Il santuario di Artemide Aristoboule è ricordato nel contesto dei luoghi di culto dedicati ad Artemide nell’Attica orientale, un’area caratterizzata da una lunga continuità religiosa e archeologica. Le testimonianze disponibili permettono di collegare questa tradizione ai santuari di Artemide Brauronia, ad Artemide Tauropolos e ad Artemide Amarysia, pur riferendosi a complessi distinti.
Tra questi siti, Brauron conserva una documentazione particolarmente articolata: le attività di culto sono note a partire dall’VIII secolo a.C., il primo tempio fu costruito nel VI secolo a.C. e il complesso venne ricostruito nel 420 a.C., con l’aggiunta di una stoa a forma di pi greco e di un ponte di pietra.
Artemide nell’Attica orientale
Brauron era uno dei dodici antichi villaggi dell’Attica prima del sinecismo di Teseo che li unificò con Atene. Le attività di culto sono note a partire dall’VIII secolo a.C. in base alle dedicazioni rinvenute nella fonte sacra.
Il santuario di Artemide Brauronia si trovava a Brauron, oggi Braurone, nell’Attica orientale. Il sito comprendeva il santuario e il tempio di Artemide Brauronia, inseriti in un paesaggio segnato dalla presenza di una sorgente e dal corso del fiume Erasino.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Località | Brauron, oggi Braurone |
| Regione | Attica orientale |
| Dedicazione | Artemide Brauronia |
| Cultura | Greca Attica |
| Coordinate | 37.925981° N, 23.993508° E |
| Quota | 10 m |
| Acqua | Sorgente |

Il tempio di Artemide Brauronia
Da alcuni resti si deduce che il tempio era di ordine dorico e che il naos (cella) aveva quattro celle e un adyton sul retro. Non c'è accordo se il tempio fosse esastilo-prostilo (con sei colonne davanti) o distilo in antis (con due colonne tra due muri sporgenti).
Un tempio fu costruito nel VI secolo a.C. I Persiani distrussero il tempio nel 480 a.C. e portarono la statua cultuale a Susa.
Il tempio fu ricostruito nel 420 a.C. con l'aggiunta della stoa a forma di pi greco (?) e il ponte di pietra. Probabilmente questa attività edificativa fu intrapresa a seguito della peste di Atene nel 430 a.C. (Artemide era connessa alla peste e alla guarigione, come il fratello Apollo).
| Fase | Data o periodo |
|---|---|
| Attività di culto | VIII secolo a.C. |
| Costruzione del tempio | VI secolo a.C. |
| Distruzione persiana | 480 a.C. |
| Ricostruzione | 420 a.C. |
| Abbandono del sito | III secolo a.C. |
| Basilica cristiana | VI secolo |
| Chiesa di Hagios Georgios | XV secolo |
Il paesaggio archeologico di Brauron
Una collina vicina, alta circa 24 m e distante 220 m a sud-est, era abitata durante il Neolitico prima del 2000 a.C. e fiorì durante l'Elladico medio e il Miceneo antico tra il 2000 a.C. e il 1600 a.C. come un sito fortificato (acropoli). L'insediamento fu abbandonato nel Tardo Elladico III e l'acropoli non fu più significativamente occupata.
Il periodo tra il Tardo Elladico IIIb e l’VIII secolo a.C. è oscuro. Il sito fu preservato dai depositi trasportati dal fiume Erasino.
Il santuario sorgeva quindi in un contesto naturale complesso, nel quale la sorgente, il fiume e la collina fortificata contribuivano alla definizione dello spazio sacro. La presenza di strutture appartenenti a epoche differenti mostra inoltre come l’area sia stata utilizzata e trasformata per molti secoli.
Il culto di Artemide e la tradizione di Ifigenia
Nel II secolo Pausania afferma che Ifigenia, fuggita dalla Tauride portando con sé un’antica immagine di Artemide, sbarcò a Brauron dove lasciò lo xoanon (immagine di legno) per poi andare ad Atene e quindi ad Argo. Lo xoanon era antico[3]
La tradizione di Ifigenia collegava il santuario a un’immagine arcaica della dea e alla memoria di un viaggio mitico dalla Tauride. Il racconto contribuiva così a definire il ruolo di Brauron all’interno della geografia religiosa dell’Attica e dei culti di Artemide.
Abbandono e trasformazioni cristiane
Il sito fu utilizzato fino al III secolo a.C., quando le tensioni tra Atene e Macedoni causarono il suo abbandono, probabilmente dopo che fu danneggiato da un’inondazione.
Una basilica cristiana fu eretta nel VI secolo sul versante vicino della valle con materiale ricuperato dal santuario. Probabilmente la chiesa rimase in uso fino al VII secolo.[4]
Per secoli non ci furono significative attività archeologiche. Nel XV secolo fu eretta una piccola chiesa dedicata ad Hagios Georgios nel XV secolo immediatamente adiacente alla piattaforma del tempio a sud-ovest, forse sui resti di un piccolo santuario.
Il santuario di Artemide Tauropolos ad Artemida
Un altro importante luogo di culto dell’Attica orientale era il tempio di Artemide Tauropolos, situato sulla costa di Artemida, anticamente Loutsa. Il tempio di Artemis Tauropolos was first located in 1925, on the shore of Artemida (Loutsa), right beside the sea; it was systematically investigated in 1956-7 by the Archaeological Society.
La posizione direttamente accanto al mare distingue questo complesso dal santuario di Brauron, inserito invece nella valle dell’Erasino. Il sito è classificato come luogo storico dell’Attica orientale.
Il santuario di Artemide Tauropolos è associato al demo di Halai Araphenidai. Nei dintorni sono indicati percorsi ciclabili di diversa difficoltà, con itinerari prevalentemente asfaltati.

Il santuario di Artemide Amarysia ad Amarynthos
Per il quarto anno consecutivo, un team congiunto di archeologi greci e svizzeri ha condotto una campagna di scavi nel tempio di Artemide Amarysia, ad Amarynthos in Eubea, isola a nord di Atene (Grecia), che ha portato al rinvenimento di un importante santuario del VII secolo a.C.
L’edificio presenta un’insolita pianta absidata, ma a colpire l’attenzione degli archeologi sono stati soprattutto le grandi dimensioni (la lunghezza complessiva, secondo l’antico sistema metrico ellenico, era di 100 piedi, circa 34 metri) e l’insolita presenza, all’interno del tempio, di focolari e altari ove abbondanti strati di cenere contenevano resti di ossa animali calcinate.
Analogamente alle campagne precedenti, anche la stagione 2023 ha visto il rinvenimento di un elevato numero di preziosi manufatti offerti alla dea patrona del santuario, come vasi, armi e gioielli.
La testa d’avorio e i reperti del santuario
Tra tutti, spicca una piccola testa umana in avorio finemente lavorato, di probabile produzione levantina, rappresentante una figura maschile con tratti negroidi e acconciatura a casco, che trova dei confronti in alcuni oggetti eburnei rinvenuti nei palazzi reali assiri, in particolare a Nimrud, in contesti archeologici non successivi all’VIII-VII secolo a.C.
La preziosa scultura, irriconoscibile al momento della scoperta, è stata sottoposta a un attento restauro che ne ha evidenziato l’elevata qualità di realizzazione.
Il ritrovamento mostra l’ampiezza dei contatti culturali attivi intorno ai santuari di Artemide e documenta la circolazione di oggetti di pregio tra il mondo egeo, il Levante e i centri assiri.
La Via Sacra e la storia di Amarynthos
Il santuario di Amarynthos era collegato all’antica città di Eretria dalla Via Sacra e sorgeva in un particolare contesto naturale e antropico, che includeva un possibile edificio templare più antico di quello oggetto di scavo, il quale subì dei restauri e l’abbandono finale nel VI secolo a.C.
Il collegamento con Eretria attraverso la Via Sacra conferma il ruolo del santuario all’interno di una rete religiosa e territoriale più ampia. La presenza di un possibile edificio templare precedente indica inoltre una continuità di frequentazione e di trasformazioni architettoniche.
Per gli anni futuri, gli archeologi dell’Istituto Archeologico Svizzero di Atene prevedono di portare a termine le attività di scavo di questo importante tempio, avviando, allo stesso tempo, lo studio finale dei materiali portati alla luce.
La lunga storia dei templi di Artemide
Regia: Olivier Lemaitre. Nessuna meraviglia del mondo antico è stata sconvolta dalla violenza della storia e della natura quanto il tempio di Artemide a Efeso. Rinato dalle ceneri di un terrificante incendio, il monumento ha sbalordito il mondo antico per secoli, prima che la scomparsa degli dei pagani e l'avvento del cristianesimo ne decretassero la fine.
Grazie agli sforzi di un caparbio architetto britannico, questa meraviglia del mondo antico è scampata all'oblio.
Il tempio di Efeso appartiene a una vicenda distinta rispetto ai santuari dell’Attica orientale e di Amarynthos, ma la sua storia evidenzia la vulnerabilità dei grandi complessi sacri davanti agli incendi, alle distruzioni, ai cambiamenti religiosi e all’abbandono.
R1 - Le sette meraviglie del mondo: "Il tempio di Artemide a Efeso" (1982)
Informazioni essenziali sui siti
- Brauron: santuario di Artemide Brauronia nell’Attica orientale, con tempio dorico, fonte sacra, valle dell’Erasino e strutture di epoca cristiana.
- Artemida: santuario di Artemide Tauropolos sulla riva del mare, individuato nel 1925 e studiato sistematicamente nel 1956-1957.
- Amarynthos: santuario di Artemide Amarysia in Eubea, collegato a Eretria dalla Via Sacra e caratterizzato da un edificio del VII secolo a.C. con pianta absidata.
- Efeso: grande tempio di Artemide, ricostruito dopo un incendio e successivamente colpito dalla scomparsa dei culti pagani e dall’avvento del cristianesimo.