A Bassano del Grappa gli episodi riportati riguardano soprattutto due fenomeni distinti: da una parte la violenza in strada e nei contesti familiari, dall’altra le attività di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le vicende coinvolgono persone diverse e risalgono a periodi differenti.
Nel materiale disponibile non risulta un episodio in cui due suore abbiano picchiato uno spacciatore marocchino. Sono invece documentati un’aggressione avvenuta in via Beata Giovanna, un maxi sequestro di hashish, episodi di spaccio con minorenni e procedimenti per violenze familiari.
L’aggressione in via Beata Giovanna
Quattro feriti. Un carabiniere, un agente della polizia locale, un 62enne bassanese e una 27enne, sempre di Bassano. È questo il bilancio della sabato di delirio in via Beata Giovanna a Bassano. Verso le 20:30 la 27enne S.D. e S.B., 22enne marocchino hanno iniziato a litigare pesantemente tra loro.
Entrambi erano visibilmente in uno stato di alterazione e a un certo punto il marocchino, preso da un attacco d'ira, ha cominciato a picchiare selvaggemente la ragazza procurandole ferite al labbro. A quel punto è intervenuto in difesa dell'italiana un cittadino bassanese di 62 anni che è stato afferrato per il collo dal marocchino, scaraventato addosso al muro e colpito con pugni in faccia tanto da procurargli lesioni facciali gravi.
All'arrivo delle forze dell'ordine il 22enne ha cominciato colpire i carabinieri mentre la sua compagna, al quel punto, si è "dimenticata" delle botte prese prima e ha iniziato a tirare calci alla Gazzella dei militari. Solo l'intervento di altre due pattuglie, una dei CC e l'altra della polizia locale ha potuto fermare la situazione che era degenerata in un vero e proprio delirio.
Anche i caserma gli esagitati hanno continuato a essere violenti, offendendo pesantemente i militari. La donna ha poi colpito un agente del commissariato all'addome e nel farlo ha perso una barretta di 20 grammi di hashish.

Le contestazioni e il ritrovamento della droga
All'interno della sua abitazione è stato poi ritrovato anche altra sostanza stupefacente e un bilancino di precisione. Sia il marocchino che l'italiana sono stati quindi denunciati pe danneggiamento aggravato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e lesione aggravate.
In più la donna è stata deferita all'autorità giudiziaria per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Sabato mattina il tribunale di Vicenza ha convalidato l'arresto di entrambi. Il marocchino è stato posto ai domiciliari, mentre la 27enne è a piede libero.
Il maxi sequestro di hashish nel Vicentino
I Carabinieri di Bassano del Grappa hanno arrestato un 44enne cittadino marocchino, accusato di detenere a fini di spaccio 683 chilogrammi di droga, al termine di un'operazione avviata grazie a una segnalazione su alcuni movimenti sospetti.
L'indagine è partita dopo che i militari hanno ricevuto informazioni riguardanti un uomo che effettuava frequenti spostamenti con un furgone da un garage situato nei pressi della stazione ferroviaria di Bassano del Grappa. Individuato il veicolo, i carabinieri lo hanno seguito per circa 12 chilometri, fermandolo all'altezza del casello autostradale di Colceresa, in provincia di Vicenza.
Durante il controllo il conducente è apparso particolarmente nervoso, circostanza che ha spinto i militari a eseguire una perquisizione del mezzo. All'interno di una borsa di grandi dimensioni sono stati trovati i primi tre panetti di hashish.
L'ispezione approfondita del furgone ha permesso di rinvenire complessivamente 230 panetti da 100 grammi, per un totale di 23 chilogrammi di sostanza stupefacente. Le successive verifiche si sono estese al garage utilizzato dall'uomo, dove i carabinieri hanno scoperto altri 660 chilogrammi di hashish, conservati in numerosi panetti accatastati sul pavimento.
| Elemento | Quantità o luogo |
|---|---|
| Hashish trovato nel furgone | 230 panetti da 100 grammi |
| Droga trovata nel furgone | 23 chilogrammi |
| Hashish trovato nel garage | 660 chilogrammi |
| Quantitativo complessivo sequestrato | 683 chilogrammi |
| Distanza percorsa dal furgone | circa 12 chilometri |
Il quantitativo complessivo sequestrato ha così raggiunto i 683 chilogrammi. Il 44enne è stato arrestato con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Il Tribunale ha successivamente convalidato l'arresto, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, mentre proseguono le indagini per ricostruire la rete di approvvigionamento e destinazione della droga.
Spaccio e aggressioni durante un fine settimana
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Il precedente arresto per una rete di spaccio
07/12/2022 BASSANO DEL GRAPPA - Deve ancora scontare oltre due anni di carcere il cittadino marocchino arrestato dai carabinieri a Bassano.
I fatti risalgono al 2015/2016 quando un’indagine dei carabinieri aveva portato la scoperta di una fitta rete di spaccio in tutta la Pedemontana con il rinvenimento di 9 chili di hashish.
All’interno dell’organizzazione anche un cittadino marocchino di 37 anni residente a Bassano che in queste ore i carabinieri hanno arrestato. L’uomo, condannato dal tribunale di Vicenza, dovrà espiare una pena residua di due anni, sette mesi e tredici giorni di carcere e pagare una multa di circa ventimila euro.
Le denunce per furto, minacce e oltraggio
Nella notte tra il 19 e il 20 giugno, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa hanno denunciato in stato di libertà due uomini nordafricani per furto in concorso.
Si tratta di un 32enne libico domiciliato a Romano d’Ezzelino e di un 45enne marocchino residente a Cassola, quest’ultimo anche accusato di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre ad essere sanzionato per ubriachezza.
L’episodio è iniziato intorno alle 21:30 del 19 giugno, quando un 23enne ivoriano ha chiamato il 112 riferendo di aver riconosciuto in Piazzale Cadorna, nei pressi del Tempio Ossario di Bassano, i presunti responsabili del furto di una banconota da 50 euro, sottrattagli poco prima da un portafoglio lasciato incustodito su una panchina in via Muhlacker.
I militari, intervenuti immediatamente, hanno identificato i due sospetti assieme a un terzo uomo, un cittadino marocchino di 32 anni, poi risultato estraneo ai fatti. Nonostante la perquisizione non abbia portato al ritrovamento della refurtiva, il 45enne marocchino, in evidente stato di ubriachezza, ha tentato di aggredire il denunciante e ha poi insultato e minacciato i carabinieri davanti a numerosi passanti.
La situazione ha richiesto l’intervento di ulteriori pattuglie per riportare l’ordine e accompagnare tutti i coinvolti presso la Compagnia Carabinieri di Bassano. Anche in caserma, il 45enne ha continuato ad alternare momenti di calma a scatti d’ira, costringendo i militari a intervenire più volte per contenerlo.
Conclusi gli accertamenti, i due sono stati denunciati per furto in concorso. Il 45enne marocchino dovrà rispondere anche di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale ed è stato sanzionato per ubriachezza manifesta.
Le violenze familiari contestate a un uomo marocchino
BASSANO e CONEGLIANO Violenze e botte in famiglia Arrestati 2 extracomunitari Marocchino in manette con l'accusa di violenza sessuale alla moglie. Denunciato padre-padrone nigeriano: non tollerava lo stile di vita delle donne di casa.
BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) - Un marocchino di 45 anni è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della moglie, e di violenze fisiche e minacce all’intero nucleo familiare, dagli agenti del Commissariato di Bassano del Grappa.
L’arresto è l’epilogo delle indagini avviate dopo la denuncia, nell’aprile scorso, della moglie, un’italiana dalla quale il marocchino ha avuto due figlie di 16 e 12 anni. Secondo quanto accertato dalla polizia, l’immigrato, più volte fermato per ubriachezza molesta, avrebbe avuto in più occasioni rapporti violenti nei confronti della moglie e delle figlie, sottoposte a percosse, lesioni e minacce di morte.
Il marocchino è accusato anche di violenza sessuale. In un caso la moglie decise un aborto volontario. Dopo la denuncia la moglie e le due figlie sono state messe in una struttura protetta.
L’uomo però non si sarebbe rassegnato e ha cercato di rintracciarle, usando per il suo scopo minacce nei confronti della sorella e della madre di sua moglie. Il marocchino, che da giorni era scomparso da casa, è stato rintracciato dalla polizia nel bassanese e gli è stato notificato il provvedimento restrittivo emesso dalla magistratura.
Il caso di Conegliano
Un altro caso a Conegliano. Questa volta dieci anni di botte e, forse, anche di molestie. A subirli tre ragazzine e la loro madre, i cui comportamenti occidentali erano sgraditi al capofamiglia, un nigeriano spesso ubriaco e sempre disoccupato.
A porre fine alla triste vicenda di maltrattamenti familiari è stato il commissariato di Conegliano, a cui sabato sera si è rivolta una nigeriana di 42 anni, che dopo quattro accessi al Pronto Soccorso ha finalmente trovato il coraggio di denunciare il marito, un 38enne che si comportava da autentico padre-padrone.
Secondo la ricostruzione della polizia, l’immigrato non avrebbe tollerato lo stile di vita delle donne di casa, definito «troppo italiano». Della consorte, ad esempio, l’extracomunitario non avrebbe sopportato il fatto che lavorasse ed avesse dunque maturato una certa indipendenza economica.
Delle figlie, di età compresa fra 13 e 15 anni, l’immigrato non avrebbe gradito le esigenze del tutto simili alle loro coetanee, al punto da arrivare a strappare le treccine ad una di loro. Ora, con il supporto anche degli psicologi, saranno cercati riscontri alle confidenze delle adolescenti su presunte attenzioni sessuali rivolte loro dal papà in assenza della mamma.
Il 38enne è stato arrestato.