Frasi della Bibbia per tatuaggi in italiano: significato, scelta e discernimento cristiano

Le frasi della Bibbia possono essere scelte per un tatuaggio come espressione di fede, memoria, speranza o appartenenza a un ideale. Tuttavia, prima di imprimere una frase sulla pelle, è importante comprenderne il contesto, verificare con attenzione il testo biblico e chiedersi quale motivazione sostenga davvero la scelta.

La Bibbia menziona esplicitamente i tatuaggi in Levitico 19:28: “Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore”. Il passo si riferisce alle pratiche funerarie, superstiziose e idolatriche diffuse tra i popoli vicini a Israele; per questo, nella valutazione cristiana contemporanea, non è sufficiente fermarsi al significato letterale del versetto, ma occorre considerare il contesto e l’intenzione della persona.

Il versetto biblico sui tatuaggi

La Bibbia menziona i tatuaggi solo una volta, in Levitico 19:28, che dice: “Non vi dovete fare addosso alcun tatuaggio”. Dando agli israeliti questo comando, Dio li separò dai popoli vicini che incidevano la pelle con nomi o simboli dei loro dèi (Deuteronomio 14:2).

C.E.I.: Levitico 19:28 Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.

Nuova Riveduta: Levitico 19:28 Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete tatuaggi addosso. Io sono il SIGNORE.

Nuova Diodati: Levitico 19:28 Non farete incisioni nella vostra carne per un morto, né farete alcun tatuaggio su di voi. Io sono l’Eterno.

Riveduta 2020: Levitico 19:28 Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete tatuaggi addosso. Io sono l’Eterno.

Il contesto di Levitico 19:26-28

Il passo del Levitico che mi hai riportato rientra tra i precetti morali nel senso che vengono proibite pratiche cariche di superstizione in uso presso i pagani.

“Non vi taglierete in tondo il margine dei capelli, né deturperai ai margini la tua barba. Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio” Lv 19, 26-27

Leggendo attentamente queste righe bisogna fare molta attenzione: nessuna indicazione di questo tipo deve essere applicata dai barbieri o da chi intenderà farsi tagliare i capelli ai lati! Piuttosto, tutte queste norme erano scritte per vietare forme di idolatria al tempo diffuse tra i pagani.

Leggendo il testo più in profondità senza soffermarsi al significato letterario, si fa riferimento ad un culto dei morti vietato dalla fede di Israele.

La carne con il sangue e i sacrifici idolatrici

Circa il divieto di mangiare la carne con il sangue: è interessante la traduzione dei Settanta, che è la traduzione del testo ebraico della Bibbia nella lingua greca fatto da 70 esperti dell’Antico Testamento per gli ebrei che erano nati e vivevano fuori della madre patria e non conoscevano più la lingua materna.

Ebbene questa traduzione recita così: “Non mangerete alcuna cosa sui monti”, eufemismo per indicare la partecipazione ai sacrifici idolatri che i pagani offrivano sui monti.

A questo dunque si riferisce il testo del Levitino, non ad altro. In realtà, come ricorda san Paolo, i sacrifici offerti agli idoli erano fatti ai demoni (cfr. 1 Cor 10,20-21).

Il significato del taglio dei capelli

Non tagliatevi i capelli in forma rotonda e non rasatevi la barba: si proibiscono alcuni usi orientali infetti di idolatria e di superstizione.

Ad esempio lo storico greco Erodoto afferma che alcune tribù arabe in onore del dio Orotal si radevano i capelli sulle tempie e dietro al capo, in modo da lasciarne coperta solo la parte superiore del cranio (cfr. Lagrange, Les religions sémitiques, p. 323).

Anche Plinio parla di un modo arabo superstizioso di tagliarsi la barba. A questa pratica superstiziosa fa riferimento anche il profeta Geremia quando dice che Dio punirà “tutti coloro che si radono le tempie” (Ger 9,25 e 25,23).

In conclusione: tagliarsi i capelli nel modo in cui fai tu, sebbene corrisponda alla maniera proibita dalla sacra Scrittura, non viene fatto con nessun riferimento a pratiche idolatriche. Pertanto puoi stare del tutto tranquillo.

Le incisioni per un defunto

A causa di un morto non praticate incisioni sul vostro corpo: straziarsi le carni in segno di dolore era in uso presso molti popoli orientali come attestano Erodoto e Senofonte.

Gli israeliti venivano dall’Egitto, dove “la pratica di farsi tagli sul volto, sulle braccia e sulle gambe nel periodo del lutto era comune tra i pagani ed era considerato un segno di rispetto per il morto, ma anche una specie di offerta propiziatoria verso le deità che governavano la morte e la tomba”.

Perché nell’antichità si praticavano tatuaggi e incisioni

L’abitudine di tatuare e incidere il proprio corpo è radicata nell’uomo fin dall’antichità; tutt’oggi anche le popolazioni indigene usano simili pratiche.

Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo.

“Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostri e pittura. È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione.

Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo. “Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostri e pittura… È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione.

Perciò, venivano saggiamente vietati perché erano segni di apostasia e inoltre erano indelebili”.

Il termine tatuaggio deriva dal taitiano “tatu”, che significa “segnare qualcosa”. I tatuaggi sono stati praticati, nelle diverse civiltà, per scopo differenti: in alcuni casi, soprattutto in estremo oriente, erano legati a riti religiosi o all’appartenenza a un determinato clan per indicare maturità e coraggio, i greci usavano i tatuaggi per comunicare nel mondo dello spionaggio; i romani li usavano per segnare criminali e schiavi.

Nella Scrittura i due divieti citati, relativi alla proibizione di deturpare il corpo, erano giustificati perché ritenuti come un’offesa verso il Signore, il Creatore, ed erano considerati come atti di violenza a danno del corpo umano creato da Dio.

Incidersi il corpo era soprattutto una manifestazione violenta del dolore per la perdita dei propri cari, mentre i tatuaggi avevano una funzione di carattere superstizioso e religioso, come dimostrazione di dedizione alla deità.

Servivano come segno di riconoscimento di persone devote ad un determinato idolo. Per questa ragione la legge del Signore vietava incisioni e tatuaggi.

<\tagimg>Levitico 19:28 tatuaggio nella Bibbia

Il tatuaggio come appartenenza religiosa

E non imprimete figure o segni sulla vostra pelle: io sono il Signore: qui si condanna il tatuaggio, così diffuso in Oriente, e spesso associato all'idolatria.

Io sono il Signore: l'uomo non deve sfigurare il suo corpo, che è l'opera di Dio.

Nell’antichità spesso gli adoratori di una divinità praticavano il tatuaggio, imprimendo su se stessi la sua immagine o il suo nome.

A questo fa riferimento il libro dell’Apocalisse quando parla della bestia e di coloro che ne portano il marchio sulla destra o sulla fronte (Ap 13,16) mentre i cittadini della nuova Gerusalemme portano sulla fronte il nome di Dio come segno esterno della propria appartenenza a Lui (Ap 3,12) e come simbolo della sua efficace protezione perché non vengono devastati (Ap 7,3).

Il tatuaggio è compatibile con la fede cristiana?

Anche se la Legge data alla nazione di Israele non è vincolante per i cristiani, il principio alla base di tale comando merita attenta considerazione.

Il Nuovo Testamento non dice se un credente possa farsi o no un tatuaggio.

In relazione ai tatuaggi e ai piercing, una buona prova consiste nello stabilire se possiamo chiedere a Dio, con onestà e buona coscienza, di benedire e usare quella particolare attività per i Suoi buoni propositi: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Corinzi 10:31).

La Bibbia non comanda di non farsi i tatuaggi o i piercing, ma non ci dà nemmeno alcun buon motivo di credere che Dio voglia che ce ne facciamo.

Ti racconto, a proposito di tatuaggi, che nel mondo cristiano ci sono diverse opinioni. Alcuni non ci vedono nulla di male, altri invece pensano che un cristiano non dovrebbe farseli.

La domanda che ti invito a porti è: questo tatuaggio arricchisce davvero la mia vita? La parola di Dio, infatti, ci dice che tutto è lecito, ma non tutto conviene.

Il corpo come dono e responsabilità

La Bibbia comunque dà questa esortazione ai cristiani: “[Presentate] i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra facoltà di ragionare” (Romani 12:1).

Abbiamo bisogno di ricordare che i nostri corpi, così come le nostre anime, sono stati redenti e appartengono a Dio.

Sebbene 1 Corinzi 6:19-20 non si applichi direttamente ai tatuaggi o ai piercing, ci dà un principio: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo”.

Questa grande verità dovrebbe avere una reale ripercussione su ciò che facciamo e dove portiamo il nostro corpo.

Lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

Modestia, vanità e attenzione degli altri

“Le donne si adornino [. ] con modestia” (1 Timoteo 2:9). Questo principio vale sia per le donne che per gli uomini.

Dovremmo rispettare il pensiero degli altri e non attirare indebita attenzione su noi stessi.

Un altro aspetto da considerare è la modestia. La Bibbia c’insegna a vestirci con modestia (1 Timoteo 2:9).

Un aspetto del vestirsi con modestia è assicurarsi che tutto ciò che dovrebbe essere coperto dai vestiti lo sia adeguatamente. Tuttavia, il significato essenziale della modestia è di non attirare l’attenzione su di sé.

Le persone che si vestono con modestia lo fanno in modo tale da non voler attirare l’attenzione su di sé. È quantomai certo che i tatuaggi e i piercing attirino l’attenzione.

In questo senso, i tatuaggi e i piercing non sono modesti.

Alcuni ricorrono ai tatuaggi per affermare la propria identità o la propria indipendenza, mentre altri per rivendicare il diritto di fare quello che vogliono con il proprio corpo.

Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d’oro o indossare belle vesti, ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio - 1° Pietro 3:3

Come scegliere una frase biblica per un tatuaggio

Chi fa un tatuaggio lo fa per diversi motivi: per abbellire il proprio corpo, per esprimere un messaggio oppure l’appartenenza ad un ideale (che può essere di vario tipo: sportivo, politico, religioso ecc.) attraverso simboli, immagini o l’uso delle parole.

C’è sempre un motivo scatenante che spinge una persona a tatuare sulla pelle qualcosa di importante e probabilmente definitivo.

Chiediti qual è la vera motivazione che ti spinge a volerti tatuare. È per attirare l'attenzione? Per provocare? O lo vedi come una forma d'arte?

La questione vanità, poi, è facilmente e doverosamente ampliabile ad altri aspetti della vita per esempio: come spendo i miei soldi? Quanto investo per la cura della mia persona piuttosto che per il Rengo di Dio? Quanto tempo dedico a cose che sono per un tempo piuttosto a quelle che sono per sempre? E molti etc.

La risposta è da ricercare insieme alla propria coscienza però non paragonandosi ad altri, ma davanti la persona di Gesù.

Il significato della frase scelta

Esaminando i tuoi motivi ti sarà più facile prendere una decisione saggia (Proverbi 4:7).

Prima di prendere una decisione così importante, cerca di capire cosa Dio ne pensa.

Ricorda che Dio scruta i nostri cuori e giudicherà ogni nostra azione.

Quindi, il mio consiglio è di cercare prima di tutto la guida di Dio. Lui saprà indicarti la strada giusta e proteggerti sempre.

La Bibbia non comanda di non farsi i tatuaggi o i piercing, ma non ci dà nemmeno alcun buon motivo di credere che Dio voglia che ce ne facciamo.

La permanenza del tatuaggio

Se è per seguire una moda o per dimostrare di appartenere a un certo gruppo, ricorda che mentre i gusti cambiano, un tatuaggio è permanente.

“I piani del diligente sono sicuramente per il vantaggio, ma chi è frettoloso va sicuramente verso l’indigenza” (Proverbi 21:5).

Spesso la decisione di farsi un tatuaggio è presa frettolosamente, ma può avere effetti a lungo termine sui rapporti con gli altri e sul lavoro.

Inoltre farsi togliere un tatuaggio può essere costoso e doloroso.

Le ricerche - così come il business sempre più florido della rimozione dei tatuaggi - indicano che molti di quelli che si fanno tatuaggi alla fine se ne pentono.

Magari all'inizio sembra una cosa da poco, ma ogni scelta ha le sue conseguenze, anche a lungo termine.

Quali frasi della Bibbia possono essere valutate

Una frase biblica adatta a un tatuaggio dovrebbe essere compresa nel suo contesto e scelta per il suo significato, non soltanto per il suo suono o per la sua popolarità.

  • “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Corinzi 10:31).
  • “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio?” (1 Corinzi 6:19).
  • “Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:20).
  • “Tutto quello che non viene da fede è peccato” (Romani 14:23).
  • “Le donne si adornino [. ] con modestia” (1 Timoteo 2:9).
  • “Il vostro ornamento non sia quello esteriore” (1 Pietro 3:3).
  • “L’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio” (1 Pietro 3:3).
  • “I piani del diligente sono sicuramente per il vantaggio, ma chi è frettoloso va sicuramente verso l’indigenza” (Proverbi 21:5).

Questi versetti non costituiscono un catalogo di frasi da imprimere automaticamente sulla pelle, ma possono aiutare a riflettere sulla motivazione, sulla responsabilità, sulla modestia e sul rapporto tra il corpo e la fede.

Frasi bibliche e messaggi da evitare

In tutto questo potremmo non riscontrare alcuna forma di violazione delle leggi sacre a meno che si incidano tatuaggi con messaggi espliciti alla violenza, al satanismo, alla superstizione o contenenti una simbologia poco esplicita.

È chiaro che se qualcuno si tagliasse i capelli in un determinato modo o si facesse tatuaggi per superstizione o dare culto ai demoni compirebbe un gesto riprovevole davanti a Dio e commetterebbe un peccato grave.

Lo stesso discorso vale anche per il tatuaggio: è vero che nella sacra Scrittura viene proibito, ma questa proibizione era in riferimento a pratiche superstiziose e idolatriche.

Mentre oggi per molti è semplicemente una moda e non viene fatto per sottomettersi ai demoni e dare loro culto, anche se alcuni esorcisti vi vedono ugualmente una sua tacita invocazione.

Frasi religiose, simboli cristiani e tatuaggi

Chi sceglie una frase della Bibbia può voler esprimere la propria appartenenza e il proprio credo alla fede cristiana, ma la presenza di un testo sacro sulla pelle non rende automaticamente cristiana una scelta.

Questa estate un signore in spiaggia aveva il corpo completamente ricoperto di simboli religiosi: l’immagine gigantesca di una Madonna gigantesca sulla schiena, Gesù sulla gamba, varie figure di santi sul petto, croci, simboli vari e addirittura brani ben visibili del Nuovo Testamento (ovviamente la mia indomabile curiosità mi ha spinto verso una rapida ricerca dei testi sacri incisi sull’avambraccio!).

Mio figlio, anche lui colpito dalla visione di quest’uomo, mi ha domandato se il tipo era cristiano o stupido. Gli ho risposto che poteva essere uno stupido cristiano!

A modo suo voleva esprimere la sua appartenenza e il suo credo alla fede cristiana ma ha comunque deturpato il suo corpo con immagini di dubbio gusto estetico.

Oggi il tatuaggio è di moda e ampiamente diffuso; per qualcuno è una forma di esibizionismo, per altri è una scelta più privata e intima.

Il confine è davvero molto sottile in questo senso: per qualcuno un tatuaggio non deturperebbe il corpo, anzi lo abbellirebbe; di per se non è esplicitamente proibito ma il buon senso e la decenza dovrebbero prevalere sempre, anche in questo caso.

La diffusione dei tatuaggi nel mondo moderno

Fino ad alcuni anni or sono, le incisioni, e soprattutto i tatuaggi, non erano assolutamente d'uso comune.

Non esistevano, come succede invece oggi, specialisti di tatuaggi e “piercing” (uno spillo penetrante nel corpo), che propagandano la propria attività con studi aperti al pubblico.

I tatuaggi erano usati unicamente da determinati individui, come per esempio:

  • i marinai provenienti da lontani porti dell'Asia o dell'Africa, che avevano accettato questa “moda” per ostentare la propria forza bruta e l'assoluto disprezzo di ogni regola sociale.
  • Un altro gruppo era costituito da personaggi che avevano avuto a che fare col mondo della malavita e spesso il tatuaggio era stato loro praticato in carcere mentre scontavano qualche pena.

Era un segno distintivo di appartenenza ad una determinata cerchia sociale, connessa con la criminalità.

A questo proposito, persone di una certa età ricordano bene che si evitavano gli individui con tatuaggi in bella mostra, perché considerati pericolosi.

Chi non ricorda i corsari dei libri di avventura o del cinema che mostravano tatuaggi e segni deturpanti, magari con ferite sul volto, a testimonianza del coraggio e della forza manifestata nel corso di combattimenti ingaggiati da filibustieri e pirati.

Con la sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, in un mondo ormai post-cristiano come l'attuale, i costumi pagani dell'Africa e dell'Asia sono diventati popolari.

“Cantanti e complessi musicali come i “Hells Angels” (Angeli dell’inferno) usano i tatuaggi come simbolo del gruppo.

La TV ed il cinema usano l’idea del tatuaggio come indicazione di una società particolare.

Si fa credere che chi ha tatuata un’immagine, ad esempio, di una tigre si apre allo spirito della ferocia” (sic) e questo costume ha avuto indubbiamente grande successo.

Immediatamente, i giovani, veruna sorta di esterofilia sempre più molto diffusa, hanno attuato sui loro corpi tatuaggi e “piercing”, imitando quelli visti su cantanti e gruppi musicali stranieri.

Questa moda si è diffusa a macchia d’olio; basti pensare che su internet esistono migliaia di siti, che trattano di tatuaggi e “piercing”.

Discernimento personale e coscienza

Alcuni non ci vedono nulla di male, altri invece pensano che un cristiano non dovrebbe farseli.

La domanda che ti invito a porti è: questo tatuaggio arricchisce davvero la mia vita?

Chiediti qual è la vera motivazione che ti spinge a volerti tatuare. È per attirare l'attenzione? Per provocare? O lo vedi come una forma d'arte?

La risposta è da ricercare insieme alla propria coscienza però non paragonandosi ad altri, ma davanti la persona di Gesù.

Un importante principio scritturale sulle questioni che la Bibbia non tratta specificamente è che c’è spazio al dubbio se una certa attività piaccia o meno a Dio, e allora è meglio non intraprenderla: “Tutto quello che non viene da fede è peccato” (Romani 14:23).

Se una persona non può scegliere con una coscienza serena, oppure sente che la frase scelta non rappresenta realmente la propria fede, la prudenza suggerisce di non procedere.

Eravamo troppo intolleranti ieri oppure stiamo sbagliando oggi? E se cosi è, dove stiamo andando?

Questo articolo può apparire esagerato, sopratutto alle nuove generazioni di credenti, però, se ci guardiamo bene intorno e dentro, mi sembra che, nella realtà, stiamo scivolando sempre più nel tritacarne del peccato e nei compromessi con ciò che piace al mondo.

Infatti ci preoccupiamo sempre più di piacere ad esso, piuttosto che a Dio.

La tecnica del nemico, spesso avvantaggiata dalla nostra segreta alleanza con lui, è questa: abituarci al peccato un poco alla volta, facendocelo passare per normalità.

Cosicchè non saremo molto diversi da ieri, ma lo siamo rispetto a 5 anni fa.

Non è forse vero che ci interroghiamo, infatti, sempre più spesso su questioni che, fino a poco tempo fa, non avremmo neanche considerato, ritenendole fuori dalla volontà di Dio?

Una scelta da non prendere frettolosamente

Prima di prendere una decisione così importante, cerca di capire cosa Dio ne pensa.

Esaminando i tuoi motivi ti sarà più facile prendere una decisione saggia (Proverbi 4:7).

“I piani del diligente sono sicuramente per il vantaggio, ma chi è frettoloso va sicuramente verso l’indigenza” (Proverbi 21:5).

Spesso la decisione di farsi un tatuaggio è presa frettolosamente, ma può avere effetti a lungo termine sui rapporti con gli altri e sul lavoro.

Inoltre farsi togliere un tatuaggio può essere costoso e doloroso.

Passata la moda, si vorrebbe cancellare con la dermo-abrasione i segni indelebili del tatuaggio, ma rimane lo sfregio e la cicatrice.

È di questi giorni (anno 2003) la notizia riportata dai giornali che decine di migliaia di persone si sono rivolte a chirurghi estetico sperando di cancellare i tatuaggi, in quanto è stato sperimentato un metodo indolore, che non lascia cicatrice di sorta.

Quando il tatuaggio diventa un atto religioso o superstizioso

È chiaro che se qualcuno si tagliasse i capelli in un determinato modo o si facesse tatuaggi per superstizione o dare culto ai demoni compirebbe un gesto riprovevole davanti a Dio e commetterebbe un peccato grave.

Lo stesso discorso vale anche per il tatuaggio: è vero che nella sacra Scrittura viene proibito, ma questa proibizione era in riferimento a pratiche superstiziose e idolatriche.

Incidersi il corpo era soprattutto una manifestazione violenta del dolore per la perdita dei propri cari, mentre i tatuaggi avevano una funzione di carattere superstizioso e religioso, come dimostrazione di dedizione alla deità.

Servivano come segno di riconoscimento di persone devote ad un determinato idolo.

Per questa ragione la legge del Signore vietava incisioni e tatuaggi.

La posizione cristiana sulle frasi bibliche tatuate

Per le implicazioni commesse con i tatuaggi e i “piercing”, crediamo che i credenti fedeli all’Evangelo debbano attuare l’insegnamento della Parola di Dio riguardo a queste manifestazioni.

È scritto “Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché foste comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” (1 Cor. 6:19,20).

Certamente il Signore non apprezza che il Suo tempio sia segnato e sfregiato in questo modo.

Dimostrazioni di questo genere, che rivelano credenze pagane in contrasto con la Sacra Scrittura, debbono essere evitate perché lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

Al tempo stesso, il passo del Levitico deve essere letto nel suo contesto storico e religioso, perché il divieto era rivolto a pratiche legate al lutto rituale, alla superstizione e all’idolatria.

Mentre oggi per molti è semplicemente una moda e non viene fatto per sottomettersi ai demoni e dare loro culto, anche se alcuni esorcisti vi vedono ugualmente una sua tacita invocazione.

Pertanto puoi stare del tutto tranquillo. Sicché taglia pure i capelli come meglio ritieni.

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tags: #frasi #bibbia #tatuaggio #italiano