famiglia di Dio di cui entrerà a far parte.
Il ministro chiede ai genitori il nome che gli vogliono dare. Con il nome si riconosce che il bambino è unico davanti al Signore, amato da Dio, ricco di doni che, crescendo, dovrà mettere a disposizione degli altri.
Dopo che i genitori hanno indicato il nome del bambino, il ministro chiede loro che cosa sono venuti a domandare per lui. Essi rispondono: “il battesimo”. Facendo questo assumono pienamente davanti alla Chiesa la responsabilità nell’educazione cristiana del figlio.
Il ministro accoglie il bambino con un segno di croce sulla fronte e invita i genitori, i padrini e le madrine a compiere lo stesso gesto. Il segno della croce accompagna la vita dei cristiani.
La Liturgia della Parola comprende le letture bibliche, l’omelia, la preghiera dei fedeli, le invocazioni dei Santi, l’orazione di esorcismo e l’unzione prebattesimale.
Il coinvolgimento della comunità e il condividere insieme ad altri bambini e famiglie la celebrazione del Battesimo dovrebbero caratterizzare la nostra prassi battesimale. Per questo le parrocchie della diocesi seguono date comuni per la celebrazione dei Battesimi, salvo eccezioni sempre possibili in casi particolari.
Il significato e gli effetti del Battesimo
Il Battesimo con l’acqua ti concede il dono di rinascere una seconda volta come figlio di Dio, ti libera dal peccato originale, ti permette di riconoscere Dio come Padre e di entrare nella sua famiglia che è la Chiesa. È il primo sacramento dell’iniziazione cristiana.
Il Battesimo non è un fatto privato, anche se di grande importanza per la famiglia: è un avvenimento per tutta la comunità cristiana, che accoglie con gioia nuovi figli e figlie. Con il Battesimo si entra a far parte a tutti gli effetti della comunità cristiana che a sua volta si impegna perché il battezzato possa crescere nella fede.
Il Battesimo rimette il peccato originale, tutti i peccati personali e le pene dovute al peccato; fa partecipare alla vita divina trinitaria mediante la grazia santificante, la grazia della giustificazione che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa; fa partecipare al sacerdozio di Cristo e costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani; elargisce le virtù teologali e i doni dello Spirito Santo.
- La remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali.
- La nascita alla vita nuova mediante la quale l’uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo.
- La partecipazione alla vita divina trinitaria mediante la grazia santificante.
- L’incorporazione a Cristo e alla sua Chiesa.
- La partecipazione al sacerdozio di Cristo.
- Il fondamento della comunione con tutti i cristiani.
- Il dono delle virtù teologali e dei doni dello Spirito Santo.
Il battezzato appartiene per sempre a Cristo: è segnato, infatti, con il sigillo indelebile di Cristo (carattere). Il Battesimo imprime nell’anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana.
A motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto. Non si può annullare il proprio battesimo. Dio è fedele per sempre. Si impegna una volta per tutte: non si riprende mai il suo amore.
Genitori, padrini e madrine
Ad ogni battezzando è richiesta la professione di fede, espressa personalmente nel caso dell’adulto, oppure dai genitori e dalla Chiesa nel caso del bambino. Anche il padrino o la madrina e l’intera comunità ecclesiale hanno una parte di responsabilità nella preparazione al Battesimo, come pure nello sviluppo della fede e della grazia battesimale.
Il compito dei genitori, aiutati dal padrino e dalla madrina, è quello di educare il figlio o la figlia. Il compito dei padrini e delle madrine è di essere testimoni della fede verso il bambino, aiutando i genitori per farlo crescere nella fede cristiana aprendolo all’amore di Cristo.
Il padrino del Battesimo può essere anche uno; in questo caso non importa sia uomo o donna, se invece sono due devono essere un uomo e una donna. Il padrino può essere definito così: un Cristiano serio e contento di esserlo.
Il padrino non è tanto un maestro, né un sostituto dei genitori. Sarà un testimone. Cioè un esempio. Questa figura ci ricorda che non si è cristiani per nascita ma per scelta e per cammino, compiuto in una famiglia più grande, quella della Chiesa.
Requisiti per il padrino o la madrina
Il padrino/madrina non è il padre o la madre del battezzando, ha compiuto 16 anni, è cattolico/a, ha ricevuto i Sacramenti dell’Eucaristia e della Cresima, vive una vita conforme all’incarico di padrino/madrina e non vive in situazioni matrimoniali come quella di divorziato risposato, convivente, sposato solo civilmente.
I padrini devono presentare le seguenti caratteristiche: avente più di 16 anni di età; credente e praticante; cresimato; sposato o celibe, ma non convivente. Una persona divorziata può fare da padrino, purché non sia riaccompagnata.
Si può scegliere un padrino o una madrina non battezzati? No, poiché il ruolo del padrino e della madrina non riguarda semplicemente un’amicizia o una parentela affettiva. Il loro ruolo principale è di rappresentare la comunità cristiana e di testimoniare la fede della Chiesa davanti al bambino e ai suoi genitori.
Non importa scegliere i padrini o le madrine nella ristretta cerchia familiare. È possibile scegliere un fratello o una sorella del bambino come padrino e madrina, ma è meglio non scegliere il padrino e la madrina all’interno della famiglia.
In effetti, essendo uno dei significati di questo compito quello di aprire alla comunità cristiana più ampia della famiglia, in questo caso verrebbe meno. Queste caratteristiche non sono certo un giudizio sulla persona: solo Dio conosce il cuore di ciascuno.
La parrocchia e il luogo della celebrazione
Normalmente il battesimo si svolge nella parrocchia dei genitori. Con questo sacramento si crea l’appartenenza effettiva alla comunità cristiana e tale comunità è il luogo dove il bambino riceverà la prima educazione cristiana e i sacramenti della prima confessione, della prima comunione e della cresima, salvo spostamenti della famiglia in altro luogo.
Tuttavia per motivi validi può essere celebrato in un’altra chiesa parrocchiale. Si concede volentieri il nulla osta a celebrare in un’altra parrocchia se sussistono ragioni valide.
- Uno dei genitori è nato e cresciuto nella parrocchia dove chiede di battezzare il figlio.
- Esiste un legame affettivo con la parrocchia di origine e si vuole che anche il figlio abbia quel legame.
- I nonni del bambino vivono nella parrocchia dove i genitori sono cresciuti e, per motivi di età o salute, è difficile per loro spostarsi.
- I genitori mantengono in una parrocchia la loro residenza anagrafica ma si sono trasferiti in altro luogo per motivi di lavoro.
Non è previsto il nulla osta per celebrare il battesimo in una parrocchia dove i genitori non hanno alcun legame. Se la richiesta di battezzare in altra parrocchia con la quale non sussiste alcun legame è, per esempio, l’amicizia personale o la parentela con un altro sacerdote, tale motivo non è sufficiente.
Si può, tuttavia, comunicandolo in tempo al parroco, invitare il sacerdote amico a celebrare qui, in questa parrocchia, il battesimo. Nulla vieta una soluzione del genere.
Situazioni particolari della famiglia
I genitori non battezzati possono domandare il battesimo per i loro figli, ma essi si impegnano ad accompagnarlo a scoprire la fede cristiana e a iscriverlo alla catechesi. In questi casi la figura del padrino-madrina che affianca quella dei genitori assume un’importanza significativa.
I genitori che non sono sposati in chiesa possono far battezzare il loro figlio. Il battesimo è un dono gratuito che Dio fa al bambino. Tocca al parroco verificare, se necessario, la serietà delle motivazioni dei genitori.
La situazione in cui uno dei genitori non è credente oppure appartiene a una religione non cristiana non impedisce di chiedere il battesimo per il figlio, a condizione tuttavia che il coniuge non cristiano accetti che il bambino venga cresciuto nella fede cattolica.
Genitori divorziati risposati possono far battezzare il loro figlio. La difficoltà che si può incontrare in questo caso riguarda un eventuale disaccordo tra loro sul progetto di avviare il bambino alla fede cristiana.
Genitori conviventi o sposati solo civilmente possono far battezzare il loro figlio. Tuttavia è importante che i genitori prendano consapevolezza della contraddizione tra la domanda del battesimo per il figlio e la loro situazione.
Si può battezzare un bambino adottato senza dubbio, perché l’importante è ciò che c’è oggi tra lui e i suoi genitori adottivi, tra lui e il suo nuovo luogo di vita. Il battesimo è un sacramento per l’oggi. Sarà importante essere attenti alla situazione culturale e religiosa precedente del bambino.
Il Battesimo in caso di pericolo di morte
In caso di necessità, chiunque può battezzare, purché intenda fare ciò che fa la Chiesa. Egli versa dell’acqua sul capo del candidato e pronunzia la formula trinitaria battesimale: “Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno la possibilità di chiedere questo Sacramento. In caso di pericolo di morte, il Battesimo può essere celebrato anche al di fuori delle consuete date e dei normali orari parrocchiali.
Poiché Cristo è morto per la salvezza di tutti, possono essere salvati anche senza Battesimo quanti muoiono a causa della fede, i catecumeni e anche tutti coloro che sotto l’impulso della grazia, senza conoscere Cristo e la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà.
Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa nella sua liturgia li affida alla misericordia di Dio.
Che cosa fare concretamente
- Contattare il parroco della parrocchia di residenza.
- Spiegare le ragioni per cui si desidera celebrare il Battesimo durante la settimana.
- Concordare la data, l’orario, il luogo e la forma della celebrazione.
- Informarsi sui documenti richiesti dalla parrocchia.
- Partecipare agli incontri di preparazione previsti per i genitori.
- Scegliere un padrino o una madrina che possieda i requisiti richiesti.
- Consegnare, quando richiesto, i certificati di idoneità dei padrini.
- Prepararsi al rito e agli impegni educativi che seguono il Battesimo.
Prima della celebrazione del Battesimo, sia i genitori che i padrini abbiano cura di confessarsi e ricevere l’Eucaristia partecipando alla Messa più prossima al Battesimo del loro bambino.
La Chiesa privilegia il battesimo di più bambini insieme. Anche quando il Battesimo viene celebrato durante la settimana, il parroco può proporre una celebrazione comunitaria, così che il sacramento non sia vissuto come un evento esclusivamente privato.
Il Battesimo non è un evento a sé stante, ma è l’inizio di un cammino di fede per il bambino. Può anche essere un momento di revisione e rinnovato impegno della propria vita cristiana.
