La Pasqua è vita, è luce e speranza, e noi tutti abbiamo un grande bisogno di vita nuova, di luce vera e di speranza viva che non delude. La resurrezione di Cristo ci attesta che l’amore di Dio è più forte di ogni male e della stessa morte.
Come far comprendere ai nostri bambini la bellezza della risurrezione di Gesù che, Vivente, rimane sempre con noi? Con un momento di catechesi in famiglia, o in parrocchia e con un'attività pratica spiegata passo dopo passo da un video-tutorial su YouTube.
Obiettivo dell’attività
OBIETTIVO: Comunicare ai nostri bambini (3-5 anni), attraverso l’esperienza concreta della luce, la bellezza della risurrezione di Gesù che, Vivente, rimane sempre con noi.
Catechiste/i o insegnanti adattano la proposta agli incontri di gruppo.

La luce della risurrezione spiegata ai bambini
Ti racconto una storia
Quel giorno al sepolcro quanta tristezza, quanto silenzio e quanta solitudine. Le due Marie e Salome con il loro olio profumato avevano un solo pensiero: chi ci aiuterà a spostare la grande pietra del sepolcro di Gesù? Appena arrivano: grande stupore! La pietra è già spostata…, entrano e un giovane, lì seduto, annuncia loro: Gesù non è qui, è risorto!
Comincia la loro corsa; lacrime, paura, gioia…, avevano bisogno di gridarlo a tutti: il nostro amico Gesù è risorto!
Adesso ascoltiamo e guardiamo il video, che racconta la Pasqua di Gesù con la sua risurrezione (cerca su YouTube: La Pasqua di Gesù raccontata ai bambini - Irene) e leggiamo il racconto delle donne che vanno al sepolcro, ma trovano una grande sorpresa: Marco 16,1-8.
La Pasqua di Gesù - Pasqua per Bambini - Canzoni di Pasqua per bambini
Un dialogo in famiglia
Mamma. Tu ti spaventi quando c’è buio e non vuoi rimanere da solo. Cosa ti fa paura? Ascoltiamo il bambino.
Papà e io siamo sempre con te, pronti ad aiutarti. Ma la notizia più bella è che Qualcuno ha vinto il buio, la notte… e ci ha donato la sua luce.
Questi è Gesù, che, ucciso, è risorto dalla morte e ora sta sempre con noi, con te! Che bello!
Papà. Anche se quasi tutti l’hanno rinnegato, gli hanno voltato le spalle, l’hanno abbandonato e, infine, l’hanno ucciso, Gesù fa una cosa bellissima: perdona a tutti e ci dona il suo amore!
Non solo, ma risorgendo dalla morte, rimane con noi e lo fa con ciò che abbiamo di più bello: con la luce, che piace anche a te, vero?
È una luce più grande di quella del sole, è una luce che ci fa vedere il bene e ci fa amare gli altri.
La risurrezione nella vita concreta
Insieme con mamma e papà
Parliamo al bambino di diverse «risurrezioni»: si fa risorgere dalla tristezza quando aiutiamo una persona scontenta, risorgiamo da una dipendenza quando la vinciamo…
Si fa risorgere il nostro bambino da un dispiacere, dandogli un abbraccio (abbracciarlo). Far capire al nostro piccolo che la risurrezione passa attraverso la vita concreta e dà nuova vita.
La Pasqua ci spinga a cercare occasioni e a trovare relazioni, che possano dare concretamente vita, luce e speranza a noi, e alle persone che incontriamo.
La fede nella resurrezione di Cristo ci assicura che nessuna opera buona, fatta dai cristiani o da chi non condivide la fede in Cristo, è destinata al fallimento o all’insignificanza, ma diventa segno di vita nuova perché aiuta a guardare verso l’alto, favorisce il prendersi cura e il farsi carico di chi vive nel dolore e nella povertà.
Un’attività con la luce
Sperimentiamo insieme
SperimentiAMO
Facciamo un’attività per spiegare che la risurrezione passa attraverso la chiarezza della luce.
Prendiamo una piccola scatola con un coperchio e attacchiamo su un lato interno una foto del bambino. Nella parte superiore ricaviamo una piccola apertura della grandezza di una torcia tascabile e posizioniamola sopra, dal lato frontale della fotografia; facciamo un piccolo foro sufficiente per far vedere dentro.
Naturalmente, essendo buio, i bambini non vedranno nulla, ma se posizioniamo la torcia accesa dall’alto… potranno vedere la loro foto.
Ecco cosa significa aver bisogno della luce della risurrezione, per riuscire a vedere.
| Momento | Esperienza | Significato |
|---|---|---|
| Scatola chiusa e buia | La fotografia non si vede | Nel buio è difficile riconoscere e comprendere |
| Torcia accesa | La fotografia diventa visibile | La luce della risurrezione aiuta a vedere |
| Foto del bambino | Il bambino riconosce se stesso | Gesù risorto rimane vicino a ogni persona |
Facciamo arte assieme a Gesù
FACCIAMO ARTE ASSIEME A GESÙ
Risorto per amore.
Un semplice pop-up che stupirà i nostri bambini.
Didascalia: Ingrandisci e fotocopia il disegno, ritaglia il rettangolo, ritaglia il personaggio con il supporto, piega le alette e incollale sulla linea predisposta.
Chiudi…, apri… e comunica al bambino che Gesù risorge per amore.
La Pasqua di Gesù - Pasqua per Bambini - Canzoni di Pasqua per bambini
Pregare con la luce della Pasqua
PreghiAMO
Gesù, che bello: tu sei risorto dalla morte per donarci la vita e la luce! Mi piace la luce, illuminami sempre, specialmente quando ho paura e nei momenti di difficoltà.
Proteggi mamma, papà e tutti i miei parenti, e donaci la grazia di essere felici con te. Amen.
Canto: Gesù è risorto (C. Scotti Galletta - F. Zulian - D. Cologgi, in Piccola storia di Gesù, Paoline)
Canto: Ma che gioia (G. e G. Tittarelli, in È la musica di festa, Paoline)
La Pasqua è una festa di famiglia
Ho letto che la Pasqua, per gli ebrei, era una festa di famiglia; le prescrizioni che regolavano questa festa dicevano che se l’agnello fosse stato troppo grosso per una sola famiglia, allora potevano riunirsi più famiglie insieme, e consumare lo stesso agnello.
Anche Gesù vive la Pasqua con la sua famiglia, non quella naturale, ma quella dei suoi discepoli.
Gesù inaugura un altro modo di essere famiglia, quello degli amici, che, nel suo caso, sono poi i discepoli.
Così, da quell’ultima cena consumata con i Dodici e altri suoi discepoli, Gesù ha inaugurato una nuova famiglia, quella della Chiesa.
La Chiesa è una famiglia, un contesto di bene, di fraternità, un posto dove ogni membro si trova bene e si sente custodito.
Questa era la famiglia per gli ebrei, e dunque anche per Gesù; questa è la Chiesa per Gesù, e dunque anche per noi.
Non vale allora il detto: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”; per noi cristiani la Pasqua è una festa di famiglia, è il cuore del nostro essere discepoli del Signore, e dunque, ovunque si celebri, in qualsiasi parte del mondo, nessuno è estraneo, ognuno si sente fratello, perché appartenente alla famiglia di Gesù.
Non celebriamo mai la Pasqua da soli, come non si celebra mai l’Eucarestia da soli, anche se si è soli: la celebriamo insieme a tutti gli altri, la celebriamo uniti a tutta quanta la Chiesa in terra e in cielo, la celebriamo sentendoci particolarmente vicini a coloro che soffrono, ai nostri fratelli perseguitati per la fede, a chi sta vivendo un dramma.
Pasqua è festa di famiglia, e se qualcuno in famiglia soffre, allora è nostro dovere sentire maggiormente il suo dolore.
La luce della risurrezione nelle situazioni di dolore
Il sepolcro di molti fratelli e sorelle, infatti, non è stato ancora illuminato dalla luce della risurrezione: quanti uomini, e quante donne soffrono per il peso del grosso masso che preme sul loro cuore; a tutti questi nostri fratelli e sorelle auguriamo - e preghiamo - che sia levata presto la pietra che angoscia la loro vita.
E non pensiamo subito ai fratelli che vivono in zone di guerra o dove i principali diritti umani sono calpestati, o dove si è perseguitati per il credo religioso; penso anche a tante persone dei nostri paesi e delle nostre città che sono alienate da questo stile di vita che non rispetta l’uomo, che banalizza le fatiche, che emargina i deboli e i poveri.
Cristo abita dentro queste povertà, Cristo risorge dentro queste zone d’ombra che generano ansia, preoccupazione e talvolta disperazione; risorge ciò che è morto, non ciò che è già vivo.
La resurrezione è un passaggio dalla morte alla vita, e dunque chi non si accorge di essere morto (anche per il proprio peccato) non farà Pasqua, perché non sperimenterà la luce della risurrezione.
Al figlio maggiore che lo interpellava con acredine per aver riaccolto il figlio che se ne era andato di casa dilapidando l’eredità, il padre della nota parabola del vangelo di Luca risponde: “Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”.
Occorre essere morti per risorgere, serve dare un nome alle proprie morti interiori perché esse siano il luogo della resurrezione.
Coraggio dunque, facciamo Pasqua: non fuggiamo inutilmente dai nostri sepolcri, riconosciamoli ed esponiamoli all’amore di Cristo, perché sia la sua luce a illuminarli, il suo amore a rianimare i nostri spiriti affranti.
E, come le donne il mattino di Pasqua, annunciamo a chi ancora è nel buio, che quel buio è abitato dal Cristo risorto; “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati” (Mt 5, 3).
A chi è nel pianto diciamo: apri il tuo cuore e lascia entrare la luce della risurrezione, perché il Signore risorge proprio dentro di te.
La risurrezione come vita nuova e speranza
Carissimi amici, risuoni in noi, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità la lieta notizia della Pasqua: Gesù è risorto!
La nostra vita, dunque, è illuminata e trasformata dall’evento della resurrezione.
Risuoni per noi l’ammonimento dell’angelo rivolto alle donne: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”.
Abbiamo bisogno di riascoltare questo invito: “Quante volte, ha affermato Papa Francesco, noi cerchiamo la vita fra le cose morte, fra le cose che non possono dare vita, fra le cose che oggi sono e domani non saranno più, le cose che passano”.
La resurrezione di Cristo ci attesta che l’amore di Dio è più forte di ogni male e della stessa morte.
È questo amore di Dio misericordioso, che ha inondato di luce il corpo morto di Cristo e lo ha fatto partecipare alla vita gloriosa.
Così la nostra stessa umanità, che il Figlio di Dio ha assunto fino in fondo, è entrata nella vita gloriosa di Dio.
Cristo risorto ha aperto per noi la porta della speranza, ha spalancato per noi la pienezza della vita, la Vita eterna.
Dio è amore e vita; e la sua gloria è l’uomo vivente, come affermava sant’Ireneo.
Auguro a tutti che la luce e la speranza della resurrezione entri nella nostra esistenza di ogni giorno.
Quante oscurità, quante solitudini, quanti dolori, quanti deserti dobbiamo attraversare.
Ma non siamo mai soli: Cristo è risorto.
Con Lui, la sofferenza e il dolore, le catastrofi e le ingiustizie sociali non sono l’ultima parola della storia, ma lo scoglio oltre al quale c’è una realtà nuova, c’è la vita destinata a durare per sempre.
Con Lui, le difficoltà non sono un motivo di scoraggiamento, ma lo stimolo per un impegno che si fa carico dei bisogni e delle attese dei nostri fratelli.
Le nostre comunità hanno bisogno di trovare segni e motivi per un cammino più luminoso e per una vita più fiduciosa e più buona.
Ma hanno pure bisogno di occhi limpidi che sappiano vedere e riconoscere.
Con affetto paterno, rivolgo a ciascuno dei membri della nostra Comunità diocesana l’augurio pasquale che ci libera dal giogo della schiavitù del peccato e ci fa condividere la gioia del Signore Risorto.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti, specialmente a coloro che sono afflitti; a quanti sono smarriti di cuore; a quanti non riescono più a ricentrare la loro vita a partire da Cristo che risorgendo dona pienezza di vita a tutti.
tags: #cedreno #resurrezione #luce