L’Eremo di San Gregorio si trova a Cruciano, frazione di Cantalice, in provincia di Rieti, lungo Via San Gregorio. La geolocalizzazione dell’eremo è 42°27'25.3"N 12°53'47.7"E e il sito è visitabile esternamente ed internamente.
Il complesso s’innalza sul crinale dei colli di Civitella, a sinistra della strada che conduce a San Felice all’Acqua e a Castelfranco. Per informazioni è possibile rivolgersi al Comune di Cantalice.
Dove si trova l’Eremo di San Gregorio
L’Eremo di San Gregorio è situato nell’area di Cruciano, frazione di Cantalice, lungo Via San Gregorio. La sua posizione sul crinale dei colli di Civitella lo colloca in un contesto paesaggistico caratterizzato da rilievi, strade collinari e ampie vedute sul territorio reatino.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Tipologia | sito religioso |
| Visita | esternamente ed internamente |
| Località | Cruciano frazione di Cantalice (RI) |
| Indirizzo | Via San Gregorio |
| Coordinate | 42°27'25.3"N 12°53'47.7"E |
| Informazioni | Comune di Cantalice |

Come raggiungere l’eremo
L’Eremo di San Gregorio s’innalza sul crinale dei colli di Civitella, a sinistra della strada che conduce a San Felice all’Acqua e a Castelfranco. Il percorso attraversa un’area collinare collegata alle località di Cantalice, Civitella, San Gregorio e San Felice all’Acqua.
Il cammino prosegue passando per i centri di Case Colasanti, San Gregorio e Civitella offrendo alla vista, a est, il massiccio del Terminillo, e a ovest la Piana Reatina. Superata Cantalice Superiore il cammino continua sulla strada provinciale Cantalice-Vazia fino alla località di Madonna della Pace.
Da qui si abbandona la strada provinciale e si segue una strada comunale che percorre il crinale di un colle. Dopo il paese si lascia la strada comunale in direzione località Fonte di San Liberato e da qui un sentiero in salita conduce all’abitato di Cantalice attraversando il centro storico.
Origini e storia della chiesa
Non si conosce l’epoca precisa della costruzione della chiesa, probabilmente contemporanea alla diffusione della regola benedettina nell’area ai piedi dei monti reatini. L’edificio religioso rappresenta una presenza storica inserita nel paesaggio collinare di Cantalice.
Nell’area in cui sorge la chiesa è stata in passato rinvenuta un’epigrafe romana di età arcaica (anno 581 di Roma), oggetto di studio dell’illustre archeologo Teodoro Momnsen.
L’eremo nel territorio di Cantalice
L’abitato di Cantalice sorse intorno al XII secolo. Cantalice fu per secoli in conflitto con la vicina Rieti. Quando nel 1557 gli scontri raggiunsero il culmine in un assalto diretto di Rieti, Cantalice ricacciò il nemico fregiandosi del motto “Fortis Cantalica Fides” che ancora caratterizza lo stemma civico.
Il borgo è noto per la sua verticalità e molto caratteristica è la scalinata nella zona medievale. Cantalice e il suo stesso nome sono legati da sempre al leccio e alla quercia. Ancora oggi due querce secolari attendono il viandante che entra nell’abitato.

Molto interessante è la barocca Chiesa di San Felice da Cantalice che sovrasta il paese. Da qui si gode una vista invidiabile sui Laghi Lungo e Ripasottile, all’interno della Riserva omonima nel cui territorio Cantalice ricade.
La Chiesa, a pianta latina, custodisce preziosi dipinti del XVIII secolo, raffiguranti le stazioni della via crucis e un organo settecentesco di grande pregio.
La Saletta dei Ricordi
Adiacente all’Eremo di San Gregorio è situata la “SALETTA DEI RICORDI”, mostra-museo permanente di scritti, reperti, manifesti e pezzi originali, ideata da Antonio Tavani come tributo di affetto all’attrice e Miss Italia Marcella Mariani e alle altre vittime del disastro aereo del Monte Terminillo avvenuto il 13 febbraio 1955.
La mostra ripercorre il dramma degli ultimi momenti sull’aereo, ricorda le vittime e la pietosa opera di ritrovamento, di recupero e ricomposizione dei poveri corpi imprigionati nel ghiaccio.
Testimonia particolarmente quanto seppe prodigarsi tutta la popolazione del reatino per i familiari delle vittime e quale traccia abbiano lasciato quelle forti emozioni e quel dolore collettivo nell’identità locale.
L’Eremo di San Gregorio lungo il Cammino di San Francesco
La seconda tappa del Cammino di San Francesco parte dal Santuario di San Giacomo a Poggio Bustone e arriva a Rieti. La lunghezza del percorso è di 17,3 Km.
Dal Santuario si discende in direzione Bandita. Dopo circa 2 Km si incontra un sentiero che si inoltra in coltivi, attraversa la località Poeta e si dirige verso San Liberato per una percorrenza complessiva di 5 km.
Il cammino prosegue passando per i centri di Case Colasanti, San Gregorio e Civitella offrendo alla vista, a est, il massiccio del Terminillo, e a ovest la Piana Reatina. L’Eremo di San Gregorio si inserisce quindi in un itinerario più ampio che collega luoghi religiosi, borghi storici e paesaggi della provincia di Rieti.
Attraversando Civitella si arriva al Santuario di San Felice all’Acqua, eretto là dove il Santo compì il celebre miracolo facendo sgorgare l’acqua dal suolo. Il Santuario non è parte integrante del Cammino di Francesco anche se ve ne consigliamo la visita.
Il percorso verso il Santuario della Foresta
Continuando in direzione di Rieti, si comincia a scendere verso il Santuario della Foresta. Si procede su una sterrata che arriva sino a valle dove si incontra Via dell’Acquamartina.
Di lì si va avanti verso monte per circa 500 m prima di svoltare a destra per percorrere l’ultimo tratto in leggera salita. Quindi a 550 m slm si giunge al Santuario de La Foresta.
Il Santuario è il secondo dei quattro Santuari facenti parte del Cammino di San Francesco. In epoca prefrancescana il complesso era costituito da una chiesetta di campagna dedicata a San Fabiano.
Cammino di Francesco - Video ufficiale del Comune di Rieti
Proprio in questo luogo nel 1225 Francesco soggiornò per più di cinquanta giorni, diretto a Rieti per curarsi gli occhi. In attesa dell’operazione agli occhi Francesco aveva trovato infatti a San Fabiano un luogo tranquillo e appartato in cui rifugiarsi, immerso tra castagni e roveri, grazie all’accoglienza del sacerdote della chiesa.
Come accadde sempre, l’arrivo di Francesco aveva richiamato molti pellegrini che durante la visita ne avevano approfittato per mangiare l’uva delle vigne del sacerdote. Costui era molto preoccupato di non poter effettuare la vendemmia. Ma miracolosamente Francesco ordinò di raccogliere i pochi grappoli rimasti e da questi ricavò più del doppio del vino ottenuto l’anno precedente con un raccolto completo.
È ancora visibile in loco la vasca in cui venne pigiata l’uva. Uscendo dall’edificio si incontra la Domus, il luogo dove venne ospitato San Francesco con i suoi compagni.
Da qui si accede ad un piccolo chiostro e scendendo alcuni gradini ci si avvia al luogo dove Francesco si ritirava per pregare. Il complesso degli edifici attualmente presenti nel Santuario risale ad epoche diverse.
All’inizio del XIV secolo vi troviamo i Romiti e poco dopo vi arrivarono i Clareni, seguaci di Pietro da Fossambrone. Nel XV secolo fu ampliata la Chiesa di S. Maria che risulta separata da quella originaria.
Nel 1600 il convento venne donato ai frati minori che eseguirono degli ammodernamenti. Recentemente sono stati apportati ulteriori rifacimenti.
Informazioni utili per la visita
L’Eremo di San Gregorio è un sito religioso visitabile esternamente ed internamente. Per informazioni è indicato il Comune di Cantalice.
La visita può essere inserita in un itinerario dedicato al patrimonio religioso e storico di Cantalice, insieme alla Chiesa di San Felice da Cantalice, al Santuario di San Felice all’Acqua e al Santuario della Foresta.
Lasciando il Santuario de La Foresta, dopo circa 40 minuti di cammino, si raggiunge Rieti. Il percorso si completa in circa 6 ore e 30 minuti ed è considerato di media difficoltà.