Nel Conclave chiamato a eleggere il successore di Papa Francesco partecipano tre cardinali pugliesi: Fernando Filoni, Marcello Semeraro e Angelo De Donatis. I tre porporati sono chiamati a esprimersi per eleggere il nuovo pontefice, mentre la loro esperienza nella Curia romana e nella guida pastorale contribuisce al confronto sul futuro della Chiesa.
Tra i cardinali pugliesi, Marcello Semeraro è indicato come una figura particolarmente vicina a Papa Francesco e partecipa al discernimento con un’impostazione fondata su ascolto, silenzio, preghiera e attenzione alle periferie del mondo. Fernando Filoni e Angelo De Donatis completano la rappresentanza pugliese all’interno dell’assemblea elettiva.
I tre cardinali pugliesi chiamati a votare
Fernando Filoni, Marcello Semeraro e Angelo De Donatis. Sono i tre cardinali pugliesi all’interno del conclave chiamati a esprimersi per eleggere il prossimo Papa.
Ci sono tre cardinali pugliesi all’interno del conclave. Fernando Filoni, Marcello Semeraro e Angelo De Donatis sono i tre porporati pugliesi chiamati a esprimersi per eleggere il nuovo pontefice.
| Cardinale | Origine | Ruolo |
|---|---|---|
| Fernando Filoni | Originario di Manduria, nel Tarantino, cresciuto a Galatone | Gran Maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme |
| Marcello Semeraro | Nato a Monteroni di Lecce | Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi |
| Angelo De Donatis | Originario di Casarano | Penitenziere maggiore |
Fernando Filoni, esperienza diplomatica e missionaria
Filoni, 78 anni, originario di Manduria, nel Tarantino, ma cresciuto a Galatone, è attuale Gran Maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Ha svolto funzioni per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede ed è stato prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.
“Ora siamo chiamati a discutere di organizzazione, poi si vedrà”, ha dichiarato il cardinale Fernando Filoni entrando alla prima Congregazione dei cardinali in Vaticano.
Marcello Semeraro, il cardinale vicino a Francesco
Semeraro, nominato da Francesco, di cui era grande amico, alla guida del Dicastero dei Santi, non era solo un collaboratore stretto ma un amico di Bergoglio.
Tra i cardinali pugliesi che parteciperanno al voto nella Cappella Sistina c’è Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, nato a Monteroni di Lecce e per diciassette anni alla guida della diocesi di Albano.
Con alcuni amici - ha affermato il cardinale Marcello Semeraro - ci siamo detti: non l’ha subita, la morte. Non a caso, fino all’ultimo, ha voluto stare tra i fedeli. Era una sua precisa volontà.
Il discernimento secondo Semeraro
In questi giorni, segnati dalle riunioni mattutine e dagli appuntamenti pomeridiani legati ai Novendiali, il Cardinale racconta un clima di raccoglimento e intensa preparazione spirituale.
«Non si tratta semplicemente di eleggere una persona, ma di scegliere secondo la volontà del Signore - sottolinea - ed è un discernimento che nasce solo dal silenzio, dall’ascolto e dalla preghiera».
Un atteggiamento di profonda responsabilità anima i cardinali riuniti a Roma. Le riflessioni, condivise in assemblea, cercano di mettere a fuoco i bisogni emergenti della Chiesa e del mondo contemporaneo.
La Chiesa e le periferie
«La Chiesa non è qualcosa di isolato - ricorda Semeraro - ma vive immersa nel mondo. Lo ha insegnato il Concilio Vaticano II e lo ha ribadito con forza Papa Francesco, che ha sempre voluto una Chiesa missionaria, capace di abitare le periferie».
Proprio il richiamo costante alle periferie del mondo - geografiche, esistenziali, spirituali - si conferma una chiave di lettura importante anche per il futuro.
Per Semeraro, l’eredità di Francesco offre punti fermi da cui partire: ascolto, attenzione, discernimento.
«Stiamo vivendo giorni molto significativi - spiega - nei quali ogni intervento dei confratelli cardinali, anche se segnato da prospettive personali, merita di essere accolto e considerato. L’ascolto è stato un insegnamento fondamentale di Papa Francesco e oggi guida anche il nostro cammino verso l’elezione».
Una metodologia che il Cardinale pugliese sente particolarmente propria, forte della lunga esperienza maturata nella diocesi di Albano, dove aveva già promosso la pratica della sinodalità ben prima che diventasse parola chiave del pontificato di Francesco: «Mi emoziona - dice - sapere che i miei sacerdoti e i fedeli ricordano quanto ci fossimo già mossi su questa linea».

Angelo De Donatis, dal Salento alla Curia romana
L’ultimo pugliese, invece, è il 71enne Angelo De Donatis, di Casarano. È stato lui a sostituire il papa durante la messe delle Ceneri, vicario generale di Francesco per la diocesi di Roma e attuale penitenziere maggiore.
La composizione del Conclave
Il Conclave conta 135 cardinali elettori, di cui 110 creati dallo stesso Francesco in 12 anni di pontificato.
Presenti anche altri due cardinali non elettori: Francesco Monterisi di Barletta e Salvatore De Giorgi nato nel Leccese.
La data di apertura del conclave dovrebbe tenersi tra il 6 e il 10 maggio
Il conclave, secondo le norme della Universi Dominici Gregis, si terrà tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del Papa, e quindi, in questo caso, tra il 6 e il 10 maggio. Tuttavia, se tutti i cardinali elettori si trovano a Roma, l’inizio del Conclave può anche essere anche anticipato.
Cresce l’attesa in Vaticano: il 7 maggio avrà inizio il Conclave che dovrà eleggere il successore di Papa Francesco.

Il clima nella Chiesa e il futuro del pontificato
Si comincia a fare i conti con la geografia del conclave. Proprio nei giorni scorsi, il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha parlato del suo ultimo faccia a faccia col Santo Padre in ospedale.
Il porporato ha sottolineato «che il Pontefice continua a occuparsi delle questioni più urgenti, esprimendo il suo parere sulle tematiche che gli vengono sottoposte».
E sull’opzione del passo indietro, il cardinale è stato tranchant: «Assolutamente no, non ne abbiamo parlato».
Domenica scorsa è stata diffusa una foto (la prima dopo il ricovero) del Papa in preghiera nella cappella del Gemelli.
Ma la lunga degenza ha alimentato le congetture, anche in ambienti vicini al Vaticano, sul futuro del pontificato.
«Mi sembra un atteggiamento irriguardoso, perché non tiene conto della coscienza di Francesco, che sarà l’unico a decidere, davanti a Dio, il futuro del suo ministero. Il papa ha parlato più volte con chiarezza di questo tema», ha dichiarato monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, ad Agensir, bollando le voci come «speculazioni».
Probabilmente, quando Francesco uscirà dal Gemelli si capirà in che direzione andranno i suoi passi.
La partecipazione dei fedeli pugliesi
Intanto, mentre i cardinali si preparano al Conclave, continua senza sosta il pellegrinaggio dei fedeli pugliesi e lucani verso la tomba di Papa Francesco, a Santa Maria Maggiore.
Anche nella giornata di ieri, sotto un sole caldo e primaverile, una lunga fila si è snodata da piazza dell’Esquilino fino all’ingresso della basilica.
A rendere omaggio al Pontefice argentino non sono solo turisti e pellegrini, ma anche molti giovani rimasti a Roma dopo il Giubileo degli adolescenti, insieme a gruppi organizzati arrivati per il Giubileo delle persone con disabilità.