Cosa ha fatto Benedetto XVI dopo essere stato papa

Dopo aver rinunciato al ministero petrino, Benedetto XVI non scomparve dalla vita della Chiesa, ma divenne papa emerito e scelse una vita ritirata, dedicata soprattutto alla preghiera, allo studio, alla lettura e alla musica. Trasferitosi inizialmente a Castel Gandolfo, andò poi a vivere nel monastero Mater Ecclesiae, nei Giardini Vaticani, dove rimase fino alla morte.

Dal 28 febbraio 2013, giorno in cui cessò l’esercizio del ministero petrino, Joseph Ratzinger continuò a servire la Chiesa con il silenzio, la preghiera e la vicinanza discreta al suo successore, papa Francesco. Morì il 31 dicembre 2022, alle ore 9:34, nel monastero Mater Ecclesiae, all’età di 95 anni.

La rinuncia al pontificato e la nascita del papa emerito

Benedetto XVI annunciò la propria rinuncia l’11 febbraio 2013, durante il Concistoro ordinario in Vaticano per la canonizzazione dei martiri di Otranto e di due monache spagnole. La decisione fu pronunciata in latino e colse di sorpresa il mondo intero.

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

“Tuttavia oggi, in un mondo in rapido mutamento” e "agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede", per governare la Chiesa "è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo", vigore che, "negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato".

Con piena consapevolezza della gravità dell’atto, dichiarò di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma e Successore di San Pietro, stabilendo che la sede romana sarebbe diventata vacante il 28 febbraio 2013 alle ore 20.

Alle 20 del 28 febbraio, la chiusura del cancello della Villa pontificia di Castel Gandolfo segnò l’inizio della sede vacante, conclusasi il 13 marzo con l’elezione di papa Francesco. Dopo l’elezione di Francesco, il 13 marzo 2013, Ratzinger continuò a parlare di sé come del Papa “emerito”.

Dopo le dimissioni, Papa Ratzinger divenne sommo Pontefice emerito o Papa emerito. Prima di lui il titolo non era previsto dal diritto canonico.

Il trasferimento a Castel Gandolfo e al monastero Mater Ecclesiae

Nei quindici giorni intercorsi dall’annuncio delle dimissioni alla cessazione dell’esercizio del ministero petrino, l’elicottero dal Vaticano lo condusse nelle Ville Pontificie. Benedetto XVI trascorse quindi un primo periodo a Castel Gandolfo.

Trasferitosi in un primo tempo a Castel Gandolfo, il Papa emerito andò poi a vivere nel monastero Mater Ecclesiae, nei Giardini Vaticani, vicino alla Fontana dell’Aquilone, dove è rimasto fino alla sua morte affiancato da Padre Georg Gänswein, suo segretario particolare.

Dal giorno della rinuncia al soglio di Pietro, Ratzinger ha condotto una vita ritirata nella quiete dei giardini vaticani coltivando le sue passioni: lo studio della teologia, l’ascolto della musica classica, gli esercizi al pianoforte, la lettura.

Sognava di finire i suoi anni in Vaticano come bibliotecario della Santa Sede e nel Mater Ecclesiae l’hanno seguito tutti i suoi volumi, una vera a propria libreria teologica e culturale.

La preghiera come forma di servizio alla Chiesa

Con la scelta di vivere “nascosto al mondo”, dopo la rinuncia al soglio di Pietro, Benedetto ha fatto della preghiera la cifra del suo servizio nella Chiesa. Immerso nella preghiera per testimoniare che “salire al monte” non è una ritirata o una fuga, ma un modo diverso per servire Dio, la Chiesa e il successore di Pietro.

“Il Signore mi chiama a salire sul monte, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in modo più adatto alla mia età e alle mie forze”.

“Vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, lavorare per il bene comune della Chiesa e dell’umanità”. Sono le ultime parole pronunciate da Benedetto XVI, dopo che i cancelli della Villa pontificia di Castel Gandolfo, alle ore 20 del 28 febbraio 2013, si sono chiusi.

Da quel momento, il Papa emerito ha continuato ad essere presente nella vita della Chiesa con la preghiera, il silenzio, la mitezza e la discrezione che hanno caratterizzato le sue giornate al monastero “Mater Ecclesiae”.

L’ultimo Angelus, il 24 febbraio 2013, è incentrato proprio sul “primato della preghiera, senza la quale tutto l’impegno dell’apostolato e della carità si riduce ad attivismo”.

La preghiera non è un vuoto: in un’epoca come la nostra, in cui siamo tentati di riempire tutti gli spazi, Benedetto - con le parole pronunciate durante la sua ultima Pasqua pubblica, nella Messa delle Ceneri celebrata eccezionalmente a San Pietro invece che a Santa Sabina - spiega come la vera ricompensa, per il cristiano, sia “ritornare a Dio con tutto il cuore”.

La preghiera silenziosa che ha continuato a risuonare da quel Monastero, grazie alla testimonianza di Joseph Ratzinger, è la prova che “il vero discepolo non serve se stesso o il pubblico, ma il Signore, nella semplicità e nella generosità”.

Una vita quotidiana fatta di studio, lettura e musica

Negli anni da papa emerito, Benedetto XVI si dedicò alle attività che avevano accompagnato tutta la sua vita: lo studio della teologia, la lettura, l’ascolto della musica classica e gli esercizi al pianoforte.

Uomo di grande cultura, Papa Ratzinger parlava sette lingue e prima del Pontificato intraprese una lunga carriera accademica nelle più prestigiose Università tedesche. Sappiamo di lui che amava la musica classica, e non solo come ascoltatore, tanto da pubblicare nel 2009 un album di musica classica contemporanea dedicato alla Vergine insieme alla Royal Philarmonica Orchestra.

Nel monastero Mater Ecclesiae furono trasferiti i suoi libri, formando una grande biblioteca teologica e culturale. La lettura e la riflessione rimasero così al centro della sua esistenza anche dopo la conclusione del pontificato.

Al suo fianco, dopo la scomparsa dell’amato fratello Georg, il suo segretario particolare Gänswein e suor Birgit Wansing che lo aiutava nella corrispondenza.

Il rapporto con papa Francesco

Benedetto XVI non ha mai smesso di partecipare alla vita della Chiesa, affiancando il suo successore Papa Francesco in molte occasioni ufficiali, finché le sue condizioni di salute glielo hanno permesso.

A pochi passi dal suo successore, a cui - senza ancora conoscerne il nome - aveva promesso “incondizionata reverenza ed obbedienza”. Sempre informato sugli avvenimenti del mondo e sulle vicende ecclesiastiche, aveva stretto nel tempo una solida amicizia con Papa Francesco.

La sua prima preghiera è stata rivolta al suo predecessore Benedetto XVI, il quale, come è noto, ha scelto di dimettersi per lasciare alla Chiesa una nuova guida, che sappia, meglio di lui, condurla in un momento così critico.

Papa Francesco si è recato al monastero Mater Ecclesiae quando le condizioni di salute di Ratzinger si sono aggravate, per salutarlo. “Vorrei chiedere a tutti voi una preghiera speciale per il papa emerito Benedetto che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa. Ricordiamolo, è molto malato, e chiediamo al Signore che lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine”.

La presenza discreta nella vita della Chiesa

Pur vivendo in ritiro, Benedetto XVI rimase informato sugli avvenimenti del mondo e sulle vicende ecclesiastiche. La sua presenza si espresse soprattutto nella preghiera e nella celebrazione della Messa al monastero Mater Ecclesiae.

Ebbi la gioia di celebrare spesso la Messa con lui al Mater Ecclesiae. Compresi che questo era il vero centro della sua vita. Diceva spesso che la Chiesa non è nostra ma Sua, cioè di Gesù: viene edificata da Lui, soprattutto nell’Eucaristia.

Predicava, finché ebbe le forze, ogni domenica e per le solennità. La Parola di Dio era così importante che permeava anche i suoi sogni.

Incontri e visite spesso organizzati e pensati per presentare a papa Ratzinger gruppi di sacerdoti, seminaristi o consacrati, per i quali «ha sempre riservato un amore speciale».

Il mantenimento delle insegne, del nome e del titolo

Anche dopo aver rinunciato al ministero petrino, Papa Ratzinger ha mantenuto le insegne e il trattamento, seppur con alcune modifiche: la veste talare bianca, ma priva di pellegrina e fascia; l’anello vescovile al posto dell’anello del pescatore, ecc.

Ha mantenuto anche lo stemma, il nome pontificale e il titolo di Santo Padre o Santità. Ha continuato a vestirsi di bianco mentre ha sostituito l’anello del pescatore con l’anello vescovile.

Ha messo via però le discusse scarpe da “sovrano” per indossare dei sandali simili a quelli dei monaci benedettini, simbolicamente più corrispondenti al suo nuovo ruolo: quello di accompagnamento con la preghiera alla missione di salvezza delle anime della Chiesa.

La salute e gli ultimi anni

Le condizioni di Benedetto XVI si deteriorarono progressivamente con l’avanzare dell’età. Ratzinger è morto dopo una lunga battaglia con la malattia che 10 anni fa lo aveva costretto a rinunciare al suo ruolo, una patologia la cui natura non è stata comunicata, ma che negli ultimi giorni si è fatta più acuta.

Nel 2020 ha superato il primato di longevità per un papa, diventando il pontefice più anziano della storia. Si è spento all’età di 95 anni Benedetto XVI, 265mo Papa della Chiesa cattolica dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013.

Il suo ultimo periodo fu segnato dalla crescente fragilità fisica, ma anche dalla continuità della preghiera e della vita spirituale nel monastero Mater Ecclesiae. Il 31 dicembre 2022 Joseph Aloisius Ratzinger, Papa Benedetto XVI, ha lasciato la vita terrena.

La morte nel monastero Mater Ecclesiae

È morto oggi all'età di 95 anni Joseph Aloisius Ratzinger, divenuto papa Benedetto XVI il 19 aprile 2005. Si era dimesso nel 2013 dopo un pontificato durato 8 anni, lasciando il posto a Bergoglio.

Benedetto XVI è deceduto oggi alle ore 9:34, nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. L'annuncio della morte di Ratzinger è stato dato dal direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni: “Con dolore informo che il papa emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano”.

Dalla mattina di lunedì 2 gennaio 2023, il corpo di Joseph Ratzinger sarà nella basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli.

La sua morte ha concluso il percorso del primo papa emerito della storia della Chiesa, iniziato con la rinuncia del 2013 e caratterizzato da preghiera, silenzio, studio e vicinanza discreta alla Chiesa e a papa Francesco.

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