La Concattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Segni e una concattedrale della diocesi suburbicaria di Velletri-Segni. L’edificio attuale fu ricostruito dalle fondamenta a partire dal 1626, dopo la demolizione della precedente chiesa medievale, e venne dedicato alla Vergine Assunta in Cielo il 23 aprile 1684.
La chiesa presenta una facciata neoclassica rivestita in pietra locale, un’impostazione interna a croce greca, una cupola centrale decorata da affreschi e un ricco patrimonio di tele, dipinti e sculture. Accanto alla Concattedrale si conserva il campanile medievale, risalente all’XI secolo, unica importante testimonianza dell’antico edificio.

Le origini medievali della cattedrale
La storia della cattedrale inizia intorno all’anno Mille. La chiesa originale, completata nel XII secolo, era una basilica a navata unica a cui lavorarono le più importanti famiglie di marmorari romani, come i Cosmati e i Vassalletto.
La chiesa fu costruita nella prima metà del XVII secolo sulle rovine della precedente, che risaliva all’epoca di San Bruno, nel secolo XI. Di quell’edificio, un tempo così importante da ospitare eventi di portata storica, oggi sopravvive solo il campanile, muto testimone di un’epoca passata.
In questa Chiesa si pensa sia stato beatificato Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, e santificato Bruno, Vescovo di Segni dal 1079 al 1123.
La distruzione e la ricostruzione del Seicento
La svolta drammatica avviene nel 1557, quando il sacco di Segni danneggia gravemente la struttura. Quasi un secolo dopo, nel 1626, si decise di ripartire dalle fondamenta.
L’attuale edificio risale al 1626, quando il Vescovo Ludovico Atti decise di ricostruire dalle fondamenta la sua Cattedrale. Su impulso del sindaco Giovanni Battista Lauri, prese forma una chiesa completamente nuova, basata su un progetto a croce greca con una grande cupola centrale.
Il maestoso edificio della Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu ricostruito dalle fondamenta nel 1657; il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Battista Roderi. I lavori della ricostruzione finirono nel 1657 durante il vescovato di Guarnero de’ Guarneri.
La costruzione fu quindi un cantiere durato decenni, che ha dato vita all’edificio che ammiriamo oggi. La consacrazione avvenne per opera del Vescovo Francesco Maria Giannotti il 23 aprile 1684: la Chiesa venne dedicata alla Vergine Assunta in Cielo.
La facciata e la gradinata
La Concattedrale poggia su un’ampia gradinata. La facciata, nel 1817, venne rivestita con lastre di pietra dei monti Lepini per ordine e a spese del Vescovo Paolo Ciotti.
All’esterno, la facciata fu rivestita in pietra locale nel 1817, a spese del Vescovo Ciotti e in stile neoclassico. La facciata in pietra locale, con i suoi due orologi, fu aggiunta solo nel 1817.
Ai lati della facciata sono ben visibili due quadranti in pietra: uno segnala le ore per meridiana, l’altro per lancette orarie, ed entrambi sono fuori uso. L’attuale orologio è in uso dal 1933.
Il campanile medievale
Il campanile, posto a lato della chiesa, risale all’XI secolo ed è l’unica importante memoria architettonica dell’antica cattedrale medievale. È alto 24 metri e ha una sezione quadrata con 5,25 metri di lato.
La torre consta di cinque piani, divisi esteriormente da una serie di cinque archi pensili. Ogni piano presenta sui quattro lati ampie superfici rientrate, sulle quali si aprono cinque ordini di finestre.
| Ordine delle finestre | Tipologia |
|---|---|
| Primo livello | Monofore |
| Secondo livello | Bifore |
| Terzo livello | Trifore |
| Quarto livello | Bifore |
| Quinto livello | Monofore |
La successione delle aperture, dalle monofore inferiori alle bifore, alle trifore e nuovamente alle bifore e alle monofore superiori, rende riconoscibile la stratificazione architettonica della torre medievale.
La pianta e l’organizzazione dello spazio interno
L’interno della Chiesa è a croce greca, formata da quattro braccia uguali girate in alto a tutto sesto; al centro si innesta la cupola circolare a volta ribassata. La pianta a forma di croce greca ha un’ampiezza di 36,50 metri e un’altezza di 16,50 metri.
Ai lati dei quattro bracci si aprono otto arcate minori che riquadrano la crociera con perfetta simmetria. La Chiesa è decorata internamente da un complesso architettonico simmetrico e luminoso in stile barocco.
Vi sono quattro altari e quattro cappelle oltre al Battistero e alla Sagrestia. Le Cappelle della Cattedrale odierna sono 11, precisamente sette in meno di quelle esistenti anteriormente riportate dal Ms. Lauri, che probabilmente dovevano essere più piccole, poiché altrimenti si dovrebbe ammettere una maggiore superficie del tempio che le conteneva.
La pianta della Cattedrale è a croce greca, con sei cappelle e quattro altari ai lati, abbondantemente decorati con stucchi, ori e marmi pregiati e tutte arricchite da tele e affreschi, opera di famosi artisti del Seicento e del Settecento.
La cupola e gli affreschi
La cupola, dipinta a olio su parete muraria dal frate cappuccino Antonio Courtois nel 1673, rappresenta “L’incoronazione della Vergine”. Il culmine della decorazione è l’affresco della cupola, dove la Trinità incorona la Vergine Maria tra i santi locali, un capolavoro illusionistico firmato dai fratelli Jacques e Antonio Courtois nel 1673.
Nei quattro pennacchi sono raffigurati gli Evangelisti, sempre opera del Courtois; al di sotto sono presenti gli stemmi della Città. Tra i Santi raffigurati si riconoscono San Bruno, Vescovo di Segni, Sant’Antonio di Padova, San Francesco d’Assisi, San Filippo Neri, San Vitaliano Papa segnino, Sant’Agata, Santa Lucia e Santa Cecilia.
Nel corso degli anni l’interno è stato decorato e affrescato da valenti artisti come i fratelli Courtois, Lazzaro Baldi e altri. I fratelli Courtois sono autori dell’affresco della cupola centrale, raffigurante l’incoronazione di Maria in cielo, e dei dipinti della cappella della Croce.

Le opere d’arte e gli artisti
La Chiesa è ricca di opere d’arte che ne fanno uno dei più belli esempi del Barocco del Lazio sud. L’interno è una vera galleria d’arte seicentesca, con tele, affreschi, stucchi, ori e marmi pregiati.
Notevoli sono i dipinti di Francesco Cozza e la pala dell’altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta dagli Angeli con in basso gli Apostoli. Francesco Cozza è autore della prestigiosa tela che rappresenta “L’incredulità di San Tommaso”.
Il presbiterio è arricchito dalle tele di Alessandro Charchenne, mentre sull’altare maggiore spicca una pala ottocentesca dell’Assunzione. Alessandro Carchenne è autore delle grandi tele del presbiterio con scene di vita della Vergine Maria.
Ignazio Tirinelli è l’autore della tela posta come pala d’altare, raffigurante Maria Assunta in cielo. Un affresco nella cappella di San Francesco, come riferisce il libro di Bruno Navarra, è attribuito al Baciccio, cioè Giovan Battista Gaulli.
Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, decora la cappella di San Francesco con scene di vita del santo. Gli affreschi eseguiti nel Seicento dal pittore Lazzaro Baldi nella cappella di San Bruno raccontano alcuni episodi della vita del Santo.
- Antonio Courtois e i fratelli Courtois: affreschi della cupola e dipinti della cappella della Croce.
- Lazzaro Baldi: affreschi nella cappella di San Bruno.
- Francesco Cozza: tela dell’“Incredulità di San Tommaso”.
- Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio: scene della vita di San Francesco.
- Alessandro Carchenne: tele del presbiterio con scene della vita della Vergine Maria.
- Ignazio Tirinelli: pala d’altare raffigurante Maria Assunta in cielo.
La cappella di San Bruno e le reliquie
All’interno della Cattedrale sono conservate le reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella cappella omonima. In una delle cappelle laterali si conserva il busto di San Bruno con un’insigne reliquia.
Gli affreschi della cappella di San Bruno raccontano alcuni episodi della vita del Santo, che si festeggia il 18 luglio. La presenza delle reliquie e del busto rende la cappella uno dei luoghi più significativi della Concattedrale per la devozione cittadina.
Marmi, pavimento e altari
Il pavimento è rivestito di marmo bianco e bardiglio, dono di Papa Pio IX in occasione dell’Anno Santo del 1875. Più tardi, grazie a una donazione di Papa Pio IX, vennero realizzati il pavimento e l’altare in marmo bianco.
Nel 1856 Papa Pio IX offrì l’altare in marmo della cappella maggiore e successivamente il pavimento marmoreo per tutta la chiesa. Questi interventi contribuirono a definire l’aspetto monumentale degli spazi interni.
La chiesa ha continuato a cambiare volto. Nei primi del Novecento, l’interno fu rivestito di marmi e arricchito da un nuovo pulpito e da dodici pannelli a monocromo con scene evangeliche.
L’organo storico
Nel 1857 la chiesa viene dotata di un organo costruito da Nicola Morettini di Perugia. L’organo storico Angelo Morettini, del 1857, è stato restaurato nel 2018 dalla Bottega organaria Artigiana Formentelli.
La Concattedrale conserva quindi uno strumento musicale storico collegato alla stagione ottocentesca degli interventi di arricchimento dell’edificio. L’organo Morettini del 1850 è indicato come ancora perfettamente funzionante.
Dedicazione e ricorrenze religiose
La titolare della Concattedrale è l’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo, celebrata il 15 agosto. La dedicazione dell’edificio è stata celebrata il 23 aprile 1684.
| Ricorrenza | Data |
|---|---|
| Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo | 15 agosto |
| San Bruno, festa patronale cittadina | 18 luglio |
| San Vitaliano Papa | 27 gennaio |
| Beata Vergine Maria Addolorata, Settenario | 4-11 settembre; 6-13 novembre |
La Concattedrale nel contesto religioso di Segni
La Concattedrale di Santa Maria Assunta è collegata alla sede degli uffici delle parrocchie di Santa Maria Assunta e Santa Maria degli Angeli. La chiesa appartiene alla diocesi suburbicaria di Velletri-Segni.
Nel territorio di Segni sono presenti anche la Chiesa del Gesù in via Umberto I, la Rettoria Santa Lucia in piazza Santa Lucia, la Rettoria Santo Stefano in piazza Santo Stefano, la Rettoria dei Santi Giuseppe e Vitaliano Papa nella zona rurale di Pantano e la Rettoria San Pietro Apostolo in piazza San Pietro.
La Chiesa del Gesù celebra la Madonna Addolorata il 15 settembre. La Rettoria Santa Lucia celebra Santa Lucia il 13 dicembre e Santa Anatolia nella seconda domenica di luglio.
La Rettoria Santo Stefano celebra Santo Stefano il 26 dicembre. La Rettoria dei Santi Giuseppe e Vitaliano Papa celebra la festa della rettoria nella prima domenica di settembre, mentre la Rettoria San Pietro Apostolo celebra San Pietro Apostolo il 29 giugno.
Valore storico e artistico
Nel cuore del borgo di Segni, la Concattedrale di Santa Maria Assunta non è solo un luogo di fede, ma un libro di storia scritto nella pietra. Distrutta e ricostruita, la sua architettura racconta una straordinaria trasformazione: da un’antica basilica medievale a un grandioso tempio barocco, che oggi custodisce un importante patrimonio artistico.
Il campanile medievale, la facciata neoclassica, la pianta a croce greca, la cupola affrescata, le cappelle, le tele del Seicento e del Settecento, i marmi ottocenteschi e l’organo storico testimoniano le diverse fasi della vita dell’edificio.
La Concattedrale rappresenta così il risultato di una lunga stratificazione: la memoria della chiesa medievale sopravvive nel campanile, mentre l’edificio attuale conserva la ricostruzione seicentesca e gli interventi che, tra Ottocento e Novecento, ne hanno definito l’aspetto odierno.