Cristo Redentore di Torre del Greco: storia, posizione e significato della statua nel porto

Il Cristo Redentore di Torre del Greco è una grande statua bronzea collocata all’imbocco del porto, sulla passeggiata del molo di Ponente. L’opera raggiunge un’altezza complessiva di 8 metri ed è considerata la statua più grande collocata su un porto nel mondo.

La scultura è stata realizzata dall’artista Carlo Ciavolino con il contributo degli armatori locali e rappresenta uno dei simboli del rapporto tra Torre del Greco, il mare, la tradizione marittima e la devozione religiosa. La sua posizione sul porto la rende visibile ai cittadini, agli operatori portuali e a chi arriva dal mare.

Dove si trova il Cristo Redentore di Torre del Greco

Il Cristo Redentore si trova all’imbocco del porto di Torre del Greco, sulla banchina di ponente. La statua è posta lungo la passeggiata del molo di Ponente, in un’area portuale che negli ultimi anni è stata interessata da interventi di riqualificazione e miglioramento dei servizi.

La collocazione sul molo conferisce al monumento un rapporto diretto con il paesaggio marittimo della città. Il Cristo Redentore non è isolato dal contesto urbano, ma appartiene a uno spazio legato alla navigazione, al lavoro degli armatori e alla storia economica di Torre del Greco.

Statua del Cristo Redentore porto Torre del Greco

Caratteristiche della statua

All’imbocco del porto di Torre del Greco, campeggia una sua statua del Cristo Redentore di ben 8 metri totali di altezza: la statua più grande che sia su un porto nel mondo.

L’opera è una statua in bronzo e si distingue per le dimensioni monumentali. La scelta del bronzo collega il soggetto religioso a una materia resistente, adatta a un ambiente esposto all’aria marina e inserita in un contesto portuale.

ElementoInformazione
SoggettoCristo Redentore
MaterialeBronzo
Altezza complessiva8 metri
CollocazioneImbocco del porto di Torre del Greco
AreaPasseggiata del molo di Ponente
AutoreCarlo Ciavolino

L’autore: Carlo Ciavolino

Carlo Ciavolino ha esperienza di arte sacra da oltre mezzo secolo, con realizzazione di statue e monumenti bronzei in varie città. Già dirigente scolastico di istituti superiori, Carlo Ciavolino ha ricevuto lo scorso dicembre una onorificenza dalla Associazione Italiana Maestri Cattolici, presidente dr. Giuseppe Desideri.

Il preside-artista, in pensione dopo ben quarantasette anni ininterrotti di servizio nella scuola superiore statale, di cui trentadue come docente di scultura, pittura, progettazione, in Istituti d’arte statali, prima di diventare preside a seguito di concorso nazionale, ha specifica e lunga esperienza di arte sacra e di arte presepiale.

Ha ricevuto il Premio di ispirazione cattolica ’Civiltà Vesuviana’, diventandone poi presidente, tra i premiati il Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. La sua attività comprende scultura, pittura, progettazione e realizzazione di opere religiose e monumentali.

Le altre opere di Ciavolino a Torre del Greco

Il Cristo Redentore non è l’unica opera pubblica realizzata da Carlo Ciavolino a Torre del Greco. Nella stessa città sono presenti diverse sculture e interventi artistici legati alla storia religiosa e civile del territorio.

San Giuseppe Moscati

Una seconda, distinta statua bronzea di S. Giuseppe Moscati, di oltre due metri di altezza, è posta a Torre del Greco, di fronte al presidio ospedaliero ‘Filippo Bottazzi’, Medico-Professore universitario di Moscati e suo grande e devoto ammiratore.

Monsignor Raffaele Scauda

Una statua bronzea, alta 2,20 metri, di Mons. Raffaele Scauda, ricorda il fondatore del Santuario della Madonna del Buon Consiglio, sulla omonima, vasta piazza in Torre del Greco.

Santuario della Madonna del Buon Consiglio

Dello stesso Santuario Ciavolino ha realizzato la completa ristrutturazione artistica con un pregiato soffitto a cassettoni di sapore rinascimentale, in oro zecchino.

Bambinello di Praga

Una statua del Bambinello di Praga di circa 1,50 metri, oltre al basamento in pietra lavica di circa 1,20 metri, è posta al centro del vasto omonimo parco per bambini, nella stessa città.

Madonna del Carmelo e San Vincenzo Romano

Per la facciata della cinquecentesca Parrocchia della Beata Vergine del Carmelo a Torre del Greco, ha dipinto un’opera ceramica di vaste proporzioni, 2,60 metri di base per 3,00 metri di altezza, raffigurante La Madonna del Carmelo con in grembo Gesù Bambino, che porge lo scapolare a San Vincenzo Romano, Sacerdote canonizzato da Papa Francesco nell’ottobre 2018.

Il legame tra il monumento e la storia marittima della città

La realizzazione della statua fu sostenuta dal contributo di tutti gli armatori locali, ai quali venne dedicata una lapide ai piedi della scultura in bronzo. Il monumento nacque quindi anche come espressione della comunità marittima torrese e del ruolo che il porto ha avuto nella vita economica e sociale della città.

La presenza del Cristo sul molo unisce la funzione religiosa a quella simbolica: la statua guarda verso uno spazio destinato alle imbarcazioni e al lavoro portuale, diventando un riferimento visivo per chi frequenta il porto e per chi osserva Torre del Greco dal mare.

La lapide e il dibattito del 2019

Nel 2019 la lapide ai piedi della statua è stata al centro di un dibattito pubblico legato al fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione. La crociata è partita dal web, abituale punto di ritrovo delle 13.000 «vittime» della Deiulemar compagnia di navigazione.

L’iniziativa puntava a cancellare il nome delle tre famiglie responsabili del tracollo economico di un’intera città da un simbolo di Torre del Greco, la statua del Cristo Redentore sulla banchina di ponente del porto. L’opera era stata realizzata con il contributo di tutti gli armatori locali, a cui venne dedicata una lapide ai piedi della scultura in bronzo.

La richiesta nasceva dal fatto che i ringraziamenti alle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo erano considerati una beffa da chi aveva perso i risparmi di una vita nel fallimento della cosiddetta «Parmalat del mare». Di qui, l’idea di promuovere una raccolta di firme da indirizzare alle autorità competenti affinché venga rimosso qualsiasi riferimento a chi «con la propria condotta amorale ha messo in ginocchio un intero tessuto urbano».

La provocazione era accompagnata da sconfortate riflessioni sul calvario iniziato con la dichiarazione di fallimento del 2 maggio 2012. Un’iniziativa capace di raccogliere subito decine di adesioni e non solo.

Accanto all’idea dell’eliminazione dei nomi dalla lapide ai piedi del Cristo Redentore, qualcuno aveva rilanciato l’idea di cancellare la strada intitolata a Giovanni Battista Della Gatta: «Si torni a chiamare viale delle Mimose, bisogna cancellare ogni traccia dei vampiri», la proposta lanciata dagli ex obbligazionisti.

L’illuminazione serale del Cristo Redentore

Nelle ore serali del 7 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, venne attivata l’illuminazione del “Cristo Redentore” posto sulla passeggiata del molo di Ponente del porto di Torre del Greco.

L’illuminazione fu presentata come un ulteriore tangibile segnale dell’opera di riqualificazione dell’area portuale, che procede grazie alla costante, concreta e fattiva collaborazione tra la Capitaneria di Porto di Torre del Greco e la Direzione Generale per la mobilità - Uffici Infrastrutture portuali e Demanio marittimo della Regione Campania.

Illuminazione notturna Cristo Redentore Torre del Greco

La riqualificazione del porto

“Riqualificare il porto di Torre del Greco in modo da renderlo fruibile all’intera cittadinanza e migliorarne i servizi per facilitare il lavoro degli operatori portuali” è uno dei principali obbiettivi che si è prefisso il Comandante della Capitaneria, C.F. (CP) Marco P. MINCIO, all’inizio del suo mandato.

L’obiettivo ha già visto migliorie sul piano della sicurezza mediante l’istallazione di un più efficace impianto di illuminazione portuale e delle banchine, l’integrazione dei due impianti antincendio, uno per ogni molo, con pompe antincendio ridondanti e l’installazione di appositi dissuasori “anti parcheggio” a protezione del ciglio banchina.

Si sta inoltre provvedendo a riformare la viabilità veicolare nell’ambito portuale, mediante il riposizionamento di preesistenti barriere di delimitazione e l’istallazione di una nuova segnaletica stradale verticale ed orizzontale.

Non meno importante è l’integrazione dell’impianto di videosorveglianza dell’area portuale mediante la manutenzione delle telecamere esistenti e l’aggiunta di nuovi occhi elettronici. Ciò al fine di incrementare il controllo del porto, prevenire gli illeciti e appagare il desiderio di sicurezza giustamente richiesto dalla cittadinanza, in modo da rendere quest’area sempre più vicina alla città.

Il porto come spazio urbano e turistico

L’esigenza di un porto più bello e funzionale non può tralasciare la questione dei rifiuti. La Capitaneria ha pertanto già avviato una campagna di contrasto all’abbandono di rifiuti urbani in area portuale, attività che ha comportato l’elevazione di diversi verbali.

L’impegno della Guardia Costiera c’è e continuerà ad esserci per il miglioramento del porto nell’ottica di un suo rilancio anche sul piano turistico, in parte già avvenuto mediante il potenziamento dei collegamenti marittimi con Capri, via Ercolano e Piano di Sorrento.

In questo contesto, il Cristo Redentore contribuisce alla riconoscibilità del porto e della città. La statua è contemporaneamente un’opera d’arte sacra, un monumento pubblico e un punto di riferimento del paesaggio costiero torrese.

Il Cristo Redentore nel percorso di visita di Torre del Greco

La statua può essere inserita in un itinerario dedicato al patrimonio religioso, artistico e marittimo di Torre del Greco. Nelle vicinanze sono indicati il Museo della marineria Torrese, a 0,5 km, il monastero degli Zoccolanti, a 0,8 km, la chiesa di San Biagio, a 1 km, e il Museo del giocattolo della Pro Loco di Torre del Greco, a 1 km.

LuogoDistanza indicata
Museo della marineria Torrese0,5 km
Monastero degli Zoccolanti0,8 km
Chiesa di San Biagio1 km
Museo del giocattolo della Pro Loco di Torre del Greco1 km
Chiesa di S. Maria del Popolo1 km
Terme romane1 km
Torre del Greco castle1 km
Villa Favorita2 km

La vicinanza del Museo della marineria Torrese è particolarmente significativa, perché consente di collegare la visita al Cristo Redentore alla cultura del mare e alla storia portuale della città. Gli altri luoghi presenti nell’area permettono di ampliare il percorso verso l’architettura religiosa, la storia locale e il patrimonio storico-artistico.

Il significato religioso e civile del monumento

Il Cristo Redentore di Torre del Greco esprime una devozione radicata nella comunità e, allo stesso tempo, richiama la vocazione marittima della città. La collocazione sul porto rende il monumento parte integrante dello spazio pubblico e del paesaggio quotidiano.

La statua è legata alla memoria degli armatori locali, alla vita del porto e alle trasformazioni dell’area portuale. Per questo il suo significato non è limitato all’iconografia religiosa: il monumento è anche un elemento della memoria collettiva torrese, attraversata da momenti di partecipazione, orgoglio cittadino e conflitto sociale.

La produzione di Carlo Ciavolino comprende numerose opere di arte sacra in Campania e in altre città. Ha realizzato Scene della Natività a grandezza naturale e modellazione policroma in varie città e luoghi, fra cui il Duomo di Napoli, con circa una ventina di personaggi-statue, il Duomo di Caserta con una decina di statue, la Basilica di Santa Croce con 12 statue sul sagrato per due anni consecutivi, l’atrio di ingresso della sede del Comune di Torre del Greco e la Parrocchia della Beata Vergine del Carmelo nella stessa città.

In occasione del Giubileo del 2000 ha tenuto nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta una Mostra personale di arte sacra, promossa da prelati vaticani e dalla Diocesi di Caserta, inaugurata dall’allora Nunzio Apostolico in Italia Andrea Lanza Cordero di Montezemolo.

La principale opera pittorica ivi esposta, raffigurante Cristo Redentore-Porta Santa dell’umanità, una tela dipinta ad olio di grandi dimensioni, 1,80 metri per 2,70 metri, venne posta subito dopo sull’altare della Prima Messa del Neo-Cardinale Arcivescovo Metropolita di Napoli Crescenzio Sepe.

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