La croce di Gesù e le reliquie della Passione a Notre-Dame

La croce di Gesù custodita a Notre-Dame de Paris è rappresentata soprattutto da un frammento della Vera Croce, conservato insieme alla Corona di Spine e a un chiodo della crocifissione tra le reliquie più preziose della cattedrale. Queste reliquie, salvate dall’incendio del 15 aprile 2019, appartengono al tesoro di Notre-Dame e richiamano gli strumenti della Passione di Cristo.

La Corona di Spine, venerata fin dal XIII secolo, è la reliquia più importante legata alla croce di Gesù conservata a Notre-Dame. Il reliquiario ospita anche un chiodo della crocifissione e un frammento della croce, sebbene queste ultime due reliquie non saranno esposte al pubblico.

Reliquie della Passione a Notre-Dame

Quale reliquia della croce di Gesù si trova a Notre-Dame

La cattedrale infatti custodisce tutte le reliquie della passione di Cristo, acquisite dalla monarchia francese nel Medioevo. Tra le reliquie più importanti ci sono la Corona di spine di Gesù - un cerchio intrecciato tenuto insieme da un filo dorato con 70 spine attaccate - e un pezzo della Vera Croce su cui morì Cristo.

I cattolici di tutto il mondo erano preoccupati soprattutto per le tre reliquie di Cristo che vi si trovano come parte del tesoro, soprattutto in piena Settimana Santa: la corona di spine, uno dei chiodi con cui venne crocifisso e un frammento della croce del Calvario. Anche se le reliquie dei santi sono molto preziose, quelle di Gesù sono ovviamente le più importanti della cristianità, essendo gli strumenti della sua Passione.

Il chiodo proviene dal Santo Sepolcro, e secondo gli storici dei cristiani di Gerusalemme lo donarono all’imperatore Carlo Magno nel 799. Un frammento della Vera Croce è quindi conservato nel tesoro della cattedrale insieme agli altri oggetti legati alla Passione.

La Corona di Spine: aspetto e significato

La corona di spine è una delle reliquie più preziose di Notre Dame. In realtà, quella contenuta nel reliquiario è una corona intrecciata di giunchi uniti in fasci e trattenuti da fili d’oro.

Il legno, tuttavia, proviene dalla Bretagna e dalla Scandinavia, mentre le reliquie di quella che si ritiene sia stata la corona sono conservate a parte. Le altre spine sono state disperse nel corso dei secoli dagli imperatori di Bisanzio e dai re di Francia.

Ce ne sono 70 dello stesso tipo che sono considerate originali, distribuite nel corso dei secoli dagli imperatori bizantini e poi dai re di Francia ai loro migliori alleati. Si trova in una teca di cristallo e in realtà non ha le spine, distribuite in varie chiese, due si trovano nella basilica di San Pietro.

La corona di spine, indossata da Gesù durante la sua Passione, è una delle più preziose reliquie cristiane. Questa mostra offre un’occasione unica per avvicinarsi alla storia della Passione e a questo simbolo di umiltà e sofferenza.

Dalla Terra Santa a Costantinopoli

Già i pellegrini che andavano a Gerusalemme nel IV secolo facevano menzione della corona di spine, e le reliquie furono trasferite gradualmente a Costantinopoli tra il VII e il X secolo, e furono conservate nella cappella degli imperatori bizantini.

Lo scopo era quello di proteggere la reliquia da saccheggi simili a quelli subiti dal Santo Sepolcro durante le invasioni persiane. La corona di spine è passata per varie mani prima di arrivare alla monarchia francese.

Come la reliquia arrivò in Francia

Ma come mai la reliquia di spine è arrivata a Parigi? Nel 1238, Baoudouin de Courtenay governa Bisanzio, e decide di impegnare le reliquie con i banchieri veneziani per ottenere crediti e ripianare le casse.

A quel punto, San Luigi, re di Francia, decide di intervenire, compensa i veneziani e fa arrivare le reliquie in Francia. Le reliquie approdano a Villeneuevel il 10 agosto1239, e una processione va verso Parigi, dove le reliquie arrivano il 19 agosto 1239.

A quel punto, il re abbandonò il suo abbigliamento reale, indossò una tunica e, a piedi nudi, portò la Corona di Spine nella chiesa di Notre Dame e depositò tutte le reliquie nella cappella del Palazzo.

Il tesoro della Sainte-Chapelle ha iniziato a formarsi a partire dal 1238, quando re Luigi IX si recò in viaggio a Costantinopoli acquistando un gran numero di reliquie. Luigi IX fece costruire nel XIII la Sainte Chapelle, a pochi passi da Notre-Dame, come luogo di venerazione della reliquia.

Sainte-Chapelle e reliquie della Passione

San Luigi fece poi costruire la Sainte-Chapelle, a Parigi, quasi di fronte a Notre-Dame, una chiesa interamente concepita come un gigantesco santuario dove La Corona di Cristo fu conservata fino alla Rivoluzione.

Dalla Rivoluzione francese a Notre-Dame

Le reliquie furono spostate nella Biblioteca Nazionale durante la Rivoluzione Francese, e riconsegnate all’arcivescovo di Parigi solo a seguito del concordato del 1801. Durante la Rivoluzione francese è stata custodita nella Biblioteca nazionale, arrivando a Notre-Dame nel 1801.

Erano gli anni bui di Notre Dame, addirittura trasformato in tempio della Ragione e poi in via di demolizione, se non fosse stato per l’opera di Victor Hugo e la perizia dell’architetto Viollet Le Duc.

Solo il 10 agosto 1806, l’arcivescovo di Parigi assegna le reliquie al Tesoro della Cattedrale, affidate ai canonici del Capitolo della Basilica e poste sotto la protezione dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Sia Napoleone I che Napoleone III fecero forgiare un reliquiario nuovo e prezioso, che si trova nel tesoro di Notre Dame. Faceva parte del tesoro ed è al sicuro anche la tunica di re Luigi IX, l’ultimo monarca europeo ad aver guidato la crociata per recuperare Gerusalemme, riuscendo a salvare vari tesori religiosi della Terra Santa nel XIII secolo.

Il tesoro di Notre-Dame e le altre reliquie

Notre Dame custodisce infatti tesori dal grandissimo valore storico, simbolico e religioso. Oltre alla corona e al frammento della croce, il catalogo del reliquiario è sterminato: oggetti appartenuti alla Vergine Maria, a Santa Lucia, la spugna con cui fu dissetato Gesù sulla croce e il mandylion, una presunta immagine di Cristo.

Fino alla Rivoluzione francese, queste erano considerate come una possibile riserva di denaro per i periodi di crisi economica: i sovrani infatti vi attingevano nel corso di epidemie, carestie, guerre. Le reliquie venivano fuse e rivendute per ricavarne fondi da spendere su richiesta del re.

Dopo la rivoluzione i beni di Notre Dame vennero nazionalizzati con una confisca: a quel punto il tesoro scomparve del tutto, per poi essere recuperato durante il periodo della Restaurazione anche grazie alle donazioni di Napoleone.

Il salvataggio durante l’incendio del 2019

Le fiamme hanno devastato Notre Dame ma ne hanno lasciato intatto parte del tesoro. L'atteso annuncio è stato dato da Patrick Chauvet, rettore della cattedrale, quando l'incendio era ancora in corso: non sono andate perdute le reliquie tanto care al mondo della cristianità e tanto studiate dal mondo dell'arte.

La “buona notizia” in tutta questa tragedia è che sia le reliquie che la maggior parte delle opere d’arte sono in salvo. L’incendio della cattedrale ha rischiato di farlo sparire definitivamente, ma fortunatamente si è salvato.

Al momento dell’incendio della cattedrale nel 2019, era protetta in una scatola ermeticamente sigillata, insieme a un frammento della Vera Croce e a un chiodo della Passione, anch’essi salvati grazie all’intervento dei vigili del fuoco.

Un sacerdote ha rischiato la vita per evitare che venissero consumate dal fuoco. In tutta questa situazione, bisogna ringraziare il coraggio di padre Jean-Marc Fournier, cappellano dei Vigili del Fuoco di Parigi, che è entrato nella cattedrale in fiamme per salvare la corona di Spine e il Santissimo Sacramento mettendo a rischio la sua vita perché non andassero perduti questi elementi della nostra religione dal valore inestimabile.

Una fonte del servizio d’emergenza citata dal Daily Mail ha affermato che “padre Fournier è un eroe assoluto”. “Non ha mostrato alcuna paura mentre si dirigeva deciso verso le reliquie all’interno della cattedrale e si assicurava che venissero salvate. Affronta ogni giorno la vita e la morte, e non mostra alcun timore”.

Il nuovo reliquiario della Corona di Spine

Prima dell’incendio, le reliquie potevano essere venerate ogni primo venerdì del Mese, ogni venerdì di Quaresima e ogni Venerdì Santo. Ma con un nuovo reliquiario, perché, per salvare la reliquia, i vigili del fuoco avevano dovuto distruggere la cassa del reliquiario durante l’incendio.

Il nuovo reliquiario è una sfera in colore blu opaco, con l’idea di farle assorbire la luce e fungere la cornice, permettendo ai fedeli di poter camminare intorno all’intera struttura, fatta in cedro, legno, oro per ricordare l’iconostasi delle Chiese Orientali che ricorda appunto la vendita della reliquia a San Luigi da parte dell’Imperatore di Bisanzio.

La corona, appoggiata su un cuscino di velluto, fu portata in processione dall’altare maggiore al suo nuovo reliquiario, situato nella navata di destra. Il reliquiario è stato realizzato da artigiani della Fondation de Coubertin di Parigi su disegno di Sylvain Dubuisson.

Si tratta di una grande custodia circolare, alta quasi 4 metri, incastonata di spine di bronzo e appoggiata su una struttura di legno di cedro. È decorata con 396 cabochon di vetro impressi con un marchio a forma di croce che riflettono la luce, con al centro una semisfera in acciaio inossidabile blu intenso, che ospita la reliquia, che stacca sull’alone dei dodici circoli concentrici formato dai cabochon quadrangolari.

Il tutto prevede un sistema di illuminazione a fibre ottiche per valorizzare la reliquia garantendone, al tempo stesso, una conservazione ottimale. Il reliquiario ospita anche un chiodo della crocifissione e un frammento della croce, sebbene queste ultime due reliquie non saranno esposte al pubblico.

Nuovo reliquiario blu della Corona di Spine

Il ritorno della reliquia dopo il restauro

Dopo cinque anni dall’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame, avvenuto un triste 15 aprile 2019, l’8 dicembre scorso si sono riaperte solennemente le porte della nuova Notre Dame, completamente restaurata, con una spettacolare cerimonia guidata dall’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich e alla quale hanno assistito il presidente Macron e molti leader mondiali.

Fortunatamente in quel terribile incendio le reliquie più preziose delle cattedrale poterono essere salvate e conservate, fino alla riapertura della cattedrale, in una cassaforte nel municipio di Parigi.

Fra queste reliquie, la più preziosa è la Corona di Spine che è stata riportata nella cattedrale lo scorso 13 dicembre, con una solenne cerimonia presieduta dall’arcivescovo di Parigi, la presenza dei Cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro e dinanzi a 2.000 fedeli.

La Corona di Spine, una delle più preziose reliquie cristiane, tornerà nel suo santuario di Notre-Dame de Paris questo venerdì. Questo oggetto sacro, salvato dalle fiamme durante il tragico incendio del 2019, sarà esposto alle 16.30 durante una cerimonia diostensione e venerazione, presieduta dall’arcivescovo di Parigi.

I cavalieri e le dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, custodi della corona dal 1923, accompagneranno questo evento solenne. Questa preziosa reliquia, venerata fin dal XIII secolo, si trova in Francia grazie a San Luigi, che la riportò da Costantinopoli nel 1239.

Quando viene esposta alla venerazione

Venerarla è il Venerdì Santo è tradizione a Parigi. Il Venerdì Santo si legge la Passione secondo Giovanni, ed è proprio in quel brano del Vangelo che si trova la descrizione della corona di spine.

La corona di spine veniva mostrata ai devoti che visitavano Parigi il primo venerdì di ogni mese alle 15.00, ora della morte di Gesù, e il Venerdì Santo con orario esteso. Da gennaio 2025, la corona sarà accessibile a tutti i fedeli e ai visitatori ogni venerdì fino al 18 aprile 2025, Venerdì Santo.

La Corona di Spine sarà esposta alla venerazione pubblica tutti i venerdì fra il 10 gennaio ed il 18 aprile 2025, che sarà Venerdì Santo. Poi, tutti i primi venerdì del mese.

Dopo la grande riapertura, tornerà questa tradizione. Padre Guillaume Normand, vicerettore della cattedrale, ha dichiarato: "Questa corona è ciò che resta della Passione di Gesù. Non è solo un tesoro, ma una prova tangibile della storicità di questi eventi".

A Bologna le spine della Corona

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