Famiglia del Sacro Cuore di Gesù: spiritualità, storia e missione

La Famiglia del Sacro Cuore di Gesù comprende i laici che seguono la spiritualità delle “Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù” e condividono una vita ispirata all’amore per il Cuore di Cristo, alla preghiera, al servizio e alla comunione.

La sua missione principale è la stessa della Congregazione: “Andare e condurre tutti per la via dell’Amore, forte, generoso, sacrificato, ma che sempre, sempre, in tutte le manifestazioni, in tutte le vicissitudini è Amore”.

La consacrazione della famiglia al Sacro Cuore di Gesù

La consacrazione della famiglia al Sacro Cuore di Gesù affida a Cristo la vita familiare, le relazioni, le difficoltà e le necessità quotidiane.

Cuore divino di Gesù, a te consacriamo la nostra famiglia. Fa' che essa, nata da un sacramento da te istituito, sia immagine viva della tua unione con la Chiesa, fa' che sia cenacolo di carità e di preghiera, dove il mutuo amore si esprima nel saperci aiutare l'un l'altro con la stessa dedizione e lo stesso amore con il quale tu ti sei sacrificato per la Chiesa e per le anime nostre.

Tu proteggila nei pericoli, aiutala nelle avversità, confortala nelle tribolazioni, concedile quanto ha bisogno nelle sue necessità spirituali e materiali e la tua benedizione e il tuo amore siano sempre su di lei, finché, riunita con te in cielo, lodi in eterno l'infinita bontà del tuo amatissimo Cuore. Amen.

Che cos’è la Famiglia Laica del Sacro Cuore

La Famiglia del Sacro Cuore di Gesù sono i laici che seguono la spiritualità delle “Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù.” In realtà, la “Famiglia Laica” ha preceduto ed è stata a fondamento della nostra Congregazione.

Infatti, l’ “Associazione della pratica dell’unione con Dio per il trionfo del Sacro Cuore”, fondata e diffusa dal giovane don Amilcare Boccio, riuniva in una rete di preghiera e di comunione non solo sacerdoti e religiose, ma anche laici, specialmente ragazze dell’azione cattolica, perché fossero zelatrici del Sacro Cuore, diffondendone la devozione e rinnovando più volte al giorno l’offerta di sé per il trionfo del Sacro Cuore.

Una ventina di anni fa si è presentato da parte di alcuni laici il desiderio di vivere la spiritualità delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù e così sono sorti gruppi che camminano con noi: in Italia, in Romania, in Perù e in Madagascar.

Gruppi laici del Sacro Cuore nel mondo

Una spiritualità vissuta nella quotidianità

Possiamo dire che l’Amore al Sacro Cuore di Gesù informa tutta la vita, nella famiglia, nel lavoro, nella disponibilità al servizio in parrocchia e nei confronti di chi ha bisogno di un sostegno o semplicemente di un sorriso o di essere ascoltato.

Chi ha conosciuto la persona di Gesù nell’avventura della fede e nell’intimità della mensa eucaristica, gusta la gioia possibile su questa terra e prova il desiderio di trasmetterlo per ricambiare il dono di grazia ricevuto.

La famiglia laica che ha vissuto con passione la gioia del recente centenario della Congregazione religiosa, vuole mantenere vivo il fuoco del carisma del Fondatore, espressione del suo amore crescente e ardente per il Cuore di Gesù, che raccomandava di “amare e condurre ad amare”.

La triade della spiritualità

Leggendo e meditando gli scritti del Fondatore e della Prima Madre i laici hanno colto e fatta propria la “triade” che qualifica la spiritualità della Congregazione.

ElementoSignificato
Umiltà e piccolezza evangelicaProprie di Gesù: “imparate da me che sono mite e umile di cuore”
CaritàIl carburante che alimenta l’amicizia con Dio e impegna a compiere gesti concreti di servizio, di solidarietà e di sostegno verso i fratelli della nostra comunità e anche verso quelli più lontani
Fiducia e abbandono in DioIn Colui che conosce il nostro nome e il nostro cuore e sa infondere coraggio e speranza nei momenti delle scelte e delle sfide della vita

Umiltà e piccolezza evangelica

La prima dimensione della triade è l’umiltà e la piccolezza evangelica, proprie di Gesù: “imparate da me che sono mite e umile di cuore”.

Carità concreta

La carità è il carburante che alimenta l’amicizia con Dio e impegna a compiere gesti concreti di servizio, di solidarietà e di sostegno verso i fratelli della nostra comunità e anche verso quelli più lontani.

Fiducia e abbandono in Dio

La fiducia e l’abbandono in Dio si fondano nella certezza di Colui che conosce il nostro nome e il nostro cuore e sa infondere coraggio e speranza nei momenti delle scelte e delle sfide della vita.

La missione nella società contemporanea

Dunque, il Signore conta anche su di noi per aiutare gli uomini di questa nostra società liquida a ritrovare il centro dell’evento cristiano, ossia la persona stessa di Gesù e “il suo cuore aperto che ci aspetta senza condizioni, senza pretendere alcun requisito previo per poterci amare e offrirci la sua amicizia” (Dilexit nos, 1).

La missione si esprime attraverso la vita familiare, il lavoro, la partecipazione alla comunità cristiana e la vicinanza alle persone che hanno bisogno di sostegno, di ascolto o semplicemente di un sorriso.

Le origini della Congregazione

Il 16 gennaio 1866 Madre Laura lasciò il paese natale ed entrò a servizio della famiglia Biffi a Milano, dove vi rimase per diversi anni.

In quel periodo Laura compie la sua maturazione umana e spirituale: il 2 febbraio del 1879 durante l’adorazione eucaristica nella Chiesa di San Babila, in un’esperienza mistica intuisce la futura fondazione di una nuova Famiglia religiosa.

Su suggerimento di padre Ottone Terzi, sua guida spirituale, entra nella compagnia delle Orsoline, iniziando il noviziato il 13 maggio 1880.

Lo stesso anno rientra a Sulbiate dove a settembre dà vita con alcune compagne ad un gruppo di consacrate: è l’inizio della Congregazione della Famiglia del Sacro Cuore di Gesù.

La Congregazione crescerà di numero e si espanderà.

La Serva di Dio Madre Laura Baraggia morì serenamente fra il compianto delle suore e della popolazione nella Casa Madre di Brentana il 18 dicembre 1923.

Madre Laura Baraggia e Casa Madre Brentana

Il Capitolo Generale e il rinnovamento della vita religiosa

«Convocate dalla bellezza, dimoriamo in Cristo per generare una nuova forma alla promessa». È il titolo del XXV Capitolo Generale della Congregazione «Famiglia del S. Cuore di Gesù» che si è celebrato a Casa Madre, in Brentana, dal 5 luglio al 30 luglio, e che si è concluso con la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mario Delpini.

Il Capitolo generale è un evento dello Spirito che convoca la Congregazione a mettersi in ascolto e a lasciarsi guidare da Lui.

È quell’ascolto della Parola di Dio e della Chiesa che lo Spirito stesso suggerisce, ma è anche ascolto delle domande e delle attese del mondo attuale, ascolto della realtà e sguardo rivolto alla storia di oggi.

Certe che la vita religiosa deve risplendere di Luce, stupore che introduce all’estasi, e deve ascoltare la Voce, sapienza che traccia il cammino, ci siamo messe con umiltà e disponibilità in ascolto delle attese che il presente ha nei confronti della Vita Consacrata e abbiamo guardato alla nostra realtà di Famiglia religiosa, con i suoi numeri e le sue potenzialità, con la sua voglia di donazione ma anche con le sue innegabili fragilità.

Lo slogan scelto racchiude il desiderio e l’impegno che vogliamo realizzare; la Bellezza da cui siamo state attratte ci ha chiamate, è la nostra radice sicura, insieme all’insegnamento della nostra fondatrice, Madre Laura; questa radice ha bisogno di innestarsi nella storia del mondo di oggi, la nostra realtà quotidiana, così da poter portare frutti nuovi.

Ogni Istituto è chiamato «a discernere, alla luce dello Spirito, le modalità adeguate a custodire e rendere attuale, nelle diverse situazioni storiche e culturali, il proprio carisma ed il proprio patrimonio spirituale» (VC 42).

Sono, dunque, in gioco i beni più preziosi della nostra Congregazione.

Appartenenza, fraternità e formazione

Uno dei temi principali emersi durante il nostro Capitolo Generale è stato il bisogno di rinnovamento della nostra appartenenza e della vita fraterna.

Riconosciamo che, come tutte le persone, anche noi siamo influenzate dai contesti mutevoli delle nostre comunità locali e globali.

Il compito di rinnovare richiede discernimento, studio, formazione e azione.

L’invito ad abbracciare la fraternità e la minorità come espressione centrale della nostra identità richiede un rinnovamento nel nostro approccio alla formazione, sia iniziale sia permanente.

In risposta a questa esigenza, vediamo un invito a impegnarci più profondamente nel pensiero interculturale, nella fraternità e nella prossimità.

Le pastorali della prossimità

Abbiamo tradotto il desiderio di uscire dalle nostre comunità per arrivare all’altro, per creare prossimità e sostegno attraverso una «pastorale del caffè», «del lucchetto», «delle occasioni» e «del tessitore».

Pastorale del caffè

È un semplice gesto, che ci permette di entrare nella dinamica familiare, nella semplicità di condividere un caffè nelle pause della vita.

Dà l’idea di uno stile che dice gesti di affetto e dà tempo a uno spazio di intimità, attenzione in cui si recupera l’ascolto e il dialogo che mostra la Bellezza.

Pastorale del lucchetto

Pastorale del lucchetto: unisce due estremi, la famiglia e la vita consacrata, unite in modo forte e sicuro, come con un sigillo, perché c’è una rete di relazioni che racchiude un tesoro.

Pastorale delle occasioni

Pastorale delle occasioni: informali. Diventiamo dei ponti, cioè capaci di cogliere i bisogni e rimandare ad altri qualora non riuscissimo a rispondere.

Pastorale del tessitore

Pastorale del tessitore: siamo chiamate a tessere relazioni per manifestare la gioia dell’amore che si vive in famiglia e nella Chiesa.

Un cammino fondato sulle relazioni

Da qui vogliamo ripartire, da questo desiderio di rimettere passione, voglia di servire, gioia di amare, cominciando dalla quotidianità, da ciò che è semplice, forse anche piccolo e informale, da ciò che costruisce relazioni vere e dice la bellezza di stare dalla parte di Gesù.

Con noi, in questo cammino che si apre sui prossimi sei anni, la nuova madre generale eletta, suor Nuccia, e le sorelle del Consiglio, suor Livia, suor Laura, suor Rosanna e suor Noemi.

Presenza della Famiglia del Sacro Cuore

La Famiglia del Sacro Cuore è legata alla storia della Congregazione e alla sua presenza nella Casa Madre di Brentana.

Alcuni degli oggetti appartenuti a madre Laura si trovavano proprio nel sotto tetto andato in fumo.

Famiglia Sacro Cuore 141 anni dopo Natale 2009 - Esercizi spirituali 13-18 gennaio 1985 - Esercizi spirituali.

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