Lo stile architettonico della Cattedrale di Monopoli

La Cattedrale di Monopoli, conosciuta anche localmente come la Basilica concattedrale di Maria Santissima della Madia, è un magnifico esempio di architettura barocca, pur avendo radici più antiche. La basilica cattedrale di Monopoli rappresenta un incredibile viaggio attraverso il tempo, dalle sue origini come tempio pagano fino alla sua trasformazione in splendido esempio di architettura barocca.

La Cattedrale di Monopoli, dedicata a Maria Santissima della Madia, è un magnifico esempio della ricca storia e della bellezza architettonica di Monopoli, Italia. La sua storia affonda nel XII secolo con la costruzione di una chiesa romanica, ma un crollo strutturale nel XVIII secolo portò a una completa ricostruzione che ne definì lo stile attuale.

Nonostante le trasformazioni, la cattedrale mantiene un dialogo tra il suo passato medievale e la grandiosità barocca, rendendola un gioiello unico del patrimonio pugliese.

Facciata barocca Cattedrale Monopoli

Le origini antiche del luogo sacro

La cattedrale di Monopoli, conosciuta anche come Basilica Cattedrale di Santa Maria della Madia, è stata edificata nel 1107 probabilmente sui resti di un antico tempio pagano dedicato al culto delle divinità mediterranee Maia e Mercurio, è la chiesa concattedrale della diocesi di Conversano-Monopoli. Il sito della Cattedrale di Monopoli è stato un luogo di culto per millenni, con scavi archeologici che hanno rivelato attività umane risalenti all'Età del Bronzo.

Gli scavi archeologici hanno rivelato che questo luogo sacro ha radici che affondano fino all’età del Bronzo, circa 4500 anni fa. Il primo edificio di culto significativo fu un tempio pagano dedicato alle divinità Maia e Mercurio, come testimonia un’antica epigrafe in greco ancora visibile nella sagrestia.

Nel 256 d.C., assistiamo a un momento cruciale: la costruzione della prima chiesa cristiana dedicata a San Mercurio sulle rovine del tempio pagano. Le campagne di scavo iniziate nel 1986 hanno portato alla luce straordinarie scoperte che raccontano la stratificazione temporale del sito.

PeriodoTestimonianze archeologiche
Età del BronzoFori di palificazione per antiche capanne
Periodo MessapicoTombe a camera e una rarissima trozzella in bronzo
Epoca ellenisticaFosse votive con reperti preziosi, tra cui uno scheletro di infante con orecchini d’argento
Alto MedioevoSepolcreto cristiano con tombe orientate verso est

Ciò che rende la cattedrale di Monopoli davvero unica è la sua straordinaria continuità d’uso come luogo sacro. Per almeno 2400 anni, generazioni di fedeli hanno considerato questo spazio come centro della loro spiritualità.

Il Museo della Cripta Romanica è allestito negli ambienti sotterranei della Concattedrale, dedicata alla Madonna della Madia, protettrice di Monopoli. Il suggestivo percorso espositivo, sospeso sull’area archeologica, pone in collegamento gli ambienti sotterranei in corrispondenza dell’abside e del transetto della chiesa settecentesca nei quali, grazie alle ricerche svolte durante gli interventi di restauro, sono state riportate in luce testimonianze rilevanti, utili alla ricostruzione della storia più antica della città.

Sono visibili sul piano di roccia le buche da palo relative all’abitato di capanne sorto nell’età del bronzo (XV sec. a. C.), mentre si conservano intatti in una piccola area i livelli di frequentazione dell’età del ferro (XI-VIII sec. a. C.). Ubicate nei vari ambienti vi sono tombe del V e del III secolo a. C. ed anche resti del sepolcreto altomedievale, da riferire alla prima chiesa sorta in quest’area.

La cattedrale romanica del XII secolo

La prima cattedrale di stile romanico fu costruita per volere del vescovo Romualdo, tra il 1107 e il 1117, sui resti di una chiesa di età paleocristiana o altomedievale intitolata al martire S. Mercurio. Nel 1107, il vescovo Romualdo, figura centrale della storia ecclesiastica di Monopoli, intraprese un ambizioso progetto.

Con il sostegno del duca Roberto d’Altavilla, diede avvio alla costruzione di una maestosa cattedrale romanica. La decisione di Romualdo non fu casuale: già nel 1091 aveva ottenuto l’autonomia della cattedra episcopale di Monopoli dalla Santa Sede.

La chiesa romanica a pianta basilicale a tre navate con cripta e copertura lignea a capriate, nonostante gli ampliamenti avvenuti nel corso dei secoli XIV e XVII, appariva tuttavia inadeguata ad accogliere i fedeli. La cattedrale romanica fu consacrata il 1 ottobre 1442 e presentava una pianta basilicale con tre navate, un transetto e un’abside.

ElementoCaratteristica
Lunghezza31,90 metri
Larghezza17 metri
ImpiantoTre navate con transetto e abside
CoperturaLignea a capriate

Una delle più significative fu l’aggiunta nel 1501 di un retablo con 16 nicchie tra l’altare maggiore e l’abside, sormontato da una cappella sopraelevata per custodire l’icona della Madonna. Tra il Cinquecento e il Seicento, furono aggiunte otto cappelle laterali, quattro per lato, arricchendo ulteriormente l’architettura originale.

La leggenda della Madonna della Madia

Il nome “Madonna della Madia” è legato a una leggenda che affonda le sue radici nel XII secolo e che è profondamente impressa nell’identità di Monopoli. La storia più affascinante riguarda gli eventi del 16 dicembre 1117.

La storia narra che i lavori della chiesa rimasero a lungo bloccati perché mancavano le travi necessarie per completare il tetto. Ma, nella notte del 16 dicembre 1117, la Madonna apparve in sogno al sacrestano della cattedrale, Mercurio, consegnandogli un messaggio per il vescovo: le travi tanto agognate dal prelato erano già nel porto.

Per ben tre volte il sacrestano si recò dal vescovo Romualdo per riferirgli il messaggio della madre celeste, ma questi, scettico, lo ricacciò tutte e tre le volte accusandolo di ubriachezza. All’improvviso gli angeli fecero suonare tutte le campane della città, cosicché il popolo ed il clero si riunirono al porto e videro una grande zattera, la madia, con sopra l’icona della Madonna.

Le travi dell’imbarcazione di fortuna furono recuperate e vennero utilizzate per il completamento del tetto della cattedrale. La tradizione ci tramanda che per completare il tetto furono utilizzatele le travi di pino d’Aleppo che componevano la grande zattera (“madia”) approdata in porto nella notte del 16 gennaio 1117 e sulla quale era collocata una tavola bizantina raffigurante una Madonna con Bambino poi intitolata “della Madia”.

La leggenda sembra trovare conferma nell’ipotesi del naufragio di una grossa nave da carico, armata da un certo Euprasio e partita da Costantinopoli. Dopo 900 anni le travi cattedrale di Monopoli risultano essere ancora vive e fresche al tatto.

La ricostruzione barocca

Nel dicembre 1741, il capitolo della cattedrale si espresse per una totale ricostruzione del tempio. I canonici del capitolo presero questa decisione per la necessità di accogliere una popolazione in costante crescita, per il desiderio di seguire le tendenze architettoniche barocche dell’epoca, per lo stato fatiscente della vecchia cattedrale romanica e per l’eccessivo costo di un eventuale restauro della struttura esistente.

Nel 1742, i lavori iniziarono con la demolizione completa dell’edificio romanico, preservando solo il campanile che era stato da poco completato. La costruzione della cattedrale barocca iniziò nel 1742 e fu completata nel 1772.

I lavori furono affidati a due “Maestri Muratori Ingegneri”: M. Colangiuli di Acquaviva e P. Magarelli di Molfetta. La collaborazione tra Michele Colangiuli di Acquaviva delle Fonti e Pietro Magarelli di Molfetta durò circa trent’anni, dal 1742 al 1772.

Il progetto prevedeva una struttura più ampia e spaziosa, dove l’Icona della Beata Vergine della Madia avrebbe occupato una posizione dominante. La trasformazione barocca della cattedrale di Monopoli non fu solo un cambiamento architettonico, ma rappresentò un momento cruciale per l’intera comunità.

Nel 1772 la nuova cattedrale in stile barocco fu completata. La costruzione della cattedrale barocca iniziò nel 1742 e fu completata nel 1772, riflettendo i gusti e le tendenze architettoniche del tempo.

La facciata barocca

La facciata della cattedrale barocca è un capolavoro di design intricato, divisa in due sezioni orizzontali. La facciata barocca si eleva maestosamente su sette gradini dal piano stradale, catturando immediatamente lo sguardo.

La sezione inferiore ospita tre portali d’ingresso, con quello centrale adornato da un timpano sostenuto da colonne di ordine composito. Il portale centrale è sormontato da un timpano sostenuto da colonne composite, mentre una grande finestra sostituisce il tradizionale rosone nella parte superiore.

La sezione superiore vanta una grande finestra e un frontone semicircolare con un cartiglio che porta il monogramma della Madonna. I dettagli ornati della facciata, tra cui volute a ghirlanda, pinnacoli e decorazioni delle finestre ovali, esemplificano l’esuberanza dello stile barocco.

Colonne, capitelli scolpiti, nicchie con statue e un grande rosone centrale, che richiama l’originale romanico, creano un’immagine di grande impatto. La facciata, maestosa e riccamente decorata, incarna perfettamente l’opulenza del Barocco.

Il campanile monumentale

Il campanile monumentale rappresenta il vero simbolo di Monopoli. Costruito tra il 1688 e il 1693, questa struttura barocca si innalza per ben 61 metri, dominando lo skyline della città.

Il campanile, costruito tra il 1688 e il 1693, è una caratteristica prominente del complesso della cattedrale. Questa torre a sei livelli sostituì il campanile romanico originale, che era stato distrutto da un fulmine.

Nel 1741 l’architetto M. Sorino adeguò il sesto ordine del seicentesco campanile allo stile barocco della facciata realizzando un ottagono sul quale impostò la nuova copertura.

  • Si compone di sei ordini sovrapposti, ciascuno decorato con un diverso stile architettonico.
  • Ospita sei campane distribuite nei registri superiori.
  • È coronato da una croce che poggia su una sfera, simboleggiante il mondo.

Il nuovo campanile, con il suo design barocco, completa l’estetica generale della cattedrale, aggiungendo alla sua grandiosità.

Il muraglione e il rapporto con il paesaggio urbano

Nel 1786, tredici anni dopo la consacrazione, fu aggiunto un elemento architettonico distintivo: un imponente muraglione alto 33 metri sul lato destro della facciata, progettato per proteggere il sagrato dai forti venti marini.

Costruito nel 1786 dall’architetto Giuseppe Palmieri, questa imponente struttura si eleva per 33 metri. La sua funzione pratica fu progettata specificamente per proteggere il sagrato della chiesa dalla forza dei venti di maestrale e tramontana.

Quattordici anni dopo, a causa dei forti venti che impedivano ai fedeli di arrivare alla chiesa, fu realizzato, dall’architetto G. Palmieri, un muraglione alto 33 metri posto a destra della facciata sul quale furono poi ricollocate 10 delle 12 statue cinquecentesche.

Le statue originariamente si trovavano nel Retablo della Chiesa Romanica, insieme a un orologio e a una cella campanaria, recuperati da precedenti strutture. Questo muro incorpora statue dal retablo del XVI secolo, tra cui figure di santi e profeti, alcune delle quali portano i segni di un fulmine che colpì il giorno di Natale del 1519.

La pianta e gli spazi interni

L’impianto dell’attuale cattedrale è a croce latina a tre navate con doppio transetto ed abside nella cui parte superiore si apre la grande cappella del “Trionfo” della Madonna della Madia. Entrando nella Cattedrale di Monopoli, i visitatori sono accolti da una pianta a croce latina con tre navate separate da pilastri cruciformi adornati con intarsi di marmo.

La navata centrale è voltata con lunette, mentre le navate laterali presentano otto cappelle, quattro per lato. L’intersezione tra la navata centrale e il transetto è sormontata da una magnifica cupola, alta 31 metri e decorata con affreschi dei quattro Evangelisti.

All’interno, lo stile barocco è ancora più evidente: volte affrescate; altari in marmo policromo; stucchi dorati; opere d’arte di pregio, riempiono lo spazio, creando un’atmosfera di solennità e ricchezza.

L’interno della cattedrale rivela oggi una luminosità sorprendente, arricchita da una decorazione in marmi policromi che testimonia l’abilità degli artigiani dell’epoca. I finti marmi ricoprono i pilastri della navata principale, il transetto e il coro, creando un magnifico crescendo cromatico che si raccorda ai preziosi marmi della cappella della Madonna della Madia.

La maestria degli artisti dell’epoca stupisce per l’attenzione e la competenza con cui l’imitazione della natura riproduce la struttura geologica dei vari marmi. In particolare, le brecce sono realizzate in modo splendido, sia nella composizione che nella cromia.

Le cappelle laterali

Entrando nella cattedrale, ci si trova immersi in un percorso di fede e arte attraverso le cappelle laterali. L’impianto interno rivela otto cappelle, quattro per navata, ciascuna con la propria storia e i propri tesori artistici.

Queste cappelle sono state progettate per creare un ritmo architettonico armonioso lungo le navate laterali. La Cappella delle Travi conserva ancora oggi le travi originali che, secondo la tradizione, giunsero miracolosamente via mare nel 1117.

Partendo dalla navata destra, i visitatori incontrano la Cappella delle Travi, che ospita le travi di legno che si crede siano arrivate con l’icona della Madonna. Successivamente si trova la Cappella di San Michele Arcangelo, che mostra un dipinto del 1675 di Jacopo Palma il Giovane raffigurante San Michele e il demonio.

La Cappella dell’Immacolata Concezione presenta una statua di marmo della Vergine, originariamente dalla cattedrale romanica. Poco distante, la Cappella del Santissimo Sacramento si distingue per i suoi preziosi dipinti settecenteschi di Francesco de Mura.

Tra gli interventi successivi, agli inizi del 1800 venne realizzata la Cappella dei Martiri, mentre a metà dello stesso secolo venne completata la Cappella Superiore. Durante le celebrazioni estive vengono utilizzate per esporre paramenti sacri storici, permettendo di ammirare tessuti preziosi e ricami in oro e argento che raccontano la storia della cattedrale dal XVII al XX secolo.

La cappella del Trionfo e l’icona della Madonna della Madia

L’elemento più celebre è la cappella della Madonna della Madia, dove è conservata l’icona bizantina, oggetto di grande devozione. Il cuore spirituale e artistico della cattedrale è senza dubbio l’icona della Madonna della Madia.

Questa preziosa opera, che misura 102×66,5×8 cm, è una tempera all’uovo su tavola risalente al XI/XII secolo. L’icona è custodita in una cappella speciale, elevata sopra l’altare principale, permettendo ai fedeli di venerarla sia dalla navata che dalla cripta sottostante.

L’icona della Vergine è del tipo Odegitria, cioè che indica la Via. Infatti, la Madonna regge con il braccio sinistro il Figlio e con la mano destra indica il Bambino che a sua volta nella mano sinistra regge la Legge e con la destra benedice i fedeli.

  • Il Bambin Gesù appare come un adulto in miniatura, vestito di abiti regali.
  • La Madonna indica con la mano destra il Bambino, seguendo la tipologia dell’Odigitria.
  • Sono presenti tre stelle, sul capo e sulle spalle della Madonna, che simboleggiano la sua verginità.

Nel 1720, l’icona fu impreziosita da una cornice d’argento, e ai suoi lati furono collocate le statue di san Michele e san Giuseppe, opere del celebre Giuseppe Sanmartino, lo stesso artista che realizzò il famoso Cristo Velato.

La cappella che ospita l’icona è ulteriormente arricchita da tele settecentesche che narrano le Storie della Vergine Maria di Michele del Pezzo. Particolarmente interessanti sono i due quadri di Pietro Bardellino che raffigurano la “Lotta iconoclasta” e il “Miracolo della zattera”.

Il significato dell’icona è celebrato annualmente il 16 dicembre, con una processione che rievoca il suo arrivo via mare. Questo evento è un punto culminante del calendario religioso di Monopoli, attirando pellegrini e visitatori che vengono a testimoniare la rievocazione e a partecipare ai festeggiamenti.

Icona Madonna della Madia altare barocco

I tesori pittorici e decorativi

Entrando nella basilica cattedrale di Monopoli, si è immediatamente colpiti dalla straordinaria luminosità che esalta i tesori artistici custoditi al suo interno. Questa cattedrale è un vero museo di arte sacra che racconta secoli di devozione e maestria artistica.

Tra le opere più preziose spiccano le tele di Giovanni Bernardo Lama e Stefano Buono del XVI secolo, i dipinti di Palma il Giovane del XVII secolo e le opere settecentesche di Francesco De Mura.

Particolarmente importante è l’Ultima Cena di Francesco De Mura, realizzata nel 1755 per la Cappella del SS. Sacramento. Quest’opera fu commissionata seguendo il modello di un altro dipinto dello stesso artista presente nella cattedrale di Capua.

La cattedrale è ricca di opere d’arte importanti, tele del De Mura, sculture del Sammartino, argenti ed ex voto. Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 venne realizzato il pavimento in marmo delle navate, dipinto il soffitto della navata centrale e della cupola, intonacata a finto marmo la Cappella del Rosario, completate le decorazioni in marmo dei pilastri e realizzata la bussola su cui fu collocato il nuovo organo.

La cripta romanica e la memoria medievale

Bisogna visitare la cripta dell’attuale cattedrale barocca, che rivela la zona absidale della cripta romanica di Romualdo, tombe altomedievali, di epoca ellenistica e messapica, sovrapposte a resti di insediamenti dell’età del bronzo.

Tra i vari ritrovamenti, di particolare rilievo sono il battistero romanico ottagonale, dove la forma ad otto è il simbolo di coloro che vennero salvati dall’arca, l’archivolto della cattedrale di Romualdo e l’architrave del XII sec. che narra la morte e resurrezione di Cristo per la salvezza degli uomini.

A tali testimonianze si sovrappose l’edificio romanico realizzato nel XII secolo per volere del vescovo Romualdo, demolito per fare spazio alla basilica attuale, di cui si conservano i resti della cripta. Sono esposti inoltre fonti battesimali, capitelli, archivolti, cenotafi ed altri elementi architettonici rivenienti dalla demolizione della cattedrale romanica.

Tra questi va segnalato il bellissimo architrave in pietra che narra la storia della salvazione, la crocifissione, deposizione e resurrezione di Cristo, risalente all’XI secolo. Completa l’esposizione la raccolta di sculture barocche in legno, a ripercorrere la storia dell’arredo sacro e della devozione barocca.

Il percorso di visita si conclude nella cripta della Confraternita del Santissimo Sacramento, luogo deputato alla mummificazione e alla celebrazione dei rituali della confraternita. Il museo, accessibile dal fianco della Concattedrale, è a pochi metri dal Museo Diocesano e dalla Chiesa del Purgatorio.

Gli interventi di restauro e conservazione

Nel corso degli studi sulla basilica cattedrale di Monopoli, particolare interesse hanno suscitato i complessi lavori di restauro che hanno permesso di preservare questo straordinario monumento per le future generazioni. Il 1986 segna l’inizio di un ambizioso progetto di restauro sistematico.

Durante i restauri del 1978, sondaggi archeologici hanno riportato alla luce complessi ambienti ipogei; i restauri di questi ambienti sono ripresi nel 1985 con un progetto di riuso attraverso un percorso archeologico con annessa mostra dei reperti rinvenuti di epoca protostorica, ellenistica, romanica, del III-V sec. e degli edifici antecedenti alla basilica romanica.

Dal 1972, la cripta romanica e un sito archeologico sono stati riportati alla luce, testimoniando un uso sacro del luogo per almeno 2400 anni. La cripta è stata riaperta al pubblico come spazio museale che espone reperti archeologici e scultorei.

Il particolare allestimento consente di visionare i reperti nello stesso luogo nel quale sono stati rinvenuti e di ripercorrere a ritroso la storia della città. Sono esposti i reperti rinvenuti con gli scavi archeologici condotti sia in questo sito che in altre chiese del centro storico, la chiesa di S. Maria Amalfitana e la chiesa di S. Pietro.

Le trasformazioni successive dell’edificio

La cattedrale barocca conserva anche le tracce degli interventi realizzati dopo il completamento settecentesco. Agli inizi del 1800 venne realizzata la Cappella dei Martiri, a metà dello stesso secolo venne completata la Cappella Superiore.

Tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 venne realizzato il pavimento in marmo delle navate, dipinto il soffitto della navata centrale e della cupola, intonacata a finto marmo la Cappella del Rosario, completate le decorazioni in marmo dei pilastri e realizzata la bussola su cui fu collocato il nuovo organo.

Nel 1953, in seguito all’abbassamento del piano stradale, si realizzò una lunga scalinata di accesso frontale alla cattedrale. La Cattedrale di Monopoli si affaccia sul profondo fossato, lato di sud-est, del sistema di fortificazioni monopolitano.

Il significato dello stile della Cattedrale di Monopoli

La Cattedrale di Monopoli è più di un semplice luogo di culto; è un simbolo della fede e della resilienza durature della città. Le sue mura raccontano storie di miracoli e devozione, invitando i visitatori a esplorare e vivere il ricco patrimonio religioso di Monopoli.

La fusione di elementi romanici e barocchi della cattedrale, la sua ricca collezione di arte religiosa e il suo legame con la storia miracolosa della Madonna della Madia la rendono una destinazione di particolare interesse a Monopoli.

La sua architettura attuale è dunque prevalentemente barocca, riconoscibile nella facciata dinamica, nella ricchezza degli apparati decorativi, nei marmi policromi, nelle cappelle, negli stucchi, nelle volte e nella monumentalità del campanile. La presenza della cripta, dei resti romanici e delle stratificazioni archeologiche rende però l’edificio un organismo storico complesso, nel quale l’età medievale e quella barocca rimangono visibili e strettamente collegate.

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