Conferenza biodinamica nella chiesa di Santa Rita: storia, musica e spiritualità

La chiesa di Santa Rita di via Trecchi 11, a Cremona, ha ospitato un evento dedicato alla figura della santa, costruito come un percorso tra musica antica, teatro e spiritualità. L’iniziativa, inserita nel programma del Microfestival di Teatro e Musica Antica, ha proposto un concerto-azione scenica a cura del Fortuna Reditus Ensemble.

Il programma ha unito la ricerca sul repertorio sacro dell’Ordine di Sant’Agostino alla rappresentazione dei momenti più significativi della vita di Rita da Cascia. L’evento si è svolto nell’ambito delle iniziative collegate alla Notte Europea dei Musei, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Un evento nella chiesa di Santa Rita

Cremona celebra l’apertura della festività di S. Rita con un evento che intreccia musica, teatro e spiritualità, inserito nel programma del Microfestival di Teatro e Musica Antica organizzato dal Comune di Cremona in collaborazione con Auser Insieme Università Popolare della LiberEtà e con Acli Turismo per la direzione artistica di Roberto Cascio. L’iniziativa si colloca a corollario degli eventi in programma per la Notte Europea dei Musei.

Domenica 18 maggio, alle ore 17, nella chiesa di S. Rita di via Trecchi, 11 si terrà infatti un concerto-azione scenica a cura del Fortuna Reditus Ensemble, che condurrà il pubblico in un percorso sonoro e narrativo dedicato alla figura della santa. Un evento che unisce il rigore della ricerca storica alla forza evocativa della musica e del teatro per celebrare una figura amata e venerata come S. Rita da Cascia.

Chiesa di Santa Rita a Cremona

Il programma musicale

Il programma musicale propone una selezione di composizioni sacre di frati e suore appartenenti all’Ordine di Sant’Agostino, tra cui Guglielmo Lipparini, Ippolito Ghezzi, Agostino Diruta e suor S. Assandra, monaca clarissa cremonese del XVII secolo. I brani, eseguiti su strumenti d’epoca, restituiranno l’atmosfera mistica delle comunità monastiche agostiniane.

Ensemble vocale e strumentale: Atsuko Koyama, Xu Ping, Angela Troilo, Niccolò Roda (canto), Anna Giuseppina Mosconi (viola da gamba), Roberto Cascio (arciliuto e concertazione, curatore dell’elaborazione dei testi).

ElementoContenuto
Forma dell’eventoConcerto-azione scenica
RepertorioComposizioni sacre dell’Ordine di Sant’Agostino
StrumentiStrumenti d’epoca, viola da gamba e arciliuto
EnsembleFortuna Reditus Ensemble
LuogoChiesa di S. Rita, via Trecchi, 11, Cremona
OrarioDomenica 18 maggio, ore 17

La rappresentazione dedicata a Santa Rita

A seguire, la rappresentazione scenica “…entro vermiglio humor candida fede”, ispirata al testo del 1628 Breve racconto delle Attioni più singolari della beata Rita da Cascia monaca dell'Ordine di Sant’Agostino, darà voce ai momenti più significativi della vita della santa.

Interpreti e personaggi: Donatella Ricceri (suor Celeste), Angela Troilo (suor Lavinia), Anna Giuseppina Mosconi (una novizia), Niccolò Roda (Geppo).

Con una lettera di dedica datata 17 maggio 1628, la badessa e le monache della beata Rita da Cascia, indirizzavano al giovane cardinale Antonio Barberini, un BREVE RACCONTO delle attioni più singolari della BEATA RITA DA CASCIA Monaca dell’Ordine di S. AGOSTINO. Cavato da Scritture autentiche, e dal Processo della Beatificatione.

Santa Rita fu beatificata nel 1626 sotto il pontificato di Urbano VIII. La beatificazione Rita venne beatificata il 2 ottobre 1627, da Urbano VIII.

La messa in scena della vita della santa si sviluppa attraverso le parole del libriccino delle monache di Cascia, con tutte le battute recitate a leggio. Si immagina una stanza del convento, animata dal lavoro delle consorelle per i preparativi della celebrazione della ricorrenza che qualche giorno dopo, il 22 maggio, richiamerà tanto concorso di popolo.

La badessa, suor Celeste, suor Lavinia e una novizia sono indaffarate a preparare le rose che verranno benedette, a lavare pentole, a preparare brodini, lessi e dolcetti, acqua, pane e vino per accogliere i tanti fedeli attesi per la festa. E mentre lavorano, guidate dalle parole della badessa, ricordano e scrivono gli avvenimenti e gli episodi della vita santa che si tramandano da quasi 200 anni.

Nella commediola spirituale c'è anche Geppo, l'uomo tuttofare del Convento, simbolo della semplice anima popolare della devozione.

Il testo del 1628 e la memoria di Rita da Cascia

Il BREVE RACCONTO delle attioni più singolari della BEATA RITA DA CASCIA è tratto dal D.R.A. ovvero, dal primo dei tre volumi della Documentazione Ritiana Antica, 1968, forse la più importante sintesi storica degli studi e dei documenti sulla Santa.

L'operina devozionale dedicata a Santa Rita che il Microfestival di teatro e musica antica propone è già stata rappresentata più volte (anche nel Convento di Cascia in occasione di una riunione del Capitolo Provinciale dei frati agostiniani).

Il suo impianto scenico non presenta soltanto episodi biografici, ma ricrea anche la dimensione comunitaria del convento e la preparazione della festa. Il lavoro quotidiano delle monache diventa così il contesto nel quale la memoria della santa viene custodita, raccontata e trasmessa.

La musica agostiniana tra Seicento e devozione

Nel 1646 a Roma viene pubblicata la raccolta di musiche Poesie Eroiche Morali e Sacre del devoto frate agostiniano Agostino Diruta allora, nella stessa città, Maestro di Cappella della Chiesa di S. Agostino.

Tra le suggestive composizioni si trova anche il mottetto a 5 voci e basso continuo Signor tu per diletto dedicato Alla B. Rita da Cascia dell'Ord. di S. Agostino, una rara se non l'unica composizione antica intitolata alla santa.

Le musiche di alcuni dei tanti frati compositori che l'ordine agostiniano ha dato alla storia (come il perugino Agostino Diruta, il bolognese Guglielmo Lipparini e il senese Ippolito Ghezzi) precederanno l'azione scenica.

La scelta dei brani permette di collegare il repertorio musicale alla storia dell’Ordine agostiniano e alla devozione per Rita da Cascia. L’esecuzione su strumenti d’epoca contribuisce a ricreare il carattere storico e spirituale dell’iniziativa.

Il Fortuna Reditus Ensemble

Fortuna Reditus Ensemble è la rifondazione della Cappella Musicale di San Giacomo Maggiore di Bologna fondata nel 2006 per la riscoperta del patrimonio musicale dei frati agostiniani tra '500 e '700.

Oltre a Ippolito Ghezzi, di cui è stata registrata e date alle stampe l'opera completa (ad oggi conosciuta) si sono trascritte ed eseguite musiche di Carlo Milanuzzi, Guglielmo Lipparini, Agostino Diruta.

Allo stesso tempo, l'attività di ricerca e musicale dell'ensemble, si è rivolta al repertorio profano trascrivendo in proprio le partiture e approdando a diverse produzioni discografiche con Tactus (tra cui l'opera integrale di Ghezzi, 7 cd), NovAntiqua, Echo, Da Vinci.

Diversi gli autori, tra cui A. Scarlatti, A. Falconieri, C. Monteverdi e il suo Maestro, M. A. Ingegneri.

Musica, teatro e lettura drammatica

Nell'ambito delle attività dell'ensemble si è costituito il gruppo teatrale Teatro Antico. Attori e musicisti realizzano la messa in scena con musiche dal vivo, di intermezzi buffi, commedie dal rinascimento al barocco (Il Raggiratore di C. Goldoni; Il Negromante di L. Ariosto; L'accademia di Musica e Le Convulsioni di F. Albergati) sacre rappresentazioni (tra cui una di metà cinquecento dedicata S. Martino - cd Tactus) e infine tragedie greche, in forma di lettura drammatica.

Nel progetto dedicato a Santa Rita, la presenza del gruppo teatrale si integra con il lavoro musicale dell’ensemble. La narrazione, la recitazione a leggio e l’esecuzione dal vivo concorrono a costruire un’esperienza centrata sulla memoria religiosa e sulla tradizione agostiniana.

Santa Rita: vita, culto e canonizzazione

Era il 22 maggio del 1457 quando suor Rita Lotti, monaca agostiniana, lasciò questo mondo. La sua esemplare vita era ben nota a molti: ascesi, contemplazione, preghiera e penitenza erano la sua quotidianità nella quale dava spazio anche al servizio per i poveri e gli ammalati.

Per questo, diffusasi la notizia della sua morte, in tanti accorsero per ottenere miracoli e venerarla. Dato il grande culto ricevuto, non venne sepolta, e il suo corpo fu deposto in una cassa.

Sin da subito le autorità comunali di Cascia registrarono i prodigi avvenuti per sua intercessione nel Codex miraculorum (il Codice dei miracoli), tra questi quello di un cieco che riebbe la vista.

Il processo si svolse a Cascia, nella chiesa di San Francesco, e alla sua conclusione il Pontefice concesse alla diocesi di Spoleto e ai religiosi agostiniani la facoltà di celebrare la Messa in onore della beata. La estese, poi, il 4 febbraio 1628, nelle chiese agostiniane e per il clero secolare.

La proclamazione a santa

È stato Leone XIII, il 24 maggio, 1900, ad elevare agli onori degli altari la monaca agostiniana, donna mite, dalla fede salda, che ha seminato la pace insegnando a rispondere al male con il bene.

Il processo per la sua canonizzazione fu assai lungo anche perchè più volte interrotto. Lo avviarono gli agostiniani nel 1737 insieme al comune di Cascia.

Dopo varie vicissitudini fu riaperto nel 1853. Solo nel 1887, però, l’iter ebbe una svolta per un nuovo miracolo.

Il 25 febbraio 1896 venne redatto il decreto sulle virtù eroiche. Nel 1899, tra i vari miracoli stimati utili per la canonizzazione, furono approvati il profumo che si diffondeva dal corpo della santa e la guarigione di malattie incurabili.

Ma Rita da Cascia venne proclamata santa l’anno dopo.

Il significato spirituale dell’iniziativa

Religiose e religiosi dell’Ordine di Sant’Agostino commemorano l’evento oggi, 23 maggio, con un Rosario meditato, e domani, una serata evento con scene teatrali e riflessioni spirituali per rilanciare il messaggio ritiano di speranza, amore e perdono.

Domani, invece, alle 21, nella Sala della Pace del Santuario di Santa Rita, si svolgerà la serata “Rita, santa della speranza”, che ripercorrerà i principali momenti della vita della Santa Rita ed evidenzierà il suo messaggio in un alternarsi di scene teatrali e riflessioni spirituali.

Le rappresentazioni teatrali, a cura dei giovani del Gruppo teatrale F.U.P.S. di Cascia, introdurranno le riflessioni di quattro religiosi e religiose della famiglia agostiniana (padre Juraj Pigula, padre Rocco Ronzani, madre Giacomina Stuani e suor Elisabetta Tarchi) che approfondiranno i temi della speranza, dell’amore, della fede, del perdono e della pace nel messaggio di Santa Rita.

Con la sua semplicità è entrata nel cuore milioni di devoti in tutto il mondo: tutti coloro che cercano una strada per affrontare con speranza la vita quotidiana spesso costellata di difficoltà.

La festa di Santa Rita e il simbolo delle rose

La badessa, suor Celeste, suor Lavinia e una novizia sono indaffarate a preparare le rose che verranno benedette, a lavare pentole, a preparare brodini, lessi e dolcetti, acqua, pane e vino per accogliere i tanti fedeli attesi per la festa.

Il santuario torinese di Santa Rita da Cascia è stato in festa da mercoledì 13 a domenica 24 maggio 2026. Il programma degli appuntamenti prevedeva:

  • Novena - S. Messe per i devoti (ore 10.00, domenica ore 10.30); ogni giorno la celebrazione era dedicata in modo particolare a un gruppo.
  • Giovedì 21 maggio, vigilia della festa: ore 18.30: S. Messa della vigilia; ore 21.00: Beato transito.
  • Venerdì 22 maggio - giorno della festa: Benedizione delle rose e pellegrinaggio alla statua della Santa nei cortili interni del Santuario.
  • Tra mercoledì 13 e domenica 24 maggio sono state distribuite le rose della tradizione (65.000 disponibili per tutti i fedeli e i loro cari).

La festa di Santa Rita, nella tradizione devozionale, collega la celebrazione liturgica alla memoria della santa e alla partecipazione dei fedeli. Le rose diventano così uno degli elementi più riconoscibili della ricorrenza.

Rose benedette per Santa Rita

Il valore culturale della conferenza

L’iniziativa nella chiesa di Santa Rita non si limita a una conferenza di carattere religioso, ma propone un incontro tra discipline diverse. La musica restituisce il repertorio storico dell’Ordine agostiniano, il teatro rende accessibili gli episodi della vita di Rita e la lettura dei testi antichi conserva il rapporto con le fonti della devozione.

La presenza di strumenti d’epoca, di composizioni sacre e di un testo seicentesco consente di avvicinare il pubblico alla storia musicale e spirituale delle comunità agostiniane. La rappresentazione scenica, invece, trasforma il racconto documentario in un’esperienza condivisa e dialogata.

Il progetto mette inoltre in relazione la storia locale di Cremona con la più ampia tradizione ritiana e agostiniana, attraverso una proposta che comprende ricerca storica, esecuzione musicale, recitazione e memoria religiosa.

Informazioni sull’evento

VoceInformazione
Titolo della rappresentazione“…entro vermiglio humor candida fede”
LuogoChiesa di S. Rita di via Trecchi, 11
CittàCremona
DataDomenica 18 maggio
OrarioOre 17
Curatore della concertazioneRoberto Cascio
Gruppo musicaleFortuna Reditus Ensemble
AccessoIngresso libero fino ad esaurimento posti

Informazioni: Museo di Storia Naturale - tel. 0372 407768.

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