Durata del mandato del presidente della CEI

Il mandato del presidente della Conferenza Episcopale Italiana dura cinque anni. Il cardinale Matteo Maria Zuppi è stato nominato presidente della CEI da Papa Francesco il 24 maggio 2022 per il quinquennio 2022-2027.

I vescovi riuniti per la loro 76ª Assemblea Generale hanno proceduto all’elezione della terna per la nomina del Presidente, secondo quanto previsto dallo Statuto (art. 26, § 1). Papa Francesco ha nominato il Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Quanto dura il mandato del presidente della CEI

Il mandato del presidente della Cei dura cinque anni. La durata quinquennale costituisce il periodo ordinario di esercizio dell’incarico e collega la presidenza alla guida collegiale dell’episcopato italiano.

La Conferenza Episcopale Italiana è l’assemblea permanente dei vescovi italiani ed esercita la propria attività nell’Assemblea Generale. È un organismo che assume particolare rilievo nei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica.

ElementoInformazione
Durata del mandatocinque anni
Presidente nominato nel 2022Cardinale Matteo Maria Zuppi
Periodo del mandatoquinquennio 2022-2027
Autorità che nomina il presidentePapa Francesco
Procedura preliminareelezione di una terna da parte dei vescovi

Come viene nominato il presidente della CEI

Il nome lo sceglierà il Papa all'interno di un terna di candidati votata dall'assemblea generale, come previsto dallo statuto modificato nel 2017. I vescovi hanno votato una terna che hanno consegnato al Pontefice: Zuppi, il cardinale Augusto Paolo Lojudice arcivescovo di Siena e mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, già vicepresidente per il Sud.

A dare l’annuncio ai vescovi è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che ha dato lettura della comunicazione del Santo Padre. Nella mattinata di martedì 24 maggio, i Vescovi riuniti per la loro 76ª Assemblea Generale hanno proceduto all’elezione della terna per la nomina del Presidente, secondo quanto previsto dallo Statuto (art. 26, § 1).

La scelta finale spetta quindi al Papa, mentre l’assemblea dei vescovi individua i candidati attraverso una votazione. La procedura distingue il momento collegiale dell’elezione della terna dalla nomina pontificia del presidente.

Il mandato di Matteo Maria Zuppi: 2022-2027

Il cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi è nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana per il quinquennio 2022-2027. L’ha nominato Papa Francesco martedì 24 maggio, all’inizio della 75ª assemblea dalla quale si è accomiatato il cardinale Arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, che ha compiuto in aprile 80 anni.

Il 24 maggio 2022 Papa Francesco lo nomina Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Papa Francesco ha nominato il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei).

Il predecessore di Zuppi era il cardinale Gualtiero Bassetti. «Dal 27 maggio», conclude Bassetti - sarò Vescovo emerito»: ha deciso di rimanere in diocesi di Perugia.

La presidenza precedente e il passaggio a Zuppi

La 75ª assemblea inizia - ricorda Bassetti - «con un dialogo sincero e appassionato con il Papa, lo ringrazio personalmente per il rapporto diretto con lui, per la fiducia e per il cammino percorso insieme». I Vescovi incontrano a porte chiuse, il Papa nell’«Aula Paolo VI» in Vaticano: non rivolge loro un discorso pubblico, ma ha un «botta e risposta.

Bassetti ricorda «la pandemia, con le sue drammatiche ripercussioni che si faranno sentire ancora a lungo, ha fatto sì che l’intera umanità abbia percepito di essere di fatto una grande famiglia, formata da soggetti il cui destino è legato a quello degli altri. Da oltre tre mesi siamo raggiunti e scossi dalle notizie di una guerra tanto inattesa quanto brutale e ingiustificabile.

Oltre a sostenere le doverose vie diplomatiche. La Chiesa italiana è fortemente impegnata per alleviare le sofferenze della popolazione ucraina e dei rifugiati: non possiamo non continuare a chiedere pressantemente che si depongano le armi e che si apra una nuova stagione di riconciliazione, di giustizia e di pace».

Le responsabilità del presidente della CEI

La Conferenza Episcopale Italiana esercita la propria attività collegiale ordinariamente nell'Assemblea Generale. L'Assemblea Generale si riunisce in sessione ordinaria almeno una volta all'anno; in sessione straordinaria quando lo esigono problemi di particolare importanza.

Il presidente guida la rappresentanza dell’episcopato italiano e coordina il lavoro della Conferenza nel quadro delle assemblee e delle attività collegiali. La sua funzione si colloca quindi all’interno di un organismo permanente, nel quale le decisioni e gli orientamenti vengono affrontati con i vescovi italiani riuniti in assemblea.

«La missione della Chiesa è quella di sempre: la Chiesa che parla a tutti e parla con tutti», "lo celebreremo a Pentecoste". Il neo presidente ha quindi detto di essere rimasto "colpito dalle parole de cardinal Bassetti su comunione e missione".

"Sono le stesse parole che sento nel cuore per questo mandato", ha aggiunto concludendo: "Cercherò di fare del mio meglio, ce la metterà tutta. Restiamo uniti nella sinodalità, nella comunione, nella preghiera".

Assemblea generale dei vescovi italiani

Le priorità del quinquennio 2022-2027

Cosa c'è sul tavolo del prossimo presidente. Certamente le questioni poste da Bergoglio nel convegno di Firenze del 2015, quando strigliò i vescovi italiani spronandoli verso una maggiore presenza e azione pastorale, e meno politica.

Si parlerà di Sinodo ma soprattutto di pedofilia, vera sfida da affrontare per la nuova presidenza, considerato che in Italia non è mai stata accettata l’idea di una commissione di indagine indipendente come invece è stato fatto in molti altri Paesi.

L’assemblea affronta anche il contrasto agli abusi per la tutela dei minori: «Alla Chiesa italiana stanno a cuore la sicurezza e la salvaguardia dei piccoli e dei vulnerabili».

Il cammino sinodale: «Il suo primo effetto importante è che ci ascoltiamo, stiamo percependo la bontà di una simile operazione. Stiamo rovesciando la piramide: noi pastori non siamo più all’inizio di ogni processo ecclesiale, ma siamo piuttosto il terminale di un percorso che coinvolge tante persone di buona volontà.

Stiamo cambiando la mentalità comune che delegava tutto al Vescovo». «È tempo di valorizzare la dimensione femminile della Chiesa attraverso scelte concrete, che legittimino il ruolo che tante donne già svolgono in vari ambiti dalla catechesi alla carità. È tempo di compiere scelte nuove per consentire un coinvolgimento maggiore delle donne nella vita della Chiesa».

I due motu proprio «Spiritus Domini» (10 gennaio 2021) e «Antiquum Ministerium (10 maggio 2021)» attendono dalla Cei e da ciascun pastore la sapienza di una loro declinazione nella prassi ecclesiale quotidiana».

Il profilo del presidente Matteo Maria Zuppi

Il Cardinale Matteo Maria Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955, quinto di sei figli. Nel 1973, studente al liceo Virgilio, conosce Andrea Riccardi, il fondatore di Sant’Egidio, iniziando a frequentare la Comunità e collaborando alle attività al servizio degli ultimi da essa promosse.

Le attività comprendevano le scuole popolari per i bambini emarginati delle baraccopoli romane, le iniziative per anziani soli e non autosufficienti, per gli immigrati e i senza fissa dimora, i malati terminali e i nomadi, i disabili e i tossicodipendenti, i carcerati e le vittime dei conflitti.

A queste si aggiungevano quelle ecumeniche per l’unità tra i cristiani e quelle per il dialogo interreligioso, concretizzatesi negli Incontri di Assisi. A 22 anni, dopo la laurea in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza, con una tesi in Storia del cristianesimo, entra nel seminario della diocesi suburbicaria di Palestrina.

Seguendo i corsi di preparazione al sacerdozio alla Pontificia Università Lateranense, consegue il baccellierato in Teologia. Ordinato sacerdote per il clero di Palestrina il 9 maggio 1981 dal vescovo Renato Spallanzani, subito dopo viene nominato vicario del parroco della basilica romana di Santa Maria in Trastevere, monsignor Vincenzo Paglia, succedendogli nel 2000 per dieci anni.

Incardinato a Roma il 15 novembre 1988, dal 1983 al 2012 è anche rettore della chiesa di Santa Croce alla Lungara e membro del consiglio presbiterale diocesano dal 1995 al 2012. Nel secondo quinquennio come parroco a Trastevere, dal 2005 al 2010, è prefetto della terza prefettura di Roma e dal 2000 al 2012 assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio.

Per conto della Comunità di Sant’Egidio è stato mediatore in Mozambico nel processo che porta alla pace dopo oltre diciassette anni di sanguinosa guerra civile. Nel 1990 collabora con Andrea Riccardi, Jaime Pedro Gonçalves e Mario Raffaelli nella mediazione per le trattative tra il governo del Mozambico e il partito di Resistência Nacional Moçambicana, impegnati dal 1975 in una sanguinosa guerra.

La mediazione raggiunge il 4 ottobre 1992, dopo 27 mesi di trattative, la firma degli accordi di pace. Nel 2010 viene chiamato a guidare la parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, nella periferia orientale della città; e nel 2011 è prefetto della diciassettesima prefettura di Roma.

Poco dopo, il 31 gennaio 2012 Benedetto XVI lo nomina vescovo titolare di Villanova e ausiliare di Roma (per il Settore Centro). Riceve l’ordinazione episcopale il successivo 14 aprile per le mani dell’allora cardinale vicario Agostino Vallini.

Il 27 ottobre 2015 Papa Francesco lo nomina alla sede metropolitana di Bologna e il 5 ottobre 2019 lo crea cardinale con il Titolo di Sant’Egidio. È membro del Dicastro per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dell’Ufficio dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

L’esperienza pastorale a Bologna

A Bologna si è contraddistinto per la sua apertura al dialogo con le altre comunità religiose della città e per l’impegno sociale, non disdegnando anche di aprire un canale di dialogo con le realtà giovanili della città e con i centri sociali e studenteschi.

Nel 2016 sale sul palco del Primo Maggio per la festa dei lavoratori; vara un progetto «Insieme per il lavoro» che mette in rete il Comune di Bologna, la Diocesi, la Città metropolitana, le associazioni di categoria per contrastare la disoccupazione.

«Non ci preoccupiamo di camminare con le scarpe rotte», spiega Zuppi, «L’importante è che nessuno vada in giro scalzo». Affronta la pandemia occupandosi dei più deboli istituendo il «Fondo San Petronio», sussidio per chi è senza lavoro: sostiene le piccole aziende perché non licenzino.

Si impegna nell’accoglienza dei profughi ucraini e nella promozione della pace. Un impegno che ha trovato quasi una sintesi nella vicenda legata alla fabbrica di cancelli automatici Faac, di fatto portata quasi al fallimento e alla delocalizzazione con i relativi esuberi di personale e maestranze.

Con una mossa coraggiosa la diocesi da lui guidata ha acquisito l’azienda riportandola agli antichi fasti e rilanciandola, decidendo infine di suddividere gli utili con gli stessi operai. Insomma, un esempio concreto di quella Chiesa "nelle periferie" e "ospedale da campo", anche dal punto di vista sociale, tanto cara a Papa Francesco.

TG1 24 maggio 2022 - Matteo Zuppi è il nuovo Presidente della CEI

Il precedente di Antonio Poma

È il secondo cardinale arcivescovo di Bologna che diventa presidente della Cei, dopo Antonio Poma (1969-1979) che aveva portato in porto il primo grande convegno della Chiesa italiana nel 1974 «Evangelizzazione e promozione umana».

Finora non si è mai scesi sotto Roma per il presidente dell’episcopato. La successione del 2022 ha quindi inserito la nomina di Zuppi nella storia delle presidenze della CEI e nel rapporto tra la sede di Bologna e l’organismo nazionale dei vescovi italiani.

Le questioni affrontate dalla CEI

Bassetti non ha peli sulla lingua nemmeno sulla politica: «Sono tante e delicate le questioni su cui è chiamata a decidere, come il coinvolgimento del nostro Paese nella guerra in Ucraina, l’applicazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il sostegno economico alle famiglie e alle imprese, la questione del Mezzogiorno, l’ambiente, l’immigrazione, il fine vita: la vita è sempre sacra e inviolabile e non possiamo far tacere la voce della coscienza».

La Chiesa italiana è fortemente impegnata per alleviare le sofferenze della popolazione ucraina e dei rifugiati: non possiamo non continuare a chiedere pressantemente che si depongano le armi e che si apra una nuova stagione di riconciliazione, di giustizia e di pace».

La 75ª assemblea affronta anche il contrasto agli abusi per la tutela dei minori. Alla Chiesa italiana stanno a cuore la sicurezza e la salvaguardia dei piccoli e dei vulnerabili.

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