Il tratto da Pieve Santo Stefano a Pian della Capanna è una tappa di montagna impegnativa, lunga circa 34 km e caratterizzata da circa 1500 metri di ascesa complessiva, con passaggi attraverso boschi, pascoli, crinali e la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna.
Il percorso attraversa il ponte sul Tevere, sale verso l’Eremo del Cerbaiolo e il Passo di Viamaggio, raggiunge la vetta del Monte Verde a 1147 metri e termina al Rifugio Forestale Pian della Capanna, a quota 1005 metri. La tappa è estremamente meritevole in quanto si cammina in mezzo alla natura in luoghi incantevoli.

Dati tecnici della tappa
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Partenza | Pieve Santo Stefano |
| Arrivo | Pian della Capanna |
| Distanza | circa 34 km |
| Ascesa complessiva | circa 1500mt |
| Tempo totale | 8,30 ore |
| Fondo | strada bianca - sentiero - asfalto |
| Difficoltà | impegnativa |
| Quota del Rifugio Pian della Capanna | 1005 m |
| Quota del Monte Verde | 1147 m |
La tappa descritta è di circa 34km con dei dislivelli impegnativi (circa 1500mt di ascesa totali). Eccetto la sorpresa davanti ai lavori di quello che sembra essere un gasdotto, che ha lasciato una cicatrice indelebile al paesaggio, la tappa è estremamente meritevole in quanto si cammina in mezzo alla natura in luoghi incantevoli.
Da Pieve Santo Stefano al ponte sul Tevere
Partenza ore 6.45 dalla Locanda del Buon Cammino, risaliamo verso il centro ed imbocchiamo il sentiero accanto all’hotel da Giovanna. Saliamo fino a incrociare la mulattiera che parte da La Becchia, frazione di Chiusi, e in poco raggiungiamo il Santuario.
Scendiamo per un breve tratto per poi iniziare la salita verso il Monte Calvano, da li inizia la nostra continua discesa verso Pieve Santo Stefano, passando per prati magnifici e boschi. Poco prima di Pieve Santo Stefano ci fermiamo per un panino presso la Bottega Del Ghiandaio (pranzo buonissimo).
Ci dirigiamo nel centro città, giungiamo Al Museo del Diario (sfortunatamente chiuso a causa dell’orario). Da qui torniamo in Piazza Logge del Grano, giriamo subito a destra e attraversiamo il ponte sul Tevere.
Il percorso ci fa girare a destra appena superato il corso d’acqua e dopo circa 1km svoltiamo a sinistra, solo dopo aver attraversato la piccola area industriale. Inizia la lunga salita che ci porterà al nostro fine tappa.
Si parte da piazza delle Logge del Grano e si prende la via delle Antiche Prigioni, per poi attraversare il ponte sul Tevere. Si entra nel centro storico di Pieve Santo Stefano, quota 432 m.

La salita verso l’Eremo del Cerbaiolo
Saliamo in direzione Eremo del Cerbaiolo, al bivio successivo l’incrocio con una grossa croce in legno se vorrete visitare il Santuario prendete il sentiero a destra, se invece volete restare sul percorso. Prendete la strada accanto a sinistra, quella con la pendenza maggiore.
Il tratto fino a Cerbaiolo segue una variante non segnalata, che consente di evitare ripidi sentieri (ricordare sempre il cappellino e le scorte d’acqua). Si cammina in progressiva salita su una strada solitaria.
Giunti a una biforcazione (km 4,73), segnalata dalla presenza di una croce, si sale verso l’eremo di Cerbaiolo. Dopo circa 600 m si raggiunge una nuova biforcazione (km 5,24) e da qui si riprende il tracciato segnalato.
Durante la salita incontriamo la fonte Ripone, continuiamo salendo tra boschi e pascoli fino al Passo Viamaggio.
Attraversiamo il ponte sul Tevere e superata la Chiesina dei Lumi passiamo davanti al ristorante dove abbiamo cenato ieri e poco dopo prendiamo a sinistra la deviazione per l’Eremo del Cerbaiolo. È una larga sterrata che sale compiendo all’inizio ampi tornanti.
Terminano i tornanti e la sterrata diventa meno ripida. Si giunge alla deviazione per l’Eremo di Cerbaiolo, so che molto probabilmente sarà chiuso, ma andiamo ugualmente.
L’Eremo del Cerbaiolo
Dalla biforcazione, se si vuole visitare l’eremo del Cerbaiolo, si prende a destra in salita ripida per circa 1 km; se invece si decide di proseguire il cammino, si prende a sinistra, in forte salita, per Viamaggio - Sansepolcro - Assisi.
La visita al luogo isolato di preghiera è “inevitabile”, alla base dell’edificio c’è un vecchio cimitero, poco prima di iniziare a salire la scalinata che porta all’ingresso dell’Eremo (di solito chiuso) su una grande roccia a sinistra c’è scolpito un caratteristico Crocifisso ai piedi del quale c’è una Donna con il velo.
Arrivati all’Eremo ci fermiamo un poco per riposarci e per ammirare il panorama che si gode dalla cima. L’Eremo è davvero fuori dal mondo e la scelta dei monaci di vivere qui non doveva essere facile.
Le due porte sono chiuse e non c’è cenno di presenza alcuna. C’è un quaderno dove i pellegrini lasciano una frase in segno del loro passaggio.
Ritorniamo indietro per riprendere il percorso principale e mi fermo al piccolo cimitero dell’Eremo dove ho letto che c’è la tomba di Chiara, ma non la riesco a trovare.

Dall’Eremo alla Fonte delle Rupine
Raggiunto il poggio delle Calbane, 800 mslm, si continua in salita. Giunti a una biforcazione (km 6,5), si prende a destra, per poi dopo poco, a un nuovo bivio, proseguire a destra per il passo di Viamaggio.
Si supera la Fonte delle Rupine e, giunti al bivio con i segnali bianco-rossi (km 7,18), si imbocca il sentiero sulla sinistra. Si prosegue prestando attenzione ai segnali in vernice.
Ripreso il Cammino, siamo saliti per sentiero e larghe carrarecce facendo una sosta alla Fonte delle Rupine. Poi riprendiamo il cammino fino a Passo di Viamaggio.
La strada si fa ripida e brecciosa fino a collegarsi ad una via sempre sterrata ma dal fondo buono, quota 708 m, che a sinistra porta all’Eremo Cerbaiolo, quota 785 m.
Si prosegue piegando verso Sud, sempre in discesa; ad una biforcazione si trascura una strada a destra che porta ad un punto panoramico “Sassineri” e a Pieve Santo Stefano (freccia di legno posizionata dalla Pro Loco).
Il Passo di Viamaggio
Da qui si può fare la variante più lunga ma più semplice o, come abbiamo fatto noi, seguire le indicazioni e salire per il ripido sentiero accanto la chiesetta accanto a bar del passo.
Il percorso preso (secondo i cartelli trovati) ricalca in parte un tratto del Sentiero Italia e il tracciato della Linea Gotica.
Il sentiero è impegnativo, saliamo fino a un bellissimo prato e sali poi iniziamo a scendere, dopo poco troviamo una brutta sorpresa, la segnaletica sparisce e ci troviamo in mezzo a una grossissima striscia disboscata (ci dicono di tratti di un gasdotto nel mezzo della natura che passa per la cima del Monte Verde.
Dall’incrocio si imbocca a sinistra (Nord) la Strada Provinciale 50 Nuova Sestinese. Dopo 100 metri, ad un successivo bivio, si prende a sinistra la strada sterrata dal fondo buono, Via Cerbaiolo.
Da qui si prende la strada sulla destra in discesa verso il bar‑albergo, utile tappa intermedia. Dal bar si prende il vialetto interno e, al termine del fabbricato, si sale a sinistra fino a raggiungere la recinzione metallica, dove si gira a sinistra (mantenendo la recinzione sulla destra).
Si arriva nel punto dove bisogna abbandonare definitivamente la strada, quota 970 m, per seguire l’indicazione del sentiero 00 per Monte Verde ed il Passo di Viamaggio.

Monte Verde e il tratto più impegnativo
Si svolta a destra in netta salita e dopo alcune decine di metri si va a sinistra seguendo il ripido crinale boscoso in direzione Ovest.
Si sale tra enormi alberi di faggio e di acero, la zona è molto ventilata e in alcuni periodi dell’anno si potrebbero trovare alberi divelti dalla furia del vento. In caso di pioggia il terreno è molto scivoloso.
Si costeggia una recinzione di filo spinato che si tiene a destra. Si piega in direzione Nord-Ovest, si oltrepassa un cancello (aprire e richiudere) e si giunge sulla vetta boscosa di Monte Verde1147 m.
Da questo punto inizia una delle salite più dure di tutto il cammino. Si deve fare attenzione: in caso di pioggia il fondo diventa molto scivoloso; meglio munirsi di bastoni da trekking.
Il sentiero nel fitto bosco costeggia nuovamente la recinzione. Superato un passo con una scaletta in legno (km 10,2), si segue il sentiero che sale leggermente a sinistra e poi si riaccosta alla recinzione metallica.
Giunti al termine della recinzione, si prende a destra per superare un passo, e si sale verso sinistra. La salita costeggia una recinzione in filo spinato, fino a superare un passo (km 10,56).
L’orizzonte si amplia. Dopo 100 m si trova il segnale in vernice che indica il sentiero 00; da qui il sentiero si discosta dal filo spinato per raggiungere una radura panoramica, che invita a buttare a terra lo zaino per una pausa.
Si prosegue in direzione del punto più alto dello scoglio verso la valle e si scende sulla sinistra (il segnale in vernice è posto a terra), per poi prendere il sentiero che procede verso destra.
Dopo una discesa, si sale (km 10,90) fino a raggiungere il segnale in vernice, dove si sale con elevata pendenza, lungo una recinzione in filo spinato, sulla sinistra.
Superato il passo (km 11,5), si giunge in vetta a monte Verde, 1147 mslm, sull’ampio pianoro dal quale si domina la valle di Sansepolcro.

Discesa dal Monte Verde e arrivo a Pian della Capanna
Terminata la discesa impegnativa torniamo a salire per circa 6km, quasi sempre dolcemente, fino a Pian della Capanna, nostro fine tappa, dove si trova un tranquillo rifugio.
Dalla cima si continua per un piccolo tratto in direzione Nord-Ovest, poi si piega a Nord in discesa, si passa una radura panoramica e alla fine di questa si notano dei cartelli che invitano a visitare il Parco Storico della Linea Gotica di Badia Tedalda.
Il sito conserva i resti di alcune postazioni di tiro e di ricovero dell’esercito tedesco.
Passato un secondo cancello, si va in direzione Nord-Ovest, si supera una zona di calanchi, poi un’altra piccola radura e si passa un terzo cancello.
Nel bosco si segue una recinzione metallica che si tiene a destra, si oltrepassa un quarto cancello ed infine si supera la rete metallica con una scaletta di legno malridotta.
Si entra in una fitta pineta e si esce da questa vicino ad un lungo fabbricato e di fronte al crocevia stradale del Passo di Viamaggio.
Si aggira tutto l’edificio tenendolo a destra e passando su un sentiero che si mantiene tra una recinzione a sinistra e la pineta a destra.
Infine si piega a destra nella pineta e si guadagna la Strada Regionale 258 Marecchiese (Via Alpe) uscendo nei pressi di una piccola chiesa, quota 983 m, ci sono indicazioni escursionistiche.
Il sentiero preso ricalca in parte un tratto del Sentiero Italia e il tracciato della Linea Gotica. Il percorso attraversa boschi di faggi, querce e carpini, alternando tratti di carrareccia, radure e sentieri nel bosco.
Il Rifugio Forestale Pian della Capanna
Rientrati nel bosco, più avanti si esce sulla radura dove c’è il Rifugio Forestale Pian della Capanna, quota 1005 m, ristrutturato ma disabitato in questo periodo della stagione; c’è comunque una stanza sempre aperta con luce-bagno-doccia e camino.
Nascosto dalla vegetazione, non molto distante dal fabbricato, in direzione Sud-Ovest, c’è un laghetto.
Si prosegue in leggera salita seguendo sempre la strada principale che compie un tornante in senso orario e poi una curva a sinistra, qui si nota su un colle, a pochi metri dalla strada, un’altra pala eolica fuori uso, località La Ciocchetta, quota 1072 m.
Si rientra nel bosco; ad un bivio continuare a sinistra (Nord) e, più avanti, si esce dalla Riserva Naturale Alpe della Luna (cartelli indicatori).
Quando il sentiero si immette su un’ampia carrarecchia nel punto in cui ci si ricollega alla variante. Seguiamo i segnali inoltrandoci nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna con grandi faggi e querce.
Qui la natura esprime tutta la sua grazia e bellezza. Si sentono tuoni in lontananza, noi acceleriamo il passo.
Dopo poco, alcune macchine parcheggiate sulla sterrata e il vociare di bambini e adulti, ci preannunciano il termine della nostra tappa: siamo al Rifugio Pian della Capanna.

La Riserva Naturale dell’Alpe della Luna
Trascurate tutte le deviazioni, si attraversa un’ampia radura, Pian di Manciato, dove a sinistra si notano i resti di un altro casale, il Bastione ed in fondo il Lago di Montedoglio.
La strada, anche se larga, si fa sempre più dissestata, si rientra nel bosco e si giunge nella località Col del Pegli, quota 1047 m (cartelli escursionistici del CAI).
Qui inizia il sentiero per salire sulla montagna più alta dell’Alpe della Luna, Monte dei Frati.
Superata un’altra piccola radura si rientra nel bosco, la sterrata va in discesa, ad una biforcazione, Passo dello Spugnolo, segnalata dai segnali del CAI, si continua a sinistra lungo la via principale e si arriva nel punto dove bisogna abbandonare definitivamente la strada.
Il percorso si sviluppa tra il versante roccioso del monte e i prati aperti. Dopo circa 1 km si entra nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna.
Si giunge a una biforcazione e si prende a destra, seguendo i segnali in vernice. In meno di 1 km si giunge all’area di sosta di Pian della Capanna.
È stata una bella tappa, impegnativa ma senza difficoltà e con un sentiero ben segnato coi soliti segnavia.
Segnaletica e condizioni del percorso
I segni del CAI e del Cammino di Francesco sono sempre presenti.
Sempre ben segnato con il segno bianco-rosso del CAI, il Tau giallo, rare bandierine giallo-blu e da frecce escursionistiche di vario tipo.
La segnaletica del Cammino di Francesco è sempre presente.
Il fondo ogni tanto è fangoso, dopo 3,4 Km circa, dal passo, si giunge presso la Fonte delle Rupine, quota 856 m.
Durante il tratto più alto è necessario prestare attenzione alle recinzioni, ai cancelli e alle condizioni del terreno. Si oltrepassano diversi cancelli e, quando vengono aperti, devono essere richiusi.
In caso di pioggia il terreno è molto scivoloso. Il sentiero nel fitto bosco costeggia nuovamente la recinzione.
Varianti e collegamenti del Cammino
Si può fare la variante più lunga ma più semplice oppure seguire le indicazioni e salire per il ripido sentiero accanto alla chiesetta e al bar del passo.
La variante consigliata, senza segnaletica, prevede di girare a destra e proseguire su asfalto, raggiungendo la chiesa della Madonna dei Lumi, superata la quale si imbocca una rotatoria, per poi proseguire su via Canonico Coupers.
Si prosegue a lato della strada asfaltata e, al segnale turistico marrone che indica il Cerbaiolo (km 1,2), si gira a sinistra.
Per chi non intende affrontare i dislivelli della tappa, si può seguire la strada provinciale 77 da Pieve a Sansepolcro. Bisogna fare molta attenzione ai veicoli, ma il percorso è molto più breve (19 km) e facile.
La variante verso Sansepolcro
Il tratto da Pieve Santo Stefano a Sansepolcro è indicato come molto impegnativo, con una distanza di 36 km, un tempo di percorrenza di 10 ore e un fondo composto da strada bianca, sentiero e asfalto.
Il cammino prosegue per 1,8 km in discesa, in mezzo a boschi di faggi, di cerri e di carpini. Si tralascia la deviazione segnalata come sentiero 8 per Aboca e Sansepolcro.
Si osserva in distanza un casale dalle tegole rosse, La Spinella, possibile tappa intermedia. Si rallenta il passo e si fa attenzione al bivio con il segnale che indica la direzione per Assisi - Germagnano - REV 11.
Qui si lascia l’ampia carrareccia che prosegue verso La Spinella e si volta a sinistra in discesa per ritrovare i segnali orizzontali.
Questa deviazione per “La Montagna” o “Villa” consente di alleviare il cammino. Dal bivio si prosegue per circa 4 km restando sempre sulla mulattiera e senza effettuare deviazioni.
Si supera un punto di sosta con sedute, Val di Canale, fino ad arrivare al centro abitato di La Montagna, possibile tappa intermedia.
Si attraversa in discesa il paese fino a raggiungere un bivio con il monumento ai caduti, da qui si prende a sinistra in salita sul sentiero 00 verso un gruppetto di case.
Si supera, sulla destra, la chiesa di San Michele Arcangelo. Dopo poco si giunge a Pischiano, dove al fontanile si gira a destra seguendo la segnaletica REV 10 e si scende verso Montecasale.
Si prosegue dritto e inizia una ripida, ma breve, salita. Si prosegue in falsopiano su un sentiero suggestivo tagliato nella roccia.
Dopo 200 m, bisogna fare attenzione e girare a sinistra in salita fino a ritrovare il segnale in vernice, posto su un albero; da questo punto si gira a destra per poi iniziare a scendere.
Il percorso prosegue in piano, tra bassi arbusti, che lasciano lo sguardo libero di vagare all’orizzonte.
Si supera una piacevole cascatella d’acqua e, giunti in prossimità di un torrente, si seguono i segnali, in modo da evitare di bagnarsi.
Superato un fontanile, si procede fino a giungere a una radura. Da qui il sentiero si immette su di una carrareccia.
Dopo circa 800 m si oltrepassa una sbarra e si raggiunge l’eremo di Montecasale, possibile tappa intermedia, dove ci accoglie la statua in bronzo di San Francesco e una preziosa fontanella d’acqua.
Dando le spalle alla statua, si scende sulla destra, per superare un cancello e si raggiunge un percorso con le stazioni della Via Crucis; qui si prende a sinistra in salita.
Giunti in prossimità del cancello del convento, si scende a destra in direzione di Sasso Spicco e Sansepolcro.
Al bivio si segue l’indicazione per il Sasso Spicco e si scende su un sentiero stretto e ripido.
Raggiunto un nuovo bivio, si prende a sinistra. Si cammina all’ombra del folto bosco, e dopo 150 m si gira a destra, e poi subito a sinistra.
Superato un piccolo guado, si prosegue fino a giungere di fronte a una chiesa campestre, dove si trova una fontanella.
Si prosegue e al bivio si gira a sinistra verso Sansepolcro, su strada asfaltata. Da qui il cammino è tutto su asfalto.
Si oltrepassa il ponte San Francesco sul torrente Afra e si prosegue fino a un incrocio con la trafficata via dei Montefeltro che si attraversa in direzione della farmacia.
Si prosegue su via dei Molini. Giunti allo stop, si gira a destra e si prosegue sempre dritto per giungere davanti a Porta Romana e in breve al Duomo di Sansepolcro.
Alpe della Luna Trail 2025
Indicazioni pratiche per la tappa
- La tappa richiede una buona preparazione fisica a causa della lunghezza e dei dislivelli impegnativi.
- In caso di pioggia il terreno può diventare molto scivoloso, soprattutto sui sentieri ripidi verso Monte Verde.
- È opportuno prestare attenzione ai cancelli, alle recinzioni in filo spinato e agli alberi eventualmente divelti dal vento.
- Durante il percorso sono presenti fontanili e sorgenti, tra cui la Fonte delle Rupine.
- È consigliabile ricordare sempre il cappellino e le scorte d’acqua.
- Il Rifugio Forestale Pian della Capanna dispone di una stanza sempre aperta con luce, bagno, doccia e camino.
- La variante stradale è più breve e facile, ma richiede molta attenzione ai veicoli.
La notte è passata tranquilla, mi sono svegliato alle 6.00. Andrea dorme ancora e io penso alla giornata di ieri.
Questa mattina il sole si sta facendo largo tra le nuvole mostrando spazi di cielo azzurro e questo mi mette di buon umore. Ci alziamo, prepariamo gli zaini facciamo colazione con quello che Cinzia ci aveva preparato la sera prima e alle 7.30 siamo in strada.
È stata una bella tappa, impegnativa ma senza difficoltà e con un sentiero ben segnato coi soliti segnavia.