Il ciclo mestruale nelle suore non segue regole biologiche diverse da quello delle altre donne, ma può essere influenzato dalle condizioni di vita del convento: quantità di luce naturale, alimentazione, stress, attività fisica, riposo, età, gravidanze, allattamento e condizioni generali di salute. Uno studio ha rivelato che quelle che sono esposte a una maggiore quantità di luce naturale tendono ad avere cicli mestruali più regolari rispetto a quelle che sono meno esposte alla luce solare.
La clausura, quindi, non interrompe di per sé le mestruazioni e non determina automaticamente l’amenorrea, cioè l’assenza del ciclo. Tuttavia, una routine molto strutturata, una minore esposizione alla luce naturale, condizioni di stress o un’alimentazione insufficiente possono contribuire a irregolarità del ciclo, proprio come accade in qualunque altra persona.
Che cosa sono le mestruazioni
Le mestruazioni (o flusso mestruale) sono il momento del ciclo mestruale caratterizzato dall’espulsione di sangue dalla vagina. Le mestruazioni possono durare poco (2-3 giorni) o anche 6-7 giorni, ed è normale che la durata vari nel corso della vita di una donna, così come la quantità del flusso, che può essere scarso o abbondante.
In molti casi il momento delle mestruazioni è doloroso, ma non è così per tutte, né in tutte le fasi della vita. Si stima che in media durante il ciclo si perdano 35 mL di sangue, più o meno quanto un caffè, ma ogni donna è diversa. Alcune donne hanno flussi molto più abbondanti.
Il ciclo mestruale invece è il periodo che intercorre fra il primo giorno di una mestruazione e il primo giorno della successiva. Anche la durata del ciclo mestruale varia da donna a donna, anche se nella maggior parte dei casi ha una durata dai 24 ai 35 giorni.
Si parla di ciclo regolare se la sua durata è uguale o simile ogni mese, che si tratti di un ciclo di 24, di 28 o di 35 giorni. È, invece, definito irregolare quando la durata degli intervalli varia di mese in mese. Ci sono donne che non hanno la mestruazione ogni mese o che non ce l’hanno mai. Si parla in questo caso di amenorrea.
Le fasi del ciclo mestruale
Durante il ciclo mestruale, nel corpo della donna avviene una serie di modifiche determinate da alcuni ormoni (tra cui estrogeni e progesterone) che hanno l’obiettivo di rendere l’utero “adatto” e ospitale per una potenziale fecondazione e successivamente per l’embrione.
Il ciclo mestruale ha tre fasi: la prima metà del ciclo comprende la fase follicolare e la fase ovulatoria, mentre la seconda metà del ciclo è costituita dalla fase post-ovulatoria o luteale (che può tradursi in una gravidanza o nel flusso mestruale).
Fase follicolare
Durante questa fase, nelle ovaie della donna alcuni follicoli vanno incontro a crescita, per dare origine in seguito ad un unico follicolo dominante da cui sarà espulsa la cellula uovo da fecondare. Contemporaneamente, lo strato interno dell’utero (chiamato endometrio) comincia ad inspessirsi sotto effetto di alcuni ormoni.
Ovulazione
L’ovulazione si verifica quando una cellula uovo (in casi eccezionali, più di una) viene espulsa dall’ovaio, spostandosi nella tuba di Falloppio verso l’utero. In questo percorso, se la cellula uovo incontra uno spermatozoo, può avvenire la fecondazione; in tal caso, l’embrione si anniderà nell’utero e si svilupperà in un feto.
Fase luteale e mestruazione
Della durata di circa 14 giorni, questa fase prepara l’utero ad un possibile attecchimento dell’embrione a seguito di una fecondazione, continuando a farne crescere la parete interna grazie all’effetto del progesterone.
Se la fecondazione non avviene, i livelli ormonali crollano e ciò determina il disfacimento degli strati aggiuntivi dell’endometrio, che vengono espulsi assieme all’ovulo non fecondato costituendo proprio il materiale mestruale.
Il ruolo della luce solare nel ciclo mestruale
La connessione tra la luce del Sole e il ciclo mestruale potrebbe sembrare insolita, ma numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione alla luce solare può effettivamente influenzare il ciclo mestruale nelle donne.
Questo fenomeno è stato osservato in varie parti del mondo e un esempio di questa interazione può essere trovato tra gli Inuit del Nord e le suore di clausura.

Le suore di clausura e la luce del monastero
Le suore, che vivono in monasteri o conventi, spesso seguono una routine di vita molto strutturata che può includere ore fisse di esposizione alla luce solare. Uno studio ha rivelato che quelle che sono esposte a una maggiore quantità di luce naturale tendono ad avere cicli mestruali più regolari rispetto a quelle che sono meno esposte alla luce solare.
Il dato non significa che la luce sia l’unico elemento capace di regolare il ciclo e non permette di attribuire automaticamente ogni irregolarità alla clausura. La regolarità mestruale dipende dall’interazione di diversi fattori, tra cui gli ormoni, l’alimentazione, il peso corporeo, l’attività fisica, lo stress e la salute generale.
Gli Inuit e la luce solare artica
Gli Inuit, popolazioni indigene che abitano le regioni artiche del Canada, dell’Alaska e della Groenlandia, sperimentano condizioni di luce solare estreme a seconda delle stagioni. Durante l’inverno artico, vivono nell’oscurità quasi totale con poche ore di luce al giorno. Al contrario durante l’estate, sperimentano il fenomeno opposto, con il Sole di mezzanotte e costante luce diurna.
Un’indagine ha rivelato che le donne Inuit tendono ad avere cicli mestruali irregolari durante l’inverno, quando l’esposizione alla luce solare è limitata. È da attribuirsi a come la luce influisce sui livelli di melatonina, l’ormone che regola il sonno e che ha un impatto diretto sulla regolazione ormonale delle mestruazioni.
Durante l’inverno, l’alta produzione di melatonina può causare una disfunzione ormonale, portando a cicli irregolari o addirittura all’amenorrea (assenza di mestruazioni). D’altro canto, durante l’estate artica quando la luce solare è costante, le donne Inuit hanno cicli mestruali più regolari.
Luce, umore e benessere psicologico
Oltre a influenzare il ciclo mestruale, la luce solare ha un ruolo significativo nella regolazione dell’umore e nella prevenzione della depressione. La depressione stagionale, nota come disturbo affettivo stagionale (SAD), è un disturbo dell’umore in determinate stagioni dell’anno, di solito durante l’autunno e l’inverno, quando l’esposizione alla luce solare è limitata.
La luce solare è essenziale per la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore associato al benessere e alla felicità. Quando l’esposizione è ridotta, i livelli di serotonina possono diminuire, portando a sintomi depressivi. Questo è particolarmente rilevante per le persone che vivono in aree con inverni lunghi e bui.
La luce solare svolge un ruolo cruciale nella regolazione dei cicli mestruali e nella prevenzione della depressione. La comprensione di queste connessioni può contribuire a promuovere una migliore salute fisica e mentale nelle persone di tutto il mondo.
Come cambiano gli ormoni durante il ciclo
Ogni fase del ciclo mestruale vede livelli di ormoni diversi. Gli ormoni coinvolti nel ciclo mestruale sono:
- Estrogeni: sono fondamentali per innescare il processo di pubertà. Regolano il ciclo mestruale: stimolando la oogenesi e lo sviluppo follicolare;
- Progesterone: serve a favorire un ambiente favorevole alla eventuale gravidanza;
- Gonadotropine: LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo stimolante), prodotte dall’ipofisi, favoriscono l'ovulazione e stimolano la secrezione degli ormoni sessuali dalle ovaie, cioè l’estradiolo (un tipo di estrogeno) e il progesterone.
La prima fase del ciclo mestruale inizia con il primo giorno di flusso mestruale e arriva fino all’ovulazione. Inizialmente, il primo giorno del flusso gli estrogeni raggiungono i livelli più bassi, provocando in alcune donne (ma ricordiamo che ognuna di noi è diversa) un forte senso di spossatezza e difficoltà di concentrazione.
Con il passare dei giorni i livelli di estrogeni ricominciano a crescere fino a raggiungere alti livelli dall’8vo al 14mo giorno, che è più o meno il momento dell’ovulazione. Nel frattempo l’ormone LH si è mantenuto a livelli bassi fino a salire verso il 14mo giorno, innescando l’ovulazione.
Il progesterone durante la prima fase del ciclo rimane anch’esso a livelli molto bassi. Al contrario, la prima metà del ciclo vede l’ormone luteinizzante FSH ondeggiare su livelli medio-alti.
Dopo l’ovulazione si passa alla seconda fase del ciclo mestruale, che può concludersi con una gravidanza oppure con il flusso mestruale dopo circa 14 giorni. Verso il 20mo giorno gli estrogeni riprendono a crescere e finalmente anche il progesterone (che ha l’obiettivo di mantenere un ambiente adatto per un’eventuale gravidanza) ha il suo picco, mentre LH e FSH sono a livelli bassissimi.
Mestruazioni, alimentazione e condizioni di vita
Oggi sappiamo cosa sono le mestruazioni, perché le abbiamo e come gestirle ma non è sempre stato così. In passato la mestruazione non era un evento mensile e regolare come lo conosciamo noi: un’alimentazione povera di nutrienti, le frequenti gravidanze, gli allattamenti prolungati nel tempo e la menopausa che arrivava prima rispetto ad oggi rendevano le mestruazioni degli eventi sporadici ma creavano notevole difficoltà di gestione.
Anche nelle comunità religiose femminili il ciclo può risentire delle condizioni concrete di vita. Una ridotta disponibilità di cibo, una perdita di peso, un’attività fisica intensa, un forte stress o una malattia possono modificare la frequenza delle mestruazioni indipendentemente dalla scelta religiosa.
Quando il ciclo è doloroso
Quando la mestruazione si accompagna a dolori mestruali si parla di dismenorrea. Sfatiamo un mito: non esistono regole standard e quindi rimedi standard per far passare il mal di pancia da mestruazioni, perché ogni donna è diversa.
I dolori possono essere lievi o più intensi, tanto da impedire ad alcune donne di svolgere le proprie normali attività, per qualche ora o addirittura per giorni. Si ritiene che il dolore sia dovuto alla maggiore produzione di prostaglandine che abbassano la soglia del dolore.
I dolori durante le mestruazioni riguardano la parte inferiore dell'addome e l'area pelvica, e sono dovuti a una serie di crampi determinati dall'attività uterina e ovarica. Il motivo è che durante la mestruazione la muscolatura di questa regione ha delle contrazioni per espellere le cellule della mucosa uterina.
Quando queste contrazioni bloccano il normale flusso di sangue il dolore cresce. In molti casi i dolori addominali si accompagnano a episodi di diarrea, probabilmente correlati ai cambiamenti ormonali.
Con alcuni accorgimenti è possibile ridurre questo sintomo fastidioso senza ricorrere ai farmaci: assumere yogurt o probiotici, evitare cibi grassi o a base di caffeina, fare attività fisica e bere molto.
Se le mestruazioni sono molto dolorose, l’unica soluzione rapida e sicuramente efficace è l’antidolorifico, e in commercio ce ne sono di diverso tipo, l’importante è essere certi di non essere allergici a qualche principio attivo o eccipiente.
Tuttavia alcune donne possono beneficiare di rimedi non farmacologici come assumere bevande calde, in primis tisane a base di erbe che hanno un’azione rilassante, come melissa, camomilla, achillea e zenzero.
Si può inoltre trarre beneficio da una borsa dell’acqua calda posizionata sopra la zona dove sentiamo i crampi, oppure da massaggi che infondendo calore contribuiscono a distendere i muscoli.
In ogni caso è bene prendersi cura di sé e chiedere consiglio al proprio medico, che può prescrivere farmaci antidolorifici. In alcuni casi più gravi di dismenorrea il medico può consigliare l’assunzione della pillola anticoncezionale.
Sindrome premestruale
I sintomi associati alle mestruazioni sono molto diversificati e variabili nei soggetti. In genere, i cambiamenti dei livelli ormonali nel corpo prima del ciclo mestruale possono determinare cambiamenti fisici e psicologici, che spesso sono definiti sindrome premestruale.
- Dolori e crampi al basso ventre;
- Gonfiore o senso di tensione nella zona inferiore dell’addome;
- Nausea;
- Sbalzi umorali;
- Irritabilità;
- Tensione al seno.
Questi sintomi tendono a migliorare con l’inizio delle mestruazioni e scompaiono un paio di giorni dopo l’inizio delle stesse. Non è detto che la stessa donna a distanza di un mese dall’altro presenti gli stessi sintomi.
I rimedi per la sindrome premestruale includono:
- Attività fisica leggera, come camminare ogni giorno in caso di ritenzione idrica. Anche il nuoto e lo yoga possono favorire il rilassamento e incidere positivamente per alcune donne;
- Integratori al magnesio e ferro in caso di crampi e stanchezza premestruale - da discutere con il proprio medico.
Ciclo scarso, abbondante o irregolare
Flusso mestruale scarso
Con il termine ipomenorrea si intende un flusso mestruale scarso. Spesso in questa situazione anche la durata del ciclo è inferiore rispetto alla media.
Si parla di ipomenorrea primaria (legata a problematiche organiche dell’utero, quali una modifica della struttura delle pareti interne) o secondaria (associata a stress, iperattività fisica, cattiva alimentazione, etc.). L’ipomenorrea può anche indicare l’avvicinamento alla menopausa.
Flusso mestruale abbondante
L’ ipermenorrea è invece il flusso mestruale abbondante, e si associa a menorragia, quando si verifica durante un normale ciclo mestruale, o metrorragia quando si verifica tra un ciclo e l’altro.
Un flusso mestruale abbondante arriva anche agli 80 mL di sangue a ciclo (contro i 35 mL indicati come valore fisiologico medio). Le cause - molteplici e diversificate - possono essere legate a disturbi della coagulazione (ovvero, della capacità dell’organismo di arrestare la fuoriuscita del sangue), alla presenza di tumori benigni o maligni, ad infezioni (endometriti) che possono determinare accumuli di sangue nelle pareti interne dell’utero, a disturbi ormonali, alla presenza di materiale estraneo, come un dispositivo contraccettivo intrauterino.
Ciclo in anticipo o in ritardo
È assai comune a tutte le età che le mestruazioni (quello che chiamiamo Ciclo) arrivino in anticipo o in ritardo. Una circostanza che può verificarsi saltuariamente oppure di frequente.
Quando i cicli mestruali sono soliti verificarsi a distanza inferiore ai 28 giorni si parla di polimenorrea (mestruazioni in anticipo). Si tratta di una condizione piuttosto fisiologica nei primi anni successivi al menarca, mentre in età adulta può essere legato a vari fattori: un semplice cambio di stagione, stress, all’uso di farmaci farmacologico, anche se può essere spia di problemi ormonali, alterazioni della parete interna dell’utero (endometrio), o presenza di tumori (come fibromi).
Si parla di oligomenorrea quando le mestruazioni si verificano regolarmente ad una distanza superiore a 35 giorni l’una dall’altra. L'oligomenorrea è un fenomeno legato a condizioni quali l’ipersecrezione di ormoni maschili, ovaio multifollicolare, stress, ma può anche suggerire la presenza di tumori uterini benigni e maligni.
Altra cosa sono i ritardi che possono verificarsi per diversi motivi, anche fino a 5 giorni o una settimana rispetto al solito, e che preoccupano alla luce di un test di gravidanza negativo. Nessun dubbio che una visita ginecologica non possa fugare.
Amenorrea: quando le mestruazioni scompaiono
L’assenza di mestruazioni è definita amenorrea; può essere suddivisa in primaria, se si verifica in donne che non hanno mai avuto un menarca, o secondaria, se avviene in donne che hanno già avuto regolari cicli mestruali.
L’amenorrea primaria è associata ad anomalie o malformazioni dell’apparato genitale (ad esempio, un ovaio o un utero poco sviluppato), varie condizioni di insensibilità dell’utero agli ormoni femminili, gravi condizioni di denutrizione, patologie della tiroide, alcune malattie infettive, condizioni di elevato stress o iperattività fisica.
Anche in donne che hanno già avuto cicli mestruali regolari è possibile che il ciclo si interrompa. A parte condizioni fisiologiche (come la gravidanza, l’allattamento al seno o la menopausa), l’amenorrea secondaria condivide alcune cause dell’amenorrea primaria (ad esempio, alterazioni ormonali o condizioni di stress/denutrizione).
Altre cause patologiche sono alcune terapie farmacologiche e/o oncologiche, problemi alla tiroide, problematiche dell’apparato genitale come sindrome dell’ovaio policistico.
Per una suora, l’assenza del ciclo non dovrebbe essere attribuita automaticamente alla clausura o alla vita religiosa. Un cambiamento persistente merita una valutazione clinica, soprattutto se associato a perdita di peso, stanchezza marcata, dolore, sanguinamenti anomali o altri sintomi.
Perdite scure, chiare e spotting
È molto comune avere delle perdite al di fuori dei giorni delle mestruazioni. In particolare, perdite marroni o perdite rosa prima del ciclo vero e proprio oppure perdite di sangue dopo il ciclo.
Episodi di perdite scure, marroni, sono tutt’altro che rari, anche non durante la mestruazione. Si tratta di perdite ematiche, e il colore del sangue è solitamente dovuto all’ossidazione del sangue per il tempo più prolungato che esso è stato all’interno del nostro corpo prima di essere espulso.
Possono verificarsi perdite marroni in ogni momento del ciclo e anche in gravidanza. Quando queste perdite scure non si verificano durante la mestruazione si parla di spotting.
Spesso si verificano episodi di spotting tra un ciclo e l’altro quando si comincia a usare un metodo contraccettivo ormonale come la pillola, l’anello o il cerotto.
Ma anche le mestruazioni possono essere più scure talvolta, anche per motivi non correlati a patologie. Ad esempio, negli ultimi giorni del ciclo mestruale, è più probabile che le mestruazioni siano scure perché il sangue coagulato è più “vecchio”.
Cause patologiche di mestruazioni di colore scuro sono invece malattie infettive come la gonorrea o la clamidia o condizioni patologiche come l’endometriosi, ovvero la presenza di tessuto uterino in sede anomala.
Dal silenzio storico ai tabù mestruali
Il ciclo mestruale è un processo naturale comune a tutte le donne, indipendentemente dalla cultura e dal periodo storico. Eppure, in molti casi, le mestruazioni vengono variamente percepite come pericolose, impure e contaminanti.
Donne provenienti da diversi background culturali e sociali condividono tabù e restrizioni che condizionano la loro vita durante il periodo mestruale, procurando uno stato di segretezza che circonda la tematica con conseguenze negative per le donne - e per gli uomini - in merito alla conoscenza che si ha dell’anatomia femminile e del processo stesso.
Un tabù, come viene definito da Manju Kaundal e Bhopesh Thakur, “is a strong social prohibition or ban relating to any area of human activity or social custom that is sacred and forbidden, based on moral judgment and sometimes even religious beliefs. Breaking the taboo is usually considered objectionable by the society”.
L’associazione del ciclo mestruale ai sentimenti negativi descritti è causata dalla percezione che si ha del sanguinamento mestruale. La fuoriuscita di sangue dal corpo ogni mese senza la presenza di una vera e propria ferita o lesione tende a manifestarsi come un fenomeno soprannaturale al pari del ciclo lunare.
A questo si aggiunga la relativa o totale ignoranza sul processo biologico che regola il ciclo mestruale. Tutto questo ha portato a una costante associazione tra le mestruazioni e idee di orrore, pericolo, vergogna e perfino di peccato.
Come venivano gestite le mestruazioni nel passato
Le prime testimonianze scritte del ciclo mestruale risalgono all’Antico Egitto sui Papiri di Kahun e di Ebers: gli assorbenti erano dei tamponi di papiro ammorbidito o di lino che venivano inseriti in vagina, non esistendo indumenti simili agli slip, e lavati da donne cui veniva assegnato questo compito.
Nella Grecia del V secolo si era convinti che le mestruazioni fossero un residuo di cibo che non fosse stato digerito a sufficienza e che, nella donna, avendo minore forza vitale dell’uomo, non si potesse trasformare in sperma.
Il sangue mestruale veniva considerato tossico e, per questo, espulso mensilmente. In menopausa le donne trattenendolo nel corpo potevano “intossicarsi” e dare segno di squilibrio oppure “intossicare” gli altri espellendo questi vapori tossici dagli occhi: il malocchio!!!
Le donne gestivano il sanguinamento utilizzando piccoli pezzetti di legno attorno ai quali venivano arrotolate garze, pelli di animali, carta o altro ma quelle che potevano si ritiravano per tutta la durata del ciclo nel gineceo.
Nella Roma imperiale si iniziarono ad utilizzare dei pezzi di stoffa agganciati ad una cintura. Nel Medioevo le cose non andarono meglio, alcune superstizioni come quelle sul malocchio, sulla capacità delle donne mestruate di rovinare i raccolti e le piante, di opacizzare gli specchi, di causare la rabbia nei cani, di trasformare il vino in aceto si mantennero vivide.
Le donne cucivano delle specie di pantaloni per sostenere i panni di stoffa che assorbivano il sangue mestruale oppure lo sphagnum, un muschio palustre assorbente.
Nel Sei-Settecento nei ceti più abbienti utilizzavano delle coulotte maschili per sostenere dei panni che venivano sostituiti e lavati. In alternativa si usavano le cinture mestruali che erano comunque scomode e creavano spesso abrasioni.
Gli odori forti emanati durante le mestruazioni venivano coperti da profumi molto forti, diffusissimi in quei secoli. Il rosso poi, era un colore molto frequente nel guardaroba delle donne proprio per coprire eventuali macchie di sangue.
La diffusione degli assorbenti
Solamente alla fine dell’800 furono commercializzati i primi assorbenti come li conosciamo oggi ma non ebbero un grande successo fino agli anni ’70.
Assorbenti simili a quelli che usiamo oggi hanno fatto la loro prima comparsa alla fine dell’Ottocento in Germania e negli Stati Uniti, ma non è stato subito un successo, anzi.
Le donne provavano troppo imbarazzo per comprarli, per cui continuavano a usare quelli fatti in casa, tenendoli al loro posto con spille da balia, cordini o cinture di mussola, e lavandoli e rilavandoli mese dopo mese.
Durante la Prima Guerra Mondiale, negli ospedali militari si diffonde l’uso del Cellucotton, un nuovo tessuto che assorbe il sangue molto meglio rispetto al semplice cotone; le infermiere se ne accorgono e usano avanzi e ritagli per farne assorbenti.
Un passo avanti si fa negli Anni ’20, quando non solo viene introdotto il Kotex (un materiale più conveniente ricavato dalla combinazione di cotone e tessuto, da cui il nome), ma si incoraggiano i negozianti a esporre questi primi assorbenti usa-e-getta sui loro banconi insieme a una discreta scatola in cui inserire il denaro dovuto per l’acquisto.
In questo modo non era più necessario pronunciare parole ritenute troppo “imbarazzanti”, e per giunta da rivolgere a commessi che erano per la maggior parte di sesso maschile, e comprarli diventa più semplice.
Anche usarli diventa più confortevole, perché la biancheria da donna inizia a essere sgambata sull’inguine, rendendo più facile tenere in posizione l’assorbente - per la striscia adesiva sulla parte posteriore, bisogna aspettare l’inizio degli Anni ‘70.
Va infatti considerato il fatto che l’idea dell’usa-e-getta, fino a prima degli Anni ’60 in pratica non esisteva e quindi i consumatori non erano abituati al fatto di acquistare un prodotto che veniva usato solo per poche ore prima di essere gettato.
La grande comodità di non dover lavare e rilavare panni di tessuto imbottiti e intrisi di sangue mestruale, però, ha conquistato le donne - soprattutto nel momento in cui il nostro stile di vita è diventato più attivo e ricco di impegni, non più solo in casa ma anche fuori.
Gestire il ciclo in comunità religiose
La gestione delle mestruazioni nelle comunità religiose femminili dipende anche dalla disponibilità di servizi igienici, acqua, biancheria, prodotti mestruali e spazi adeguati per cambiarli o lavarli. La presenza di una routine comune può rendere più semplice organizzare questi aspetti, ma il silenzio e il pudore possono complicare la richiesta di aiuto.
Nonostante sia un elemento naturale nella vita di una donna ancora oggi vi è molto imbarazzo e pudore nel parlare del sangue mestruale, basti pensare alle polemiche suscitate dalle recenti pubblicità in cui si parla esplicitamente della mestruazione: Anno Domini 2021!
La gestione del ciclo dovrebbe poter avvenire senza vergogna, senza isolamento imposto e senza attribuire alle mestruazioni un significato di impurità. L’attenzione alla salute mestruale comprende sia la possibilità di usare prodotti adeguati sia l’accesso a informazioni corrette e a una valutazione medica quando compaiono sintomi persistenti.
Quando rivolgersi a un medico
In ogni caso, è fortemente consigliato a ogni donna, anche in assenza di sintomi o patologie, di sottoporsi una volta l’anno a una visita ginecologica, dove emergono eventuali problematiche che possono originare le perdite scure.
È importante chiedere consiglio al medico in presenza di amenorrea persistente, sanguinamenti molto abbondanti, dolore invalidante, perdite anomale, cicli improvvisamente irregolari o sintomi che interferiscono con la vita quotidiana.