Indicazioni stradali per l’Eremo di Calomini da Salva

L’Eremo di Calomini si raggiunge da Gallicano seguendo la direzione di Vergemoli e le indicazioni per la Grotta del Vento, fino al bivio per Trasillico. Da qui si percorre una stradina molto stretta che conduce al piazzale dell’eremo; in alternativa si può lasciare l’auto all’inizio della salita e proseguire a piedi per circa venti minuti.

L’eremo si trova in Via Eremo 5, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, sopra il paese di Gallicano e sul versante apuano della Garfagnana. Prima di salire è consigliabile telefonare al numero 0583 767003, perché non esiste un orario pubblicato affidabile e la chiesa può essere chiusa, soprattutto nei mesi invernali e nei giorni feriali.

Dove si trova l’Eremo di Calomini

L’Eremo di Calomini è un santuario mariano incastonato dentro una parete di roccia calcarea, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, sopra il paese di Gallicano. Non è una chiesa con una montagna dietro: è una costruzione che entra letteralmente dentro la parete, tanto che una parte degli ambienti è scavata nella roccia viva.

Vista dal basso sembra appiccicata al costone, e quella è la fotografia che avete già visto se avete cercato “eremo di Calomini” prima di arrivare qui. Siamo intorno ai 400 metri di quota, ai piedi di uno strapiombo alto una settantina di metri che incombe sulle tettoie del santuario.

Siamo sul versante apuano della valle, quindi in un pezzo di Garfagnana diverso da quello appenninico: qui la roccia è bianca e verticale, non tondeggiante e boscosa. È la stessa formazione che poco più avanti, sulla stessa strada, produce la Grotta del Vento.

Una precisazione utile perché genera confusione: il comune di Fabbriche di Vergemoli esiste dal 2014, quando Vergemoli e Fabbriche di Vallico si sono fusi. Molti indirizzi in circolazione riportano ancora “Vergemoli”, che è la denominazione vecchia. È lo stesso posto.

Eremo di Calomini nella parete rocciosa

Come arrivare all’Eremo di Calomini da Gallicano

Da Gallicano si imbocca la strada che conduce a Fornovolasco ed alla Grotta del Vento. Si sale da Gallicano prendendo la direzione di Vergemoli, seguendo le indicazioni per la Grotta del Vento, fino al bivio per Trasillico.

Lasciato sulla sinistra il bivio per Verni e Trassilico, si giunge dopo 450 metri al punto in cui inizia, sulla destra, la stretta stradina che conduce al piazzale dell’Eremo. La distanza complessiva indicata da Gallicano è di circa 4,1 chilometri.

Da qui l’eremo è segnalato. La strada che porta al piazzale è percorribile solo da autovetture e, in meno di un chilometro, conduce al complesso architettonico situato alla base di una grande parete strapiombante.

Il tratto finale della strada

Il punto delicato è l’ultimo tratto. La stradina che porta al piazzale è molto stretta, in salita, e con pochissimi spazi per incrociare qualcuno che scende.

Con un’auto piccola e un po’ di sangue freddo si fa; con un camper, un furgone o un’auto grande è un’esperienza che vi consiglio di evitare, soprattutto la domenica d’agosto quando dall’altra parte arriva qualcuno.

Noi abbiamo affrontato la stretta stradina, ma con snodi dove fare eventualmente manovra, con una Dacia Duster. Se si viaggia in pullman, è necessario parcheggiarlo nello slargo situato all’inizio della stradina e proseguire a piedi mediante un sentiero segnalato, percorribile in venti minuti.

Dove lasciare l’auto

L’alternativa è parcheggiare all’inizio della salita e fare gli ultimi venti minuti a piedi. Non è un ripiego: è il modo giusto di arrivarci.

Si vede la parete che cresce davanti, si sente il silenzio prima di vedere l’eremo, e non passate mezz’ora a chiedervi come farete a girare la macchina. Scarpe chiuse, che la salita è salita.

È l’opzione che consiglio praticamente a tutti, perché costa venti minuti e vi risparmia la parte peggiore della strada. Non serve attrezzatura, servono scarpe chiuse e un minimo di fiato.

Quanto tempo occorre per arrivare

TrattoIndicazione
Da LuccaCirca un’ora in auto
Da Castelnuovo di GarfagnanaCirca venti minuti in auto
Da Gallicano al bivio della stradinaCirca 4,1 chilometri
Dal parcheggio alla baseCirca venti minuti a piedi

Come arrivare con i mezzi pubblici

Con i mezzi pubblici non è realistico: si arriva in treno a Barga-Gallicano sulla ferrovia della valle del Serchio, ma da lì all’eremo il collegamento su gomma è quasi inesistente. Qui serve l’auto.

Se si viaggia in pullman, è necessario parcheggiarlo nello slargo situato all’inizio della stradina e proseguire a piedi mediante un sentiero segnalato, percorribile in venti minuti.

Salire a piedi all’Eremo di Calomini

All’eremo si sale a piedi in due modi, molto diversi fra loro per impegno. Il primo è il tratto corto: si lascia l’auto all’inizio della stradina stretta e si prende il sentiero segnato che porta su in una ventina di minuti.

Il secondo è l’anello che parte da Gallicano, cioè dal fondovalle, e si sviluppa su circa 7 chilometri fra andata e ritorno. È il percorso storico, quello che facevano i pellegrini quando la strada asfaltata non esisteva, e attraversa il bosco sopra il paese risalendo verso la parete.

Il percorso breve dal parcheggio

Il tratto breve non richiede esperienza di montagna. È sufficiente indossare scarpe chiuse e affrontare la salita con un minimo di allenamento.

È l’opzione più pratica per evitare la parte più stretta della strada, soprattutto quando si viaggia con un veicolo ingombrante o nei periodi di maggiore affluenza. La salita dura circa venti minuti e porta direttamente al complesso dell’eremo.

L’anello da Gallicano

L’anello da Gallicano non è un itinerario impegnativo e non richiede esperienza di montagna, ma va affrontato con un minimo di allenamento e con l’acqua dietro, perché lungo il tragitto non trovate niente.

Se fate l’anello da Gallicano, partite la mattina presto e organizzatevi per arrivare all’eremo verso l’ora di pranzo, così vi fermate all’agriturismo e scendete nel pomeriggio con la pancia piena.

È il modo migliore di passare una giornata qui, e vi toglie del tutto il problema della strada stretta e del parcheggio. D’estate evitate le ore centrali: il versante prende sole e all’ombra ci si sta solo sotto la parete.

Indicazioni per il rientro

Una raccomandazione che vale per entrambi i percorsi: i sentieri non sono illuminati e la parete fa buio prima. Calcolate il rientro con abbondanza, soprattutto da ottobre in poi, quando alle cinque del pomeriggio la luce in questa parte di valle è già andata.

Sentiero da Gallicano all’Eremo di Calomini

Orari di apertura dell’Eremo di Calomini

Non esiste un orario pubblicato affidabile, perché la custodia dell’eremo è cambiata tre volte in quindici anni e le informazioni in rete si riferiscono a gestioni diverse. In generale l’apertura è più ampia d’estate e si restringe alle messe negli altri mesi.

L’eremo non è gestito da un ente turistico ma da una comunità religiosa, e quella comunità è cambiata tre volte in quindici anni. I frati Cappuccini lo hanno tenuto per quasi un secolo, dal 1914 al 2010.

Dal 2011 è passato ai Discepoli dell’Annunciazione, una comunità della Diocesi di Prato. Dal 1° giugno 2023 c’è un monaco eremita cistercense.

Ogni cambio ha portato orari diversi, e le pagine che trovate in rete sono sedimentate su gestioni diverse senza dire a quale si riferiscono. Ecco perché una fonte vi dice sabato e domenica con orari precisi, un’altra vi dice tutti i giorni d’estate e solo le messe d’inverno, e nessuna delle due è aggiornata.

Come verificare se l’eremo è aperto

L’unico modo serio di sapere se troverete aperto è telefonare al numero 0583 767003 qualche giorno prima. Vale sempre, ma diventa obbligatorio da novembre a marzo e nei giorni feriali.

Se salite senza chiamare mettete in conto la possibilità concreta di trovare la chiesa chiusa: il piazzale, il porticato e la vista restano comunque accessibili, e sono già una buona parte del motivo per cui si sale.

Gli orari possono variare in base alla stagione e alla disponibilità dei religiosi che lo custodiscono. Per chi desidera partecipare alle funzioni o visitare l’interno, è consigliabile consultare i canali ufficiali della Diocesi o della Pro Loco di Gallicano.

Rispetto del luogo

Questo è un luogo di clausura e di preghiera, non un’attrazione. Chi ci vive non è personale di accoglienza, e se in un certo momento non riceve non è un disservizio.

Quanto costa visitare l’Eremo di Calomini

Niente: l’ingresso alla chiesa è gratuito e non esistono biglietti né prevendite online. Non ci sono biglietti, non c’è prevendita e non esiste nessun canale online dove comprare qualcosa.

Le offerte si lasciano in chiesa, e sono offerte. Se qualcuno vi propone di acquistare un ingresso, non è un canale ufficiale.

Che cosa vedere all’interno dell’eremo

Varcato il cancello e superata la foresteria, si giunge al porticato che orna la facciata del santuario. Dal piazzale antistante l’ingresso si viene accolti da tre fontane di acqua purissima e fresca proveniente dalla montagna.

Questo è il luogo dove si crede che sia avvenuta l’apparizione della Madonna in una delle leggende sull’origine dell’Eremo e lo ricordano sia la statuina sia l’effige. Proseguendo, un piccolo viale sulla sinistra permette di ammirare il verde della Garfagnana, mentre sulla destra si trova la parete rocciosa su cui è costruita la chiesa e l’ingresso alla Sacra Grotta.

Qui dentro si entra in un’atmosfera di pura religiosità, resa ancora più suggestiva dalle lucine che fanno sembrare il soffitto roccioso quasi un cielo stellato. L’interno della Sacra Grotta conserva l’immagine della Madonna e un altare dedicato a Padre Pio.

La chiesa scavata nella roccia

La chiesa è a navata unica, scavata per ben 20 metri nella roccia della montagna. La chiesa e la sagrestia sono incavate direttamente nella roccia.

All’interno di particolare risalto ci sono i cori in legno di noce intagliato, la miracolosa effige della Beata Vergine dei Martiri, pregevoli dipinti, altari laterali in marmo e pietra e il meraviglioso tabernacolo.

Di particolare pregio è l’immagine della Madonna della Roccia, o Madonna della Grotta, un’antica scultura lignea oggetto di grande devozione, insieme alle celle dei monaci, che offrono un’idea precisa della vita ascetica del passato.

La sagrestia, le celle e gli ambienti sotterranei

Dalla chiesa principale, riccamente addobbata in stile settecentesco, si accede all’antica sagrestia, scavata nella roccia a colpi di scalpello presumibilmente prima dell’anno 1000 e probabilmente nucleo originario del luogo di culto.

Nel Seicento fu arredata con splendidi mobili riccamente scolpiti in noce e castagno. È possibile visitare anche la vecchia cucina e le celle dei frati, anch’esse scavate come la sagrestia.

Dal piazzale che fiancheggia la chiesa principale, attraverso una porticina dell’edificio che ospita la foresteria, si accede all’ampio sotterraneo artificiale della chiesa antica, nella quale ogni anno viene allestito un grande presepe.

La storia dell’Eremo di Calomini

L’Eremo di Calomini è stato eretto intorno all’anno Mille in un luogo dove si pensa ci sia stata un’apparizione della Madonna. La storia dell’eremo risale a diversi secoli fa, con una tradizione che ne attribuisce la fondazione all’XI secolo.

L’insediamento eremitico nasce fra il XII e il XIII secolo, dentro il movimento eremitico agostiniano, ma il primo documento che nomina l’Eremo di Calomini con la sua cella e la sua cappella è del 1361.

Qui, attorno al XII secolo, si ritirò un gruppo di eremiti dimorando in grotte scavate da loro stessi. Fu quindi costruita una prima piccola chiesa, anch’essa in parte scavata nella roccia.

A partire dal XIV secolo, parallelamente alla crescita della fama e della venerazione della Vergine della Grotta, la modesta costruzione fu oggetto di vari ampliamenti e vennero aggiunti anche nuovi edifici.

Gli ampliamenti tra Seicento e Settecento

Quello che si vede oggi è in gran parte il risultato dell’ampliamento fra Seicento e Settecento: la chiesa con il porticato è seicentesca e sorge sulle fondamenta della cappella precedente.

La chiesa dell’Eremo di Calomini fu integralmente ricostruita nel XVII secolo, ma la roccia viva cui si appoggia il complesso è tuttora visibile nel presbiterio e nella sagrestia. Anche il convento fu scavato nella roccia viva.

Ai primi del Settecento vennero compiuti ulteriori lavori, come la costruzione del duplice colonnato, l’allargamento della grotta e la sistemazione del pavimento. Gli intagli lignei di Luca Pini portano la data del 1707.

Gli eremiti e la custodia del santuario

Gli eremiti di Calomini ne hanno avuto cura per cinque secoli, fino al 1868. A seguito della soppressione degli ordini religiosi decretata da Napoleone, l’eremo fu spogliato di tutti gli arredi e defraudato di tutti i terreni.

Gli eremiti successivamente ritornarono e vi rimasero fino al 1868, poi sono subentrati i Padri cappuccini di Lucca. I frati Cappuccini lo hanno tenuto per quasi un secolo, dal 1914 al 2010.

Dal 2011 l’eremo è passato ai Discepoli dell’Annunciazione della città di Prato. Dal 1° giugno 2023 c’è un monaco eremita cistercense.

La leggenda della Madonna e le altre tradizioni

La leggenda più conosciuta racconta di una pastorella a cui sarebbe apparsa l’immagine della Madonna accanto a una sorgente, sotto la parete. L’immagine venne portata a Gallicano, giù a valle, dove sarebbe stata più comoda per tutti, e la mattina dopo era di nuovo alla roccia.

Ci riprovarono, con lo stesso esito. Alla fine capirono l’antifona e la cappella la scavarono lì, dedicandola a Santa Maria ad Martyres.

La sacra immagine, abbozzata in una statua di legno di salice, ancora esistente e oggetto di devozione, viene venerata col nome di Madonna della Penna. La sacra immagine della Vergine della Grotta, o Madonna della Penna, è abbozzata in una statua di legno di salice ed è oggetto di devozione.

Le tre leggende sull’origine

  1. La prima leggenda racconta di una pastorella a cui è apparsa l’immagine della Madonna nel luogo dove ancor oggi trovi la fontana d’acqua pura. La notizia dell’apparizione si sparse nei vicini villaggi tanto che alcuni pastori decisero di raccogliere la sacra reliquia della Madonna e portarla in una chiesa a Gallicano. Il giorno dopo però fu ritrovata di nuovo nel luogo dell’apparizione e quindi tutti decisero che l’immagine andava lasciata in quel posto e che dovevano costruirci intorno una chiesa.

  2. La seconda leggenda narra che alcuni pastori trovarono nei pressi della montagna una statua della Madonna. Questi decisero di riporla all’interno di una grotta al sicuro dalle intemperie. In seguito a questo fatto si compirono numerosi miracoli tanto da far diventare il luogo meta di pellegrinaggio e successivamente farci costruire una chiesa.

  3. La terza leggenda sull’origine dell’Eremo di Calomini è un pochino più “dark” e racconta di una donna che mentre scala l’alta parete rocciosa della montagna inciampa e precipita nel vuoto. Mentre cascava però invoca la Santissima Vergine per non morire e una volta a terra rimane miracolosamente illesa. La notizia si sparse nei vicini villaggi e di conseguenza venne deciso di costruire nel luogo in cui la ragazza è cascata una chiesa.

Quando visitare l’Eremo di Calomini

Aprile e maggio sono il periodo migliore in assoluto. La valle è verde, la salita a piedi è un piacere invece che una fatica, e le probabilità di trovare aperto sono più alte che d’inverno senza avere la folla di agosto.

Il mese di maggio è tradizionalmente dedicato alla Madonna e moltissimi pellegrini salgono fino all’Eremo. Se dovete scegliere un momento, scegliete questo.

Luglio e agosto sono il picco, per una ragione semplice: chi è in vacanza in Versilia o sulla costa sale in Garfagnana a cercare il fresco, e l’eremo finisce negli itinerari della giornata insieme alla Grotta del Vento.

È il periodo in cui è più facile trovare tutto aperto e più difficile trovare parcheggio, e in cui la strada stretta diventa davvero antipatica.

Da novembre a marzo il posto è al suo meglio dal punto di vista dell’atmosfera, con la valle silenziosa e spesso la nebbia che sale, ma è anche il periodo in cui rischiate di più di trovare chiuso. Qui la telefonata prima di partire non è un consiglio.

Mangiare e dormire all’Eremo di Calomini

Accanto all’eremo c’è un agriturismo, l’Antica Trattoria dell’Eremita, che ha un ristorante e anche camere e appartamenti. La cucina è quella della Garfagnana, con una particolarità: hanno un allevamento di trote proprio, e le trote finiscono nel piatto.

La struttura ha una piscina panoramica affacciata sulla valle, lavora con energie rinnovabili e sistemi di depurazione propri, e la posizione, ai piedi della parete calcarea con il monastero scavato sopra, è di quelle che non si dimenticano.

Ristorante e alloggio hanno stagionalità loro, indipendenti da quelle della chiesa: chiedete quando chiamate. L’agriturismo si prenota direttamente e non compare sui portali di prenotazione.

Se volete dormire proprio all’eremo la risposta è l’agriturismo. Se invece preferite una base più attrezzata da cui muovervi, la scelta ragionevole è Barga, che è a venti minuti, ha un centro storico dove passare la sera e una scelta di alloggi che qui intorno non esiste.

Dove dormire nei dintorni

Gallicano è più vicino ma è un paese di servizio, con poco da fare la sera. Barga è una base più attrezzata, con un centro storico e una scelta di alloggi più ampia.

  • Casa Cordati: dentro il centro storico di Barga, in un palazzo del Seicento che ospita anche l’esposizione permanente dei quadri di Bruno Cordati.
  • Villa Moorings: appena fuori dal centro, comodo se arrivate in auto e volete parcheggiare senza penare.
  • Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa: a Castelvecchio Pascoli, è la struttura grande della zona, con spa e piscine.

Cosa vedere nei dintorni

Il vantaggio dell’eremo è che sta su una strada che porta ad altre cose, quindi da solo non giustifica il viaggio ma dentro una giornata funziona benissimo.

La Grotta del Vento è a pochi chilometri, sulla stessa strada che avete appena fatto: è l’abbinamento più naturale, e si visita solo con percorsi guidati a orari fissi.

Isola Santa, il borgo di pietra sul lago verde, è poco più a nord ed è la sosta fotografica migliore della valle. Barga, uno dei borghi più belli della zona, con il Duomo in cima e la vista sulle Apuane, sta sull’altro versante ma è a venti minuti.

Il Parco dell’Orecchiella, se volete la giornata in montagna vera, anche se è già Appennino e non Apuane, da qui è un’altra oretta di strada. Scendendo verso Lucca vale una sosta il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano.

La posizione è anche un ottimo punto di partenza per escursioni verso il Monte Forato e le altre vette delle Alpi Apuane.

Informazioni pratiche

InformazioneIndicazione
IndirizzoVia Eremo 5, Fabbriche di Vergemoli
ProvinciaLucca
QuotaCirca 400 metri
IngressoGratuito
Telefono per verificare l’apertura0583 767003
Tempo dal parcheggio alla strutturaCirca venti minuti a piedi
Grotta del VentoA pochi chilometri, sulla stessa strada

Per una visita completa occorre considerare un’ora abbondante, mentre una mezza giornata permette di fermarsi anche a pranzo. Se si sceglie l’anello da Gallicano, la visita può diventare un’escursione di una giornata.

L' EREMO DI CALOMINI

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