Cappella delle Reliquie di Santa Croce in Gerusalemme: storia e informazioni

La Cappella delle Reliquie della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme custodisce alcune reliquie tradizionalmente collegate alla Passione di Gesù: frammenti della Vera Croce, un chiodo della Crocifissione, spine della corona e il Titulus Crucis. La cappella nacque nel IV secolo per volontà dell’imperatrice Elena, che trasformò una parte della residenza imperiale romana in un luogo destinato alla conservazione delle reliquie della Croce rinvenute a Gerusalemme.

Le reliquie furono inizialmente custodite nella cappella creata nel IV secolo dalla stessa Sant’Elena; nel XVI secolo furono trasferite per permetterne una più adeguata conservazione e nel 1931 trovarono la loro definitiva collocazione nell’attuale Cappella a cui si accede tramite un corridoio che simboleggia un’ideale ascesa al calvario. L’ingresso alla cappella delle reliquie è gratuito e non è necessaria alcuna prenotazione.

La storia della Cappella delle Reliquie

All’epoca dell’imperatore Augusto la zona in cui oggi sorge la basilica era periferica e a carattere residenziale. Nel III secolo, infatti, qui fu edificata una residenza imperiale.

La chiesa viene eretta all’interno di un possedimento imperiale dell’età dei Severi, che comprendeva un palazzo, un circo e un anfiteatro: palazzo e anfiteatro vengono poi racchiusi (e riutilizzati!) nella cerchia delle mura aureliane, costruite tra 270 e 275 d.C., e ancora oggi le possenti mura dell’anfiteatro sono visibili girando intorno al complesso, tra Viale castrense e Via Nola!

Quando Costantino trasferì la capitale a Costantinopoli, l’area rimase di proprietà della madre Elena che decise di trasformare una parte della residenza in cappella per la conservazione delle reliquie della Croce, rinvenute dalla sovrana stessa sul Monte Calvario durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, nel 325. Intorno alla cappella verrà poi edificata la basilica odierna.

Il palazzo invece, ristrutturato da Costantino, fu utilizzato dall’imperatrice Elena, che decise di trasformarne una porzione nella cappella destinata a raccogliere le reliquie della Croce, rinvenute a Gerusalemme e trasportate a Roma dall’imperatrice stessa. La cappella costituisce il nucleo della chiesa odierna, più volte ingrandita e rimaneggiata.

La basilica venne quindi pensata fin dall’inizio come un grande reliquiario, esistente per proteggere e conservare le preziose testimonianze della passione di Gesù. Verrà infatti detta “in Gerusalemme” proprio perché al suo interno, tra le altre, vi è della terra proveniente dal Monte Calvario posta alla base delle fondamenta.

Le reliquie conservate nella cappella

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme custodisce infatti numerose reliquie, tra cui alcune tradizionalmente collegate alla Passione di Gesù. Si tratta di tre frammenti della Vera Croce, parte della corona di spine, un sacro chiodo e il Titulus Crucis.

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, custodisce da diciassette secoli come in uno scrigno, il tesoro più prezioso della Cristianità: le reliquie della Passione di nostro Signore Gesù Cristo: il legno della Croce, il titulus, il chiodo, le spine della corona.

La tradizione dice che furono sicuramente portate da sant’Elena a Roma a seguito del suo viaggio i frammenti della Vera Croce ed uno dei chiodi utilizzati nella Crocefissione. A queste reliquie si aggiunsero, per completare la catechesi sulla passione, i frammenti della Grotta della Natività e del S. Sepolcro, la falange del dito di San Tommaso,il Patibolo del Buon Ladrone e due spine provenienti dalla Corona di Gesù.

All’infuori di quest’ultimo, che fu rinvenuto solo nel 1492, le altre reliquie sono state conservate ininterrottamente dal IV secolo; si tratta delle reliquie più antiche di cui si ha traccia.

I frammenti della Vera Croce

Le reliquie della Croce erano inizialmente custodite nella cappella creata nel IV secolo dalla stessa Sant’Elena. Svariati frammenti della Santa Croce sono conservati nelle principali chiese e cattedrali europee, poiché nel medioevo i papi ne facevano dono a principi e imperatori per creare alleanze e rafforzare la stabilità politica del papato.

Le reliquie, poste in preziosi reliquiari realizzati tutti o in parte nel 1800, sono conservate in una teca di cristallo ed esposte così alla venerazione dei fedeli.

Il sacro chiodo

Tra le reliquie conservate nella cappella si trova un chiodo tradizionalmente collegato alla Crocifissione. Dei quattro sacri chiodi della crocefissione, gli altri tre si troverebbero, secondo la tradizione, uno nella corona ferrea a Monza, un altro sospeso sopra l’altare maggiore del Duomo di Milano e un altro ancora nel Duomo di Colle di Val d’Elsa.

Le spine della corona

La cappella conserva anche parte della corona di spine e due spine provenienti dalla Corona di Gesù. Le reliquie sono considerate strumenti per la meditazione sulla Passione e vengono presentate nel contesto complessivo della catechesi cristiana.

Le altre reliquie della Passione

Alle Reliquie della Passione di Cristo nel corso dei secoli sono state aggiunte altre reliquie di minore importanza, alcune di provenienza incerta, quali i frammenti della Grotta di Betlemme e del Santo Sepolcro, quelli della Colonna della Flagellazione, il Patibulum del Buon Ladrone, e la falange del dito di San Tommaso.

Sono tutte reliquie legate agli eventi della Passione e Risurrezione di Gesù, e sono state collezionate principalmente a scopo catechetico e omiletico. Per lo stesso motivo, cioè per completare la catechesi sulla Passione, è stata allestita in tempi recenti una cappella laterale, attigua a quella delle reliquie, dove è possibile visitare una riproduzione moderna a grandezza naturale della Sindone di Torino.

Il Titulus Crucis

Il Titulus Crucis è una reliquia costituita da una tavola di legno di noce che, secondo la tradizione, sarebbe il cartiglio originario infisso sopra la Croce di Gesù. Il legno, ritrovato nel 1492 in una nicchia durante lavori di conservazione nella chiesa, reca una parte di un’iscrizione (presumibilmente, ma senza certezza, frutto di uno smembramento) in caratteri compatibili con quelli del I secolo, da destra a sinistra, in tre lingue diverse: ebraico, greco e latino.

La tavoletta è inscritta da destra verso sinistra usando caratteri ebraici greci e latini e riporta la motivazione della condanna a morte I. NAZARINVS RE[X IVDAEORVM

Nella stessa teca è conservato anche Il Titulus Crucis- la tavoletta reliquia della Croce probabilmente portata nella Basilica nel VI secolo e rinvenuta nel XV secolo murata all’interno dell’arco absidale della Basilica.

Il ritrovamento del 1492

Diversi furono i lavori di restauro e le modifiche nel corso dei secoli: fra questi in particolar modo si ricordano quelli effettuati dal cardinal Mendoza (1478-1495), durante i quali venne ritrovata una cassetta mortuaria nell’arco absidale della chiesa con all’interno il Titulus Crucis.

All’infuori di quest’ultimo, che fu rinvenuto solo nel 1492, le altre reliquie sono state conservate ininterrottamente dal IV secolo; si tratta delle reliquie più antiche di cui si ha traccia.

Lingue e caratteristiche dell’iscrizione

Il Titulus Crucis di Santa Croce in Gerusalemme reca effettivamente una parte dell’iscrizione in tre lingue (ebraico, greco e latino). Anche i testi in latino e greco sono scritti, da destra a sinistra, come per l’ebraico.

Nel testo latino è riportata la versione “Nazarinus” anziché “Nazarenus“. Il testo, poi, non sembra corrispondere esattamente a nessuno di quelli dei quattro vangeli.

Queste anomalie sono considerate da alcuni indizi di autenticità, in base al ragionamento che difficilmente un falsario le avrebbe introdotte. Le fotografie dell’iscrizione, inoltre, vennero fatte esaminare da diversi paleografi contattati indipendentemente dai tre ricercatori, i quali condussero un’indagine paleografica comparativa.

In particolare, le lettere risultarono perfettamente compatibili con quelle del I secolo, confermando, quindi, la possibilità che la reliquia fosse l’originale o almeno una copia fedele dell’originale risalente allo stesso periodo.

Il dibattito sull’autenticità

La veridicità del Titulus Crucis è abbastanza discussa per la questione se è verosimile ritenere che il cartiglio della Croce sia stato conservato, e se la reliquia romana possa corrispondere realmente all’originale o almeno essere una copia fedele di quest’ultimo.

Alcuni studiosi hanno supposto che il cartiglio sia proprio quello originale, in particolare è stato sostenuto che sarebbe stato staccato dalla Santa Croce e deposto inizialmente nel sepolcro assieme al corpo di Gesù.

La sepoltura, caratterizzata secondo i vangeli dall’utilizzo di una tomba di ampie dimensioni, dal trattamento della salma con unguenti preziosi e dall’avvolgimento in un sudario, avrebbe avuto tutte le caratteristiche di una sepoltura regale. L’aggiunta del cartiglio, il cui testo appariva ai seguaci di Gesù inconsapevolmente profetico della regalità di Gesù, si accorderebbe con le intenzioni di Giuseppe d’Arimatea e di Nicodemo.

Resta, infine, il problema se tale copia del Titulus Crucis o presunto originale possa essere quello utilizzato sul Monte Calvario.

Le indagini scientifiche

Per rispondere alla seconda questione sulla veridicità del Titulus Crucis, a partire dal 1995 alcuni studiosi hanno avuto accesso alla reliquia ed hanno collaborato ad indagini scientifiche per la datazione del manufatto.

Per chiarire la questione la Santa Sede autorizzò il prelievo di campioni del legno, che vennero datati attraverso l’utilizzo del metodo del carbonio-14. I risultati, pubblicati nel 2002, determinarono che il legno risalirebbe all’intervallo tra gli anni 980 e 1150.

ElementoInformazione
MaterialeTavola di legno di noce
Ritrovamento1492
Lingue dell’iscrizioneEbraico, greco e latino
Direzione della scritturaDa destra a sinistra
Indagini scientificheA partire dal 1995
Risultati del carbonio-14Intervallo tra gli anni 980 e 1150

Il significato spirituale delle reliquie

Per i pellegrini, il valore delle Reliquie della Passione non sta tanto nel trovare conferma della veridicità degli eventi storici della Passione, quanto piuttosto nel servire come preziosi strumenti di catechesi.

La loro venerazione, infatti, ha un enorme valore spirituale, che illumina la meditazione sulle sofferenze di Cristo e aiuta a comprendere il valore salvifico della Croce.

Tutto è cominciato sul Calvario e su quella Croce dove Dio fatto uomo, Gesù Cristo è stato inchiodato. Riconciliati in Cristo ora guardiamo a quella Croce non più come infamante strumento di tortura, ma come segno dell’Amore di Dio per l’uomo.

E’ un invito a contemplare e meditare sulla Passione di Gesù che ci amò sino alla fine con un immenso amore. Adoriamo la croce, perché su di essa è Gesù , il Salvatore del mondo.

Il complesso di Santa Croce in Gerusalemme

Tra i numerosi luoghi mistici e spirituali dell’Urbe, una menzione speciale va al complesso di Santa Croce in Gerusalemme, la cui storia, come fin troppo spesso accade nella città di Roma, attraversa i secoli, regalandoci un’evoluzione e una serie di trasformazioni strutturali e funzionali a dir poco incredibili.

Palazzo e anfiteatro vengono poi racchiusi (e riutilizzati!) nella cerchia delle mura aureliane, costruite tra 270 e 275 d.C., e ancora oggi le possenti mura dell’anfiteatro sono visibili girando intorno al complesso, tra Viale castrense e Via Nola!

La nostra visita si concentrerà sulla storia del sito dall’epoca romana a quella cristiana, riuscendo anche a mostrare aree raramente aperte al pubblico: oltre alla chiesa e alla cappella delle reliquie, sarà infatti possibile visitare la biblioteca, il refettorio, il museo e soprattutto l’anfiteatro romano, oggi riutilizzato come splendido orto monastico!

Complesso Santa Croce Gerusalemme Roma

L’Anfiteatro Castrense e l’orto monastico

L’anfiteatro romano è oggi riutilizzato come splendido orto monastico. Il giardino dell’Anfiteatro Castrense è in concessione alla parrocchia e viene utilizzato per attività prettamente pastorali: non è consentito l’accesso libero ai visitatori.

Il Cistercian Garden was created inside the Castrense Amphitheater, and was linked for centuries to the basilica and its convent. In 2004 the garden was recreated.

The project was made by the architect Paolo Pejrone, and the work started with the aid of the “Friends of The Holy Cross in Jerusalem” Association. The elliptical space is divided by two perpendicular paths covered by pergolas that meet at a central fountain.

Il museo della basilica

Il museo, creato nel 1999 all’interno degli spazi del Convento della Santa Croce, ospita opere di grande interesse storico, artistico e religioso legate alla storia della Basilica.

Il Museo della Basilica, con accesso dalla sacrestia, è visitabile ogni giorno nei seguenti orari: 10,00-12,00 / 16,00-17,30.

Informazioni per la visita

L’ingresso alla Basilica e alla cappella delle reliquie è gratuito e non è necessaria alcuna prenotazione. Durante le celebrazioni liturgiche in Basilica la cappella delle reliquie e il sepolcro della Ven. Antonietta Meo non sono accessibili e non sono consentite visite turistiche.

La Cappella delle Reliquie è attualmente chiusa per lavori di ristrutturazione. La data di riapertura sarà comunicata con un apposito avviso in homepage.

Gli orari ordinari indicati per la Basilica sono: lunedì - venerdì 7,30 -18,45, sabato 7,30 -17,45 e domenica 7,30 -18,30.

Luogo o servizioInformazioni
Cappella delle ReliquieIngresso gratuito; non è necessaria la prenotazione
Accesso durante le celebrazioniLa cappella non è accessibile e non sono consentite visite turistiche
Museo della Basilica10,00-12,00 / 16,00-17,30
Anfiteatro Castrense e orto monasticoNon è consentito l’accesso libero ai visitatori

Indulgenze e ricorrenze religiose

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme non ha la Porta Santa, per cui non è ordinariamente legata alle indulgenze giubilari; inoltre non vi sono penitenzieri pontifici che si occupano delle confessioni legate alle indulgenze, come invece avviene per le vicine basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

Tuttavia, a motivo delle importanti reliquie che conserva, con la visita alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme è sempre possibile avere l’indulgenza plenaria o parziale (cioè ogni anno, anche non giubilare, ovviamente sempre alle condizioni previste), ma solamente in alcuni giorni e circostanze particolari:

  • il 14 settembre (Festa dell’Esaltazione della Santa Croce);
  • il 19 gennaio (Giorno del ritrovamento del Titulus Crucis);
  • la quarta domenica di Quaresima e il Venerdì Santo (giorni delle stazioni quaresimali);
  • ogni primo venerdì del mese;
  • ogni volta che un gruppo di pellegrini visita e sosta in preghiera davanti alle reliquie;
  • una volta all’anno in un giorno a scelta a discrezione di ciascun fedele.

Il percorso storico e spirituale

Da palazzo imperiale a cappella che custodisce le reliquie della vera croce, il complesso di Santa Croce schiude le porte sui suoi luoghi segreti e sulle sue leggende secolari.

La storia del complesso unisce così l’architettura imperiale romana, la memoria del pellegrinaggio di Sant’Elena, la costruzione della basilica e la conservazione delle reliquie della Passione. La Cappella delle Reliquie costituisce il centro di questo percorso, nel quale la devozione si intreccia con la storia, l’arte e il dibattito sull’autenticità dei reperti.

Le reliquie della Santa Croce in Gerusalemme

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