Epistole di San Padre Pio: temi, destinatari e percorso di direzione spirituale

L’epistolario è una raccolta di lettere scritte tra il 1902 ed il 1968 suddiviso in quattro volumi: i Componimenti Scolastici, le Lettere ai Padri Spirituali, le Lettere ai Figli Spirituali, le Lettere alla Famiglia. Comprendere la santità di Padre Pio, vuol dire conoscere l’uomo, non dimenticando che ogni santità, poggia sulla semplice e nuda realtà.

Gli elementi ricavati dall’Epistolario compongono uno stupendo mosaico dell’uomo Padre Pio mostrandone l’umanità, i limiti, le difficoltà, le ansie, il suo essere uomo che ci permettono di contemplare un modello di santità più vicino alle nostre esperienze di uomini.

La struttura dell’Epistolario

La corrispondenza epistolare di Padre Pio comprende lettere indirizzate ai suoi padri spirituali, ai figli spirituali e alla famiglia, oltre ai componimenti scolastici. La raccolta permette di seguire il suo cammino umano e spirituale attraverso un arco cronologico molto ampio, dal 1902 al 1968.

SezioneContenuto
Componimenti ScolasticiScritti legati agli anni della formazione
Lettere ai Padri SpiritualiCorrispondenza con le guide spirituali
Lettere ai Figli SpiritualiDirezione spirituale e accompagnamento delle anime
Lettere alla FamigliaCorrispondenza con i familiari

Le lettere rivelano i tratti umani di Padre Pio, il suo temperamento, le sue perplessità e le difficoltà, i suoi affetti, le sue attenzioni, il suo mondo. In esse emergono anche i suoi dubbi, i suoi tormenti e i suoi dolori.

L’Epistolario mostra Padre Pio nella sua umanità e consente di avvicinarsi alla sua santità senza separarla dalla realtà concreta della vita. La santità può ricadere su qualsiasi dei figli del Signore.

La corrispondenza con Raffaelina Cerase

La corrispondenza epistolare tra padre Pio e la sua figlia spirituale Raffaelina Cerase abbraccia un arco di tempo di 20 mesi circa. La prima lettera porta la data del 24 marzo 1914 ed è della Cerase, l’ultima di padre Pio del 30 dicembre 1915.

La corrispondenza è ricostruita nel libro di Francesco Guarino e Marcello Stanzione “Padre Pio e Raffaelina Cerase” (Mimep docete).

La conservazione delle lettere

Le lettere di Raffaelina Cerase furono rinvenute presso l’abitazione della famiglia di padre Pio in Pietrelcina. Queste, ed altre lettere, furono custodite da mamma Peppa in una cassa fino a quando padre Agostino, direttore spirituale di Padre Pio, le raccolse e le riportò in convento.

Le lettere sono tutt’ora conservate presso l’archivio dei frati cappuccini in San Giovanni Rotondo.

Archivio delle lettere di Padre Pio

La direzione spirituale di Padre Pio

Tutti i biografi e gli studiosi di padre Pio sono concordi nell’affermare che lo scopo della sua direzione spirituale è quello di formare anime devote per farle diventare apostole del Signore, ciascuna nel proprio stato di vita.

Sulla base di questo dato, l’insegnamento che padre Pio impartisce ai suoi figli spirituali si distingue per concretezza della proposta evangelica e si ispira all’osservanza delle pratiche tradizionali della pietà cristiana, quella popolare in particolare.

Le epistole non presentano quindi soltanto riflessioni teoriche, ma un accompagnamento spirituale concreto, orientato alla vita quotidiana, alla preghiera, alla perseveranza nelle prove e all’adempimento dei doveri del proprio stato.

La purificazione dell’anima attraverso la prova

Così, infatti, scrive Padre Pio a Raffaelina: «Dunque, l’anima destinata a regnare con Gesù Cristo nella gloria eterna deve essere ripulita a colpi di scalpello…sorella mia, questi colpi di scalpello sono le ombre, i timori, le tentazioni, le afflizioni di spirito, i tremori spirituali con qualche aroma di desolazione ed anche il malessere fisico.

Ringraziate, quindi, l’infinita pietà dell’eterno Padre, che così va trattando l’anima vostra, perché destinata a salvezza».

La sofferenza viene così letta all’interno di un cammino di purificazione. Ombre, timori, tentazioni, afflizioni di spirito, tremori spirituali, desolazione e malessere fisico sono presentati come quei “colpi di scalpello” attraverso i quali l’anima viene preparata alla salvezza.

L’immagine di Gesù amoroso e misericordioso

Nella stessa ottica, padre Pio anela a consegnare alla Cerase l’immagine di un Gesù amoroso e misericordioso, proprio con il «cuore in mano».

In quest’ottica allora Gesù diventa il vero modello nel quale l’anima della Cerase deve continuamente specchiarsi.

Il Cristo conosciuto mediante la fede viene coerentemente e fedelmente consegnato da parte di padre Pio a Raffaelina Cerase. La centralità di Cristo attraversa l’intera corrispondenza e orienta ogni aspetto della vita spirituale.

Vivere uniti a Cristo

«La vostra vita sia spesa tutta in rendimenti di grazie allo Sposo divino, a lui siano dirette tutte le vostre azioni, tutti i vostri palpiti, tutti i vostri sospiri. Con lui rimanete sempre nel tempo della sventura e della prova; con lui ancora statevene nelle consolazioni spirituali.

Per lui, infine, vivete; per lui sia spesa tutta l’intera vostra vita. A lui consegnate la vostra e l’altrui dipartita da questa terra quando, dove e come egli vuole. Anzitutto mostratevi sempre più degna della vostra vocazione cristiana…».

In queste parole la vita cristiana viene descritta come un’offerta completa, nella quale azioni, palpiti e sospiri sono rivolti allo Sposo divino. L’unione con Cristo deve rimanere stabile sia nel tempo della sventura e della prova, sia nelle consolazioni spirituali.

La vocazione cristiana viene così collegata alla gratitudine, alla perseveranza e all’abbandono alla volontà di Dio. Anche la dipartita da questa terra viene affidata a lui, quando, dove e come egli vuole.

La centralità della santa Eucaristia

Il Cristo che padre Pio consegna alla Cerase, è un Cristo presente soprattutto nei suoi misteri fondamentali. È vivo in modo particolare nella santa Eucaristia.

Nessuna meraviglia allora che la dimensione eucaristica abbia un’importanza così grande nella pietà cristocentrica insegnata e coltivata da padre Pio.

Le sue idee erano chiarissime riguardo alla profondità di questo mistero d’amore e sulla sua incidenza nella santificazione dell’anima.

La comunione sacramentale, possibilmente quotidiana, doveva proiettare il suo benefico influsso su tutti gli altri mezzi di devozione e comunicare un’aria soprannaturale nell’adempimento dei doveri del proprio stato.

Santa Eucaristia e preghiera cristiana

L’Eucaristia non viene quindi presentata come un atto isolato, ma come il centro capace di orientare gli altri mezzi di devozione e di trasformare l’adempimento dei doveri quotidiani.

Il sacrificio della Messa

Nella cornice della pietà eucaristica non può mancare poi il sacrificio della messa.

Data la sua esperienza personale e del grande valore impetratorio del santo sacrificio della messa, padre Pio si compiace di comunicare alla sua figlia spirituale la sua offerta quotidiana insieme alla vittima divina sull’altare del sacrificio; e desiderava che si facesse altrettanto con lui.

La Messa è così legata alla preghiera di intercessione e all’offerta quotidiana. Padre Pio comunica alla sua figlia spirituale la propria offerta insieme alla vittima divina sull’altare del sacrificio e desidera che anche lei viva questo rapporto spirituale.

Pregare con Gesù e offrire i propri bisogni

Pregare Iddio con Gesù, offrire al Padre i nostri bisogni spirituali, mentre egli stesso gli si offre, è una garanzia sicura che le preghiere saranno gradite ed esaudite, quando e come a lui piacerà per la sua gloria ed il nostro bene.

È questo il messaggio finale che padre Pio ha consegnato a Raffaelina Cerase sul rapporto da tenere quotidianamente con Cristo.

La preghiera cristiana viene quindi vissuta con Gesù e attraverso la sua offerta al Padre. I bisogni spirituali vengono affidati a Dio con la certezza che egli li accoglierà secondo la propria gloria e il nostro bene, quando e come a lui piacerà.

Padre Pio attraverso le sue lettere

L’Epistolario offre la possibilità di conoscere Padre Pio più da vicino. Le lettere rivelano un Padre che cura ogni sua pecorella e al quale tutto sta a cuore.

Conoscere l’umiltà di questo Santo Frate è qualcosa di straordinario: un costante pensiero che come un tarlo lo divora è la paura di offendere Nostro Signore.

Le lettere rivelano in incredibile trasparenza l’anima di questo padre tutto santo, tutto dedito a Dio e ai suoi figli spirituali. L’epistolario è un capolavoro di mistica e direzione spirituale, con stralci dal Diario di Padre Pio, mai portato a termine.

Padre Pio appare come un padre indimenticabile e, al contempo, un figlio - di Dio e di san Francesco - a tutto tondo. Ogni sua parola, anche quella durissima, è pervasa di vero, di cielo, di anelito paterno e filiale.

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