Giovanni Rapetti: decesso, biografia e memoria del poeta di Villa del Foro

Giovanni Rapetti è morto il 26 gennaio 2014 ad Alessandria, all’età di quasi 92 anni, dopo essere stato ricoverato all’Ospedale di Alessandria. Nato a Villa del Foro nel 1922, è stato scultore, disegnatore, insegnante e poeta in lingua piemontese.

La sua morte ha segnato la scomparsa di un artista profondamente legato alla memoria contadina e operaia del territorio alessandrino, autore di oltre 1300 poesie dialettali e considerato una delle voci più interessanti della poesia neodialettale contemporanea.

Il decesso di Giovanni Rapetti

Domenica pomeriggio, all’Ospedale di Alessandria, è mancato Giovanni Rapetti. Aveva quasi 92 anni.

“Si è spento un grande artista e un vero poeta, antico e modernissimo nello stesso tempo. Oltre ad un notevole patrimonio di opere grafiche e scultoree, lascia un monumento poetico enorme ed eccezionale, che dovrà essere valorizzato come merita - ricorda Franco Castelli dell’Isral - Agli amici ed estimatori il compito di onorare la memoria dell’uomo e dell’artista civilmente impegnato, epico cantore della memoria ribelle”.

È morto ad Alessandria in Ospedale a 92 anni Giovanni Rapetti, scultore, pittore e poeta in lingua piemontese.

La notizia del decesso riguarda l’artista nato a Villa del Foro e vissuto ad Alessandria, non le altre persone omonime ricordate in diverse cronache piemontesi e lombarde.

Chi era Giovanni Rapetti

Giovanni Rapetti, nato a Villa del Foro nel 1922, ha vissuto e lavorato ad Alessandria, dove ha svolto la professione di insegnante di disegno.

Nato a Villa del Foro, sobborgo di Alessandria, nel 1922 e morto il 26 gennaio 2014 ad Alessandria. E’ vissuto ad Alessandria, dove ha svolto la professione di insegnante di disegno.

Quel GIOVANNI RAPETTI non è stato solo “il Bardo di Villa del Foro”, ma un intellettuale del Novecento, impegnato su più fronti: il disegno, la scultura (fu allievo e amico di Manzù), la poesia, la resistenza ad ogni forma di fascismo e di violenza (sull’uomo e sull’ambiente).

Il suo percorso artistico ha unito arti visive, impegno civile e ricerca poetica, mantenendo sempre un legame diretto con la comunità di Villa del Foro e con la cultura popolare piemontese.

La guerra, la fuga e la Resistenza

Interrotti gli studi all’Accademia Albertina di Torino a causa della guerra, sul fronte francese è fatto prigioniero dei tedeschi dopo l’8 settembre, ma riesce a fuggire e collabora con le forze della Resistenza.

Interrotti gli studi all’Accademia Albertina di Torino a causa della guerra, sul fronte francese è fatto prigioniero dei tedeschi, ma riesce a fuggire e collabora con le forze della Resistenza.

Giovanni Rapetti, studente di scultura presso l’Accademia Albertina di Torino, allievo di Giacomo Manzù. E’ costretto ad arruolarsi per la Seconda Guerra Mondiale, cade prigioniero dei nazisti in Provenza. Fugge e partecipa alla resistenza.

La guerra e l’esperienza della prigionia contribuirono a formare la sua sensibilità antifascista e il suo rapporto con i temi della violenza, della memoria e della dignità degli ultimi.

La formazione artistica e il rapporto con Manzù

Allievo e amico di Manzù all’Accademia di Brera, partecipa dal 1946 con disegni e sculture a mostre nazionali.

Allievo e amico di Manzù all’Accademia di Brera, partecipa dal 1946 con disegni e sculture a mostre nazionali ed estere.

Nel 1946 vince il premio “Medardo Rosso” per la scultura e nel 1947 il premio “Leonardo da Vinci” per il disegno.

Dal 1946 diventa insegnante di disegno.

Nel 1971 gli è stata dedicata una mostra personale di disegni a Gand in Belgio e nel 1973 a Sint Niklass nelle Fiandre (Belgio).

Nel 1977 il Comune di Alessandria gli dedica una grande mostra antologica della sua trentennale produzione grafica nel corso del convegno di studi “Cultura contadina e operaia in Piemonte”.

La poesia dialettale e Villa del Foro

Profondamente legato al suo paese, scopre la vena poetica ispirandosi ai personaggi della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso, cui dedica, nel Carnevale 1973, il poemetto-bosinata Er fugaron.

Nel 1973 pubblica la sua prima opera in dialetto: Er fugaron, Villa del Foro, Società Operaia di Mutuo Soccorso, cui segue nel 1987, I pas ant l’èrba, a cura di F. Castelli, introduzione di G. Tesio, Mondovì, All’insegna del Moro, e nel 1993 la corposa antologia Ra memòria dra steila, a cura di F. Castelli.

Dal successo dell’iniziativa decolla quello che sarà un lavoro poetico ciclopico e fluviale: un poema in endecasillabi, scolpito nel dialetto locale, sulla memoria e la visione del mondo di una piccola comunità contadina, ma che dal microcosmo paesano assurge a significati universali.

Si tratta di più di 1300 poesie di forte afflato epico-lirico, che portano Rapetti a essere considerato una delle voci più interessanti nel panorama neodialettale contemporaneo.

Collaboratore dell’ISRAL - Centro di cultura popolare “G.Ferraro” di Alessandria (che custodisce tutta la sua produzione poetica dialettale, superiore ai 1300 testi), con Franco Castelli ha portato frequentemente le sue poesie in scuole, biblioteche, Società di mutuo soccorso in ambito regionale, nonché in convegni nazionali.

Collaboratore del Centro di cultura popolare Ferraro di Alessandria (che custodisce tutta la sua produzione poetica dialettale, superiore ai mille testi), con Franco Castelli ha portato frequentemente le sue poesie in scuole, circoli, biblioteche, Società di mutuo soccorso in ambito provinciale.

Le principali opere poetiche

AnnoOperaCaratteristiche
1973Er fugaronPrima opera in dialetto, dedicata alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Villa del Foro
1987I pas ant l’èrbaA cura di F. Castelli, con introduzione di G. Tesio
1993Ra memòria dra steilaAntologia di 101 poesie, a cura di F. Castelli
2012Er len-ni an Tani33 testi inediti pubblicati per i 90 anni dell’autore

Alla prima opera in dialetto Er fugaron (Villa del Foro, Società Operaia di Mutuo Soccorso), seguono nel 1987, I pas ant l’èrba (a cura di F.Castelli, introduzione di G.Tesio, Mondovì, All’insegna del Moro), nel 1993 la corposa antologia Ra memòria dra steila, a cura di F.Castelli (Alessandria, Edizioni dell’Orso), pubblicata con la collaborazione di Camera del Lavoro di Alessandria e Isral (101 poesie), e infine nel 2012, per onorare i suoi 90 anni, Er len-ni an Tani (Le lune in Tanaro), (Edizioni Joker-Isral), a cura di Franco Castelli e Piero Milanese (33 testi inediti).

Nel 1973 pubblica la sua prima opera in dialetto, Er fugaron, che continuerà poi nei dialoghi con i frequentatori della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Villa del Foro, sobborgo di Alessandria, suo paese di nascita.

Con gli anni si è meritato un posto di rilievo nella poesia dialettale, testimoniata dal ruolo assegnatogli nella fondamentale antologia Poeti in piemontese del Novecento, a cura di Giovanni Tesio e Albina Malerba.

Premi e riconoscimenti

Premiato al concorso di poesia piemontese “Nino Costa” 1974, dal 1984 partecipa alle prime Biennali di poesia di Alessandria.

Premiato al concorso di poesia piemontese “Nino Costa” 1974, dal 1984 ha partecipato alle Biennali di poesia di Alessandria.

Il suo lavoro è stato riconosciuto in ambito locale e nazionale per la capacità di trasformare la memoria di una piccola comunità in una forma poetica di valore universale.

La diffusione delle poesie

Sue poesie sono comparse su diversi giornali e riviste, fra cui particolarmente “Il Piccolo” di Alessandria e “La provincia di Alessandria”.

Sue poesie sono comparse su ‘L Bochèt 1974, Torino, Edizioni del Cenacolo, 1975 (Er caratìa e Er frustìa, poemetto); sulle antologie Poeti in piemontese del Novecento, a cura di Giovanni Tesio e Albina Malerba, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1990 (8 poesie); e Poeti in piemontese della provincia di Alessandria 1861-2010, a cura di Sergio Garuzzo, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2011 (8 poesie).

Sue poesie sono comparse su ‘L Bochèt 1974, Torino, Edizioni del Cenacolo, 1975, pp. 155-161 (Er caratìa e Er frustìa, poemetto); sulla fondamentale antologia Poeti in piemontese del Novecento, a cura di Giovanni Tesio e Albina Malerba, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1990, pp.367-387 (8 poesie); nonchè su diversi giornali e riviste, fra cui particolarmente Il Piccolo di Alessandria e La provincia di Alessandria.

Giovanni Rapetti ha collaborato con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria sin dalla sua nascita.

  • poesia A Raschio, “Quaderno” 2, 1987, p. 176;
  • poesia I lizarò (Le lucciole), “Quaderno di storia contemporanea”, 8, 1990, pp. 8-9;
  • Disegni e poesie di Giovanni Rapetti in omaggio all’Istituto nel 50° della Resistenza, “Quaderno di storia contemporanea”, 17/18, 1995, p. 234 [3 poesie: Pane di crusca, Utero di sabbia, Sentiero ribelle];
  • La ribellione della parola. Considerazioni di un artista (allora ventenne) sugli anni 1943-1945, “Quaderno di storia contemporanea”, 1996 / 20.

Gli studi sulla sua opera

Oltre ai fondamentali saggi di FRANCO CASTELLI: Un paese nella memoria. le poesie dialettali di Giovanni Rapetti, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1984, Ra stòria listòria. Dal racconto parlato al censimento poetico di una lingua e di una cultura in estinzione, Introduzione a Ra memòria dra stèila, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1993, pp. 13-39, U santé du Ribelle. Guerra e Resistenza nella poesia di Giovanni Rapetti, “Quaderno di storia contemporanea”, 2001 / 29, Un poeta diverso, per una Memoria ribelle, in Er len-ni an Tani, a cura di F. Castelli e P. Milanese, cit. di lui hanno scritto numerosi studiosi e critici.

  • MANLIO CORTELAZZO, su “La Ricerca Dialettale”, 1, Pisa, Pacini, 1975;
  • SANDRO GASTALDI, in Poesia dialettale alessandrina, a cura di Rossana Ivaldi, suppl. a “La Provincia di Alessandria”, 12/2, 1985;
  • MARCELLA FILIPPA, Giovanni Rapetti poeta della memoria contadina, su “Stampa Sera”, 6.6.1986;
  • QUINTO ANTONELLI, su “Materiali di Lavoro”, Rovereto, 3-4/1986;
  • ALBINA MALERBA, su “Studi Piemontesi”, XVII (1988), 2;
  • SANDRO BUORO, L’apocalittico Rapetti mette i “vinti” in rima, “La Stampa”, 7.2.1988;
  • CARLA RESCHIA, Viaggio al Cristo. Un rione in 800 liriche, “La Stampa”,23.7.1989;
  • FRANCO BREVINI, Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990;
  • NADIA BIANCATO, Rapetti poeta antropologo, “L’altro Piemonte”, n.7/8 (1990);
  • GIOVANNI TESIO, introduzione a I pas ant l’èrba cit., e nella cit. antologia Poeti in piemontese del Novecento, pp.79-80;
  • PAOLO ZOCCOLA, La memoria come ribellione. Villa del Foro: un mondo salvato dalla poesia, “Il Piccolo”, 24.5.1994;
  • GIOVANNI TESIO, Poetare contro l’oblio, “Lotte Unitarie”, luglio 1994;
  • ELIO GIOANOLA, Rapetti poeta: il Paese-Paradiso (Tani River), “Lotte Unitarie”, luglio 1994;
  • PIERO MILANESE, La recente produzione poetica di Giovanni Rapetti, in Riscoprire Alessandria. Cultura e società tra il 2002 e il 2008, Alessandria, LineLab edizioni, 2008;
  • ANTONIO CATALFAMO, Giovanni Rapetti. La memoria dei “vinti” destinati a vincere, in “Poeti operai”, numero monografico de “Il Calendario del Popolo”, n. 730, maggio 2008;
  • CARLO PETRINI, L’uomo della memoria ribelle, “Repubblica” di Torino, 8 agosto 2010;
  • DELMO MAESTRI, Giovanni Rapetti: la memoria e la stella, in Er len-ni an Tani;
  • MARIO CHIESA, su “Studi Piemontesi”, giugno 2013, vol. XLII, fasc. 1;
  • EUGENIO BRAITO, su “Rivista di Storia Arte e Archeologia per le provincie di Alessandria e Asti”, CXXII (2013), 1.

Il novantesimo compleanno

Il 23 agosto 2012 il nostro amico artista e poeta Giovanni Rapetti ha compiuto 90 anni.

Per celebrare degnamente tale ricorrenza, sono previste, nei prossimi mesi, una serie di iniziative culturali che intendono valorizzare il ruolo di Rapetti “poeta della memoria ribelle”, e vedono come capofila l’Istituto Storico, affiancato da Comune, Provincia di Alessandria, CGIL e altri enti.

In primis è in corso di stampa, a cura di Franco Castelli e Piero Milanese, un volume celebrativo con un florilegio di inediti (solo 33 poesie, ma di quelle più intense) accompagnato da interventi critici qualificati e da uno sciame di scritti di amici-fan che esprimono al Poeta le emozioni suscitate dalle sue poesie.

Una pubblicazione per niente accademica, senza fronzoli e con molta sostanza, insomma, dal titolo emblematico Er len-ni an Tani (Le lune in Tanaro).

Entro il 2012, si prevede la pubblicazione on line dell’intero corpus poetico rapettiano, mentre il noto gruppo folk alessandrino Tre Martelli ha appena editato un disco, Cantè ’r paròli, interamente dedicato alle composizioni di Rapetti, dopo quelle musicate da Andrea Sibilio già incise sui CD Omi e Paiz (1995), Car der steili (2000) e Tra cel e tèra (2005).

Il 22-23 settembre prossimi, a Rocca Grimalda, il XVII Convegno internazionale del Laboratorio Etno-Antropologico, intitolato Il canto di Orfeo. Poesia Rito Magia, vedrà al centro del Convegno, la figura di Giovanni Rapetti, Artista-poeta-vate sciamano che sembra bene incarnare questo rapporto.

In ottobre, in Alessandria, una giornata di studi sarà dedicata al Nostro, con la partecipazione di critici come Giorgio Bàrberi Squarotti, Gian Luigi Beccaria, Giovanni Tesio, Delmo Maestri, al fine di sviscerare e porre in luce le principali componenti della poetica rapettiana che si stacca nettamente.

Infine, non mancheranno, tra Alessandria e Torino, momenti tra il reading e il concerto, in cui vari musicisti-cantanti-cantautori proporranno, come hanno fatto egregiamente i Tre Martelli, i loro esperimenti di musicare e cantare qualche testo rapettiano.

Le poesie musicate

Diverse composizioni di Rapetti sono state musicate da musicisti piemontesi e in particolare dal gruppo alessandrino Tre Martelli che le ha incise sui CD Omi e Paiz(1995), Car der steili (2000) e Tra cel e tèra (2005).

Nel 2012 è uscito il CD Cantè ‘r paròli. Omaggio a Giovanni Rapetti (edizioni Felmay), interamente dedicato al Poeta in occasione dei suoi 90 anni.

Tra gli amici che hanno accettato la sfida - tutt’altro che facile, per la complessità della lirica e del codice dialettale - ci sono, oltre naturalmente a Betti Zambruno, Chacho Marchelli e i Tre Martelli: Gianni Coscia, Maurizio Martinotti, Aldino Leoni, Bernardo Beisso, Rudi Bargioni, e altri che si stanno aggiungendo.

Milva canta Merini - La poesia incontra la musica - FULL CONCERT - Live - Teatro Strehler - MILANO

  • Ra balada ‘d Catarinein, interpretata da Chacho Marchelli;
  • Scintille, cenere, brace, interpretata da Gastone Pietrucci;
  • Er spen-ni du Signur, interpretata da Paolino e Chacho Marchelli;
  • Ninna-nanna per Adele, interpretata da Elisabetta Gagliardi;
  • Er car di trazlòc, interpretata dai Tre Martelli.

La memoria dell’artista

Il gruppo Amici di RAPETTI ha lo scopo di ricordare un grande personaggio: quel GIOVANNI RAPETTI che non è stato solo “il Bardo di Villa del Foro”, ma un intellettuale del Novecento, impegnato su più fronti.

La memoria di Rapetti comprende il patrimonio grafico e scultoreo, l’esperienza della guerra e della Resistenza, l’insegnamento e soprattutto il vasto corpus poetico costruito nel dialetto locale.

Il suo lavoro poetico ha conservato parole, personaggi, ambienti e forme di vita di una comunità contadina, trasformandoli in una testimonianza capace di parlare anche oltre i confini di Villa del Foro.

“Una madre contadina, un padre muratore, manovale tutta la vita. Uno zio prigioniero nella Grande Guerra, impazzito per fame; un altro zio muratore, antifascista e perseguitato politico. Non potevo non prendere la parte di questa gente”.

La sua morte ad Alessandria ha lasciato un patrimonio artistico e poetico che continua a rappresentare una parte significativa della cultura piemontese del Novecento.

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