Il Giubileo apre a Racconigi: significato, Porta Santa e cammino di fede

Il Giubileo è, per la Chiesa cattolica, un tempo straordinario di grazia. È l’anno in cui si rinnova l’invito a ritrovare il senso autentico della vita cristiana: attraverso la riconciliazione, la conversione del cuore, la penitenza, e un rinnovato impegno nel servizio e nella carità.

Durante l’Anno Santo, i fedeli sono chiamati a vivere un pellegrinaggio interiore che trova espressione anche nel cammino concreto verso luoghi sacri, attraversando la Porta Santa - segno visibile di una porta che si apre nel cuore - per entrare simbolicamente nella misericordia di Dio.

L’apertura della Porta Santa segna l’inizio del Giubileo e richiama il significato di un passaggio dalla condizione del peccato alla grazia, dalla chiusura alla riconciliazione e dal passato a una vita rinnovata.

Che cos’è il Giubileo

Il Giubileo è, per la Chiesa cattolica, un tempo straordinario di grazia. È l’anno in cui si rinnova l’invito a ritrovare il senso autentico della vita cristiana: attraverso la riconciliazione, la conversione del cuore, la penitenza, e un rinnovato impegno nel servizio e nella carità. È un tempo in cui l’anima si apre alla speranza e alla gioia, nella pace con Dio e con i fratelli. È l’Anno di Cristo, centro e pienezza della storia, sorgente di vita per l’umanità.

Il Giubileo della Speranza non è riservato a pochi. È un dono universale, che parla anche a chi è in ricerca, a chi ha smesso di credere, a chi non si sente degno di attraversare nessuna porta. È per chi ha perso qualcosa, per chi vuole ricominciare, per chi non si arrende.

Nel corso della storia, i Giubilei hanno rappresentato momenti privilegiati per fermarsi, guardare dentro di sé e riscoprire ciò che conta davvero. Quello del 2025 - il Giubileo della Speranza - porta con sé un significato ancora più profondo, perché si inserisce in un tempo segnato da incertezze globali, ferite collettive e un forte desiderio di ripartenza.

Le radici bibliche del Giubileo

Il Giubileo affonda le sue origini nella tradizione biblica dell’Antico Testamento. Nella legge mosaica, ogni cinquantesimo anno era proclamato come tempo di liberazione e di restituzione: le terre tornavano ai legittimi proprietari, i debiti venivano cancellati, gli schiavi riacquistavano la libertà.

Questo anno sacro era annunciato con il suono del corno d’ariete - lo yobel in ebraico - da cui deriva il termine “Giubileo”. Questo tempo di giustizia e misericordia sociale rappresentava per il popolo d’Israele un’occasione per ristabilire l’equilibrio originario voluto da Dio.

Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso si presenta come compimento di questa attesa: è Lui a inaugurare il tempo nuovo, annunciando il “tempo favorevole”, l’“anno di grazia del Signore”.

La storia del Giubileo cristiano

La pratica del Giubileo, così come la conosciamo oggi, nasce nel cuore della cristianità nel 1300, per iniziativa di Papa Bonifacio VIII. In un tempo attraversato da contrasti e violenze, il pontefice sentì l’urgenza di offrire ai fedeli un tempo di pacificazione e misericordia.

Fu così che, con la bolla Antiquorum habet fida relatio, venne istituito il primo Anno Santo, con l’indulgenza plenaria concessa ai pellegrini che visitavano le basiliche romane. Da allora, la storia dei Giubilei si è intrecciata con la storia della Chiesa e del mondo.

Inizialmente celebrato ogni cento anni, il Giubileo assunse poi una cadenza più ravvicinata: prima ogni cinquant’anni, poi ogni trentatré, fino alla decisione di Papa Paolo II che, nel 1470, fissò l’intervallo di venticinque anni, ancora oggi vigente per i Giubilei ordinari.

Accanto agli Anni Santi ordinari, la Chiesa ha istituito anche Giubilei straordinari, legati a eventi di particolare rilevanza spirituale o storica. Fra questi si ricordano quelli indetti nel 1933 da Pio XI, nel 1983 da Giovanni Paolo II, e il più recente, il Giubileo della Misericordia del 2015, voluto da Papa Francesco.

La tradizione della Porta Santa

Le Porte Sante sono portali sacri che si trovano all’interno delle quattro principali basiliche papali di Roma: la Basilica di San Pietro, l’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Queste porte vengono aperte in modo solenne solo durante gli Anni Giubilari, a simboleggiare il percorso spirituale dal peccato alla grazia. Per i pellegrini, varcare queste porte è un atto di fede profondo, che offre l’occasione per rinnovarsi, ricevere il perdono e instaurare un legame più profondo con il divino.

La tradizione delle Porte Sante risale al 1423, quando Papa Martino V aprì per la prima volta la porta di San Giovanni in Laterano. Da allora, questa tradizione si è estesa fino a includere le quattro principali basiliche di Roma.

La Porta Santa di ogni basilica è sigillata dall’interno e viene aperta solo durante gli anni giubilari dal Papa, per segnare l’inizio dell’Anno Santo.

Secondo la descrizione fatta nel 1450 da Giovanni Rucellai da Viterbo, è stato Papa Martino V nel 1423 ad aprire, per la prima volta nella storia degli anni giubilari, la Porta Santa. In quella occasione lo sfondo era quello della Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nella Basilica Vaticana l’apertura della Porta Santa è attestata, per la prima volta, nel Natale del 1499. Papa Alessandro VI volle che venisse aperta non solamente a San Giovanni in Laterano, ma anche nelle altre basiliche romane.

L’apertura della Porta Santa di San Pietro

La Porta Santa di San Pietro viene aperta dal Papa solo in occasione del Giubileo. Di solito è la prima Porta ad essere aperta e il gesto identifica l’inizio dell’Anno Santo.

La prima notizia di questo rito per la Basilica di San Pietro riporta al 1500, ad opera di Papa Alessandro VI.

Il muro che sigilla la Porta dal lato interno è stato smantellato nei giorni scorsi ed è stata estratta la cassetta metallica, che conteneva la chiave che permette di aprire la Porta.

Durante questo momento viene estratta dal muro una cassetta che è rimasta murata dentro dall’ultimo Anno Santo. In essa si trova la chiave che permette di aprire la Porta, e il Papa ne spinge i battenti in modo simbolico.

Il rito con cui si apre la Porta Santa di San Pietro si chiama recognitio, una verifica che la porta sia rimasta sigillata durante gli anni tra i due giubilei.

Anche per motivi di sicurezza, è stato invece abbandonato l’uso del martello con il quale durante il rito si colpiva il diaframma di mattoni che la chiudeva.

Il Papa ne spinge i battenti in modo simbolico e, per motivi di sicurezza, è stato abbandonato l’uso del martello con cui si colpiva il diaframma di mattoni che un tempo la chiudeva sul lato esterno della Basilica.

Da quel momento la Porta rimane aperta tutto l’Anno per il passaggio dei pellegrini.

Dopo il rito presieduto dal Pontefice, la Porta rimane aperta tutto l’Anno per consentire il passaggio dei pellegrini.

Porta Santa Basilica San Pietro Giubileo

Il significato spirituale della Porta

“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Dal Vangelo secondo Giovanni).

La Porta Santa è un simbolo importante del Giubileo perché rappresenta un varco aperto da Cristo e, attraversandolo, si ottiene il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio.

Con questo gesto, non solo chi arriva a Roma vive in senso pieno l’indulgenza legata all’Anno Santo, ma il passaggio sta anche a significare che il proprio cammino di conversione è arrivato all’incontro con Cristo, la “Porta” che ci unisce al Padre.

Varcare questa soglia sta anche a significare che il proprio cammino di conversione è suggellato dall’incontro con Cristo, la “Porta” che ci unisce al Padre.

La Porta sempre aperta per chi si converte.

Inoltre, oltrepassando quella soglia ci si lascia alle spalle il passato e si è pronti per una nuova vita, una rinascita.

I Giubilei si inseriscono in una profonda storia di fede che spalanca le sue porte sul mondo. Un cammino, in cui i passi del Pontefice si uniscono a quelli del popolo di Dio, sulle strade del perdono.

La Porta Santa del 1949

Nel 1949 fu indetto un concorso per la realizzazione della Porta per il Giubileo che si sarebbe tenuto l’anno successivo. Questo concorso fu vinto dallo scultore Vico Consorti, che realizzò l’opera in 11 mesi, in tempo per farla inaugurare alla vigilia di Natale del 1949.

La Porta fu un dono a Papa Pio XII da parte di Francesco Von Streng, vescovo di Lugano e Basilea e della sua comunità, come ringraziamento al Signore per aver risparmiato la Svizzera dalla guerra.

Il tema che lo scultore seguì per la realizzazione delle formelle che poi avrebbero composto la Porta fu dettato dalle parole del Papa: «Concedi, o Signore, che questo Anno Santo sia l’anno del gran ritorno e del gran perdono».

Il ciclo scultoreo, infatti, narra la storia dell’uomo in sedici formelle da “Il Peccato e la Cacciata dal Paradiso Terrestre”, alle apparizioni di Cristo risorto a Tommaso e a tutti gli Apostoli riuniti.

Fino all’immagine di Cristo come porta di salvezza nell’ultima formella.

Il rito nel corso del tempo

Una delle immagini simbolo di ogni Giubileo è quella del Pontefice che varca la soglia della Porta Santa. Si tratta di una istantanea che si salda, con profonde radici, nel Medioevo.

Il primo pellegrino a varcare la soglia è sempre il vescovo di Roma.

Ripercorriamo a partire dall’Anno Santo del 1900, attraverso le cronache dell’Osservatore Romano e l’archivio sonoro della Radio Vaticana, alcuni momenti delle cerimonie di apertura della Porta Santa.

Il Giubileo del 1900

Vincere la sfida della modernizzazione. È questo uno dei principali intenti del Giubileo del 1900.

Il 24 dicembre del 1899 è il giorno dell’apertura della Porta Santa. Fin dalle prime ore dal mattino, scrive l’Osservatore Romano nell’edizione di Natale, si vede “un’insolita animazione”, da ogni parte della città.

Papa Leone XIII “per primo e solo” varca la Porta ed entra nella Basilica. Terminata la funzione, vengono aperti gli ingressi, consentendo l’accesso ai fedeli.

L’Anno Santo del 1925

Il 24 dicembre del 1924, vigilia di Natale, ha “luogo, per mano di Pio XI, l’apertura della Porta Santa nella Basilica Vaticana”. Con la solenne funzione, scrive il quotidiano della Santa Sede raccontando quella giornata, “si è dato principio all’Anno Santo”.

Terminato il canto del “Veni Creator,” Pio XI si avvicina alla Porta Santa e, ricevuto il martello donato dall’episcopato del mondo cattolico, percuote per tre volte la Porta Santa pronunciando le rituali parole.

Poi varca la soglia e inizia il Giubileo.

Il Giubileo del 1933

Nella ricorrenza dei 1900 anni dalla morte di Gesù viene indetto un Giubileo straordinario. Per l’Anno Santo del 1933 arrivano a Roma oltre due milioni di pellegrini.

Il 3 aprile di quell’anno, l’apertura della Porta Santa segna l’inizio del Giubileo della Redenzione.

Per tutta la giornata, riferisce l’Osservatore Romano, “l’affluenza a San Pietro, a San Giovanni, a San Paolo, a Santa Maria Maggiore è stata enorme”.

L’Anno Santo del 1950

È il 24 dicembre 1949. Il mondo cristiano, titola il giorno di Natale l’Osservatore Romano in prima pagina, “esulta per l’eccezionale dono di grazia”: Papa Pio XII apre, con tre colpi di martello, la Porta Santa.

Pio XII entra quindi nel portico della Basilica e riceve il martello. Per la prima volta percuote la Porta Santa cantando il versetto: “Aperite mihi portas Justitiae”.

Il Pontefice colpisce poi la Porta una seconda volta cantando “Introibo in domum tuam, Domine”. Il successivo colpo di martello è accompagnato dalle parole: “Aperite portas quoniam nobiscum est Deus”.

Dopo questo terzo colpo, il muro della Porta Santa cade. Il Pontefice, che nella mano sinistra tiene un cero simbolo della fede e della carità, avanza a capo scoperto e intona il “Te Deum”.

Papa Pacelli varca per primo la soglia. Sono le ore 10.55 e si apre il Giubileo.

Ceremonies of Opening the Door for the Holy Year on January 2, 1950

Il Giubileo del 1975

L’Anno Santo del 1975 è dedicato alla riconciliazione. Il rito dell’apertura della Porta Santa, la notte di Natale del 1974, si apre con l’ingresso di Papa Paolo VI preceduto dal clero ministrante nell’atrio della Basilica.

Il cardinale penitenziere maggiore gli porge il martello. Paolo VI batte tre colpi sulla Porta e canta, alternativamente con l’assemblea, i versetti che si aprono con le parole: “Apritemi le porte della giustizia”.

Terminato il canto, il Papa ritorna alla Cattedra e in quel momento viene rimossa la Porta Santa. Gli stipiti vengono lustrati con acqua benedetta dai quattro penitenzieri della Basilica Vaticana.

La circostanza ha portato a una modifica del rito e il muro che chiudeva la Porta è stato da allora costruito all’interno della Basilica.

L’Anno Santo del 1983

Nel 1983 si tiene il Giubileo della Redenzione, un ponte verso il terzo millennio. Giovanni Paolo II convoca la cattolicità a celebrare questo Anno Santo per commemorare l’evento della morte e della risurrezione del Signore.

Il 25 marzo, nella solennità dell’Annunciazione del Signore, Giovanni Paolo II inaugura l’Anno Santo seguendo il tradizionale rito dell’apertura della Porta Santa, collocata nell’atrio della Basilica di San Pietro.

Si tratta di un Giubileo straordinario perché viene celebrato al di fuori della cadenza venticinquennale.

Nell’omelia, durante la cerimonia di apertura, Papa Wojtyła ricorda che la porta è “un simbolo” attraverso cui si entra non solo nella Basilica Vaticana ma “nella più santa dimensione della Chiesa, nella dimensione di grazia e di salvezza che essa sempre attinge dal Mistero della Redenzione”.

Il Giubileo del 2000

La notte di Natale del 24 dicembre del 1999 Giovanni Paolo II, ammantato da un piviale dai colori cangianti, apre la porta del Grande Giubileo del 2000.

Nel lungo silenzio che accompagna i gesti del Pontefice sembra condensata la storia di due millenni. In ginocchio, con le mani aggrappate alla Croce, Papa Wojtyła apre l’Anno Santo.

Gli occhi del mondo, fissi su quelle sedici formelle bronzee che compongono la Porta Santa, si illuminano di speranza.

Con passo lento Giovanni Paolo II procede quindi verso la Porta che apre alle 23.25. Sono momenti di grande emozione: il Pontefice si inginocchia sulla soglia e vi sosta in preghiera per alcuni minuti.

Il Giubileo straordinario della Misericordia del 2015

L’apertura del Giubileo straordinario della Misericordia del 2015, nel 50.mo anniversario della fine del Concilio Vaticano II, si lega a due date: quella del 29 novembre, giorno in cui Papa Francesco apre la Porta Santa della cattedrale di Notre-Dame di Bangui, in occasione del suo viaggio apostolico in Africa, e a quella dell’8 dicembre.

Nel giorno della Solennità dell’Immacolata, la sagoma in controluce di Papa Francesco, ripresa in mondovisione, rompe la penombra nella quale è immersa la Basilica Vaticana.

L’apertura della Porta Santa, riferisce l’Osservatore Romano, segue un rito antico, ricco di simboli, caratterizzato da una immagine inedita: quella di Francesco e il suo predecessore Benedetto XVI, in quel momento Papa emerito, che varcano “la soglia uno dopo l’altro non prima di essersi scambiati un affettuoso abbraccio nell’atrio”.

Il Giubileo della Speranza 2025

Il prossimo Anno Santo, che si celebrerà nel 2025, sarà un tempo di rinascita e speranza. Con il tema “Pellegrini di Speranza”, Papa Francesco invita tutta la Chiesa a mettersi in cammino - con fiducia - verso Dio e verso l’altro.

“Pellegrini di speranza” è il tema scelto da Papa Francesco per questo nuovo Anno Santo, e non è solo uno slogan: è un invito rivolto a ogni persona a mettersi in cammino, nella fede e nella vita quotidiana, con uno sguardo rinnovato.

Significa riscoprire la bellezza dell’essere comunità, il valore della pace, della giustizia, della solidarietà. Ma soprattutto, è un invito a fidarsi: della grazia, del tempo, del prossimo, di Dio.

Il Giubileo 2025 si colloca all’interno di un percorso che ha preparato spiritualmente milioni di fedeli. Dopo il Giubileo straordinario della Misericordia nel 2015, e il difficile periodo della pandemia, il tempo presente ci chiama a una nuova responsabilità.

Non basta sopravvivere, è tempo di tornare a vivere con speranza, radicati nella fede e aperti all’incontro.

Le aperture delle Porte Sante nel 2025

Basilica o luogoData di aperturaData di chiusura
Basilica di San Pietro24 dicembre 20246 gennaio 2026
Basilica di San Giovanni in Laterano29 dicembre 202428 dicembre 2025
Basilica di Santa Maria Maggiore1° gennaio 202528 dicembre 2025
Basilica di San Paolo fuori le Mura5 gennaio 202528 dicembre 2025
Carcere di Rebibbia26 dicembre 2024

Per il Giubileo 2025, l’apertura è avvenuta alle 19:00 di martedì 24 dicembre 2024, appena prima dell’inizio della Santa Messa della notte di Natale.

È la prima delle porte sante, che vengono poi aperte, o “smurate”, nei giorni successivi.

Già il 3 dicembre scorso, nell’ambito di una cerimonia, era stata recuperata dal muro la cassetta che contiene la chiave e che di norma rimane murata tra un Giubileo e l’altro.

Nel 2025, le quattro Porte Sante delle Basiliche papali saranno nuovamente aperte.

La Basilica di San Pietro

Essendo il cuore del cattolicesimo e la chiesa più grande del mondo, la Basilica di San Pietro è una delle principali mete di pellegrinaggio. L’Anno Giubilare inizia proprio qui con l’apertura solenne della Porta Santa la vigilia di Natale.

Situata nel cuore della Città del Vaticano, è la Porta Santa più visitata e spiritualmente più significativa di tutte.

La Basilica di San Pietro è stata costruita sopra la tomba dell’apostolo Pietro, il che la rende un importante luogo di pellegrinaggio per i cristiani di tutto il mondo.

I pannelli in bronzo della porta raffigurano la misericordia di Gesù, simbolo di perdono e redenzione.

La Basilica di San Giovanni in Laterano

L’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano è la più antica e la più importante delle quattro basiliche maggiori, conosciuta come la “Chiesa Madre del Cristianesimo occidentale”.

Essendo la cattedrale del Vescovo di Roma, occupa un posto centrale nella fede cattolica e ha ospitato numerose incoronazioni papali e concili.

Luogo in cui, nel 1423, si aprì per la prima volta la Porta Santa, dando così inizio alla tradizione del Giubileo.

La Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è la chiesa più grande di Roma dedicata alla Vergine Maria. Risale al V secolo, fu costruita dopo il Concilio di Efeso ed è famosa per i suoi mosaici bizantini e per il suo ruolo nella devozione mariana.

Dedicato alla Vergine Maria, offre un’esperienza spirituale serena.

Una delle chiese più antiche di Roma, con mosaici, l’icona della Salus Populi Romani e le reliquie della Sacra Culla.

La Basilica di San Paolo fuori le Mura

La Basilica di San Paolo fuori le Mura è un tributo monumentale all’apostolo Paolo, con mosaici bizantini, colonne antiche e il grande mosaico dell’abside che raffigura Cristo con San Pietro e San Paolo.

È anche il luogo dove si trova la tomba di San Paolo, che attira milioni di pellegrini ogni anno.

Costruita sopra la tomba di San Paolo e considerata una delle Sette Chiese di Pellegrinaggio di Roma, questa basilica è un luogo fondamentale che rende omaggio all’eredità dell’apostolo.

La quinta Porta Santa

La “quinta” Porta Santa del Giubileo del 2025 è diversa da tutte le altre: si trova all’interno del carcere di Rebibbia, a Roma.

Inaugurato da Papa Francesco il 26 dicembre 2024, festa di Santo Stefano, questo gesto senza precedenti estende il messaggio di misericordia e redenzione del Giubileo a chi spesso viene dimenticato dalla società.

È un potente simbolo di speranza, che ricorda a tutti che la fede non conosce confini.

L’indulgenza e il cammino di riconciliazione

Un’indulgenza è la remissione della pena temporale dovuta al peccato, concessa dalla Chiesa cattolica.

Tieni presente che le indulgenze non perdonano i peccati, perché questo è il ruolo del sacramento della Riconciliazione. Anzi, riducono la punizione temporale legata ai peccati già perdonati.

Il Giubileo è un periodo durante il quale il Papa concede l’indulgenza plenaria, cioè la liberazione dalla pena di tutti i peccati commessi.

È inoltre un periodo in cui ci si prende idealmente una pausa e si sperimenta la santità di Dio.

Per ricevere l’indulgenza plenaria giubilare, assicurati di: andare a confessarti e ricevere Santa Comunione; attraversare una delle Porte Sante.

La Porta Santa è un simbolo importante del Giubileo perché rappresenta un varco aperto da Cristo e, attraversandolo, si ottiene il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio.

Il Giubileo apre a Racconigi

Il significato del Giubileo e della Porta Santa può essere accolto anche al di fuori di Roma, come esperienza di fede, riconciliazione e speranza.

Il pellegrinaggio interiore trova espressione anche nel cammino concreto verso luoghi sacri, attraversando la Porta Santa - segno visibile di una porta che si apre nel cuore - per entrare simbolicamente nella misericordia di Dio.

Il Giubileo della Speranza non è riservato a pochi. È un dono universale, che parla anche a chi è in ricerca, a chi ha smesso di credere, a chi non si sente degno di attraversare nessuna porta.

E allora, davvero: mettiamoci in cammino. Non servono certezze o risposte perfette. Serve solo un cuore aperto e il desiderio di farsi raggiungere dalla speranza.

Ogni comunità che accoglie questo cammino è chiamata a custodire il senso della Porta: un passaggio verso la misericordia, la conversione, la pace e l’incontro con Cristo.

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