Gli amici sono una benedizione di Geova

Gli amici possono avere su di noi un effetto positivo o negativo. “Chi cammina con i saggi diventerà saggio”, ma “chi va con gli stupidi se la passerà male” (Proverbi 13:20). Per questo è importante scegliere con attenzione le persone con cui trascorriamo molto tempo.

Gli amici che amano e servono Geova possono aiutarci a rimanere vicini a lui, a prendere buone decisioni, a superare i problemi e a rimanere fedeli. I buoni amici sono un regalo di Geova: condividono la nostra gioia quando siamo felici, ci confortano quando ci sentiamo giù e ci danno consigli sinceri quando ne abbiamo bisogno.

Perché gli amici hanno una grande influenza

Hai fatto caso al modo in cui un bambino guarda i suoi genitori? Ancora prima di iniziare a parlare, assorbe come una spugna tutto quello che vede e sente. Man mano che cresce, inizia a imitare i suoi genitori senza nemmeno rendersene conto. Quindi non è strano che anche gli adulti finiscano per pensare e agire come le persone con cui passano molto tempo.

In Proverbi 13:20 si legge: “Chi cammina con i saggi diventerà saggio”. L’espressione “camminare con” dà l’idea di passare del tempo insieme a una persona per scelta, e non a motivo delle circostanze. Anzi, secondo uno studioso della Bibbia, trasmette l’idea di voler bene a quella persona e avere uno stretto legame con lei. Le persone con cui trascorriamo molto tempo hanno una grande influenza su di noi, specialmente se siamo molto legati a loro.

Questa può essere una cosa positiva o negativa, e vale sia che trascorriamo del tempo con loro di persona o sui social network. Gli amici che amano e servono Geova possono aiutarci a rimanere vicini a lui e a prendere buone decisioni. Gli amici che non fanno parte della congregazione invece possono allontanarci da Geova.

Proverbi 13:20 continua così: “Chi va con gli stupidi se la passerà male”. L’espressione ebraica qui tradotta “va con” può trasmettere l’idea di stare in compagnia, o essere amici, di qualcuno (Proverbi 22:24; Giudici 14:20). Se i nostri amici amano Dio, ci incoraggeranno a rimanere fedeli a lui.

Influenza degli amici sulle scelte personali

Geova sceglie come amici quelli che lo amano

Geova, il Sovrano dell’universo, ci dà la possibilità di essere suoi amici. Questo è un grandissimo onore. Comunque Geova sceglie con cura i suoi amici: accetta quelli che lo amano e hanno fede in lui.

Geova tiene molto ai suoi amici. E per loro essergli leali è la cosa più importante. (Leggi 2 Samuele 22:26.) I suoi amici gli sono leali e ubbidienti perché lo amano. La Bibbia dice che lui è “intimo amico dei giusti”, cioè di quelli che gli ubbidiscono (Proverbi 3:32).

Geova invita i suoi amici a essere ‘ospiti nella sua tenda’; li invita quindi ad adorarlo e a rivolgersi a lui in preghiera in qualsiasi momento (Salmo 15:1-5). Geova vuole che tu sia felice e ti rivolga a lui tutte le volte che hai bisogno di aiuto. Puoi “[gettare] su di lui tutte le [tue] preoccupazioni, perché egli ha cura di [te]” (1 Pietro 5:7).

La Bibbia dice: “Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi” (Giacomo 4:8). Man mano che leggi nella Bibbia quello che Dio ha da dirti, la tua amicizia con lui si rafforza anche se non puoi vederlo.

Abraamo, un amico fedele di Geova

Abraamo fu disposto a fare qualunque cosa per Dio. Più e più volte dimostrò fede e ubbidì. Fu perfino pronto a sacrificare suo figlio Isacco. Aveva fede che “Dio era anche capace di risuscitare Isacco dai morti” (Ebrei 11:17-19; Genesi 22:1, 2, 9-13).

Abraamo fu fedele e ubbidiente, e Geova lo definì “mio amico” (Isaia 41:8; Giacomo 2:21-23). La storia di Abraamo ci aiuta a capire cosa vuol dire essere amici di Dio.

Geova ama tutte le persone, ma “è intimo amico dei giusti” (Proverbi 3:32). Geova si aspetta che i suoi amici si sforzino di fare ciò che per lui è giusto e di evitare ciò che per lui è sbagliato. Ma lui è molto comprensivo: accetta tutte le persone che lo amano davvero e fanno del loro meglio per piacergli (Salmo 147:11; Atti 10:34, 35).

Amare Gesù significa ubbidirgli

Gesù disse: “Se uno mi ama ubbidirà alla mia parola, e il Padre mio lo amerà” (Giovanni 14:23). Quindi, per essere amici di Geova, dobbiamo anche amare Gesù e fare quello che ci ha insegnato.

Per esempio, dobbiamo ubbidire al comando di Gesù di predicare la buona notizia e fare discepoli (Matteo 28:19, 20; Giovanni 14:15, 21). L’amore che proviamo per Gesù ci spinge a ‘seguire attentamente le sue orme’ (1 Pietro 2:21).

Geova è felice quando vede che ci impegniamo al massimo per imitare suo Figlio in tutto ciò che facciamo e diciamo. Gli amici che Geova sceglie hanno fede in lui, gli sono leali, gli ubbidiscono e amano suo Figlio.

Se i nostri amici imitano Gesù e si danno da fare per parlare ad altri del Regno di Dio, possono aiutarci a diventare persone migliori e a rimanere leali a Geova.

Amicizie bibliche che insegnano a scegliere bene

Rut e Naomi

Nella Bibbia si parla di molte belle amicizie, come quella che c’era tra Rut e sua suocera Naomi. Le due donne provenivano da paesi e ambienti diversi, e Naomi aveva molti più anni di Rut. Eppure diventarono molto amiche perché entrambe amavano Geova.

Quando Naomi decise di lasciare il paese di Moab per tornare in Israele, Rut “non si staccò da lei”. Disse a Naomi: “Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio il mio Dio” (Rut 1:14, 16).

Rut fu molto premurosa con la suocera. Quando arrivarono in Israele, Rut lavorò duramente per provvedere alle necessità di Naomi. Naomi le voleva molto bene e le diede buoni consigli. Rut la ascoltò, e questo fu un bene per entrambe (Rut 3:6).

Davide e Gionatan

Il rapporto che c’era tra Davide e Gionatan è un altro esempio di amicizia tra due persone leali a Geova. Gionatan aveva una trentina d’anni più di Davide ed era l’erede al trono di Israele (1 Samuele 17:33; 2 Samuele 5:4).

Eppure, quando seppe che Geova aveva scelto Davide come re, non fu geloso e non si mise in competizione con lui. Anzi, fece tutto il possibile per sostenere Davide.

Per esempio, quando Davide fu in pericolo, Gionatan lo aiutò a “trovare forza in Geova”. Rischiò addirittura la vita per Davide (1 Samuele 23:16, 17).

Anche Davide fu un amico leale. Promise che avrebbe avuto cura della famiglia di Gionatan e mantenne quella promessa anche dopo la morte del suo amico (1 Samuele 18:1; 20:15-17, 30-34; 2 Samuele 9:1-7).

Davide e Gionatan venivano da contesti molto diversi, e tra loro c’era una grande differenza d’età. Eppure erano legati da una profonda amicizia. I nostri amici non devono per forza essere della nostra stessa età o estrazione sociale.

Sadrac, Mesac e Abednego

Sadrac, Mesac e Abednego erano tre giovani ebrei, amici tra loro, che furono portati via da casa quando erano ragazzini. Lontani dalle loro famiglie, si aiutarono l’un l’altro a rimanere fedeli a Geova.

In seguito, una volta adulti, la loro fede fu messa alla prova quando il re Nabucodonosor ordinò loro di adorare una statua d’oro. Sadrac, Mesac e Abednego si rifiutarono di adorare la statua e dissero al re: “Non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che hai eretto”.

Quando la loro fede fu messa alla prova, quei tre amici rimasero leali al loro Dio (Daniele 1:1-17; 3:12, 16-28). La loro amicizia li aiutò a rimanere uniti e coraggiosi in una situazione difficile.

Paolo e Timoteo

Quando incontrò il giovane Timoteo, l’apostolo Paolo notò che amava Geova e che aveva davvero a cuore il bene della congregazione. Lo preparò in modo che fosse in grado di aiutare fratelli e sorelle in molti luoghi (Atti 16:1-8; 17:10-14).

Timoteo si impegnò così tanto che Paolo disse di lui: “Non ho nessun altro che abbia la sua stessa disposizione d’animo”. Paolo era sicuro che Timoteo ‘si sarebbe preoccupato sinceramente’ dei fratelli.

Man mano che si davano da fare per servire Geova insieme, Paolo e Timoteo diventarono buoni amici (Filippesi 2:20-22; 1 Corinti 4:17). Gli amici che amano Geova possono incoraggiarsi e edificarsi a vicenda (1 Tessalonicesi 5:11).

Come scegliere buoni amici

Nella congregazione possiamo imparare gli uni dagli altri e aiutarci a vicenda a rimanere fedeli. (Leggi Romani 1:11, 12.) Abbiamo una meravigliosa famiglia di fratelli e sorelle che provengono da culture e ambienti molto diversi.

Alcuni fanno parte della congregazione da poco, mentre altri servono Geova da molti anni. Ci vuole tempo perché l’amicizia tra una persona e Geova cresca, proprio come ci vuole tempo perché un frutto maturi. Quindi dobbiamo essere pazienti gli uni con gli altri e mostrare amore, e allo stesso tempo fare attenzione agli amici che scegliamo (Romani 14:1; 15:1; Ebrei 5:12-6:3).

Non fare amicizia solo con chi ha la tua stessa età o viene da un ambiente simile al tuo. Ricorda che tra Gionatan e Davide e tra Rut e Naomi c’era una grande differenza di età.

La Bibbia dà questo consiglio: “Aprite il vostro cuore”. È quindi importante avere “amore per tutti i fratelli nella fede” (2 Corinti 6:13; leggi 1 Pietro 2:17). Inoltre, più imiterai Geova, più gli altri vorranno essere tuoi amici.

Per avere dei buoni amici, devi essere un buon amico. Un buon amico si interessa sinceramente agli altri, li ascolta e li incoraggia. Leggi Filippesi 2:4 e chiediti in che modo puoi mostrare considerazione per i sentimenti e i bisogni degli altri.

Un vero amico può dare aiuto quando ce n’è bisogno. “Un vero amico ama in ogni tempo ed è un fratello nella difficoltà” (Proverbi 18:24). I veri amici si aiutano a vicenda e possono rendersi migliori, proprio come ricorda Proverbi 27:17.

Perché dobbiamo evitare le cattive compagnie

A volte nella congregazione possono sorgere problemi seri, e in questi casi dobbiamo stare particolarmente attenti. Forse un fratello o una sorella fa qualcosa che secondo la Bibbia è sbagliato. Oppure qualcuno inizia ad avere uno spirito molto critico che può creare problemi nella congregazione.

Non sarebbe niente di nuovo, perché cose come queste succedevano anche nel primo secolo. Infatti l’apostolo Paolo diede ai cristiani questo avvertimento: “Non fatevi ingannare: le cattive compagnie corrompono le buone abitudini” (1 Corinti 15:12, 33).

Dobbiamo proteggere la nostra amicizia con Geova. È la cosa più preziosa che abbiamo. Per questo non sceglieremo come amico qualcuno che potrebbe indebolire la nostra fede e danneggiare quell’amicizia.

Non possiamo immergere una spugna nell’acqua sporca e pensare che quando la strizzeremo ne uscirà acqua pulita; allo stesso modo non possiamo avere come amici persone che si comportano male e pensare che poi ci verrà facile comportarci bene.

È importante che scegliamo con attenzione le persone con cui stiamo in compagnia (1 Corinti 5:6; 2 Tessalonicesi 3:6, 7, 14). Le persone che non amano Geova e le sue norme sono cattive compagnie.

Una mela marcia tra mele sane

Potremmo ritrovarci a stare in compagnia delle persone sbagliate senza nemmeno accorgercene. Alcuni si avvicinano a persone sbagliate perché si sentono soli, desiderano essere accettati o vogliono avere amici a scuola, sul lavoro o sui social network.

Piuttosto che rimanere solo, qualcuno potrebbe pensare: “Mi tengo gli amici che ho”. Ma la solitudine non giustifica la scelta di amicizie che possono danneggiare la nostra fede. Se scegliamo i nostri amici con attenzione, rendiamo felice Geova e ne traiamo noi stessi dei benefìci.

Quando nascono problemi tra amici

In ogni famiglia ci sono personalità, opinioni e modi di fare differenti. È così anche nella congregazione. Questa varietà rende la vita interessante e ci permette di imparare molto gli uni dagli altri.

Può capitare, però, che le differenze creino malintesi e contrasti. A volte potremmo offenderci o sentirci feriti (Proverbi 12:18). Dovremmo permettere a questo tipo di problemi di scoraggiarci e farci allontanare dalla congregazione?

Anche se qualcuno ci delude in qualche modo, non dobbiamo allontanarci dalla congregazione. Non è Geova che ci ha offeso. Lui ci ha dato la vita e ogni altra cosa. Merita il nostro amore e la nostra lealtà (Rivelazione [Apocalisse] 4:11).

La congregazione è un regalo che Geova ci ha fatto per aiutarci a mantenere forte la nostra fede (Ebrei 13:17). Non rifiuteremmo mai questo regalo solo perché qualcuno ci ha deluso. (Leggi Salmo 119:165.)

Il perdono protegge l’amicizia

Noi amiamo i nostri fratelli e vogliamo andare d’accordo con loro. Geova non pretende la perfezione dagli esseri umani; tanto meno dovremmo pretenderla noi (Proverbi 17:9; 1 Pietro 4:8).

Tutti facciamo errori, ma l’amore ci aiuterà a ‘perdonarci senza riserve’ (Colossesi 3:13). Ci impedirà di trasformare un semplice malinteso in un grave problema.

È vero che quando qualcuno ci fa un torto è difficile lasciar perdere. È più facile irritarsi e provare rancore verso quella persona. Questo però ci renderebbe solo infelici e pieni di rabbia.

Se invece perdoniamo chi ci ha offeso, saremo in pace con noi stessi, manterremo l’unità nella congregazione e soprattutto avremo una stretta amicizia con Geova (Matteo 6:14, 15; Luca 17:3, 4; Romani 14:19).

Quando una persona viene disassociata

In una famiglia in cui tutti si vogliono bene ognuno fa la sua parte per cercare di rendere felici gli altri. Immagina però che un componente della famiglia cominci ad avere un atteggiamento ribelle. Gli altri familiari cercano più volte di aiutarlo, ma lui rifiuta il loro aiuto.

Nella congregazione può succedere qualcosa di simile. Qualcuno potrebbe continuare a fare cose che a Geova non piacciono e che hanno un effetto estremamente dannoso sui componenti della congregazione. Magari rifiuta l’aiuto che gli viene offerto e dimostra con il suo modo di agire che non vuole più fare parte della congregazione.

Forse lascia lui stesso la congregazione, oppure deve essere disassociato. In un caso del genere la Bibbia dice chiaramente che dobbiamo “smettere di stare in [sua] compagnia” (leggi 1 Corinti 5:11-13; 2 Giovanni 9-11).

Questo può essere molto difficile se si tratta di un amico o di un familiare. In una situazione come questa la nostra lealtà a Geova deve essere più forte della lealtà a chiunque altro.

La disassociazione è un provvedimento che rivela l’amore di Geova. Protegge la congregazione da chi vuole ignorare le Sue norme (1 Corinti 5:7; Ebrei 12:15, 16). Ci permette di dimostrare che amiamo il nome di Geova, le Sue alte norme e Geova stesso (1 Pietro 1:15, 16).

La disassociazione è anche una dimostrazione di amore per chi non fa più parte della congregazione. Questa severa forma di disciplina può aiutare la persona a capire che ciò che fa è sbagliato e può spingerla a cambiare.

Molti che erano stati disassociati sono poi tornati da Geova e sono stati riaccolti con gioia dalla congregazione (Ebrei 12:11).

L’amicizia come dono e benedizione

I buoni amici sono un regalo di Geova (Giacomo 1:17). Amano Dio e amano anche noi. Condividono la nostra gioia quando siamo felici, ci confortano quando ci sentiamo giù e ci danno consigli sinceri quando ne abbiamo bisogno.

Sono leali e possiamo fidarci di loro. Senza dubbio amici così “fanno rallegrare il cuore” (Proverbi 27:9). Gli amici rendono ancora più belli i momenti felici della nostra vita, e rimangono al nostro fianco nei momenti difficili.

L’amicizia non è solamente una forma di affetto o di passione, ma è una virtù. Per questo, con ragione, l’amicizia va intesa come un cammino in cui l’esperienza sempre nuova fa scoprire la gioia di ritrovarsi, il piacere di stare insieme gratuitamente, la facilità di comunicare reciprocamente in piena libertà, in un’atmosfera di essenzialità.

Nella Bibbia si raccontano storie di amicizia. Si rimane positivamente sorpresi se si passeggiasse nella Bibbia alla ricerca di luoghi significativi che parlano, narrano e inneggiano alle dimensioni dell’universo dei legami.

Ci si trova dinanzi a quadri di rara bellezza sull’amicizia, l’amore coniugale, l’amore paterno e filiale. Nel viaggio attraverso l’universo dei legami, si va alla scoperta dei vari volti dell’amore, dell’amore d’amicizia, dell’amore di coppia, dell’amore di famiglia.

“L’amicizia con l’altro è un’epifania dell’amicizia con Dio”, ha scritto Thomas Merton. Nella pace dell’anima e nella sintonia della comunione è più facile per analogia risalire all’Amico, a colui che “ci ha chiamati amici”.

Perciò una delle grandi sfide è saper guardare le amicizie con gli occhi della fede, che disvelano un senso profondo su di sé e la realtà storica che si vive. In fondo tutto è da ricondurre alla sete di relazioni che gli uomini hanno.

Gli amici e il cammino spirituale

Il senso di amicizia deve superare il credo o la fede riposta in una dottrina, sempre se si parla di amicizia. La fede non dovrebbe diventare un vincolo che impedisce di riconoscere la bontà d’animo, la misericordia o il senso di fratellanza che un’altra persona desidera offrire.

Un’amicizia vera e profonda non può esistere se in fondo, anziché accettare il nostro amico, lo vogliamo cambiare. L’amicizia autentica richiede rispetto, sincerità e libertà, anche quando le persone hanno convinzioni religiose diverse.

Con la mia amica abbiamo deciso di non parlare delle nostre religioni proprio per non entrare in conflitto, ma, guarda caso, se ha un problema, qualsiasi problema, è me che cerca! Ed io ho voluto cercare di capirci qualcosa proprio per amore suo, per poterle essere vicino senza offenderla, ma restando ben saldi i miei principi.

È importante distinguere tra il desiderio sincero di aiutare e il tentativo di persuadere qualcuno contro la sua volontà. Così come ad un cattolico dà fastidio che qualcuno lo voglia convertire ad altro credo, così i Testimoni felici del proprio non meritano d’essere infastiditi da noi.

Solo se una persona ha già dei dubbi, solo se ha già intrapreso un cammino critico, si può sperare di far breccia. In ogni caso, l’amicizia non dovrebbe essere ridotta a una strategia per ottenere un cambiamento religioso.

Un amico può offrire ascolto, presenza e sostegno senza rinunciare ai propri princìpi. Quando una persona soffre, spesso ha bisogno prima di tutto di qualcuno che la ascolti con rispetto e che rimanga al suo fianco.

La benedizione dell’amicizia vissuta con rispetto

Una relazione di amicizia può essere stabile, salda e fedele. L’amicizia permette di vivere il piacere di stare insieme gratuitamente e di comunicare reciprocamente in piena libertà.

La castità sarà quella virtù che aiuterà a vivere, gesti e parole secondo l’amore di Gesù, considerando ogni occasione di incontro con l’altro come opportunità di realizzazione del dono di se stessi.

La castità domanda di permanere in un normale stato di conversione da tutto ciò che in ciascuno spinge per il possesso dell’altro, per la sua strumentalizzazione, il renderlo oggetto, il considerarlo in ordine alle proprie esigenze e alla propria “fame”.

La castità è un equilibrio in continua evoluzione: la proporzione tra gesti corporei e profondità dei legami. È una strada di verità e di armonia, in cui il corpo si educa a una vastissima gamma di espressioni, arginando il brutale istinto a possedere.

L’amicizia sarà esperienza di similitudine nell’alterità, mentre l’amore sarà avventura della differenza in tensione verso l’unità. L’amicizia permette anche all’amore di purificarsi: “Quel fuoco oscuro delle passioni viene in un certo senso purificato dall’amicizia, che lo sublima e lo spiritualizza”.

Un’amicizia che rende migliori

Gli amici che si amano sinceramente possono aiutarsi a diventare persone migliori. Si incoraggiano a vicenda, si danno consigli, affrontano insieme le difficoltà e si ricordano l’importanza di fare ciò che è giusto.

Un buon amico ci ricorda l’importanza di fare cose che sono per il nostro bene e che ci proteggono; Geova fa lo stesso con i suoi amici.

Gli amici che amano Geova possono aiutarci a sviluppare qualità come la lealtà, l’umiltà, la pazienza, la gentilezza e il perdono. Possono anche aiutarci a evitare decisioni che danneggerebbero la nostra relazione con Dio.

Se i nostri amici sono persone che amano Geova, loro avranno un’influenza positiva su di noi e noi su di loro. Riusciremo a incoraggiarci e a edificarci a vicenda (1 Tessalonicesi 5:11).

Amicizia e matrimonio

È importante che un uomo e sua moglie siano il miglior amico l’uno dell’altra. Non devono dare per scontata la loro amicizia; devono continuare a darsi da fare per rafforzarla.

Marito e moglie possono mantenere forti la loro amicizia e il loro matrimonio prendendosi del tempo l’uno per l’altra, indipendentemente da quanto siano impegnati. Questo dà loro l’opportunità di parlare delle cose che succedono durante la giornata, di esprimere i loro pensieri e sentimenti più profondi, di mostrarsi affetto o semplicemente di divertirsi insieme.

Un marito e una moglie che sono anche amici stretti tra loro preferiscono stare insieme piuttosto che ognuno per conto proprio. Ovviamente non potranno stare insieme tutto il tempo, ma stare lontani per lunghi periodi può essere pericoloso.

Soprattutto, trascorrete del tempo insieme svolgendo attività spirituali. Iniziare la giornata leggendo la Bibbia, pregare insieme e predicare insieme può rafforzare l’amicizia tra i coniugi.

Essendo imperfetti, due coniugi affronteranno problemi nel loro matrimonio. La Bibbia in modo realistico dice che quelli che si sposano “avranno difficoltà nella vita” (1 Corinti 7:28).

In modo simile, tutti i matrimoni sono preziosi. Proprio come un edificio o un’opera d’arte danneggiati spesso si possono restaurare, un matrimonio che ha problemi si può salvare.

Se nel tuo matrimonio sorgono problemi, non pensare subito alla separazione (1 Corinti 7:10, 11). Chiediti invece: “Posso fare di più per rafforzare l’amicizia con il mio coniuge?”

Se confidi in Geova, il terzo e più forte capo della “corda a tre capi”, il tuo matrimonio “non si [potrà] rompere facilmente” (Ecclesiaste 4:12).

Come custodire il dono dell’amicizia

In un modo o nell’altro i nostri amici ci influenzano. Per questo è importante sceglierli con attenzione. Se amiamo quelli che Geova ama, avremo tanti amici che ci aiuteranno a rimanere fedeli a lui per sempre.

Non basta trovare buoni amici: dobbiamo anche essere buoni amici. Dobbiamo mostrare interesse sincero, rispettare la coscienza degli altri, mantenere le promesse, perdonare gli errori e rimanere leali nei momenti difficili.

Quando sorgono incomprensioni, è meglio parlare con calma invece di coltivare risentimento. L’amore ci aiuterà a ‘perdonarci senza riserve’ e a mantenere l’unità.

Quando una persona ama Geova, rispetta le sue norme e desidera fare del bene agli altri, la sua amicizia può davvero essere una benedizione. Geova è felice quando vede che i suoi servitori si sostengono, si incoraggiano e si aiutano a rimanere fedeli.

Gli amici rendono ancora più belli i momenti felici della nostra vita, e rimangono al nostro fianco nei momenti difficili. Scegliendo con attenzione i nostri amici e diventando noi stessi amici leali, dimostriamo di apprezzare il dono che Geova ci ha fatto.

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