Cima Tosa e Rifugio XII Apostoli: itinerari, difficoltà e collegamenti nelle Dolomiti di Brenta

Il Rifugio XII Apostoli, posto a 2.489 m nella conca omonima, è uno dei punti di accesso più importanti al settore meridionale delle Dolomiti di Brenta e costituisce una base naturale per raggiungere la Cima Tosa, la Cima SUSAT, la Cima di Pratofiorito e altri rilievi del gruppo.

La Cima Tosa si può raggiungere dal Rifugio Pedrotti attraverso la via normale, detta anche “via del camino”, oppure dal Rifugio XII Apostoli seguendo la via Migotti, più interessante dal punto di vista alpinistico e caratterizzata da passaggi fino al II grado, terreno d’alta montagna e possibile presenza di neve o ghiaccio.

Il Rifugio XII Apostoli

Il Rifugio XII Apostoli sorge su una grande lastricata di pietra a quota 2.489 m, sopra la conca che separa la Val di Nardis dalla Val di Sacco. Dietro il rifugio, alla base della Cima XII Apostoli, è scavato nella roccia un sacrario nel quale sono ricordate molte vittime della montagna.

Dal sacrario si conserva la memoria di molti alpinisti che hanno perso la vita tra le vette d’Italia e del mondo. La visuale spazia verso le Cime di Nardis, la Cima Tosa, la Val di Nardis, la Val di Sacco e le principali elevazioni del Brenta meridionale.

Rifugio XII Apostoli e Cima Tosa

Accesso da Val d’Algone e Malga Movlina

Salendo da Stenico si imbocca la lunga Val d’Algone. In corrispondenza del Rifugio Brenta un cartello avvisa che per proseguire fino al parcheggio di Malga Movlina bisogna munirsi di ticket dal costo di €. 4.

Dopo aver parcheggiato poco sotto Malga Movlina, a quota 1.786 m, si sale per dolci prati. Mentre si procede lungo la carrareccia, il percorso offre la vista sulla maestosa cima della Presanella, sul Carè Alto e sul ghiacciaio dell’Adamello.

I prati dell’Alpe di Movlina conducono al vicino Passo del Gotro, a quota 1.867 m. Continuando sul sentiero n. 307 si intravvede in basso verso destra il Lago di Val d’Agola.

Agevolmente e senza fatica si arriva alla verde spianata del Lago Asciutto, punto di partenza della teleferica del Rifugio XII Apostoli. Dopo aver attraversato la radura del Lago Asciutto il sentiero si inerpica decisamente e punta ad un intaglio che consente di superare uno sbarramento roccioso attraverso la celebre “Scala Santa”.

La “Scala Santa” è un breve tratto attrezzato con cavi di acciaio che agevolano il cammino sul risalto. Superato questo passaggio si prosegue con un lungo diagonale su un deposito morenico ai piedi delle guglie e delle Cime di Nardis.

Salendo si incontrano una serie di risalti e terrazzamenti rocciosi dove è importante seguire con attenzione il segno del sentiero, in quanto al di fuori della traccia ci si potrebbe trovare inaspettatamente sopra pericolosi salti di roccia.

Gli ultimi sforzi conducono alla grande lastricata di pietra dove sorge il Rifugio XII Apostoli, a quota 2.489 m. Al termine dell’escursione descritta, i chilometri percorsi sono 21,60.

Il sacrario e la conca dei XII Apostoli

Dietro il Rifugio si vede la Cima XII Apostoli, alla cui base è scavato nella roccia una sorta di sacrario nel quale sono ricordate tante vittime della montagna. Dal rifugio si sale in breve al sacrario, che conserva la memoria di molti alpinisti scomparsi tra le vette d’Italia e del mondo.

Dal sacrario la visuale si apre verso le Cime di Nardis e verso la Cima Tosa. Dall’alto del sacrario si osservano inoltre il Rifugio XII Apostoli, la valle di Nardis e la grande conca del rifugio.

Sacrario alpino Cima XII Apostoli

Salita al Passo XII Apostoli

Dal Rifugio XII Apostoli si sale in breve per il sentiero n. 341 al Passo XII Apostoli, a quota 2.697 m, il punto più alto dell’escursione. Dal Passo XII Apostoli inizia la discesa per il sentiero della Val di Sacco.

Il Passo XII Apostoli separa la Val di Nardis dalla Val di Sacco e offre un punto di osservazione privilegiato sulle cime circostanti. Il percorso verso la Val di Sacco prosegue attraverso la “finestra”, il Bait dei Cacciatori e la Val di Nambi.

Cima dei XII Apostoli

Dati principali

QuotaTempo dal rifugioDislivelloDifficoltà
2.699 m1-1,30 ore200 mEE, passaggi di I e II grado

La Cima dei XII Apostoli è un’elevazione rocciosa situata tra la Val di Nardis e la Val di Sacco, immediatamente sopra il Rifugio XII Apostoli. Si tratta di un rilievo secondario ma molto panoramico.

Nonostante la quota contenuta, offre una salita interessante su terreno misto con brevi passaggi di arrampicata facile. La roccia, a tratti instabile, richiede attenzione.

La vetta è facilmente accessibile dal rifugio e rappresenta una breve ma appagante ascensione con vista ampia sul gruppo del Brenta meridionale. Il terreno detritico e l’esposizione di alcuni tratti richiedono buone capacità di movimento in ambiente roccioso e di arrampicata base.

Itinerario

Dal Rifugio XII Apostoli si raggiunge il passo omonimo in una decina di minuti seguendo il sentiero 341. Giunti al Passo XII Apostoli ci si trova di fronte alla Cima Dodici Apostoli, che separa la Val di Nardis dalla Val di Sacco.

Da qui si risale il ghiaione seguendo una serie di ometti e una lieve traccia a zigzag. Tenendosi sulla sinistra si raggiungono le prime roccette, indicate da un bollo rosso, da cui inizia l’attacco per l’arrampicata.

Il percorso è attrezzato con fittoni per l’ancoraggio ogni 30 metri circa e nei passaggi più impegnativi. Si sviluppa lungo la linea di cresta est, con passaggi di II grado, salendo e scendendo lungo il crinale roccioso.

Giunti sotto la cima, la traccia diviene più evidente, con difficoltà di I grado, per poi girare sulla destra e raggiungere la cresta nord. Gli ultimi passaggi conducono alla vetta, da dove si può godere di un magnifico panorama a 360°.

Il rientro avviene per lo stesso itinerario. In alternativa, a metà del ghiaione si individua sulla destra un segnavia bianco-rosso che indica l’attacco di un percorso diverso.

Si risalgono facili roccette di I grado, quindi un camino verticale con passaggi di II grado fino a raggiungere la cresta. Si prosegue verso destra lungo la cresta, seguendo la traccia.

Lungo questo itinerario, nel camino è possibile il rientro in corda doppia, con ancoraggi presenti ogni 30 metri circa.

Cima di Pratofiorito

Dati principali

QuotaTempoDislivelloDifficoltà
2.900 m2 ore410 mEE

La Cima Pratofiorito, a 2.902 m, domina la conca dei XII Apostoli e offre un panorama straordinario sulle cime del Brenta meridionale.

Sul versante orientale, verso la Val d’Ambiez, presenta due enormi pilastri affiancati, separati superiormente da una gola a guisa di imbuto. Dal versante opposto, rivolto ai XII Apostoli, ha la forma di un calottone in parte nevoso che corona il fondo della Vedretta di Pratofiorito.

Con Cima SUSAT, risulta una delle poche elevazioni della zona raggiungibile senza superare difficoltà alpinistiche in senso stretto. Si tratta di una salita appagante e varia, adatta solo ad escursionisti esperti a causa del terreno impervio e di alcuni brevi passaggi su roccia.

Itinerario

Partendo dal Rifugio XII Apostoli si segue inizialmente il sentiero 321 verso la Bocchetta dei Due Denti. A circa 2.550 m si devia a destra, abbandonando il sentiero 321 e puntando verso la Bocchetta di Pratofiorito, a quota 2.852 m, che si apre tra la Cima di Pratofiorito e la Cima SUSAT.

Dalla bocchetta, con un breve passaggio su roccia di I grado sulla destra, si guadagna la spalla nord della cima, accedendo al plateau finale. Da qui si raggiunge facilmente la vetta tra sfasciumi e facili roccette.

Il percorso, classificato EE, si svolge su terreno misto, con sentiero, neve, detriti e roccette, e può richiedere i ramponi in base alle condizioni. Il rientro avviene per lo stesso itinerario.

Cima SUSAT

Dati principali

QuotaTempoDislivelloDifficoltà
2.890 m1,20 ore400 mEE, passaggi di I grado

La Cima SUSAT risulta di aspetto meno importante vista dal versante ovest, rivolto ai XII Apostoli, mentre si presenta slanciata e verticale vista da est, verso la Val d’Ambiez.

Dal versante orientale forma una gialla parete verticale, incisa da due lunghe e caratteristiche fessure a “X”. Il nome fu proposto dai primi salitori della parete est, che intitolarono la cima alla Sezione Universitaria della Società Alpinisti Tridentini, SUSAT.

L’interesse alpinistico e sportivo della cima è conferito dalla parete est, che offre eleganti arrampicate, sia classiche sia moderne. Dal Rifugio XII Apostoli, sul versante occidentale, la cima può invece essere raggiunta con facilità lungo la via normale.

Itinerario

Dal Rifugio XII Apostoli, a quota 2.489 m, si segue il sentiero segnalato 321 fino alla Bocchetta dei Due Denti. Da qui, salendo sulla destra per facili roccette e detriti, si raggiunge la cima in pochi minuti.

In alternativa, a circa 2.550 m si abbandona il sentiero 321 verso destra, risalendo agevolmente verso la Bocchetta di Pratofiorito. Una volta giunti alla bocchetta, la cima è raggiungibile salendo sulla sinistra per facili roccette.

Il percorso, classificato EE, si svolge su terreno misto con roccia a tratti friabile. Non prevede l’utilizzo di particolari attrezzature alpinistiche, ma richiede attenzione e buone capacità di movimento su terreno impervio. Il rientro avviene per lo stesso itinerario.

Cima SUSAT e Bocchetta Due Denti

Cima Tosa: caratteristiche della vetta

La Cima Tosa è una delle montagne più imponenti delle Dolomiti di Brenta, caratterizzata da pareti grandiose, profondi canaloni e da un ampio pianoro sommitale nevoso culminante in una cupola bianca.

La caratteristica calotta glaciale sui piani sommitali contribuisce ad aumentare il fascino di questa già di per sé bellissima cima. Il nome “Tosa”, che significa ragazza, deriva dall’aspetto tondeggiante della cima.

La Cima Tosa è la seconda vetta più alta delle Dolomiti di Brenta. Storicamente considerata la più alta, nel 2015 nuovi rilievi la confermano seconda, dopo Cima Brenta, a causa dello scioglimento della calotta sommitale.

Il panorama dalla vetta è vastissimo e comprende tutto il Brenta e le principali catene alpine circostanti. A nord si accorpa il maestoso Crozzon di Brenta, mentre soltanto sul versante sud-est, da dove sale la via normale, le pareti risultano più basse, quasi a lasciare questo come unico accesso alla vetta.

La prima salita alla Cima Tosa fu compiuta da G. Loss di Primiero con sei compagni il 20 luglio 1865.

Via normale alla Cima Tosa dal Rifugio Pedrotti

Dati principali

PartenzaArrivoDislivello complessivoSviluppoDifficoltà
Vallesinella, 1.513 mCima Tosa, 3.173 m2.400 m23,5 kmPD, II+

La via normale di salita, nota anche come “via del camino”, parte dal Rifugio Pedrotti, che serve anche come punto di appoggio per la notte. La salita alla Cima Tosa è un itinerario sulle Dolomiti con un passaggio di II grado e brevi tratti di arrampicata.

La cima è molto conosciuta e frequentata e non presenta particolari difficoltà tecniche di salita, ad eccezione di un camino con passaggi di II grado che richiedono attenzione, soprattutto in discesa.

Dal parcheggio in località Vallesinella, a quota 1.513 m, si supera il Rifugio Casinei per portarsi al Rifugio Brentei, a quota 2.182 m. Risalendo la Val di Brenta Alta e superando la Bocca di Brenta, a quota 2.552 m, si perviene al Rifugio Pedrotti, a quota 2.491 m.

Dal Rifugio Pedrotti all’attacco

Presso la chiesetta dietro il Rifugio Pedrotti si prende il sentiero segnalato, con segnavia 358, che verso sinistra aggira il versante sud-est della Brenta Bassa ed entra in un ampio vallone detritico.

Il sentiero costeggia per un lungo tratto quasi pianeggiante il versante sud-ovest della Brenta Bassa. Quasi subito si lascia a sinistra l’itinerario segnalato del Sentiero Palmieri, che porta al Rifugio Agostini.

Giunti, dopo una breve salita, nella conca ai piedi della Cima Margherita, si traversa quasi in piano verso sud. Imboccato un ripido canale detritico un po’ franoso, si raggiunge il vallone occupato in alto dalla Vedretta Superiore della Tosa, ormai molto ridotta.

Si risale il vallone sulla destra, seguendo tracce, segnavia e ometti, incontrando qualche elementare gradino roccioso. Dopo aver superato un canale in parte roccioso, si prosegue ancora verso l’alto portandosi intorno ai 2.850 m di quota.

Lasciato a destra il tracciato della via normale della Cima Tosa per il versante sud-est, si traversa di nuovo verso sud e, con facile percorso tra alcune bancate rocciose, si raggiunge la spalla orizzontale della Sella della Tosa, a quota 2.860 m, in circa 1 ora e 40 minuti dal Rifugio Pedrotti.

Il camino e il pianoro sommitale

La traccia raggiunge uno zoccolo roccioso che si supera percorrendo dapprima il caratteristico “camino”. Il passaggio può essere opportunamente attrezzato per maggiore sicurezza.

Superato il camino, una stretta cengia conduce a una conca detritica. Un altro gradone di facili rocce sbarra l’accesso ad una seconda conca, oltre la quale si esce sull’ampio pianoro con la caratteristica cupola di neve con cui culmina questo immenso blocco roccioso.

Dalla vetta il panorama a 360° è incantevole e l’escursione alpinistica risulta molto appagante.

Discesa dalla via normale

La discesa può avvenire per la stessa via di salita oppure, ridisceso il “camino”, risalendo alla Bocca d’Ambiez. In questo tratto sono presenti alcuni cavi metallici per facilitare la salita.

Al di là della Bocca d’Ambiez scende ripidamente la Vedretta dei Camosci. Nel tratto superiore il sentiero si biforca: prendendo a sinistra ci si porta verso il Rifugio XII Apostoli, mentre a destra si ritorna al Rifugio Brentei e quindi a Vallesinella.

🏔️Cima Tosa (Dolomiti di Brenta) | Via Migotti - Guida completa by DAM PERRY

Via Migotti alla Cima Tosa dal Rifugio XII Apostoli

Dati principali

Quota della Cima TosaTempoDislivelloDifficoltà
3.136 m6,30-7,30 ore1.300 mF+/PD-, passaggi fino al II grado

Una salita alternativa alla via normale da sud-est, poco più impegnativa ma più interessante alpinisticamente, è la via Migotti, che sale dal versante sud-ovest partendo dal Rifugio XII Apostoli.

La via Migotti rappresenta una salita completa e appagante di facile arrampicata su roccia. Le difficoltà sono contenute, ma l’ambiente è severo e di alta montagna, con sviluppo lungo.

In questo caso sono necessari i ramponi per attraversare la Vedretta dei Camosci. La discesa può avvenire in entrambi i casi per la via normale.

Dal Rifugio XII Apostoli alla Bocca d’Ambiez

Dal Rifugio XII Apostoli si segue il sentiero verso la Bocca dei Camosci, da cui si attraversa per il sentiero attrezzato del Gege fino alla Bocca d’Ambiez. Pochi metri prima della bocca, sulla sinistra, si individua l’attacco della via Migotti.

Il collegamento passa attraverso un ambiente severo e suggestivo. Il ghiacciaio è abbastanza ripido e, in caso di neve dura o ghiaccio, saranno molto utili i ramponi.

Raggiunta la base del canale, sulle rocce della sua sponda destra idrografica, si incontra il cavo metallico del Sentiero del Cege, che permette di salire in sicurezza il ripido tratto roccioso e di raggiungere l’insellatura della Bocca d’Ambiez, a quota 2.871 m.

Il Sentiero del Cege prosegue poi sul versante opposto della Bocca d’Ambiez e consente di abbassarsi verso la Vedretta dei Camosci attraverso scale e cavo metallico, con qualche tratto esposto.

Dalla Bocca d’Ambiez alla vetta

Dalla Bocca d’Ambiez si risalgono direttamente le rocce, con passaggi di I+ e II grado, per gradoni e canalini detritici fino a uno spallone.

Si aggira quindi un pilastro e, seguendo ometti e segni, si superano alcune balze rocciose e cenge fino a entrare in un ampio canale appoggiato, che si risale mantenendosi preferibilmente sulla destra.

Nel centro del canale può essere presente neve o ghiaccio. Proseguendo su rocce via via più articolate e solide si esce sul vastissimo pianoro sommitale, spesso innevato.

Il pianoro si attraversa seguendo gli ometti fino alla Madonnina di vetta. Il percorso è classificato F+/PD-, presenta passaggi fino al II grado ed è attrezzato con soste e chiodi di passaggio inox dove necessario.

Discesa dalla via Migotti

La discesa segue lo stesso itinerario oppure la via normale, con eventuali doppie nel camino e rientro tramite la ferrata Brentari.

Ridisceso il camino, si può risalire alla Bocca d’Ambiez attraverso la ferrata Brentari e il Sentiero dell’Ideale. Da qui si scende con i ramponi la Vedretta dei Camosci.

Dalla Vedretta dei Camosci, a sinistra ci si porta verso il Rifugio XII Apostoli, mentre a destra si ritorna al Rifugio Brentei e quindi a Vallesinella.

Traversata dal Rifugio Pedrotti al Rifugio XII Apostoli

Il percorso da Vallesinella alla Cima Tosa e quindi al Rifugio XII Apostoli costituisce un “quasi anello”. Il tragitto si snoda attraverso il Rifugio Brentei, la Bocca di Brenta, il Rifugio Pedrotti, l’attacco della Cima Tosa, la Sella della Tosa, la ferrata Brentari, la Bocca d’Ambiez, la Bocca dei Camosci e il Rifugio XII Apostoli.

Il percorso completo indicato comprende: Vallesinella, a quota 1.513 m; Rifugio Brentei, a quota 2.182 m; Bocca di Brenta, a quota 2.552 m; Rifugio Pedrotti, a quota 2.491 m; attacco della Cima, a quota 2.790 m; Cima Tosa, a quota 3.173 m; Sella della Tosa, a quota 2.860 m; Bocca d’Ambiez, a quota 2.871 m; Bocca dei Camosci, a quota 2.784 m; Rifugio XII Apostoli, a quota 2.487 m; parcheggio di Valagola, a quota 1.328 m.

Volendo è possibile fare un anello completo partendo da Brenta Bassa. Tra una tappa e l’altra, soprattutto nella seconda parte della gita, i continui saliscendi comportano un dislivello complessivo di 2.400 m e 23,5 km di sviluppo.

Dalla Sella della Tosa alla Bocca d’Ambiez

Poco più avanti rispetto alla Sella della Tosa si incontrano le prime attrezzature, costituite da cavo metallico, che permettono di attraversare il versante meridionale della quota 3.018 m lungo un sistema di cenge e qualche breve salto da salire con scalette.

Più avanti ci si abbassa, con cavo e scalette, fino alla cengia che conduce alla Bocca della Tosa, a circa 2.845 m, tra la Cima Garbari e la Punta dell’Ideale.

In questo tratto ci sono brevi passaggi privi di attrezzature, nei quali occorre prestare attenzione. L’itinerario non passa proprio dalla bocca, ma si tiene un po’ più in alto e quindi inizia a scendere la ripida parete, con scale e cavo metallico, fino a raggiungere la Vedretta d’Ambiez a circa 2.750 m di quota.

A questo punto si lascia la traccia del Sentiero Brentari, che traversa in discesa la vedretta verso sud-ovest, e si prende quella del Sentiero dell’Ideale, che verso nord-ovest risale la vedretta in direzione dell’evidente canale che conduce alla Bocca d’Ambiez.

Dalla Bocca d’Ambiez alla Bocca dei Camosci

Raggiunta la base del canale, sulle rocce della sua sponda destra idrografica, si incontra il cavo metallico del Sentiero del Cege, che permette di salire in sicurezza il ripido tratto roccioso e raggiungere la Bocca d’Ambiez.

Ci si porta sul versante opposto della Bocca d’Ambiez, dove parte la via Migotti, via normale alla Cima Tosa da sud. Qui inizia la discesa del Sentiero del Cege lungo la ripida parete sulla destra idrografica del canale che scende dalla Bocca d’Ambiez.

Scale e cavo metallico permettono di abbassarsi in diagonale, con qualche tratto esposto, fino a mettere piede sulla Vedretta dei Camosci, circa ottanta metri più in basso della Bocca d’Ambiez.

Con un percorso in leggera discesa si traversa la vedretta verso ovest-sud-ovest. All’inizio si incontra qualche tratto ripido; i ramponi sono utili in caso di neve dura o ghiaccio.

Si prosegue fin sotto la breve barriera di rocce un po’ rotte che precede la Bocca dei Camosci. Risalite le rocce, anche con l’aiuto di un cavo metallico, si raggiunge la Bocca dei Camosci, a quota 2.784 m.

Dalla Bocca dei Camosci al Rifugio XII Apostoli

Dal colle si traversa verso ovest-nord-ovest, seguendo ometti e segnavia sotto la Cima di Valstretta. Poi si segue il sentiero sul filo della morena laterale destra della Vedretta di Val d’Agola, perdendo progressivamente quota.

La Vedretta di Val d’Agola è la più grande del Gruppo di Brenta. Infine ci si abbassa verso il centro del vallone, in direzione del rifugio, visibile sin dalla Bocca dei Camosci.

Raggiunto il fondo del vallone ci si congiunge con il sentiero che proviene dal basso e, con una breve risalita, si raggiunge il Rifugio Garbari ai XII Apostoli, a quota 2.489 m, in circa 1 ora e 20-30 minuti dalla Bocca d’Ambiez e in circa 5-5,30 ore dal Rifugio Pedrotti.

Collegamenti dal Rifugio XII Apostoli

Rifugio Agostini attraverso la Bocchetta d’Ambiez

Il Rifugio Agostini è raggiungibile lungo la Bocchetta d’Ambiez e il Sentiero dell’Ideale, segnavia n. 304. Le difficoltà di questo percorso sono legate alle condizioni del passaggio presso la Bocca d’Ambiez.

In presenza di ghiaccio è bene essere muniti di adeguata attrezzatura. La notevole pendenza della discesa dalla Bocca d’Ambiez verso est e le variazioni sensibili nello spessore del manto nevoso hanno determinato l’installazione di attrezzature metalliche per agevolare il superamento del passaggio.

LocalitàSentieroQuotaTempo complessivo
Rifugio XII Apostoli3042.487 m0
Bocca dei Camosci, bivio 3273042.784 m1 ora
Bocca di Ambiez3042.871 m1 ora e 25 minuti
Vedretta di Ambiez, bivio 358358 sud2.800 m1 ora e 55 minuti
Bivio 358-3213212.500 m2 ore e 35 minuti
Rifugio Agostini3212.410 m2 ore e 50 minuti

Rifugio Agostini attraverso la ferrata Castiglioni

Il Rifugio Agostini è raggiungibile anche per la via Ferrata Ettore Castiglioni, lungo il sentiero 321. La presenza del tratto attrezzato, di notevole impegno e bellezza, rende consigliabile questo percorso in senso inverso.

LocalitàSentieroQuotaTempo complessivo
Rifugio XII Apostoli3212.489 m0
Vedretta di Prato Fiorito, bivio ex 3593212.750 m50 minuti
Bocchetta dei Due Denti3212.860 m1 ora e 10 minuti
Bivio 358-3213212.500 m2 ore e 30 minuti
Rifugio Agostini3212.410 m2 ore e 40 minuti

Rifugio Ghedina attraverso la Val di Sacco

Il Rifugio Ghedina si raggiunge lungo la Val di Sacco, seguendo i sentieri 341 e 341b. L’itinerario non è agevole e presenta difficoltà con condizioni meteorologiche avverse.

LocalitàSentieroQuotaTempo complessivo
Rifugio XII Apostoli3412.489 m0
Passo XII Apostoli3412.620 m20 minuti
Baito dei Cacciatori, bivio 341b341b1.800 m2 ore
Malga Nambistrada-2 ore e 45 minuti
Rifugio Ghedina--3 ore e 15 minuti

Rifugio Brentei attraverso la Vedretta dei Camosci

Il collegamento diretto tra il Rifugio XII Apostoli e il Rifugio Brentei corre lungo uno degli scenari più severi e nel contempo più suggestivi di tutto il Gruppo di Brenta.

Risalendo la Vedretta d’Agola il sentiero piega a nord, attraversando la Vedretta dei Camosci e aggirando a ovest la Cima Tosa e la grandiosa parete del Crozzon di Brenta.

A ovest del sentiero si ergono le cime dei Fracigli e il Crozzon di Val d’Agola. È un percorso alpinistico che presenta difficoltà anche serie, specie con condizioni di tempo instabile.

L’attraversamento della Vedretta dei Camosci può risultare impegnativo per la presenza di crepacci.

LocalitàSentieroQuotaTempo complessivo
Rifugio XII Apostoli3042.489 m0
Bocca dei Camosci3272.784 m1 ora
Spigolo nord Crozzon3272.215 m2 ore e 20 minuti
Rifugio Brentei-2.182 m3 ore e 10 minuti

Cima Bassa d’Ambiez

Dati principali

QuotaTempo dal Rifugio XII ApostoliDislivelloDifficoltà
3.017 m5-5,30 ore1.180 mF+, passaggi fino al I grado

La Cima Bassa d’Ambiez è un ardito castelletto roccioso posto immediatamente a sud-ovest della Cima d’Ambiez, da cui è separata da uno stretto intaglio e da un ripido canalone.

Dal versante della Val d’Ambiez appare come una poderosa quinta rocciosa seminascosta, mentre dalla Vedretta d’Agola risulta meno evidente, pur presentando una parete severa.

La via normale non offre particolari difficoltà tecniche, ma si svolge su terreno vario e talvolta instabile, rendendo l’ascensione interessante per escursionisti esperti. L’itinerario si sviluppa in ambiente selvaggio e poco frequentato, con presenza di roccia friabile.

Itinerario

Dal Rifugio F.lli Garbari ai XII Apostoli, a quota 2.487 m, si risale in direzione della Vedretta d’Agola seguendo tracce e segnalazioni, fino a raggiungere la Bocca d’Agola, a quota 2.886 m.

Attraversata la vedretta, con ramponi utili in caso di neve dura, si punta verso l’intaglio tra la Cima d’Ambiez e la Cima Bassa, attaccando quindi le rocce sulla sinistra della cresta.

Si risalgono facili canali detritici e rocciosi fino a una cengia che conduce a un secondo canalino, tramite il quale si guadagna la cresta sud-ovest.

Seguendo la cresta, generalmente poco sotto il filo sul versante della vedretta, si supera un’anticima, si valica un marcato intaglio e si prosegue su facili roccette fino alla vetta.

Numerosi ometti facilitano l’orientamento sia in salita sia in discesa. La corda non è generalmente necessaria, ma può risultare utile in base all’esperienza.

Attrezzatura e condizioni del percorso

La salita alla Cima Tosa richiede un’attrezzatura adeguata all’ambiente alpinistico e alle condizioni della montagna. Tra l’attrezzatura indicata rientrano casco, imbragatura, kit da ferrata, borraccia, ramponi, zaino, berretto, guanti, occhiali da sole, guscio impermeabile e scarponi da trekking.

I ramponi possono essere necessari per attraversare la Vedretta dei Camosci, la Vedretta d’Ambiez, la Vedretta d’Agola o altri tratti innevati, soprattutto in presenza di neve dura o ghiaccio.

Il percorso presenta tratti attrezzati con cavi metallici, scale, fittoni, soste e chiodi di passaggio. La roccia può essere friabile o instabile e, al di fuori delle tracce segnalate, possono comparire improvvisamente salti di roccia.

Le attività che si svolgono in montagna, quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo e anche il semplice escursionismo, possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno, in base alle proprie condizioni psicofisiche e alle condizioni ambientali.

I tempi di percorrenza indicati si riferiscono a un’andatura media, non comprendono le soste e sono relativi a condizioni meteorologiche normali.

Le cartine e i tracciati non sono definiti a livello specialistico e possono quindi contenere delle imprecisioni; hanno lo scopo di dare un’idea cartografica delle escursioni.

Mappa itinerari Cima Tosa XII Apostoli

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