La Fondazione “San Matteo Apostolo” Onlus, costituita nel 2006 su iniziativa dei Vescovi della Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna, è un ente del Terzo Settore che opera per aiutare e tutelare le persone vittime di situazioni di sovraindebitamento che potrebbero portare anche a fenomeni di usura. La Fondazione è attiva nelle Diocesi dell’Emilia-Romagna.
La Fondazione si ispira alla legge 108 del 1996: un compendio di norme e di discipline per il contrasto a situazioni di sovraindebitamento che potrebbero portare a fenomeni di usura. Recentemente alla Fondazione sono stati riconosciuti i requisiti previsti dalla Legge 108/96 per essere iscritta nell’elenco speciale tenuto presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) delle Associazioni e Fondazioni che possono beneficiare di fondi pubblici.
Origine e finalità della Fondazione
Da diverso tempo opera nel territorio regionale, ma è ancora poco conosciuta. Stiamo parlando della Fondazione san Matteo apostolo onlus, costituita nel 2006 per iniziativa della Regione ecclesiastica Emilia-Romagna.
La Fondazione non si limita all’assistenza in caso di bisogno. Tra gli obiettivi si trova anche un’azione educativa volta a creare una cultura di debito responsabile attraverso convegni, gruppi di studio e di ricerca, dibattiti e conferenze affinché le persone siano portate a riflettere e ad agire responsabilmente rispetto alla necessità di ricorrere alle varie forme di finanziamento.
Le Fondazioni appartenenti alla Consulta Nazionale Antiusura svolgono le seguenti attività: ascoltano singole persone, famiglie e piccole aziende che documentano situazioni di temporanea difficoltà economico/finanziaria, sono a rischio di usura o già vittime di usura.
Promuovono la solidarietà, la cultura dell’uso responsabile del denaro, la legalità e uno stile di vita sobrio.
La legge 108/96 e il riconoscimento pubblico
Precedentemente esisteva solo un quadro normativo previsto dal codice Rocco. La legge 108/96 è la norma fondamentale che disciplina questi fenomeni, prevedendo anche forme di sostegno finanziario a fondazioni, associazioni e consorzi che traggono queste risorse da fondi pubblici gestiti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Alla Fondazione san Matteo sono stati riconosciuti i requisiti previsti dalla legge 108/96 per essere iscritta nell’elenco speciale tenuto presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle associazioni e fondazioni che possono essere riconosciute beneficiarie di fondi pubblici, che vengono imputati al fondo di contrasto alle situazioni di usura e di sovraindebitamento.
La Fondazione è l’unica iscritta nel registro regionale delle fondazioni antiusura e ha competenza territoriale a livello regionale.
La competenza delle istituzioni
I suoi referenti sono le Prefetture, che per legge hanno competenza per il contrasto a situazioni di sovraindebitamento e per disciplinare e verificare una serie di parametri che possono far sospettare l’esistenza del rischio di usura.
In base alla normativa l’accertamento della situazione di usura è esclusivamente nella competenza della Magistratura.
Una recente normativa ha previsto anche una particolare disciplina, per evitare che situazioni di eccessivo indebitamento possano portare a compromettere la sostenibilità delle obbligazioni che i soggetti, persone fisiche, possono aver assunto.
Questa normativa non rientra nella legge 108/96, ma nelle cosiddette procedure di sdebitamento, che sono nell’esclusiva competenza della Magistratura, che interviene a seguito di pratiche presentate dagli Occ, gli Organismi di composizione delle crisi.
Normalmente questi sono gestiti dagli Ordini degli avvocati - come a Bologna - e dei commercialisti.
Organizzazione nelle Diocesi dell’Emilia-Romagna
Gli organi statutari della Fondazione sono tre: il consiglio di amministrazione, al cui interno viene nominato un comitato esecutivo e un organo di controllo.
Poi c’è un presidente, nominato direttamente dalla Conferenza episcopale emiliano-romagnola (Ceer), che nomina anche il Cda su indicazione delle 15 diocesi.
I consiglieri di amministrazione svolgono la funzione di “sensori” delle esigenze che provengono dai territori.
La Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, presieduta dall’arcivescovo card. Matteo Zuppi, ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione confermando il presidente Maurizio Rivola e ha nominato quindici Consiglieri, uno per ciascuna Diocesi della regione: Paolo Puggioli, Michela Marchetto, Adolfo Zanuccoli, Maurizio Ghini, Paolo Falaguasta, Stefano Baschieri, Filippo Monari, Sergio Gollini, Federico Valenzano, Luciano Cargioli, Giuseppe Chiodari, Roberto Vitti, Antonio Fontechiari, Mario Galasso e Claudio Lazzari.
È stato inoltre nominato l’Organo di controllo della Fondazione composto da Samuele Turci e Gionata Turci (supplente).
Tra i membri del cda, uno per diocesi, sono presenti Adolfo Zanuccoli per Cesena-Sarsina e Roberto Vitti per Ravenna-Cervia.
La rete di collaborazione sul territorio
La Fondazione “San Matteo” ha come interlocutori non solo istituzioni socio-assistenziali di matrice ecclesiastica. Coopera con strutture analoghe, in alcune Diocesi c’è una collaborazione molto stretta con le aziende di servizio alla persona, Asp, che sono emanazione di Comuni.
I rapporti privilegiati comunque, sono con le realtà ecclesiali, in particolare le Caritas delle varie Diocesi.
In alcune Diocesi sono state attivate forme di collaborazione con l’Ordine degli avvocati, come a Bologna, e con quello dei commercialisti.
Oltre al Sert, altri interlocutori della Fondazione sono i Servizi sociali dei vari Comuni, le Caritas e, nel nostro territorio, l’Asp della Romagna faentina.
Dipendenze, crisi familiare e sovraindebitamento
Una notevole collaborazione si realizza con i Sert, i Servizi sanitari che seguono le situazioni di ludopatie, di dipendenze varie e che sono spesso alla base del sovraindebitamento.
Queste dipendenze, spesso, hanno riflessi negativi sull’equilibrio anche affettivo e sui nuclei familiari.
Queste hanno riflessi negativi sull’equilibrio, anche affettivo, perché l’indebitamento porta con sé inevitabilmente pure crisi familiari.
A rimetterci per primi sono i figli che non sentono più la forza educativa del padre o della madre, perché un sovraindebitamento porta con sé anche crisi familiare.
Come interviene la Fondazione
Le Fondazioni appartenenti alla Consulta Nazionale Antiusura forniscono consulenza e assistenza tecnico/legale (oltre che psicologica), riassestando bilanci familiari, mettendo in ordine contabilità disordinate e mènage familiari amministrati in maniera dissennata, oppure, quando questo non basta rilasciano garanzie alle banche convenzionate in ordine alla concessione di prestiti in favore dei propri assistiti e in alcune circostanze realizzano operazioni di “microcredito”.
“Il nostro intervento è volto al contrasto di queste situazioni attraverso il rilascio di garanzie su finanziamenti erogati, soprattutto dalle banche”.
L’intervento della Fondazione è volto al contrasto di queste situazioni attraverso il rilascio di garanzie su finanziamenti erogati, soprattutto dalle banche, tenendo conto che noi dobbiamo operare non solo con la testa, ma anche con il cuore.
La garanzia che il finanziamento sarà rimborsato è subordinata alla sua concessione da parte delle banche, che invitiamo a tener conto della composizione dei nuclei familiari, in particolare se sono presenti figli minori o studenti.
Davanti all’eventuale buon profitto negli studi, cerchiamo anche di sostenerli dal punto di vista finanziario ricorrendo pure ad altre istituzioni che concedono borse di studio a studenti meritevoli che hanno situazioni familiari di grande disagio.
Garanzie, prestiti e tutoraggio
Offrono il tutoraggio ai propri assistiti con esperti volontari in modo da assicurare la restituzione dei prestiti concessi dalle banche convenzionate.
Garantiscono il reintegro del Fondo di Prevenzione in modo da assicurare successivi interventi in favore di persone bisognose.
Seguiamo la restituzione dei prestiti in modo da garantire il reintegro del Fondo di Prevenzione utilizzato.
Il rilascio di garanzia può avvenire anche per sostegno ad interventi della Legge 3/2012 cosiddetta legge “cancella debito“ o legge per i sovraindebitati.
Che cosa la Fondazione non fa
Non eroghiamo direttamente prestiti, ma forniamo alle banche convenzionate le garanzie necessarie al credito di persone e famiglie alle quali altrimenti sarebbe negato.
Non interveniamo in presenza di una carente o lacunosa esposizione della situazione debitoria dell’assistito e dei suoi famigliari ed in mancanza dei requisiti della Legge 108/96.
L’eventuale accertamento di posizioni debitorie non dichiarate può essere causa di revoca immediata del nostro intervento o dell’interruzione dell’istruttoria.
Non effettuiamo interventi parziali. L’intervento deve essere risolutivo dell’intera situazione debitoria con il solo mantenimento di debiti il cui rimborso è già programmato e sostenibile (es. mutui, cessioni del 5°, rateizzazione cartelle esattoriali, debiti Atc, ecc).
Alcune situazioni vengono risolte dopo la accettazione di nostre proposte ai creditori di offerte a saldo e stralcio che permettono di ricondurre il nostro intervento nell’ambito dei nostri limiti e in quelli determinati dalla capacità di rimborso del nostro assistito e della sua famiglia.
Non sono ammissibili interventi di liquidità o per esigenze di cassa ma solo per il pagamento di debiti pregressi.
La valutazione della situazione debitoria
Richiediamo la documentazione che comprova i debiti e la precisa conoscenza della situazione debitoria e creditoria globale del soggetto e di tutti i suoi famigliari.
Forniamo gratuitamente consulenza ed assistenza con i nostri volontari che approfondiscono la reale condizione e le prospettive di soluzione e, se necessario e possibile, consigli e tutoraggio post intervento.
Rilasciamo garanzie sul Fondo di Prevenzione alle Banche convenzionate operative per far accedere a prestiti, qualora i richiedenti abbiano capacità di ripresa.
Il prestito è possibile solo quando esistono redditi (stipendi, pensioni, ecc) certi e sicuri nel tempo con il coinvolgimento di tutti i membri maggiorenni conviventi della famiglia.
Il percorso dopo il primo contatto
Il richiedente è inserito in una lista d’attesa ed in ordine di inserimento verrà convocato per un colloquio con un volontario.
La distanza non è un ostacolo in quanto generalmente può essere sufficiente un solo colloquio con il volontario seguito da contatti telefonici.
Dopo il colloquio si procede con l’istruttoria del volontario e con eventuali proposte ai creditori.
Se entrambe positive, viene presentata la proposta al nostro Consiglio di Amministrazione; se deliberata favorevolmente, si procede alla trasmissione della garanzia alla banca convenzionata per la sua istruttoria.
Se conclusa positivamente, viene fissato un appuntamento nei locali bancari per la stipula del finanziamento finalizzato al pagamento delle passività.
Non viene rilasciata liquidità all’assistito, ma vengono fatti i pagamenti direttamente ai creditori mediante bonifici.
Assistenza alle vittime di usura
Assistono le vittime che denunciano gli usurai nella presentazione della domanda di accesso al Fondo di Solidarietà e nell’iter processuale successivo alla denuncia.
In base alla normativa l’accertamento della situazione di usura è esclusivamente nella competenza della Magistratura.
Una presenza educativa e culturale
Non c’è solo l’assistenza in caso di bisogno, tra gli scopi della Fondazione san Matteo.
Tra gli obiettivi si trova anche un’azione educativa volta a creare una cultura di debito responsabile attraverso convegni, gruppi di studio e di ricerca, dibattiti e conferenze affinché le persone siano portate a riflettere e ad agire responsabilmente rispetto alla necessità di ricorrere alle varie forme di finanziamento.
La Fondazione Antiusura “San Matteo Apostolo” di Cassano non ha scopo di lucro, si propone ed opera sul territorio regionale come organizzazione che promuove la solidarietà, la prevenzione e la cultura della legalità in tema di denaro, prestito e quant’altro ad essi connesso.
Più in generale si identifica come Ente qualificato e riconosciuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’attività di prevenzione al fenomeno dell’usura, ai sensi dell’art.15 della legge 108/96.
La Fondazione “San Matteo Apostolo” Onlus, costituita nel 2006 su iniziativa dei Vescovi della Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna, è un ente del Terzo Settore che opera per aiutare e tutelare le persone vittime di situazioni di sovraindebitamento che potrebbero portare anche a fenomeni di usura.

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