Fatima torna di attualità: il messaggio di pace, conversione e tutela dei più fragili

Fatima torna di attualità perché il suo messaggio non è un ricordo del passato, ma una presenza viva nell’oggi: richiama la centralità di Dio nella vita del credente, la preghiera per la pace, la conversione e la responsabilità di proteggere i più fragili.

Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle apparizioni che segnarono la vita dei tre pastorelli, risuonano forte gli appelli alla pace e alla tutela dei più piccoli. Padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del famoso santuario mariano: “Al centro del messaggio c’è il luogo di Dio nella vita del credente”.

Perché Fatima è ancora attuale

Un luogo legato a un nome, la Vergine Maria. Fatima, luogo che evoca immagini e storia. Qui, la tradizione e la pietà popolare, la fede e la storia, s’intrecciano in una misteriosa “partitura” contrappuntistica di storie, vite e avvenimenti, piccoli e grandi.

Trascorrono gli anni e la devozione alla sacra immagine della Vergine si fa sempre più attuale: non è un ricordo del passato, ma presenza viva nell’oggi. Soprattutto per tanti giovani.

Fatima, come anche i grandi santuari, diviene sempre luogo di incontro tra tradizione e attualità. La presenza della statua originale della Madonna di Fatima a Roma rappresenta un momento spirituale profondo: non è solo un’occasione di devozione, ma anche un invito alla conversione, alla pace e alla preghiera, secondo il messaggio che la Vergine affidò ai tre pastorelli portoghesi nel 1917.

La presenza dei pellegrini e la vitalità del santuario

I numeri: nel 2022, i pellegrini - provenienti da circa 80 paesi del mondo - che si sono recati al santuario sono stati 4.937.294, passando ai 6.478.323 dello scorso 2025. E poi ci sono i 350 volontari dediti all’accoglienza.

Oltre ai numerosissimi “serviti” per le celebrazioni principali che si alternano tra maggio e ottobre. Sono numeri che ci indicano come non si stia parlando di un libro del passato perché - come racconta padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore dal 2011 del famoso santuario mariano - "ancora oggi la tradizione si mescola nella devozione dei pellegrini che arrivano al santuario, che arrivano alla cappella delle apparizioni, per contemplare la statua della Madonna perché credono che nella statua vi sia anche la presenza della persona rappresentata secondo la fede della Chiesa: c’è questa contemplazione che poi diventa anche preghiera, diventa supplica per le difficoltà ma anche partecipazione nei momenti di preghiera, come per esempio, quello del Rosario oltre che per la celebrazione dell’Eucaristia”.

DatoInformazione
Pellegrini nel 20224.937.294
Pellegrini nel 20256.478.323
Paesi di provenienzaCirca 80
Volontari dediti all’accoglienza350

Il messaggio centrale: il luogo di Dio nella vita del credente

Ma il santuario custodisce non solo la popolare iconografia mariana famosa in tutto il mondo. Custodisce soprattutto un messaggio, affidato ai quei tre bambini, pastorelli, specchio dell’umanità intera di tutti i tempi.

Un messaggio che padre Carlos addirittura afferma che in molti aspetti "è ancora più attuale oggi che nel 1917, nel tempo delle apparizioni. Al centro del messaggio di Fatima c’è il luogo di Dio nella vita del credente, quindi la centralità di Dio.

Questo si comprende sia nelle apparizioni dell’angelo che nelle apparizioni della Madonna: c’è sempre la preoccupazione del luogo che Dio deve occupare nella vita del credente. E se nel tempo delle apparizioni c’era il problema dell’ateismo militante, adesso non abbiamo tanto questo ateismo che lotta contro Dio, abbiamo piuttosto un atteggiamento d’indifferenza davanti a Dio" ricorda padre Carlos.

La pace come richiesta permanente

E poi, il tema della pace: "Nella prima apparizione la Madonna chiede ai pastorelle di pregare il Rosario per la pace nel mondo". Un dono chiesto oggi dalla Chiesa, dal pontefice, da tutto il popolo di Dio.

La pace, la tanto agognata pace, per giungere al silenzio di una guerra che reca morte e distruzione, e soprattutto un accanimento contro i bambini, “gli innocenti” del Vangelo.

Il digiuno indica appunto questa conversione,questo cambiamento di sguardo, affermare la signorìa di Dio nella nostra vita e nella storia, aprire a Lui il nostro cuore perché cambi l’odio in amore. Preghiera e digiuno sono le armi più importanti che abbiamo contro la guerra, come ha indicato la Regina della pace a Fatima e ora a Medjugorje.

Dio è sempre attento ai piccoli

E non è un caso che la Vergine abbia scelto proprio loro, i bambini: "Dio ha scelto anche tre bambini per mezzo della Madonna - continua il rettore del santuario mariano - per mostrare che Dio ha sempre uno sguardo speciale per i più fragili e quindi per i bambini.

La Chiesa ha vissuto tutto il dramma degli abusi contro i bambini, che è proprio un dramma nella vita della Chiesa, ma è anche un dramma nella vita del mondo. Il messaggio ci ricorda: da una parte che Dio è sempre attento ai piccoli; dall’altra parte, ci ricorda che tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere i più fragili e stare accanto a queste vittime.

Questo sarà un lavoro sempre da fare, non concluso: c’è qualcosa sempre che dobbiamo cercare ogni giorno di realizzare. Ma il discorso per il rettore del santuario si amplia fino a giungere ai migranti, fino ad arrivare a coloro che hanno bisogno di aiuto.

Tutti siamo fragili perché abbiamo bisogno del Signore, forti però del suo amore per ognuno di noi.

Le apparizioni di Fatima nel 1917

Il 13 maggio 1917 è il giorno in cui la Vergine Maria apparve per la prima volta sugli altipiani di un piccolo villaggio dell’Estremadura a tre pastorelli: Lucia Dos Santos e Francesco e Giacinta Marto. In questa occasione la Madonna di Fatima chiese al popolo penitenza e conversione.

Nostra Signora di Fatima è uno dei nomi usati dalla chiesa per venerare la Vergine Maria. Tra le apparizioni mariane più recenti, e riconosciute ufficialmente dalla chiesa cattolica, possiamo citare senza dubbio quelle di Fatima come le più famose.

La prima apparizione avvenne il 13 maggio 1917, agli della pastorella Lucia dos Santos, a Jacinta Marto e a Francisco Marto, fratello di Jacinta e cugino di Lucia. Nel corso della prima apparizione, la Vergine diede appuntamento ai tre pastorelli il giorno 13 di ogni mese lungo lo stesso tragitto e fino al 13 ottobre.

Secondo il racconto dei pastorelli, le apparizioni continuarono per diverso tempo. Ogni volta che la Madonna appariva gli confidava rivelazioni di eventi futuri: la fine imminente della prima guerra mondiale, così come il pericolo della seconda guerra che sarebbe stata devastante se gli uomini non si fossero convertiti, la minaccia comunista dalla Russia che poteva essere allontanata solo con la Consacrazione della nazione al Cuore Immacolato di Maria.

Le apparizioni dell’angelo

Tutto iniziò con le apparizioni dell’angelo. Come ci racconta Lucia nelle sue Memorie, nel 1915, mentre si trovava insieme ad alcune compagne lungo i pascoli del padre, aveva visto una misteriosa figura “simile a una statua di neve”.

Questa apparizione la impaurì e così decise di non raccontare nulla ai familiari, al contrario delle sue compagne che invece raccontarono tutto. Per questo motivo, da quel momento in poi Lucia preferì andare al pascolo in compagnia di Francisco e Giacinta.

Un giorno, mentre cercavano riparo dalla pioggia, era apparsa ancora una volta quella figura, descritta come “un giovane fra i quattordici e i quindici anni, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo” e che venne interpretato come un angelo, più precisamente l’angelo della pace.

L’angelo invitò i bambini a pregare insieme a lui per riparare alle offese subite da Dio da parte dei peccatori, e recitò queste parole: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima, divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della Terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.

Riapparve ancora una volta nell’estate del 1916, rivelandosi come angelo protettore del Portogallo e ordinò ai tre pastorelli di fare sacrifici per la salvezza della loro patria, completamente devastata dalle guerre civili.

L’angelo scomparve e i pastorelli non ebbero più visioni fino a quelle avvenute nel 1917 a Cova d’Iria.

Le apparizioni della Madonna di Fatima

Dopo pochi mesi dalle apparizioni dell’angelo, mentre erano intenti a sorvegliare il gregge, notarono un lampo improvviso, come una sorta di temporale. Cercarono di mettere al riparo le pecore e notarono un secondo lampo, nonostante fosse una bellissima signora comparve sopra di loro un piccolo elce verdeggiante.

Così racconta Lucia nelle sue Memorie: “Non abbiate paura non voglio farvi del male”, disse la signora. Lucia chiese: “Di dove venite, Signora?”. “Vengo dal cielo”, rispose.

Chiese dunque ai tre pastorelli di recarsi nello stesso luogo il tredici di ogni mese fino a ottobre. Li raccomandò inoltre di pregare il rosario per il termine della prima guerra mondiale per il rientro a casa dei soldati.

I pastorelli tornarono a case. Giacinta raccontò tutto alla madre che, preoccupata, chiese aiuto a sua cognata Rosa, madre di Lucia. La piccola Lucia venne accusata di menzogna dalla madre, cercò inutilmente di difendersi e decise di tacere fino al 13 giugno, il giorno in cui la visione tornò a Cova di Irìa.

Il 13 giugno e il cuore ferito di Maria

I tre pastorelli erano accompagnati da tre veggenti, quattordici compagne curiose e Maria Carreira col figlio Giovanni. A mezzogiorno la Madonna riapparve ai pastorelli e rivelò a Lucia il suo dolore per i maltrattamenti subiti dalla madre.

Disse che Giacinta e Francisco sarebbero morti presto, mentre invece lei sarebbe sopravvissuta per far conoscere al mondo quello che aveva visto. Mostrò dunque il suo cuore ferito da spine pungenti e scomparve.

Sulla via del ritorno, i pastorelli vennero bersagliati da tante domande. La madre di Lucia accusò ancora la figlia e la condusse dal parroco che la interrogò, sospettando che quella visione fosse una manifestazione diabolica.

Il 13 luglio e il messaggio della conversione

Il 13 luglio i bambini furono accompagnati da cinquemila persone, perlopiù persone che volevano prendersi gioco dei pastorelli. Lucia racconta che a mezzogiorno apparve la Madonna.

Si lamentò ancora dei maltrattamenti subito e rinnovò l’invito a offrire le sue sofferenze in favore delle conversione dei peccatori. Poi mostrò l’inferno ai pastorelli e rivelò la seconda parte del segreto, oltre alla visione dell’Inferno, e disse: “La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore.

Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.

Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate.

Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace”.

Il 13 agosto e l’apparizione del 19 agosto

In tutto il Portogallo si diffuse la notizia di questi strani eventi, i pastorelli erano accusati di essere millantatori e vittime di una congiura clericale.

La notizia arrivò fino al sindaco di Vila Nova da Ourèm, Arturo Oliveira, che convocò Lucia, suo padre e il padre di Giacinta e Francisco, Manuel, e li minacciò di arrestarli.

Il 13 agosto, con la scusa di condurre i pastorelli sul luogo delle apparizioni, li trascinò in prigione per costringerli a confessare. Ma i ragazzini non vollero ammettere il falso.

Non sapendo più come minacciarli, il sindaco decise di rimandarli a casa il 15 agosto. Poichè i bambini non avevano potuto assistere all’apparizione del giorno 13, questa si verifica quattro giorni dopo, il 19 agosto.

Questa volta la Madonna gli promise che, in occasione della prossima apparizione avrebbe inviato un segno per confermare l’autenticità delle loro affermazioni.

Il 13 settembre e l’attesa del segno

Il 13 settembre si radunarono circa trentamila persone, tra cui molti malati in barella. A mezzogiorno i testimoni videro un globo luminoso scendere dal cielo verso l’elce.

La Madonna apparve ai bambini per consolare alcuni fra i malati, promise a Lucia che entro l’anno li avrebbe guariti e chiese di utilizzare il denaro che la gente donava per costruire lì una cappella a lei dedicata.

Il miracolo del sole del 13 ottobre

Il 13 ottobre a Cova d’Irìa c’era gente che proveniva da ogni parte del Portogallo. Vi erano anche numerosi giornalisti anti-clericali, desiderosi di dimostrare come le apparizioni fossero frutto di una commedia escogitata dal parroco di Fatima.

Era una giornata piovosa, i fedeli si riparavano con gli ombrelli. A mezzogiorno un sacerdote si avvicinò a Lucia e la accusò di essere una bugiarda poiché la Madonna non era apparsa.

Poco dopo le nubi circondarono i pastorelli e l’elce. Lucia racconta che la Madonna le chiese di far costruire in quel luogo una cappella in suo onore, dedicandola alla Vergine del Rosario.

A quel punto si verificò il miracolo promesso: il sole cominciò a volteggiare, visibile a occhio nudo, poi sembrò quasi voler cadere sulla folla atterrita, fermandosi poi di colpo per risalire in cielo.

I tre pastorelli riferirono dunque di aver visto prima la Madonna, poi San Giuseppe ed infine Gesù Bambino mentre benedicevano il mondo con un enorme segno della croce.

Non appena il fenomeno si concluse, la folla si riversò con entusiasmo sui pastorelli: Giacinta venne condotta via da un amico, Francisco riuscì a fuggire e Lucia invece si ritrovò senza velo e senza trecce, poiché alcuni gliele avevano tagliate come cimelio.

Miracolo del sole a Fatima nel 1917

I tre pastorelli

Lucia dos Santos

Lucia dos Santos nacque il 22 marzo del 1907 ad Aljustrel, sesta figlia di Antonio e Maria Rosa dos Santos. Quando si verificarono le apparizioni aveva appena dieci anni.

Era la più grande dei tre pastorelli nonostante questo, non sapeva ancora né leggere né scrivere, poiché la sua occupazione giornaliera era quella di condurre il gregge a pascolare.

Dopo le apparizioni, iniziò a studiare presso il Collegio di Vilar, a Oporto, e scelse l’abito religioso con il nome di Maria Lucia dell’Addolorata.

Il 25 marzo 1948 entrò nel Carmelo di Santa Teresa con il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Morì il 13 febbraio 2005 a Coimbra, aveva 97 anni e il suo corpo venne portato accanto a quello della cugina Giacinta.

Francesco Marto

Francesco Marto nacque l’11 giugno 1908 ad Aljustrel ed era il decimo figlio di Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù. Al momento delle apparizioni aveva nove anni.

Lucia racconta Francesco nelle sue Memorie e lo descrive come un ragazzino silenzioso e solitario, che trascorreva il suo tempo a suonare mentre le pecore stavano al pascolo.

Francesco si ammalò durante la violenta epidemia di spagnola nel 1918 e morì il 4 aprile del 1919, il giorno dopo la sua prima comunione.

I suoi resti mortali rimasero nel cimitero parrocchiale fino al 13 marzo 1952. Successivamente furono trasportati nella basilica della Cova da Iria, nella cappella al lato destro dell’altare maggiore.

Giacinta Marto

Giacinta Marto nacque ad Aljustrel l’11 marzo 1910, era l’undicesima figlia di Pietro Marto e Olimpia di Gesù. Quando avvennero le apparizioni aveva solo sette anni.

Dei tre pastorelli lei era la più vivace. Le piaceva giocare e danzare sulle note suonate dal fratello.

Proprio come Francesco, anche lei si ammalò dopo una lunga e dolorosa malattia. Morì il 20 febbraio 1920 nell’ospedale D. Estefânia, a Lisbona.

Il 12 settembre 1935 la sua salma fu trasportata al cimitero di Fatima, per riposare accanto al fratellino Francesco.

Le Memorie di Lucia e la trasmissione del messaggio

Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, raccontò per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima.

Il racconto delle apparizioni nelle Memorie di Lucia conserva la sequenza degli eventi e il contenuto delle parole attribuite all’angelo e alla Madonna, offrendo una testimonianza fondamentale per la conoscenza della vicenda di Fatima.

Il riconoscimento ecclesiale e il santuario

Nel 1930 le apparizioni furono dichiarate degne di fede e la chiesa autorizzò il culto della Madonna di Fatima.

Venne edificato un santuario a Fatima, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967 e da papa Giovanni Paolo II.

È stato Pio XII nel 1942 a consacrare il mondo al Cuore Immacolato di Maria mentre con Giovanni Paolo II si attribuì alla Vergine di Fatima l’intercessione dopo essersi salvato dall’attentato in piazza San Pietro avvenuto il 13 maggio 1981.

Il culto della Madonna di Fatima è molto sentito tra i cristiani.

Fatima, la guerra e la preghiera per la pace

Nel conflitto siriano il Papa vede un rischio per l'intera umanità. L'indizione di una giornata di preghiera e di digiuno è in linea con il contenuto delle rivelazioni della Regina della Pace a Fatima: solo una vera conversione può fermare anche la guerra.

Quando il papa si è affacciato ieri a mezzogiorno per la tradizionale preghiera dell’Angelus si è capito subito che c’era qualcosa di nuovo e di grave. L’espressione era insolitamente seria, addirittura sofferente.

Poi quando ha cominciato a parlare è apparso evidente che si trattava di un Angelus speciale: via il tradizionale commento al Vangelo domenicale, il Papa si è subito fatto «interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace».

Le parole che poi sono seguite indicano anzitutto che il conflitto in Siria non è una guerra come tutte le altre, o meglio, lo è ma nel modo più radicale. Ogni guerra è violenza, distruzione, causa infinita di sofferenze, rabbia, odio, sorgente di nuova violenza.

In Siria c’è tutto questo, ma a un livello tale che tutto il mondo ne può restare coinvolto. E del resto basta vedere quante nazioni in questi due anni hanno messo il becco - vale a dire soldi, armi e militari - in questa guerra che si fa fatica a chiamare civile, sull’uno e sull’altro fronte: potenze regionali o aspiranti tali, come Iran, Turchia, Qatar, Arabia Saudita; e potenze mondiali come Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia.

Al punto cui siamo arrivati, basta davvero poco - una provocazione, un attentato grave, una rappresaglia, anche un bombardamento mirato - perché il conflitto divampi incontrollato.

Il Papa ieri ci ha trasmesso questa drammatica consapevolezza, ma non da analista politico che - conoscendo bene le dinamiche internazionali - può prevedere un probabile sviluppo della situazione attuale.

Era una consapevolezza profetica, ovvero da chi conosce il giudizio di Dio sulla storia che stiamo vivendo. Non per niente, ascoltandolo veniva da chiedersi: forse Costui conosce qualcosa su questa guerra che noi non sappiamo?

La responsabilità dell’umanità di fronte alla storia

In effetti, spesso appiattiti sulla cronaca e sulle analisi diplomatiche e militari, ci sfugge il senso profondo di questi avvenimenti, ciò che il Papa ha invece voluto indicarci.

Non per niente uno dei temi ricorrenti del suo pontificato è il riferimento al Diavolo, il giudizio netto sulle nostre azioni («se non si sta con Gesù si sta con il Diavolo») e anche sulla storia.

E non può certo essere un caso che lo scorso aprile papa Francesco abbia chiesto al patriarca di Lisbona, il cardinale José Policarpo, di affidare il suo pontificato alla Madonna di Fatima, cosa poi effettivamente avvenuta il 13 maggio, giorno della prima apparizione.

E’ un gesto che altri papi hanno già compiuto, in momenti forti di crisi internazionali: lo fece Pio XII il 31 ottobre 1942, in piena Seconda Guerra mondiale, lo fece Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 durante la crisi degli euromissili; lo fece ancora Giovanni Paolo II l’8 ottobre del 2000, in piazza San Pietro affidando alla Madonna di Fatima il terzo millennio.

In quest’ultima occasione , nell’atto di affidamento Giovanni Paolo II descrisse quello che un altro devoto di Fatima, il “sindaco santo” Giorgio La Pira, definiva il “crinale apocalittico” della storia in cui si trova l’umanità: «L’umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza: può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie.

Ha acquistato straordinarie capacità d’intervento sulle sorgenti stesse della vita: può usarne per il bene, dentro l’alveo della legge morale, o può cedere all’orgoglio miope di una scienza che non accetta confini, fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano.

Oggi come mai nel passato, l’umanità è a un bivio. E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo, o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù».

La consacrazione e l’impegno per la pace

Anche papa Francesco dunque si pone sulla scia delle indicazioni date dalla Regina della Pace a Fatima, e che trovano una impressionante continuazione a Medjugorje.

Siamo a un bivio: o la comunità internazionale decide di «fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana», oppure ci si può aspettare «drammatici sviluppi» non solo per la Siria.

C’è solo un modo per sconfiggere il demonio, per allontanare la minaccia della guerra, e per questo il Papa ha «indetto una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero».

La Chiesa non farà certo mancare anche un impegno diplomatico, ma tutto sarebbe vano senza questo rivolgersi tutti insieme al Signore della storia («Senza di me non potete fare nulla»).

In questo modo scopriamo che le sorti del mondo non dipendono da Obama, Cameron, Assad o al-Qaeda, ma da tutti noi, dalla nostra disponibilità a volgere di nuovo il nostro sguardo verso Cristo.

La statua di Fatima a Roma nel Giubileo della Spiritualità Mariana

In occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, l’11 e 12 ottobre 2025, la statua originale della Madonna di Fatima giungerà eccezionalmente in Piazza San Pietro, offrendo ai fedeli di tutto il mondo un’opportunità unica di raccoglimento e di preghiera nel cuore della Chiesa universale.

Il programma del Giubileo prevede diversi momenti di preghiera, celebrazione e adorazione.

MomentoProgramma
Sabato 11 ottobre, ore 9.00Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria in Traspontina
Sabato 11 ottobre, mezzogiornoRecita del Santo Rosario nella stessa chiesa
Sabato 11 ottobre, ore 17.00Processione verso Piazza San Pietro
Sabato 11 ottobre, ore 18.00Veglia di preghiera per la pace presieduta da Papa Leone XIV
Domenica 12 ottobreSanta Messa in Piazza San Pietro presieduta dal Santo Padre

Il primo momento ufficiale si terrà sabato 11 ottobre, con l’arrivo della Madonna di Fatima presso la Chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove alle ore 9.00 sarà celebrata la Santa Messa.

A mezzogiorno, nella stessa chiesa, ci sarà la recita del Santo Rosario. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, la statua sarà portata in processione verso Piazza San Pietro, dove alle 18.00 avrà luogo la solenne veglia di preghiera per la pace presieduta da Papa Leone XIV.

Il momento di spiritualità prevede la preghiera del Rosario e la successiva esposizione e adorazione eucaristica. Il Giubileo della spiritualità mariana con la statua della Madonna di Fatima si concluderà domenica 12 ottobre con la Santa Messa in Piazza San Pietro, presieduta dal Santo Padre.

Statua Madonna di Fatima in Piazza San Pietro

Le trasmissioni in diretta dal santuario

Il Santuario di Fatima dispone di due canali di trasmissione in diretta, attivi in modo permanente e simultaneo, che consentono ai pellegrini di seguire le diverse celebrazioni nel corso della giornata e di vedere l’ambiente della Spianata di Preghiera.

La Cappellina delle Apparizioni

La diretta "Cappellina delle Apparizioni" trasmette ininterrottamente il luogo più emblematico del Santuario di Fatima, sia durante le celebrazioni sia al di fuori di esse, mostrando anche la Statua della Madonna di Fatima.

Il Santuario di Fatima

La diretta "Santuario di Fatima" permette di assistere alla Messa quotidiana delle ore 11:00 e, al di fuori di tale orario, di osservare l’ambiente della Spianata di Preghiera, con il suono di due elementi caratteristici di questo luogo: il rintocco delle campane e il cinguettio degli uccelli.

Come seguire le celebrazioni

Le due trasmissioni in diretta sono disponibili:

  • su questa pagina del sito del Santuario di Fatima, nelle finestre poste sopra questo testo;
  • sul canale YouTube del Santuario di Fatima;

Sulla pagina Facebook del Santuario vengono trasmesse quotidianamente in diretta le seguenti celebrazioni:

  • messa delle ore 11:00;
  • rosario delle ore 18:30;
  • rosario delle ore 21:30.

Durante i Pellegrinaggi Anniversari, da maggio a ottobre, la notte del 12 e la mattina del 13 di ogni mese, le celebrazioni vengono trasmesse in diretta su tutti i canali sopra indicati: sito web, YouTube e Facebook.

I pellegrinaggi di maggio, agosto e ottobre sono inoltre trasmessi da uno dei due canali televisivi portoghesi: RTP oppure TVI.

Il significato attuale di Fatima

La storia delle apparizioni di Fatima continua a essere richiamata in occasione delle crisi internazionali, delle giornate di preghiera e degli appelli alla pace. Il suo linguaggio religioso mette al centro la conversione, la preghiera, il digiuno e la responsabilità verso chi soffre.

Il messaggio ci ricorda che la pace non riguarda soltanto i governi e le istituzioni, ma coinvolge ogni persona, la comunità e il modo in cui si guarda alla storia e ai più vulnerabili.

La tutela dei bambini, l’accoglienza dei migranti, la vicinanza a coloro che hanno bisogno di aiuto e la difesa della pace sono aspetti che rendono Fatima una realtà spirituale ancora presente nel dibattito e nella vita della Chiesa.

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