Frasi bibliche sui frutti: versetti, significato e insegnamenti

Le frasi bibliche sui frutti mostrano che la vita, le parole e le opere di una persona rivelano ciò che porta nel cuore. La Bibbia collega il frutto alla conversione, alla giustizia, alla sapienza, alla perseveranza, alla santificazione e alla comunione con Dio.

Il messaggio centrale è espresso dalle parole di Gesù: «Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto» e «L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Le principali frasi bibliche sui frutti

Matteo 3,8: «Fate dunque frutti degni di conversione».

Giovanni 15,5: «Io sono la vite, voi i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla».

Matteo 7,17-20: «Cosí, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti».

Giovanni 15,8: «In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, cosí sarete miei discepoli».

Galati 5,22-23: «Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge».

Giovanni 15,16: «Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia».

[tagimg]Albero con frutti simbolici cristiani

Il frutto come segno della conversione

«Fate dunque frutti degni di conversione» è un invito a rendere visibile il cambiamento interiore attraverso una vita rinnovata. La conversione non rimane soltanto un’intenzione, ma si manifesta nelle scelte, nelle relazioni, nelle parole e nelle opere.

Luca 3,8-9: «Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: “Noi abbiamo *Abraamo per padre!” Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo. Ormai la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».

Una persona può essere riconosciuta dal modo in cui vive. E’ scritto nella Bibbia, in Matteo 7:20 (NR): “Li riconoscerete dunque dai loro frutti.”

Il discepolo non può giocare: un po’ sì, un po’ no. Gesù esige che ci si allontani dal male, che non si abbia un accordo con “ciò che è storto”.

L’albero e i suoi frutti

Nel Vangelo di Luca, Gesù collega l’albero al cuore della persona. «Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi».

«L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca».

Prima di verificare la qualità dell’albero, sono necessari due passi: vedere dall’esterno che il frutto non sia guasto. Un secondo punto è che il frutto sia saporito. Non basta che sembri bello esternamente, deve essere buono.

Gesù chiede che i suoi discepoli siano persone di bene. Nutrendo la loro mente e il loro cuore possano produrre frutti di qualità. La bontà è presentata come un tesoro.

Matteo 12,33: «O fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero».

Proverbi 1,31: «Mangeranno il frutto della loro condotta e si sazieranno dei risultati delle loro decisioni».

Proverbi 12,14: «Ognuno si sazia del frutto della sua bocca, ma ciascuno sarà ripagato secondo le sue opere».

Proverbi 13,2: «Del frutto della sua bocca l’uomo mangia ciò che è buono; l’appetito dei perfidi si soddisfa con i soprusi».

Il frutto della comunione con Cristo

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù ci insegna quanto sia importante portare frutto. Dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Colui che dimora in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Giovanni 15:5).

Come i tralci dipendono dalla vite per ricevere la linfa e nutrirsi, così noi dipendiamo da Gesù per ricevere il suo amore, la sua saggezza e la sua forza. Rimanendo uniti a Lui, possiamo essere trasformati e produrre frutti che glorificano Dio e sono di beneficio per noi stessi e per chi ci circonda.

Possiamo portare frutto solo rimanendo fedeli a Gesù Cristo. E’ scritto nella Bibbia, in Giovanni 15:4 (NR): “Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.”

Giovanni 15,1-2: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di piú».

È importante ricordare che portare frutto non è un compito facile. Richiede sforzo, perseveranza e cura. Come gli agricoltori lavorano nelle loro vigne per ottenere un buon raccolto, così anche noi dobbiamo lavorare sulla nostra relazione con Dio e sullo sviluppo delle nostre virtù.

Inoltre, dobbiamo essere disposti a lasciarci potare da Lui, eliminando tutto ciò che ci impedisce di crescere e portare frutti abbondanti.

[tagvideo]La vite e i tralci nel Vangelo

Il frutto dello Spirito Santo

Portare frutto, però, non significa solo compiere azioni esteriori. Significa anche coltivare qualità del carattere cristiano come l’amore, la pace, la pazienza, la bontà e l’umiltà.

Questi frutti dello Spirito Santo si manifestano nei nostri atteggiamenti e comportamenti, riflettendo così l’immagine di Cristo in noi. Vivendo una vita coerente con i nostri valori cristiani, possiamo influenzare positivamente il mondo e portare altri a conoscere Gesù.

Galati 5,16-18: «Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge».

Galati 5,22: «Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo».

Galati 5,22-23: «Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge».

  • amore;
  • gioia;
  • pace;
  • pazienza;
  • benevolenza;
  • bontà;
  • fedeltà;
  • mansuetudine;
  • autocontrollo.

Il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.

Efesini 5,8-9: «perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce- poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità -».

Efesini 5,9: «- poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità -».

Il frutto della giustizia e della pace

La sapienza autentica non si riconosce soltanto dalle parole, ma dai frutti che produce nella vita e nella comunità.

«La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia».

Giacomo 3,17: «La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia».

Giacomo 3,18: «Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace».

Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace.

Isaia 32,17: «L’opera della giustizia sarà la pace e l’azione della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre».

Filippesi 1,11: «ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesú Cristo, a gloria e lode di Dio».

Colossesi 1,10: «perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio».

Ebrei 12,11: «È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa».

Il frutto delle opere buone

Il frutto spirituale diventa concreto nelle opere compiute per il bene degli altri. La fede è chiamata a tradursi in servizio, generosità, responsabilità e attenzione verso chi si trova nel bisogno.

Tito 3,14: «Imparino anche i nostri a dedicarsi a opere buone per provvedere alle necessità, affinché non stiano senza portar frutto».

1 Timoteo 6,18: «di far del bene, d’arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare».

Matteo 5,16: «Cosí risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli».

1 Pietro 4,10: «Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri».

Atti degli Apostoli 20,35: «In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando cosí, e ricordarsi delle parole del Signore Gesú, il quale disse egli stesso: “Vi è piú gioia nel dare che nel ricevere”».

Matteo 10,42: «E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio».

1 Corinzi 15,58: «Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore».

Colossesi 3,23-24: «Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore!».

Seminare e raccogliere

La Bibbia presenta la vita come un tempo di semina e di raccolto. Le decisioni producono conseguenze, e ciò che viene coltivato nel cuore e nelle azioni porta un frutto corrispondente.

Galati 6,7-9: «Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo».

Ciò che l’uomo semina in questa vita, quello raccoglierà. E’ scritto nella Bibbia, in Galati 6:7 (NR): “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà.”

Salmi 126,5-6: «Quelli che seminano con lacrime, mieteranno con canti di gioia. Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni».

Marco 4,20: «Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra sono coloro che odono la parola e l’accolgono e fruttano il trenta, il sessanta e il cento per uno».

Luca 8,15: «E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza».

Matteo 13,22: «Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa».

Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.

Giovanni 12,24: «In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto».

Giovanni 4,36: «Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme».

Il cuore, la bocca e i frutti delle parole

La parola ha una stretta relazione con il modo di vivere. Chi segue Gesù deve essere testimone di coerenza tra il parlare e l’agire, poiché Gesù è stato una persona che ha vissuto facendo il bene.

«Morte e vita sono in potere della lingua e chi l’accarezza ne mangerà i frutti».

Ebrei 13,15: «Per mezzo di Gesú, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome».

Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra.»

Il discorso si conclude con il detto che la bocca parla della pienezza del cuore. I discepoli devono essere buone guide del loro popolo, devono orientare la comunità dei fedeli attraverso le opere e l’insegnamento.

L’insegnamento di Gesù esorta, prima di tutto, a riconoscere il tipo di cecità che impedisce di vedere i propri limiti o difetti. Chi non è in una costante attitudine di conversione, di cambiamento, di miglioramento, tende a vedere i difetti degli altri e non i propri.

Facilmente assume la posizione di chi si sente in grado di giudicare e condannare gli altri. Nella comunità degli apostoli non c’è posto per chi si fa giudice dei propri fratelli e sorelle.

Frutti dell’umiltà e della sapienza

«Frutti dell’umiltà sono il timore di Dio, la ricchezza, l’onore e la vita».

L’umiltà conduce a riconoscere che ogni bene ricevuto dipende da Dio e che la vita non può essere costruita soltanto sulla fiducia nelle proprie capacità. Essa rende possibile l’ascolto, la correzione e la crescita spirituale.

Giacomo 3,13: «Chi fra voi è saggio e intelligente? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza».

Proverbi 11,30: «Il frutto del giusto è un albero di vita, e il saggio attira a sé le persone».

Proverbi 8,19: «Il mio frutto val più dell’oro, dell’oro fino, il mio provento più dell’argento scelto».

Il frutto della giustizia non è separato dalla pace, dalla misericordia e dalla sincerità. La sapienza che viene dall’alto è pura, pacifica, mite, conciliante, imparziale e senza ipocrisia.

L’albero piantato presso l’acqua

Uno dei simboli più forti della Bibbia è quello dell’albero piantato vicino all’acqua. Le sue radici rappresentano la fiducia in Dio, mentre i frutti indicano una vita capace di rimanere feconda anche nei periodi difficili.

Geremia 17,7-8: «Benedetto l’uomo che confida nel Signore, e la cui fiducia è il Signore! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portar frutto».

«Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti».

Salmi 1,3: «Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà».

Salmi 92,12-14: «Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che son piantati nella casa del Signore fioriranno nei *cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti».

Salmi 52,8: «Ma io sono come un olivo verdeggiante nella casa di Dio; io confido per sempre nella bontà di Dio».

2 Re 19,30: «Il resto della casa di Giuda che scamperà continuerà a mettere radici di sotto e a dar frutto in alto».

Frutti della creazione e benedizione di Dio

Fin dall’inizio della Genesi, il frutto è presentato come parte della bontà della creazione e come dono destinato al nutrimento.

Genesi 1,11: «E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne».

Genesi 1,12: «la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona».

Genesi 1,29: «Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento”».

Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.»

Genesi 1,29-30: «Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento”. E cosí fu».

Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

Genesi 1,28: «Dio li benedisse; e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra”».

Salmi 66,7: «La terra ha dato il suo frutto. Ci benedica Dio, il nostro Dio».

Salmi 84,13: «Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto».

Salmi 107,37: «Vi seminano campi e vi piantano vigne e ne raccolgono frutti abbondanti».

Il frutto del lavoro e della fedeltà

La Scrittura parla anche del frutto del lavoro, della terra e della responsabilità quotidiana. Il raccolto è collegato alla perseveranza, alla fedeltà e alla gratitudine verso Dio.

Levitico 26,3-4: «Se vi comportate secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti e gli alberi della campagna daranno i loro frutti».

Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti.

2 Corinzi 9,10-11: «Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia. Cosí, arricchiti in ogni cosa, potrete esercitare una larga generosità, la quale produrrà rendimento di grazie a Dio per mezzo di noi».

Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

Salmi 128,2: «Allora mangerai della fatica delle tue mani, sarai felice e prospererai».

Salmi 37,3: «Confida nel Signore e fa’ il bene; abita il paese e pratica la fedeltà».

Proverbi 3,9-10: «Onora il Signore con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; i tuoi granai saranno ricolmi d’abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto».

Proverbi 11,25: «Chi è benefico sarà nell’abbondanza, e chi annaffia sarà egli pure annaffiato».

Ecclesiaste 3,2: «un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato».

La potatura e la crescita spirituale

La potatura è un’immagine della purificazione e della correzione. Dio elimina ciò che ostacola la crescita affinché la vita possa diventare più feconda.

«Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto».

«Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di piú».

È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.

La mancata preparazione adeguata porta a non essere giusti con gli altri. Il discepolo non è superiore al maestro: la tentazione di stare in prima linea e volere guidare gli altri è la prima tentazione della Genesi: “essere come dei”, “sostituire Dio”, nel senso di dare più ascolto ad altre voci che a quella di Dio.

Non basta essere un seguace di Gesù, portare un libro sotto il braccio, o appartenere a una pastorale, istituzione o chiesa per avere il potere di correggere gli altri. Nel cammino di Gesù è necessario un discernimento alla luce dei valori del Regno.

Il frutto della santificazione e della vita eterna

Il frutto della fede conduce alla santificazione. La vita liberata dal peccato non è priva di direzione, ma viene orientata verso Dio e verso la vita eterna.

Romani 6,22: «Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna».

Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.

Romani 7,4: «Cosí, fratelli miei, anche voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere a un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, affinché portiamo frutto a Dio».

1 Giovanni 2,29: «Se sapete che egli è giusto, sappiate che anche tutti quelli che praticano la giustizia sono nati da lui».

1 Giovanni 3,10: «Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, né lo è chi non ama il proprio fratello».

La fertilità della fede e la perseveranza

La fede è chiamata a crescere e ad arricchirsi di virtù. Il frutto non appare sempre subito: richiede tempo, costanza, pazienza e fedeltà.

2 Pietro 1,5-8: «Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtú; alla virtú la conoscenza; alla conoscenza l’autocontrollo; all’autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l’affetto fraterno; e all’affetto fraterno l’amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesú Cristo».

Luca 8,15: «E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza».

Salmi 72,7: «Nei suoi giorni il giusto fiorirà e vi sarà abbondanza di pace finché non vi sia piú luna».

Isaia 61,3: «per mettere, per dare agli afflitti di *Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria».

Quando la terra produce spine

La Bibbia usa anche l’immagine della terra che produce spine e rovi per descrivere una vita che, pur ricevendo la pioggia, non porta frutto utile.

Ebrei 6,7-8: «Quando una terra, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente, produce erbe utili a quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio; ma se produce spine e rovi, è riprovata e prossima a essere maledetta; e la sua fine sarà di essere bruciata».

Il fico infatti non germoglierà, nessun prodotto daranno le viti, cesserà il raccolto dell’olivo, i campi non daranno più cibo, i greggi spariranno dagli ovili e le stalle rimarranno senza buoi. Ma io gioirò nel Signore, esulterò in Dio mio salvatore.

Matteo 21,43: «Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti».

Il frutto cattivo non indica soltanto un errore isolato, ma una direzione di vita che rifiuta il bene, la giustizia e la misericordia.

Il frutto della gratitudine e della lode

La risposta dell’uomo ai doni di Dio è il rendimento di grazie. Il frutto delle labbra diventa una forma di preghiera e di testimonianza.

Ebrei 13,15: «Per mezzo di Gesú, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome».

«Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: “Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra.”»

Salmi 30,5: «Poiché l’ira sua è solo per un momento, ma la sua benevolenza è per tutta una vita. La sera ci accompagna il pianto; ma la mattina viene la gioia».

Salmi 126,3: «Ecco, dono del Signore sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo».

Salmi 103,13: «Dalle tue alte dimore irrighi i monti, con il frutto delle tue opere sazi la terra».

Frasi bibliche brevi sui frutti

  • «Fate dunque frutti degni di conversione».
  • «Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto».
  • «Li riconoscerete dunque dai loro frutti».
  • «L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene».
  • «Io sono la vite, voi i tralci».
  • «Senza di me non potete far nulla».
  • «Portiate molto frutto».
  • «Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo».
  • «Il frutto della giustizia si semina nella pace».
  • «Il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità».
  • «Non vi scoraggiamo di fare il bene».
  • «Quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà».
  • «Non cessa di portar frutto».
  • «Il frutto del giusto è un albero di vita».
  • «Per mezzo di Gesú portiamo frutto a Dio».

Riferimenti biblici sui frutti

TemaRiferimentoMessaggio
ConversioneMatteo 3,8Frutti degni di conversione
Comunione con CristoGiovanni 15,5Rimanere nella vite per portare molto frutto
DiscernimentoMatteo 7,17-20L’albero si riconosce dal suo frutto
Spirito SantoGalati 5,22-23Amore, gioia, pace, pazienza, bontà e autocontrollo
GiustiziaGiacomo 3,18Il frutto della giustizia si semina nella pace
Opere buoneColossesi 1,10Portare frutto in ogni opera buona
PerseveranzaLuca 8,15Portare frutto con perseveranza
Semina e raccoltoGalati 6,7-9Ciò che si semina, si raccoglie
Fiducia in DioGeremia 17,7-8L’albero vicino all’acqua non smette di portare frutto
SantificazioneRomani 6,22Il frutto della santificazione conduce alla vita eterna

Il modo migliore per portare frutto è fare la volontà del Padre, predicare il Vangelo di Cristo ed essere modellati alla sua immagine e somiglianza. Solo così non avremo perdite, ma otterremo sempre guadagni.

noimgs

tags: #frase #biblica #con #frutti