Castellanza: quattro giorni per catechiste e comunità educanti

La Quattro giorni delle Comunità educanti propone un percorso di formazione per catechisti, educatori e accompagnatori nella fede, dedicato agli inizi dell’iniziazione cristiana e ai linguaggi della catechesi. Il programma aiuta a riflettere su come accogliere i bambini e le loro famiglie, quali soggetti coinvolgere e quali strumenti utilizzare per favorire l’incontro personale con Gesù.

Nel cammino di iniziazione cristiana, oggi più che mai, è importante curare gli inizi per dare tempo di conoscere i ragazzi e le famiglie e di farsi conoscere da loro. È il tempo per stringere un’alleanza e per iniziare a camminare insieme alla scoperta di Gesù.

Il senso del percorso per le catechiste

Come iniziare il percorso di iniziazione cristiana con i bambini e le loro famiglie? Quali ingredienti, quali attenzioni, quali atteggiamenti avere? Quali soggetti coinvolgere? Quali linguaggi utilizzare?

Nella Quattro giorni delle Comunità educanti rifletteremo su cosa significhi iniziare, offrendo alcune prospettive missionarie e pedagogiche, condividendo azioni promettenti che ci sono state raccontate da alcune comunità cristiane. Soprattutto ci chiederemo quali soggetti coinvolgere e come farli sentire parte viva del cammino.

Proseguiremo, inoltre, a esplorare i linguaggi della catechesi e in particolare quelli più propizi per gli inizi e per accedere i sensi dei ragazzi così che possano aprirsi all’incontro personale con Gesù. Approfondiremo l’utilizzo delle illustrazioni e del gioco nella catechesi.

catechiste durante incontro di formazione

Il programma degli incontri

Il percorso è articolato in quattro appuntamenti, ciascuno proposto alle ore 15 e alle ore 21.

DataTemaRelatori
Mercoledì 11 settembre«Iniziare il cammino di IC. Azioni da condividere e soggetti da coinvolgere»Roberta Casoli
Venerdì 13 settembre«La grazia degli inizi. La prospettiva missionaria e pedagogica»don Matteo Dal Santo e Alessandra Augelli
Mercoledì 18 settembre«I linguaggi della catechesi: illustrare la Parola»Silvia Gastaldi e Beatrice Sacchi
Venerdì 20 settembre«I linguaggi della catechesi: il gioco»don Samuele Ferrari

Iniziare il cammino di iniziazione cristiana

Il primo incontro è dedicato alle azioni da condividere e ai soggetti da coinvolgere nell’avvio del cammino di iniziazione cristiana. L’attenzione è rivolta alla costruzione di relazioni con i ragazzi e con le famiglie, affinché possano sentirsi parte viva della comunità.

La grazia degli inizi

Il secondo appuntamento affronta gli inizi attraverso una prospettiva missionaria e pedagogica. La cura del primo contatto e dei primi passi permette di costruire un’alleanza educativa e di accompagnare le famiglie nella scoperta della fede.

Illustrare la Parola

Il terzo incontro esplora l’uso delle illustrazioni nella catechesi. Le immagini possono aiutare i ragazzi ad accedere al testo biblico e a coinvolgere i sensi nell’ascolto della Parola.

Il gioco nella catechesi

L’ultimo appuntamento è dedicato al gioco come linguaggio educativo e catechistico. Il gioco può favorire la partecipazione, la relazione all’interno del gruppo e un coinvolgimento più diretto dei ragazzi nel cammino di fede.

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Partecipazione in presenza e online

Gli incontri saranno trasmessi da due sedi sulla piattaforma Microsoft Teams. L’invito è a seguire il percorso in gruppo, ritrovandovi insieme in parrocchia o in un luogo della Comunità pastorale o Decanato.

Al momento dell’iscrizione si può scegliere se partecipare in presenza oppure in modalità online (piattaforma Microsoft Teams).

I relatori svolgeranno la loro relazione due volte nella data indicata, nel pomeriggio e alla sera, in due sedi diverse. Si può partecipare in presenza fino a esaurimento posti.

Sedi degli incontri in presenza

  • Nel pomeriggio, ore 15: Curia arcivescovile, piazza Fontana 2, Milano.
  • Alla sera, ore 21: Scuola Maria Ausiliatrice, via Sergnano 10, San Donato Milanese.

Modalità online

Il link per partecipare verrà spedito qualche giorno prima del primo incontro.

Gli incontri con gli autori si svolgeranno online sulla piattaforma Microsoft Teams Webinar. Al momento dell’iscrizione verrà data la password per accedere alla piattaforma. Il link per partecipare sarà inviato via mail.

Libro ed ebook

Per avere il testo delle relazioni, si può scegliere tra il libro e l’ebook. Il libro può essere ritirato nelle sedi per chi partecipa in presenza o in una libreria per chi partecipa da remoto, mentre l’ebook viene inviato via mail.

Se si preferisce il libro, al momento dell’iscrizione si può scegliere in quale delle librerie o luoghi di ritiro indicati passare a ritirarlo.

Se si preferisce l’ebook, sarà ricevuto via mail due o tre giorni dopo l’iscrizione.

Il significato ecclesiale della formazione

Il tradizionale appuntamento della Quattro giorni Comunità educanti è rivolto alle diverse figure della comunità educante: preti, diaconi, religiose, catechisti, operatori battesimali, educatori e insegnanti.

La proposta della diocesi invita a considerare la catechesi come un cammino condiviso, nel quale il compito educativo non riguarda soltanto il catechista, ma coinvolge la comunità cristiana, le famiglie e tutte le persone che accompagnano i ragazzi nella crescita.

La trasmissione della fede richiede attenzione al contenuto dell’annuncio, al metodo utilizzato e alle persone a cui ci si rivolge. Il destinatario chiede di essere coinvolto e di diventare soggetto attivo del processo dell’annuncio.

Per questo la catechesi non può non occuparsi di come si recepisce e si intende oggi il Vangelo dentro il contesto in cui si vive.

Il coinvolgimento dei sensi nella catechesi

In realtà c’è molto bisogno di riflettere sul rapporto tra catechesi e sensi. Si annuncia e si comprende con più efficacia ciò che si è “toccato con mano”, ciò di cui si è fatto esperienza.

La domanda è: come la catechesi può coinvolgere i sensi per accedere al mistero di Dio e anche al mistero della persona? Abbiamo bisogno di un annuncio più incarnato che possa diventare “multisensoriale” per far risuonare la Parola di Dio nella vita delle persone.

La dimensione corporea e sensibile può diventare una via per trasmettere la fede e per aiutare i ragazzi a vivere l’esperienza cristiana in modo più personale e partecipato.

Lo sport, il corpo e i linguaggi espressivi

L’esperienza sportiva, che è centrale nella vita dei ragazzi, può entrare in dialogo con la catechesi, creando sinergie nuove all’interno delle comunità cristiane, per esempio con le società sportive.

La metafora sportiva che anima la Scrittura e i valori olimpici sono fonti d’ispirazione e offrono contenuti e linguaggi che possono entrare anche nella catechesi.

I linguaggi espressivi in cui si coinvolge il corpo riguardano la totalità della persona. In particolare, il metodo del teatro può essere utilizzato come strumento educativo.

Dentro questo ambito ci si concentra sulla forma della drammatizzazione teatrale per rivivere e “toccare” il testo biblico.

Il mandato dei catechisti

Il percorso formativo si collega alla celebrazione del mandato dei catechisti e degli accompagnatori nella fede. Come era avvenuto in occasione del Giubileo, anche quest’anno l’Arcivescovo invita ad ascoltare la Parola di Gesù che fa ardere il cuore, per essere inviati ad annunciare la gioia del Vangelo e della vita cristiana.

«Non ardeva forse il cuore?», si domandavano l’un l’altro i due discepoli di Emmaus ripensando all’effetto che le parole di quello sconosciuto compagno di viaggio, che in realtà era il loro caro maestro Gesù, avevano suscitato in loro.

Parole arrivate dritte al cuore e che hanno generano un impatto potente persino nella loro libertà, fino a indurli a tornare di corsa a Gerusalemme.

Questo è il tema della celebrazione di mandato dei catechisti e degli accompagnatori nella fede che si svolgerà in Duomo sabato 12 settembre con ritrovo alle 9.30.

A questo primo appuntamento sono invitati i catechisti battesimali, d’iniziazione cristiana dei ragazzi, dei cresimandi adulti, gli accompagnatori dei catecumeni e gli animatori dei gruppi di ascolto della Parola di Dio.

Il Giubileo dei catechisti

Il Giubileo dei catechisti è un evento speciale. Si svolgerà sabato 13 settembre alle 10, nel Duomo di Milano, appunto con il nostro Arcivescovo.

È una convocazione ampia: sono invitati i catechisti battesimali, d’iniziazione cristiana dei ragazzi e dei cresimandi adulti; gli accompagnatori dei catecumeni e gli animatori dei gruppi di ascolto della Parola di Dio.

L’intento è fare memoria del proprio battesimo e chiedere il dono della conversione della vita. L’Arcivescovo affiderà il mandato di annunciare la gioia del Vangelo e della vita cristiana.

Il titolo è «Battezzati, discepoli missionari». Vogliamo andare al cuore di ogni vocazione, cioè al battesimo, che è fonte di vita nuova.

La proposta del nostro Arcivescovo ci invita a riscoprire questo dono che rende tutti discepoli missionari, invitandoci ad assumere ciascuno la propria responsabilità per la missione.

La catechesi come annuncio incarnato

La gioia è contagiosa, nel senso che si può trasmettere, ma anche che si rafforza mentre comunichiamo ad altri la buona notizia che ci rallegra.

La catechesi può coinvolgere il corpo, i sensi, le emozioni e le relazioni, così da rendere l’annuncio più vicino all’esperienza concreta dei ragazzi e delle loro famiglie.

Un annuncio più incarnato può diventare “multisensoriale” e permettere alla Parola di Dio di risuonare nella vita delle persone.

Attenzione educativa ai ragazzi e alle famiglie

Il compito degli educatori è avere un’attenzione personale e costante al ragazzo per cogliere e accompagnare le dinamiche della sua apertura all’azione dello Spirito nella crescita e nello sviluppo psicologico, affettivo e razionale.

La cura delle relazioni è particolarmente importante all’inizio del percorso, quando la comunità incontra bambini e famiglie e deve creare le condizioni per una partecipazione libera, consapevole e progressiva.

Accogliere e accompagnare ragazzi e famiglie provenienti da Paesi e culture differenti nei contesti ecclesiali richiede agli educatori di saper riconoscere la ricchezza di fede e di cultura di ragazzi e delle loro famiglie provenienti da continenti e Paesi diversi.

In questo modo è possibile realizzare un effettivo inserimento nelle comunità cristiane a partire dall’iniziazione cristiana.

Il ruolo della comunità educante

La comunità educante è chiamata a sostenere il percorso dei ragazzi attraverso una responsabilità condivisa. Il catechista accompagna il gruppo, ma il cammino coinvolge anche le famiglie, la parrocchia, gli educatori, gli animatori e le altre realtà presenti sul territorio.

La formazione aiuta a comprendere come gestire il gruppo dei ragazzi in catechesi e come affrontare le dinamiche relazionali a volte faticose che si creano.

Il servizio ministeriale della catechista e dell’educatore comprende il delicato compito di conduzione del gruppo dei ragazzi e la capacità di costruire relazioni che favoriscano l’ascolto, la partecipazione e la crescita.

Seguire il percorso in gruppo, ritrovandosi insieme in parrocchia o in un luogo della Comunità pastorale o Decanato, permette di trasformare la formazione in un’esperienza condivisa e collegata alla vita concreta della comunità.

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