Galleggianti del Redentore: musica, tradizione e spettacolo sull’acqua a Venezia

Le galleggianti del Redentore sono barconi addobbati e illuminati che animano i canali di Venezia durante la festa, trasformandosi in scenografie mobili per la musica e gli eventi sull’acqua. In una delle edizioni descritte, quattro galleggianti hanno diffuso luce e musica itinerante dalle 19 alle 23 del sabato sera lungo il Canal Grande, il Bacino di San Marco, le Zattere e la Giudecca.

La galleggiante fa parte di quel mascheramento e addobbo allestito sopra un barcone. Difficilmente potremmo definirla barca da parata, ma pur sempre fa parte della scenografia mobile delle manifestazioni sull’acqua.

Galleggianti illuminati Festa del Redentore

Che cosa sono le galleggianti del Redentore

È un pezzo archeologico di ciò che furono le antiche feste, i teatri galleggianti, gli allestimenti mobili, i carnevali durante gli anni di massimo splendore del passato. Ancor oggi, regina incontrastata tra le molte barche addobbate durante la notte del Redentore, gira per il bacino di San Marco sfavillante di luci, carica di orchestrali e ospiti illustri.

Le galleggianti sono quindi parte della lunga tradizione veneziana degli spettacoli sull’acqua: non svolgono soltanto una funzione decorativa, ma contribuiscono a creare l’atmosfera della festa attraverso illuminazione, musica itinerante, allestimenti e presenza di artisti a bordo.

Le quattro barche musicali

Cancellati i fuochi del Redentore, saranno quattro le galleggianti che dalle 19 alle 23 di sabato sera diffonderanno luce e musica itinerante in Canal Grande, Bacino di San Marco, Zattere e Giudecca. A bordo i Batisto Coco (barca del Mercà) con la loro musica latinoamericana e salsa, mambo, cha cha cha, mentre sulla barca del Limon, ecco Josmil Neris, cantante di origini dominicane cresciuta a Venezia, accompagnata dai Laguna Swing; Furio e gli Ska-J occuperanno la barca del Frutariol, con Marco Forieri (jazz e ska); infine nella barca dei Graspi de Ua, i Pitura Stail, tribute band agli storici Pitura Freska (reggae e rock and roll).

GalleggianteArtistiGeneri musicali
Barca del MercàBatisto CocoMusica latinoamericana, salsa, mambo, cha cha cha
Barca del LimonJosmil Neris e Laguna SwingMusica swing
Barca del FrutariolFurio, Ska-J e Marco ForieriJazz e ska
Barca dei Graspi de UaPitura StailReggae e rock and roll

La presenza contemporanea di generi diversi riflette la varietà musicale della festa: le sonorità latinoamericane si alternano al jazz, allo ska, al reggae e al rock and roll, mentre le barche si muovono tra alcuni dei luoghi più rappresentativi della laguna veneziana.

Il rapporto tra galleggianti e Festa del Redentore

I veneziani la chiamano la notte famosissima, e in effetti lo è: il Redentore è la festa più importante per la città di Venezia. Più del Carnevale, più della Regata storica. Luci, bancarelle, chioschi e lunghe tavolate tra le fondamenta dove si cena tutti insieme.

Una festa che sa ancora di tradizione, tra giornate scandite da funzioni religiose e - l’imperdibile - pesca di beneficenza nella parrocchia del Redentore. Ma gli eventi più attesi di tutti, quelli che ogni anno attraggono migliaia di persone dagli angoli più lontani, sono il grande spettacolo pirotecnico del sabato e le Regate del Redentore nel Canale della Giudecca della domenica.

La Festa del Redentore è l’evento che si tiene il terzo sabato di Luglio per ricordare la costruzione, per ordine del Senato veneziano, della Chiesa del Redentore quale ex-voto per la liberazione della città dalla peste del 1575-1577, che provocò la morte di più di un terzo della popolazione della città.

Dal forte carattere religioso, la festa trova il suo momento principale nel grande spettacolo pirotecnico, che si tiene nella notte tra il sabato e la domenica, sul Bacino di San Marco richiamando ogni anno oltre 100.000 spettatori.

La memoria della peste e la chiesa del Redentore

La festa del Redentore ha origini lontanissime. È nata il 20 luglio 1576 per ricordare la fine della peste che aveva devastato la città. Ci furono tantissimi morti, oltre 50 mila persone, e il 4 settembre del 1576 il Senato della Repubblica Serenissima scelse di costruire una chiesa a nome del Cristo Redentore, come ex voto per cercare di allontanare la peste da Venezia.

La prima pietra venne posta il 3 maggio 1577. Da quel giorno fino a oggi, la chiesa del Redentore è il simbolo della fine della pestilenza che terminò nello stesso anno di inizio della costruzione della chiesa.

Alle 19, nel tempio del Redentore, verrà celebrata la Santa Messa Votiva, presieduta dal patriarca Francesco Moraglia. Celebrazione che ricorda la liberazione dalla peste che flagellò Venezia dal 1575 al 1577, decimando più di un terzo della popolazione della città.

La costruzione della chiesa, infatti, avvenne per ordine del Senato veneziano, quale ex voto per la sanificazione e la liberazione della città, e ogni anno dalle Zattere è raggiungibile attraversando il ponte votivo sul canale della Giudecca.

Il ponte votivo sul Canale della Giudecca

Dal 1577, ogni anno, Venezia crea una via sull’acqua, un passaggio temporaneo ed evocativo realizzato per raggiungere a piedi il luogo simbolo della sua festa più sentita: il Redentore.

Questo collegamento che, fin dal XVI secolo permetteva ai veneziani di attraversare a piedi il Canale della Giudecca per raggiungere, in pellegrinaggio, la chiesa del Cristo Redentore, assumeva e, continua ad assumere ancora oggi, un valore importante sia dal punto di vista religioso che da quello sociale.

Immagine e simbolo della “festa famosissima”, il ponte votivo accompagna i festeggiamenti del Redentore da secoli. La struttura, negli anni ha subito diverse trasformazioni senza, però, tradire mai la sua funzione più importante, quella di fungere da legame “galleggiante” e simbolico tra due punti della città devastati, allo stesso modo, da un’epidemia che, con forza, si era riusciti insieme a debellare.

Dalle barche affiancate alla struttura moderna

Il primo ponte votivo del Redentore risale al 1577. Non si trattava di un ponte vero e proprio, bensì di una successione di barche messe una a fianco all’altra che permettevano di raggiungere la riva opposta a quella della fondamenta delle Zattere per arrivare fino al luogo in cui, in quello stesso anno, veniva posta la prima pietra di quella che sarebbe diventata la chiesa in onore del Cristo Redentore.

Il primo ponte di barche venne allestito dai veneziani, per festeggiare, con una processione verso l’isola della Giudecca, la fine di un’epidemia durata ben due anni, e questa tradizione, a 444 anni di distanza è ancora parte integrante delle celebrazioni del Redentore.

La storia curiosa del ponte galleggiante di barche riguarda proprio questa funzione: attraversare a piedi il Canale della Giudecca, dalle Zattere, per arrivare fino alla Chiesa palladiana del Redentore. Ma storicamente è nato nel 1577 come ponte votivo, mettendo una accanto all’altro tante barche per permettere di raggiungere il luogo in cui è poi sorta la chiesa del Redentore.

Oggi il ponte non è più fatto di barche, ma di travi di legno poggiate su strutture galleggianti. Quello che non cambia è l’emozione di camminarci sopra.

Il ponte Bailey

A cambiare, però, nel corso del tempo, non è stato il significato di questa festa e del suo ponte simbolico ma la struttura di questa via sull’acqua che passò dall’essere costituita da barche ad assumere il volto “militare” del cosiddetto ponte Bailey composto da diversi moduli in acciaio e legno che permettevano un veloce montaggio e smontaggio.

Il ponte Bailey, di provenienza inglese e abbandonato dagli alleati dopo la Seconda Guerra Mondiale, venne acquisito dal secondo reggimento Genio pontieri che per cinquant’anni, a ogni Festa del Redentore lo ha assemblato sul Canale della Giudecca come esercitazione militare.

Dichiarato “residuato bellico” nel 2002, questa tipologia di ponte venne sostituita dall’odierna struttura galleggiante.

La struttura galleggiante contemporanea

Il nuovo ponte votivo divenne di competenza della società Insula, la cui proposta di realizzazione di un ponte dal materiale flessibile, venne accettata dall’amministrazione comunale il primo marzo del 2002 come alternativa innovativa e funzionale del vecchio ponte.

Oggi è ancora la società veneziana a realizzare il ponte votivo come lo conosciamo, struttura che viene montata a ridosso dell’inizio della festa più amata dai veneziani e inaugurata ogni venerdì sera prima del giorno del Redentore in ricordo di quel simbolico passaggio sull’acqua che, a oltre 440 anni di distanza, continua ad avere la stessa risonanza emotiva di un tempo.

Il ponte è composto da 16 moduli galleggianti in legno e acciaio, ancorati da pali in acciaio zincato. Ogni modulo galleggiante è costituito da un elemento d’impalcato di 19x3,8 metri, sorretto da due galleggianti.

Passerelle basculanti consentono l’accesso dalle fondamenta con ogni condizione di marea e un varco largo 10 metri permette il passaggio dei mezzi pubblici e di pronto intervento.

ElementoCaratteristiche
Moduli16 moduli galleggianti in legno e acciaio
AncoraggioPali in acciaio zincato
Dimensioni di ogni impalcato19x3,8 metri
SostegnoDue galleggianti per ogni modulo
Varco10 metri

La modularità ne consente l’impiego per altre manifestazioni: la struttura è utilizzata anche per realizzare l’attraversamento del Canal Grande durante la festa della Salute e della Venice Marathon.

Una tradizione veneziana oltre il Redentore

Quella del ponte di barche è una tradizione tutta veneziana nonché simbolo di un voto perpetuo. Questa tipologia di attraversamento temporaneo sull’acqua veniva, e viene ancora oggi, utilizzata dai veneziani in diverse occasioni del calendario celebrativo cittadino.

Oltre al giorno del Redentore, il ponte votivo galleggiante è montato, anche in occasione della Festa della Madonna della Salute, ogni 21 novembre, permettendo ai fedeli e a tutti i cittadini di attraversare, in pellegrinaggio, il Canal Grande per raggiungere dalla riva opposta la chiesa eretta come ex voto alla Madonna per la liberazione della città dalla peste.

Anche la Venice Marathon, l’appuntamento sportivo che vede gli atleti di questa disciplina sfidarsi in una corsa veneziana di 42 km, si serve, ormai da qualche anno, di questa stessa struttura galleggiante di 170 m che permette ai maratoneti di attraversare, correndo, il Canal Grande fino a raggiungere Piazza San Marco.

Un’altra occasione in cui veniva montato il ponte di barche era la Festa in commemorazione dei defunti del 2 novembre, per permettere ai cittadini di giungere, a piedi, sull’isola del cimitero di San Michele dalle Fondamente Nove, una tradizione che il Comune ha fortemente voluto riprendere nel 2019 ma che è stata interrotta l’anno scorso a causa della pandemia.

La sicurezza dei ponti votivi

La tradizione dei ponti di barche usati per attraversare i canali della città prevedeva, in passato, il semplice affiancamento delle barche con delle passerelle che, poggiate su queste, senza parapetti, permettevano ai cittadini di raggiungere a piedi luoghi altrimenti raggiungibili solo via mare.

A cambiare questa modalità di approccio alla realizzazione dei ponti votivi è stato il fatto che, in mancanza di protezioni e parapetti, era pericoloso per le persone attraversarli senza rischiare di finire in acqua.

Nell’800, infatti, si registra un incidente che causò dei morti provocato proprio dalla scarsa sicurezza della struttura di un ponte votivo e di un eccessivo numero di persone assembrate su questo.

Le regate della domenica

Domenica pomeriggio, la festa proseguirà con le regate comunali nel canale della Giudecca: alle 16 partono i giovanissimi su pupparini a due remi, alle 16.45 gli uomini su pupparini a due remi, alle 17.30 i campioni su gondole a due remi.

Sarà l'occasione per vedere vogare le promesse ed i campioni della voga veneta. La partenza di ogni gara sarà alla chiesa del Redentore, poi i vogatori si dirigeranno verso il canale di Fusina, girando il paleto (la boa di ritorno) all'altezza di San Giorgio in Alga.

Le barche ritorneranno lungo il canale della Giudecca, arrivando al traguardo nei pressi del tempio del Redentore. Si tratta di una delle più belle regate del circuito comunale, visibile da entrambe le rive, sia da quella della Giudecca che dalle prospicienti Zattere.

OrarioCategoriaImbarcazione
16GiovanissimiPupparini a due remi
16.45UominiPupparini a due remi
17.30CampioniGondole a due remi

Un appuntamento che merita la gita a Venezia nei giorni del Redentore è anche quello delle Regate della domenica, con sfilate di particolari imbarcazioni con remi lungo il canale della Giudecca, dalla famosa gondola ai particolari pupparini a due remi.

I partecipanti si sfidano a colpi di remate per aggiudicarsi il titolo di vincitore nella gara. Ogni equipaggio ha un colore diverso dal viola al rosso, dal verde all’arancio, e tanti altri che per tradizione, dal 1843, permettono agli spettatori di seguire più facilmente la gara dalle rive.

Festa del Redentore 2022 a Venezia - Le regate

Quando si celebra la Festa del Redentore

La Festa del Redentore cade ogni sabato precedente alla terza domenica del mese di luglio. Quest’anno si terrà nel weekend del 18 e 19 luglio 2026.

Il ponte votivo viene inaugurato ogni venerdì sera prima del giorno del Redentore, mentre le galleggianti musicali e gli altri eventi si concentrano soprattutto tra il sabato sera e la domenica pomeriggio.

Attraversamenti e collegamenti durante la festa

Perciò da venerdì sera fino a domenica sarà attivata la linea sostitutiva del ferry San Nicolò - Punta Sabbioni.

In via straordinaria, rispetto alle precedenti edizioni, sia il sabato che la domenica, quest’anno saranno effettuate due corse all’andata e due al ritorno (riservate a pedoni e ciclisti), con un ferry dal Tronchetto che, lungo il canale Vittorio Emanuele, raggiungerà gli Alberoni.

Il ponte votivo permette il collegamento pedonale tra le Zattere e la Giudecca, mentre i servizi di trasporto sostitutivi consentono di mantenere i collegamenti durante lo svolgimento della manifestazione e delle iniziative sul canale.

Lo spettacolo delle luci sull’acqua

Dal forte carattere religioso, la festa trova il suo momento principale nel grande spettacolo pirotecnico, che si tiene nella notte tra il sabato e la domenica, sul Bacino di San Marco richiamando ogni anno oltre 100.000 spettatori.

Uno spettacolo imponente, che nell’ultima edizione ha visto l’utilizzo di 35 pontoni galleggianti per ricoprire una facciata di 600 metri, con un’inedita disposizione a croce dei fronti di fuoco.

Tra i momenti più attesi del Redentore, c’è sicuramente lo spettacolo pirotecnico del sabato che illumina l’intero bacino di San Marco. Tutti in rigoroso silenzio, con il naso all’insù, a godersi lo spettacolo di luci in cielo dalle fondamenta, che se visto da una barca ormeggiata in laguna è ancora più magico.

Fuochi d’artificio Bacino San Marco Redentore

Le galleggianti musicali appartengono alla stessa cultura dello spettacolo sull’acqua: barche, pontoni, luci, musicisti e pubblico compongono una scenografia in movimento, nella quale i canali diventano il palcoscenico della festa veneziana.

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