I moldovani più ricchi: ricchezza, oligarchi e trasformazioni economiche della Moldova

I moldovani più ricchi appartengono soprattutto al mondo della politica, della finanza, dell’industria, dell’energia e degli affari internazionali, in un Paese in cui il Prodotto interno lordo (Pil) è tra i più bassi d’Europa. La ricchezza privata moldava convive quindi con una forte debolezza economica generale, con una grande emigrazione e con profonde differenze tra la capitale Chişinău, le aree rurali e i territori contesi.

Il nome più emblematico è quello di Vlad Plahotniuc, politico e uomo d’affari che aveva due miliardi di patrimonio personale, ville in Spagna e yacht da 50 milioni in Costa Azzurra, oltre al controllo del 70 per cento di giornali e tv. La sua parabola, culminata in una condanna a 19 anni per frode e riciclaggio, mostra come in Moldova la ricchezza dei personaggi più potenti sia stata spesso legata all’intreccio tra politica, banche, media e grandi interessi economici.

La ricchezza in Moldova tra povertà e concentrazione del potere

La Moldavia o Moldova, è un piccolo stato europeo, geograficamente incassato fra la Romania e l’Ucraina, tornato indipendente nel 1991 con la disgregazione dell’Urss. Il Prodotto interno lordo (Pil) è tra i più bassi d’Europa. Da gennaio a marzo 2025, il Pil della Moldavia è stato di 72,9 miliardi di Mdl, con un calo dell’1,2% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2024.

La debolezza economica ha spinto circa un milione di moldavi ad emigrare. Ancora oggi, dopo un ventennio di cure da cavallo e iniezioni di valuta da parte del Fondo Monetario Internazionale e di singoli paesi, la Moldavia è la nazione più povera d’Europa ed è quella in cui tutti gli indici economici, industriali, infrastrutturali, politici (relativi alle molte riforme necessarie) sono negativi, come mostrano le schede delle agenzie internazionali di valutazione delle potenzialità di investimento.

Questo dato non significa che nel Paese non esistano grandi patrimoni, ma indica che la ricchezza è distribuita in modo molto diseguale e concentrata nelle mani di una parte ristretta della popolazione. È avvenuta inizialmente una distribuzione iniqua dei beni che nel tempo è stata corretta grazie alla volontà e alla tenacia dei cittadini moldavi, in parte esiliati e poi rimpatriati con capitali propri, e in parte impegnati in attività imprenditoriali nascenti sul territorio.

Ciò ha creato una fascia di “classe media” che sta gradualmente portando la Moldavia a somigliare sempre di più agli stati confinanti ad ovest dell’Europa. Questo processo è ancora in corso, ma, nonostante ciò, lo stile di vita, il costo del lavoro, dei beni immobili e dei servizi e gli oneri fiscali sono decisamente inferiori rispetto alla media europea degli stati comunitari.

Vlad Plahotniuc, il moldovano più ricco e potente

Quando Vlad «Plaha» Plahotniuc era il politico più ricco e potente di Chisinau - era vicepresidente del Parlamento, guidava un partito di governo, aveva due miliardi di patrimonio personale e ville in Spagna e yacht da 50 milioni in Costa Azzurra, controllava il 70 per cento di giornali e tv -, all’epoca non c’era moldavo che non l’ammirasse, non lo temesse, non l’invidiasse.

Ei nu sunt Plaha, non sono mica Plaha, era diventato un modo di dire se qualcuno ti chiedeva soldi o favori. Oggi il mito di Plaha è diventato una serie tv Netflix, ma è solo un romanzo criminale e l’uomo più odiato del Paese, sessantenne, ormai non incanta più nessuno: anche per questo mercoledì non s’è fatto vedere in aula, ad ascoltare il pubblico ministero che chiedeva 25 anni di carcere e il giudice che gliene infliggeva 19.

L’hanno incastrato per frode e riciclaggio. «Il furto del secolo», anno 2014. Un miliardo d’euro spariti da tre banche moldave e finiti su conti cinesi e inglesi, una cifra che ai tempi valeva il 12 per cento del Pil moldavo e obbligò il Fondo monetario internazionale a intervenire.

Probabilmente, questo processo è solo l’inizio: dai rapporti con la mafia russa alla tratta di donne, passando per l’omicidio e la corruzione di magistrati e poliziotti, ormai non c’è accusa che a Plahotniuc sia risparmiata. Con una certezza: da vero padrino della politica moldava, per dieci anni ha gestito la lavanderia a gettoni degli oligarchi russi, ripulendo i capitali dei fedelissimi di Putin.

La condanna e il significato politico

La condanna a Chisinau: Vlad Plahotniuc, il politico più ricco della capitale moldava, è stato condannato a 19 anni per aver fatto sparire un miliardo di soldi pubblici. Il vento europeista che ha portato alla presidenza la giovane economista Maia Sandu, sei anni fa, ha fatto cadere anche molte pedine di Mosca, e la condanna di Plaha ne è l’ultima conferma.

Scacco allo zar. Sulla damiera dell’Est Europa, dove per un Orbán che viene mangiato in Ungheria c’è subito un Radev che avanza in Bulgaria, il ricco e filorusso Plaha è stato un alfiere fondamentale degli anni Dieci.

E s’aggiunge ad altri eccellenti finiti nello stesso scandalo e nella stessa polvere: uno su tutti, l’israeliano-russo Ilan Shor che aveva fondato un partito putiniano, sognava un golpe pagato dal Cremlino e ora latita all’estero.

Ilan Shor e l’Operazione Titirezul

Lo scandalo bancario del 2014, l’ Operazione Titirezul (dal rumeno: trottola), ha coinvolto tre banche (Banca de Economii, Unibank e Banca Socială, ovvero il 35% del sistema bancario moldavo) che, in totale hanno truffato i propri clienti per circa 1 miliardo di dollari.

La truffa, i cui effetti penali e politici sono divenuti evidenti soltanto nel 2019, era stata ideata dal presidente del consiglio di amministrazione della Banca de Economii, l’uomo d’affari moldovo Ilan Shor, che aveva utilizzato i fondi di riserva della banca, provenienti dai depositi dei propri clienti, per fingere un investimento speculativo sulle borse di Londra ed Hong-Kong.

Shor ed i suoi complici, come emerso dal rapporto Kroll, avevano lavorato insieme nel 2012 per acquistare una partecipazione di controllo in tre banche moldave e quindi aumentare gradualmente la liquidità delle banche attraverso una serie di transazioni complesse che avevano comportato la concessione di prestiti tra le tre banche e entità straniere.

Le tre banche hanno quindi emesso, sempre secondo il rapporto, prestiti multimilionari a società che Shor controllava o erano a lui collegate. Alla fine, oltre 767milioni di dollari sono scomparsi dalle banche in soli tre giorni attraverso transazioni complesse.

Gran parte di questo denaro è stato trasferito a entità offshore collegate a Shor, ed una era stata depositata su conti bancari lettoni sotto i nomi di vari stranieri. Come già detto la banca centrale della Moldova è stata successivamente costretta a salvare le tre banche con 870milioni di dollari in prestiti di emergenza, una mossa progettata per mantenere a galla l’economia che ha creato un buco nelle finanze pubbliche equivalente a un ottavo del PIL.

ElementoDato
Banche coinvolteBanca de Economii, Unibank e Banca Socială
Quota del sistema bancario coinvolta35%
Somma sottrattacirca 1 miliardo di dollari
Denaro scomparso in tre giornioltre 767milioni di dollari
Prestiti di

I moldovani più ricchi: ricchezza, oligarchi e disuguaglianze in Moldova

I moldovani più ricchi appartengono soprattutto al mondo della finanza, dell’industria, dell’immobiliare, dell’energia e della politica, ma la loro ricchezza si è spesso sviluppata in un Paese caratterizzato da bassi redditi medi, emigrazione e forti disuguaglianze. Il caso più noto è quello di Vlad Plahotniuc, politico e uomo d’affari che aveva accumulato un patrimonio personale stimato in due miliardi e controllato una parte rilevante dei media moldavi.

La ricchezza dei grandi patrimoni moldavi deve quindi essere letta insieme alla storia della privatizzazione, agli scandali bancari, al ruolo degli oligarchi e alla trasformazione economica seguita all’indipendenza dall’Unione Sovietica. La debolezza economica ha spinto circa un milione di moldavi ad emigrare, mentre il Prodotto interno lordo è tra i più bassi d’Europa.

La ricchezza in un Paese dal PIL molto basso

La Moldavia è un Paese senza sbocco sul mare dell'Europa orientale, situato tra la Romania a ovest e l'Ucraina a nord, est e sud. Indipendente dall’Urss (Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche) dall'agosto 1991, è retta da un Parlamento monocamerale composto da 101 membri, eletti a suffragio universale ogni 4 anni.

L'industria occupa il 20% della forza lavoro, mentre l'agricoltura oltre un terzo, considerata la fertilità dei terreni del Paese. Notevole la produzione vinicola. Il Prodotto interno lordo (Pil) è tra i più bassi d'Europa.

Da gennaio a marzo 2025, il Pil della Moldavia è stato di 72,9 miliardi di Mdl, con un calo dell'1,2% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il reddito ottenuto da individui residenti o non residenti in Moldavia è generalmente soggetto a un'imposta sul reddito standard del 12%.

Ancora oggi, dopo un ventennio di cure da cavallo e iniezioni di valuta da parte del Fondo Monetario Internazionale e di singoli paesi e di mezzi di sostentamento da parte delle ONG internazionali, la Moldavia è la nazione più povera d’Europa ed è quella in cui tutti gli indici economici, industriali, infrastrutturali, politici, relativi alle molte riforme necessarie, sono negativi, come mostrano le schede delle agenzie internazionali di valutazione delle potenzialità di investimento.

Come si è formata la ricchezza dei grandi patrimoni

La Moldavia è passata dalla appartenenza alla Unione Sovietica alla indipendenza sotto forma di Repubblica; questo processo, contestuale al passaggio della proprietà statale alla privatizzazione con insufficienza di regole e controllo anticorruzione, ha causato un frenetico rialzo dei costi di servizi, beni e merci.

È avvenuta inizialmente una distribuzione iniqua dei beni che nel tempo è stata corretta grazie alla volontà e alla tenacia dei cittadini moldavi, in parte esiliati e poi rimpatriati con capitali propri, e in parte impegnati in attività imprenditoriali nascenti sul territorio.

Ciò ha creato una fascia di “classe media” che sta gradualmente portando la Moldavia a somigliare sempre di più agli stati confinanti ad ovest dell’Europa. Questo processo è ancora in corso, ma, nonostante ciò, lo stile di vita, il costo del lavoro, dei beni immobili e dei servizi e gli oneri fiscali sono decisamente inferiori rispetto alla media europea degli stati comunitari.

Nel 1992, una volta raggiunta l’indipendenza, il nuovo governo si è trovato di fronte una situazione drammatica caratterizzata da: troppi tecnici del vecchio regime, incapaci ed impreparati; un suolo pesantemente contaminato dall’eccessivo uso di pesticidi per decenni; una massiccia deforestazione con conseguente instabilità del suolo dovuta a fenomeni di erosione del suolo; una elevata frequenza di periodi di siccità estiva; una scarsa industrializzazione; una viabilità deficitaria che non poco ha penalizzato la crescita economica.

In questa situazione, il 2 gennaio del 1992, il governo decide di introdurre le regole del libero mercato - uno choc mortale: nasce il Leu moldavo, che sostituisce il rublo; i prezzi vengono liberalizzati e, contemporaneamente, tutti i sussidi contro la fame ed il freddo vengono cancellati; le case vengono privatizzate, gli affitti crescono esponenzialmente; i terreni agricoli delle aziende statali vengono privatizzati per ovviare ai problemi della gestione collettivistica degli stessi.

Per privatizzare la nascita dell’industria viene creata una Borsa (1995); l’energia elettrica viene importata, con dei contratti privati, dall’Ucraina dopo che per anni lo è stata dalla Russia: l’effetto è che quasi la metà della popolazione vive da mendicante per le strade e non ha né lavoro, né mezzi di sostentamento, la bilancia commerciale è in debito crescente, il PIL cresce troppo lentamente.

Vlad Plahotniuc, il politico più ricco della Moldova

Quando Vlad «Plaha» Plahotniuc era il politico più ricco e potente di Chisinau - era vicepresidente del Parlamento, guidava un partito di governo, aveva due miliardi di patrimonio personale e ville in Spagna e yacht da 50 milioni in Costa Azzurra, controllava il 70 per cento di giornali e tv -, all’epoca non c’era moldavo che non l’ammirasse, non lo temesse, non l’invidiasse.

Ei nu sunt Plaha, non sono mica Plaha, era diventato un modo di dire se qualcuno ti chiedeva soldi o favori. Oggi il mito di Plaha è diventato una serie tv Netflix, ma è solo un romanzo criminale e l’uomo più odiato del Paese, sessantenne, ormai non incanta più nessuno.

L’hanno incastrato per frode e riciclaggio. «Il furto del secolo», anno 2014. Un miliardo d’euro spariti da tre banche moldave e finiti su conti cinesi e inglesi, una cifra che ai tempi valeva il 12 per cento del Pil moldavo e obbligò il Fondo monetario internazionale a intervenire.

Probabilmente, questo processo è solo l’inizio: dai rapporti con la mafia russa alla tratta di donne, passando per l’omicidio e la corruzione di magistrati e poliziotti, ormai non c’è accusa che a Plahotniuc sia risparmiata.

Con una certezza: da vero padrino della politica moldava, per dieci anni ha gestito la lavanderia a gettoni degli oligarchi russi, ripulendo i capitali dei fedelissimi di Putin.

La condanna a Chisinau: Vlad Plahotniuc, il politico più ricco della capitale moldava, è stato condannato a 19 anni per aver fatto sparire un miliardo di soldi pubblici.

Lo scandalo bancario e l’Operazione Titirezul

Anche perché nel 2014, dopo oltre 20 anni di sovvenzioni internazionali e correttivi liberisti, a causa della mancanza di una riforma fiscale che vada oltre i semplici rapporti commerciali arcaici, di regole bancarie che tutelino gli interessi degli investitori e dei possessori del risparmio, e di leggi di sistema sul prestito industriale e commerciale, l’intero sistema bancario, nato con l’indipendenza, giunge al collasso.

“Dalla fine del 2014, l’economia della Moldova è stata colpita da una serie di choc: frodi estese nel sistema bancario, che hanno portato alla chiusura di tre banche a un costo pubblico del 10% del PIL.”

Lo scandalo bancario del 2014, l’Operazione Titirezul, dal rumeno: trottola, ha coinvolto tre banche, Banca de Economii, Unibank e Banca Socială, ovvero il 35% del sistema bancario moldavo, che, in totale hanno truffato i propri clienti per circa 1 miliardo di dollari.

La truffa era stata ideata dal presidente del consiglio di amministrazione della Banca de Economii, l’uomo d’affari moldovo Ilan Shor, che aveva utilizzato i fondi di riserva della banca, provenienti dai depositi dei propri clienti, per fingere un investimento speculativo sulle borse di Londra ed Hong-Kong.

Shor ed i suoi complici, come emerso dal rapporto Kroll, avevano lavorato insieme nel 2012 per acquistare una partecipazione di controllo in tre banche moldave e quindi aumentare gradualmente la liquidità delle banche attraverso una serie di transazioni complesse che avevano comportato la concessione di prestiti tra le tre banche e entità straniere.

Le tre banche hanno quindi emesso, sempre secondo il rapporto, prestiti multimilionari a società che Shor controllava o erano a lui collegate. Alla fine, oltre 767milioni di dollari sono scomparsi dalle banche in soli tre giorni attraverso transazioni complesse.

Gran parte di questo denaro è stato trasferito a entità offshore collegate a Shor, ed una era stata depositata su conti bancari lettoni sotto i nomi di vari stranieri.

Come già detto la banca centrale della Moldova è stata successivamente costretta a salvare le tre banche con 870milioni di dollari in prestiti di emergenza, una mossa progettata per mantenere a galla l’economia che ha creato un buco nelle finanze pubbliche equivalente a un ottavo del PIL.

ElementoDato
Banche coinvolteBanca de Economii, Unibank e Banca Socială
Quota del sistema bancario coinvolta35% del sistema bancario moldavo
Somma sottrattacirca 1 miliardo di dollari
Denaro scomparso in tre giornioltre 767milioni di dollari
Prestiti di emergenza870milioni di dollari
Costo pubblico10% del PIL

Ilan Shor e gli altri grandi patrimoni controversi

Proprio in questi giorni Maia Sandu ha sciolto gli ultimi legami con la Csi, la Comunità degli Stati Indipendenti che nacque sulle macerie dell’Urss, e il suo obiettivo è portare i moldavi in Europa almeno entro il 2030.

E s’aggiunge ad altri eccellenti finiti nello stesso scandalo e nella stessa polvere: uno su tutti, l’israeliano-russo Ilan Shor che aveva fondato un partito putiniano, sognava un golpe pagato dal Cremlino e ora latita all’estero.

Durante le sedute del Parlamentari sull’Operazione Titirezul, che si sono tenute tra il 2017 ed il 2019, il vice direttore dei servizi segreti della Moldavia, Vadim Vrabie, ha dichiarato che il Primo Ministro Nicolae Timofti conosceva fin dal 2013 i dettagli della truffa.

Politicamente, il partito socialista ha resistito, nonostante l’ondata di disprezzo popolare, fino alle elezioni del 2019, quando è stato costretto ad entrare in una coalizione di emergenza, guidata dall’europeista Maia Sandu, e che comprendeva tutti i partiti dell’arco costituzionale.

La popolazione cancella tutto alla prima elezione, ed il 15 novembre del 2020 porta alla presidenza l’economista Maia Sandu, ex Primo Ministro del governo d’emergenza e di tendenze apertamente filo-americane e, soprattutto, europeiste.

Ricchi, poveri e classe media

La debolezza economica ha spinto circa un milione di moldavi ad emigrare. La Moldavia è la nazione più povera d’Europa e il suo stipendio medio è di 400 euro.

Infatti, in Moldavia hanno sede molte aziende straniere produttrici di software sempre alla ricerca di personale altamente qualificato: un programmatore senior, cioè con almeno 5 anni di esperienza, percepisce uno stipendio netto di 2500-4000 euro/mese.

Se consideriamo che lo stipendio medio moldavo è di 400 euro, ecco che chi lavora in questo comparto ha un buon potere di acquisto salariale. Anche l’imprenditore straniero che ha già un mercato estero di produzione e commercio, trova nella Moldavia un terreno ancora fertile per realizzare una azienda produttiva o commerciale, con una minore pressione fiscale rispetto i competitors stranieri.

Diventa invece difficile competere con aziende locali per la produzione e distribuzione del prodotto causa forte concorrenza su tutti i fronti. Per coloro che vivono di rendita, qualsiasi luogo può andare bene, incluso la Moldavia, grazie ai vantaggi offerti dal buon livello di sicurezza, al costo della vita contenuto, alla mentalità aperta della popolazione, alla facilità di dialogo e alla predisposizione alle relazioni interpersonali.

Questo processo ha creato una fascia di “classe media” che sta gradualmente portando la Moldavia a somigliare sempre di più agli stati confinanti ad ovest dell’Europa. Lo stile di vita, il costo del lavoro, dei beni immobili e dei servizi e gli oneri fiscali sono decisamente inferiori rispetto alla media europea degli stati comunitari.

Il costo della vita e il potere d’acquisto

Il costo della vita medio negli stati della comunità europea si attesta a circa il doppio di quello riscontrabile in Moldavia nel gennaio 2023, tra 1.8 e 2.3 x. Nei successivi elenchi dei costi ci riferiamo alla valuta euro, anche se la valuta locale è il Leu Moldavo che grossomodo ha il seguente concambio: 1 euro = 20 Lei.

VoceCosto indicato
Trasporto pubblico0.3 euro/bus sola andata
Taxi1.5 euro+0.25 centesimi/km
Benzina1.4/L
Internet9 euro per 60G/mese
Hotel 3 stelle40-50 euro
Ristorante medio12-15/pasto
Pane1 euro/kg
Formaggio locale8/kg
Petto di pollo5/kg
Manzo7/kg
Vino fascia media4/bott. 0.75L

Una volta individuata la zona dove vivere, posso optare per un affitto o acquisto casa. Per l’affitto di un appartamento ad una o 2 camere in centro della capitale si indicano 500-600 euro/mese, 400 se in periferia, e per l’acquisto di aree abitative in centro capitale 1200-1800 euro/m2, 800-1000 se in periferia.

Bol­lo ed assicurazione auto moldava costa mediamente un terzo dei costi medi europei. Abbigliamento in generale se importato costa un po’ più dell’Italia, e molto meno se di produzione moldava.

La ricchezza delle imprese agricole e vinicole

La Moldavia è uno dei più antichi produttori di vino al mondo, con oltre 7000 anni di tradizione vinicola. Ospita la più alta concentrazione di vigneti pro capite e la più grande collezione di vino al mondo nella cantina Milestii Mici.

La Repubblica di Moldova è celebre per i suoi ottimi vini, la cui produzione ha tracce risalenti al 3000 a.c. Il paese era tra i più grandi produttori di vino già durante l’Impero russo e la produzione intensiva continuò durante l’epoca dell’Unione Sovietica.

Oggi la Moldavia ha deciso di puntare sempre più su questo settore, di dargli una nuova vita, più moderna e più attenta alla qualità. Se prima si producevano vini in enormi quantità per esportare quante più bottiglie possibili nel resto dell’Unione Sovietica, oggi anche le grandi aziende si fermano a ragionare sul prodotto, per migliorarlo in continuazione e per renderlo unico e irripetibile.

Quindi dovete assolutamente visitare le principali cantine moldave. Se ne incontrano a decine percorrendo la Strada del Vino della Moldova, ma tra le più famose suggeriamo Chateau Purcari, fondato nel 1812, produttore di vini premiati a livello internazionale, Castel Mimi e Cricova, una vera e propria città del vino sotterranea che si estende per circa 120 km a 80 metri sotto terra.

Cricova è una vera e propria città del vino sotterranea che si estende per circa 120 km a 80 metri sotto terra. Per girarla si sale su un trenino elettrico e al suo interno troverete anche una sala proiezioni e una vastissima collezione di bottiglie, circa mezzo milione.

Tutte le cantine offrono visite guidate seguite da degustazioni e, volendo, veri e propri pasti con l’abbinamento di piatti tradizionali a una selezione di vini.

La Gagauzia e la diversità economica regionale

Un altro luogo affascinante e insolito da visitare è la Gagauzia, nel sud della Moldova: i gagauzi hanno una propria lingua, cultura, tradizioni e cucina che riflettono le radici turche di questo gruppo etnico.

La Gagauzia raggruppa 15 comuni in tre distretti non contigui che si trovano in mezzo alla Moldavia, ed il cui capoluogo è Comrat, una cittadina di 25.000 abitanti 120 km a sud di Chişinău e 200 km ad ovest di Odessa.

La posizione della Moldova nell’Europa orientale, all’incrocio tra il fiume Danubio e il Mar Nero, riflette il ricco patrimonio culturale del paese. Gruppi etnici come moldavi, romeni, russi, ucraini, greci, tartari, turchi, ebrei, armeni, polacchi e altri si sono riuniti e stabiliti in questo crocevia nel corso dei secoli.

La collina dei Rom a Soroca

Da qui procediamo verso la collina che sovrasta la città di Soroca, questa è chiamata la collina dei Rom. Qui vive la maggioranza dei Rom moldavi, circa 30.000 persone in tutto il paese, i più ricchi hanno delle abitazioni che sono delle vere e proprie regge.

C’è chi ha costruito una piccola Casa Bianca, chi il Reichstag o chi ha addirittura il tetto in argento con una grande cupola musulmana, ovviamente il tutto costruito senza un senso logico e tecnico.

Qui, per andare in Ucraina, è possibile tramite delle chiatte tirate con alcune cime… solo se si è in possesso di passaporto ucraino o moldavo si può attraversare il Dniestr perché non è una dogana internazionale.

La città ha origini antichissime, è stata pure un avamposto commerciale della Repubblica di Genova. Oggi i turisti vengono a visitarla per la fortezza costruita nel 1499 che ha un’architettura militare che deriva dai castelli della vicina Transilvania.

La Transnistria e il potere economico-industriale

La Transnistria chiese l’indipendenza dall’URSS nel 1990, nel 1992 si scatenò una guerra civile che durò alcuni mesi per avere l’autonomia dalla Moldavia; terminò con un cessate il fuoco.

Il trattato recita che la Moldavia ritiene la Transnistria uno stato indipendente de facto, quest’ultima ha un suo Governo, una dogana, una sua moneta, qui si può pagare solo con valuta proprietaria o una carta di credito moldava.

Questa nazione solo de facto, quindi non riconosciuta dalla ONU, è l’unica dell’area moldava che durante il periodo sovietico venne sviluppata dal punto di vista industriale; produceva infatti il 40% del PIL di tutta la nazione e il 90% dell’energia elettrica.

La 14° armata russa rimase di stanza a Tiraspol, la capitale, anche dopo il crollo dell’URSS perché qui si trova il più importante arsenale d’armi d’Europa.

Gironzolando a piedi giungiamo alla distilleria Kvint; questa è produce 20 milioni di bottiglie di Divin, cognac, e vino ogni anno lasciato invecchiare da antiche botti dell’epoca sovietica.

Uscendo dalla Transnistria siamo passati per un quartiere operaio, costruito sicuramente dai russi vicino alle industrie, oggi quasi tutte abbandonate.

Il rapporto tra ricchezza e politica estera

Il vento europeista che ha portato alla presidenza la giovane economista Maia Sandu, sei anni fa, ha fatto cadere anche molte pedine di Mosca, e la condanna di Plaha ne è l’ultima conferma.

Nessuno però s’illude: non basta processare qualche politico a libro paga, a proteggere la piccola Moldavia dagli appetiti del Cremlino. Due milioni e mezzo d’abitanti, inclusi mezzo milione di russofoni, le bombe di Putin a due ore d’auto dalla capitale, 1.700 soldati e santebarbare dell’Armata Russa dislocati nella vicina Transnistria, la politica di Chisinau è disperatamente aggrappata alla Ue e alla Nato.

Il 27 giugno 2014 la Repubblica di Moldova ha ratificato l'accordo di associazione con l'Unione europea (Ue), entrato pienamente in vigore il 1º luglio 2016. Il 23 giugno 2022 la Moldavia ha ottenuto lo status di Paese candidato all'Ue. Il 14 dicembre 2023 il Consiglio europeo ha deciso di avviare i negoziati di adesione con la Moldavia.

La Moldova è un luogo ideale per viaggi di lavoro e lavoro da remoto, sia che tu decida di soggiornare nella capitale, Chișinău, o in uno dei numerosi B&B rurali del paese dotati di Internet ad alta velocità.

Inoltre, la disponibilità di spazi di coworking a Chișinău rende la Moldova un luogo ideale per i viaggiatori d’affari e i nomadi digitali. Una rete in crescita di startup tecnologiche e professionisti delle industrie creative in Moldova offre l’opportunità di collaborare e connettersi con una comunità innovativa e creativa.

Chi può diventare ricco in Moldova

Partiamo dal principio generale che trovare lavoro in Moldavia, oppure offrire servizi e competenze ad aziende e privati moldavi, nella speranza di avere le stesse soddisfazioni economiche ottenibili in uno stato dell’Europa occidentale, è pura illusione.

Non mancano però le eccezioni, specie se le mostre competenze riguardano il mondo della Information Technology. Infatti, in Moldavia hanno sede molte aziende straniere produttrici di software sempre alla ricerca di personale altamente qualificato.

Anche l’imprenditore straniero che ha già un mercato estero di produzione e commercio, trova nella Moldavia un terreno ancora fertile per realizzare una azienda produttiva o commerciale, con una minore pressione fiscale rispetto i competitors stranieri.

Per i pensionati, grazie ad una serie di accordi bilaterali con i vari stati per eliminare la doppia imposizione fiscale, si è tenuti al solo pagamento del regime di tassazione moldavo. Quindi vive bene il pensionato che nello stato di origine ha una pensione striminzita che invece qui in Moldavia raddoppia il suo potere di acquisto.

Imposte e regole fiscali per redditi elevati

Le persone fisiche fiscalmente residenti sono soggette ad imposta sui redditi ovunque prodotti, worldwide principle, mentre i soggetti non residenti sono tenuti a versare le imposte limitatamente ai redditi prodotti nel territorio moldavo.

Un soggetto si considera fiscalmente residente sulla base dei seguenti requisiti: possesso della residenza anagrafica moldava; ovvero permanenza ininterrotta nel Paese per più di 183 giorni in un anno.

Il reddito ottenuto da individui residenti o non residenti in Moldavia è generalmente soggetto a un'imposta sul reddito standard del 12%. Il Codice tributario prevede per il 2025 per redditi da lavoro, comprese le prestazioni in natura, e derivanti da attività professionale o imprenditoriale; plusvalenze; altri redditi imponibili e imprenditori individuali un’aliquota del 12% dal reddito imponibile complessivo.

Per il reddito delle imprese agricole, invece, del 7%. L'aliquota dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche è generalmente del 12%. Tuttavia, sono previste alcune eccezioni.

TipologiaAliquota
Redditi personali imponibili ordinari12%
Reddito delle imprese agricole7%
Imposta sul reddito delle persone giuridiche12%
Dividendi6%
Dividendi relativi alla distribuzione dell'utile dal 2008 al 201115%
Entrate da gioco d'azzardo, vincite, lotterie18%
Royalty pagate alle persone fisiche12%
Proventi da fornitura di prodotti fitotecnici, orticoli e zootecnici6%

Le piccole e medie imprese, eccetto gli agricoltori e gli imprenditori individuali, che non sono registrate come contribuenti Iva e che rispondono a specifici criteri possono optare per un regime speciale dell’imposta con un’aliquota del 4% sul loro reddito aggregato determinato ai fini contabili.

Se l'azienda diventa un contribuente Iva, deve applicare l'aliquota standard dell'imposta sul reddito delle società del 12%. In generale, l'anno fiscale è l'anno solare.

L’Imposta sul valore aggiunto si applica alle cessioni, alle importazioni, ai trasferimenti di beni e alle prestazioni di servizi compiute nel territorio moldavo. L’aliquota ordinaria è del 20%.

È inoltre prevista una aliquota agevolata dell’8% sui medicinali, i prodotti caseari, lo zucchero di barbabietola prodotto, importato e/o consegnato sul territorio della Moldova, il pane e i prodotti di forno, gas naturale e liquefatto prodotto e importato in Moldavia, prodotti di fitotecnica e orticoltura in forma naturale, prodotti zootecnici in forma naturale, prodotti vivi e macellati prodotti e/o consegnati sul territorio della Moldova, forniture per l'industria Horeca.

Una ricchezza diversa da quella degli oligarchi

La calorosa ospitalità moldava rende speciale ogni visita. Il modo migliore per viverla è soggiornare in un B&B rurale a conduzione familiare.

La Moldova dispone di una rete di oltre 50 strutture, molte delle quali si trovano in case di campagna tradizionali e offrono pasti fatti in casa, solitamente preparati con ingredienti freschi provenienti dall’orto o dalla fattoria vicina.

Nella campagna moldava si respira pace e tranquillità, che permettono di ricaricare le energie e riconnettersi con la natura, le persone e sé stessi.

La cucina tradizionale moldava ti sorprenderà per la ricchezza di sapori e la semplicità. Assicurati di provare la nostra zuppa chiamata zeamă, preparata con brodo di pollo fatto in casa e tagliolini, le plăcinte, fatte con una pasta sottile farcita con una varietà di ripieni salati o dolci, la mămăliga, simile a una polenta locale, solitamente servita con formaggio moldavo, panna acida e maiale brasato, o i sarmale, foglie di crauti ripiene di un mix speziato di riso e carne.

Questa forma di ricchezza sociale convive con i grandi patrimoni, ma non coincide con essi. La Moldavia rimane un Paese nel quale l’accoglienza, la cultura rurale, la produzione agricola, il vino e le competenze tecnologiche rappresentano risorse importanti accanto alle fortune costruite nella finanza e nella politica.

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