I commentari biblici cattolici aiutano a leggere e interpretare tutti i libri della Bibbia attraverso l’esegesi, la teologia, la storia, la geografia e l’archeologia biblica. Tra le opere più importanti si distingue il Grande Commentario Biblico, che analizza e approfondisce, senza riportare il testo biblico, tutti i libri della Bibbia.
Il commentario procede facendo l’esegesi dei testi libro per libro, capitolo per capitolo, versetto per versetto. L’opera è diretta «al lettore colto, al quale vuole offrire tutte quelle notizie, spiegazioni, commenti, che sono necessari per leggere con intelligenza e con frutto l’intera Bibbia».

Che cos’è un commentario biblico cattolico
Un commentario biblico cattolico è uno strumento di studio che accompagna la lettura della Sacra Scrittura con spiegazioni sul testo, sul contesto storico e culturale, sulla lingua, sulla struttura dei libri biblici e sul loro significato teologico. In questa sezione potrete trovare commentari biblici illustrati e per la formazione del discepolo contenenti sia il nuovo che il vecchio testamento.
Il commentario biblico può essere rivolto a conduttori, semplici credenti e studiosi della Bibbia. Un commentario completo, breve ed affidabile di tutto il Nuovo Testamento può offrire un’interpretazione delle Scritture coerente con un determinato approccio esegetico e, allo stesso tempo, riportare giudizi e pareri diversi là dove sussistono differenze d’opinione.
Secondo il curatore dell’edizione italiana, un commentario biblico ha un compito molto importante: «Se vogliamo allora dare un fondamento sicuro alla nostra vita, se vogliamo progredire nella direzione giusta e se vogliamo esperimentare una fede sicura e non sentimentale, dobbiamo assolutamente perseverare nella conoscenza delle Sacre Scritture».
Il Grande Commentario Biblico
Il Grande Commentario Biblico è un commentario che analizza e approfondisce, senza riportare il testo biblico, tutti i libri della Bibbia. L’edizione originale inglese, dal titolo Jerome Biblical Commentary, è stata pubblicata nel 1968 dalla casa editrice Prentice-Hall.
L’edizione italiana è stata pubblicata nel 1973 dalla casa editrice Queriniana. Il commentario contiene numerosi altri articoli di carattere generale su alcune questioni fondamentali, quali la teologia biblica, la storia d’Israele, la geografia e l’archeologia biblica, gli apocrifi, i manoscritti del Mar Morto.
Ogni articolo contiene un’amplia bibliografia, che i curatori dell’edizione italiana hanno aggiornata con le ultime pubblicazioni italiane. L’opera è stata curata da biblisti americani e coordinata da un’équipe di ottanta contributori, tutti cattolici e in maggioranza nordamericani.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo originale | Jerome Biblical Commentary |
| Edizione originale | 1968 |
| Editore dell’edizione originale | Prentice-Hall |
| Edizione italiana | 1973 |
| Editore italiano | Queriniana |
| Genere | commentario biblico |
I curatori e i contributori
Hanno curato l’opera i biblisti americani Raymond Brown S.S., Joseph Fitzmyer S.J. e Roland Murphy O.Carm. Raymond Brown fu direttore e coordinatore degli articoli tematici, Joseph Fitzmyer direttore e coordinatore dei commenti del Nuovo Testamento, mentre Roland Murphy fu direttore e coordinatore dei commenti dell’Antico Testamento.
I tre curatori coordinarono un’équipe di ottanta contributori, tutti cattolici e in maggioranza nordamericani. L’opera si proponeva di mettere a disposizione del lettore spiegazioni e commenti necessari per affrontare l’intera Bibbia con consapevolezza e profitto.
Le edizioni del commentario di Gerolamo
Nel 1989 è uscita un’edizione aggiornata dell’opera, dal titolo The New Jerome Biblical Commentary. La nuova edizione è stata tradotta in italiano dalla stessa editrice Queriniana nel 1997 con il titolo Nuovo Grande Commentario Biblico.
Una terza edizione aggiornata del commentario, denominata The Jerome Biblical Commentary for the Twenty-First Century, è stata pubblicata nel 2022 dalla Bloomsbury Publishing. La nuova edizione è stata curata dagli studiosi John J. Collins, Gina Hens-Piazza, dalla suora ed esegeta domenicana Barbara Reid e dall’esegeta passionista Donald Senior.
Essa continua il suo approccio storico-critico alla Scrittura, accogliendo inoltre i contributi di numerosi studiosi provenienti da fuori l’Europa e il Nord America. L’opera è stata apprezzata da Papa Francesco, che ne ha scritto la prefazione.
Non ne è stata ancora pubblicata una traduzione in italiano.
| Edizione | Titolo | Data |
|---|---|---|
| Prima edizione | Jerome Biblical Commentary | 1968 |
| Seconda edizione | The New Jerome Biblical Commentary | 1989 |
| Edizione italiana aggiornata | Nuovo Grande Commentario Biblico | 1997 |
| Terza edizione | The Jerome Biblical Commentary for the Twenty-First Century | 2022 |
Il ruolo del rinnovamento biblico cattolico
Mai troppo incoraggiata nella tradizione cattolica, la lettura diretta della Bibbia è uno dei meriti del Concilio Vaticano II. Ma già alla fine del XIX secolo il tentativo dei modernisti di rispondere alle esigenze della critica storica aveva cercato di rinnovare anche in questo ambito.
Represso con durezza da Roma il modernismo, al difficile processo del rinnovamento biblico cattolico ha poi molto contribuito, con strascichi e colpi di scena che arrivano fino alla vigilia del concilio, l’azione di tre papi: Pacelli, Montini e Ratzinger. Contraddittorio e non del tutto chiarito resta invece il ruolo di Roncalli, che pure aveva intuito e aperto il concilio.
Leone XIII e la Providentissimus Deus
Un primo rinnovamento negli studi biblici era stato infatti approvato da Roma nel 1893 con l’enciclica Providentissimus Deus di Leone XIII. Ma poco più tardi al modernismo radicale e per alcuni aspetti inaccettabile Roma aveva reagito con una spietata repressione, che senza distinzioni aveva fatto terra bruciata di ogni fermento innovatore.
Venne travolto persino il massimo rappresentante della ricerca biblica cattolica, il domenicano Marie-Joseph Lagrange, peraltro mai censurato dalla Santa Sede. Il biblista fondatore della celebre École biblique di Gerusalemme muore nel 1937.
L’École biblique è l’istituzione francese che pubblicherà l’omonima Bibbia, eccellente e diffusissima, in Italia appena ripresentata dalla bolognese Edb. In sostanza il frutto degli studi di Lagrange viene ripreso nel 1943 da Pio XII con la grande enciclica biblica Divino afflante Spiritu.

Pio XII e la Divino afflante Spiritu
Un vero spartiacque, scrive ora nel Commentario Donald Senior, «che avrebbe ribaltato parecchi decenni di sospetto sugli studiosi accademici cattolici della Bibbia» e che «resta la magna carta dell’interpretazione cattolica della Scrittura».
L’importanza del documento pacelliano era stata riconosciuta nel 1969 dalla biblista luterana Suzanne de Dietrich, che aveva scritto come l’enciclica avesse aperto agli studiosi cattolici «possibilità di ricerca completamente nuove».
Il suo giudizio confermava un’osservazione del cardinale Bea nella prefazione al primo Jerome: «L’orientamento biblico dei documenti conciliari», che si deve all’influsso della Divino afflante Spiritu, spiega il loro apprezzamento da parte dei non cattolici.
Il Concilio Vaticano II e la Dei verbum
Iniziato però il Vaticano II, di fronte alla bocciatura dello schema preparatorio sulla Bibbia, considerato dalla maggioranza conciliare un testo molto conservatore, papa Roncalli decide di ritirarlo. Ma solo il suo successore Paolo VI revoca, già nel 1964, la grave misura presa tre anni prima contro Lyonnet e Zerwick.
Grazie alle mediazioni di Montini alla fine del concilio viene approvata quasi all’unanimità la costituzione dogmatica Dei verbum sulla rivelazione divina. Il documento del concilio ispira l’insegnamento cattolico degli ultimi decenni.
Nella seconda edizione del commento biblico anche Martini scriveva dell’aspetto ecumenico. «Gran parte del progresso compiuto dallo studio della Bibbia negli ultimi decenni e documentato in quest’opera è frutto dell’intensa ricerca di interpreti appartenenti a diverse chiese cristiane», osservava il cardinale.
Martini era l’unico cattolico nel gruppo dei biblisti che hanno curato l’edizione critica del Nuovo Testamento, The Greek New Testament, destinata ai traduttori in centinaia di lingue moderne.
Le tensioni tra ricerca biblica e conservatorismo
Morto Pacelli, contro le nuove tendenze della ricerca biblica favorite in ambito cattolico dall’enciclica di Pio XII vi era stato, tra il 1961 e il 1962, mentre si prepara il concilio, un colpo di coda dei conservatori più intransigenti: i tre cardinali italiani Alfredo Ottaviani, Giuseppe Pizzarda ed Ernesto Ruffini.
L’offensiva parte dalla Pontificia Università Lateranense, con l’obiettivo di colpire soprattutto il Pontificio istituto biblico. Il risultato è la clamorosa sospensione dall’insegnamento, approvata da Giovanni XXIII, che il Sant’Uffizio impone a due autorevoli biblisti gesuiti: il francese Stanislas Lyonnet e il tedesco Maximilian Zerwick.
Giovanni XXIII, pur distante e amareggiato dall’attacco dei conservatori, era molto preoccupato per le tendenze degli studi biblici cattolici, soprattutto sul Nuovo Testamento, come nel 2024 ha ricostruito il cileno Juan Carlos Ossandón Widow in uno studio sull’Anuario de Historia de la Iglesia.
Una testimonianza diretta viene dal diario del gesuita Roberto Tucci, il direttore della Civiltà Cattolica che quarant’anni più tardi Giovanni Paolo II creerà cardinale. Papa Roncalli è convinto infatti «che su alcuni punti si intacca il Vangelo stesso», annota nel 1961 il religioso dopo una lunga udienza.
Il contributo di Ratzinger agli studi biblici
Guidata da Ratzinger, la Pontificia commissione biblica pubblica nel 1993 e nel 2001 due rivoluzionari documenti sull’interpretazione dei testi sacri cristiani e sul valore delle Scritture ebraiche. Poi nel 2010 Benedetto XVI firma l’esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini.
Anche se il lascito principale del papa teologo resta soprattutto un altro: tra il 2007 e il 2012, la limpida e convincente trilogia su Gesù di Nazareth. Ratzinger definisce però l’opera non «un atto magisteriale», ma l’espressione della sua «ricerca personale del “volto del Signore”».
Il Jerome Biblical Commentary: struttura e contenuti
La storia di questo straordinario commento e delle sue tre edizioni racconta il travaglio di una riforma non più procrastinabile. Tradotto in spagnolo e in Italia dalla Queriniana, la più importante editrice di testi teologici nel nostro paese, il commento statunitense si rivela subito un successo.
Le vendite oltrepassano in poco tempo le duecentomila copie, un numero incredibile per un’opera così imponente. Un ventennio più tardi sensazionali scoperte archeologiche e i nuovi indirizzi interpretativi impongono una seconda edizione.
Anch’essa pubblicata dalla Queriniana, l’opera viene dedicata, come già quella del 1968, alla memoria di Pio XII, «grande promotore degli studi biblici cattolici nel XX secolo». Nel 1989 la dedica include Paolo VI, scomparso da un decennio: il pontefice bresciano ha infatti «difeso e consolidato il progresso di questi studi durante e dopo il secondo concilio Vaticano».
Manca il nome del «papa buono», che per cinque anni aveva regnato tra Pacelli e Montini. Oltre trent’anni dopo, nel 2022, arriva il terzo Jerome.
Del tutto nuovo, in oltre duemila pagine presenta e spiega brano per brano, in modo chiaro, tutti i libri della Bibbia. Al commento si affiancano trattazioni sintetiche sulla geografia, sull’archeologia, sulla storia relative ai testi sacri cristiani e sulle nuove letture della Bibbia: femminista, africana, latinoamericana, asiatica, ecumenica.
Nuove prospettive interpretative
La terza edizione continua il suo approccio storico-critico alla Scrittura. Accoglie inoltre i contributi di numerosi studiosi provenienti da fuori l’Europa e il Nord America.
Al commento si affiancano trattazioni sintetiche sulla geografia, sull’archeologia e sulla storia relative ai testi sacri cristiani. Sono inoltre presentate nuove letture della Bibbia: femminista, africana, latinoamericana, asiatica ed ecumenica.
Intanto nel 2006 era uscito a Nairobi un African Bible Commentary, interamente scritto nel continente. Questo sviluppo mostra l’ampliamento geografico e culturale degli studi biblici contemporanei.
A libro aperto - LA14-2012 - TeleOltre - Commentario Biblico di Matthew Henry
Le prefazioni e le dediche pontificie
Il terzo Jerome è stato tradotto e la dedica ai pontefici italiani è sostituita, nell’introduzione dei quattro curatori John Collins, Gina Hens-Piazza, Barbara Reid e Donald Senior, da quella a papa Francesco, che ha firmato anche la prefazione.
Autori delle prefazioni ai commenti precedenti erano anch’essi due gesuiti: nel 1968 il tedesco Augustin Bea e nel 1989 l’italiano Carlo Maria Martini. Il primo, specialista dell’Antico Testamento, rettore del Pontificio istituto biblico e confessore di papa Pacelli, era un convinto sostenitore dell’ecumenismo e soprattutto del dialogo con gli ebrei.
Il secondo, specializzato nella critica testuale e poi arcivescovo di Milano, è stato una delle figure maggiori del cattolicesimo contemporaneo. Bea spiegava il motivo della dedica a Pio XII.
È stato proprio papa Pacelli a superare mezzo secolo di stagnazione nello studio della Bibbia e a porre così le basi dell’«aggiornamento» voluto dal Concilio Vaticano II anche in questo ambito.
Commentari biblici per Antico e Nuovo Testamento
I commentari biblici possono concentrarsi sull’Antico Testamento, sul Nuovo Testamento oppure comprendere entrambi. In questa sezione sono presenti commentari biblici per la formazione del discepolo contenenti sia il nuovo che il vecchio testamento.
Tra le opere disponibili figurano il Commentario Biblico del Discepolo, il Commentario Biblico Antico, il Nuovo commentario biblico e il Commentario Biblico Nuovo.
| Opera | Ambito |
|---|---|
| Commentario Biblico del Discepolo | formazione del discepolo |
| Commentario Biblico Antico | Antico Testamento |
| Nuovo commentario biblico | commentario biblico |
| Commentario Biblico Nuovo | Nuovo Testamento |
Il commentario sul Nuovo Testamento
Il Commentario biblico (Nuovo Testamento), secondo i curatori, è un’opera rivolta a conduttori, semplici credenti e studiosi della Bibbia. È un commentario completo, breve ed affidabile di tutto il Nuovo Testamento.
Si tratta di un volume che offre un’interpretazione delle Scritture coerente con l’approccio storico-grammaticale di orientamento premilleniale ma che, allo stesso tempo, riporta anche giudizi e pareri diversi là dove sussistono differenze d’opinione nel mondo evangelico.
Coloro che hanno contribuito a questo Commentario hanno speso le loro vite nello studio di questi libri, insegnando su di essi al Dallas Theological Seminary. In molti casi hanno insegnato per anni sullo specifico libro sul quale hanno anche scritto.
I commentatori sono dunque molto familiari con i libri che commentano. Conoscevano la Bibbia molto bene. L’opera comprende una prefazione all’edizione italiana di Samuele Negri e un’introduzione di Darrell L. Bock.
| Dato bibliografico | Informazione |
|---|---|
| Editore | Edizioni GBU |
| Collana | Dizionari |
| Data di pubblicazione | 31 gennaio 2022 |
| Pagine | 968 |
| Formato | rilegato |
| Argomenti | Nuovo testamento, Cattolicesimo romano, chiesa cattolica romana |
Il commentario cattolico di Haydock e la Bibbia Douay-Rheims
Il Commentario Biblico Cattolico di Haydock è presentato insieme alla Bibbia Cattolica Douay-Rheims completa. La Douay-Rheims è una traduzione affidabile delle Sacre Scritture e il commento di Haydock è un commento versetto per versetto radicato nell’insegnamento cattolico.
Il Commentario Biblico Haydock è uno dei commentari cattolici più completi mai pubblicati. Insieme alla Bibbia Douay-Rheims, offre spunti autentici sulla dottrina cattolica, la tradizione e il significato delle Scritture.
Il commento può essere utilizzato per la devozione personale, la preparazione dell’omelia o lo studio teologico. La Bibbia Douay-Rheims e il Commentario Cattolico Haydock costituiscono così un riferimento per lo studio della Bibbia cattolica.
Funzioni dell’edizione digitale
L’edizione digitale funziona completamente offline, permettendo di accedere alla Bibbia e al commento ovunque e in qualsiasi momento. La ricerca consente di trovare rapidamente qualsiasi parola, versetto o argomento.
Segnalibri, evidenziazioni e note permettono di personalizzare lo studio e la riflessione. Sono disponibili anche versetti biblici quotidiani per iniziare ogni giorno con l’ispirazione della Parola di Dio.
È possibile condividere Scrittura e Commento con familiari, amici e comunità parrocchiale. Le dimensioni dei caratteri e la modalità notturna sono regolabili per un’esperienza di lettura confortevole.
- Bibbia Cattolica Douay-Rheims completa.
- Commento Biblico Cattolico di Haydock versetto per versetto.
- Accesso completamente offline.
- Ricerca di parole, versetti e argomenti.
- Segnalibri, evidenziazioni e note.
- Versetti biblici quotidiani.
- Condivisione di Scrittura e Commento.
- Dimensioni dei caratteri regolabili.
- Modalità notturna.
Come scegliere un commentario biblico cattolico
La scelta dipende dall’obiettivo dello studio. Un commentario completo può essere utile per seguire l’intera Bibbia libro per libro, capitolo per capitolo e versetto per versetto, mentre un volume dedicato al Nuovo Testamento permette di concentrarsi sui Vangeli, sugli Atti degli Apostoli, sulle lettere e sull’Apocalisse.
Per uno studio storico-critico è importante considerare le sezioni dedicate alla storia d’Israele, alla geografia, all’archeologia biblica, agli apocrifi e ai manoscritti del Mar Morto. Per una lettura teologica cattolica sono invece rilevanti il rapporto con la tradizione, la dottrina cattolica e l’interpretazione ecclesiale della Scrittura.
Un commentario può essere impiegato da semplici credenti, conduttori, studenti della Bibbia, studiosi e sacerdoti. La varietà degli strumenti permette di affiancare la lettura personale, la formazione del discepolo, la preparazione dell’omelia e lo studio teologico.
La lettura dei commentari non sostituisce il testo biblico: lo accompagna con spiegazioni, riferimenti, confronti e informazioni utili per comprenderne meglio il significato. Il valore di un’opera dipende quindi anche dalla chiarezza dell’esposizione, dall’ampiezza della documentazione e dalla coerenza del metodo esegetico.
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