San Mattia apostolo si festeggia il 14 maggio nel calendario della Chiesa cattolica; il 24 febbraio è invece la data conservata dal calendario della forma straordinaria, dalla Chiesa luterana e dalla Chiesa anglicana. La Chiesa ortodossa e le altre Chiese di tradizione greca lo celebrano il 9 agosto.
San Mattia fu scelto per sorteggio dagli Apostoli come successore di Giuda Iscariota e venne associato agli undici Apostoli. Secondo gli Atti degli Apostoli, aveva seguito Gesù dal battesimo ad opera di Giovanni Battista fino all’Ascensione, diventando anche lui testimone della Risurrezione.
San Mattia apostolo: il significato dell’onomastico
Il nome Mattia deriva dal greco Matthias, a sua volta collegato all’ebraico Mattithiah, e significa “Dono di Dio”. Il nome è composto da mathat, “dono”, e yah, abbreviazione di YHWH, “Dio”.
Mattia non va confuso con l’evangelista Matteo, anche se i due nomi hanno lo stesso significato. San Mattia non compare nell’elenco originario dei Dodici Apostoli, ma fu scelto dopo l’Ascensione per prendere il posto lasciato libero da Giuda Iscariota.
Perché san Mattia si festeggia il 14 maggio
La festa di san Mattia in passato era celebrata il 24 febbraio, poi fu spostata sia per evitare che cadesse nel periodo quaresimale, sia per avvicinarla al giorno dell’elezione.
Il 14 maggio il Martirologio ricorda la festa di san Mattia, apostolo, che seguì il Signore Gesù dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui Cristo fu assunto in cielo; per questo, dopo l’Ascensione del Signore, fu chiamato dagli Apostoli al posto di Giuda il traditore, perché, associato fra i Dodici, divenisse anche lui testimone della resurrezione.
| Data | Tradizione cristiana |
|---|---|
| 14 maggio | Chiesa cattolica |
| 24 febbraio | Calendario della forma straordinaria, Chiesa luterana e Chiesa anglicana |
| 9 agosto | Chiesa ortodossa e altre Chiese di tradizione greca |
La scelta di Mattia al posto di Giuda Iscariota
Nel libro degli Atti 1,15-26 si narra che, nei giorni seguenti l'ascensione, l'apostolo Pietro propose all'assemblea dei fratelli, il cui numero era di centoventi, di scegliere uno tra loro per prendere il posto del traditore Giuda Iscariota nel collegio apostolico.
Furono indicati due discepoli, Giuseppe, chiamato Barsaba, e Mattia, e fu fatto il sorteggio, col risultato in favore di Mattia, che pertanto venne associato agli undici apostoli.
La sua scelta è dovuta al ripristino del numero dei Dodici, che simboleggia il nuovo Israele. Il criterio più importante fu il suo essere testimone della vita pubblica di Gesù, dal battesimo al Giordano fino alla sua Ascensione al cielo.
La testimonianza principale di quanto avvenuto resta in ogni caso la Risurrezione, dopo la quale il Maestro ha deciso di mostrarsi ad un numero ristretto di persone (cfr. At 1,15-26).
Il sorteggio e la volontà divina
Quanto alla modalità, invece, può forse stupirci, il suo nome fu infatti estratto. Interrogare la sorte per conoscere la volontà divina è tuttavia un metodo conosciuto nella Bibbia, la stessa divisione della Terra promessa avvenne per sorteggio.
A gestire questa estrazione fu naturalmente Pietro, per l’autorità che ricopriva: «dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell’assemblea. », dice San Giovanni Crisostomo, che aggiunge: «non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. Così egli fu solo l’interprete, non uno che impone il proprio giudizio. ».
Quanto all’utilizzo della sorte, tra Giuseppe detto “giusto” e Mattia, lo stesso vescovo di Costantinopoli afferma: «(gli Apostoli) non si ritenevano degni di fare essi stessi l’elezione, per questo desiderarono essere guidati da un segno».
Il rapporto tra Mattia, Giuda e Pietro
Per parlare di Mattia occorre però fare un passo indietro, analizzando bene la vicenda di Giuda Iscariota, personaggio che forse giudichiamo frettolosamente e con troppa facilità.
Due elementi contrastanti lo caratterizzano: è falso, eppure è stato scelto da Gesù nel novero dei Dodici. Il Maestro si è forse sbagliato? Evidentemente no.
Ma lasciamo che a parlare sia anzitutto il suo soprannome, spesso discusso, che ha tre possibili spiegazioni: la prima lo ritiene originario del villaggio di Keriot, in Giudea, dove il padre Simone è già chiamato con questo soprannome.
La seconda ipotizza una deformazione della parola “sicario”, altro termine per indicare gli zeloti, guerriglieri politico-religiosi antiromani, da questi ultimi chiamati sicari proprio per via del pugnale che utilizzavano - in latino sica - per compiere i loro attentati in mezzo alla folla.
Altri infine considerano “Iscariota” la trascrizione di una parola aramaica che significa “colui che lo consegnerà”.
Ma chi era davvero Giuda, qual’era il suo ruolo tra i Dodici? E soprattutto, perché ha tradito Gesù? Egli era colui che teneva il fondo cassa del gruppo, probabilmente con efficacia.
Quando Maria di Betania versa del costosissimo nardo sui piedi di Gesù, Giuda s’indigna, ritenendo fosse meglio dare quei soldi ai poveri. Giovanni, che scrive il suo Vangelo molto tardi, forse ci mette del suo, affermando che all’Iscariota non importavano i poveri, ma i soldi, «perché era un ladro» (Gv 12,6).
Fatto sta che, dopo l’affermazione, Gesù rimprovera Giuda davanti a tutti. Sappiamo bene quanto sia doloroso sentirsi giudicare in pubblico, ne va della nostra reputazione.
Giuda si è dunque vendicato nei confronti del Maestro per quello “sgarbo”? Oppure non era il condottiero politico che sperava e che si era immaginato?
Gesù non è stato tenero nei suoi confronti nemmeno durante l’Ultima Cena, quando ha detto: «Il Figlio dell’uomo se ne va. ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio. che non fosse mai nato!» (Mt 26,24).
In questi atteggiamenti nei confronti di Giuda, Gesù si mostra un fine e sincero pedagogo: non gli risparmia la verità, è sincero nei suoi confronti, eppure non manca di amarlo dall’inizio - avendolo scelto tra i Dodici! - alla fine, quando, proprio mentre Giuda lo sta facendo arrestare, lui, con grande tenerezza e compassione, lo chiama «Amico» (Mt26,50).
Perché Gesù si è scelto come amico fidato, uno che probabilmente sapeva lo avrebbe tradito? Dio Padre è fedele, sempre, come risulta dall’Antico Testamento, in cui si sceglie un piccolo popolo, Israele, composto da dodici tribù, numero non a caso scelto da Gesù per formare il gruppo più intimo dei suoi, esplicita volontà di inaugurare un “nuovo Israele”.
Ma questo “nuovo Israele”, come il “vecchio”, è umano, imperfetto, capace di tradire il proprio Dio. Se l’antica alleanza è rotta più volte, addirittura preferendo a Dio un vitello d’oro, la nuova comincia ancora col tradimento umano.
Ma, come il Padre non si stanca mai di perdonare Israele, così il Figlio accoglie tra i suoi un uomo capace di tradirlo.
Ma allora, che differenza c’è tra l’Iscariota e Pietro, non lo ha forse tradito anche quest’ultimo, e per giunta tre volte?! È vero, Pietro lo ha tradito per ben tre volte, numero simbolicamente fondamentale nella Scrittura, come a dire che lo ha tradito pienamente.
Però, mentre Pietro ha riconosciuto la sua miseria umana, affidandola a Gesù, Giuda non ha mollato le redini della sua vita fino all’ultimo istante: pentitosi del tradimento - e che il pentimento sia sincero lo dimostra l’estremità del gesto compiuto - non accetta il suo limite, volendo decidere per sé fino alla fine, scegliendo di autopunirsi con l’impiccagione.
Chissà cosa avrà provato nel momento in cui i suoi occhi hanno incrociato lo sguardo del Maestro che, chinato davanti a lui, gli stava lavando i piedi.
La vita di san Mattia secondo gli Atti degli Apostoli
San Mattia non compare nell’elenco dei Dodici Apostoli, come mai oggi lo festeggiamo come tale? Negli Atti degli Apostoli si racconta che fu Mattia ad essere scelto per sorteggio come successore di Giuda Iscariota nella cerchia dei dodici Apostoli; del suo martirio manca tuttavia l’evidenza storica.
Si sa molto poco di San Mattia: negli Atti degli Apostoli si racconta che fu Mattia ad essere scelto per sorteggio come successore di Giuda Iscariota nella cerchia dei dodici Apostoli; del suo martirio manca tuttavia l’evidenza storica.
Il suo criterio di ammissione nel collegio apostolico fu la continuità della sua presenza accanto a Gesù: Mattia rimase con lui dal battesimo ad opera di Giovanni Battista fino all’Ascensione.
Anch’egli, di cui sappiamo davvero poco, è dunque un “dono di Dio”, come afferma il significato stesso del nome ebraico, composto da mathat, “dono”, e yah, abbreviazione di YHWH, “Dio”.
Il culto e le reliquie di san Mattia
Le reliquie di Mattia sono contenute in un'arca marmorea nel transetto dalla basilica di Santa Giustina a Padova, a poca distanza dall'arca dell' evangelista san Luca.
Le reliquie sono venerate nella Basilica di Santa Giustina a Padova.
È stato detto che sant’Elena imperatrice portò le reliquie del santo a Roma e che una parte di esse furono trasportate a Treviri ma alcuni storici ritengono che le reliquie che si trovavano in Roma fossero quelle di un altro san Mattia o Matteo, che fu vescovo di Gerusalemme nell’anno 120.
La tradizione relativa alle reliquie presenta quindi interpretazioni diverse. La Basilica di Santa Giustina a Padova resta il luogo indicato per la venerazione delle reliquie di san Mattia apostolo.

San Mattia patrono
San Mattia è patrono di ingegneri e alcolisti pentiti.
La sua memoria liturgica richiama la fedeltà alla testimonianza cristiana, la scelta degli Apostoli dopo l’Ascensione e il significato del suo nome, “Dono di Dio”.
Gli altri santi del 14 maggio
Il 14 maggio il Martirologio ricorda anche numerosi altri santi e beati, oltre a san Mattia apostolo.
- Nella provincia d'Asia, nell'odierna Turchia, san Massimo, martire, che si racconta abbia reso lo spirito a Dio durante la persecuzione dell’imperatore Decio patendo la lapidazione.
- A Cimiez in Provenza, in Francia, san Ponzio, martire.
- In Siria, santi Vittore e Corona, martiri, che subirono insieme il martirio.
- Sull’isola di Chio, nel mare Egeo, sant’Isidoro, martire, che si ritiene sia stato gettato in un pozzo.
- Ad Aquileia, oggi in Friuli, santi Felice e Fortunato, che onorarono questa città con il loro glorioso martirio.
- In Sardegna, commemorazione delle sante Giusta ed Eredina, martiri.
- A Clermont-Ferrand nella regione dell’Aquitania, in Francia, sant’Abrúncolo, vescovo, che, scacciato dalla sede di Langres da parte di Gundobaldo re dei Burgundi, giunto a Clermont-Ferrand, fu posto a capo di quella Chiesa.
- Nello stesso luogo, san Gallo, vescovo, che fu uomo umile e mite, zio di san Gregorio di Tours.
- A Lismore in Irlanda, san Cartáco, vescovo e abate.
- Nel monastero di Fontenelle nel territorio della Neustria, in Francia, sant’Eremberto, già vescovo di Tolosa, che visse seguendo la regola monastica.
- A Santarém in Portogallo, beato Egidio da Vaozela, sacerdote, che, docente di medicina a Parigi, abbandonò la sua vita di dissolutezze e, entrato nell’Ordine dei Predicatori, respinse tutte le tentazioni con le lacrime, la preghiera e i digiuni.
- Nella cittadina di Saint Mary of the Woods vicino a Indianapolis negli Stati Uniti d’America, beata Teodora (Anna Teresa) Guérin, vergine della Congregazione delle Suore della Provvidenza, che, nata in Francia, pur tra grandissime difficoltà, confidando sempre nella divina Provvidenza, si prese misericordiosamente cura della nascente comunità del luogo.
- Nel territorio di Bétharram vicino a Pau sul versante francese dei Pirenei, san Michele Garicoïts, sacerdote, fondatore della Società dei Sacerdoti Missionari del Sacro Cuore di Gesù.
- A Nizza Monferrato in Piemonte, santa Maria Domenica Mazzarello, che insieme a san Giovanni Bosco fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice per l’educazione delle ragazze povere e rifulse per umiltà, prudenza e carità.
San Michele Garicoïts, sacerdote
Originario della Navarra francese, nato nel periodo postrivoluzionario, il giovane sacerdote Michele si rende conto che la sfida è la ri-evangelizzazione: dei sacerdoti, dei giovani, dei contadini.
Nel 1835 fonda con questo scopo la Congregazione dei Preti del Sacro Cuore di Gesù a Bétharram.
La preghiera a san Mattia
«O Dio, che hai voluto aggregare san Mattia al collegio degli Apostoli, per sua intercessione concedi a noi, che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia, di essere contati nel numero degli eletti» (Colletta).
SAN MATTIA: L'APOSTOLO DEL DOPO UNA STORIA DI FEDE
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