Francesca Lancellotti fu una fedele laica e madre di famiglia, nata a Oppido Lucano il 7 luglio 1917 e morta a Roma il 4 settembre 2008, la cui vita fu segnata da una fede intensa, dalla preghiera, dalla carità verso il prossimo e da una particolare fama di santità.
Il 14 dicembre 2023 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con il quale Francesca veniva dichiarata Venerabile Serva di Dio, riconoscendo l’esercizio eroico delle virtù teologali, cardinali e annesse.
Chi era Francesca Lancellotti
Francesca Lancellotti fu una donna semplice, umile, ma ricca di spiritualità che Dio le aveva donato per compiere la sua missione, era in grado di dialogare, anche se aveva frequentato poche classi delle elementari, con persone di ogni ceto sociale. Ministri, cardinali, medici rimanevano sbalorditi dalle conoscenze di Francesca ed erano loro a chiederle consigli.
La Venerabile Serva di Dio visse una fede concreta e nella semplicità. La sua vita fu costellata di carismi e doni mistici che ella visse nel nascondimento, rimanendo coerente nella ricerca costante di Dio.
Viveva un’esistenza austera; era umile, prudente e dotata di un profondo senso di povertà che la rendeva credibile e testimone vivente dei valori evangelici.
La sua fama di santità si diffuse già durante la sua vita e si sviluppò dopo la morte. Sono moltissime le persone che considerano santa Francesca Lancellotti e desiderano la sua canonizzazione.
Nascita, battesimo e primi anni
La Venerabile Serva di Dio Francesca Lancellotti nacque a Oppido Lucano, in provincia di Potenza e nell’arcidiocesi di Acerenza, il 7 luglio 1917.
Ricevette il battesimo il 15 agosto dello stesso anno, festa della Madonna Assunta, la cresima il 3 giugno 1921 e si accostò per la prima volta all’Eucaristia nel 1925.
Introdotta in tenera età ai lavori nei campi, frequentò la scuola fino alla seconda elementare.
A causa delle precarie condizioni della famiglia, la Serva di Dio dovette lasciare la scuola mentre frequentava i primi anni delle classi elementari per dedicarsi al lavoro nei campi.
Sin dalla più tenera età, instaurò un legame speciale con Dio, che l’accompagnò per tutta la vita.
La preghiera e la devozione alla Madonna
La sua adolescenza e giovinezza furono segnate da un’intensa vita di preghiera, in particolar modo verso la Madonna della Purità venerata nel Santuario del Belvedere di Oppido.
Visse un’infanzia e un’adolescenza arricchite da una preghiera intensa, con una speciale devozione alla Vergine Maria venerata al Santuario mariano del monte Belvedere, dove si recava ogni giorno.
La partecipazione alla vita parrocchiale le consentiva di trovare nei Sacramenti e nel catechismo il nutrimento principale della fede.
Francesca Lancellotti manifestò fin da bambina una «spiccata devozione» alla Madonna venerata nel Santuario del Belvedere, a circa tre chilometri da Oppido, dove andava ogni giorno.
Il matrimonio e la famiglia
Pur desiderando abbracciare la vita religiosa, acconsentì alla volontà del padre che dispose per lei la scelta del matrimonio.
Pur desiderando di consacrarsi al Signore entrando in un Istituto religioso, dovette misurarsi con la volontà del padre che dispose per lei il matrimonio.
In un primo tempo tentò di opporsi, ma acconsentì in seguito a quello che lei chiamò sogno, nel quale la Madonna le indicò che la sua vocazione era il matrimonio.
Dopo tre anni di fidanzamento, il 10 ottobre 1938 sposò Faustino Zotta, di professione sellaio e agricoltore, con il quale ebbe due figli.
Sposa Faustino Zotta, anche lui uomo di grande fede; dal loro matrimonio nascono due figli: Maria Luigia, detta Gina, e Domenico.
La coppia intraprese un’attività commerciale per il sostentamento della famiglia, e fu allietata dalla nascita di due figli.
Oltre ad occuparsi con solerzia della loro educazione, in comunione di affetto e di intenti con il marito, Francesca si dedicava al prossimo che ricorreva alla sua preghiera di intercessione a Dio, ricevendo dal Signore grazie e favori celesti.
La vita lavorativa e la carità a Oppido Lucano
Nel 1939 decise di rilevare col marito una rivendita di tabacchi, liquori e generi alimentari.
La coppia intraprese un’attività commerciale per il sostentamento della famiglia, continuando a vivere con impegno la fede e la carità.
Nel frattempo, Francesca continuava a coltivare la vita spirituale.
In molti si affidavano a lei per ricevere conforto e consiglio, e la sua casa divenne un rifugio per quanti ricercavano pace.
Accoglieva tutti con carità, elargendo consigli retti al fine di riprendere una vita di fede, consolava e infondeva nei cuori serenità e pace.
Molti sperimentarono la sua concreta carità, specialmente negli anni drammatici della seconda guerra mondiale, quando la povertà colpì tante famiglie.
Si accorgeva dei bisogni degli altri e amava prendersi cura delle persone che aiutava spiritualmente e materialmente con grande generosità.
Francesca era conosciuta per la sua bontà e la dedizione ad aiutare le persone in difficoltà.
Sono innumerevoli le testimonianze di persone che raccontano dei suoi aiuti spirituali, della sua carità verso il prossimo legata sempre alla preghiera e all’amore verso Dio.
L’esperienza mistica del 7 luglio 1956
In un periodo personale di vivida e crescente adesione a Dio, fece una straordinaria esperienza mistica che ne segnò il percorso umano e cristiano.
Il 7 luglio 1956, giorno del suo trentanovesimo compleanno, asserì di avere avuto la visione dell’Arcangelo Michele, che le portò l’indicazione celeste di trasferirsi a Roma per avvicinare tanta gente a Dio.
La mattina del 7 luglio 1956, nel giorno del suo trentanovesimo compleanno, a Francesca appare l’Arcangelo Michele, che la invita a trasferirsi a Roma e iniziare una missione.
Quella mattina tra le 9,30 e le 10 aveva un forte mal di testa, così forte da doversi ritirare nel retrobottega, chiudere le imposte delle finestre e adagiarsi sul letto.
«In quel momento avvertii un fortissimo ronzio», dice Francesca.
E le appare ai piedi del letto un Angelo che lei riconosce essere uguale all’immagine di San Michele.
Si impaurisce molto ma vince il timore e dice: «Vattene, fuggi lontano da me, tu sei apparso da una cosa bella, ma tu sei il demonio, io vado nel nome di Dio».
L’Arcangelo, allora, le si avvicina e con dolcezza aggiunge: «Non sono quello che credi, ma sono l’angelo di Dio inviato a te».
Allora lei replica: «Ma se sei l’Angelo di Dio, che risposta mi hai portato?» e l’Arcangelo risponde: «Sei padrona, vai a Roma, avvicinerai tanta gente a Dio. Devi vincere».
Così, mentre l’Arcangelo scompare fra miriadi di sfumature di luci mai viste prima, la cui intensità illumina tutta la stanza, continua a ripetere: «Devi vincere! Devi vincere».
Il 7 luglio 1956 asserì di avere avuto la visione dell’Arcangelo Michele che le portò l’indicazione celeste di trasferirsi a Roma per avvicinare tanta gente a Dio.
Ella visse questo evento con fede, preghiera e prudenza.
Il trasferimento a Roma
A seguito di una presunta rivelazione privata nel luglio 1956, dopo aver venduto l’attività e le proprietà, nel 1960 si trasferì con la famiglia a Roma.
Con il marito e i due figli si trasferì quindi nella Città Eterna nel 1960; vissero dapprima nel quartiere di Primavalle, poi vicino al Pantheon e infine in via del Seminario.
La giovane donna si trasferì a Roma nell’agosto del 1960 insieme al marito Faustino e ai loro due figli, Maria Luigia e Domenico.
All’età di 43 anni si trasferì a Roma con la famiglia per adempiere in spirito di obbedienza alla speciale missione cui si sentiva chiamata da Dio: attrarre anime al Signore, guarire i cuori e le malattie mediante la preghiera e il sacrificio personale.
A Roma frequentò regolarmente la chiesa di Sant’Agostino.
In seguito abitò anche in via Cavour, presso l’abitazione della figlia, dopo la morte del marito.
La missione spirituale nella capitale
Nella città eterna, Francesca continuò a vivere con lo stesso ritmo di prima: cura della vita spirituale personale sotto la guida di santi sacerdoti, sempre docile alla volontà di Dio e agli insegnamenti della Chiesa; dedizione alla famiglia come sposa e madre esemplare; oblatività incessante alle persone che, numerose, accorrevano a lei.
Nella capitale diede inizio alla sua speciale missione in aiuto spirituale e materiale a tanta gente.
Francesca si dedicava sempre alla preghiera e accoglieva nella sua casa chiunque avesse bisogno di sostegno materiale, morale o spirituale.
Ben presto la sua casa divenne un punto di riferimento per bisognosi e per quanti chiedevano aiuto spirituale e materiale.
La sua casa divenne un punto di riferimento spirituale per Roma; la sua fede e le sue virtù cristiane irradiarono luce e infusero speranza nei cuori.
La sua casa diventò un punto di riferimento spirituale per la capitale; la sua fede irradiava luce e il suo esempio di vita cristiana infondeva speranza nei cuori.
A lei accorrevano moltitudini di persone bisognose di ascolto e di aiuto spirituale e materiale: a tutti si rendeva disponibile con bontà e carità evangelica.
Si accorgeva dei bisogni degli altri e amava prendersi cura delle persone che aiutava spiritualmente e materialmente con grande generosità.
Il dono del consiglio e dell’intercessione
Francesca era in grado di dialogare con persone di ogni ceto sociale, nonostante avesse frequentato soltanto le prime classi elementari.
Sapeva consigliare con il suo linguaggio semplice anche i sacerdoti.
Ministri, cardinali e medici rimanevano sbalorditi dalle conoscenze di Francesca ed erano loro a chiederle consigli.
In molti si affidavano a lei per ricevere conforto e consiglio, perché le sue parole infondevano serenità e sicurezza nei momenti di maggiore difficoltà.
Accoglieva tutti con carità, elargendo consigli retti al fine di riprendere una vita di fede, consolava e infondeva nei cuori serenità e pace.
La sua fede concreta e la sua capacità di ascolto fecero della sua abitazione un luogo nel quale numerose persone cercavano orientamento, conforto e sostegno.
Carismi, guarigioni e conversioni
Oltre a dedicarsi alla famiglia e all’aiuto dei bisognosi, Francesca esercitava i doni del consiglio e dell’intercessione.
Dotata di singolari carismi e doni preternaturali, con la sua preghiera ottenne da Dio anche eventi straordinari: guarigioni fisiche e conversioni alla fede.
Con la sua preghiera ottenne da Dio eventi straordinari, tra i quali guarigioni fisiche e conversioni alla fede.
Tanti ammalati e sofferenti si rivolgevano alla sua preghiera e ottenevano la guarigione del corpo e tante volte anche quella dell’anima, poiché ritornavano a Dio dal quale si erano allontanati.
La sua speciale missione fu esercitata in favore di quanti erano lontani dalla fede o erano colpiti da malattie.
Con le sue preghiere e i sacrifici personali affrontò le resistenze del male spirituale, cioè la mancanza di fede in Dio, e del male fisico, cioè le malattie anche gravi.
La sua testimonianza cristiana ha prodotto e continua a produrre frutti di conversione e anche di guarigione fisica in quanti vengono spinti dalla sua storia a interrogarsi sul senso della vita.
Oltre alle testimonianze sulle virtù, la Postulazione ha raccolto molteplici attestazioni con relativa documentazione di grazie ricevute, da gente di tutta Italia, per intercessione di Francesca Lancellotti.
Quanti ricorrono alla sua preghiera e al suo soccorso spirituale trovano aiuto, conforto e rimedio ai problemi che li affliggono.
La spiritualità di Francesca Lancellotti
L’intera esistenza della Lancellotti fu impregnata dall’abbandono alla volontà di Dio.
Guidata dalla preghiera, dalla pratica del Vangelo, dall’obbedienza alla Chiesa e al Magistero, divenne un faro di luce per coloro che erano lontani da Dio.
Si distinse per l’apostolato che ella sentì come una chiamata del Signore e a cui si donò generosamente.
L’amore all’Eucaristia e la devozione mariana furono un tratto distintivo della sua spiritualità insieme alla costante fiducia in Dio nell’attesa della vita futura.
La sua fede forte e solare trovò espressione nel matrimonio, dove la vita familiare era intesa come scala alla perfezione cristiana.
Fu umile, prudente e dotata di grande senso di austerità che la rendeva credibile e testimone dei valori evangelici.
Si spargeva sempre più la sua fama di santità e la sua esemplare condotta cristiana, ma lei con grande umiltà si definiva una nullità.
Si definiva una nullità, un «verme di terra».
Sofferenze e prove
Non fu risparmiata da sofferenze e tribolazioni, soprattutto dalle ostilità del parroco di Oppido, a causa dei pellegrinaggi alla Madonna del Belvedere.
Affrontò tutto con fortezza, sforzandosi di non mostrare le sue afflizioni agli altri e affidandosi con fiducia e speranza all’aiuto del Signore.
Non fu risparmiata da sofferenze e tribolazioni che affrontò con fortezza, affidandosi con fiducia all’aiuto del Signore.
La sua esistenza fu caratterizzata dalla perseveranza nella fede anche nei momenti di difficoltà, dalla pazienza nelle prove e dall’attenzione costante verso le persone che ricorrevano a lei.
Gli ultimi anni e la morte
Dopo la morte del marito, avvenuta il 24 novembre 1987, si trasferì presso l’abitazione della figlia, in via Cavour.
Nel 2002 subì un intervento chirurgico al colon in seguito al quale non riuscì più ad uscire di casa, pur restando sempre lucida e presente a se stessa.
Le sue condizioni fisiche peggiorarono a causa dell’età e in seguito a un intervento chirurgico subito all’età di 85 anni.
Pertanto non fu più in grado di uscire di casa.
Furono gli anni dell’adesione più intima alla persona del Cristo, del perseguimento della missione in favore delle anime, nonostante il venir meno delle forze.
Riceveva frequentemente la comunione e diversi sacerdoti andavano in casa sua per celebrare la Santa Messa.
Il 27 agosto 2008 ricevette il viatico e l’unzione degli infermi.
Morì il 4 settembre 2008 presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma.
Il 4 settembre rese l’anima a Dio, all’età di 91 anni.
Era il giorno della memoria liturgica di Maria Madre della Consolazione, che con la sua materna protezione ha sempre sorretto Francesca nello sforzo di diventare essa stessa consolazione per i fratelli.
Il funerale si tenne il 5 settembre nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, concelebrato da alcuni sacerdoti e alla presenza di tanta gente.
La tomba e la traslazione dei resti mortali
Il corpo di Francesca fu dapprima tumulato nel cimitero romano di Prima Porta.
Il 7 luglio 2021, a seguito delle debite autorizzazioni civili ed ecclesiali, ebbe luogo la traslazione dei resti mortali della Serva di Dio dal cimitero romano di Prima Porta alla chiesa parrocchiale di Santa Maria ai Monti, presso via Cavour, non lontano dal Colosseo.
È avvenuta questa mattina, mercoledì 7 luglio, la traslazione del corpo della Serva di Dio Francesca Lancellotti dal cimitero di Prima Porta alla chiesa parrocchiale di Santa Maria ai Monti.
L’evento si svolse in maniera privata, alla presenza di monsignor Giuseppe D’Alonzo in qualità di delegato del cardinale vicario di Roma, del promotore di Giustizia e del notaio del Tribunale ecclesiastico del Vicariato di Roma.
Con il postulatore monsignor Paolo Rizzi erano presenti alcuni familiari e il direttivo dell’Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti.
Il parroco monsignor Francesco Pesce benedisse il nuovo sarcofago.
La traslazione fu una tappa significativa del cammino della causa di beatificazione e canonizzazione.
La tomba richiama costantemente tanti fedeli che confidano nella sua intercessione presso Dio.
Con la traslazione è facilitata la visita devozionale dei numerosi devoti ed estimatori della Serva di Dio provenienti dal Lazio, dall’Umbria, dalla Basilicata e da altre parti d’Italia, che possono pregare perché l’esempio di fede di Francesca sia di aiuto per molti e possono domandare fiduciosamente la sua intercessione.
La causa di beatificazione e canonizzazione
La Causa di beatificazione e canonizzazione si è aperta il 16 giugno 2016 presso il Vicariato di Roma.
Gli Attori della causa sono l’«Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti» e la Parrocchia Santa Maria ai Monti in Roma.
Il postulatore della causa è monsignor Paolo Rizzi, officiale della Segreteria di Stato di Sua Santità.
In virtù della fama di santità, fu celebrata l’Inchiesta Diocesana presso il Vicariato di Roma dal 16 giugno 2016 al 17 gennaio 2020.
Il 17 gennaio 2020 si chiuse l’inchiesta diocesana alla presenza del cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma.
Il Dicastero delle Cause dei Santi ne emise il Decreto di validità giuridica il 23 ottobre 2020.
Tutta la documentazione raccolta nell’inchiesta diocesana fu chiusa e sigillata.
Una copia è custodita in una sezione specifica dell’archivio del Vicariato, mentre l’altra copia è stata portata in Vaticano, alla Congregazione delle Cause dei Santi, affinché possa seguire il suo iter.
In seguito alla richiesta del postulatore di un Relatore per la stesura della Positio, il Congresso Ordinario della Congregazione delle Cause dei Santi il 9 dicembre 2020 conferì tale incarico a padre Vincenzo Criscuolo, Relatore Generale.
Il 29 settembre 2021 fu data alle stampe la Positio di 650 pagine predisposta dal postulatore e consegnata al Dicastero dei Santi.
Preparata la Positio, essa fu sottoposta alla valutazione dei Consultori Teologi il 16 marzo 2023, con esito positivo.
Il 16 marzo 2023 il Congresso teologico del Dicastero delle Cause dei Santi espresse parere positivo sull’eroicità delle virtù e sulla santità di vita della Serva di Dio.
Analogo giudizio fu emesso dai Padri Cardinali e Vescovi del medesimo Dicastero.
Il decreto sulle virtù eroiche
I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 12 dicembre 2023 riconobbero che la Serva di Dio aveva esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto riferì quindi tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco.
Il 14 dicembre 2023, ricevendo in udienza il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con il quale Francesca veniva dichiarata Venerabile.
La Venerabilità fu riconosciuta il 14 dicembre 2023 da papa Francesco.
La solenne pubblicazione e lettura del Decreto di Venerabilità avvenne nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, durante una concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale James Harvey, Arciprete della Basilica.
La liturgia fu preceduta da una presentazione della figura della nuova Venerabile da parte del postulatore della causa, monsignor Paolo Rizzi, e dalla sintesi della pratica delle virtù fatta dal professor don Pierpaolo Cilla, docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma.
Le virtù riconosciute
| Virtù | Riconoscimento |
|---|---|
| Fede | Virtù teologale esercitata in grado eroico |
| Speranza | Virtù teologale esercitata in grado eroico |
| Carità verso Dio e verso il prossimo | Virtù teologale esercitata in grado eroico |
| Prudenza | Virtù cardinale esercitata in grado eroico |
| Giustizia | Virtù cardinale esercitata in grado eroico |
| Fortezza | Virtù cardinale esercitata in grado eroico |
| Temperanza | Virtù cardinale esercitata in grado eroico |
Il contenuto del decreto
«Io avevo tanta fede in Dio, la fede in Dio mi portava avanti. […] Raccomando a voi giovani di rinnovare la fede verso Dio e di accompagnare quelli che non credono: avvicinateli a Dio, avvicinateli alla Madonna».
La vicenda umana e cristiana della Serva di Dio Francesca Lancellotti si può riassumere in queste sue parole: esse indicano come la fede fosse un elemento vitale che ha motivato le sue scelte, le sue azioni e il suo apostolato in favore delle persone sofferenti nel corpo e nello spirito, per le quali divenne emblema credibile dell’autentica discepola del Signore.
Il decreto dichiara: «Constano le Virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Francesca Lancellotti, Fedele Laica e Madre di Famiglia, nel caso e per le finalità di cui si tratta».
Il Sommo Pontefice dispose poi che il presente decreto fosse pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
La chiusura dell’inchiesta diocesana
La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e i segni della Serva di Dio Francesca Lancellotti, laica e madre di famiglia, si svolse venerdì 17 gennaio alle ore 12 nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense.
Il rito fu presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, alla presenza del postulatore monsignor Paolo Rizzi, officiale della Segreteria di Stato, e di alcuni membri del Tribunale diocesano di Roma.
La chiusura dell’inchiesta diocesana fu preceduta, alle ore 10.15 nel Santuario della Scala Santa, da un momento di preghiera e meditazione sul tema «In cammino con Francesca».
Il giorno dopo, sabato 18 gennaio, nella cappella della «Salus Populi Romani», nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il postulatore della causa celebrò una Santa Messa di ringraziamento.
La fama di santità durante la vita e dopo la morte
Sia durante la sua vita, sia dopo la sua dipartita, avvenuta santamente il 4 settembre 2008 nell’Ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma, la sua fama di santità non è mai venuta meno.
La fama di santità si diffuse già durante la sua vita e si sviluppò dopo la morte.
Francesca morì già in fama di santità e in concetto di santità.
Sono numerose le persone che mensilmente si riuniscono per celebrare una Santa Messa per lei, per ricordare i suoi insegnamenti di fede e le sue parole di speranza, le quali infondevano serenità e sicurezza nei momenti di maggiore difficoltà.
La sua tomba richiama costantemente tanti fedeli che confidano nella sua intercessione presso Dio.
Dopo la sua morte ha continuato ad intercedere presso Dio, ottenendo numerose grazie speciali a quanti ricorrono alla sua preghiera.
La sua fama di santità fu caratterizzata dalla tenera devozione alla Madonna, venerata al Santuario del Belvedere di Oppido Lucano, suo paese natale, e da un rapporto spiritualmente privilegiato con l’Arcangelo Michele, della cui presenza celeste fece una toccante esperienza mistica.
Da ciò scaturiva l’aiuto morale e materiale di cui hanno beneficiato a Roma e in tante parti d’Italia centinaia di persone, attratte dai suoi carismi, dai suoi segni prodigiosi, dalla sua fede, dalla sua umiltà e dalla sua carità evangelica.
L’Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti
Subito dopo la sua nascita al Cielo sorse un’Associazione a suo nome, «Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti».
L’Associazione provvede all’organizzazione degli eventi che periodicamente vengono organizzati a devozione di Francesca.
L’«Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti» e la Parrocchia di Santa Maria ai Monti sono gli Attori della Causa di beatificazione e canonizzazione.
L’opera di Francesca continua grazie all’«Associazione Figli Spirituali di Francesca Lancellotti», che provvede all’organizzazione degli eventi periodicamente dedicati alla sua memoria spirituale.
Numerosi quotidiani, giornali e riviste hanno dedicato largo spazio alla sua storia.
Numerose importanti emittenti televisive hanno trasmesso servizi su di lei e sul pellegrinaggio annuale che si svolge a Oppido Lucano.
Di recente è stata pubblicata una sua biografia.
Il pellegrinaggio e la memoria di Oppido Lucano
La memoria di Francesca è rimasta particolarmente viva a Oppido Lucano, il paese natale nel quale si formò la sua spiritualità e maturò la devozione alla Madonna del Belvedere.
Il pellegrinaggio annuale che si svolge a Oppido Lucano richiama persone interessate alla sua testimonianza cristiana e alla sua devozione mariana.
L’arcidiocesi di Acerenza e la comunità di Oppido Lucano hanno festeggiato a Roma il riconoscimento ufficiale da parte del Santo Padre Francesco della pratica delle virtù eroiche della Serva di Dio Francesca Lancellotti.
Al convegno e alla celebrazione eucaristica hanno partecipato l’arcivescovo di Acerenza, monsignor Francesco Sirufo, accompagnato da diversi sacerdoti dell’arcidiocesi di Acerenza e da numerosi fedeli provenienti da Oppido Lucano, insieme al sindaco della cittadina.
Francesca Lancellotti e la Guardia di Finanza
Francesca Lancellotti è ricordata anche nel contesto della devozione della Guardia di Finanza, in relazione alla sua fama di santità, alla preghiera e alla richiesta della sua intercessione.
La sua figura è quella di una fedele laica e madre di famiglia che visse la santità nella quotidianità, attraverso l’obbedienza alla Chiesa, la preghiera, la carità e il servizio alle persone sofferenti.
La sua testimonianza può essere accostata a quanti cercano nella fede un sostegno nei momenti di prova, un orientamento morale e una forza interiore per accompagnare chi è in difficoltà.
«Raccomando a voi giovani di rinnovare la fede verso Dio e di accompagnare quelli che non credono: avvicinateli a Dio, avvicinateli alla Madonna».
Una santità vissuta nella vita ordinaria
La vita di Francesca Lancellotti mostra una santità vissuta nel matrimonio, nella maternità, nel lavoro, nella cura della casa e nell’accoglienza delle persone bisognose.
La sua esistenza familiare fu intesa come un cammino di perfezione cristiana.
Fu madre e nonna e seppe applicare e insegnare sia le virtù teologali, fede, speranza e carità, sia quelle cardinali, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.
La sua esperienza testimonia una santità della vita quotidiana, nella quale la preghiera non rimane separata dalle responsabilità familiari e dall’attenzione concreta verso il prossimo.
La sua casa diventò un luogo di ascolto e di sostegno per quanti erano lontani dalla fede, colpiti dalla malattia o provati dalle difficoltà della vita.
La sua testimonianza cristiana ha prodotto e continua a produrre straordinari frutti di conversione e anche di guarigione fisica in quanti vengono spinti dalla sua storia a interrogarsi sul senso della vita.
Date principali della vita e della causa
| Data | Avvenimento |
|---|---|
| 7 luglio 1917 | Nascita di Francesca Lancellotti a Oppido Lucano |
| 15 agosto 1917 | Battesimo |
| 3 giugno 1921 | Cresima |
| 1925 | Prima Eucaristia |
| 10 ottobre 1938 | Matrimonio con Faustino Zotta |
| 7 luglio 1956 | Esperienza mistica dell’Arcangelo Michele |
| 1960 | Trasferimento a Roma con la famiglia |
| 24 novembre 1987 | Morte del marito Faustino Zotta |
| 2002 | Intervento chirurgico al colon |
| 4 settembre 2008 | Morte presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma |
| 16 giugno 2016 | Apertura della Causa di beatificazione e canonizzazione |
| 17 gennaio 2020 | Chiusura dell’inchiesta diocesana |
| 23 ottobre 2020 | Decreto di validità giuridica dell’inchiesta diocesana |
| 7 luglio 2021 | Traslazione dei resti mortali nella chiesa di Santa Maria ai Monti |
| 16 marzo 2023 | Parere positivo del Congresso teologico del Dicastero delle Cause dei Santi |
| 14 dicembre 2023 | Promulgazione del decreto sulle virtù eroiche e dichiarazione di Venerabilità |
La preghiera e l’eredità spirituale
L’eredità spirituale di Francesca Lancellotti è legata alla fede in Dio, alla devozione alla Madonna, all’amore per l’Eucaristia e alla carità concreta verso chi soffre.
La sua vita fu costellata di carismi e doni mistici che ella visse nel nascondimento, rimanendo coerente nella ricerca costante di Dio.
Guidata dalla preghiera, dalla pratica del Vangelo, dall’obbedienza alla Chiesa e al Magistero, divenne un faro di luce per coloro che erano lontani da Dio.
La sua fede e le sue virtù cristiane irradiarono luce e infusero speranza nei cuori.
La memoria di Francesca continua a richiamare fedeli che pregano presso la sua tomba e affidano alla sua intercessione le proprie necessità spirituali e materiali.
La sua figura è quella di una donna semplice e umile che, attraverso una vita familiare, austera e totalmente orientata a Dio, cercò di avvicinare tante persone al Signore.
