Quanti chilometri dista l’Abbazia di Chiaravalle da Milano

L’Abbazia di Chiaravalle si trova a circa 7 chilometri dal centro di Milano, nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano. Siamo a sud-est di Milano, a soli 7 chilometri dal Duomo e a pochissimi minuti di auto dall’uscita S. Donato dell’Autostrada A1.

Il Monastero di S.Maria di Chiaravalle è situato alle porte del Parco Agricolo Sud Milano, a pochi chilometri a sud delle mura di Milano e precisamente dalla zona di Porta Romana. L’Abbazia di Chiaravalle (o Monastero di Santa Maria di Chiaravalle) si trova nel Parco agricolo Sud Milano, a metà strada tra i quartieri Vigentino e Rogoredo.

Abbazia di Chiaravalle nella campagna milanese

Dove si trova l’Abbazia di Chiaravalle

L’Abbazia di Chiaravalle si trova alle porte di Milano, quindi in Lombardia. Più precisamente sorge nel parco agricolo Sud Milano, tra i quartieri di Rogoredo e Vigentino.

Circondata dalla campagna del Parco Agricolo Sud Milano, rappresenta un luogo dove arte, spiritualità e natura si incontrano. La sua posizione immersa nella campagna la rende una meta perfetta per una gita fuori città.

Il monastero è stato fondato nel 1135 in un'area originariamente paludosa e incolta a pochi chilometri a sud delle mura di Milano e precisamente dalla zona di Porta Romana. Situata alle porte del Parco Agricolo Sud Milano, l'abbazia di Chiaravalle funge da cerniera e da raccordo tra l'abitato urbano e il contado della Bassa milanese.

Distanze e collegamenti principali

Punto di partenza o collegamentoInformazione
Centro di MilanoCirca 7 chilometri
Duomo di Milano7 chilometri
Porta RomanaA pochi chilometri a sud delle mura di Milano
Milano RogoredoAutobus 140
Corvetto M3Autobus 77
Brenta M3Autobus 77

Come arrivare all’Abbazia di Chiaravalle

Con la metropolitana e gli autobus

Dal centro di Milano è possibile raggiungere l’abbazia utilizzando la Metropolitana M3 (linea gialla) fino alla fermata Rogoredo, da qui autobus o una breve tratta in bicicletta o taxi. In alternativa, alcune linee di autobus collegano la zona con il centro della città.

Una valida alternativa è però quella di raggiungere questo luogo con i mezzi pubblici. In questo caso, una volta arrivato a Milano, ti conviene prendere la metro gialla M3 in direzione San Donato e scendere alla fermata Corvetto. Qui puoi poi prendere l’autobus 77 e procedere fino all’omonima fermata Abbazia di Chiaravalle (circa 8 fermate).

Alternativamente puoi scendere alla stazione di Rogoredo sempre della metro gialla M3 o dei treni e raggiungere piazza Mistral in cui prendere l’autobus 140 sempre fino alla fermata precedentemente indicata. In questo caso si tratta di circa 2 fermate.

In treno: partendo dalla stazione di Milano Rogoredo, prendere l'autobus 140 (capolinea): fare 2 fermate. Con i mezzi pubblici: da Milano bus linea 77, che parte da Brenta MM3, ferma anche a Corvetto MM3 e transita di fronte all'Abbazia.

In automobile

È possibile arrivare all’abbazia di Chiaravalle in auto, essendo questa fuori dal centro di Milano sarà più semplice trovare parcheggio.

L’Abbazia di Chiaravalle si raggiunge facilmente percorrendo la Tangenziale Est (uscite Rogoredo o S. Giuliano Milanese) o la Tangenziale Ovest (Milano Vigentina). Se si arriva da Porta Romana, basta proseguire lungo Corso Lodi fino a Piazzale Corvetto e, da qui, seguire le indicazioni per Chiaravalle.

È disponibile un ampio parcheggio, gratuito e non custodito, a pochi metri prima dell’ingresso al complesso abbaziale.

L’indirizzo è Via Sant’Arialdo, 102 - 20139 Milano.

In bicicletta

Uno dei modi più piacevoli per raggiungere l’abbazia è in bicicletta, percorrendo le piste ciclabili che attraversano il Parco Agricolo Sud Milano.

Uno dei percorsi più utilizzati parte dal centro di Milano e segue il Naviglio o le piste ciclabili della zona sud fino a raggiungere Chiaravalle. Il tragitto è pianeggiante e adatto anche a ciclisti non esperti.

Questo itinerario permette di attraversare paesaggi rurali, cascine storiche e campi coltivati, offrendo un’esperienza completamente diversa rispetto alla frenesia del centro cittadino.

Storia dell’Abbazia di Chiaravalle

L’Abbazia di Chiaravalle Milanese venne fondata nel 1135 da San Bernardo di Clairvaux, uno dei principali riformatori dell’ordine cistercense. I monaci arrivarono a Milano con l’obiettivo di creare una nuova comunità monastica basata su principi di semplicità, lavoro e preghiera.

La costruzione del complesso iniziò nel XII secolo e proseguì nei secoli successivi, dando vita a uno degli esempi più significativi di architettura cistercense in Italia. Alla costruzione, voluta da san Bernardo e supportata dalla popolazione milanese, hanno contribuito diversi benefattori e autorità.

La costruzione della chiesa attuale è iniziata tra il 1150 e il 1160, su una prima cappella originaria. Nel 1221 il vescovo di Milano Enrico Settala consacrò la chiesa ultimata.

Nel XIV secolo venne realizzata la torre campanaria ottagonale, conosciuta come “Ciribiciaccola”, uno degli elementi più caratteristici dell’abbazia e visibile da grande distanza nella pianura milanese. I lavori proseguirono per la costruzione del chiostro e delle altre strutture come la torre campanaria, detta comunemente "Ciribiciaccola" (1347 - 1349) e la sala capitolare (XV sec.) che include dei graffiti attribuiti alla scuola del Bramante.

Tra il 1439 e il 1497 venne realizzato il chiostro grande, anch'esso attribuito a progetto del Bramante, in seguito demolito. Il campanile della facciata viene fatto risalire al 1568.

Nel corso dei secoli l’abbazia attraversò periodi di grande prosperità, ma anche momenti difficili. Sul finire del settecento, però, la comunità monastico venne soppressa e l’abbazia di Chiaravalle cominciò il suo periodo di rovina.

Nel 1798, la Repubblica Cisalpina e Napoleone cacciarono i monaci, e gran parte del complesso venne demolita; quel che rimase cadde in mano a privati, e solo nel 1893 l’Ufficio per la Conservazione dei Monumenti riacquistò il complesso e ne iniziò il restauro.

Solo nel XX secolo l’abbazia tornò a essere abitata stabilmente dai monaci cistercensi, che ancora oggi mantengono viva la tradizione monastica e accolgono visitatori e pellegrini. Solo nel 1952, grazie al cardinale Schuster, ai monaci cistercensi fu permesso di riprendere possesso del loro monastero.

Che cosa vedere nell’abbazia

Visitare l’Abbazia di Chiaravalle significa immergersi in uno dei complessi religiosi più suggestivi della Lombardia. Il monastero conserva numerosi elementi architettonici e artistici di grande valore storico.

Oggi l’Abbazia di Chiaravalle rappresenta uno dei primi e più illustri esempi dell’architettura gotica in Italia, ed è tra le mete preferite dei milanesi e non per godersi un paio d’ore a metà strada tra silenzio, pace e spiritualità.

La chiesa abbaziale

Il cuore del complesso è la chiesa, costruita in stile gotico lombardo. L’interno è caratterizzato da linee semplici ed eleganti, tipiche dell’architettura cistercense, che privilegia la sobrietà rispetto alle decorazioni eccessive.

La facciata della chiesa è a capanna con una cornice realizzata con piccoli archi in cotto. La struttura è divisa in due ordini: quello al pian terreno è realizzato in pietra bianca e fa parte di un rifacimento seicentesco.

Qui si aprono tre grandi archi che conducono fino al portale d’ingresso cinquecentesco scolpito con le figure di quattro Santi e lo stemma della chiesa. La facciata a capanna, semplice e scorsa dalle mille cicatrici del tempo, incornicia una delle prime cose che vedrai appena arrivato all’Abbazia di Chiaravalle: il portone d’ingresso, risalente all’inizio del XVI e scolpito con le figure dei Quattro Santi importanti per l’ordine cistercense: san Roberto, sant’Alberico, santo Stefano e san Bernardo.

Accedendovi potrai notare i grandissimi spazi distribuiti su di una pianta a croce latina disposta su tre navate e con volta a crociera. All’incrocio con il transetto sorge la cupola della torre della chiesa.

All’interno potrai percorrere i vari ambienti: dal coro seicentesco in legno di noce al tiburio con tre serie di affreschi, dalla sala capitolare agli affreschi barocchi sparsi per tutta la chiesa risalenti principalmente al cinquecento e al seicento.

Gli affreschi medievali

All’interno della chiesa si possono ammirare splendidi cicli di affreschi realizzati tra il XIV e il XVI secolo. Tra i più importanti vi sono le decorazioni attribuite alla scuola di Bernardino Luini, artista legato alla tradizione leonardesca.

La chiesa dell’abbazia di Chiaravalle racconta la storia della sua fondazione e del suo fondatore, ovvero San Bernardo. Questo è possibile attraverso i bellissimi affreschi ancora oggi conservati all’interno della chiesa.

La cosa interessante è che le chiese degli ordini cistercensi sono solitamente molto spoglie e sobrie; qui, invece, si trovano tantissimi meravigliosi affreschi a opera di diversi artisti italiani che risalgono, però, a un secondo momento (XVI e XVII secolo) conformemente alle direttive del Concilio di Trento.

Gran parte degli affreschi in transetto, presbiterio, volta e controfacciata sono opera dei Fiammenghini, ovvero i fratelli Giovan Battista e Giovan mauro Della Rovere. La maggior parte degli affreschi risalgono ai secoli tra il XVI e il XVIII.

La sala capitolare

La sala capitolare dell’abbazia di Chiaravalle conserva dei graffiti quattrocenteschi attribuibili alla scuola del Bramante. Tra gli altri c’è quello che raffigura la città di Milano al tempo, in cui il duomo era ancora sprovvisto di guglie e Santa Maria della Grazie ancora in costruzione, mentre il castello Sforzesco era ancora dotato dell’antica torre del Filarete.

Dal chiostro è possibile sbirciare nella grande sala da pranzo dei monaci, e anche nella Sala del Capitolo, sulle cui pareti si notano dei “graffiti” - attribuiti al Bramante - raffiguranti la Milano dell’epoca, con tutti i cambiamenti del caso (il Duomo qui è ancora senza guglie!).

La cappella di San Bernardo

Al suo fianco troverai la cappella di San Bernardo anche questa oggetto di visite per via dei suo affreschi. La cappella di San Bernardo è uno degli spazi più particolari di tutta l’abbazia di Chiaravalle.

Qui sono conservati alcuni antichi affreschi che raccontano la storia del Santo e che sono opera di diversi artisti che si sono succeduti tra loro. Tutti questi affreschi risalgono al quattrocento e sono stati realizzati durante tutto il secolo.

Il più celebre è quello che rappresenta Cristo davanti a Pilato ed è stato recentemente restaurato. Anche le altre pareti della cappella presentano degli affreschi, principalmente di origine rinascimentale, mentre la volta ha una decorazione ad arcobaleno con squame policrome e al centro lo stemma della famiglia Fontana.

Il chiostro

Il chiostro rappresenta uno degli spazi più suggestivi dell’abbazia. Qui i monaci trascorrevano momenti di meditazione e lavoro quotidiano. Oggi è uno dei luoghi più fotografati del complesso.

Molto celebre è il chiostro dell’abbazia di Chiaravalle, di origine duecentesca. Di questo rimango il lato settentrionale e due campate.

La parte vicino alla chiesa è quella originale, che risale al XIII secolo; qui si trova anche il bell’affresco Vergine con Bambino onorata dai Cistercensi.

Un’affresco cinquecentesco rappresenta la Madonna in trono col Bambino onorato da Cistercensi. Particolari qui sono le colonnine annodate realizzate sul lato nord occidentale che indicano l’unione tra il cielo e la terra.

Una particolarità del chiostro è la presenza di colonnine “annodate”, così come da frammenti di nodi sparsi per tutto il muretto. Questi nodi sono un simbolo molto importante per i monaci: rappresentano il legame indissolubile tra cielo e terra, così come tra i membri dell’ordine cistercense.

Le altre colonne hanno invece capitelli decorate con foglie, aquile e volti umani. Posizionandoti sul lato meridionale puoi invece notare la Ciribiciaccola, ovvero la torre che si erge al di sopra della chiesa.

Il resto del chiostro fu fedelmente ricostruito abbastanza recentemente: in seguito all’Unità d’Italia, nel 1861 iniziarono i lavori per la linea ferroviaria Milano-Pavia-Genova, e parte del chiostro venne abbattuto per recuperare spazio.

La torre Ciribiciaccola

Simbolo dell’abbazia, questa torre campanaria decorata con motivi in cotto e marmo è uno degli esempi più originali di architettura gotica lombarda. Sopra alla chiesa dell’abbazia si erga la Ciribiciaccola, ovvero la torre nolare che si innalza sopra al tiburio.

La torre nolare dell’Abbazia di Chiaravalle è una delle cose più belle che vedrai nel corso della visita. Di pianta prima ottagonale e poi conica, raggiunge un’altezza di oltre 56 metri, risale agli anni ’30 del 1300 ed è decorata da archetti, cornici e colonnine.

Realizzata con due sezioni a forma ottagonale superiori ai 4 e ai 12 metri, si trasforma poi in una forma conica per quasi altri 12 metri. Sulla sommità è posta una croce con un mappamondo.

L’intera altezza della torre è riccamente decorata con archetti pensili dalle forme variegate. Le finestre sono scandite da colonnine bianche che scandiscono le bifore, le trifore e le quadrifore.

È tutto di un bel rosso mattone come il resto dell’abbazia, ma le bifore, trifore e quadrifore sono in bianchissimo marmo di Candoglia, lo stesso che fu utilizzato per il Duomo di Milano.

Forse opera di Francesco Pecorari, la torre ospita la più antica campana a sistema ambrosiano ancora in funzione, risalente al 1453; affettuosamente chiamata Bernarda, viene azionata ogni giorno attraverso una fune, che i monaci tirano per scandire le ore dedicate alle liturgie e alle messe.

Particolarmente conosciuta è la torre campanaria chiamata Ciribiciaccola, in cui si trova un’antica campana ancora oggi suonata a mano dai monaci. La campana della metà del Quattrocento scandisce ancora i rintocchi della liturgia delle ore.

Ma perché la torre campanaria ha questo strano, buffo nome? C’è un’antica storiella-scioglilingua milanese che parla di Ciribiciaccola e “ciribiciaccolini”; essi potrebbero essere i monaci, oppure i piccoli della cicogna che, un tempo, nidificava nella torre (i suoi colori, bianco e nero, sono gli stessi delle vesti dei monaci cistercensi); forse questo nome nasce proprio dal verso dei cicognini, “ciri ciri”.

Il mulino

Il recentemente rinnovato mulino ad acqua è molto interessante, ancora in grado di macinare cereali grazie all’acqua di un canale che passa dall’Abbazia. Il mulino dell’abbazia di Chiaravalle è una costruzione medievale realizzata su due piani e con davanti un orto.

Il mulino fa parte dell’abbazia di Chiaravalle e venne costruito contestualmente al monastero per permettere ai monaci di sostenersi. Venduto del 1798 venne riacquisito dai monaci nel 1977.

La struttura del mulino dell’abbazia di Chiaravalle prevede la presenza di due ruote che si collegano alla struttura rettangolare in mattoni. Il tetto è a due falde in coppi con capriate a vista.

Di fianco agli edifici del monastero sorge la cascina che, un tempo, rappresentava il fulcro dell’attività agricola dell’abbazia. Il piano terra veniva un tempo utilizzato come deposito di frumento e altre materie prime; oggi, presenta una piccola esposizione di attrezzi originali.

Al primo piano, avveniva invece la preparazione delle farine, con un mulino oggi ricostruito e collegato alla ruota originaria, realizzata in legno di rovere e alimentata dal canale Vettabbia.

Al primo piano trovi anche una piccola esposizione dedicata al Grana Padano; fuori nel giardino, infine, potrai passeggiare tra i profumi dell’orto dei semplici, dove crescono tante diverse piante officinali e aromatiche.

Il legame con il Grana Padano

Una storia millenaria unisce l’Abbazia di Chiaravalle e il Grana Padano DOP. La tradizione narra che proprio fra le antiche mura dell’Abbazia di Chiaravalle, attorno all'anno Mille, i monaci cistercensi misero a punto la ricetta del Grana Padano, come espediente per conservare l'eccedenza di latte.

L’obiettivo dei monaci non era però quello di creare un formaggio, ma quello di trovare un metodo per conservare le grandi eccedenze di latte che spesso e volentieri si verificavano.

Infatti, con l'opera di bonifica compiuta dai monaci cistercensi e il conseguente diffondersi dell'allevamento del bestiame, divenne prioritario trovare una soluzione per non sprecare la ricca disponibilità di latte fresco, alimento cruciale nella dieta medievale.

I monaci cistercensi trovarono così un'efficace modalità di conservazione: cuocere il latte in apposite caldaie, aggiungervi il caglio e sottoporlo a salatura e stagionatura.

Nasceva così un formaggio caratterizzato più per la sua funzione “anti-spreco” che altro: i monaci lo chiamarono caseus vetus (formaggio vecchio), ma gli allevatori della zona lo chiamavano volgarmente “grana” per via della sua pasta granulosa.

Il nome che gli fu dato inizialmente “caseus vetus”, in latino “formaggio vecchio o invecchiato” per distinguerlo dai formaggi a pasta molle, venne presto sostituito dal popolo con il termine “grana”, considerando le peculiarità della sua pasta granulosa.

Visite e orari

L’Abbazia di Chiaravalle è aperta ai visitatori durante tutto l’anno, anche se gli orari possono variare in base alle celebrazioni religiose e alle attività della comunità monastica. Generalmente la chiesa è visitabile durante il giorno, mentre alcune aree del complesso possono essere accessibili solo tramite visite organizzate.

L’abbazia di Chiaravalle è aperta dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 17:30, mentre la domenica è aperta dalle 14:30 alle 17:30. È possibile accedere alla chiesa e al chiostro per pregare dal lunedì al venerdì dalle 6:00 alle 20:00.

La visita dell’abbazia di Chiaravalle può avvenire in due modalità: visite guidate o visite libere. Altrimenti è possibile visitare alcuni spazi dell’abbazia di Chiaravalle in autonomia, come la chiesa, il cortile e il refettorio.

Il chiostro è invece visitabile liberamente durante la settimana, ma non il sabato e la domenica. Le visite guidate sono organizzate dalla cooperative Koinè e ti portano alla scoperta dei vari spazi.

Queste avvengono ogni sabato e domenica pomeriggio e passano per la chiesa e il chiostro, la cappella di San Bernardo e il mulino, per una durata totale di circa 2 ore. È però possibile fare anche solo una parte di visita guidata.

Sono disponibili diversi percorsi, tutti effettuati con visita guidata. I principali sono due: nel primo caso, si visitano l’interno della chiesa e il chiostro con le stanze che vi si affacciano; la visita ha durata di circa un’ora.

Nel secondo caso, oltre a chiesa e chiostro si visitano anche la struttura del mulino, la mostra al suo interno e il piccolo orto botanico; la visita ha una durata totale di 2 ore (un’ora di chiesa/chiostro e un’ora di mulino).

Milano (MI) - Visita alla splendida Abbazia di Chiaravalle.

Per scoprire la storia dell’abbazia, l’architettura cistercense e le opere d’arte custodite al suo interno, è possibile partecipare a una visita guidata completa con una guida abilitata.

Durante la visita è possibile approfondire il ruolo dei monaci nella storia del territorio, conoscere le tecniche agricole introdotte dai cistercensi e ammirare da vicino affreschi, chiostri e spazi monastici normalmente poco conosciuti.

Grazie alla guida di esperti storici dell’arte, il percorso permette di comprendere meglio uno dei luoghi più affascinanti e spirituali dei dintorni di Milano.

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