Chiesa parrocchiale di San Colombano a Fogliano Redipuglia: storia, architettura e informazioni

La chiesa parrocchiale di San Colombano a Fogliano Redipuglia è un edificio di architettura rinascimentale situato in via Santa Maria, nel comune di Fogliano Redipuglia, in provincia di Gorizia. La volumetria dell'edificio si compone di un corpo a pianta rettangolare, con i lati in rapporto di 1:2 e da un corpo a pianta quadrata al quale è aggiunta l'abside poligonale.

I due corpi contengono aula e presbiterio sviluppati su un unico asse. L'edificio è identificato come chiesa-votiva e costituisce una testimonianza dell'architettura rinascimentale presente nel territorio della Bisiacaria, tra la pianura dell'Isonzo e le prime propaggini dell'altipiano carsico.

Localizzazione e dati identificativi

La chiesa si trova a Fogliano Redipuglia, in Friuli-Venezia Giulia, all'indirizzo via Santa Maria, Fogliano Redipuglia (GO). Fogliano Redipuglia è il comune della provincia di Gorizia dove sorge il Sacrario Militare, uno dei luoghi della memoria della Prima guerra mondiale più significativi d’Europa.

VoceInformazione
DenominazioneChiesa parrocchiale di San Colombano
Oggettochiesa-votiva
Ambito culturaleArchitettura Rinascimentale
LocalizzazioneFogliano Redipuglia (GO) - Friuli-Venezia Giulia, ITALIA
Indirizzovia Santa Maria, Fogliano Redipuglia (GO)
Tipologia schedaArchitettura
Condizione giuridicaproprietà privata
Codice di catalogo nazionale0600029052
Ente competente per la tutelaSoprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia
Ente schedatoreSoprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia
Data di compilazione1992
Data di aggiornamento2020

Struttura architettonica

La volumetria dell'edificio si compone di un corpo a pianta rettangolare, con i lati in rapporto di 1:2 e da un corpo a pianta quadrata al quale è aggiunta l'abside poligonale. I due corpi contengono aula e presbiterio sviluppati su un unico asse.

Questa impostazione planimetrica distingue nettamente lo spazio dell'aula da quello del presbiterio, pur mantenendo una disposizione longitudinale unitaria. Il corpo rettangolare principale accoglie l'aula, mentre il corpo quadrato, completato dall'abside poligonale, definisce la zona presbiteriale.

Un basso corpo di fabbrica è addossato al lato Nord. La presenza di questo volume laterale completa la configurazione dell'edificio e introduce un elemento secondario rispetto alla composizione principale, organizzata lungo l'asse dell'aula e del presbiterio.

La facciata principale

La facciata anteriore è composta da un quadrato sovrastato da un timpano, separati da cornice aggettante. La composizione si basa quindi su una parte inferiore quadrata e su una parte superiore conclusa dal timpano, con la cornice aggettante a segnare il passaggio tra i due elementi.

Presenta un semplice portale architravato e incorniciato al centro e sovrastato da finestra e lunetta. Il portale costituisce l'asse centrale della facciata e organizza la successione verticale degli elementi di ingresso e di illuminazione.

La lapide datata 1521 è posta immediatamente sopra il portale. La data costituisce un riferimento visibile nella facciata e si inserisce nella lettura storica dell'edificio rinascimentale.

Facciata rinascimentale chiesa San Colombano

Finestre e illuminazione degli ambienti

Sono presenti due finestre rettangolari per ciascun lato dell'aula e una finestra ogivale allungata su ciascun lato del presbiterio. Le aperture dell'aula e quelle del presbiterio hanno forme differenti e sottolineano la distinzione tra i due principali ambienti della chiesa.

Le finestre rettangolari dell'aula appartengono alla scansione più regolare del corpo principale, mentre le finestre ogivali allungate del presbiterio accentuano la parte terminale dell'edificio e accompagnano la zona dell'abside poligonale.

La chiesa nel territorio di Fogliano Redipuglia

Arrivare a Fogliano Redipuglia vuol dire attraversare una pianura che porta ancora i segni di quello che è accaduto qui poco più di un secolo fa. Il Carso inizia a farsi sentire sul bordo del territorio, l’Isonzo scorre non lontano, e lungo la strada che porta alla frazione di Redipuglia si capisce subito che questo non è un posto qualsiasi.

È un comune di circa 2.979 abitanti nella provincia di Gorizia, posto a circa 23 metri sul livello del mare, nella zona della Bisiacaria: una pianura aperta tra il fiume e le prime propaggini dell’altipiano carsico, con un orizzonte che nei secoli ha visto passare eserciti, profughi e ricostruttori.

Il comune comprende tre frazioni - Fogliano, sede comunale, Redipuglia e Polazzo - ciascuna con una propria storia e un proprio carattere. Il territorio di Fogliano Redipuglia si apre sulla pianura dell’Isonzo, con la sponda sinistra del fiume che segna il confine naturale verso est.

Le prime propaggini del Carso entrano nell’inquadratura verso nord, mentre il paesaggio agrario della Bisiacaria si distende pianeggiante verso il mare. Non ci sono percorsi naturalistici codificati che il Foglio-Fatti assegni direttamente al comune, ma chi vuole esplorare il Carso isontino e le rive dell’Isonzo trova in questo territorio un punto di accesso comodo a un paesaggio ancora integro, con doline, vegetazione carsica e il fiume che scorre tra ghiaie e rive boscose.

La storia del territorio

Il territorio ha conosciuto dominazioni e transiti di ogni tipo, ma quello che interessa il visitatore non è la sequenza di popoli che lo hanno attraversato: è la stratificazione leggibile ancora oggi nel paesaggio e negli edifici.

Nel 1474 la Repubblica di Venezia fece costruire un fortino a Fogliano - uno di tre lungo l’Isonzo - per contrastare le incursioni turche che risalivano dai Balcani. Quel fortino fu poi demolito, ma la sua memoria è incisa nella storia del sito.

Il Novecento ha lasciato qui il segno più profondo. Tra il 1915 e il 1917 il territorio fu teatro delle prime battaglie dell’Isonzo: le popolazioni di Fogliano, Redipuglia e Polazzo furono evacuate e trasferite in campi profughi in Austria e Ungheria, mentre le trincee e le doline carsiche diventavano fronte di guerra.

Quello che restò dopo il conflitto era un territorio completamente distrutto, che impiegò decenni a ricostruirsi. Negli anni Trenta del Novecento, accanto ai lavori di ricostruzione, fu realizzata l’area monumentale di Redipuglia, con il sacrario, la stazione ferroviaria regia e il Parco della Rimembranza.

Altri edifici religiosi e siti storici

Sul colle che sovrasta Redipuglia si trova la chiesa di Santa Maria in Monte. Gli affreschi interni - del 1521, del 1526 e il ciclo di Giacomo Secante del 1572 - sono di autori in parte anonimi e testimonianze della stratificazione storica del sito.

Nel centro abitato di Fogliano si trovano inoltre la chiesa di Santa Elisabetta e la chiesa di San Giacomo Apostolo, edifici di devozione locale che completano il quadro delle presenze religiose del comune.

Nel 1890, durante una campagna di lavori presso la chiesa di Sant’Agata di Polazzo, frazione della città di Fogliano Redipuglia, sono stati portati alla luce frammenti di una pavimentazione con decorazione musiva.

La prima segnalazione del ritrovamento considerava la pavimentazione parte dell’antico grande palazzo che storicamente avrebbe dato il nome alla località. Le informazioni disponibili per la lettura e l’interpretazione del sito sono purtroppo scarse ma hanno permesso di ipotizzare che nell’area sorgesse un complesso residenziale di età romana.

Il Sacrario Militare di Redipuglia

Il centro di tutto è il Sacrario Militare di Redipuglia, inaugurato nel 1938: una delle più grandi strutture commemorative della Prima guerra mondiale in Europa, che raccoglie le spoglie di oltre centomila soldati italiani caduti durante il conflitto.

Il Sacrario Militare di Redipuglia è ubicato nel comune di Fogliano Redipuglia (Gorizia), al km 340 della rotabile Udine-Monfalcone. Il Sacrario vero e proprio, in pietra carsica locale di colore chiaro, si adagia sul versante occidentale del Monte Sei Busi (a quota 117 m), primo apprezzabile ostacolo del grande Tavolato Carsico.

Il sacrario non è solo un monumento funebre: è un’architettura pensata per colpire, con gradoni che salgono verso la cima del colle, nomi incisi sulla pietra e un silenzio che si impone da solo.

Inaugurato nel 1938 da Benito Mussolini, ospita le salme di oltre 100.000 caduti della Prima Guerra Mondiale provenienti dal prospiciente Cimitero degli Invitti nel Colle S. Elia e da molti altri cimiteri di guerra della zona. Il progetto si deve all’architetto Giovanni Greppi ed allo scultore Giannino Castiglioni.

Vi si accede attraverso la “Via Eroica” dove 38 lapidi in bronzo ricordano i nomi delle località dei combattimenti avvenuti sul Carso. Nel piazzale si erge la grande tomba monolitica del Duca d’Aosta, Comandante della 3^ Armata, che con espressa volontà testamentaria chiese di essere sepolto a Redipuglia.

Lo affiancano i cinque monoliti contenenti le urne dei suoi Generali Chinotto, Monti, Paolini, Prelli e Riccieri, che seguono lo schieramento della Armata Invitta nella salita verso il Golgota, rappresentato dalle tre Croci alla sommità del Sacrario.

Il corpo più imponente del Sacrario è infatti costituito dalla monumentale scalea composta da 22 gradoni, contenenti le salme di oltre 39.800 caduti noti, disposte in ordine alfabetico in loculi rivestiti da lastre di bronzo. Ogni gradone è coronato da un architrave sul quale corre ininterrotta la sequenza in rilievo della scritta “Presente”.

Alla sommità della scalea sono stati realizzati due grandi tombe comuni per le oltre 60.300 salme dei Caduti ignoti. Qui si trova la anche la Cappella votiva, oggi chiesa della Madonna Regina della Pace.

Scalinata del Sacrario di Redipuglia

Il Colle Sant’Elia e il Parco delle Rimembranze

Il Colle S. Elia (di fronte all’attuale Sacrario) ospitava fino alla fine degli anni Trenta il Cimitero degli Invitti. Le sepolture dei Caduti, disposte sulla nuda terra del colle, lungo gironi concentrici, erano alternate a cimeli di guerra che andavano a identificare le specialità e i reparti che vi combatterono.

Con la costruzione del nuovo Sacrario e lo spostamento di tutte le salme, il Colle S. Elia divenne un grande Parco delle Rimembranze, ricco di opere commemorative, oltre che di piccole e grandi fortificazioni, trincee e gallerie austo-ungariche riutilizzate nell’immediatezza dalle truppe italiane.

Vi sono esposti anche 30 pezzi di artiglieria, molti dei quali considerati rari, vestigia delle passate vicende belliche. Il Parco è sistemato a verde con cipressi, siepi e prati; lungo i percorsi interni si incontrano 35 cippi commemorativi sui quali sono sistemati cimeli di guerra riferiti ai militari e ai reparti che combatterono in quei luoghi.

Sulla sua sommità è stata collocata una colonna tratta dagli scavi di Aquileia. Alle spalle del piazzale inferiore è possibile visitare una trincea blindata, vestigia della Grande Guerra.

Informazioni per la visita del territorio

Il Sacrario è raggiungibile in auto (autostrada Venezia-Trieste, uscita Redipuglia proseguendo per 2 km in direzione Fogliano Redipuglia), in treno (stazione ferroviaria di Redipuglia sulla linea Udine-Gorizia-Trieste), in aereo (aeroporto di Ronchi dei Legionari, 5 km) e nave (porto di Trieste, circa 45 km).

Fogliano Redipuglia si raggiunge facilmente in automobile percorrendo la strada statale che collega Monfalcone a Gorizia, seguendo le indicazioni per Redipuglia. La frazione con il sacrario è ben segnalata lungo l’asse stradale principale.

La stazione ferroviaria - la Regia Stazione costruita negli anni Trenta insieme all’area monumentale - è ancora attiva sulla linea Trieste-Gorizia-Udine, il che rende il borgo accessibile anche senza mezzo proprio per chi arriva dalle principali città del Friuli-Venezia Giulia.

Il Sacrario Militare ed il Parco delle Rimembranze al Colle S. Elia sono luoghi sacri perennemente aperti. Le sale museali della Casa della 3^ Armata sono momentaneamente chiuse per lavori.

La sala delle Medaglie D'Oro e la sala dei ricordi poste in cima al Sacrario rispettano il seguente orario:

  • Dal 1 novembre al 14 marzo: da martedì a sabato, dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 14:30 alle 16:00, lunedì, domenica e festivi chiuso, salvo qualche apertura straordinaria a discrezione del Direttore.
  • Dal 15 marzo al 31 ottobre: da lunedì a venerdì, dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 14:30 alle 16:00, sabato e domenica dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00.

La Casa della 3^ Armata e gli spazi museali

La Casa della 3^ Armata è un'infrastruttura destinata alla ricezione e al supporto dei visitatori del Sacrario Militare, originariamente denominata Casa del Pellegrino, ed è localizzata sul piazzale di ingresso del Colle S. Elia; è caratterizzata da una struttura articolata su più livelli.

Al piano terra, al quale si accede da un ingresso privilegiato, sono allestite tre sale museali: Sala 3^ Armata, Sala Duca d’Aosta e Sala Grande Guerra, che espongono divise, armi, medaglie, oggetti e strumenti vari utilizzati dai soldati al fronte, oltre a una serie di pannelli didattici che raccontano la Grande Guerra con un focus sulla attività della Invitta 3^ Armata e del suo comandante generale, il duca Duca di Savoia-Aosta.

Vi è infine una sala proiezione dove a richiesta è possibile un filmato storico che narra le vicende della 1^ Guerra Mondiale. Al piano seminterrato, accessibile dall’esterno, vi è un bar-ristorante.

Piazza delle Pietre d’Italia

In occasione delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, antistante al colle Sant’Elia ed in asse con il prospicente Sacrario, è stata realizzata la “Piazza delle Pietre d’Italia”, un’opera d’arte contemporanea retroilluminata.

Con i suoi materiali lapidei policromi provenienti dalle principali cave d’Italia, simboleggia il mosaico dei circa 8.000 comuni da cui partirono i soldati italiani per il fronte della 1^ Guerra Mondiale.

Contesto paesaggistico e periodo della visita

La primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre) sono ideali per esplorare la pianura della Bisiacaria con temperature miti. I mesi estivi possono essere caldi in pianura, mentre l'inverno presenta nebbie frequenti tipiche del Friuli-Venezia Giulia.

Il patrono locale è la Madonna della Salute, la cui festa cade il 21 novembre. Una ricorrenza che nei borghi del Friuli veneziano ha radici antiche, legate spesso a momenti di crisi - epidemie, guerre, carestie - in cui la devozione mariana diventava punto di raccolta collettiva.

A Fogliano Redipuglia, dopo quello che il Novecento ha portato, questa festa conserva una risonanza particolare.

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