Cattedrale di Fidenza: storia, arte e sculture di Benedetto Antelami

La Cattedrale di San Donnino è il cuore religioso della città di Fidenza, luogo di preghiera per cittadini, turisti e pellegrini in cammino lungo la Via Francigena. L’attuale edificio, costruito tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, è uno degli esempi più importanti del romanico emiliano-lombardo e conserva le preziose reliquie del santo patrono.

Il Duomo o Cattedrale di Fidenza, capolavoro di stile romanico, è celebre soprattutto per i rilievi della facciata, realizzati da Benedetto Antelami e dalla sua scuola. La chiesa fu costruita nei pressi del luogo del martirio di San Donnino e costituiva una tappa fondamentale della Via Francigena lungo il cammino verso Roma.

La storia della Cattedrale di Fidenza

San Donnino muore martire nel 293 d.C., ma passeranno molti secoli prima che a Fidenza venga costruita una cattedrale a lui intitolata. All’inizio era venerato in una piccola cappella, come tanti santi locali. Solo nei primi decenni del XII secolo, in un’epoca in cui nasce la cultura delle università e si afferma un nuovo pensiero teologico e simbolico, si sente il bisogno di costruire una cattedrale.

L’attuale Cattedrale di Fidenza risale al XII secolo e costituisce uno splendido esempio di romanico emiliano-lombardo; è dedicata a San Donnino, del quale conserva le preziose reliquie. L’edificio si sviluppa su un piccolo Martyrium, la chiesetta eretta nel IV secolo d.C. per ospitare le spoglie del martire.

In seguito venne ampliata grazie all’intervento della regina longobarda Teodolinda, dell’imperatore Carlomagno e del sovrano Federico Barbarossa, che nel 1162 la dichiarò sua Chiesa Imperiale. Progettata da Benedetto Antelami e realizzata dalla sua scuola tra i secoli XI e XII, San Donnino rappresenta uno degli esempi più importanti del romanico emiliano.

Per secoli, la città è rimasta sospesa tra due poli forti: Parma e Piacenza. Una città di confine, contesa. È per questo che nel 1601 papa Clemente VIII decide di erigere a Diocesi Fidenza, per porre fine alle rivalità che si combattevano anche sul terreno ecclesiastico.

San Donnino, il martire patrono di Fidenza

Il martire San Donnino è il patrono della Diocesi e della città di Fidenza, che da lui prese il nome di Borgo San Donnino e lo mantenne fino al 1927. Il Martirologio romano ne fa memoria il 9 ottobre, sotto l’imperatore Massimiano, e la Chiesa fidentina ha fissato convenzionalmente l’anno del martirio al 293.

Donnino era il cubiculario dell’imperatore Massimiano, il funzionario che amministrava i beni della Camera Imperiale e che aveva il prestigioso compito di custodire e porre la corona imperiale sul capo del suo signore in occasione delle grandi cerimonie. Quando Donnino sentì emergere con forza la sua fede cristiana e non volendola rinnegare, decise di abbandonare il suo signore e di fuggire con alcuni compagni alla volta di Roma.

L’imperatore colmo d’ira inviò i suoi sicari all’inseguimento del traditore che venne raggiunto alle porte di Fidenza, nei pressi del torrente Stirone, ed ivi decapitato. Lì accadde il miracolo: Donnino attraversò il fiume con il proprio capo in mano e si mise a giacere a terra; proprio in quel luogo dove vennero ritrovate le sue spoglie, sorse il primo edificio di culto a lui dedicato.

La Cripta della Cattedrale, da considerare come l’evoluzione di costruzioni sovrapposte alla prima chiesetta dedicata a San Donnino, è ancora oggi il cuore sacro dell’edificio di culto dove sono conservate le reliquie del santo patrono.

La facciata romanica e le sculture di Benedetto Antelami

La facciata a capanna, rimasta incompleta, è affiancata da due torri quadrate in blocchi di arenaria: quella di destra è detta del “Trabucco” e quella di sinistra è detta “del Folletto” o “delle Cicogne”. Presenta tre portali con protiro; il portale principale al centro è sostenuto da due leoni stilofori e mostra al vertice dell’arco Cristo in Gloria.

Notevole l’intero apparato scultoreo della facciata con fregi, statue e bassorilievi frutto dell’intervento di Benedetto Antelami e della sua bottega. Sulla facciata le sculture dell’artista si alternano a quelle dei suoi aiuti.

Iconografie ancora discusse tra gli studiosi, se storie legate al ciclo carolingio o immagini di pellegrini, decorano la facciata con rilievi e statue a tutto tondo. E poi le storie del santo protettore dei ponti e dei dissesti geologici, rese con efficace colorismo.

Il fregio che attraversa il portale centrale racconta la storia di Donnino, prezioso servitore dell’imperatore Massimiano, della sua fuga dal sovrano, del suo martirio e dei suoi primi miracoli a Fidenza.

Nei bassorilievi che ne ornano soprattutto la facciata sono espresse riflessioni storiche di notevole portata: dall’affermazione dei privilegi accordati dall’Imperatore e dal Papa alla Cattedrale, al prestigio del Prevosto Arciprete di San Donnino, all’accostamento tra potere imperiale e potere papale.

Sulla facciata della Cattedrale si possono trovare riferimenti concreti al cammino di fede che conduce a Roma nel cartiglio sorretto da San Simone, nella riproduzione delle famiglie povere e ricche di pellegrini e di San Raimondo Palmario e nei fregi con pellegrini in viaggio.

Facciata della Cattedrale di Fidenza

La Cattedrale e la Via Francigena

La Cattedrale di San Donnino rappresenta uno dei luoghi più significativi del rapporto tra Fidenza e la Via Francigena. La città, sorta lungo una direttrice di passaggio tra Parma e Piacenza, ha legato fin dalla sua nascita la propria esistenza alla viabilità, al viaggio e all’accoglienza.

Il borgo, in provincia di Parma sulla via Emilia, custodisce una lunga storia di fede, arte e accoglienza. Dalla superba cattedrale dedicata a San Donnino, risparmiata dai bombardamenti del ’44, alla viva tradizione della carità, la città si racconta oggi anche attraverso “All’ombra del sacro”, un progetto culturale che intreccia spiritualità e partecipazione, riscoprendo il senso profondo di comunità e il valore del patrimonio condiviso.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento del 1944 che rase al suolo il borgo, rimase miracolosamente in piedi la Cattedrale di San Donnino, scrigno di tesori d’arte e simbolo della vocazione profonda di questo luogo: accogliere, essere crocevia, custodire il sacro nel passaggio.

A circa tre chilometri dalla Cattedrale di Fidenza, lungo la Via Francigena, si trova la pieve romanica di Cabriolo dedicata a San Tommaso di Canterbury.

L’architettura dell’interno

La pianta è a tre navate, con cappelle laterali e presbiterio sopraelevato. L’interno della Cattedrale di Fidenza, sobrio e austero, è suddiviso in tre navate, intervallate da massicci pilastri sormontati da capitelli cubici.

L’officina di Benedetto Antelami innalzò l’alta volta utilizzando le antiche pilastrate e realizzò un’ardita verticalità gotica. Le pareti sono alleggerite da matronei con eleganti quadrifore.

L’interno a tre navate, caratterizzato da elementi architettonici romanici e gotici, presenta nel catino absidale sculture probabilmente risalenti al XIII secolo con Cristo Maestro in trono affiancato dai simboli dei quattro evangelisti e da due angeli; nella parte inferiore si trova l’affresco con la figura di Cristo al centro, protagonista della scena del Giudizio Universale.

Sul primo pilastro di destra è la Madonna della neve, affresco d’ambito cremonese del XV secolo, e nel capitello si trova una rara immagine scolpita di Cristo vittorioso sulla morte dopo la discesa agli inferi, di bottega antelamica del XIII secolo.

Il presbiterio e il catino absidale

L’altare maggiore è costituito dal Sarcofago di San Donnino in marmo proconnesio del sec. III-IV. Sopra il presbiterio si concentra una parte essenziale della decorazione scultorea e pittorica della Cattedrale.

Nella volta a ombrello si trovano sette altorilievi, in origine forse parte di un pulpito o di un portale, smembrati e qui collocati probabilmente agli inizi dell’800. Opera dell’Officina di Benedetto Antelami, raffigurano al centro Cristo pantocratore, attorniato dai Simboli degli evangelisti e da Angeli.

Alla base delle colonnine altre sculture più tarde raffigurano Telamoni, la Madonna con Gesù Bambino, San Giuseppe, un Angelo annunciante e la Vergine annunciata.

L’affresco, del 1260-70 circa, rappresenta il Giudizio Finale con al centro ancora il Cristo pantocratore e i Simboli dei quattro evangelisti. Ai lati Angeli con lunghe tube chiamano a raccolta i defunti che escono dalle tombe per essere giudicati.

In basso infatti si trovano i Beati in preghiera e sereni e i Dannati colmi di vergogna. A sinistra, una delle più antiche rappresentazioni di San Francesco; nella parte opposta la figura di un Vescovo o forse del primo papa, l’Apostolo Pietro.

Catino absidale della Cattedrale

Le cappelle della navata destra

Cappella della Crocifissione

Sulle navate laterali si affacciano le cappelle, per lo più cinquecentesche. Sulla navata destra la Cappella della Crocifissione conserva un affresco d’ambito lombardo con la Crocifissione, datato tra il XV e il XVI secolo, e una tela del 1778 di Carlo Angelo Dalverme con la Beata Vergine del Consorzio di San Donnino.

Cappella di San Francesco d’Assisi

In un’ancona di legno intagliato e dorato del cremonese Gabriele Capra è la pala d’altare con San Francesco che riceve le stimmate di Andrea Mainardi, detto “il Chiaveghino”, del 1604.

Interessante è il coevo paliotto d’altare in legno dipinto a finto marmo: al centro appare ancora San Francesco.

Cappella di Sant’Andrea Avellino

La cappella, già di San Pietro in Vincoli, conserva il santo raffigurato nella pala d’altare di Giovan Battista Tagliasacchi, olio su tela del 1731, commissionata dal Comune di Fidenza, i cui stemmi compaiono nelle paraste della cappella stessa.

Cappella della Beata Vergine della Ferrata

La Cappella della Ferrata ospita la rinascimentale Arca di San Donnino, di ambito lombardo e datata 1488, che nei pannelli scolpiti in pietra dura di Oriano raffigura scene del martirio del santo ed è sormontata dalla sua statua.

Nella lunetta sud è l’affresco del XV secolo con la Madonna col Bambino detta Beata Vergine della Ferrata. Nella lunetta est si trova l’affresco di una Donna nell’attesa del parto, datato tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo.

Nei pennacchi della volta sono quattro tondi con Evangelisti, risalenti agli inizi del XVI secolo.

Cappella della Beata Vergine del Carmine

La cappella, in testa alla navata destra, prende il nome dalla statua lignea della Madonna del Carmine, attribuita a Jan Geernaert. L’altra scultura lignea policroma è San Donnino cefaloforo, del cremonese Cesare Ceruti.

Nel catino absidale sono Cristo benedicente e i Simboli degli Evangelisti, in pietra arenaria scolpita del XII-XIII secolo; sotto vi sono San Francesco, Cristo Giudice e Il Giudizio finale, dipinti murali del XIII secolo.

Le cappelle della navata sinistra

Cappella del Santissimo Sacramento

La cappella in testa alla navata sinistra, dedicata al Santissimo Sacramento, è ricca di dipinti. Nella volta si trovano Profeti biblici e figure allegoriche, affreschi del fidentino Bernardo Lucchi del 1657.

La pala d’altare che rappresenta L’Ultima Cena è un grande olio su tela di Francesco Lucchi del 1611. Alla parete destra è la tela con la Presentazione di Gesù al tempio, datata 1600 e firmata da Andrea Mainardi.

Cappella del Crocifisso

Il Cristo crocifisso di legno scolpito e dipinto è opera di una bottega lombarda nell’ambito di Giacomo Del Maino, tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo.

L’ancona barocca di stucco modellato è attribuita a Leonardo e Domenico Reti. Il dipinto murale con la Madonna e San Giovanni apostolo è di Carlo Angelo Dalverme, del 1776.

Dello stesso autore è il paliotto d’altare in legno dipinto a imitazione della scagliola policroma, che raffigura al centro Cristo Crocifisso.

Cappella della Natività

La Cappella della Natività conserva l’Adorazione dei pastori, del XVII secolo, un olio su tela tratto da un’incisione del 1568 di Cornelius Cort, su disegno di Marco Pino.

Cappella dell’Immacolata Concezione

Entro un’ancona di stucco marmorizzato, la Cappella dell’Immacolata Concezione conserva il dipinto a olio su tela dedicato alla Madonna Immacolata con i santi Francesco di Sales e Luigi Gonzaga, opera del 1803 di Biagio Martini.

Cappella del Battistero

La Cappella del Battistero accoglie il fonte battesimale in marmo scolpito, datato 1513, del cremonese Agostino Boccoli detto De Lera. La tela con il Battesimo di Cristo nel Giordano è forse di G.B. Eppi.

La cancellata di ferro e ottone è di Francesco Bossi.

Il Museo Diocesano e il Tesoro di San Donnino

L’attiguo Museo Diocesano, istituito nel 1999, conserva e valorizza opere d’arte provenienti da tutta la Diocesi e, nel “Tesoro di San Donnino”, sculture e oreficerie medievali di eccezionale pregio, come la Maestà mariana di Benedetto Antelami, il fonte battesimale romanico, il calice di San Donnino e un acquamanile a forma di colomba prediletto dallo storico Jacques Le Goff.

L’itinerario museale si articola in due sezioni collegate, anche se autonome, una all’interno del Palazzo Vescovile, con sale espositive che ospitano la Sezione Medievale e il Tesoro di San Donnino, e l’altra nel matroneo settentrionale della Cattedrale.

Le sale espositive del Palazzo Vescovile

In queste sale sono conservate opere d’arte, databili dal XII al XVIII secolo, che costituiscono un nucleo di oggetti legati al culto del santo patrono o all’arredo della Cattedrale.

Di particolare rilievo sono la Madonna con Gesù Bambino in trono o Maestà mariana, della fine del XII secolo, in pietra di Vicenza, di Benedetto Antelami, proveniente dalla Cattedrale; il calice ansato, detto Calice di San Donnino, del XII-XIII secolo, di oreficeria renana; l’acquamanile a forma di colomba, della prima metà del XIII secolo, in bronzo dorato, opera di una bottega orafa di Hildesheim, proveniente dalla Cattedrale di San Donnino; e il bacile battesimale della metà del XII secolo.

Il museo conserva inoltre l’affresco con San Giorgio che libera la principessa dal drago, del XIV secolo; l’Assunzione di Maria, del XVI secolo, olio su tela di Giulio Campi; la Madonna assunta e san Rocco, del 1576, olio su tela di Vincenzo Campi; e la Deposizione di Gesù Cristo nel sepolcro, della fine del XVI secolo, olio su tela di Vincenzo Campi.

Tra gli altri oggetti si trovano il cofanetto Pallavicino incrostato d’avorio, del XV secolo; la pace rinascimentale che ricorda la devozione rivolta al patrono dai Signori e dalla Comunità di Borgo San Donnino; la pianeta e il paliotto di san Bernardo, del XVII-XVIII secolo; e l’ostensorio raggiato del XVIII secolo, d’argento dorato e pietre preziose, dell’orafo F. A. Gutwein.

Nelle vetrine è poi esposta gran parte dei beni realizzati dopo l’erezione del Duomo a Cattedrale diocesana nel 1601. Si tratta d’una cospicua raccolta di oggetti liturgici e arredi sacri in metalli preziosi artisticamente lavorati.

Fra questi sono da segnalare la serie di lanterne d’argento un tempo appese in Duomo, del XVII secolo, e il corredo per l’altare maggiore realizzato al tempo del vescovo Bajardi, del XVIII secolo.

Fanno corona al tesoro, appesi alle pareti, numerosi dipinti provenienti dal Duomo e dal Vescovado, fra i quali il bozzetto per una pala d’altare raffigurante il Martirio di Sant’Andrea apostolo, del pittore napoletano Gerolamo Cenatiempo, e il Sacro Cuore del pittore bolognese Gaetano Gandolfi.

Nel museo diocesano è custodita la magnifica Madonna con il Bambino in maestà, realizzata per essere posta sull’altare maggiore del duomo, dalle vesti mosse da pieghe di ispirazione classica e il profilo del volto dolce ma volitivo di donna lombarda.

Maestà mariana di Benedetto Antelami

Il matroneo settentrionale

Completa la visita al Museo diocesano il Matroneo settentrionale, al quale si accede attraverso una scala adiacente le sacrestie del Duomo, probabilmente seicentesca e unico relitto dell’antico palazzo vescovile, caduto sotto i bombardamenti del 1944.

L’uscita si raggiunge attraverso la scala duecentesca a spirale della torre nord di facciata, detta “del Folletto” o “delle Cicogne”, e una porticina aperta nella controfacciata. Le due scale sono, di fatto, barriere architettoniche che non consentono la visita da parte di persone in difficoltà.

Nei pressi della seconda spira, attraverso una porta, è visibile l’ambiente decorato in stile neoclassico che fu, sino al 1944, la Cappella vescovile dedicata al Sacro Cuore.

Nel matroneo s’impone all’attenzione la sequenza degli archi, in parte a tutto sesto e in parte a ogiva. Collocati sopra supporti è possibile apprezzare alcuni dei corredi lignei del Duomo, tra cui un paliotto in legno del XIX secolo, i busti reliquiario del XVII secolo utilizzati per la festa dei Santi, le serie di corredi d’altare, la cornice rinascimentale che copriva la Madonna della Neve e il Tronetto processionale barocco della Madonna del Carmine.

Un locale è occupato dal grande organo costruito nel 1910 dalla ditta Tamburini di Crema, del quale sono visibili i vecchi mantici a movimento manuale. La sezione staccata del matroneo nord è visitabile quando non vi siano funzioni religiose in atto.

La Cattedrale dopo i bombardamenti e gli interventi di conservazione

La Diocesi di Fidenza, in occasione dell’Anno Santo straordinario, ha promosso lavori di restauro e conservazione della sua Cattedrale, celebre soprattutto per le sculture attribuite a Benedetto Antelami, edificata su una precedente chiesa sorta nel luogo del martirio di San Donnino presso il torrente Stirone.

L’intervento sulla facciata e sulle torri laterali del monumento romanico, di grandissima rilevanza storico-artistica, è stato sostenuto da Fondazione Cariparma e dai fondi derivanti dall’otto per mille alla Chiesa Cattolica Italiana. La conclusione dei lavori è stata salutata il 14 giugno 2017.

Nell’ambito dei lavori di miglioramento sismico in atto nella Cattedrale, a valere sui fondi Pnrr, una parte dei ponteggi è stata allestita per consentire ai visitatori la salita al catino absidale, così da ammirare le sculture e i dipinti presenti nella conca dell’abside.

La Cattedrale e la comunità di Fidenza

Al di là delle bellezze storico-artistiche del borgo, sono naturalmente le persone a contare. La città ha sviluppato nel tempo una vocazione all’accoglienza che unisce il patrimonio religioso alla partecipazione civile e alla cura delle persone.

La chiesa di Santa Maria Annunziata, un tempo legata a un ospedale e a una confraternita, è oggi un presidio vivo della città, aperto all’accoglienza. La parrocchia dell’Annunziata ospita attualmente ragazzi provenienti dal Corno d’Africa, eritrei, etiopi e somali, proseguendo una tradizione di carità che affonda le radici nel Medioevo.

Prima di essere intitolata a Santa Maria Annunziata, la chiesa esaltava la Madonna come Madre della Misericordia, quando i volontari della confraternita omonima agivano anonimi, col cappuccio bianco, perché l’aiuto venisse dato gratuitamente e senza vanità.

La chiesa non è solo liturgia, ma cura del povero, del malato, del pellegrino. E questa dimensione, a Fidenza, è rimasta viva: anche oggi, in un tempo in cui le povertà sono mutate, la comunità cristiana continua a offrire ospitalità concreta, visibile, tangibile.

“All’ombra del Sacro” e la valorizzazione del patrimonio

È su questo terreno, spirituale, culturale e civile, che nasce il progetto “All’ombra del Sacro”, non come semplice festival, ma come percorso di comunità. L’iniziativa, attiva a Fidenza da diversi anni, vuole coinvolgere la cittadinanza in un processo di riscoperta del patrimonio culturale, spirituale e artistico locale.

Non si tratta di eventi isolati, ma di una trama continua, che unisce passato e presente, parola e silenzio, studio e preghiera, festa e ascolto, perché “tutto è sacro: in ogni azione, nella natura e nell’azione dell’uomo sulla natura, ci sono le due dimensioni, quella del finito e quella dell’infinito; il sacro è ciò che li riunisce”.

Il primo dei due festival annuali è il “Francigena Fidenza Festival”, legato al grande percorso di pellegrinaggio che attraversa l’Europa e passa da Fidenza. L’altro, dedicato alla letteratura, prende di anno in anno un titolo diverso.

Le attività si svolgono nel cuore vivo della città, tra la chiesa e il chiostro della parrocchia di Santa Maria Assunta, luoghi che portano impresso il segno del sacro. Incontri, letture, maratone poetiche, simposi e laboratori sono tutti segnati da una ricerca di senso che passa attraverso la bellezza e la condivisione.

Nel 2025, il progetto è giunto alla sua settima edizione con diversi appuntamenti: la caccia al tesoro letteraria, le presentazioni di libri, i momenti di ascolto e confronto, fino al coinvolgimento diretto delle famiglie e delle scuole.

Si è inteso inserire tutto questo nel percorso del Giubileo, un’occasione in cui Fidenza ha rinnovato la propria vocazione di città accogliente, spirituale e aperta.

Informazioni per la visita

ElementoInformazione
LocalitàComune di Fidenza, a 26 km da Parma
IndirizzoPiazza Duomo
Periodo di aperturaTutto l’anno
Orari da maggio a ottobreDalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15 alle 19
Orari da novembre ad aprileDalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15 alle 18
IngressoGratuito
Ricorrenza annuale9 ottobre, festa patronale di San Donnino

Gli orari potrebbero subire variazioni: contattare il luogo prima di ogni visita. La Cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00 secondo le indicazioni riportate per la visita ordinaria.

La Cattedrale di San Donnino merita la visita perché è il cuore religioso della città, luogo di preghiera per tutti i cittadini, i turisti e i pellegrini in cammino lungo la Via Francigena.

Le visite al catino absidale prevedono l’accesso al Museo, l’acquisto del biglietto e la firma della liberatoria, una breve storia e l’illustrazione delle sculture della facciata, l’ingresso nella Cattedrale con salita ai ponteggi, la visita al matroneo nord con visione della multiproiezione immersiva e la conclusione nel Museo.

La salita è consentita a un massimo di cinque persone per turno oltre alla guida.

tags: #cattedrale #fidenza #schifano