Conclave: i cardinali possono uscire?

Durante il Conclave i cardinali elettori non possono uscire liberamente dalla Città del Vaticano né avere contatti con l’esterno, ma non rimangono chiusi continuamente nella Cappella Sistina: alloggiano nella Domus Sanctae Marthae e si spostano quotidianamente verso il luogo delle votazioni secondo percorsi e modalità sottoposti a rigorosi controlli.

Eventuali uscite o contatti con l’esterno sono ammessi soltanto per motivi gravi e urgenti, come problemi di salute, e devono essere autorizzati secondo le regole previste dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis. Il Conclave termina quando il Pontefice eletto accetta l’elezione e comunica il nome che ha scelto.

Che cosa significa “Conclave”

Il Conclave è l’assemblea dei cardinali riuniti per l’elezione del Romano Pontefice. Con il termine “conclave” si intende anche il luogo chiuso in cui si svolgono gli atti dell’elezione.

Il termine Conclave deriva dalle parole latine “cum clave“, cioè chiuso a chiave. La storia del termine richiama l’elezione di Gregorio X, protrattasi per quasi tre anni a Viterbo, quando i cardinali furono chiusi nel palazzo papale per costringerli a raggiungere una decisione.

Nel 1274, venne utilizzata per la prima volta su un atto ufficiale la parola conclave e si stabiliva che l’assemblea dei cardinali doveva essere completamente isolata dal resto del mondo durante i giorni degli scrutini, cioè delle votazioni.

Venne infatti promulgata da Gregorio X la Costituzione apostolica Ubi Periculum, che stabiliva come i cardinali elettori avrebbero dovuto riunirsi in una stanza chiusa, dormire in stanza con un loro collega, non avere più di un servitore ad assisterli e, dopo tre giorni di conclave, il cibo sarebbe stato ridotto a un solo pasto al giorno.

Le norme che regolano il Conclave

Le norme procedurali, disciplinari, penali e liturgiche che regolano il conclave mirano a garantire la libertà degli elettori, l’immunità da indebite ingerenze esterne e il contesto di ritiro sacro che deve accompagnare l’elezione del Successore di Pietro.

Storicamente, le leggi che regolano il conclave hanno mantenuto alcune caratteristiche: un luogo fisicamente chiuso, il divieto di contatti con l’esterno e l’elezione del futuro Papa come unico scopo e occupazione dei cardinali elettori.

L’elezione del Romano pontefice è disciplinata dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata dal suo successore Benedetto XVI con il motu proprio Normas nonnullas del 22 febbraio 2013.

La normativa attuale comprende la Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II, del 22 febbraio 1996, i motu proprio De aliquibus mutationibus in normis de electione Romani Pontificis dell’11 giugno 2007 e Normas nonnullas del 22 febbraio 2013, entrambi di Benedetto XVI, e l’Ordo Rituum Conclavis, pubblicato dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

Dove si svolge e dove alloggiano i cardinali

Oggi gli atti del conclave si svolgono in due ambienti riservati all’interno della Città del Vaticano, inaccessibili agli estranei: la Domus Sanctae Marthae, dove alloggiano i cardinali elettori e le altre persone ammesse, e la Cappella Sistina, nel Palazzo Apostolico, dove si svolgono le votazioni, in un clima di rigoroso segreto e controllo.

I cardinali però non sono chiusi dentro la Cappella Sistina per tutto il tempo, ma alloggiano in un albergo sito dentro la Città del Vaticano, la Domus Sanctae Marthe, che è stata la residenza di Papa Francesco.

Attualmente, i cardinali elettori non risiedono più accanto al luogo delle votazioni, nel Palazzo Apostolico, e devono spostarsi quotidianamente.

Ogni giorno, gli elettori possono raggiungere la cappella sistina a bordo di auto o a piedi, ma delle rigide regole di comportamento vietano a chiunque di avvicinarli e interagire con loro.

Domus Sanctae Marthae e Cappella Sistina

I cardinali possono uscire dal Conclave?

Poiché i cardinali, una volta entrati in Conclave, non possono né uscire né avere contatti con l’esterno finché non sia stato eletto il nuovo papa, occorre disporre un alloggio per ciascuno.

Questa regola deve essere intesa come divieto di uscire dall’area riservata e di interrompere liberamente la clausura, non come obbligo di rimanere nella Cappella Sistina giorno e notte. I cardinali si spostano tra la Domus Sanctae Marthae e il Palazzo Apostolico, ma durante il tragitto non possono essere avvicinati da persone estranee.

Soprattutto, si dovrà provvedere, anche con l’aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano.

È vietato avvicinare i cardinali durante il percorso da Casa Santa Marta al Palazzo Apostolico, ed è inibito ai porporati di ricevere corrispondenza epistolare, telefonica, di leggere i giornali e ascoltare trasmissioni.

Le eccezioni per motivi di salute

Ogni contatto con l’esterno è vietato, salvo per motivi gravi e urgenti, come problemi di salute, che comunque devono essere confermati da una commissione di quattro cardinali.

Se richiesto per motivi di salute, ciascun cardinale può avere con sé un infermiere.

È inoltre consentito l’ingresso di medicinali, purché il loro uso sia stato approvato per ragioni di salute.

È previsto un apposito procedimento per il giuramento e il voto dei cardinali malati, sia nella Cappella Sistina che alla Domus Sanctae Marthae.

Quando inizia il Conclave

Il conclave deve iniziare entro quindici giorni dall’inizio della Sede vacante, con la possibilità che il Collegio dei Cardinali ne anticipi o ne posticipi l’apertura, ma non oltre i venti giorni da quella data.

Dal momento in cui la Sede Apostolica resta vacante fino all’inizio del conclave, i cardinali si riuniscono quotidianamente in congregazioni generali e particolari.

Fino all’inizio del Conclave, i Cardinali si riuniscono nelle congregazioni generali, dette anche “preparatorie”, presiedute dal Decano del Collegio, che si tengono quotidianamente anche per organizzare le esequie del Pontefice defunto, e per permettere ai porporati di esprimere il loro avviso sui problemi che si presentano.

Durante queste riunioni i cardinali hanno l’impegno di mantenere scrupolosamente segreto tutto quello che viene discusso in attinenza all’elezione del nuovo Papa.

Chi può votare

Elettori sono ormai per tradizione millenaria unicamente i Cardinali, e in particolare, in base alla Costituzione Universi Dominici Gregis, quelli che non hanno compiuto ottant’anni.

Alle votazioni partecipano esclusivamente i cardinali elettori: membri del Collegio cardinalizio che, alla data in cui la Sede Apostolica diventa vacante, non hanno ancora compiuto 80 anni e non siano stati canonicamente rimossi, né abbiano rinunciato con il consenso del Romano Pontefice.

L’esclusione degli ultraottantenni, motivata dalla preoccupazione di non gravare il peso dell’età di una grande responsabilità come quella del voto, non preclude tuttavia agli anziani cardinali di partecipare alle riunioni preparatorie del Conclave, e di guidare i fedeli durante il periodo di sede vacante.

Anche i cardinali più anziani possono però partecipare, essendo presenti alle fasi iniziali del conclave prima del famoso “fuori tutti” e guidando alcuni momenti di preghiera.

Quando un cardinale è escluso dal voto

Sono esclusi dal voto anche i cardinali canonicamente deposti o che abbiano rinunciato alla dignità cardinalizia.

Il Collegio dei Cardinali nel periodo di sede vacante non può riammetterli né riabilitarli.

Fuori da questo caso, nessun cardinale elettore può essere escluso dall’elezione per nessun motivo.

L’ultimo Motu Proprio di Benedetto XVI ha ribadito che «nessun Cardinale elettore potrà essere escluso dall’elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto».

Se però qualche Cardinale avente diritto al voto rifiutasse di entrare nella Città del Vaticano per partecipare all’elezione, gli altri cardinali potrebbero procedere alle operazioni di voto senza doverlo attendere o riammettere.

L’eccezione alla norma per cui si deve attendere l’arrivo di tutti i cardinali elettori per dare il via al Conclave, è l’eventualità che uno o più porporati «comunichino, in modo appropriato, l’impossibilità di partecipare per motivi di salute comprovati o per impedimento grave».

Chi può accedere agli ambienti del Conclave

Solo i cardinali elettori possono essere presenti durante le votazioni, anche se altre persone - come medici, assistenti amministrativi o personale delle pulizie - possono accedere in momenti specifici.

È previsto che alcune persone collaborino alle necessità legate allo svolgimento del conclave e possano partecipare ad alcuni atti o accedere ai cardinali o ai luoghi chiusi.

Devono essere previamente autorizzate dal cardinale camerlengo e dai suoi tre assistenti, e prestare il giuramento prescritto.

Il personale ausiliario comprende il segretario del Collegio cardinalizio, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie con otto cerimonieri e due religiosi della Sacrestia Pontificia, un ecclesiastico assistente del cardinale decano, un ecclesiastico che predica una meditazione ai cardinali elettori prima della prima votazione, alcuni confessori che conoscano diverse lingue, due medici, periti incaricati dei controlli tecnici, funzionari addetti alla sicurezza, personale logistico, personale addetto alla mensa e alle pulizie e autisti incaricati del trasporto degli elettori al Palazzo Apostolico.

Anche per loro valgono le rigide norme di riservatezza e silenzio, sotto pena di scomunica.

Il giuramento e il divieto di contatti esterni

Una volta giunti nella Cappella Sistina, i cardinali devono pronunciare un giuramento in latino, la lingua ufficiale dello Stato del Vaticano e della Chiesa cattolica in generale.

Il giuramento prevede il rispetto della Costituzione apostolica, di non rivelare mai e in alcun modo quello che accade nelle riunioni del conclave e l’impegno di svolgere fedelmente il ruolo di papa qualora si venisse eletti.

Dopo il giuramento di ognuno dei cardinali elettori, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche intima l’extra omnes con il quale gli estranei al conclave sono obbligati a lasciare la Cappella Sistina.

Alla fine del giuramento, il maestro delle celebrazioni liturgiche dichiara “extra omnes”, cioè “fuori tutti”. Sono invitati a uscire tutti coloro che non appartengono all’assemblea dei cardinali elettori che da quel momento dovranno rimanere soli.

Vengono chiuse le porte e ha inizio ufficialmente il conclave.

Come viene garantito il segreto

La riservatezza che deve circondare il conclave è esplicitamente regolata dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da San Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI nel 2013.

Questo documento dedica un intero capitolo all’obbligo del segreto, vietando ai cardinali di divulgare qualsiasi informazione riguardante lo svolgimento delle votazioni, i nomi più menzionati, le deliberazioni delle congregazioni cardinalizie precedenti o qualsiasi conversazione relativa al conclave.

Oltre all’obbligo del segreto assoluto che vige anche dopo l’elezione del Pontefice, la Costituzione apostolica prevede severe regole per evitare ingerenze e pressioni esterne sulle decisioni dei Cardinali.

Il personale presente in Vaticano deve giurare di non registrare video e audio e di osservare il segreto assoluto su tutto quanto dovesse conoscere in merito alle votazioni.

Telefoni, giornali e dispositivi elettronici

Prima di entrare nella Cappella Sistina verranno loro sequestrati telefoni cellulari, computer o tablet, per impedire ogni accesso a Internet.

Non potranno inoltre leggere giornali, ascoltare la radio o guardare la televisione.

Sarà vietato anche ricevere o inviare corrispondenza e, per tutta la durata del conclave, non potranno avere alcun contatto con i mezzi di comunicazione.

Non solo i dispositivi elettronici sono proibiti, ma anche qualsiasi libro, diario o documento che non sia di carattere devozionale o liturgico.

I cardinali elettori non possono avere contatto di nessun genere con l’esterno. Niente contatti telefonici e neanche attraverso i media.

Vi sono però oggetti che non sono soggetti alle rigide restrizioni del conclave e che i cardinali possono portare con sé nella Cappella Sistina.

Tra questi vi sono articoli religiosi come il breviario, il rosario e altri testi devozionali, così come oggetti personali indispensabili, come occhiali, bastoni o apparecchi acustici.

Controlli tecnici e sicurezza

La Cappella Sistina è assolutamente riservata fino alla conclusione dell’elezione, per garantire il totale segreto su quanto viene detto o fatto riguardo all’elezione del Sommo Pontefice.

Si eseguono controlli tecnici per evitare l’installazione di dispositivi di registrazione o trasmissione, con l’aiuto di professionisti di provata affidabilità e competenza.

A ogni votazione, tutte le porte restano chiuse e viene posta una guardia a ogni ingresso.

Dal momento d’inizio del processo elettivo fino all’annuncio dell’elezione del Papa, i locali della Domus Sanctae Marthae e le aree destinate alle celebrazioni liturgiche restano chiusi alle persone non autorizzate.

Affinché queste disposizioni vengano rispettate in modo rigoroso, tecnici specializzati del Vaticano controlleranno accuratamente la Cappella Sistina e le aree adiacenti alla ricerca di eventuali dispositivi di ascolto, registrazione o trasmissione.

Esperti in sicurezza hanno inoltre ispezionato la sala per individuare microfoni, telecamere nascoste o qualsiasi tecnologia di spionaggio.

Le uniche immagini registrate autorizzate di questo processo che segnerà il futuro della Chiesa saranno quelle diffuse dal Vaticano all’inizio del conclave, durante il giuramento di segretezza che ogni cardinale elettore è tenuto a prestare.

Controlli di sicurezza nella Cappella Sistina

Che cosa rischia chi viola il segreto

L’infrazione del segreto comporta la scomunica latae sententiae.

La violazione di questa norma comporta la scomunica automatica (latae sententiae), una delle sanzioni più gravi previste dal Diritto Canonico.

Il cardinale viene scomunicato. Ovvero la pena più grave. Esce dalla comunione ecclesiale senza neanche un giudizio, ovvero senza neanche un processo: è automatico.

Il cardinale sa che se rivela i segreti del Conclave è direttamente scomunicato.

Nel Motu Proprio viene evidenziato l’obbligo di «stretto segreto» da parte di chiunque, per qualsiasi motivo, venisse a conoscenza «di quanto direttamente o indirettamente concerne gli atti propri dell’elezione e di quanto attiene agli scrutini avvenuti nell’elezione stessa».

A tale scopo, prima dell’inizio delle operazioni dell’elezione, i Conclavisti “dovranno prestare giuramento”, consapevoli che, in caso di infrazione, la pena è “la scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica”.

Il divieto di interferenze e pressioni

I Cardinali elettori hanno il divieto di contrattare l’elezione del successore o promettere voti o prendere decisioni in conventicole private mentre è ancora in vita il Pontefice regnante.

Sotto pena di scomunica i cardinali elettori hanno divieto di ricevere incarico da qualsiasi autorità civile di proporre il veto o la cosiddetta esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio, oppure di palesarli all’intero collegio degli elettori riunito insieme o ai singoli elettori, per iscritto o a voce, direttamente o a mezzo terzi, prima dell’elezione e durante il suo svolgimento.

La proibizione è estesa a tutte le possibili interferenze, opposizioni, desideri di qualunque autorità secolare, gruppo umano o singola persona che voglia ingerirsi nell’elezione del Pontefice.

Sono vietati patteggiamenti, accordi, promesse o impegni che possano costringere a dare o negare il voto ad uno o ad alcuni.

Se ciò venisse fatto, è prevista la scomunica.

È vietato ai cardinali di fare “capitolazioni”, cioè di prendere impegni di comune accordo, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato.

Le eventuali promesse sono tutte nulle e invalide.

Restano ammessi dunque all’interno del Conclave solo gli scambi di idee tra gli elettori.

La giornata di apertura

Nel giorno di apertura del conclave, i cardinali elettori partecipano a una solenne celebrazione eucaristica con la Messa Pro eligendo Papa, generalmente nella Basilica di San Pietro al mattino.

Nel pomeriggio, in processione solenne e cantando il Veni Creator per invocare l’assistenza dello Spirito Santo, si recano dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina del Palazzo Apostolico.

L’inizio delle operazioni di voto è preceduta dalla Missa pro eligendo Papa, dopo la quale i cardinali in solenne processione e invocando il canto allo Spirito Santo, Veni Creator, si recano nella Cappella Sistina.

Nella Cappella Sistina, gli elettori prestano il giuramento prescritto e, dopo aver ascoltato una meditazione sul loro dovere e sul bene della Chiesa universale, iniziano gli scrutini, unica forma valida di elezione, essendo state abolite l’acclamazione e il compromesso.

Come si vota

L’unica forma di manifestazione del voto, dopo l’abolizione di quelle per acclamazione e per compromesso, è quella dello scrutinio segreto.

La scheda è rettangolare, si piega a metà e porta stampata nella parte superiore la frase Eligo in Summum Pontificem, con uno spazio nella parte inferiore per scrivere il nome dell’eletto.

Ogni cardinale elettore scrive in modo chiaro ma segreto, con una calligrafia il più possibile irriconoscibile, il nome della persona che intende eleggere, e piega la scheda due volte.

Per votare si costituisce un seggio elettorale composto da tre cardinali scrutatori, estratti a sorte, tre cardinali che ritirano i voti di eventuali cardinali con disabilità motorie e altri tre cardinali che fanno da revisori.

FunzioneNumero
Scrutatori3
Cardinali incaricati di raccogliere i voti degli elettori malati3
Revisori3

Ogni elettore, secondo l’ordine di precedenza, tenendo la scheda ben visibile, si reca all’altare, dove si trovano gli Scrutatori e dove è posta un’urna coperta da un piatto destinato a raccogliere le schede.

Lì pronuncia il giuramento prescritto, depone la scheda sul piatto e, con esso, la introduce nell’urna; poi si inchina davanti all’altare e torna al proprio posto.

Una volta che tutti gli elettori hanno inserito la propria scheda nell’urna, gli Scrutatori la agitano per mescolare le schede e poi le contano.

Se il numero delle schede non coincide con il numero degli elettori, le schede vengono bruciate e si procede a una nuova votazione.

Se il numero coincide, si passa al conteggio dei voti.

Gli Scrutatori leggono ad alta voce e annotano i nomi scritti su ciascuna scheda.

Terminato lo scrutinio, sommano i voti ottenuti dai vari nomi e li registrano su un foglio a parte.

Le schede scrutinate vengono infilate con ago e filo e, alla fine, si annodano le estremità del filo.

In entrambi i casi, i Revisori controllano le schede e le annotazioni fatte dagli Scrutatori.

Quanti voti servono per eleggere il Papa

L’elezione del Pontefice richiede almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti.

Si procede a tanti scrutini quanti siano necessari affinché un candidato raggiunga almeno i due terzi dei voti, calcolati sul totale degli elettori presenti e votanti.

Quando invece un nome ottiene almeno i due terzi si ha l’Elezione del Romano Pontefice.

La maggioranza richiesta si calcola quindi sui cardinali effettivamente presenti e votanti, non su un numero astratto di aventi diritto.

Per eleggere il nuovo papa è necessario che ci sia una maggioranza dei 2/3 dei voti dei partecipanti.

Quante votazioni si svolgono ogni giorno

Possono essere svolte due votazioni al giorno, una al mattino e una al pomeriggio.

Secondo la disciplina attuale, ogni giorno si tengono due votazioni al mattino e due al pomeriggio.

Di solito si effettuano quattro scrutini al giorno, due la mattina e due il pomeriggio, a parte il primo giorno di Conclave in cui si fa un solo scrutinio.

Se nessun candidato raggiunge il quorum si fa un nuovo scrutinio, le schede vengono bruciate, e si procede a un nuovo scrutinio.

Quanto può durare il Conclave

La durata del Conclave è molto variabile, e dipende dal numero di scrutini necessari per arrivare alla maggioranza dei due terzi.

Non c’è un limite fisso alla durata complessiva del Conclave.

Se i cardinali avessero difficoltà ad accordarsi sulla persona da eleggere, dopo tre giorni di scrutini senza esito, le operazioni di voto vengono sospese al massimo per un giorno al fine di dare ai porporati una pausa di preghiera, libero colloquio e una breve esortazione spirituale.

Dopo la ripresa delle votazioni, ricominciano gli scrutini e se dopo altri sette tentativi non è ancora avvenuta l’elezione si farà un’altra pausa di preghiera.

Si procede quindi ad un’altra serie di sette scrutini, e se l’esito non è raggiunto, ancora una nuova pausa di preghiera.

Quindi riprendono le votazioni, che saranno sempre sette, se nel frattempo non arriva l’elezione.

Al termine di questi passaggi è previsto un giorno dedicato alla preghiera, alla riflessione e al dialogo.

Il ballottaggio tra i due più votati

Dopo questo ulteriore tentativo, se ancora non è stato eletto il Papa, le successive votazioni avranno come voce passiva solo i due nomi che nel precedente scrutinio avevano il maggior numero di voti.

I due nomi che hanno voce passiva non votano.

Da quel momento in poi, potranno essere votati solo i due candidati che nello scrutinio precedente hanno ottenuto il maggior numero di voti, e si mantiene il requisito della maggioranza qualificata dei due terzi.

In caso di ballottaggio, quindi, i due cardinali candidati perdono il voto.

Fumata nera e fumata bianca

Terminata la verifica, tutte le schede vengono bruciate in una stufa, da qui la fumata, a meno che si debba procedere a una seconda votazione: in tal caso, le schede delle due votazioni vengono bruciate insieme alla fine.

Con le schede vengono bruciati anche eventuali fogli o appunti relativi allo scrutinio in possesso dei cardinali.

Ogni scrutinio viene annunciato alla folla di fedeli presenti in Piazza San Pietro mediante una fumata bianca o nera.

Se un candidato non raggiunge il quorum le schede vengono bruciate in una stufa in ghisa producendo un fumo di colore nero o grigio.

Se invece un cardinale ottiene il quorum le schede vengono bruciate con un reagente chimico che produce un fumo bianco.

Negli ultimi anni si utilizza un sistema di supporto ausiliario che produce fumo bianco o nero.

Fumata bianca e fumata nera del Conclave

Quando termina il Conclave

Il conclave termina immediatamente dopo che il Sommo Pontefice eletto ha accettato l’elezione ed ha scelto il proprio nome, salvo diversa disposizione da parte sua.

Quando un cardinale raggiunge il numero di voti necessari alla sua elezione, il cardinale decano presidente del collegio chiede in latino al cardinale votato se accetta l’elezione.

Nel caso in cui il cardinale accetti l’elezione, gli verrà chiesto anche quale nome sceglierà come papa.

Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, in qualità di notaio, redige l’atto autentico dell’accettazione e del nome scelto dal Papa.

Se l’eletto non è vescovo, dopo l’accettazione deve essere immediatamente ordinato.

La Stanza delle Lacrime e l’annuncio

Una volta che il cardinale eletto accetta la votazione e comunica il nome da papa, si passa alla vestizione con gli abiti pontificali.

Nella Stanza delle Lacrime, la sagrestia della Cappella Sistina, il cardinale viene spogliato dei suoi abiti cardinalizi e vestito con quelli da pontefice.

Gli abiti disponibili in Conclave sono di diverse taglie per potersi adattare al meglio ai vari cardinali e quindi al futuro papa.

Una volta che il nuovo pontefice è pronto viene annunciato dal protodiacono, il cardinale diacono, che si affaccia alla finestra e annuncia ai fedeli la celebre frase “Habemus Papam”.

Compare per primo il cardinale protodiacono, cioè il cardinale nominato diacono da più tempo, e dà l’annuncio in latino pronunciando la celebre frase: “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam”, ovvero “Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il papa”.

Dopodiché comunica sia il nome di battesimo del nuovo papa e che quello scelto da pontefice.

Il nuovo papa fa dunque la sua prima apparizione pubblica, impartendo la benedizione Urbi et Orbi.

A questo punto il nuovo pontefice benedice la folla e pronuncia alcune parole che caratterizzeranno la sua “presentazione” alla comunità cristiana.

Come funziona il CONCLAVE e quali sono i REQUISITI per diventare PAPA

Perché il Conclave è isolato

Le norme procedurali, disciplinari, penali e liturgiche che regolano il conclave mirano a garantire la libertà degli elettori, l’immunità da indebite ingerenze esterne e il contesto di ritiro sacro che deve accompagnare l’elezione del Successore di Pietro.

Per chi crede, sono inoltre giorni in cui gli elettori devono lasciarsi guidare dallo Spirito Santo nella loro scelta e per questo motivo ancora oggi è precluso qualsiasi contatto con il mondo esterno.

La clausura serve quindi a proteggere la libertà del voto, impedire pressioni politiche o personali e mantenere il carattere riservato e spirituale dell’elezione.

tags: #conclave #cardinali #possono #uscire