Matteo Di Giuseppe e l’Unitalsi Abruzzo: solidarietà, sport e attenzione alle persone fragili a Roseto

Matteo Di Giuseppe è una figura dell’Unitalsi Abruzzo impegnata in iniziative di solidarietà e inclusione, tra cui la partecipazione alla consegna dei fondi raccolti con il gran galà di pattinaggio artistico “Sport per la vita” e la presenza alle manifestazioni sportive dedicate alle persone con disabilità.

A Roseto il suo nome è legato soprattutto al progetto bambini dell’Unitalsi e alle attività che mettono al centro le persone malate, disabili, anziane o bisognose di aiuto, attraverso il volontariato, lo sport e la condivisione.

Il ruolo di Matteo Di Giuseppe nella solidarietà a Roseto

Per le due associazioni erano inoltre presenti Paolo Moretti, medico del centro regionale fibrosi cistica di Atri e Matteo Di Giuseppe dell’Unitalsi Abruzzo. Il generoso assegno è stato consegnato dalla presidente del comitato organizzatore Maria Luisa D’Elpidio insieme a Matteo Cannelonga alla presidente nazionale della Lega fibrosi cistica Gianna Puppo Fortunaro e al responsabile nazionale del progetto bambini Unitalsi Emanuele Trancalini.

Oltre 30mila euro l’incasso del gran galà di pattinaggio artistico ‘Sport per la vita’ che si è svolto sabato sera al Palasport di Roseto, devoluto alla Lega fibrosi cistica e al progetto bambini dell’Unitalsi.

L’iniziativa ha unito spettacolo, sport e solidarietà, destinando il risultato della manifestazione al sostegno delle persone colpite dalla fibrosi cistica e dei bambini coinvolti nelle attività dell’Unitalsi.

Matteo Di Giuseppe Unitalsi Abruzzo solidarietà

“Sport per la vita”, il galà di pattinaggio artistico

Ma i veri protagonisti sono stati i campioni del mondo di pattinaggio artistico: hanno presentato le loro migliori performance in occasione della 31ª edizione di Sport per la vita “Memorial Licia Giunco”. Davanti a oltre quattromila persone sono scesi in pista 450 atleti di tutte le società di pattinaggio abruzzesi dando vita a una manifestazione imponente organizzata da La Paranza di Roseto presieduta da Maria Cristina Marini.

La manifestazione ha richiamato un pubblico numeroso e ha coinvolto le società di pattinaggio dell’intero Abruzzo, trasformando il Palasport di Roseto in un luogo di sport, spettacolo e partecipazione collettiva.

Applausi pieni di emozione ai due talenti della trasmissione di Rai 1 ‘Ti lascio una canzone’, la rosetana Gaia Di Giuseppe e l’avezzanese Marco Boni. Accolto con grande affetto il tecnico di serie A di basket Marco Calamai che ha iniziato proprio a Roseto.

La Rosa d’argento a Marco Calamai

A lui è stata consegnata la Rosa d’argento «per aver scelto all’apice della carriera» si legge nella motivazione «di dedicare la sua vita a valorizzare le qualità di molti ragazzi col progetto ‘basket disabilità Over limits’ , percorso educativo che accoglie e integra i ragazzi autistici».

Il progetto è stato adottato a Roseto dall’associazione “Orme”.

Elemento della manifestazioneDato
EventoSport per la vita “Memorial Licia Giunco”
Edizione31ª
Pubblicooltre quattromila persone
Atleti coinvolti450
Incasso devolutoOltre 30mila euro
DestinatariLega fibrosi cistica e progetto bambini dell’Unitalsi

Unitalsi: una realtà nata dall’esperienza del pellegrinaggio

UNITALSI è l’acronimo di Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. Dal 1903 è alimentata dall’operosità gratuita di volontari che si impegnano per organizzare, accompagnare, assistere durante i pellegrinaggi le persone con disabilità, malate, anziane o bisognose di aiuto.

Il pellegrinaggio è l’esperienza di carità che accompagna il loro agire quotidiano per essere sostegno, vicinanza e solidarietà nella vita di ogni giorno. Per questo l’UNITALSI non solo è un’associazione di Chiesa, ma è anche un’associazione di promozione sociale nonché organizzazione di volontariato facente parte del Servizio nazionale della protezione civile.

Sorelle, barellieri, famiglie, operatori sanitari, giovani, sacerdoti, persone con disabilità, benefattori sono tutte le anime che muovono e danno senso all’Associazione.

Le origini dell’Unitalsi

Le origini dell’Unitalsi, (UNIONE NAZIONALE ITALIANA TRASPORTI AMMALATI LOURDES e SANTUARI INTERNAZIONALI) prendono spunto da un clamoroso gesto di conversione di un uomo disperato. Nel 1903, Giuseppe Tomassi, figlio di un domestico di casa Barberini, affetto da una forma artritica irreversibile che lo aveva reso penosamente claudicante, andò a Lourdes con uno dei primi treni di pellegrinaggio italiani, presieduto da mons. Radini Tedeschi, arcivescovo di Bergamo.

L’intento di Tomassi non era quello di chiedere la guarigione fisica alla Madonna, ma quello di suicidarsi con un revolver davanti alla Grotta di Massabielle. Aveva predisposto tutto nei minimi dettagli con la lucidità di un uomo disperato, ma davanti alla Grotta, mentre pensava di concludere la sua vita in questo modo tragico, venne colpito dalla scena di volontari, giovani, uomini e donne di varie nazioni d’Europa che aiutavano gli ammalati ad entrare nella grotta per poter pregare.

La condivisione e l’aiuto di questi volontari trasmetteva agli ammalati un senso di grande conforto e speranza. Scosso profondamente da tale scena, Giuseppe Tomassi rinunciò al suo gesto folle, pensando che lo scopo di una vita sofferente come la sua potesse diventare, da quel momento, quello di radunare anche in Italia dei volontari che accompagnassero ogni anno a Lourdes i poveri, i diseredati, i sofferenti e ne condividessero, nel pellegrinaggio, questo invito alla speranza.

Consegnò a monsignor Radini Tedeschi la pistola e consigliato dal segretario di quest’ultimo, mons. Angelo Roncalli, rientrato a Roma fondò l’UNITALSI. Nei primi tempi si dovettero superare ostacoli enormi, sia tecnici che burocratici, ma l’entusiasmo e la carità superarono ogni difficoltà.

La crescita dell’associazione

Con la fine della prima guerra mondiale, che aveva interrotto l’attività, i pellegrinaggi cominciarono ad essere riorganizzati di nuovo. Negli anni ’20 furono fondate in Italia quasi tutte le sezioni regionali.

Fu uniformata per le volontarie la divisa bianca, simile a quella indossata dalle infermiere della Croce Rossa e venne creato il distintivo con la croce bianca, sormontata dalle iniziali della Vergine di Lourdes con il Motto “Charitas”.

I treni vennero attrezzati con le prime vetture ambulanza per cercare di dare un maggior conforto al sempre maggior numero di ammalati che venivano trasportati.

Durante gli anni del fascismo, l’UNITALSI, per le sue particolari connotazioni assistenziali, fu l’unica associazione cattolica a non essere sciolta. Dopo la promulgazione delle leggi sulle “sanzioni” decretate contro l’Italia, nel 1935, l’UNITALSI fu obbligata a contingentare il numero dei treni a Lourdes.

In questo contesto storico il Segretario Generale di allora, il principe Don Enzo di Napoli-Rampolla, cominciò ad organizzare i pellegrinaggi a Loreto, che continuarono anche durante la seconda guerra mondiale, sino al 1943, mentre dal giugno 1940 gli eventi bellici avevano fatto cessare i pellegrinaggi a Lourdes.

La ripresa delle attività dell’Associazione dopo il 1945 è stata sempre in costante aumento. Oggi l’UNITALSI conta oltre 300.000 aderenti, ed accompagna a Lourdes, Loreto, Fatima e Banneux più di 100.000 persone all’anno.

Treno pellegrini Unitalsi Lourdes volontari

La missione dell’Unitalsi secondo Papa Francesco

Sabato 9 Novembre 2013, Papa Francesco ha ricevuto in udienza nell’Aula Paolo VI, i membri dell’Unitalsi, in occasione dei 110 anni di fondazione dell’ente, e molti ammalati e disabili accompagnati dai volontari.

Il Santo Padre ha sottolineato come questo servizio fornito non è filantropia ma vero annuncio del Vangelo della carità, ministero della consolazione, sull’esempio del Buon Samaritano.

E li ha anche esortati ad essere “sguardo che accoglie, mano che solleva e accompagna, parola di conforto, abbraccio di tenerezza”, affinché “ogni persona malata e fragile possa vedere nel vostro volto il volto di Gesù; e anche voi possiate riconoscere nella persona sofferente la carne di Cristo”.

Accoglienza e accompagnamento

Da 110 anni la vostra associazione si dedica alle persone ammalate o in condizioni di fragilità, con uno stile tipicamente evangelico. Infatti, la vostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità, è ministero della consolazione.

Penso ai tanti soci dell’UNITALSI sparsi in tutta Italia: siete uomini e donne, mamme e papà, tanti giovani che, mossi dall’amore per Cristo e sull’esempio del Buon Samaritano, di fronte alla sofferenza non voltate la faccia dall’altra parte.

E questo di non voltare la faccia da un’altra parte è una virtù: andate avanti con questa virtù! Al contrario, cercate sempre di essere sguardo che accoglie, mano che solleva e accompagna, parola di conforto, abbraccio di tenerezza.

Non scoraggiatevi per le difficoltà e la stanchezza, ma continuate a donare tempo, sorriso e amore ai fratelli e alle sorelle che ne hanno bisogno. Ogni persona malata e fragile possa vedere nel vostro volto il volto di Gesù; e anche voi possiate riconoscere nella persona sofferente la carne di Cristo.

Le persone fragili come protagoniste

I poveri, anche i poveri di salute, sono una ricchezza per la Chiesa; e voi dell’UNITALSI, insieme a tante altre realtà ecclesiali, avete ricevuto il dono e l’impegno di raccogliere questa ricchezza, per aiutare a valorizzarla, non solo per la Chiesa stessa ma per tutta la società.

Il contesto culturale e sociale di oggi è piuttosto incline a nascondere la fragilità fisica, a ritenerla soltanto come un problema, che richiede rassegnazione e pietismo o alle volte scarto delle persone.

L’UNITALSI è chiamata ad essere segno profetico e andare contro questa logica mondana, la logica dello scarto, aiutando i sofferenti ad essere protagonisti nella società, nella Chiesa e anche nella stessa associazione.

Per favorire il reale inserimento dei malati nella comunità cristiana e suscitare in loro un forte senso di appartenenza, è necessaria una pastorale inclusiva nelle parrocchie e nelle associazioni.

Si tratta di valorizzare realmente la presenza e la testimonianza delle persone fragili e sofferenti, non solo come destinatari dell’opera evangelizzatrice, ma come soggetti attivi di questa stessa azione apostolica.

Cari fratelli e sorelle ammalati, non consideratevi solo oggetto di solidarietà e di carità, ma sentitevi inseriti a pieno titolo nella vita e nella missione della Chiesa. Voi avete un vostro posto, un ruolo specifico nella parrocchia e in ogni ambito ecclesiale.

La vostra presenza, silenziosa ma più eloquente di tante parole, la vostra preghiera, l’offerta quotidiana delle vostre sofferenze in unione a quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo, l’accettazione paziente e anche gioiosa della vostra condizione, sono una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana.

Non vergognatevi di essere un tesoro prezioso della Chiesa!

Pellegrinaggi a Lourdes e spiritualità mariana

L’esperienza più forte che l’UNITALSI vive nel corso dell’anno è quella del pellegrinaggio ai luoghi mariani, specialmente a Lourdes. Anche il vostro stile apostolico e la vostra spiritualità fanno riferimento alla Vergine Santa.

Riscopritene le ragioni più profonde! In particolare, imitate la maternità di Maria, la cura materna che Lei ha di ciascuno di noi.

Nel miracolo delle Nozze di Cana, la Madonna si rivolge ai servi e dice loro: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela», e Gesù ordina ai servi di riempire di acqua le anfore e l’acqua diventa vino, migliore di quello servito fino ad allora (cfr Gv 2,5-10).

Questo intervento di Maria presso il suo Figlio mostra la cura della Madre verso gli uomini. È una cura attenta ai nostri bisogni più veri: Maria sa di che cosa abbiamo bisogno!

Lei si prende cura di noi, intercedendo presso Gesù e chiedendo per ciascuno il dono del “vino nuovo”, cioè l’amore, la grazia che ci salva.

Lei intercede sempre e prega per noi, specialmente nell’ora della difficoltà e della debolezza, nell’ora dello sconforto e dello smarrimento, soprattutto nell’ora del peccato.

Per questo, nella preghiera dell’Ave Maria, le chiediamo: «Prega per noi, peccatori».

Cari fratelli e sorelle, affidiamoci sempre alla protezione della nostra Madre celeste, che ci consola e intercede per noi presso il suo Figlio. Ci aiuti lei ad essere per quanti incontriamo sul nostro cammino un riflesso di Colui che è «Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione» (2 Cor 1,3).

Papa Francesco, Udienza all’Unitalsi in occasione dei 120 anni dalla fondazione

Il pellegrinaggio come esperienza di comunità

Nell’aria del santuario mariano di Lourdes si respira ancora a pieni polmoni l’atmosfera elettrizzante della Giornata mondiale della gioventù: tanti i gruppi di giovani che di ritorno da Lisbona stanno facendo tappa nella piccola città dei Pirenei, divenuta, grazie alle diciotto apparizione della Madonna a Bernadette, una delle capitali europee della spiritualità.

Il loro entusiasmo, la loro gioia di vivere, ma anche la loro capacità di raccogliersi e pregare intensamente alla grotta di Massabielle contagiano le migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

In questo clima di gioia giovanile si sono immersi i 300 lombardi che stanno vivendo il loro consueto pellegrinaggio di inizio agosto promosso dall’Unitalsi regionale. Tra questi anche un’ottantina di cremonesi guidati dal presidente locale, Tiziano Guarneri e dall’assistente ecclesiale nonché direttore spirituale del pellegrinaggio, don Maurizio Lucini.

Oltre ai cremonesi sono presenti delegazioni di Crema, Mantova e diverse zone del milanese. Una quindicina i sacerdoti che garantiscono l’aiuto spirituale, tra di essi anche i quattro preti novelli cremonesi - don Alex Malfasi, don Claudio Bressani, don Andrea Bani e don Jacopo Mariotti -, don Claudio Rasoli presidente di Fondazione Redentore di Castelverde con alcuni ragazzi della RSD e don Giacomo Ghidoni, cappellano di Fondazione Sospiro giunto a Lourdes insieme ad alcuni ospiti.

Le attività del pellegrinaggio

Il pellegrinaggio ha avuto inizio nella serata di lunedì 7 agosto quando da diversi punti della Lombardia sono partiti i pullman alla volta dei Pirenei. Un caldo sole ha accolto l’arrivo dei pellegrini intorno alle 11 di martedì 8 agosto.

Dopo la sistemazione dei malati presso il Salus, la struttura di Unitalsi attrezzata quasi come un ospedale e degli altri partecipanti presso l’hotel La Source, il gruppo si è ritrovato nella grande chiesa di Santa Bernadette dove don Lucini ha presieduto la Messa che ha dato il via ufficialmente alla forte esperienza spirituale.

Il sacerdote ha preso spunto dal Vangelo di Giovanni che narra delle nozze di Cana per ricordare il ruolo di Maria nell’indicare continuamente Cristo come il vero interprete della felicità dell’uomo e delle sue aspirazioni più profonde.

Subito dopo i 300 lombardi si sono trasferiti alla grotta di Massabielle per la recita del Rosario delle ore 18 in diretta televisiva. A presiedere la preghiera c’era il vescovo di Saluzzo, mons. Cristiano Bodo, presente con un nutrito gruppo di suoi diocesani.

Nei giorni successivi il pellegrinaggio entra nel vivo con la Messa internazionale del mercoledì nella grande chiesa ipogea di San Pio X, il passaggio alla grotta, la processione eucaristica e quella serale con i flambeaux.

Non mancherà anche un momento di conoscenza della vita e delle opere di santa Bernadette attraverso la visita dei luoghi dove nacque e visse la giovane veggente, così come la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

La conclusione è prevista venerdì 11 agosto con la partenza fissata dopo cena, il viaggio durante la notte e l’arrivo a Cremona nella mattinata di sabato.

Il significato del cammino condiviso

Il pellegrinaggio di agosto mantiene come tema quello scelto dal Santuario di Lourdes per l’anno pastorale 2022/2023: “Qui si costruisca una cappella”. Esso segue il tema dato per il 2022 che era “Andate a dire ai sacerdoti…”.

Queste espressioni sono la sintesi dei vari messaggi che l’Immacolata Concezione diede alla giovanissima Bernadette Soubirous durante le 18 apparizione avvenute nella a Massabielle dall’11 febbraio al 16 luglio 1858.

«Per i cristiani - spiega il presidente di Unitalsi Cremona, Tiziano Guarneri - costruire significa edificare la propria vita sulla roccia che è Cristo, vuol dire riferirsi continuamente a lui in ogni scelta, soprattutto in quelle che caratterizzano in maniera permanente la nostra esistenza.

Quest’anno a Lourdes la Chiesa ci invita a porre come fondamento di tutto Gesù e la sua Parola. E inoltre richiama la forte dimensione ecclesiale della nostra fede che è ben rappresentata dal pellegrinaggio!

Non si va sparpagliati, ma insieme, come popolo: aiutando chi non ce la fa, spronando chi fa fatica a stare al passo, offrendo un po’ di luce ai dubbiosi e tanta misericordia a chi si sente sconfitto dal peccato.

La fede non può essere vissuta individualmente: senza carità rischia di spegnersi o di sclerotizzarsi!»

Unitalsi Abruzzo e organizzazione territoriale

TERAMO - Alessandra Bascelli è stata confermata presidente della sezione Abruzzese dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) per il quinquennio 2016 - 2020.

L’elezione si è tenuta sabato 13 febbraio nella sede regionale di Vico della Luna a Teramo. A votare sono stati i dieci presidenti delle sottosezioni abruzzesi.

Oltre alla conferma della carica per Alessandra Bascelli, l’assemblea ha nominato anche i cinque consiglieri di sezione che manterranno la propria carica per i prossimi cinque anni: Romana Gambacorta, Annamaria Di Musciano, Lara Felicioni, Angelo Lilli, Matteo Di Giuseppe.

"Essere chiamata - dichiara Alessandra Bascelli, presidente dell’Unitalsi Abruzzese - a guidare per altri 5 anni l’Unitalsi dell’Abruzzo è per me motivo di orgoglio, ma allo stesso tempo una forte responsabilità".

"Sono certa - conclude Bascelli - che grazie all’impegno dei miei consiglieri e di tutti i volontari, riusciremo a essere al fianco di tutte le persone fragili, in particolare quelle ammalate e disabili, che avranno bisogno del nostro aiuto".

Sport inclusivo e partecipazione delle associazioni

PINETO (TE) - Nella mattinata di oggi, la nazionale italiana di paraciclismo del commissario tecnico Mario Valentini è stata l’ospite illustre all’interno del Palavolley di Borgo Santa Maria a Pineto in occasione dell’iniziativa Campioni nello Sport, Campioni nella Vita, l’evento organizzato nell’ambito del Progetto Biciclettica e che ha visto la partecipazione delle istituzioni locali in rappresentanza dei comuni di Pineto, Atri, Silvi e Roseto, oltre alle autorità regionali e sportive federali.

Anche a Pineto, sede per la prima volta di un ritiro azzurro del paraciclismo, è stato messo in evidenza il messaggio di uno sport che non vuole barriere, dove la fatica e il sacrificio ripagano sempre, ma anche l’integrazione, la coesione, e l’amicizia sono i principi basilari di una squadra che è all’avanguardia del movimento ciclistico nazionale per i tanti allori conseguiti tra Mondiali, prove di Coppa del Mondo, le Paralimpiadi di Pechino nel 2008 e di Londra nel 2012.

Tra la gioia e lo stupore dei 600 alunni delle terze medie di Pineto, Atri, Silvi e Roseto, tanti sono stati i messaggi di benvenuto agli atleti della nazionale ed anche quello del sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, che ha fatto gli onori di casa: “La disabilità non è una forma di minorità, ma è una ricchezza.

Penso sia questo il messaggio più bello che i nostri atleti sono riusciti a comunicare ai ragazzi che stamattina sono giunti al Palavolley ed è stata fantastica la disponibilità di questi campioni nello sport e nella vita.

Abbiamo scelto di dedicare la nostra Notte Bianca dello Sport agli sport inclusivi e non è un caso se oggi la nazionale di paraciclismo è qui da noi“.

La presenza dell’Unitalsi Abruzzo

Oltre al sindaco di Pineto, erano presenti anche Luciano Monticelli (consigliere Regione Abruzzo), Silvio Paolucci (assessore regionale alla sanità e al benessere sportivo), Gabriele Martella (assessore allo sport di Pineto), Daniela Mariani (assessore alle politiche socio-sanitarie di Pineto), Fabrizio Fornaciari (assessore ai lavori pubblici di Roseto degli Abruzzi), Piergiorgio Ferretti (assessore all’istruzione di Atri), Francesco Comignani (sindaco di Silvi), Gianni Mincone (comandante Carabinieri di Pineto), Franco Spizirri (comandante Polstrada di Pineto), Ester Fratello (dirigente Commissariato di Atri), Pasquale Santoriello (comandante Ufficio Locale Marittimo di Silvi Marina), Leone Cantarini (presidente Area Marina Protetta Terre del Cerrano), Mauro Marrone (presidente della Federciclismo Abruzzo), Andrea Di Giuseppe (presidente Team Go Fast) e Marco Milanesi (vice presidente Team Go Fast) in quella che prima di tutto è stata una grande festa e con un’accoglienza degna delle grandi occasioni verso i migliori esponenti del paraciclismo.

Gli atleti non si sono risparmiati nel fare foto con i ragazzi di diverse associazioni di disabili, tra i quali una rappresentanza di Unitalsi Abruzzo, insieme a Dimensione Volontario Onlus e agli ospiti di Casa Cara di Scerne.

Acclamatissimi non solo Alex Zanardi e il cittì Mario Valentini ma hanno fatto il pieno di applausi anche le rappresentanti del gentil sesso come Jenny Narcisi, Rita Cuccuru e Claudia Schuler, con tanto di omaggio floreale, oltre agli altri big della nazionale e ad alcune new entry della squadra azzurra.

Prima dell’incontro con gli studenti, gli atleti hanno battezzato la nuova pista ciclabile che collega la statale Adriatica al centro sportivo Borgo Santa Maria pedalando per un breve tratto fino all’ingresso del Palavolley.

Degna di nota, la visita a sorpresa della squadra di basket in carrozzina dell’Amicacci Giulianova che, con il suo capitano Galliano Marchionni, ha salutato la nazionale di paraciclismo con uno speciale augurio di in bocca al lupo in vista delle Paralimpiadi di Rio dal 7 al 18 settembre.

Giovedì 25 febbraio sarà la volta della cena di gala all’Hotel Parco degli Ulivi, la struttura dove la nazionale alloggerà fino a sabato 27, giorno nel quale ci sarà la Biciclettata in compagnia dei campioni del paraciclismo a partire dalle 11:00, aperta a tutti, con avvio dal parcheggio della stazione di Pineto fino a Roseto (Piazza del Comune) passando tramite la pista ciclabile Pineto-Scerne.

Sport paralimpico Unitalsi Abruzzo paraciclismo

Un esempio concreto di attenzione e cura

ROSETO. Un cavallo vero sotto l'albero dei ragazzi della Piccola Opera Charitas di Giulianova. Il cavallo era di proprietà di una coppia di Roseto, Alessandro Santarelli e Gilda Bacchetta, i quali amavano fare passeggiate insieme a un gruppo di appassionati.

Un infortunio ha però colpito il cavallo, il cui destino sembrava segnato: venduto a un macello per farne bistecche. «Mi sono messo in contatto con Dante Luciani dell'Unitalsi di Giulianova», dice Di Giuseppe (nella foto con il cavallo), «così si è concretizzata la donazione».

Ora il cavallo si trova in un terreno della Poc a Colleranesco, dove ci sono già un asino, un pony e numerose galline e uccellini, tutti custoditi con la massima cura.

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