Cosa creare per la Festa del Redentore a Venezia

Per la Festa del Redentore si possono creare decorazioni per barche e tavolate, menu veneziani, itinerari culturali, fotografie, video, mappe dei punti panoramici e contenuti dedicati alla storia della ricorrenza. La festa unisce fede, memoria storica, convivialità, fuochi d’artificio e tradizioni veneziane, offrendo numerosi spunti creativi.

Il progetto più completo può essere un’esperienza tematica composta da un ponte votivo simbolico, barche decorate, una cena tradizionale, un percorso attraverso la Giudecca e una guida ai luoghi da cui osservare lo spettacolo pirotecnico. Il Redentore è infatti una festa capace di intrecciare devozione, spettacolo, convivialità e bellezza in una cornice che non ha eguali al mondo.

Che cos’è la Festa del Redentore

La Festa del Redentore racchiude in sé la devozione religiosa, il significato storico- culturale con una spettacolare celebrazione pubblica. Ogni anno a luglio il Redentore propone una festa ricca di storia e spettacoli fantastici, richiamando abitanti e visitatori al grandioso tributo alla resilienza e allo spirito duraturo di Venezia.

La Festa del Redentore da sempre offre un’esperienza indimenticabile nel cuore della laguna combinando il sacro con il profano. Venezia offre in ogni stagione una varietà di feste e ricorrenze storiche, religiose, culturali e goliardiche, ma la festa del Redentore è sicuramente tra li eventi più sentiti e affascinanti a cui si possa prender parte: una combinazione unica di storia, religione e festeggiamenti spettacolari.

Per i veneziani, il Redentore è “la notte famèa”, la notte della famiglia: tutti insieme in barca o a tavola a festeggiare. Molti veneziani considerano il Redentore più sentito persino del Carnevale, perché è una ricorrenza profondamente legata alla vita della città.

La storia del Redentore

La ricorrenza del Redentore ha origini storiche lontane, risalenti al 1577, quando la terribile peste che aveva colpito la città due anni prima cessò di tormentare la popolazione. La gioia dei veneziani fu così grande che decisero di costruire un tempio dedicato a Cristo Redentore.

Tra il 1575 e il 1577 la Serenissima fu colpita da una delle più gravi epidemie di peste della sua storia. Morì quasi un terzo della popolazione e la città sembrava destinata a soccombere. Nei mesi più drammatici il Senato veneziano fece un voto: se la peste fosse cessata, sarebbe stata costruita una grande chiesa dedicata al Cristo Redentore.

Quando l’epidemia terminò, quella promessa venne mantenuta. La progettazione dell’edificio venne affidata a uno dei migliori architetti dell’epoca: Andrea Palladio. I lavori furono completati nel 1592 e da allora, ogni anno, le confraternite e i fedeli si riuniscono per commemorare la fine dell’epidemia.

La progettazione dell’edificio venne affidata a uno dei migliori architetti dell’epoca: Andrea Palladio. L’incarico fu affidato ad Andrea Palladio, che progettò la splendida Chiesa del Santissimo Redentore alla Giudecca, oggi considerata uno dei capolavori assoluti dell’architettura rinascimentale.

La prima celebrazione si svolse nel luglio del 1577, con un ponte votivo di barche allestito per collegare la città all’isola della Giudecca, permettendo così ai fedeli di raggiungere la nuova chiesa per una solenne processione. Questo evento annuale, che si tiene il sabato prima della terza domenica di luglio, è continuato per quasi cinque secoli, diventando una significativa tradizione culturale e religiosa a Venezia.

Perché si chiama Redentore

Per comprendere davvero il significato di questa festa bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino alla Venezia del Cinquecento. Il Doge Alvise Mocenigo, la terza domenica di luglio di quell’anno, pose la prima pietra per la costruzione della Chiesa del Redentore, onorando il voto che aveva fatto nel caso in cui la peste fosse stata debellata.

Da allora, ogni anno, Venezia rinnova quel voto trasformandolo in una festa capace di unire fede, tradizione e partecipazione popolare. Un’altra delle parole ricorrenti quando si parla di Venezia è “peste”. E proprio per celebrare la fine della peste che devastò la città negli anni tra il 1575 e il 1577 nacque la festa del Redentore.

La peste è ormai un ricordo che si perde nel tempo e il Redentore viene vissuto dai veneziani di oggi come un momento di festa e di aggregazione e… come una corsa allo scorcio migliore da cui osservare lo spettacolo pirotecnico.

Il ponte votivo

C’è un momento che molti veneziani aspettano quasi quanto lo spettacolo dei fuochi. È l’apertura del ponte votivo. Per pochi giorni viene realizzato un ponte galleggiante di circa 330 metri, sostenuto da decine di chiatte, che collega le Zattere alla Giudecca.

Tra le esperienze da non perdere assolutamente, c’è il ponte che collega le Zattere all’isola della Giudecca, un percorso galleggiante di 334 metri che permette, solo per questo weekend, di raggiungere la Basilica del Redentore a piedi. Attraversarlo significa ripetere un gesto che si tramanda da quasi cinque secoli.

Non è soltanto un collegamento provvisorio: è il simbolo della memoria collettiva della città e del voto pronunciato durante la peste. Per molti veneziani, attraversarlo almeno una volta è parte integrante della festa.

Il ponte temporaneo permette a migliaia di persone di partecipare alla solenne processione verso la Chiesa del Redentore. C’è chi passeggia scalzo sul ponte votivo, in segno di devozione o speranza, come gesto simbolico.

ponte votivo tra Zattere e Giudecca

Quando si svolge la Festa del Redentore

La tradizione vuole che la festa del Redentore sia celebrata a Venezia la terza domenica di luglio, anche se i festeggiamenti più importanti avvengono il sabato precedente e culminano con i fuochi d’artificio a ridosso della mezzanotte.

Il programma del Redentore 2024 si svolge dal 19 al 21 luglio, con vari eventi che culminano nella grande celebrazione della notte di sabato 20 luglio, quando si terrà il grandioso spettacolo pirotecnico.

Nel 2026 la Festa del Redentore si celebra sabato 18 e domenica 19 luglio, come da tradizione nel terzo fine settimana del mese. Il momento più atteso è senza dubbio quello di sabato sera, quando il Bacino di San Marco si trasforma in un immenso teatro a cielo aperto.

Programma della Festa del Redentore

Sabato: ponte votivo e fuochi d’artificio

  • Apertura del ponte votivo tra le Zattere e la Giudecca.
  • Benedizione inaugurale e pellegrinaggi verso la Chiesa del Redentore.
  • Dalle prime ore del pomeriggio la laguna si anima con centinaia di imbarcazioni decorate.
  • Cene all’aperto, tavolate sull’acqua e atmosfera di festa lungo tutto il Bacino di San Marco.
  • Ore 23.30: spettacolo pirotecnico sul Bacino di San Marco.

Le celebrazioni iniziano con la benedizione del Patriarca di Venezia sui gradini della chiesa, seguita dalla prima celebrazione eucaristica alle 19:30, un’altra a mezzanotte e diverse funzioni nella giornata di domenica.

Domenica: celebrazioni e regate

  • Celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa del Santissimo Redentore.
  • Attraversamento del ponte votivo.
  • Regate tradizionali con gondole, sandoli, batèle e sanpieròte.

Domenica 21 luglio 2024 si tengono le tradizionali regate di barche veneziane, che attraggono un pubblico da tutto il mondo. Protagoniste della regata sono le tipiche barche veneziane che offrono in tutto i loro autentico splendore il ricco patrimonio marittimo della città.

Sempre nella giornata di domenica, durante il pomeriggio, ci sono anche le regate del Redentore che vedono le tradizionali imbarcazioni a remi veneziane, tra cui gondole, pupparini e caorline. Vedrai imbarcazioni uniche, costumi lungo il canale della Giudecca.

Lo spettacolo pirotecnico

Il momento clou della Festa del Redentore è il grande spettacolo dei fuochi d’artificio nella notte di sabato 20 luglio 2024. Il cielo sopra San Marco si illumina con una straordinaria varietà di colori, riflettendosi sugli edifici storici della città.

Lo spettacolo inizia alle 23:30 e continua fino a tarda notte, incantando abitanti e visitatori. Lo spettacolo pirotecnico si tiene nel Bacino di San Marco, inizia alle 23.30 e ha una durata di circa 40 minuti.

Per molti il Redentore coincide con il grande spettacolo pirotecnico che illumina il Bacino di San Marco. Il cielo sopra il Bacino di San Marco esplode in un abbagliante spettacolo di fuochi d’artificio.

I colori vibranti si riflettono sull’acqua e illuminano lo storico skyline di Venezia creando un panorama mozzafiato. Rimarrai affascinato mentre i fuochi d’artificio dipingono il cielo con i loro riflessi che danzano sui canali.

L’atmosfera è elettrica, in una cornice di suoni di stupore, risate e applausi. Quando finalmente il primo fuoco illumina il cielo, la sensazione è che tutta la città stia vivendo lo stesso momento.

Redentore 2023

Il vero spettacolo comincia prima dei fuochi

Chi non ha mai vissuto il Redentore immagina che tutto inizi con i fuochi. In realtà, il vero spettacolo comincia molte ore prima. Fin dal pomeriggio la laguna cambia volto.

Le barche arrivano una dopo l’altra e vengono trasformate in piccoli salotti galleggianti. C’è chi stende tovaglie ricamate, chi appende lanterne colorate, chi prepara il tavolo con la stessa cura con cui lo farebbe per il pranzo di Natale.

Lungo le rive si respira un’atmosfera difficile da descrivere. Si brinda, si ride, si aspetta. Le famiglie si ritrovano, gli amici si danno appuntamento nello stesso punto da decenni e Venezia sembra rallentare il proprio ritmo.

In realtà, la magia comincia molto prima, quando lungo le fondamenta compaiono le prime tavolate apparecchiate con cura e le barche vengono decorate con ghirlande, palloncini e luci. Quando amici e famiglie si ritrovano con la promessa di trascorrere insieme una delle serate più attese dell’estate.

Le barche decorate

Tradizionalmente, al tramonto, le barche, adornate con lanterne, lucine colorate e decorazioni di vario tipo, iniziano a riempire il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca, in un’atmosfera di divertimento, comunione e crescente aspettativa, in trepidante attesa del momento clou della serata.

Molti addobbano le barche come salotti galleggianti, con tovaglie ricamate, luci soffuse e piatti tipici. Le barche, adornate con luci, rami e palloncini, sono uno spettacolo da non perdere.

Un tempo si vedevano molte barche tradizionali a remi riempire il Bacino di San Marco, mentre ora le piccole imbarcazioni sono una rarità e hanno lasciato il campo a barche più grandi, come i “topi” e le “topette”, barche da lavoro che sono molto più capienti e quindi ideali per ospitare gruppi più numerosi.

Ma non mancano anche yacht, motonavi e chiatte. Insomma, a discapito delle tradizioni negli anni si è passati a festeggiare su imbarcazioni sempre più grandi e sempre più attrezzate, visto che in tanti casi ci sono impianti audio, illuminazioni e decorazioni che rendono le barche delle piccole discoteche ambulanti!

Cosa mangiare alla Festa del Redentore

C’è almeno una parola che ricorre spesso nelle testimonianze che parlano della festa più importante per la città di Venezia: tra le altre, è anguria. Simbolo che la combo di estate e festeggiamenti cittadini si muove anche all’insegna dei rituali gastronomici che si svolgono nel sabato che precede la terza domenica di luglio di ogni anno.

La Festa del Redentore è anche un momento per banchettare. La notte dei fuochi d’artificio, abitanti e visitatori si radunano su barche decorate o lungo la riva per gustare una cena tradizionale veneziana.

Frutti di mare, pasta, cicchetti e vini locali: tutto in linea con le tradizioni culinarie della regione. Le ricette della tradizione festiva si possono trovare sia preparate a casa, con i prodotti dei mercati e delle botteghe alimentari, che nei menu dei ristoranti.

Sarde in saor

Per esempio le sarde in saor, che citava anche il Goldoni in un passo della commedia Le donne de Casa Soa. Per saor, come molti sanno, si intende in veneto “sapore” poiché le sarde vengono cotte in salsa in modo da raggiungere il massimo del loro sapore.

La ricetta delle sarde veneziane viene fatta con cipolle cotte in padella e aceto di vino bianco, un piatto che è possibile trovare nella maggior parte delle osterie venete anche al di fuori del periodo della festività, sotto forma di antipasto ad esempio, di cicchetto, sia sul pane che senza.

Bovoletti

Tra le ricette più tipiche invece, si segnalano i bovoletti, o bovoeti. Delle lumache di terra che vengono cotte con aglio e olio, prezzemolo, sale e pepe.

Si trovano al mercato di Rialto e in generale in tutti i mercati ittici della zona, anche se - come abbiamo detto - sono piccole lumache di terra e non d’acqua. Una ricetta molto semplice e molto amata, che si prepara sia nei ristoranti che nelle case.

Anatra ripiena e pasta con i fagioli

Tra le altre ricette si segnalano anche l’anara col pien, ovvero l’anatra ripiena preparata con fegato, uovo, mollica, salumi e altre materie prime dalla dispensa.

A questa leccornia tutt’altro che light si aggiunge poi la pasta con i fagioli, anche d’estate e con temperature altissime. E per chi pensa che mangiare la pasta e fagioli a luglio sia assurdo, ricordiamo che i fasoi sono da servire tiepidi se non leggermente freddi con un goccio d’olio.

Le tavolate all’aperto

Altra caratteristica della festa è l’allestimento nelle calli e sulle fondamenta di lunghe tavolate. È infatti tradizione cenare all’aperto, in riva ai canali o direttamente in barca, in laguna, pronti già dal pomeriggio in pole position per aspettare i fuochi d’artificio.

È l’occasione perfetta, per i veneziani, per ricordare le loro tradizioni anche in fatto di cucina, preparando la pasta e fasoi, i bigoli in salsa e soprattutto i bovoletti, lumachine di terra preparate con aglio e prezzemolo.

Fanno da contraltare sull’acqua le barche che galleggiano in attesa dei fuochi d’artificio, dove non può mancare qualche bottiglia di vino e la famosa anguria. Nei giorni che precedono il Redentore infatti, i cittadini accorrono sulle rive dei canali e tracciano a terra, con gesso o nastro adesivo, un rettangolo per “prenotare” la loro postazione, dove poi si sistemeranno per mangiare in compagnia.

Dove vedere i fuochi del Redentore

Tra i punti più strategici per assistere ai fuochi, ci sono le Zattere, che si affacciano proprio sull’isola della Giudecca e sulla Chiesa del Redentore, ma anche Riva degli Schiavoni, da cui si può avere una visuale privilegiata sul bacino di San Marco illuminato dai fuochi, ma anche Piazza San Marco stessa.

I grandi classici sono 3: lungo la Riva degli Schiavoni, dove si ha una visione di ampio respiro sul Bacino di San Marco, in fondamenta della Giudecca, cuore dell’evento, oppure da Piazza San Marco.

LuogoCaratteristica
ZattereVista sull’isola della Giudecca e sulla Chiesa del Redentore
Riva degli SchiavoniVisuale ampia sul Bacino di San Marco
Piazza San MarcoAtmosfera suggestiva, ma opzione più affollata
Fondamenta della GiudeccaCuore dell’evento
Barca in lagunaProspettiva direttamente sull’acqua

Un’altra opzione può essere quella di prenotare una cena in uno dei numerosi ristoranti con vista sulla laguna: del resto godersi lo spettacolo con un bicchiere di vino in mano, mentre si assaporano le specialità locali, completa degnamente l’esperienza veneziana.

Ma se volete emulare i veneziani doc, non dovete far altro che noleggiare una barca, avere la fortuna di essere invitato da qualcuno che la possiede, o unirvi a una delle tante escursioni organizzate per vivere la festa direttamente dall’acqua, il vero place to be la sera del Redentore.

Come scegliere una buona postazione

Per trovare un buon posto bisogna arrivare per tempo, fra le 18 e le 19, non più tardi. Le postazioni sulle rive sono infatti occupate già dalle prime ore del pomeriggio per cui se vuoi un posto in prima fila non potrai certo arrivare all’ultimo.

Per godersi la festa come si deve, servono due ingredienti: una buona postazione e spirito festaiolo. Nel tardo pomeriggio, dirigetevi verso il Canal Grande per ammirare le barche in parata.

Per chi vuole fare le cose in grande, il sogno è guardare i fuochi da una barca in laguna, ma attenzione, bisogna prenotare con larghissimo anticipo. La compagnia giusta è il fattore più importante e spesso e volentieri capita di partire con un gruppo piccolo che man mano si espande.

Un itinerario per vivere il Redentore

Mattina: mercati e strade storiche

La tua giornata inizia con una passeggiata tranquilla per le strade storiche di Venezia. L’aria è piena di eccitazione mentre abitanti e turisti si preparano per la festa.

Potresti passare per il vivace Mercato di Rialto, acquistare frutta fresca e prelibatezze veneziane da gustare più tardi. Mentre cammini, noterai barche decorate con ornamenti colorati: un preludio al grande spettacolo della notte.

Pomeriggio: isole della laguna

Esplorare le isole di Venezia è un’esperienza meravigliosa. Visitare le isole della laguna offre una prospettiva diversa sulla vita veneziana.

Fai un tour in barca per scoprire la bellezza e il fascino di isole come Murano, famosa per la lavorazione del vetro, Burano, nota per le sue case colorate e la lavorazione del merletto, e Torcello, con la sua antica basilica.

Il tour ti porta a Murano, famosa per la sua raffinata lavorazione del vetro. Qui, ammirerai i maestri vetrai al lavoro, che creano intricati pezzi d’arte.

Successivamente, visita Burano, con le sue case dai colori vivaci e le tradizioni del merletto, e infine Torcello, dove esplorerai l’antica basilica e i suoi splendidi mosaici.

Sera: processione e cena

Quando si avvicina la sera, torna nel cuore di Venezia. Il ponte votivo, costruito appositamente per la festa, è ora in posizione e collega le Zattere all’isola della Giudecca.

Unisciti alla folla e attraversa il ponte, assapora lo spirito comunitario e l’atmosfera che caratterizza questa sacra tradizione. Dopo la processione, cerca un punto con vista su San Marco.

Prova una cena tradizionale veneziana con piatti come sarde in saor, baccalà mantecato e bigoli in salsa, il tutto accompagnato da vini locali.

Notte: fuochi e celebrazioni

Alle 23:30 inizia l’evento principale. Il cielo sopra il Bacino di San Marco esplode in un abbagliante spettacolo di fuochi d’artificio.

I colori vibranti si riflettono sull’acqua e illuminano lo storico skyline di Venezia creando un panorama mozzafiato. L’atmosfera è elettrica, in una cornice di suoni di stupore, risate e applausi.

Dopo i fuochi, la notte continua: tra feste nei palazzi, eventi in altana e serate al Lido, il Redentore non dorme mai. Tutti al Lido a fare il bagno di notte.

Moltissimi ragazzi sono già in spiaggia a fare festa e osservare lo spettacolo da un punto di vista privilegiato, a cielo aperto. Un atmosfera unica, che celebra l’estate e il divertimento, dove tutti si divertono magari attorno a un falò e tirano tardi fino alle prime luci dell’alba.

Visitare i luoghi storici

Venezia è ricca di monumenti storici. Visitate la iconica Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale e il Ponte di Rialto. Ogni sito offre uno sguardo sul glorioso passato della città e sul suo unico patrimonio architettonico.

La Chiesa del Redentore è molto ricca e bella e va assolutamente visitata. Percorrere il ponte galleggiante permette inoltre di avere una prospettiva speciale su questa zona di Venezia.

Eventi culturali e attività

Durante il weekend della festa, Venezia ospita vari eventi culturali e mostre. Esposizioni d’arte, concerti di musica e spettacoli teatrali, che arricchiscono la principale festività.

In tutta la città si susseguono concerti, spettacoli e manifestazioni culturali, perfetti per vivere appieno l’atmosfera festosa. Chi preferisce può dedicarsi allo shopping tra bancarelle e mercatini allestiti per l’occasione o cercare momenti di tranquillità nelle zone più defilate dai consueti itinerari turistici.

Consigli pratici per vivere la festa

Durante il fine settimana del Redentore Venezia fa sempre il pieno di visitatori. Questo da un lato fa sì che ci sia un clima di festa diffuso, dall’altro lato metta la città e i suoi pochi residenti rimasti in una situazione di grande stress.

Calli intasate, vaporetti pieni e i maleducati di turno che sporcano o fanno chiasso senza scrupoli. Ricordati quindi che visitare Venezia con rispetto e divertendosi è possibile.

In barca, mangiare e bere dalle 18-19 alle 24 - fanno 5 o 6 ore - fermi senza poter fare la pipì, possono essere un incubo. C’è anche chi sta in bacino su barche fornite di bagni, e quelli i fuochi se li godono tutti.

Non sperare di riuscire a ritagliarti un posto per cenare in riva al canale, ogni veneziano ha la sua postazione fissa da generazioni. La notte dei fuochi è la festa dell’attesa: si mangia, si beve, ognuno ha cucinato qualcosa, ci sono le battute che ci si scambia da una barca all’altra, le canzoni, le risate e le storie raccontate.

La Festa del Redentore come progetto creativo

Se vuoi creare un contenuto dedicato al Redentore, il tema più efficace è il rapporto tra passato e presente. Un ponte che collega passato e presente può diventare il motivo centrale di una guida, di un’infografica o di un video.

Un’infografica può mostrare la peste del 1575-1577, il voto del Senato veneziano, la costruzione della Chiesa del Redentore, il ponte votivo, la processione, le tavolate e lo spettacolo pirotecnico.

Una mappa tematica può indicare le Zattere, la Giudecca, la Chiesa del Redentore, Riva degli Schiavoni, Piazza San Marco, il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca.

Un servizio fotografico può concentrarsi sulle barche decorate, sulle tavolate all’aperto, sui riflessi dei fuochi sull’acqua, sul ponte votivo e sulla folla durante la processione. Ogni anno, artisti e fotografi da tutto il mondo si contendono lo scatto perfetto: la foto dei fuochi con San Giorgio sullo sfondo è un classico intramontabile.

mappa Festa del Redentore Venezia

Un video può seguire l’intera giornata: la passeggiata mattutina, il mercato di Rialto, le isole della laguna, la preparazione delle barche, la cena, la processione, l’attesa sul Bacino di San Marco, i fuochi e le celebrazioni notturne.

Una guida gastronomica può invece raccontare le sarde in saor, i bovoletti, l’anara col pien, la pasta con i fagioli, i bigoli in salsa, il baccalà mantecato, i cicchetti, il vino e l’anguria.

Il significato attuale della festa

Tuttavia, sarebbe un errore pensare che il Redentore sia soltanto uno straordinario spettacolo di fuochi d’artificio. Questa festa racconta molto di più: il legame profondo che Venezia continua ad avere con la propria storia, con l’acqua e con la memoria collettiva.

Ed è proprio questa dimensione collettiva a rendere il Redentore così speciale. Per una notte, la Serenissima smette di essere lo sfondo delle fotografie e torna ad essere una comunità che si ritrova, apparecchia, aspetta il tramonto e alza lo sguardo insieme.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dopo quasi cinque secoli, continua a emozionare veneziani e visitatori come poche altre celebrazioni al mondo. Ed è forse questa, più dei fuochi, la vera magia del Redentore.

tags: #cosa #creare #redentore