La Festa di San Giacomo Apostolo si celebra ogni anno il 25 luglio a Santiago de Compostela, città che custodisce tradizionalmente le spoglie dell’apostolo nella sua cattedrale. È la festa patronale della Spagna e della Galizia, coincide con il Día de Galicia e raggiunge il suo momento più intenso tra la notte del 24 luglio, con i «Fuochi dell’Apostolo», e il 25 luglio, con la messa solenne, l’Offerta al Santo e il botafumeiro.
I festeggiamenti iniziano generalmente nei giorni precedenti e durano circa due settimane, con concerti, spettacoli di strada, mostre, proiezioni, danze regionali, cornamuse galiziane, mercatini tradizionali e iniziative culturali. Il cuore della celebrazione è la Praza do Obradoiro, davanti alla Cattedrale di Santiago di Compostela, ma l’intera città partecipa alla festa e numerosi pellegrini arrivano al termine del Cammino proprio in questi giorni.
Quando si celebra San Giacomo il Maggiore
Il 25 luglio è la festa di San Giacomo Apostolo e la giornata della Galizia. Si tratta di una celebrazione cristiana che si svolge in molte città spagnole e in tutto il mondo.
La ricorrenza della festa di San Giacomo il Maggiore cade ogni anno il 25 luglio. Questo giorno speciale è dedicato a ricordare la sua vita di ardente sequela di Cristo e, in particolare, il suo supremo sacrificio.
In questo giorno si celebra la morte del santo, la sua morte per martirio, una fine che, insieme al suo carattere di discepolo molto vicino a Gesù Cristo, gli conferisce il nome di apostolo e santo.
Ci sono dati e riferimenti che indicano l’anno 44 come data del martirio di San Giacomo, anche se la scelta del 25 luglio non sembra essere basata su alcun dato storico.
La celebrazione del giorno di San Giacomo è molto antica, una festa istituita a Roma intorno al X o XI secolo, quando sappiamo della sua celebrazione nella basilica romana di San Pietro.
Il 25 luglio in Galizia e in Spagna
Il 25 luglio è il giorno di Santiago Apóstolo, patrono di Spagna e della Galizia, oltre che Día de Galicia.
Oggi, dalla fine della Dittatura in Spagna, il giorno dell’Apostolo non è un giorno festivo in tutto il Paese, ma solo nelle comunità autonome che lo decidono ogni anno quando stabiliscono il loro calendario festivo, con l’eccezione della Galizia, che celebra il suo giorno principale, rendendolo un giorno festivo ogni anno.
Il 25 luglio è festivo in Galizia ogni anno. Nelle altre comunità autonome lo è solo se decidono di inserirlo nel proprio calendario: non è più un festivo nazionale come in passato.
San Giacomo Apostolo è molto importante per la Spagna. Santo patrono della nazione, è anche la figura attorno alla quale è nato il celebre Cammino di Santiago.
L’apostolo San Giacomo è noto anche per aver aperto la strada al riconoscimento della Vergine Maria come “pilastro” della Chiesa.
Anche se fin dal IX secolo i re della Riconquista riconobbero San Giacomo Apostolo come loro patrono, fu solo nel XVII secolo che il patrocinio della Spagna fu concesso al Santo.
Papa Urbano VIII, nel 1630 dichiarò, sotto il regno di Filippo IV, che San Giacomo Apostolo doveva essere ufficialmente riconosciuto come unico patrono della Spagna (che dal 1627 condivideva con Santa Teresa di Gesù).
Questa decisione fu presa in concomitanza con il riconoscimento da parte della Chiesa che i suoi resti erano sepolti a Compostela e stabilì anche che la festa di San Giacomo Apostolo sarebbe stata celebrata ogni 25 luglio.
Dal 1646, con Filippo IV, fu istituzionalizzato il Voto di Santiago, che consisteva in un’offerta dei re, dei principi e dell’arcivescovo di Compostela alla Vergine di Santiago de Compostela.
Questa offerta ha luogo ancora oggi, anche se in modo simbolico, in uno dei luoghi in cui si svolge la cerimonia.
Chi era San Giacomo il Maggiore
San Giacomo il Maggiore è una figura di primo peso tra gli Apostoli: figlio di Zebedeo e della pia Salome, fratello del prediletto Giovanni Evangelista.
Giacomo è detto “il Maggiore” per differenziarlo dall’altro Giacomo, “il Minore”, cugino di Gesù.
Il termine non si riferisce necessariamente all’età, ma alla sua rilevanza all’interno della tradizione cristiana.
Era figlio di Zebedeo e Salome e fratello maggiore di Giovanni.
Giacomo nacque a Betsaida, una località della regione storica della Galilea, e lavorava come pescatore insieme al fratello Giovanni e al padre Zebedeo.
Giacomo e il fratello Giovanni l’Evangelista furono chiamati da Gesù mentre si trovavano con la barca sulle rive del lago di Gènnesaret.
Dopo aver assistito alla miracolosa cattura dei pesci e aver sentito Gesù dire loro: “D’ora in poi sarete pescatori di uomini”, Giacomo lasciò le sue reti, suo padre e la sua compagnia di pesca e si mise a seguire Gesù Cristo.
Scrive Marco: «Subito li chiamò ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui».
Secondo la storia della vita dell’apostolo, sia Giovanni evangelista che Giacomo decisero di lasciare la loro vita di pescatori quando Gesù li contattò per unirsi al suo gruppo di 12 apostoli.
Come racconta la Bibbia, entrambi i fratelli furono soprannominati da Gesù Cristo “figli del tuono“, per il loro carattere passionale.
Gesù stesso, riconoscendo il carattere impetuoso e zelante suo e di Giovanni, li soprannominò “Boanergés”, ovvero “figli del tuono”.
Giacomo nella cerchia più vicina a Gesù
Giacomo fece parte del gruppo dei tre apostoli privilegiati - Pietro, Giacomo e Giovanni - che furono scelti da Gesù per prendere parte agli episodi della guarigione istantanea della suocera di Pietro, della resurrezione della figlia di Giairo, della trasfigurazione del Salvatore sul monte e della sua agonia nell’orto degli ulivi.
Giacomo fu tra i primi ad essere reclutato da Gesù e divenne parte della sua cerchia più intima, accanto a Pietro e a suo fratello Giovanni.
Questo privilegio gli permise di assistere a momenti di straordinaria rivelazione divina, come la Trasfigurazione sul Monte Tabor, dove vide la gloria di Cristo risplendere in modo ineffabile.
Fu anche testimone della potenza di Gesù sulla morte, assistendo alla risurrezione della figlia di Giairo.
E nella notte più buia, fu chiamato a vegliare con il Maestro nel Getsemani, condividendo in qualche modo l’angoscia che precedette la Passione.
E quando essi, forse con un’ambizione ancora terrena, chiesero posti privilegiati nel Suo Regno, il Signore preannunciò che avrebbero condiviso il Suo calice, il calice della sofferenza.
La predicazione in Spagna e l’apparizione della Vergine
Secondo la tradizione, Giacomo, “il Maggiore”, fu il primo evangelizzatore della Spagna.
San Giacomo venne in Spagna per annunciare il Vangelo.
Secondo la storia di San Giacomo Apostolo, nell’anno 33 d.C., agli apostoli fu affidata la missione di diffondere e promuovere il Vangelo in tutto il mondo.
Per questo motivo, San Giacomo Apostolo attraversò il Mediterraneo ed entrò in Spagna, attraversando lo stretto di Gibilterra.
In questo modo, intraprese il suo viaggio attraverso la Spagna e il Portogallo, territori conosciuti all’epoca come Hispania.
Non si conosce esattamente il percorso che Santiago el Mayor fece per raggiungere la Galizia, che in epoca romana era conosciuta come Gallaecia.
Alcuni storici suggeriscono che costeggiasse il sud della Spagna e poi percorresse la desolata costa del Portogallo.
Altri resoconti sulla storia del Cammino di Santiago affermano che percorse la valle dell’Ebro, attraversando le terre catalane, e poi prese la strada romana lungo la Cordigliera Cantabrica, fino a La Coruña.
Ci sono persino teorie che suggeriscono che si sia diretto a Murcia, passando per Cartagena, e da lì abbia proseguito verso nord.
Come per il Cammino di Santiago, la fine è chiara. Sono i percorsi possibili per raggiungere la Galizia a essere molteplici.
Proprio mentre si trovava nel paese iberico per evangelizzarlo, visti gli scarsi risultati fino ad allora ottenuti, pensò di fare ritorno a Gerusalemme.
Ma nei pressi della città di Saragozza gli apparve la Vergine Maria, issata su un pilastro.
La Madre Celeste lo invitò a edificare in suo onore una chiesa, ancora oggi visibile ed esistente.
La notte del 2 gennaio 40, Giacomo si trovava con i suoi discepoli presso il fiume Ebro quando “udì le voci degli angeli che cantavano Ave Maria, Gratia Plena e vide apparire la Vergine Madre di Cristo, in piedi su una colonna di marmo”.
La Beata Vergine, ancora viva in carne e ossa, chiese all’Apostolo di costruirle una chiesa in quel luogo, con l’altare intorno al pilastro su cui si trovava.
La Basilica della Virgen del Pilar a Saragozza è legata a questa tradizione.
In onore dell’apostolo, una delle torri del Pilar, la porta alta della Plaza, porta il nome di Santiago.
Inoltre, Zaragoza è anche una delle tappe del Cammino di Santiago e possiede una chiesa intitolata all’apostolo: la Chiesa di Santiago el Mayor, dove si celebra la Santa Messa il giorno di San Giacomo.
Il martirio dell’apostolo
Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo divenne una colonna portante della Chiesa primitiva a Gerusalemme.
La sua ardente predicazione e la sua capacità comunicativa lo resero una figura di spicco, ammirato per il fervore e la sincerità delle sue parole.
La tradizione ci tramanda che il suo zelo evangelizzatore lo portò a intraprendere un viaggio audace, spingendosi fino alle remote terre della Spagna, allora la “Finis Terrae” conosciuta, per diffondere il Vangelo.
Dopo essere stato un pilastro della Chiesa nascente a Gerusalemme al suo ritorno dalla missione evangelizzatrice, Giacomo si trovò ad operare in un clima di crescente ostilità.
Nonostante fosse stato imposto agli Apostoli il divieto di predicare, egli non si sottrasse al suo compito, annunciando il Vangelo con grande fervore e una capacità comunicativa che lo rese molto seguito.
La sua figura autorevole e rappresentativa non passò inosservata agli occhi del potere terreno.
Fu il re Erode Agrippa I, nipote di Erode il Grande e sovrano della Giudea, che, per ingraziarsi le autorità religiose e sferrare un colpo alla comunità cristiana, scelse proprio Giacomo come bersaglio della sua persecuzione.
Fu così che, per ordine del re Erode Agrippa I, Giacomo fu arrestato e condannato a morte per decapitazione a Gerusalemme.
Questo avvenimento, che si colloca tra gli anni 42 e 44 dopo Cristo, lo rese il primo martire tra tutti gli Apostoli, adempiendo così la parola che il Signore stesso gli aveva rivolto.
Giacomo fu il primo apostolo a subire il martirio intorno all’anno 42.
La maggior parte delle teorie sulla vita di San Giacomo Apostolo concordano sul fatto che sia morto nel 44 d.C., anche se alcuni sostengono che sia morto nel 62 d.C.
Per quanto riguarda le modalità di morte del santo Giacomo, c’è un notevole accordo sul fatto che sia stato martirizzato per le sue convinzioni cristiane.
La sua morte fu un segno potente della radicalità della fede e della prontezza a dare la vita per Cristo.
La storia del martirio di San Giacomo, sebbene brevemente menzionata negli Atti degli Apostoli, risuona nei secoli come un richiamo al coraggio e alla fedeltà.
Il perdono del testimone
Secondo quanto tramandato da Clemente Alessandrino e da Eusebio di Cesarea, mentre l’apostolo andava al martirio gli si avvicinò colui che aveva falsamente testimoniato contro di lui e gli chiese perdono.
Giacomo si fermò pensieroso, ma poi lo abbracciò dicendogli: «La pace sia con te».
Si narra che, mentre San Giacomo veniva condotto al luogo dell’esecuzione, uno scriba di nome Josias, l’uomo incaricato di accompagnarlo, fu testimone di un miracolo: vide San Giacomo compiere la guarigione di un paralitico che lo aveva invocato.
Questo evento fu così toccante e potente che lo scriba Josias, profondamente turbato e pentito, si convertì al cristianesimo sul posto e supplicò il perdono dell’Apostolo.
San Giacomo, con carità esemplare, chiese un recipiente d’acqua e lo battezzò immediatamente.
Così, uniti nella fede appena professata, affrontarono insieme il martirio per decapitazione.
Le spoglie, la tomba e la nascita di Compostela
La tradizione, sebbene alcuni aspetti del suo legame con la Spagna non siano supportati da documenti storici o siano avvolti dalla leggenda, ci tramanda che i suoi discepoli presero il suo corpo.
Due di loro, secondo la leggenda, chiamati Attanasio e Teodoro, raccolsero il corpo e la testa di Giacomo e, con una nave, lo trasportarono da Gerusalemme fino alle remote coste della Galizia, nel nord-ovest della Spagna, in particolare ad Iria Flavia.
Secondo la leggenda di San Giacomo Apostolo, i suoi resti furono trasportati in una nave senza timone e senza vela.
Erano guidati esclusivamente dai disegni del santo apostolo.
Accompagnata dai suoi fedeli seguaci, la barca circumnavigò la penisola iberica.
Raggiunta la costa nord-occidentale, proseguirono il viaggio lungo il fiume Ulla e terminarono il viaggio in barca a Padrón, in Galizia.
Da lì si diressero verso Santiago de Compostela.
Di queste spoglie, si persero le tracce per molti secoli.
Secondo la storia di Santiago de Compostela, la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore fu scoperta nel IX secolo.
Nell’anno 823 un tranquillo eremita, noto come Pelayo, viveva nella sua casa nella foresta di Libredón.
Di notte, delle luci misteriose, provenienti dalla foresta, cominciarono ad attirare la sua attenzione.
Sorpreso dalle strane luci incandescenti, Pelayo decise di condividere la sua preoccupazione con Teodomiro, l’allora vescovo di Iria Flavia.
Entrambi si avvicinarono al luogo da cui provenivano i bagliori e scoprirono l’Arca marmorea sepolta.
Le luci furono interpretate come segni divini.
All’interno riposavano tre corpi.
Furono subito attribuiti all’apostolo Giacomo e ai due discepoli che ne custodirono le spoglie fino alla morte, Anastasio e Teodoro.
Il vescovo informò immediatamente il re dell’epoca, Alfonso II, della sorprendente scoperta.
Il monarca si recò sul luogo della scoperta, che divenne noto come “Campo de Estrellas ” (Campus Stellae) e che sarebbe stato all’origine del nome Compostela.
Dopo la sua visita, ordinò la costruzione di un tempio che sarebbe stato il precursore della cattedrale di Santiago Apostolo.
Fu proprio qui che nel 1075 ebbe inizio la costruzione di una grande cattedrale.
Ed è all’interno di questa maestosa Cattedrale di Santiago de Compostela che le spoglie di San Giacomo sono custodite, tradizionalmente in un’urna posta sotto l’altare maggiore.
La Chiesa cattolica sostiene che i resti ritrovati appartengono all’apostolo San Giacomo il Maggiore.
Tuttavia, alcuni documenti scritti collocano l’apostolo fuori dalla Giudea al momento della sua morte.
Si mette addirittura in dubbio che il santo apostolo abbia mai messo piede in Spagna, come racconta la storia dell’apostolo Giacomo il Maggiore.
La realtà è che la Chiesa ha proibito, con bolla papale, di effettuare test del DNA per verificare l’autenticità dei resti.
Pertanto, tutto sembra indicare che il culto dei resti continuerà a essere una questione di fede.
La nascita del Cammino di Santiago
Il culto legato a Giacomo Maggiore si diffuse in maniera straordinaria in Spagna, dove sorse il famosissimo santuario di Compostela che dall’XI al XIV secolo divenne per la cristianità occidentale un’ambita meta di numerosi pellegrinaggi.
Dopo la scoperta della sua tomba intorno all’anno 813, dove riposano le sue spoglie, molti cristiani nel nord del Paese iniziarono a pellegrinaggio a quella che oggi è Santiago de Compostela per dimostrare la sua devozione.
Questa usanza divenne una tradizione e il fenomeno del Cammino di Santiago si diffuse in tutta Europa, rendendo la città uno dei centri di pellegrinaggio più importanti della cristianità, insieme a Roma e Gerusalemme.
Il Santuario di San Giacomo di Compostela è considerato, fin dal Medioevo, una delle mete più ambite, insieme a Gerusalemme e Roma.
Il Cammino di Santiago, dunque, nacque come un atto di devozione.
Migliaia di fedeli, seguendo antiche strade, intrapresero e continuano a intraprendere questo viaggio per onorare l’Apostolo nel suo luogo di eterno riposo.
Il Cammino di Santiago di Compostela - conosciuto anche come Cammino di San Giacomo - è una delle vie più importanti della storia e della cristianità, uno dei più importanti pellegrinaggi cristiani in Europa e nel mondo.
Si tratta di un antico percorso di pellegrinaggio che ha come meta la cattedrale di Santiago de Compostela, nella Galizia spagnola, dove secondo la tradizione cristiana sono custodite proprio le spoglie di Giacomo Maggiore.
Il Cammino Francese, nella sua forma più celebre, è lungo circa 800 chilometri e dura circa un mese.
Questo percorso, che nella sua forma più celebre (il Cammino Francese) è lungo circa 800 chilometri e dura circa un mese, è oggi meta di milioni di persone.
Il Cammino è stato anche dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Un pellegrinaggio considerato un atto di fede, di riflessione e di spiritualità per molti dei partecipanti.
Il Cammino di Santiago rappresenta anche un’opportunità per meditare e trovare pace interiore, oltre che per conoscere culture diverse.
Durante il loro cammino, i pellegrini incontrano infatti varie tradizioni culturali, gastronomiche e storiche delle regioni attraversate, e le città site lungo il percorso offrono arte, architettura e ospitalità locale.
Il cammino promuove anche un forte senso di comunità tra i pellegrini, persone provenienti da tutto il mondo che condividono esperienze ed emozioni durante il viaggio.
Il “Cammino di Santiago risveglia uno dei desideri più profondi del cuore umano, il desiderio di purificazione, di miglioramento; in breve, il desiderio di Dio”.
Il significato spirituale del pellegrinaggio
Il pellegrinaggio un tempo aveva un senso molto più profondo, era l’espressione di una riflessione che portava ad un cambiamento di vita, intendeva un desiderio di raggiungere luoghi distanti e dunque un movimento esterno che non era altro che un riflesso di quello che accadeva all’interno di ciascuno, nel suo animo.
Sarebbe opportuno che almeno i cristiani che intraprendono un pellegrinaggio sapessero innanzitutto che quel percorso non lo fa l’io ma lo compie un noi, un cammino in questo senso sinodale, ma per davvero!
Ritornare ad un senso di comunione e di comunità è indispensabile per suggerire un pellegrinaggio corale nella Chiesa, che si muova verso quel luogo dove Dio ci ha dato appuntamento.
Siamo nel tempo del Giubileo, e cogliere l’occasione di fare un passaggio radicale in Cristo e attraverso Cristo è un appello che dovremmo accogliere con generosità e gratitudine.
Da Giacomo possiamo imparare molte cose: la disponibilità ad accettare la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la barca delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo di seguirlo lungo i sentieri che ci indica al di là della nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario fino al sacrificio supremo della vita.
Seguendo Gesù come Giacomo, sappiamo, anche in mezzo alle difficoltà, che siamo sulla strada giusta.
Il pellegrinaggio può quindi essere letto come un cammino esteriore e interiore, nel quale la meta geografica, la memoria dell’apostolo e l’incontro con altri pellegrini si uniscono in un’esperienza di fede e di ricerca personale.
Anno Santo Compostelano e indulgenza plenaria
I pellegrini a Compostela potevano ottenere il perdono generale di tutti i loro peccati, perdono che poteva essere esteso a tutto l’anno quando la festa cadeva di domenica, cioè quando si trattava di un Anno Santo Compostelano.
L’Anno Santo Compostelano si celebra solo quando il 25 luglio cade di domenica.
Il 2026 non è un Anno Santo Xacobeo, perché il 25 luglio cade di sabato.
L’ultimo Xacobeo è stato il 2021, prolungato al 2022, e il prossimo sarà il 2027.
Nel 2026 la Porta Santa della cattedrale resta chiusa, ma la festa del santo si celebra comunque in tutto il suo splendore.
Nel giorno di San Giacomo si possono ottenere le indulgenze plenarie, ossia la possibilità di ottenere il perdono dei peccati per i pellegrini o i fedeli.
Per ottenere il Giubileo e ottenere un’indulgenza plenaria, devono essere soddisfatte tre condizioni:
- Visiti la tomba di San Giacomo Apostolo nella cattedrale.
- Dica una preghiera.
- Ricevere il sacramento della Confessione quindici giorni prima o quindici giorni dopo la visita alla tomba e la comunione.
Le Festas do Apóstolo a Santiago de Compostela
La festa di San Giacomo Apostolo - nota anche come la “Festa di Santiago” - ricorre il 25 luglio di ogni anno, ma i festeggiamenti iniziano nei giorni precedenti e durano 2 settimane.
Le celebrazioni si svolgono in varie località della Spagna, anche se il culmine dei festeggiamenti ha luogo in Galizia, nella città di Santiago de Compostela.
Le Festas do Apóstolo, dichiarate Festa di Interesse Turistico Internazionale, animano la città per circa due settimane, all’incirca dal 15 al 31 luglio, con concerti gratuiti, spettacoli di strada, giganti e testoni, musica di gaite e attività culturali in piazze come la Quintana, il Toural e l’Alameda.
Le iniziative in onore di San Giacomo Apostolo includono processioni e momenti di preghiera, ma anche spettacoli, cinema all’aperto, mostre e concerti musicali.
Tutta la città viene dunque invasa da danzatori in abiti folcloristici, artisti di strada, luci colorate, suoni delle tradizionali cornamuse e di bande musicali.
Il 25 luglio è il giorno di Santiago, ma i festeggiamenti iniziano una decina di giorni prima quando viene presentato un programma completo di mostre, spettacoli teatrali, spettacoli di strada e concerti musicali.
Danze regionali e gaitas, le cornamuse, sono parte della festa.
Concerti e festival riempiono ogni angolo della città per celebrare il giorno di Santiago.

La notte del 24 luglio: i Fuochi dell’Apostolo
I festeggiamenti in onore del Santo Patrono della Spagna e della Galizia raggiungono il culmine durante i cosiddetti «Fuochi dell’Apostolo».
Il portentoso spettacolo pirotecnico dei “Fuochi dell’Apostolo” illumina la notte del 24 luglio.
Alle dodici del mattino del 24, le campane della cattedrale annunciano ciò che accadrà quella notte stessa.
La piazza dell’Obradoiro si riempie di luci e colori in uno spettacolo che trasporta il visitatore in un mondo magico.
La cosa più sorprendente sono le proiezioni multidimensionali sulla Cattedrale, che sembra prendere vita.
Inoltre, è tradizione bruciare un castello pirotecnico che imita la facciata.
Sulla facciata dell’Obradoiro va in scena un grande spettacolo di luci, proiezioni e laser che fa “prendere vita” alla cattedrale, con la tradizionale evocazione dell’antica facciata gotica.
In parallelo, i fuochi d’artificio vengono lanciati da diversi punti della città, una scelta adottata negli ultimi anni per distribuire il pubblico ed evitare ressa in un’unica piazza, così da poterli ammirare da molti quartieri e miradoiros.
Lo spettacolo inizia in genere intorno alle 23:30.
La notte del 24 luglio è per molti compostelani la notte più magica dell’anno.
Il 25 luglio: messa solenne, Offerta al Santo e botafumeiro
La solenne messa del 25 luglio si celebra nella Cattedrale.
La mattina del 25 la cattedrale ospita gli atti religiosi più importanti.
La funzione religiosa comprende lo spettacolo del botafumeiro, in cui un incensiere di straordinarie dimensioni viene fatto oscillare ad una velocità sorprendente.
Il 25 luglio è anche una delle date fisse in cui entra in funzione il celebre botafumeiro, il gigantesco incensiere della cattedrale, che vola sopra le navate mosso dagli otto tiraboleiros.
L’immenso incensario oscilla a velocità lungo il transetto diffondendo la sua essenza in tutto il tempio.
La Cattedrale accoglie le cerimonie dell’Offerta al Santo e del botafumeiro.
La messa solenne inizia intorno alle 10:00-10:30 ed è seguita, verso mezzogiorno, dalla Ofrenda Nacional al Apóstol.
Si tratta di un rito unico in Spagna, in cui il Re Felipe VI o un delegato regio offre al santo il tradizionale omaggio a nome di tutto il Paese.
Il 25 luglio la Chiesa celebra la festa di San Giacomo Apostolo, la figura attorno alla quale è nato il Cammino di Santiago.
La celebrazione comprende i magnifici fuochi d’artificio che si svolgono nella Plaza del Obradoiro la notte del 24, accompagnati da proiezioni e spettacoli audiovisivi sulle facciate della cattedrale e di altri edifici storici della piazza.
La festa si chiude il 31 luglio con un ultimo spettacolo pirotecnico.
La Festa di San Giacomo lungo il Cammino Portoghese
Se percorri il Cammino Portoghese, il 25 luglio hai la fortuna di attraversare Padrón proprio nel suo giorno più importante.
Qui, a una ventina di chilometri da Santiago, si celebra la romería del Santiaguiño do Monte, una delle feste più legate in assoluto alla tradizione giacobea.
Padrón è la culla del mito: secondo la tradizione, è qui che approdò la barca con il corpo dell’apostolo.
Il pedrón, la pietra d’ormeggio, si conserva sotto l’altare della chiesa.
È sul monte Santiaguiño che Giacomo avrebbe predicato, tra le rocce dove oggi sorgono un’eremita e una fonte.
Il giorno grande, il 25, si apre verso le 10:30 con la processione che porta l’immagine di Santiago Pellegrino, a Padrón chiamata affettuosamente O Parrandeiro, “il festaiolo”, perché “balla” sulle spalle dei portatori, dalla chiesa parrocchiale su al monte, accompagnata dai gruppi di gaite.
Seguono la messa nel santuario e la messa solenne, cantata dalla corale padronesa.
Il momento più atteso è la sardiñada: una grande grigliata popolare con distribuzione gratuita di sardine, bollos preñados, panini ripieni, e pane di mais.
Nel pomeriggio si svolgono giochi per i bambini e verso le 19:30 la discesa in processione del santo chiude la giornata.
Tutto è gratuito, e i giorni precedenti sono ricchi di concerti e spettacoli.
La Festa sul Cammino Francese
Sul Cammino Francese il 25 luglio si vive prima di tutto come il giorno in cui puntare ad arrivare a Santiago.
Le grandi città della rotta, infatti, concentrano le loro feste patronali in altri mesi: Logroño celebra San Bernabé a giugno e San Mateo a settembre, León i suoi San Juan e San Pedro a fine giugno, Ponferrada la Encina a settembre, Astorga Santa Marta ad agosto.
Questo non vuol dire che il 25 luglio passi inosservato lungo la via.
Santiago è patrono di Spagna, e nei tanti paesi con una chiesa a lui dedicata la giornata è segnata da messe e piccole feste patronali.
A Logroño, per esempio, la chiesa di Santiago el Real, con il celebre rilievo equestre del santo, è un punto di riferimento.
A Burgos la giornata è ricordata dalle parrocchie e dall’associazione degli amici del Cammino.
In borghi come Belorado, la cui chiesa custodisce immagini di Santiago, il santo è di casa.
La conseguenza pratica è che chi cammina la parte finale trova gli ultimi 100 km da Sarria particolarmente affollati in questi giorni, perché tantissimi pellegrini programmano l’arrivo per il 25.
Itinerari per arrivare a Santiago durante la festa
Se vuoi essere a Santiago il 24 o 25 luglio, devi partire tra il 16 e il 18, a seconda del tuo ritmo e della rotta scelta.
Cammino Francese da Sarria
Un’ottima opzione se vuoi percorrere gli ultimi 100 km per ottenere la Compostela.
È accessibile, ben servito, e ogni tappa ha il suo fascino.
Cammino Portoghese da Tui
Il Cammino Portoghese da Tui è più tranquillo rispetto al Francese.
Unisce paesaggi verdi, paesini accoglienti e un’esperienza ben curata.
Cammino Primitivo da Lugo
Ideale per chi ha già fatto un cammino o desidera percorsi più naturali e meno affollati.
Il tratto finale fino a Santiago può essere perfettamente adattato alle date delle feste.
Consigli per vivere la festa da pellegrino
Il mese di luglio ha molti aspetti positivi: bel tempo, giornate lunghe e molta più animazione del solito.
Ma ci sono anche molte più persone lungo il percorso.
Alloggi pieni, tappe affollate e file ovunque possono complicare le cose dopo ore di cammino.
Il 25 luglio è una delle date più affollate dell’anno: gli alloggi si riempiono in fretta e il letto in ostello diventa una vera corsa.
Per i fuochi, è utile essere a Santiago il 24.
Programmare le ultime tappe per arrivare entro la sera del 24 luglio permette di vivere sia i Fuegos del Apóstol sia gli atti del 25.
In pieno periodo di festa, un alloggio prenotato anche appena fuori dal casco storico può salvare la giornata.
La città è affollatissima e gli alloggi vanno esauriti con largo anticipo.
Vivere i riti dell’arrivo significa partecipare alla messa del pellegrino, assistere al botafumeiro e raggiungere la Praza do Obradoiro.
Sul Portoghese, è possibile vivere la romería di Padrón il 25 e poi decidere se pernottare lì o affrontare l’ultimo tratto verso Santiago con calma il giorno dopo.
Arrivare a luglio significa vivere un’atmosfera difficile da eguagliare.
Le piazze sono piene di musica, le strade illuminate, e ad ogni angolo ci sono pellegrini con cui condividere storie.
La sensazione di entrare in Plaza del Obradoiro in quei giorni, dopo aver camminato per chilometri, è difficile da descrivere.
Quello che è certo è che l’atmosfera, l’energia e l’emozione sono uniche rispetto al resto dell’anno.
I simboli di San Giacomo
San Giacomo è ritratto in abito da pellegrino mentre impugna il bastone e la bisaccia.
Talvolta viene raffigurato con il cappello da pellegrino, la conchiglia, il libro, la spada e lo stendardo.
San Giacomo Apostolo è raffigurato vestito come un pellegrino o come un soldato montato su un cavallo bianco in posizione di combattimento.
La conchiglia di Santiago
La conchiglia di Santiago, o conchiglia di San Giacomo, nota anche come capasanta, rappresenta uno dei simboli più iconici e significativi del Cammino di Santiago.
Questa conchiglia non solo adorna la segnaletica ufficiale lungo il percorso, ma figura anche nel logo simbolo del Cammino, testimoniando la sua profonda connessione con questa tradizione spirituale e culturale.
Le striature della conchiglia, che convergono in un unico punto, simboleggiano i vari percorsi che i pellegrini possono intraprendere, tutti convergenti verso Santiago de Compostela, il cuore spirituale del cammino.
La “Pecten jacobaeus”, nome scientifico della capasanta comune, è un mollusco bivalve della famiglia dei pectinidi.
È conosciuto in diverse lingue con nomi che fanno riferimento al legame con il tema giacobeo, come “common scallop” in inglese, “coquille Saint-Jacques” in francese e “vieira” in Galiziano, tra gli altri.
Nel corso dei secoli, la conchiglia di Santiago ha assunto diversi significati simbolici: è stata associata all’esecuzione di buone opere, a causa della sua somiglianza con le dita di una mano aperta; alla rinascita personale, collegata al simbolismo di Venere; all’inizio di un nuovo percorso, evocato dalla forma che ricorda una gamba d’oca palmata.
Questi simbolismi convergono nel rappresentare la conchiglia come emblema della spiritualità e della religiosità che permeano il Cammino di Santiago.
La conchiglia ricorda anche il battesimo, come segno di rinascita spirituale, e l’invito a ogni cristiano a diffondere il Vangelo.
Storicamente, portare con sé una conchiglia raccolta sulle sponde della Galizia al ritorno da Santiago de Compostela era un modo per dimostrare di aver completato il viaggio.
Oggi, la conchiglia di San Giacomo è comunemente indossata dai pellegrini come distintivo appeso allo zaino o come patch cucita, servendo da simbolo visivo della loro partecipazione al pellegrinaggio.
San Giacomo Matamoros
Un’altra figura potente nata dalla fede popolare, specialmente durante la Reconquista spagnola, è quella di San Giacomo Matamoros, l’Uccisore di Mori.
La leggenda narra che San Giacomo apparve in sella a un cavallo bianco per guidare e sostenere gli eserciti cristiani nelle loro battaglie contro i musulmani.
L’episodio più celebre è la sua apparizione nella battaglia di Clavijo.
Questa credenza, sebbene distante dalla figura evangelica dell’apostolo, fu di fondamentale importanza per infondere coraggio e speranza nei combattenti cristiani e segnò profondamente l’identità spagnola legata al santo.
Per questo motivo, oltre a essere il patrono dei pellegrini e della Spagna, è anche il patrono della cavalleria.
La tradizione gastronomica
La tradizione culinaria associata al santo, soprattutto in contesti legati al pellegrinaggio verso Santiago di Compostela, è ricca di piatti tipici della regione e di cibi consumati dai pellegrini lungo il cammino.
Si possono includere piatti a base di carne, pesce, legumi e prodotti locali, come il famoso “pulpo à la gallega” e la “empanada gallega”.
Pulpo à la gallega
Il polpo alla galiziana, anche detto “pulpo à la gallega”, è un antipasto tipico della cucina spagnola e in particolare della regione della Galizia.
È un vero capolavoro di semplicità e sapore, capace di conquistare anche i palati più esigenti.
Il polpo, tenero e succulento, si sposa perfettamente con il sapore affumicato della paprika creando un equilibrio che esalta i sapori di entrambi gli ingredienti.
Le patate danno sostanza al piatto e fanno da base per gli altri ingredienti, e il tutto viene legato da un filo di olio extravergine d’oliva che dona profondità e armonizza il piatto.
Tradizionalmente il polpo alla galiziana viene servito su piatti di legno come tapas, ovvero piccoli stuzzichini che accompagnano una bevanda, solitamente alcolica.
Empanada gallega
L’ “empanada gallega” è una focaccia rustica che si prepara in Galizia fin dai tempi dei Goti, detta la torta del pellegrino e viene farcita con diversi ripieni, carne rosse o bianche, pesce e crostacei, verdure di ogni tipo.
È ottima consumata sia calda che fredda.
San Giacomo, patrono dei pellegrini
San Giacomo è il patrono della cara terra di Spagna e dell’intera regione della Galizia, un legame forte nato dalla tradizione e dalla scoperta del suo sepolcro a Compostela.
La sua protezione si estende a tante anime e professioni.
Egli è il protettore per eccellenza dei pellegrini e dei viaggiatori, di coloro che si mettono in cammino, sostenuti dalla fede, verso Santiago o lungo qualsiasi via della vita.
È un sostegno sicuro per chi affronta il viaggio spirituale e fisico.
Per il suo carattere ardente, a volte soprannominato “figlio del tuono”, e la sua associazione, soprattutto nella tradizione spagnola, con la lotta e la difesa della fede, è considerato protettore di cavalieri e soldati.
La sua intercessione è invocata anche per i sofferenti e per chi cerca sollievo da mali fisici, come i reumatismi.
La devozione popolare lo vede anche come un aiuto prezioso per ottenere il bel tempo e per benedire i raccolti.
San Giacomo estende il suo manto di protezione su diverse categorie lavorative: è il patrono di farmacisti, droghieri, profumieri, di cappellai e fabbricanti di calze, e anche dei veterinari e dei questuanti.
Preghiere a San Giacomo
O glorioso San Giacomo che per la vostra purezza e per il vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo non solo sollevato al grado di Apostolo, ma fra gli apostoli stessi privilegiato delle sue più intime confidenze, ottenete a noi tutti la grazia di essere per la nostra vita veramente cristiana, meritevoli delle grazie più elette e singolari.
Voi, annunziando a molti popoli il Vangelo di Gesù Cristo, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la SS. Vergine Maria, ottenete a noi tutti un grande zelo per la santificazione dei nostri fratelli.
E poiché dopo di avere sostenuto per amore di Gesù Cristo le più grandi fatiche ed affrontati i maggiori pericoli aveste poi l’onore di essere il primo a sigillarne col sangue la fede, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche ed i travagli di questa terra, e specialmente la salvezza dell’anima. Amen.
O Padre, onnipotente e misericordioso, tu hai voluto che San Giacomo, primo fra gli Apostoli, sacrificasse la vita per il Vangelo; per la sua gloriosa testimonianza conferma nella fede la tua Chiesa e sostienila sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio che è Dio e vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Dio onnipotente e misericordioso, che hai scelto dodici apostoli per evangelizzare il mondo intero.
Tra loro, tre sono stati favoriti in modo speciale da Suo Figlio Gesù Cristo, che si è degnato di includere l’apostolo Giacomo in questo numero selezionato.
Per sua intercessione possiamo essere degni di ottenere la gloria del cielo, dove Lei vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.