Confessioni di una mente pericolosa di Mary Baccaglini

Mary G. Baccaglini, blogger e speaker radiofonica, dice di sé che è una sognatrice, un’eterna disordinata e una romantica a giorni alterni. Si è fatta conoscere con la pagina Facebook Confessioni di una mente cinica (legata al sito Confessionidiunamente.com), in cui, isterica e romantica, dispensa consigli d’amore e di ottimismo con (auto)ironia, perché nelle faccende di cuore l’autoironia salverà l’umanità.

Ora arriva il suo debutto narrativo: Mal che vada ci innamoriamo (Garzanti). L’autrice racconta una storia sui sentimenti quando sono troppo grandi da gestire. Una storia sulla solidarietà femminile che porta le lettrici e i lettori dentro l’affascinante mondo delle relazioni.

Chi è Mary G. Baccaglini

Mi chiamo Mary G. Baccaglini. E sono un’imprenditrice, una mamma, una pessima cuoca ma la prima Love coach in Italia, sia per longevità sul mercato sia per numero di allievi che ogni anno partecipano ai miei corsi. E se posso confidarti un segreto…la mia vita sentimentale fino a qualche anno fa era terribile.

Relazioni tossiche. Uomini che mi volevano per una notte e di cui mi innamoravo. Uomini che non mi volevano. Uomini che mi volevano ma a me non piacevano. Uomini impegnati che in me vedevamo solo un diversivo da una vita coniugale piatta. Uomini che dicevano di voler stare con me, ma che quando era ora di impegnarsi, si fidanzavamo con un’altra.

Pensa a un errore in amore. Ce l’hai in mente? Beh io l’ho fatto. Sono stata bisognosa. Sognavo il Principe Azzurro che scalava la torre e mi salvava. Ma nella realtà non accadeva mai, quindi imploravo il ragazzo di turno di amarmi, mi incolpavo quando non si creava alcuna connessione emotiva, facevo per lui di tutto, cambiavo per piacergli, seguivo spicciole tecniche di seduzione che mi facevano sembrare disperata.

E detto tra me e te. Un po’ lo ero. Un bel po’. Poi sono stata respingente. Mi sono convinta che l’amore facesse male e ho sentito il bisogno di proteggermi. Non capendo che l’unica persona che mi aveva fatto del male…ero io.

Uscivo con gli uomini e sfoggiavo la maschera di Miss Indipendenza/non-ho-bisogno-di-nessuno. Ero aggressiva, polemica, dicevo a tutti di non volere una relazione, ma di notte continuavo a sognare un amore felice, perché sentivo di meritarmelo ma non sapevo come fare ad averlo.

Ero finta. Poco autentica. E gli uomini o scappavano perché la finzione non può creare alcun tipo di legame sano, o si spaventavano davanti a una donna che vestiva i panni di Wonder Woman. E io continuavo a soffrire per amore.

Sono stata delusa, illusa, trattata male. E io stessa mi sono delusa, illusa, trattata male. Fino a quando dopo l’ennesimo rifiuto da parte di un uomo, ho capito di avere un’enorme responsabilità nei confronti della mia felicità.

Dalle relazioni difficili alla consapevolezza

Non avevo l’amore perché non mi amavo. Ma non solo. Non avevo l’amore perché non sapevo realmente chi volessi accanto. E non avevo l’amore perché con gli uomini entravo in competizione, avevo bisogno di dimostrare di essere speciale, quella giusta, quella irrinunciabile.

E non sapevo come comunicare una versione autentica di me. Ma soprattutto non sapevo come comunicare in generale con gli uomini.

Nei successivi anni mi sono formata con i migliori coach in Italia, ho fatto un lungo e doloroso percorso di psicoterapia, e ho iniziato a farmi le domande giuste e a trovare risposte felici.

Non avevo l’amore perché non sapevo realmente chi volessi accanto. E non avevo l’amore perché con gli uomini entravo in competizione, avevo bisogno di dimostrare di essere speciale, quella giusta, quella irrinunciabile. E non sapevo come comunicare una versione autentica di me.

Ma soprattutto non sapevo come comunicare in generale con gli uomini. Nei successivi anni mi sono formata con i migliori coach in Italia, ho fatto un lungo e doloroso percorso di psicoterapia, e ho iniziato a farmi le domande giuste e a trovare risposte felici.

La nascita di Confessioni di una mente cinica

E così nel 2012 ho aperto il mio blog che trattava d’amore. Si chiamava Confessioni di una mente cinica, isterica e romantica. Parlava di me, raccontava di me, delle mie nuove consapevolezze sulle relazioni e si affacciava all’idea che esistesse un amore che “ne valesse la gioia”.

Un amore sano. Termine di cui all’epoca nessuno parlava. Ma che a me piaceva molto. Il blog ha avuto un inaspettato successo e dopo qualche anno Garzanti mi ha proposto di scrivere un romanzo d’amore.

Nel 2018 ho pubblicato “Mal che vada ci innamoriamo” diventato presto best seller. Nel frattempo ho cominciato a fare delle ospitate su Rai 1 come opinionista esperta in relazioni e ad avere una striscia giornaliera nella radio della mia città: Radio Padova, dove ogni pomeriggio parlavo sempre d’amore.

Masticavo amore. Amavo l’amore. E così sempre nel 2018 ho deciso di fare il grande salto; da blogger a coach per aiutare le persone a trovarlo, l’amore.

Il debutto narrativo: Mal che vada ci innamoriamo

Negli anni mi sono divertita. Tanto. Certo, metà dei miei amici ha un lavoro perfetto che inizia sempre con executive, social o senior e finisce con manager, si sta sposando, ha un mutuo e di conseguenza una casa di quasi-proprietà.

Qualcuno sta mettendo in cantiere il secondo figlio. L’altra metà, che comprende me, Olimpia e Ludovica, vive una realtà piuttosto adolescenziale, fatta di aperitivi, partner occasionali, feste e letti che si vedono solo all’alba.

Non siamo immature, semplicemente stiamo rimandando la maturità. E lo facciamo divertendoci il più possibile. Rincorrendo il nostro strampalato concetto di felicità.

Siamo felici, perché l’alternativa sarebbe la disfatta. Potremmo svegliarci ogni giorno pensando che non stiamo costruendo niente, che le nostre carriere sono più o meno incerte, che non abbiamo un uomo accanto che ci accarezzi i capelli ogni mattina.

Che viviamo vicino alla soglia della povertà in una città che ci vuole ricche, belle, magre e vestite bene. Possiamo vederla così, certo. E forse avremmo anche ragione.

Oppure possiamo concentrarci su noi stesse, su quello che ci piace. Guardiamo i nostri amici con i figli e pensiamo che ci arriveremo anche noi; ma non oggi e neanche nell’immediato domani.

E io fino a poco fa avevo anche il lavoro dei miei sogni, tenevo la rubrica Storie possibili su una rivista. Anche se mia madre non è mai riuscita a capire di cosa si trattasse.

Il dialogo con la madre

«Scusa, cosa sono le storie possibili?» «Mamma te l’ho detto decine di volte.» «Dai, sai che quando mi faccio la ceretta poi non ragiono più. Il male mi ottenebra la mente.» «È una ceretta, come hai fatto a partorire?»

«Quello è un dolore che si dimentica. Allora, queste storie possibili?» «Io scrivo una storia d’amore e lascio il finale aperto. Tipo: Ehi ragazza, incontri Caio per strada e lui ti dice: A. Questa è la tua notte fortunata. Vai a pagina 29. B. Non ho mai visto un sorriso come il tuo. Vai a pagina 33. C. Sono in compagnia di una super top model, esci dalla mia visuale, mostro! Vai a pagina 46.

A quel punto, a seconda della risposta, si aprono nuovi scenari e nuovi ipotetici dialoghi e alla fine la lettrice saprà se ha fatto la mossa giusta con il potenziale uomo della sua vita.» «Che cazzata.» «Scusa?»

«Ma dai, nessun uomo sano di mente direbbe le frasi delle Storie possibili. Puoi fare di meglio. Puoi diventare una grande scrittrice, girare il mondo, intervistare persone importanti come il Dalai Lama, vincere un Pulitzer e comprarmi una casa.»

Mia madre, cui il dolore della ceretta ottenebra la mente, pensa che l’ultimo anno della mia vita sia stato una perdita di tempo. Che il mio progetto, di cui Mike si era detto completamente entusiasta, sia stato una perdita di tempo.

E pensa pure che Michele di Gallarate che si fa chiamare Mike abbia fatto bene a licenziarmi e a chiudere le Storie possibili perché sono una perdita di tempo. E una cazzata.

Dalla blogger alla love coach

Ho fatto diversi corsi, ho preso varie certificazioni da Coach, e ho cominciato a fare delle serate in giro per l’Italia dove parlavo di autostima, elemento che mi sembrava fondamentale per la buona riuscita di ogni relazione.

Prima amati. Poi ama. La prima data a Torino fu annullata perché non c’era nessuno che volesse venire ad ascoltarmi. Ri lascio immaginare la mia delusione enorme. Piansi per giorni.

Un sogno infranto. Decidi di darmi una seconda e ultima possibilità. La seconda data a Milano. Quella che cambio tutto. Che cambiò il mio futuro e le mie prospettive.

Non fu un capolavoro. Io ero ancora acerba, ma fu comunque interessante. Non c’erano tantissime persone - il pubblico era ancora resistente a questa nuovissima professione - ma quelle che c’erano portarono calore ed entusiasmo, la serata venne molto bene e la voce si sparse.

La terza data, a Padova, fu un trionfo. A Roma, la quarta data, fu proclamato il sold out a 3 ore dal lancio dei biglietti e dovetti mandare via dalla serata alcune persone che purtroppo non erano riuscite a iscriversi in tempo.

I tre pilastri dell’amore sano

L’anno successivo creai il mio protocollo sull’amore sano, il primo in Italia, che aveva lo scopo di aiutare le persone a riconoscere, trovare e vivere l’amore sano nella loro vita e per farlo ideai 3 pilastri:

Questi 3 pilastri che chiamai ”i 3 pilastri dell’amore sano” li presentai alla prima edizione di “Vivi l’amore dei tuoi sogni” il mio corso sull’amore sano.

In quella prima edizione di ottobre 2019 c’erano a Rimini in un’aula d’albergo 135 donne desiderose di capire come trovare la persona giusta per loro stesse.

Oggi “Vivi l’amore dei tuoi sogni”è alla sua ottava edizione, nell’ultima hanno partecipato oltre 1400 persone sia dal vivo che via zoom, uomini e donne di tutte le età, da tutta la penisola.

Ad oggi è il corso d’amore con più partecipanti in Italia. E io li ringrazio dal profondo del cuore uno a uno.

Un percorso professionale dedicato alle relazioni

Nel frattempo nel 2021 ho aperto la mia società diventando a tutti gli effetti un’imprenditrice, e ad oggi collaborano con me oltre 70 persone.

Ho creato percorsi avanzati di un anno. Nel mio team ci sono 5 psicoterapeuti perché credo molto nell’Unione tra psicologia e coaching.

Nel 2022 ho preso un Master in “Problem Solving strategico e coaching strategico” al centro di Terapia breve strategica fondato dal Prof. Nardone.

Nel 2023 ho inaugurato la mia scuola di Love Coaching per tutti i futuri professionisti che vogliono fare il mio bellissimo lavoro, ai quali insegno il mio metodo.

Ogni anno tra corsi base, consulenze, corsi avanzati, serate formative, passano da me oltre 25.000 persone perché non è vero che l’amore sano è naturale.

L’amore sano è un viaggio che comprende un mix di auto consapevolezza, autostima, conoscenze e abilità e rimane ciò che al mondo “vale più la gioia”.

Buon viaggio Fenice. Che anche per te ne valga la gioia.

Il rapporto tra amore, autostima e consapevolezza

Sono Stella Ambrosio, psicologa e psicoterapeuta, esperta in disturbi d’ansia. La mia missione è aiutare le persone a vincere l’ansia senza medicine, usando semplicemente il potenziale della mente umana.

Come Psicoterapeuta, oltre alla Psicoterapia cognitivo comportamentale, il mio approccio include la Psicoterapia EMDR. EMDR sta per Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari, una stimolazione che favorisce una migliore comunicazione tra i due emisferi cerebrali ed è un processo naturale, molto simile a quello che avviene nel sonno REM.

Si tratta di un trattamento psicoterapeutico che raggiunge risultati significativi in poche settimane perchè non lavora sul sintomo, ma sulla vera causa del sintomo stesso.

Come appassionata del potenziale umano, credo che tutti abbiamo un’opportunità e anche più di una, ma per coglierla bisogna chiudere le ferite della mente, quei solchi profondi che restano nell’anima, nonostante i tentativi immensi di guardare dall’altra parte.

Non conosciamo veramente noi stessi se non siamo in grado di sentire e dare un senso alle nostre sensazioni, sciogliendo i nodi importanti della nostra vita. A quel punto, la vita diventa un’opera d’arte da realizzare.

Come diceva Michelangelo: “La scultura è già nella pietra, io mi limito a togliere la parte superflua”.

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