Da Metaponto al Santuario della Madonna delle Armi si raggiunge Cerchiara di Calabria, nel Parco Nazionale del Pollino, per poi percorrere il sentiero n. 946 dalle pendici del paese fino al complesso monastico incastonato nella roccia del Monte Sellaro. L’itinerario è classificato E, cioè escursionistico, misura 4.790 metri e presenta un dislivello in salita di 410 metri.
Il percorso parte da Cerchiara di Calabria, a 661 metri di quota, attraversa il Parco della Cessuta, supera il torrente Caldanello e risale il versante fino al Santuario della Madonna delle Armi, posto a circa 1.010 metri. Il tempo indicato è di 3 ore e 10 minuti all’andata e di 2 ore e 25 minuti al ritorno.
Da Metaponto a Cerchiara di Calabria
Cerchiara di Calabria si raggiunge uscendo al casello autostradale A3 di Frascineto proseguendo in direzione Taranto. Giunti a Francavilla Marittima al bivio girare a sinistra verso Cerchiara di Calabria; dalla superstrada 106 bis all'uscita Villapiana-Castrovillari.
Il percorso si può affrontare anche partendo da Metaponto, raggiungendo Cerchiara di Calabria attraverso la viabilità diretta verso l’area ionica calabrese e proseguendo poi verso il borgo alle pendici del Monte Sellaro.
Giunti a Cerchiara di Calabria, attraverseremo in auto tutto il paese ponendo attenzione alle strette strade a doppio senso di circolazione. Parcheggeremo le auto nella piazza antistante la caserma dei Carabinieri ove è situata una fontana con dei bassorilievi.
Nelle adiacenze della Piazza vi è una capannina informativa che illustra i sentieri percorribili nel territorio. Qui, scendendo sulla destra, inizia il sentiero con ingresso nel Parco della Cessuta attraverso una porta in pietra.
Scheda tecnica del sentiero n. 946
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Sentiero | 946 |
| Gruppo montuoso | Pollino - Monte Sparviere |
| Comune | Cerchiara di Calabria (CS) |
| Partenza | Cerchiara di Calabria (661 m) |
| Arrivo | Santuario Madonna delle Armi (1010 m) |
| Difficoltà | E (Escursionistico) |
| Tempo di percorrenza | andata 3.10, ritorno 2.25 |
| Dislivello | in salita 410 m, in discesa 61 m |
| Lunghezza | 4.790 m |
| Rifornimento idrico | Cerchiara di Calabria - Santuario |
In un’altra descrizione escursionistica il percorso viene indicato come percorso ad anello, con un dislivello di 400 metri e un tempo stimato di percorrenza di 5 ore. La scheda tecnica di un’escursione da Cerchiara riporta invece una lunghezza di circa 10 chilometri, una durata di 7 ore comprese soste e pausa pranzo e un dislivello massimo di 410 metri.
Le differenze dipendono dall’itinerario considerato: il sentiero n. 946 tra Cerchiara e il Santuario è descritto con una lunghezza di 4.790 metri, mentre altri programmi comprendono varianti, soste, tratti aggiuntivi o il percorso completo di andata e ritorno.
Descrizione del percorso da Cerchiara al Santuario
Ritornando indietro in direzione Centro per poche decine di metri, troveremo un pannello informativo e subito dopo a destra la prima tabella indicativa dell’inizio del percorso n. 946 per il Santuario della Madonna delle Armi.
Scendendo sulla destra si entra nel Parco della Cessuta attraverso una porta in pietra. Una ripida discesa cementificata condurrà al ponte sulla forra del fiume Caldanello.
Superato il ponte sul Fiume Caldanello si passa attraverso piccole aie di proprietà privata. Attraverseremo alcune piccole aie di proprietà privata, molte delle quali dismesse, proseguendo poi sulla destra per iniziare a salire.
Il sentiero risale sul versante opposto della valle. Il percorso si snoda in salita in modo regolare fino ad incontrare delle tabelle che indicano un punto di intersezione tra la via istmica a destra e il sentiero per il Santuario a sinistra.
Si prosegue verso sinistra lungo la cosiddetta “autostrada del Sellaro”, percorso curato e ben evidenziato per il forte afflusso di pellegrini.
Per circa un’ora, ci districheremo lungo un percorso ben evidenziato facendo attenzione alla folta vegetazione presente. La salita procederà in maniera alquanto regolare fino a raggiungere una indicazione in legno posta all’ingresso di una recinzione in filo spinato.
Attraverseremo il cancello avendo cura di richiuderlo dopo il nostro passaggio e proseguiremo la salita lungo un sentiero più largo e delineato ove, sulla sinistra, al di là della vegetazione, scorgeremo il caseggiato.
In salita, dopo un primo bivio che si congiunge a destra con il rifugio “La Caserma” - ne troveremo un altro più su - troviamo un punto panoramico sui ruderi del Castello che consente una veduta d’insieme del paese.
Proseguendo incontriamo un anomalo masso erratico detto “pietra delle piaghe” a causa delle ferite che porta. Subito dopo si raggiunge uno spettacolare punto panoramico, l'Oratorio, posto a 1049 metri, che permette l'osservazione di tutta la caratteristica struttura urbana di Cerchiara.

Sono evidenti, nell’impianto urbano, i primi tre nuclei abitativi esposti a Sud; si nota, inoltre, che ad ogni arco di circonferenza corrisponde un palazzo dominante Palazzo Lupinacci, Palazzo Rovitti, Palazzo Zuccaro e Palazzo Pistocchi.
La zona dell’Oratorio si caratterizza, oltre che per la collocazione di un vero oratorio, per la presenza di un’area picnic e di una porta in pietra del Parco della Cessuta attraversando la quale si entra idealmente nella zona sacra.
Nella zona è presente anche una area picnic e un oratorio. Proseguendo si attraversa in uscita la porta in pietra del Parco della Cessuta che rappresenta, nel contempo, una simbolica porta di accesso alla zona sacra che si raggiunge attraverso l’ultima parte di sentiero che conduce al Santuario della Madonna delle Armi.
Dopo gli ultimi sforzi in salita, aggireremo il monte Sellaro iniziando una breve discesa che ci porterà a scorgere e poi costeggiare il Santuario della Madonna delle Armi, nostra meta.
Il sentiero ora scende dolcemente, siamo quasi arrivati e, sulla destra, iniziamo a scorgere le mura del Santuario, incastonate sullo sperone roccioso tra il Sellaro e il Panno Bianco.
Lo raggiungiamo in un attimo e percorriamo in silenzio l’intera fabbrica fino alla chiesetta.
Il Santuario della Madonna delle Armi
Il Santuario della Madonna delle Armi, la cui denominazione deriva dal greco “ton armon” ossia “delle grotte”, è uno dei 7 santuari mariani presenti nel Parco del Pollino ed uno dei 38 monasteri fondati dai basiliani, un monastero-fortezza.
La denominazione del santuario deriva dal greco “ton armon” “delle grotte” ed è uno dei 7 santuari mariani presenti nel Parco del Pollino oltre ad essere un monastero-fortezza.
L’impianto monastico, medioevale e di rito latino, rivela un’anima orientale, un cuore greco già dal toponimo: “tòn Armòn” ossia “delle grotte”, tradotto poi in Madonna delle Armi.
Nulla di bellicoso dunque, ma una lunga storia di uomini in fuga, alla ricerca di un luogo in cui poter pregare in pace il loro Dio.
Il monastero è incastonato nella roccia sotto il Monte Sellaro e l’odierno santuario sorge su un antico sito monastico bizantino, alle pendici del monte Sellaro, anche noto come monte santo.
All’ingresso del piazzale antistante il Santuario, sulla sinistra, troveremo una fontana da cui assurgere acqua, pochi passi più avanti, sulla destra, la Casa del Pellegrino.
Entreremo nel Santuario attraverso un lungo e suggestivo arco in pietra oltre il quale, sulla destra, si sviluppano delle logge che affacciano direttamente sulla piana di Sibari.
Più avanti la chiesa costruita intorno alla grotta custodisce la teca argentea di circa 30 cm. in cui è racchiusa la madonna acherotipa, non disegnata da mano umana.
All’ingresso, sui due lati, San Pietro e San Paolo custodiscono la Cappella. L’altare risale al 1776 così come al ’700 risale lo splendido armadio posto nella navata a destra.
In alto, affreschi dai colori vivi abbelliscono i soffitti. Alla sinistra dell’altare, oltre ad una madonna del Rosario col bambino del sec. XVI, alcuni gradini conducono alla grotta della madonna ove, con evidente difficoltà, sarà possibile scorgere la sua effige sulla pietra grigia.

La leggenda della Sacra Pietra
La nascita del Santuario in questo luogo è connessa all’antica leggenda della Sacra Pietra.
Si narra che nel 1450 alcuni cacciatori di Rossano videro una cerva infilarsi in una piccola grotta del monte Sellaro. Nel tentativo di catturarla, i cacciatori la seguirono nella grotta ma al suo posto trovarono due icone lignee raffiguranti i Santi evangelisti.
Prese le tavolette, le portarono in paese, ma qui le tavolette sparirono ripetutamente per essere poi ritrovate nella grotta. Si decise quindi di edificare una piccola cappella che le custodisse.
Durante i lavori, un fabbro ruppe una pietra ovale che a suo parere disturbava la costruzione della cappella. La pietra si aprì in due, e da un lato apparve l’immagine della Madonna con il Bambino e dall’altra San Giovanni Battista.
La prima è custodita gelosamente ancora in una cappella con marmi policromi all’interno della chiesa, l’altra fu trafugata e, secondo una tradizione, trasportata a Malta.
La storia dei monaci basiliani
I monaci basiliani perseguitati dal papa Leone X, X secolo, a causa della iconoclastia, fuggono dalla Grecia e sbarcati a Sibari, risalgono verso il Monte Sellaro sulla via istmica, il percorso magno greco del IV-V secolo a.C.
I monaci basiliani perseguitati da Papa Leone X a causa della iconoclastia, venerazione delle immagini umane, fuggono dalla Grecia e, sbarcati a Sibari, si rifugiano sul Monte Sellaro.
Si ritirarono a pregare nelle grotte e nel contempo crearono una struttura capace di difenderli da attacchi esterni, con una porta che può isolarli o collegarli con l’ambiente circostante.
La struttura monastica aveva quindi anche una funzione difensiva. Il monastero-fortezza proteggeva i religiosi e permetteva di controllare l’accesso all’area attraverso una porta capace di separare il complesso dall’ambiente circostante.
Poi, fuggendo, seguono il fiume rispettando una logica legata alla morfologia dell’ambiente montano: ossia un fiume si ricollega ad un altro fiume e ad un altro ancora, dal Caldanello al Raganello fino al Sarmento, per poi arrivare sulla costa tirrenica.
Il passaggio dei monaci in questa area dura fino al XII secolo, seguendo le orme di San Nilo. Poi arrivarono i Normanni che favorirono la diffusione del monachesimo latino e determinarono la decadenza del rito orientale.
Gran parte della Calabria cela questo sapore d’oriente: la nostra terra e le sue grotte furono rifugio per i monaci orientali, spinti a cercare pace dalle persecuzioni iconoclaste di Leone III Isaurico e dalla pressione esercitata dagli Arabi in Sicilia.
Il Monastero è stato recuperato nel 1440 grazie all’opera di mecenati del luogo appartenenti alle famiglie dei Sanseverino, Pignatelli, Rovitti e Barone. La famiglia Barone continua ad aver cura del santuario nonostante la tutela sia stata affidata al Vescovo della Diocesi di Cassano.
Il Monte Sellaro e i panorami
Il Monte Sellaro prende il nome dalla caratteristica forma di sella descritta dal valico tra la sua cima e quella del Monte Panno Bianco, sovrastante l’antico Santuario della Madonna delle Armi.
Questa montagna è da tutti nominata l’avancorpo del Pollino verso il mare, poiché è la prima vetta che spicca alla vista venendo dal Mar Jonio.
Dalla sua cima si gode pertanto di una vista privilegiata su tutto il Golfo di Taranto. Proprio per tale ragione, una delle proposte escursionistiche più interessanti è l’ascesa del Monte Sellaro alle 4 del mattino, in modo da osservare il sorgere del sole all’alba.
Anche la cima del Sellaro può essere raggiunta da più versanti. Il sentiero classico e più breve parte dal Santuario della Madonna delle Armi, 1.000 m. slm., e ha una durata di circa 4 ore, andata e ritorno, con dislivello di 400 metri.
Difficoltà e durata simili per l’ascesa del Sellaro dal Bifurto, attraversando il Parco Comunale della Cessuta.
A tratti il cammino si apre su scorci panoramici suggestivi: l’abitato di Cerchiara che flessuoso è adagiato sul fondovalle, i ruderi del suo castello trecentesco e, sullo sfondo, ad est, lo sguardo si perde all’orizzonte nelle acque del Mar Jonio.
La pendenza si riduce fino ad annullarsi e, lungo il breve tratto di pianura, il panorama pian piano si allarga fino a rendere visibili, dall’altra parte della regione, Montea, La Caccia e il Cozzo del Pellegrino.
Se non fosse per spessa coltre di nubi, che riveste questo cielo d’inizio aprile, non sarebbe difficile riunire, in un unico sguardo, le acque di Jonio e Tirreno.
All’uscita, per chi ne avesse voglia, si può proseguire per alcune centinaia di metri sulla strada asfaltata, tra decine di ville ed appezzamenti privati, con possibilità di ammirare sulla sinistra lo splendido paesaggio della piana di Sibari mentre, a destra, si aprirà un meraviglioso scorcio della Manfriana, del Dolce Dorme e di Serra delle Ciavole con bella evidenza del percorso denominato Cresta dell’Infinito.
Ambiente e vegetazione
Nella parte bassa del comune di Cerchiara di Calabria si trovano oleandri, liquirizia e fichi d’India, presenza di macchia mediterranea: euforbia arborea, dendroides, leccio, fillirea.
All’inizio del sentiero, sul ponte del torrente Caldanello, dove il fiume s’interseca a destra col Vallone dello Zifaro suo affluente, la fillirea indica la presenza di pascoli: i teneri germogli vengono mangiati dagli animali al pascolo, mantenendo questo arbusto - altrimenti di dimensioni maggiori - piccolo e arrotondato.
Gli alberi che vegetano lungo il percorso sono: ornello, acero, leccio, frassino, salice lungo il corso d’acqua, pero selvatico, carpino, sanguinella.
Le piante erbacee comprendono valeriana rossa, verbasco e vari tipi di euforbia tra cui l’euforbia carachi.
Tra gli arbusti si trovano la già citata fillirea, il terebinto, il caprifoglio che in alcuni punti, in quanto rampicante, si “appoggia” su rovi e peri, il biancospino che può raggiungere anche dimensioni arboree e la rosa canina.
Tra le migliaia di fiori segnaliamo costoline appenniniche, convolvoli, stachis, parist, orchidea anacampitis piramidalis, orchidea serapias vomeracea, orchidea equipactis leborina, orchidea imantoglossum ircinum, orchidea orchis quadripunctada, orchis tridentada, una specie delle bituminose che in genere si dà ai maiali, specchio di venere, speculus veneris, gladiolo di campo, peonie, fiordalisi, hydrayantus.
Sporadicamente si trovano asparagi selvatici, piselli selvatici, cicoria, verbasco, bonenrico.
Tra gli uccelli si possono osservare nibbio, poiana, gheppio e corvi imperiali nei pressi della gola del Caldanello. Tra gli altri animali sono segnalati cervoni e scarabei.
Il Parco della Cessuta e le aree protette
Il percorso attraversa il Parco della Cessuta, una delle aree caratterizzanti dell’itinerario tra Cerchiara e il Santuario.
La porta in pietra del Parco della Cessuta rappresenta, nel contempo, una simbolica porta di accesso alla zona sacra che si raggiunge attraverso l’ultima parte di sentiero che conduce al Santuario della Madonna delle Armi.
Il Santuario è un sito religioso situato in un’area protetta. La località appartiene al territorio di Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza, nella regione Calabria, all’interno del Parco Nazionale del Pollino.
Prima della partenza è opportuno verificare le condizioni del sentiero e le eventuali disposizioni locali del Parco Nazionale del Pollino.
Informazioni pratiche per l’escursione
Il sentiero è stato realizzato nell’anno 2005. La data dell’ultima manutenzione, effettuata dal CAI Castrovillari, è settembre 2014.
Il percorso è classificato E, escursionistico. Sono obbligatorie le scarpe da trekking, consigliate le ghette, e si raccomanda abbigliamento adeguato alla stagione con eventuale ricambio.
Per tale motivo, considerata anche la stagione, si raccomanda l’uso di pantaloni a gamba lunga, oltre all’utilizzo di prodotti contro la puntura da insetti.
Pranzo al sacco con scorta abbondante di acqua, almeno 1 litro. I punti di rifornimento idrico indicati sono la fontana sulla piazza di Cerchiara e quella al Santuario della Madonna delle Armi.
In caso di maltempo, l’escursione potrà subire variazioni oppure essere rinviata ad altra data. Il percorso potrebbe essere cambiato per sopravvenute esigenze organizzative.
La strada che conduce dal Monte Sellaro al Santuario coincide con l’originaria via di accesso al monastero, che consentiva di avvicinarsi senza essere visti e rappresentava anche un percorso spirituale.
Rifugi e punti di appoggio
- Rifugio “Parco Comunale della Cessuta” - località Bifurto.
- Rifugio “Madonna delle Armi” - località Madonna delle Armi.
- Area picnic presso l’Oratorio.
- Casa del Pellegrino nei pressi del Santuario.
Per il Rifugio “Parco Comunale della Cessuta” le informazioni sono disponibili presso il Municipio di Cerchiara di Calabria. È inoltre indicata l’Associazione Monte Sellaro - Cessuta Pollino 2000.
La festa della Madonna delle Armi
Il 25 aprile, a Cerchiara di Calabria, borgo alle pendici del monte Sellaro, a 1015 metri di quota, oltre alla “Liberazione” si festeggia la Madonna delle Armi, figura legata alla presenza del Santuario di Santa Maria delle Armi, complesso monumentale di origine medievale con vista sulla pianura di Sibari e sul golfo di Taranto.
La processione in onore della Madonna delle Armi, detta anche “Dei vinticinche”, si snoda lungo i sentieri montuosi tenendo come punto di partenza e ritorno proprio il Santuario.
Il 25 aprile, numerosi devoti sostano nei boschi che circondano l’edificio, danzando al suono di caratteristici strumenti.
La Casa del Pellegrino è particolarmente frequentata in questo periodo dai fedeli del luogo che passano qui intere giornate in compagnia.
Il patrimonio storico di Cerchiara
Situato lungo la fiumara Caldanello troviamo il Palazzo della Piana appartenuto alla famiglia Pignatelli, che lo ha ereditato dai Sanseverino e dal 1990 è di proprietà della famiglia Vito di Trebisacce che lo sta ristrutturando.
Rappresenta il secondo elemento difensivo dopo la Torre Saracena, a Cerchiara lungo la via istmica dal Mar Ionio al Pollino, per la presenza al suo interno di una torre fortificata a due piani.
Il terzo elemento difensivo è rappresentato dal castello di Cerchiara di epoca normanna-sveva.
Abitato fino agli anni ’50 dagli eredi della famiglia Pignatelli, il Palazzo, agli inizi del secolo scorso era autosufficiente dal punto di vista economico in quanto al suo interno vi erano il mulino, il frantoio, il forno e inoltre si lavorava la liquirizia, giudicata di qualità eccellente.
La torre non ha avuto assalti dagli stranieri ma piuttosto dai locali affamati. Il Palazzo è stato abbandonato negli anni ’70.
Al ritorno alle auto, per chi fosse interessato, c’è tempo per una breve passeggiata nelle suggestive vie di Cerchiara la quale, per l’ottimo pane prodotto nei panifici artigiani, viene definita “Città del pane”.
Le grotte e le alternative escursionistiche
L’intera area è caratterizzata da un pronunciato carsismo, per cui alle pendici del Monte si trova un grandissimo numero di grotte di interesse speleologico.
Tra le tante sono indicate l’Abisso del Bifurto, l’Antro degli Elfi, la Grotta di Pannobianco, di Serra del Gufo e di Damale.
Percorrendo gli antichi sentieri dei pastori e dei contadini che avevano i loro possedimenti ai piedi del Monte Panno Bianco, si giunge sul panoramico piano sito in cima a Serra del Gufo, con una ammirevole vista sul mare.
Questa rappresenta un’alternativa all’ascesa del Monte Sellaro, per chi preferisce trekking meno impegnativi, ma ugualmente gratificanti.
Il Sellaro Trail offre un’escursione impegnativa attraverso il Parco Nazionale del Pollino, coprendo 2,4 miglia, 3,8 km, con un significativo dislivello di 1119 piedi, 341 metri.
Per i percorsi più impegnativi sono richiesti buona preparazione fisica, passo sicuro, scarpe robuste ed esperienza in ambiente alpino. Per l’escursione moderata sono richiesti buona preparazione fisica e passo sicuro, mentre i sentieri sono per lo più accessibili.
Possibile abbinamento con le Terme e la Grotta delle Ninfe
Il Santuario della Madonna delle Armi può essere inserito in una giornata dedicata anche alle Terme e alla Grotta delle Ninfe, un’antica fonte di acqua sulfurea che sfocia oggi in una piscina termale.
Un itinerario giornaliero può prevedere l’arrivo a Cerchiara di Calabria, una breve visita del Santuario di Santa Maria delle Armi e il successivo trasferimento presso le Terme e Grotta delle Ninfe.
Il Santuario della Madonna delle Armi è tra i più pregevoli complessi monumentali, di origine medievale, della Calabria, incastonato quasi interamente nella roccia e con al suo interno la grotta ove è collocata l’immagine acheropita della Madonna Nera.
La visita alle terme e alla grotta costituisce un’attività distinta dall’escursione sul sentiero n. 946 e richiede di considerare tempi, accessi e condizioni di apertura propri della struttura.
Dal mare alla montagna 1° Parte Santuario Madonna delle Armi
Il percorso tra Metaponto, Cerchiara di Calabria e il Santuario della Madonna delle Armi unisce cammino escursionistico, paesaggio del Pollino, storia monastica, tradizioni religiose, grotte carsiche e panorami sulla piana di Sibari e sul Golfo di Taranto.